Cerca nel sito:

cgil Firenze stampa la pagina

novità sul sito   ultima modifica(mese/giorno/anno):

Home Page


Diritti news

Attualità

Vertenze

Link utili

Diritti in rete

Organizzazione

Documentazione

Rubrica

Memoria

Sala stampa 

Chaise longue

Categorie e Servizi


Diritti e democrazia, dove va la Cgil?

Assemblea a Firenze, con Rossi, Masini e molti altri sindacalisti che chiedono una discussone aperta su legge 30 e privatizzazioni

Riccardo chiari sul Manifesto 17/6/06

Avevano dato appuntamento a dopo le elezioni, che in Toscana (dati delle europee) hanno dato il 9.1% a Rifondazione, il 3,8% ai Comunisti italiani e (dati delle amministrative) più del 30% ai Ds. 

Ora che una discussione trasparente non si intreccia più con la campagna elettorale, la loro riuscita assemblea al teatro Puccini di Firenze è partita da una constatazione:  «A due anni e mezzo da Rimini - spiega il segretario regionale Rossano Rossi ­avvertiamo nella Cgil Toscana numerosi segnali in contraddizione con le scelte fatte al congresso. Abbiamo preferito parlarne e confrontarci fuori dalla ufficialità dei direttivi, con un appuntamento pubblico. Non per creare un'area, ma perché con alcuni colleghi abbiamo le stesse sensazioni. E le stesse preoccupazioni». 

Timori che vanno dalla silenziosa accettazione della legge 30 da parte del più grande sindacato italiano, al nulla osta sulla nuova legge regionale sui servizi pubblici, in odor di future privatizzazioni. «Anche noi siamo favorevoli ad un rapporto unitario con Cisl e Uil- riassume efficacemente Rossi - ma questo non può e non deve diventare una gabbia per la Cgil».

Tra i firmatari del documento con cui è stata convocata l'assemblea, ci sono Moreno Verdi dello Snur, Luca

, Ciabatti della Funzione pubblica, il segretario della Camera del lavoro di Massa Carrara, Paolo Marini. Cè anche Enzo Masini, che dopo otto anni alla guida della Fiom regionale ha il compito di chiudere l'appuntamento che ha richiamato a Firenze anche Gianpaolo Patta e Gianni Rinaldini.

E Masini non nasconde nulla: «Non siamo qui per fare testimonianza - spiega - ma perché avvertiamo in Cgil Toscana da una lato una discussione aperta, dall'altro un confronto strisciante e pericoloso. Perché c'è una parte dei gruppi dirigenti che ritiene il cammino fatto negli ultimi due anni e mezzo una semplice parentesi».

In discussione Masini pone anche il nuovo patto regionale di sviluppo, «Non perché vi siano di per sé cose negative, ma perché non è all'altezza degli sforzi fatti dalla Cgil in questi anni. Non pone una sfida 'alta' a Cisl e Uil, alle organizzazioni datoriali, alla stessa Regione». Lo sguardo va alle pratiche di democrazia della Fiom, che ha portato la Toscana ad essere la seconda regione italiana per numero di precontratti. 

«Invece nel patto per lo sviluppo non si parla ad esempio della legge 30. E invece noi dobbiamo dire che, di 49 tipologie contrattuali, se ne devono usare solo due o tre. E anche Cisl e Uil devono essere coerenti: non possono trattare con la Regione gli enti bilaterali Perché ci sono aspetti sui quali qui in Toscana non si può abdicare». Aspetti che vanno da un tessuto produttivo da rifondare, ad una precarizzazione nel ciclo produttivo da rifiutare. Da un controllo sugli appalti pubblici «che sono miriadi» per evitare l'ormai costante bagno di sangue sul lavoro, alle privatizzazioni dei servizi pubblici da bocciare senza attenuanti 

«Infine c'è il problema di liberare la discussione, nel merito delle cose. E c'è, strettamente legato, il problema di trovare spazi di confronto nei gruppi dirigenti, a tutti i livelli di organizzazione. In Cgil Toscana, e nelle Camere del lavoro».


