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Ex Benelli: c’è lo spiraglio Un paio le aziende pronte a presentare «offerte serie»
di Fabio Russo su La Nazione 27/7/04
Saranno probabilmente questa e la prossima le settimane decisive per conoscere il futuro della ex Benelli di Calenzano. Pare infatti che ci siano importanti novità che, a breve, potrebbero portare ad una felice conclusione della vicenda (i lavoratori sono autorizzati a fare tutti gli scongiuri del caso). Vediamo quindi quello che potrà succedere nei prossimi giorni.
Innanzitutto, partiamo da una certezza: domani mattina il commissario straordinario, che sta curando la vendita dei tre stabilimenti del Manzoni Group, di cui fa parte anche la ex Benelli, si recherà a Roma per partecipare alla riunione del Comitato di Sorveglianza della procedura, nella quale illustrerà lo stato delle trattative. Al momento persiste l'offerta dei giapponesi dell'Aida per gli stabilimenti di Brescia e Lecco, mentre per Calenzano ancora nessuna proposta concreta. Ma, ecco qui l'importante notizia, pare che una piccola impresa italiana, molto aggressiva, sia sul punto di far pervenire sul tavolo del commissario un'offerta seria per lo stabilimento calenzanese.
Per il resto, le altre sette aziende che si erano interessate all'acquisto, non hanno dato seguito alle iniziali richieste di informazioni. A questo proposito, novità potrebbero, però, arrivare da un'azienda toscana, che si sta dimostrando molto attenta all'evolversi della vicenda. Comunque vadano le cose, il sentore è che il commissario, al termine di questa settimana, voglia avere sulla propria scrivania tutte le offerte, in modo da poterle valutare con tranquillità. A questo punto, e saremmo ai primi di agosto, la palla passerebbe nelle mani dell'acquirente e dei sindacati, che dovrebbero trovare un accordo sul numero di lavoratori da "salvare".
Ex Benelli, istituzioni in campo «Saremo i garanti della trattativa»
di Fabio Russo su La Nazione 23/7/04
Speranza e soddisfazione per gli ultimi sviluppi. Sono questi i sentimenti che l'amministrazione comunale di Calenzano e la Provincia di Firenze hanno espresso ieri mattina ai rappresentanti della Rsu della Benelli ed il rappresentante della Fiom, Marcello Corti.
L'incontro era fissato per fare il punto della situazione dello stabilimento in seguito alla notizia della scorsa settimana che sarebbero otto gli imprenditori interessati al suo acquisto.
I sindacati erano intenzionati a chiedere alle istituzioni di fare da tramite con il commissario governativo, nel tentativo di venire a conoscenza degli sviluppi delle trattative in corso. E, a giudicare dalle parole dei partecipanti, l'incontro ha dato i suoi frutti. «Pur rimanendo ancora incertezze sui possibili approdi di vendita del gruppo ex Benelli - ha spiegato al termine dell'incontro il sindaco Giuseppe Carovani, che ha rappresentato il Comune insieme all'assessore allo sviluppo economico, Paolo Pantanella - esprimiamo soddisfazione e speranza per gli interessamenti avanzati da imprenditori italiani per l'acquisto dello stabilimento.
In questo modo vengono riconosciute le potenzialità produttive dello stabilimento calenzanese e si valorizza il patrimonio umano e professionale che è maturato all'interno dello stabilimento». Sulla stessa lunghezza d'onda, le considerazioni di Andrea Barducci, vicepresidente della Provincia: «La ex Benelli -ha commentato Barducci - ha alle spalle una storia produttiva importante per il territorio, che le ha consentito di essere presente con i suoi macchinari in tutto il mondo.
Per questo seguiremo con molto interesse gli sviluppi della situazione, mettendo in atto tute le azioni utili per arrivare a una piena valorizzazione delle potenzialità del sito produttivo».
COMUNICATO STAMPA
Ci sono dei possibili acquirenti per la EX BENELLI PRESSE di Calenzano, come procedono le trattative con il Commissario straordinario?
