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ROMA - La direzione generale della Rai ha deciso di trasmettere il concerto del Primo Maggio in «diretta-differita». Tecnicamente questo significa che la ripresa integrale di ciò che accadrà sul palco di piazza San Giovanni verrà messa in onda con alcuni minuti di ritardo: venti, quindici, forse meno. La notizia è di ieri pomeriggio. E subito spiegata con un comunicato: «Vogliamo eliminare eventuali situazioni poco congrue non solo con il regolamento della "par condicio", ma anche e soprattutto con la sicurezza dei tre italiani tenuti in ostaggio dai terroristi iracheni».
In mattinata, la conferenza stampa di presentazione del tradizionale evento organizzato da Cgil, Cisl e Uil era filata via come se non ci fossero problemi: nel gran salone di viale Mazzini, tutti a parlare dei cantanti, di Neffa e degli Almamegretta, dell’omaggio che verrà riservato a Fabrizio De André. Tutti a fare finta di niente, come se le prime pagine dei giornali non fossero interamente dedicate a quel video, a quei tre italiani tenuti prigionieri, con la vita appesa alla richiesta dettata dai loro rapitori: manifestare, a Roma, contro il conflitto in Iraq.
Poi, tre ore dopo, ecco però arrivare la richiesta del Consiglio di amministrazione al direttore generale Flavio Cattaneo: «Evitare la diretta». Richiesta seguita da precisazione: «La raccomandazione non ha intenti censori, ma solo cautelativi». Su queste frasi, comincia la sarabanda delle voci: all’inizio sembrano prevalere le preoccupazioni legate al rispetto della «par condicio», essendo ancora ben vivo nei quattro consiglieri di amministrazione il ricordo di quanto accadde durante il concerto dello scorso anno, quando i cantanti Daniele Silvestri e Meg, voce dei 99 Posse, presero il microfono.
Silvestri disse: «Se c’è una guerra di cui vorrei parlare è quella che il nostro governo sta dichiarando in questo momento alla magistratura italiana». E Meg: «Non ci sarà pace senza giustizia finché governeranno persone in doppiopetto come Bush, Blair e Berlusconi».
Con il trascorrere dei minuti, però, assume sempre più peso la preoccupazione che qualcosa, uno striscione, un coro, una bandiera, nella piazza in festa, possa «in qualche misura interferire con le trattative avviate per tentare di liberare i tre italiani tenuti prigionieri in Iraq».
I tre segretari sindacali, Epifani, Pezzotta e Angeletti, apprendono la decisione assunta da Cattaneo senza nascondere il loro stupore. «Ma perché?». In corso d’Italia, nella sede della Cgil, ci sono dirigenti che s’interrogano indignati: «Siamo sempre stati pacifisti: prima e dopo lo scoppio della guerra. Chi avrebbe osato collegare qualche nostro striscione alle richieste formulate dai rapitori iracheni?». Quindi, il sospetto: «La diretta c’è sempre stata, senza problemi di "par condicio": stavolta, cosa vogliono controllare? Quali frasi pensano di dover "tagliare" i dirigenti della Rai?».
Arriva la dichiarazione del segretario dei Ds, Piero Fassino: «Quella del
Consiglio di amministrazione della Rai è un’inaudita dimostrazione di
arroganza e di irresponsabilità». Continua Fassino: «In assenza del
presidente Annunziata, quattro consiglieri, tutti esponenti della maggioranza di
governo, hanno censurato il presidente, annullato la consueta diretta televisiva
del tradizionale concerto del Primo Maggio e costituito un comitato di censura
della "par condicio"». È d’accordo il segretario dell’Usigrai,
Roberto Natale: «Decisioni vergognose». Ma da An arriva il parere contrario di
Francesco Bevilacqua: «A noi sembra invece una decisione ineccepibile».
Questa mattina, il direttore generale Cattaneo incontrerà i segretari
organizzativi di Cgil, Cisl e Uil. Potrebbero esserci parole grosse.