MERCOLEDI 16 GIUGNO
TEATRO   PUCCINI
VIA DELLE CASCINE 41 FIRENZE ORE 9,30 – ORE 16,00

 

ASSEMBLEA PUBBLICA 

LA CGIL DAL CONGRESSO DI RIMINI AD OGGI


INTERVERRANNO:
ROSSANO ROSSI – SEGRETERIA CGIL TOSCANA
LUCA CIABATTI – SEGRETARIO FP CGIL TOSCANA
ENZO MASINI – SEGRETARIO FIOM CGIL TOSCANA
PAOLO MARINI – SEGRETARIO CDLT CGIL MASSA CARRARA
MORENO VERDI – COORD. REGIONALE SNUR CGIL TOSCANA

HANNO GARANTITO LA LORO PARTECIPAZIONE
LUCIANO SILVESTRI – SEGRETARIO GENERALE CGIL TOSCANA
GIANNI RINALDINI– SEGRETARIO GENERALE FIOM
GIANPAOLO PATTA – SEGRETARIO CGIL NAZIONALE

L’intento che ha mosso l’iniziativa è quello di offrire un’occasione di riflessione sulle politiche che hanno caratterizzato il lavoro della CGIL dal Congresso di Rimini ad oggi. A questo proposito vi alleghiamo il documento attraverso il quale abbiamo promosso l’incontro

La CGIL ha restituito forza e fiducia
ai lavoratori e alle forze sane del Paese

La Toscana è stata in questi tre anni una punta avanzata della capacità di mobilitazione, di lotta e di iniziativa del movimento sindacale e dell’insieme dei movimenti per la pace, l’accoglienza, la solidarietà, l’estensione dei diritti, la difesa della Costituzione e della democrazia, contro il conflitto d’interessi e per l’autonomia della Magistratura.

La CGIL Toscana, le Camere del Lavoro e le categorie sono state uno dei cuori pulsanti di questa capacità di iniziative e di mobilitazione. Una vasta rete di associazioni, di movimenti, di iniziative ha confermato e rinnovato la vocazione solidarista e democratica del nostro territorio.

Questa realtà si è pienamente inserita in un quadro nazionale che ha visto la CGIL assumere, con il XIV Congresso, una funzione propulsiva e propositiva, che ha ridato forza e fiducia ai lavoratori, rifiutando così l’annichilimento e la degenerazione del sindacato contenuta nel “patto per l’Italia”, facendo da catalizzatore per l’insieme delle istanze di libertà, democrazia, rinnovamento della società italiana. Anche la nuova unità d’azione tra le organizzazione sindacali è il prodotto delle capacità di iniziative e di tenuta della CGIL e del largo consenso che ha avuto ed ha tra i lavoratori, i pensionati, la gioventù e ampi settori del Paese.

In questo modo la CGIL ha contribuito a rivitalizzare una opposizione che era inadeguata e indecisa. Ma ha anche posto una questione che non è stata ancora risolta: quella della rappresentanza politica del mondo del lavoro, la cui assenza è il prodotto più devastante della crisi di identità e di prospettive della sinistra italiana. A questa domanda ancora non è stata data risposta.

Tutto questo è accaduto perché la CGIL è stata fino in fondo sindacato e ha posto al centro della propria iniziativa la dignità e il valore del lavoro. Noi vogliamo che continui ad essere così confermando le conclusioni del XIV Congresso!

 

Autonomia, unità e democrazia. 

L’autonomia del sindacato dalle controparti, dal Governo e dai partiti va riaffermata.

Al centro dell’iniziativa del sindacato deve esserci sempre la difesa della dignità e del valore del lavoro e l’affermazione dei diritti, qualunque sia l’interlocutore del momento. Il sindacato deve restare una organizzazione di classe e di rappresentanza per la difesa degli interessi e la tutela dei diritti di tutte le lavoratrici e lavoratori!

Autonomia non è indifferenza. Ci battiamo per un quadro politico favorevole al dispiegarsi dell’iniziativa del sindacato, per battere le politiche liberiste e l’attacco alla Costituzione. Riteniamo che occorra restituire alla sinistra identità e peso nella vita politica italiana, favorendo ed estendendo momenti di iniziativa e confronto come il “ Forum per l’alternativa programmatica di Governo”.

La democrazia è il fondamento del rapporto tra lavoratori, lavoratrici e sindacato.

C’è bisogno di una legge sulla rappresentanza che riconosca il peso effettivo delle opzioni sindacali tra i lavoratori e che le Rappresentanze sindacali unitarie siano estese a tutte le categorie e in tutti i luoghi di lavoro. Ma gli accordi sindacali devono essere sottoposti alla valutazione vincolante dei lavoratori interessati.

L’unità sindacale è un obiettivo che va perseguito con determinazione e coerenza. Ma la costruzione di un terreno unitario d’azione non può che basarsi sul merito. Per questo, il fondamento dell’unità sono la democrazia e il pluralismo. Il pluralismo che si manifesta nella discussione e nella proposta di diverse opzioni, la democrazia come strumento regolatore e dirimente dei rapporti unitari.

 

Stato sociale, lotta alla precarizzazione e redistribuzione del reddito.

I temi centrali dell’iniziativa sindacale oggi devono essere la lotta alla precarizzazione e la redistribuzione della ricchezza a favore dei salari, degli stipendi e delle pensioni.

