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CALENZANO Lo spiraglio
Per la Benelli-presse quattro industriali si sono detti interessati

di Fabio Russo su La Nazione 4 Giugno

Sembra aprirsi uno spiraglio di sole nel cielo plumbeo che da circa un anno si è addensato sopra lo stabilimento di Calenzano della Benelli. L'incontro avvenuto mertedì a Lecco tra i rappresentanti sindacali dell'azienda, il commissario straordinario e i giapponesi dell'Aida (la società che ha mostrato interesse ad acquisire i gli stabilimenti di Lecco e Brescia, ma non quello di Calenzano) ha dato infatti esiti abbastanza positivi, che fanno ben sperare per un'evolversi in bene della situazione.

Innanzitutto, appare molto probabile una proroga del termine ultimo per la cessione, da parte del commissario, del pacchetto comprendente i tre stabilimenti: durante l'incontro i giapponesi hanno infatti manifestato interesse ad approfondire alcuni aspetti legati ai due stabilimenti che sono interessati ad acquistare. Appare dunque quasi scontato che il ministero competente conceda la proroga di tre mesi, perchè avrebbe tutto l'interesse a portare avanti le trattative per non perdere anche quest'ultima possibilità di cedere almeno una parte del gruppo.

 Se ciò dovesse avvenire, lo stabilimento di Calenzano potrebbe andare avanti a produrre fino al 29 settembre, in attesa di acquirenti. E proprio da questo punto di vista si registrano le novità maggiori: nel corso delle ultime settimane ben quattro industriali del nord si sono dimostrati interessati all'acquisizione dello stabilimento calenzanese, spinti anche dal fatto che i giapponesi si sono dichiarati disposti a dargli una mano nella fase iniziale. A questo punto, appare fondamentale l'esito dell'incontro programmato per l'11 giugno, in cui si potrebbe avere la schiarita decisiva.

CALENZANO Incontro cordiale lunedì scorso tra rappresentanze sindacali, rappresentanti della Rsu e sindaco di Calenzano
Benelli, invito al confronto «sereno»: invitato il commissario straordinario

Fabio Russo su La Nazione 20/5/04

Un incontro cordiale e sereno, in cui tutte le parti in causa hanno cercato soluzioni comuni per risolvere il grave problema dello stabilimento della Benelli di Calenzano. E' questo lo spirito con cui si è svolto il confronto, tenutosi lunedì mattina in Comune, tra i rappresentanti della Rsu della Benelli, il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani e l'assessore provinciale al lavoro, Davide Filippelli. I tre interlocutori hanno trovato un accordo, che sicuramente non porta a una soluzione immediata della crisi, ma almeno tende a sensibilizzare l'opinione pubblica ad alto livello sul problema. La prima mossa, di cui si è fatto carico il comune di Calenzano, è infatti quella di cercare di creare un confronto più ampio, invitando al tavolo delle trattative anche il commissario straordinario, che deve curare la vendita del gruppo, ed alcuni rappresentanti della Regione Toscana. Inoltre, è stato deciso di tentare di approfondire maggiormente la tematica della dote di lavoro che l'azienda avrebbe promesso di affidare allo stabilimento per renderne più facile la vendita. Anche in relazione a questo, l'amministrazione si è dichiarata disposta a sondare le associazioni industriali di Firenze e Prato, al fine di trovare qualche imprenditore disposto a prendersi carico dello stabilimento calenzanese. "Sono soddisfatto dell'esito del confronto -ha dichiarato Marcello Corti di Fiom della Benelli- perchè ho rilevato massima disponibilità al dialogo da parte delle istituzioni". Sulla stessa lunghezza d'onda è più o meno anche il sindaco di Calenzano: "Ho riscontrato un'identità di vedute tra tutti i partecipanti al confronto -ha affermato Carovani- e la preoccupazione per la situazione è comune. L'intento è di far assumere responsabilità agli imprenditori toscani. Per far questo, però, è necessario creare le condizioni e dunque insistere sulla questione della dote di lavoro". "E' il momento che gli imprenditori non si tirino indietro, pensando solo alle rendite immobiliari -ha concluso Carovani- ma che sostengano con noi la missione di mantenere un legame forte tra il marchio e il territorio".


CALENZANO L’amministrazione accoglie la proposta dei sindacati. Incontro lunedì alle 11
Dopo lo sciopero: sì al dialogo

da La Nazione 15/5/04

Lo sciopero di giovedì comincia a dare i frutti sperati per i lavoratori della Benelli. (nella foto) L'amministrazione comunale di Calenzano ha infatti accolto la proposta di dialogo lanciata dai rappresentanti sindacali dell'azienda e ha deciso quindi di indire per lunedì mattina alle ore 11 una tavola rotonda a cui parteciperà, oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Benelli e alle istituzioni calenzanesi, anche l'assessore provinciale al lavoro, Davide Filippelli. 

"I rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Benelli ci hanno chiesto quest'incontro per metterci a conoscenza della situazione dello stabilimento e della grave condizione in cui si trovano a dover lavorare -ha affermato il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani- Non potevamo dunque far altro che accettare la loro proposta, perchè la situazione è particolarmente grave ed era necessario, in questa fase, che l'amministrazione si schierasse al fianco dei lavoratori". 

La situazione dello stabilimento calenzanese non permette infatti ulteriori perdite di tempo, poichè ogni giorno che passa è un passo in più verso il baratro. Il 27 giugno scadrà infatti l'anno di amministrazione controllata durante il quale è necessario trovare un acquirente. Per il momento non si è fatto ancora vivo nessuno, per cui la situazione sembra volta al peggio. In realtà, però, basterebbe una sola offerta per rimandare di tre mesi il termine ultimo per la cessione del gruppo. Fabio Russo


Nessuna proposta d’acquisto per l’azienda. A rischio licenziamento 47 persone

Benelli, un mese e mezzo per salvarsi

Francesco Sangermano sull'Unità 14/5/04

CALENZANO (FI) Un mese e mezzo di tempo per trovare una soluzione. Oppure per 47 lavoratori e le loro famiglie scatterà il dramma del licenziamento.