Il tradizionale appuntamento di
piazza San Giovanni, solo ieri la lista definitiva dei partecipanti. Pochi i
grandi nomi
Concerto 1° maggio, ecco il cast
Vibrazioni, Caparezza, Pfm e il meglio del
rock alternativo italiano
Fra gli stranieri i Chumbawamba Copeland, Melissa e Nour
Eddine
GINO CASTALDO su La Repubblica
Quest´anno sul Primo Maggio aleggiava un senso di incertezza, poche notizie, e molti dubbi sul cast che oggi siamo finalmente in grado di svelare interamente. Confermato Stewart Copeland come superospite straniero (si fa per dire, ovviamente) e alla lista si sono aggiunti Melissa e, all´ultimissimo momento, a giochi praticamente chiusi, i Chumbawamba. Completano la lista il musicista magrebino Nour Eddine, e l´Ensemble Bash, che in passato ha lavorato con Copeland e forse rinnoverà sul palco di San Giovanni questa collaborazione. Considerando che gli organizzatori avevano tentato addirittura la carta Bruce Springsteen, non sembra un gran risultato, ma hanno ragione quando sostengono che far arrivare uno straniero qualsiasi tanto per fare audience, non è propriamente nello spirito della manifestazione. Meglio così. Non c´è nulla di più irritante di uno straniero che palesemente arriva senza sapere nulla della manifestazione e canta due o tre pezzi come se si trovasse al Festivalbar.
I grandi nomi latitano anche sul cast italiano. I più famosi, o meglio quelli che di questi tempi viaggiano con più fulgore sull´onda del successo, sono le Vibrazioni e Caparezza. Ma se mancano i big, il Primo Maggio conferma almeno la sua vocazione a rappresentare una densa, esauriente, fotografia di gruppo del panorama alternativo della musica italiana. A tenere alto il gagliardetto del rock storico ci penserà la Premiata Forneria Marconi. Presenteranno estratti del tributo a Fabrizio De André (in ricordo del concerto che fecero insieme 25 anni fa) che hanno messo in scena negli ultimi tempi, e questa è una delle poche notizie che già si sapevano di questo Primo Maggio fino a oggi così avaro di notizie.
Il resto del cast, è sostanzialmente una degna rappresentazione
del rock italiano e delle sue sempre più ricche derivazioni stilistiche. C´è
quasi al completo la pattuglia che a Sanremo ha incarnato il pop italiano: Omar
Pedrini, Neffa, Mario Venuti e Piotta. Piotta, in particolare, ha annunciato di
avere in serbo una sorpresa, tutta dedicata alla festa del lavoro. C´è Rais,
che sta per pubblicare il suo esordio da solista, dopo la separazione dagli
Almamegretta, ci sono Riccardo Sinigallia, i Verdena, gli Afterhours, la
Bandabardò, Frankie Hi Nrg, Peppe Barra, i Delta V, Enrico Capuano, Enrico
Ruggeri (nella rivisitazione adulta dei suoi esordi punk), Linda, Linea 77, i
Modena City Ramblers, i Taranta e i Radiodervish.
1° Maggio
Il Palco della libertà
Preparatevi, torna il concertone del 1° Maggio: a Roma e in diretta su Raitre Vietato fare dichiarazioni di voto (ma si può dire la verità su questo governo?). Claudio Bisio conduce e, con la Pfm, interpreta De André: «La pace è sempre più lontana»
StefanoMiliani sull'Unità
Il comico di «Zelig»: «Faremo un omaggio a Fabrizio. Salire su quel palco per me è come tornare a una certa purezza»
ROMA L’anno scorso, al concertone del Primo Maggio di Cgil, Cisl e Uil, quello in piazza San Giovanni a Roma, arrivò una milionata di persone e, il giorno dopo, una scia di polemiche per quello che Daniele Silvestri e Meg dei 99 Posse avevano proclamato dal palcoscenico e quindi in diretta tv su Raitre: «la guerra contro la magistratura» del governo berlusconiano lui, «non ci sarà pace senza giustizia e non ci sarà giustizia finché governeranno persone in doppiopetto come Bush, Blair e Berlusconi» lei, con esplicito riferimento alla guerra in Iraq.