Sono almeno 8 le società che hanno manifestato interesse all’acquisizione dell’attività di Calenzano della MANZONI GROUP ex BENELLI PRESSE.
La possibilità di concludere positivamente entro i tempi della Amministrazione Straordinaria con la collocazione di tutti e tre gli stabilimenti è realistica se il Commissario Straordinario riesce a superare alcune difficoltà sorte nella distribuzione dei progetti e del know-how fra gli stabilimeni Rovetta-Manzoni (Brescia-Lecco) e lo stabilimento Benelli (Calenzano) per la vendita separata .
E’ certo che la società giapponese AIDA nell’offerta avanzata esclude lo stabilimento e i lavoratori della Benelli, ma comprende tutte le tecnologie e i progetti che furono trasferiti alla Manzoni Group con la fusione del 2001.
Sembra che i giapponesi siano poco disponibili ha scorporare l’intera dote della Benelli e questo ne rende più difficile la vendita perché da ciò dipende la possibilità di realizzare fatturato e quindi da ciò dipende in definitiva l’interesse all’acquisto.
Le OO.SS e i lavoratori hanno da tempo richiesto al Commissario Straordinario che sia messo a disposizione con il Marchio Benelli per gli eventuali acquirenti l’intera dotazione riconducibile alla storia dell’azienda di Calenzano precedente alla fusione.
Allo scopo di fare chiarezza è stato richiesto un incontro al Ministero delle Attività Produttive.
Sono giorni che a Firenze non arrivano informazioni ufficiali rispetto a come procedono le trattative da parte del Commissario Straordinario e al riguardo le OO.SS e la RSU hanno sollecitato un tavolo Istituzionale.
Firenze mercoledì 14 luglio 2004
FIOM CGIL Firenzea cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci I. David Buttitta
CALENZANO I sindacati chiedono l’intervento di istituzioni e imprenditori per salvare i 46 posti di lavoro a rischio
Benelli, ultime speranze
di Fabio Russo su La Nazione 24/6/04
Arriva dalle sale della sede fiorentina della Cgil l'ultimo, disperato appello dei lavoratori della Benelli agli imprenditori italiani: «Sappiamo che c'è l'interesse di almeno sei imprenditori — ha dichiarato Marcello Corti della Fiom — Se sono davvero interessati, questo è l'ultimo momento per farsi avanti. Tra qualche settimana infatti le cose potrebbero già essere irrevocabilmente compromesse». E' vero infatti che il Ministero delle Attività Produttive ha concesso al commissario straordinario altri tre mesi di tempo per cedere il gruppo, ma è altrettanto vero che più il tempo passa e più diventa difficile mantenere intatte le potenzialità dello stabilimento.
Per capire bene come si è arrivati a questo punto, è però necessario ricordare brevemente la storia di quest'azienda. Da circa un anno la Manzoni Group, di cui la Benelli fa parte insieme ad altri due stabilimenti di Lecco e Brescia, è in amministrazione controllata e sabato sarebbe scaduto il termine per la sua cessione.
Nel corso di quest'anno, al commissario straordinario è pervenuta una sola offerta, quella dei giapponesi dell'Aida, che sono però interessati ad acquisire solamente i due stabilimenti del nord.
A questo punto si capisce bene la preoccupazione degli operai calenzanesi impiegati nell’azienda produttrice di presse per lamiere: se a breve non si presenterà un imprenditore con un'offerta valida, il commissario sarà costretto a vendere ai giapponesi anche tutta la tecnologia, molto avanzata, dello stabilimento calenzanese, che perderebbe così tutto il suo valore di mercato e la possibilità di essere acquistato singolarmente.
«Al momento abbiamo tre possibilità: tentare di convincere l'Aida a chiudere per tutti e tre gli stabilimenti; sperare che arrivi un imprenditore italiano; infine, c'è l'ipotesi remota della cooperativa — ha spiegato Rodolfo Zanieri, segretario della Uilm fiorentina — Comunque ci sorprende molto che quasi nessun industriale abbia ancora fatto proposte serie». Intanto i lavoratori della Benelli iniziano a mobilitarsi per sensibilizzare le istituzioni: «Innanzitutto rimaniamo in attesa di una risposta da parte del ministero, al quale da tempo abbiamo chiesto un incontro — spiega Corti — Entro l'inizio di luglio organizzeremo un’assemblea aperta. Se non fosse sufficiente, noleggeremo un pullman e andremo a Lecco a farci sentire».