Alla Benelli di Calenzano (azienda della Manzoni group che produce presse per lamiere e che ha sedi anche a Brescia e Lecco) la situazione è sempre più drammatica. Ieri mattina i dipendenti sono usciti per un presidio di un’ora ai cancelli e si sono riuniti in assemblea all’inizio del turno decidendo 20 ore di sciopero per le prossime settimane.

«L’azienda - spiega Marcello Corti della segreteria fiorentina della Fiom-Cgil - è in amministrazione straordinaria dallo scorso 27 giugno. Questo significa che il commissario nominato ha, da quel momento, un anno di tempo per vendere il gruppo nel suo complesso o i singoli stabilimenti.

Entro il prossimo 27 giugno, insomma. sul tavolo dovranno esserci proposte d’acquisizione concrete». Finora, invece, niente si è mosso, almeno per quel che riguarda lo stabilimento di Calenzano.

«Il commissario ha avviato le procedure previste dalla legge ma riguardo al bando che scadeva il 29 aprile è stata depositata solo una proposta d’acquisto su 13 trattative che erano state portate avanti (3 che riguardavano tutto il gruppo e 10 per Lecco e Brescia, Ndr)». L’offerta è quella del gruppo giapponese Aida (700 dipendenti, uno stabilimento negli Stati Uniti, tre in Giappone e uno in Malesia), ma riguarda soltanto gli stabilimenti lombardi e non quello fiorentino. «L’unico spiraglio su quella proposta - rivela Corti - sarebbe quello di lasciare in dote la struttura di Calenzano per un paio d’anni e cercare in quel lasso di tempo di favorire l’arrivo di un imprenditore.

Ma è una soluzione che non ci convince perché siamo convinti che l’unica soluzione possibile sarebbe quella di un acquisto che coinvolga tutte le realtà del gruppo».

Per cambiare le cose c’è poco tempo, e solo in presenza di un’offerta e dell’avvio di una nuova trattativa ci saranno altri tre mesi di tempo per portarla a conclusione. Altrimenti lo stabilimento chiuderà. «La struttura fiorentina ha un’importanza notevole - conclude Corti - sia per la sua localizzazione geografica sia per le professionalità che operano al suo interno e che hanno prodotto, nel corso degli anni, 70mila disegni. La struttura, nel giro di un anno e mezzo, si è fortemente ridimensionata passando da 128 a 47 addetti. Ma la scomparsa sarebbe una vera e propria tragedia».


CALENZANO Sciopero-appello alla Benelli
Rifiutati dai giapponesi «Eppure siamo bravi»
Se la fabbrica non trova un acquirente chiuderà

di Fabio Russo su la Nazione

Continuano gli scioperi nell'area di Calenzano: dopo gli operai della Manetti & Roberts, che avevano incrociato le braccia la scorsa settimana, ieri è toccato a quelli della Benelli. In questo caso, però, lo sciopero è molto particolare: non si tratta infatti di una protesta contro i vertici dell'azienda, bensì di una manifestazione per dare visibilità al marchio, cosicchè qualcuno si interessi al suo acquisto. La situazione della Benelli è infatti veramente critica: se entro il 27 giugno non verrà trovato un acquirente, lo stabilimento di Calenzano dovrà infatti chiudere i battenti.

Tutto è cominciato circa un anno fa, quando il Manzoni Group, che dal 1996 ha acquisito la Benelli, è entrato in crisi. E' stata dunque stabilita l'amministrazione straordinaria e il commissario aveva un anno di tempo per vendere i tre stabilimenti di Calenzano, Lecco e Bresscia. Ebbene, da quel momento al commissario è pervenuta una sola offerta, quella dell'Aida, un gruppo giapponese, che è disposta però ad acquistare solo due stabilimenti, escludendo quello di Calenzano.

I giapponesi si sono comunque dichiarati disponibili a dare una dote di lavoro allo stabilimento di Calenzano per i prossimi due anni, così da facilitarne la vendita, ma per ora non si è ancora fatto vivo nessuno e il tempo stringe. "Non si capisce come l'imprenditoria italiana voglia farsi scappare un'azienda così", afferma sconsolato Rodolfo Zanieri, segretario della Uilm di Firenze.
"Quest'attività avrebbe grandi potenzialità -gli fa eco Marcello Corti della Fiom- Innanzitutto è in una posizione logisticamente strategica, perchè vicina al porto di Livorno, da cui partono la maggior parte dei carichi di presse che i tre stabilimenti italiani della Benelli producono.

Inoltre, questa zona fa parte del progetto europeo "obbiettivo 2", per cui da qui al 2006 l'imprenditore che la rilevasse potrebbe usufruire di numerosi finanziamenti. All'interno del nostro stabilimento lavorano poi moltissimi operai specializzati, molto ricercati in tutto il mondo. Infine, la Toscana è la principale porta per la Cina, come ha confermato la recente visita agli imprenditori fiorentini da parte del primo ministro cinese Li Peng. E il mercato mondiale delle presse nei prossimi anni si concentrerà soprattutto in Cina, perchè questi macchinari sono alla base dello sviluppo industriale di un paese". Ora la speranza per i lavoratori della Benelli è che arrivi almeno un'offerta, così da prorogare l'apertura dello stabilimento almeno fino al 29 settembre.