È passato un anno, la situazione è ancor più tragica, il tema sarà l’allargamento dell’Europa ma sarà impossibile evitare la pace, la diretta con Raitre sarà ancora più estesa (16-18.55, 20-23 e 23.20-mezzanotte e 10) ma, cadendo la data in campagna elettorale, per la par condicio, gli artisti «si impegnano a rispettare il regolamento della commissione di vigilanza Rai» e a evitare dichiarazioni di voto. A comunicarlo è il trio che da tre anni coordina e tira le fila del concertone, Marco Godano, Luca Fornari e Sergio Rubino, rispettivamente il presidente e i coordinatori della Primo Maggio srl, società alla quale i sindacati confederali affidano la giornata.
Che sarà accompagnata da una raccolta fondi per il reparto di geriatria dell’ospedale San Giovanni di Roma e, conviene dirlo subito, sarà condotta da Claudio Bisio: il comico e attore che nell’attuale panorama comico televisivo svetta con Zelig su Canale5 e ha avuto la liberatoria da Mediaset (ed è la prima volta di un volto che dal Biscione salta su questo palcoscenico).
Negli ultimi due anni sotto quei riflettori c’era stato Claudio Amendola che, alle agenzie, si dice deluso dalla mancata convocazione: «Non so quali siano le ragioni, mi auguro siano soltanto artistiche e non politiche».
Il carnet del 15° appuntamento (la «prima» fu nel ‘91) per ora è striminzito: gli organizzatori non svelano nomi «ancora in trattativa», dichiarano d’averci provato da un anno con Bruce Springsteen, ma per assicurarselo servono tempi più lunghi. Di sicuro ci sarà Stewart Copeland, già batterista dei Police passato ad altri repertori, che riprenderà in forma abbreviata la notte della taranta inscenata l’anno scorso a Melpignano, Puglia, suonando insieme al cantante degli Almamegretta Raiss, al cantore di pizzica salentino Uccio Aloisi (75 anni), al duo italo-palestinese dei Radiodervish, all’Ensemble Bash di percussionisti africani. Ci saranno salvo sorprese (speriamo di no) i Modena City Ramblers. Altro appuntamento ufficializzato, un omaggio di una mezz’ora a Fabrizio De Andrè con la Pfm e Bisio stesso. Ed è Bisio, a parlare.
Nell’omaggio al cantante genovese dieci artisti dovrebbero interpretare i dieci comandamenti, ci sarà un parlato in cui De Andrè racconta della «Buona novella» che lei, Bisio, ha portato a teatro. In questi giorni drammatici, tornare su De André ha un senso particolare?
Certo. Probabilmente canteremo tra le altre canzoni il Testamento
di Tito e La canzone del Maggio (da Storia di un impiegato,
disco su cui mi sono basato per lo spettacolo I bambini sono di sinistra):
di questi tempi mi sembrano canzoni ancora più necessarie.
Si sentirà l’introduzione di un concerto in cui Fabrizio parlava del ‘69,
in cui raccontava di quando, in quell’anno, scrisse La buona novella che
fu censurata alla radio e che anche certa sinistra non capì: parlava di Gesù.
D’altronde lui riusciva a parlare ai giovani e non seguiva la corrente. Quelle
poi sono canzoni che c’entrano eccome, con questi nostri giorni, oggi mi
sembrano più necessarie che mai.
Visto quel che accade in Iraq la pace sarà un argomento inevitabile.
Temo proprio di sì. In queste ore poi la pace mi pare più lontana che mai dalla realtà. Nel mio piccolo non ho mai tolto la bandierina dal balcone, nella mia strada si sono sbiadite e poi sono sparite, ma vedo che ora qualcuno torna ad appenderle di nuovo.
Il concertone del primo maggio ha anche un risvolto politico. Lo seguiranno i segretari Epifani (Cgil), Pezzotta (Cisl), Pezzotta e Angeletti (Uil). Perché lei lo presenta?
Ho iniziato il mestiere d’attore per comunicare qualcosa alla gente. I primi spettacoli che ho visto sono stati quelli di Dario Fo, 25 anni fa.Ho sempre cercato di comunicare non necessariamente un’ideologia, ma, oltre a sentimenti, anche dei pensieri. La vita artistica ti porta a fare tante cose, però non dimentico le mie origini, con questo appuntamento mi sembra di tornare un po’ lì, a una certa purezza.
Da Mediaset a piazza San Giovanni: è un salto notevole.