BENELLI (FIRENZE), SINDACATI CHIEDONO INTERVENTO
'I giochi si stanno chiudendo e il rischio è di arrivare fuori tempo massimo'. I sindacati della Benelli di Calenzano (Firenze), che fa capo a Manzoni Group, tornano a sollecitare un intervento ormai urgentissimo a imprenditori e istituzioni per salvare i 46 posti di lavoro dello stabilimento che produce presse per lamiere. I sindacati sono preoccupati per la sorte dell' azienda, leader nazionale con sedi anche a Brescia e Lecco, che nelle prossime settimane sarà acquistata dalla giapponese Aida Engineering. 'A tutt'ora - dicono Marcello Corti e Rodolfo Zanieri, segretari di Fiom e Uilm - Aida ha manifestato interesse soltanto per gli stabilimenti del nord e la Benelli rischia di restare fuori dagli accordi che sono ormai in fase avanzata. Dal ministero abbiamo ottenuto una proroga di tre mesi, ma per Calenzano urge una soluzione repentina. La tecnologia che interessa ai giapponesi è qui, e se chiuderanno l' accordo la Benelli potrebbe essere spogliata di tutte le sue potenzialità e di ogni possibile interesse di acquisto. Per questo motivo ci appelliamo a tutti gli imprenditori che nelle ultime settimane hanno manifestato interesse per l'azienda affinché esprimano le loro reali intenzioni prima dell'accordo finale con i giapponesi, anche se confidiamo ancora nella possibilità che Aida rivaluti Benelli cheda sola potrebbe diventare un pericoloso concorrente sul mercato italiano ed europeo'. In attesa dell'evolversi della vertenza, i delegati della Benelli hanno reso noto di aver avviato uno studio per valutare l'ipotesi di avviare una cooperativa quale soluzione estrema della vicenda a tutela dei lavoratori.
CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE
UFFICIO COMUNICAZIONE
CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI
CONFERENZA STAMPA
EX BENELLI DI CALENZANO : ORE DECISIVE
La rsu dello stabilimento ex Benelli di Calenzano, la Fiom CGIL e la UILM UIL di Firenze convocano
Per mercoledì 23 giugno alle ore 11,00
Presso la sede FIOM in BORGO DEI GRECI 3
una conferenza stampa
sulla vertenza lo stabilimento Manzoni Group ex Benelli di Calenzano.
Nel corso della conferenza stampa racconteranno l’intera vicenda della vendita del Gruppo leader nazionale nella produzione di prese per la produzione di lamiere che comprende gli stabilimenti di Brescia, Lecco e Calenzano.
Mentre in questi giorni sono in fase finale le trattative di vendita dei soli due stabilimenti del nord italia, vicine alla Direzione del Gruppo, ancora incerta è la sorte dello stabilimento Toscano che pur essendo all’avanguardia nella produzione non pare strategico per chi sta portando avanti la vendita.
Di fronte all’ottusità che rischia di far chiudere lo stabilimento più avanzato e produttivo del gruppo e di conseguenza di mandare a casa 46 lavoratori altamente specializzati i sindacati e la RSU inviteranno nel corso della conferenza stampa Autorità locali, la Provincia di Firenze, la Regione Toscana, il Ministero delle Attività produttive a vigilare sulla correttezza delle procedure e sulle modalità della vendita ed infine chiederanno di impegnarsi per trovare soluzioni alternative per la salvaguardia dello stabilimento Toscano.
Nella conferenza stampa verranno inoltre annunciate le iniziative di lotta per salvare stabilimento e lavoratori.
RSU MANZONI GROUP CALENZANO
FIOM CGIL DI FIRENZE
UILM UIL DI FIRENZE
a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci I. David Buttitta
lunedì 21 giugno 2004