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Un giorno di disagio
per un futuro migliore
Domani 22 giugno 2004, dalle ore 9.00 alle ore 17.00, SCIOPERANO i Ferrovieri del Trasporto Regionale della Toscana di Trenitalia per denunciare il grave stato di crisi in cui versa il settore del trasporto ferroviario nella nostra Regione.
I ferrovieri di Trenitalia ed i cittadini pendolari della Toscana tutti i giorni pagano sulla loro pelle le gravi inadempienze aziendali.
Diciamo BASTA alla sicurezza come optional, alle continue chiusure di sportelli delle Biglietterie, di Carrozze sovraffollate e sporche, calde d’estate e fredde d’inverno, di treni soppressi in orari di maggior affluenza e dismissione del trasporto merci all’interno della Regione.
La Direzione Regionale del Trasporto Ferroviario di Trenitalia evita il
confronto con il Sindacato che chiede un forte rilancio dei servizi offerti ai
cittadini attraverso piani di investimenti sul materiale rotabile, la
salvaguardia dell’occupazione ed un concreto sviluppo di un servizio integrato
e di qualità del Trasporto in Toscana.
Per questi motivi FILT CGIL – FIT CISL – UILT UIL – SMA CONFSAL e UGL della Toscana oggi chiedono un giorno di sacrificio ai pendolari, per costruirne altri che siano per tutti più ricchi di qualità, sicurezza, efficienza e confort.
FILT CGIL FIT CISL UILT UIL
SMAUGL Toscana
Segreterie Regionali
Firenze, 21 giugno 2004
Sciopero in Toscana proclamato da Cgil, Cisl,
Uil, Ugl e Sma
Domani treni a rischio per 8 ore
MARZIO FATUCCHI su La Repubblica 21/6/04
Martedì di passione per chi viaggia in treno. Domani sono previste otto ore di sciopero del servizio regionale passeggeri e di quello merci in tutta la Toscana. L´astensione dal lavoro è stata indetta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sma.
E´ la seconda giornata di sciopero proclamata contro Trenitalia. «Dopo il primo sciopero non c´è stata nessuna risposta da parte dell´azienda. E invece noi vogliamo certezze» dice Stefano Boni, segretario regionale della Fit Cisl. L´agitazione scatterà alle 9,01 di domani e finirà alle 16,59 dello stesso giorno. Interesserà soprattutto i treni pendolari, anche se le fasce della mattina presto (6-9) e della sera (18-21) sono garantite. Forse anche intercity, eurostar e treni a lunga percorrenza con partenza dalla Toscana potrebbero subire qualche ripercussione. Anche se Trenitalia conferma che viaggeranno regolarmente. In ogni caso, c´è un numero da chiamare per informazioni: 89.20.21 (senza prefisso, e solo da telefono fisso).
Sotto accusa, da parte dei sindacati, la carenza di organico e la gestione del comparto del trasporto regionale (per intenderci, quello dei pendolari), la Divisione passeggeri (i treni a lunga percorrenza non eurostar) e la divisione merci. «I tre settori hanno problemi diversi, ma quello che manca in assoluto è il personale» insiste Boni. Cgil, Cisl, Uil e gli altri sindacati hanno già fatto una stima dei lavoratori che sarebbero necessari nei diversi settori: si va dai 100 macchinisti per il trasporto merci toscano, agli 80 capitreno che mancherebbero per il settore passeggeri, ai 50 operai necessari per la manutenzione sempre del settore passeggeri. Una carenza quest´ultima che, secondo i sindacati, ha portato nei mesi scorsi ai disservizi, ai ritardi e ai problemi registrati nei treni pendolari. «Oltre alla carenza di personale, mancano risposte sul futuro assetto e sulle reali intenzioni dell´azienda. Nel settore merci, ad esempio, abbiamo segnali di un trasferimento dei servizi ad altre imprese private. Una scelta inaccettabile» insiste Boni.
Domani ferrovieri in sciopero
da La Nazione 21/6/04
I ferrovieri toscani si fermano ancora. Domani, 22 giugno, sarà sciopero,
dalle 9 alle 17, del personale addetto alle divisioni commerciali, ai
passeggeri, al trasporto regionale, al cargo. Cgil, Cisl e Uil sostengono che la
situazione si sta facendo sempre più difficile e che è indispensabile
continuare il «braccio di ferro» con Trenitalia. Sono previsti disagi, certo,
anche se le otto ore di astensione dal lavoro sono congegnate in modo da non
penalizzare troppo i pendolari. Che, nella maggioranza dei casi, alle 9 del
mattino sono già al lavoro e alle 17 non hanno ancora preso il treno per
tornare a casa. Salvo eccezioni, è chiaro.
Ma i sindacati dichiarano di lottare anche perché vengano ripristinati servizi
tagliati, o drasticamente penalizzati, con i continui tagli al personale. Un
esempio per tutti? La disastrosa situazione della biglietteria di Firenze Santa
Maria Novella, dove le code hanno ormai superato ogni limite di tollerabilità:
anche un’ora in fila per fare il biglietto. Talvolta un po’ meno e in altri
casi addirittura di più. Una coda che non vale come giustificazione se uno,
dopo sessanta minuti d’inutile attesa, decide di salire in treno senza
biglietto. Le macchinette? Funzionano come certi treni: a scartamento ridotto.
nel senso che troppo spesso sono guaste.
Ed ecco i motivi dello sciopero indicati dai sindacati: in testa la tutela
del lavoro e della professionalità dei ferrovieri. E di seguito: sostenere e
incentivare lo sviluppo del trasporto di passeggeri e merci su ferro; garantire
un servizio alla clientela più qualificato, efficiente, sicuro, puntuale.
E qui c’è una nota delle segreterie sindacali. Che dichiarano: «Lo stato di
agitazione si protrae da tempo a causa del persistere — da parte delle divisioni
passeggeri, trasporto regionale e Cargo della Toscana — di un atteggiamento
irresponsabile, in presenza: costante violazione del contratto di lavoro dei
ferrovieri; non rispetto degli accordi sottoscritti; violazione delle norme di
contrattazione e di legge, come la normativa sull’orario di lavoro; mancanza
d’investimenti sul materiale rotabile e materiale di scorta; mancata
attuazione del tourn over in settori specializzati e qualificati — come
operai, personale di bordo e delle biglietterie — che ha generato una forte e
generalizzata carenza di personale, provocando continui disservizi alla
circolazione, penalizzando sia chi sta lavorando in condizioni precarie, sia la
clientela che trova carrozze chiuse, porte guaste, treni soppressi; si procede
con atti unilaterali alla chiusura di stazioni e biglietterie, desertificando,
di fatto, le aree ferroviarie; dismissione di attività e mancata applicazione
del contratto delle attività ferroviarie nei confronti delle società del
gruppo che operano nel settore».