So di essere stato sempre coerente con me stesso. Questa è un’occasione più esplicita. Voglio però ringraziareMediaset: mi ha dato subito la liberatoria per partecipare.
Il pubblico non sarà lo stesso di «Zelig». Come condurrà la giornata?
Oltre a essere tantissimi, gli spettatori del primo maggio sono qualitativamente motivati, lo so, non sono dei ragazzini urlanti per una star. Cercherò di dialogare su come la penso. Sarebbe bello parlare con i cantanti fuori dal repertorio fissato, mandare messaggi di pace.
La sua familiarità con la musica le servirà?
Spero. Sono sorpattutto molto curioso di conoscere dei cantanti che seguo quasi da fan, come Frankie Hi-nrg, che so essere un tipo intelligente. I veri grandi non sono mai arroganti, potrà essere un’occasione per arricchirci l’un con l’altro.
da La Nazione
ROMA — Sarà Claudio Bisio il mattatore del tradizionale concerto del Primo
Maggio, a piazza San Giovanni a Roma. Il conduttore di Zelig guiderà la lunga
maratona tv, in diretta su Raitre, dalle 16 a mezzanotte. Ancora in via di
definizione il cast artistico, nel quale brilleranno stelle come Stewart
Copeland, batterista dei leggendari Police.
La quindicesima edizione dell'evento, promosso da Cgil, Cisl e Uil, sarà
dedicata al tema dell'allargamento dell'Europa. I problemi burocratici legati
alla liberatoria concessa da Mediaset a Raitre per Bisio hanno rallentato la
messa a punto del cast, per definire il quale fervono le trattative.
E' già naufragato il tentativo di portare sul palco del concerto Bruce
Springteen. Stewart Copeland sarà protagonista di uno dei momenti clou dello
spettacolo, dedicato alla taranta, insieme alla voce di Raiss (Almamegretta), al
cantore Nucio Aloisi, ai Radioderwish e ai percussionisti africani dell'Ensamble
Bash. Già in programma anche un omaggio a De Andrè.
La diretta su Raitre sarà in tre tempi: il primo dalle 16 alle 18:55, il
secondo dalle 20 alle 23 e il terzo dalle 23:20 alle 24:10.
Omaggio a De André con la Pfm e il
contributo di Dori Ghezzi
PAOLA ZONCA su La Repubblica
MILANO - Dal tendone di Zelig alla romana Piazza San Giovanni in Laterano: Claudio Bisio sarà il mattatore del tradizionale concerto del Primo Maggio, la maratona musicale in onda in diretta su Raitre, in tre blocchi dalle 16 a mezzanotte. «Ho una gran paura» commenta a botta calda il comico milanese «ma sono anche onorato, entusiasta di fare un bagno di folla: mi hanno detto che lo scorso anno sono passate da lì 800 mila persone. Ultimamente ho detto no a tante proposte televisive, ma questo concertone organizzato dai sindacati lo condurrei pure in apnea. Così non dovrò più invidiare Claudio Amendola e i colleghi che mi hanno preceduto».
Per il momentaneo passaggio in Rai, Bisio ha dovuto chiedere la liberatoria a Mediaset, alla quale è legato con un contratto in esclusiva. «Mi sono stupito che mi abbiano subito detto di sì» spiega «e sono contento della gentilezza che hanno dimostrato nei miei confronti». Il cast artistico dell´evento è ancora in via di definizione, ma è certo che sarà presente Stewart Copeland, batterista dei leggendari Police, e che sarà rivolto un omaggio a Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi e altri, e con la collaborazione di Dori Ghezzi. «Credo che sia una delle ragioni per cui hanno pensato a me» precisa Bisio. «In teatro, nello spettacolo La buona novella, cantavo pezzi di Fabrizio. E anche il mio ultimo lavoro, I bambini sono di sinistra, era ispirato a un album di De André, Storia di un impiegato». Cosa farà sul palco? «Mah, sette ore sono tante» dice Bisio «ci saranno i momenti seri, ma anche l´occasione per sparare qualche cazzata, per girarla sul comico. Chissà, i cantautori sono sempre un po´ permalosetti, ma d´altronde con me che conduco dovranno adattarsi e pagare il pegno». Sarà affiancato da qualcuno? «Ci stiamo ancora ragionando» è la risposta. «Agli organizzatori ho detto che mi piacerebbe avere accanto un giovane cantante che sappia anche intrattenere. Così io farò finta di sapere tutto di musica, e lui farà finta di saper parlare in italiano».