Il primo atto è l’opposizione alla Legge 30, che non può prescindere da una richiesta forte ed inequivocabile della sua abrogazione e dal rifiuto della trasformazione del sindacato in appendice statuale o corporativa per la certificazione individuale dei rapporti di lavoro o per il collocamento della manodopera, sia che sia fatto direttamente o che sia fatto attraverso gli organismi bilaterali.

Occorre poi proseguire con un impegno contrattuale per impedire l’estensione dei rapporti di lavoro precari. Questo impegno deve arricchirsi con la lotta contro le troppe forme di precarizzazione introdotte precedentemente, valorizzando la raccolta, promossa dalla CGIL, delle oltre 5 milioni di firme per l’estensione dei diritti e delle tutele e gli oltre 10 milioni di sì del referendum estensivo sull’articolo18.

In questi anni è avvenuto un massiccio spostamento di ricchezza dai salari, dagli stipendi e dalle pensioni, verso i profitti e la rendita. Questo è avvenuto attraverso la contrazione delle retribuzioni, l’aumento della pressione fiscale sui redditi da lavoro, il carovita e il costo diretto delle prestazioni dello stato sociale (scuola, assistenza, servizi alla persona, ecc.).

E’ evidente che una politica di redistribuzione della ricchezza deve far leva su tutti gli aspetti.

Per questo, la difesa e l’allargamento della spesa sociale, la tutela delle pensioni e del servizio sanitario nazionale, il mantenimento e l’estensione dei servizi educativi e di quelli alla persona garantiti dall’intervento del sistema delle Autonomie locali, così come la lotta per restituire il drenaggio fiscale e contro l’evasione e l’elusione, il contrasto alla demagogica proposta di ridurre le tasse ai ricchi e a favore di criteri di equità e progressività nel prelievo fiscale sono parte integrante di una politica che salvaguardi i redditi di chi lavora e dei pensionati.

Sempre in quest’ottica, occorre arrestare la tendenza delle privatizzazioni generalizzate e ad ogni costo di tutti i servizi pubblici (acqua, energia, rifiuti, gas e trasporti), per aprire una fase di riflessione sulla loro gestione, che non escluda in prospettiva anche una loro eventuale completa ripubblicizzazione.

Da respingere, invece, il tentativo di contrapporre la difesa e la tutela del salario indiretto e della tutela sociale, alla richiesta contrattuale di aumenti salariali. Infatti, l’esperienza di questi anni ci ha dimostrato che la rinuncia a perseguire l’aumento dei salari, in cambio della regolazione di prezzi e tariffe, non ha prodotto né l’uno, né l’altro. Vanno tenuti assieme, politica salariale, difesa e allargamento dello stato sociale, questione fiscale, politica dei prezzi e delle tariffe.

Il contratto nazionale, secondo le indicazioni del XIV Congresso, deve restare il livello nel quale si determinano le rivendicazioni salariali, normative, ecc. Il livello integrativo, deve restare, giustappunto integrativo. Difendere ruolo e funzione del contratto nazionale ed estendere la contrattazione articolata sono obiettivi che vanno perseguiti, senza rimuovere la gerarchia tra di essi!

 

La pace e la Costituzione  

Oggi più che mai è necessaria forza e chiarezza nel ribadire un NO alla guerra senza se e senza ma. I tristi epiloghi dell’avventura bellica del governo dimostrano quanto sia stata giusta la posizione espressa dalla CGIL. E’ necessario che le truppe italiane lascino subito l’Iraq e che non ci tornino nemmeno sotto un eventuale mandato dell’ONU, in quanto hanno partecipato alla fase belligerante, su questa posizione occorre la massima chiarezza.

Preoccupa infine il continuo attacco all’impianto democratico del nostro Paese che avviene attraverso la volontà di ridisegnare il nostro modello costituzionale costruito con il sangue e il sacrificio di tanti uomini e donne.

E’ evidente come viaggino parallele la trasformazione autoritaria e la spinta verso la centralità dell’impresa e del mercato.

L’Italia deve restare una democrazia fondata sul lavoro.

Un’iniziativa per discuterne insieme

Con queste righe, abbiamo cercato di portare un contributo libero, che pure riteniamo coerente e rispondente alla linea del XIV Congresso della CGIL. Proponiamo ai delegati e alle delegate, ai quadri e ai dirigenti della CGIL Toscana che si riconoscano o ritengano utile questo contributo, una sede libera di confronto su questi temi e invitiamo a aderire e partecipare all’iniziativa che si terrà : MERCOLEDI 16 GIUGNO A FIRENZE

Firenze, 10 maggio 2004