Il concerto, almeno la parte in prima serata, andrà contro lo show di Fiorello su RaiUno. «Chi se ne importa» dice Bisio. «Quando si conduce un avvenimento così importante, la concorrenza non deve preoccupare. Sono solo contento che il Primo Maggio cada di sabato: fosse stato di venerdì, mi sarebbe toccato andare contro Zelig, e allora Mediaset non sarebbe stata così prodiga...».
Bisio, dal tendone di Zelig alla piazza del Primo maggio
di PAOLO ZACCAGNINI sul Messaggero
La novità più clamorosa della prossima edizione - la quattordicesima, si iniziò
nel ’90, centenario della Festa dei Lavoratori, sul palco, a presentare,
Ombretta Colli, e Carlo Massarini, a cantare, tra gli altri, Bob Geldof e
Caterina Caselli - del concerto del Primo Maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil
è il cambio della conduzione. Non più Claudio Amendola - più che giustamente
non l’ha presa da bene, niente polemiche ma auguri a Bisio e chiesto di sapere
se è stato estromesso per motivi politici vista la polemica dello scorso anno
con i militanti di Azione Giovani di AN - e Paola Cortellesi, impegnata su
Raidue col programma Nessun dorma , bensì monsieur Zelig , Claudio
Bisio , che proprio in questi giorni ha ottenuto la liberatoria da Canale 5.
Niente Amendola e Cortellesi...«Volevamo semplicemente cambiare, niente censure nè chiusure» ha spiegato il produttore del concerto, Marco Godano , aggiungendo che «no, non ci sarà Michelle Hunzicker ma Claudio avrà una presenza femminile al fianco». Lamenti per il budget , «ridicolo» , e nulla da dire sullo scontro con Fiorello, lo scorso anno il concerto se la dovette vedere col Grande Fratello , «per ora ”finestre” non ne sono previste».
Ricordando che «due anni fa l’esibizione - miserabile, ndr - degli Oasis fece registrare l’ audiance più bassa dell’intera storia del ”concertone”, non ci interessa far venire artisti che cantano tre pezzi scelti da loro, prendono i soldi e tornano a casa», giurato e spergiurato di aver inseguito Bruce Springsteen «sin dal luglio scorso», gli artisti a tutt’oggi sicuri sono l’ex batterista dei Police , Stewart Copeland che si occuperà di un ”progetto taranta ” forte di 35 musicisti, tra questi Raiz degli Almamegretta , Radio Dervish , Ensemble Bash e Nuccio Aloisi , e la gloriosa Premiata Forneria Marconi con l’omaggio a Fabrizio De Andrè nel 25esimo anniversario della loro collaborazione in tour. Supervisionerà la vedova De Andrè, Dori Ghezzi , molti gli artisti che, nel finale, parteciperanno anche se l’amico e (degno) erede - l’investitura ”ufficiale” è avvenuta a Torino in occasione del lancio dell’ultimo album presente la Ghezzi, ndr - Vasco Rossi non ci sarà - o forse sì? - perchè impegnato nella preparazione del tour.
Altri nomi? Gianna Nannini, Carmen Consoli, Gianluca Grignani, Verdena, Caparezza e tanti ancora, la maggior parte italiani. Par condicio assolutamente da rispettare, «altrimenti saremo noi a pagare» ha ribadito Godano, usuale diretta su Raitre - dalle 16 alle 19, dalle 20 alle 23 e dalla 23,20 alla 0,10 - regia del ”veterano” Cesare Pierleoni , una sicurezza, che dovrebbe gestire come minimo due set, palco e studio backstage , e 16 telecamere.
L’anno scorso furono in 800mila a godersi una gran giornata di musica e impegno e il tema del concerto sarà l’allargamento dell’Europa provvedendo altresì a realizzare una colletta per il reparto geriatico del vicino Ospedale San Giovanni. Tutto nel segno, sempiterno e sofferto, della pace.