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Sfruttate e licenziate. Il caso Bologna

Binario morto per le hostess Fs

da Liberazione 27/1/05

Sarà successo a molti di dover prendere un treno negli ultimi mesi e di notare in stazione la presenza di ragazze munite di divisa d'ordinanza e cartello che recita "assistenza clienti". Molti avranno anche apprezzato la novità di trovare in stazione chi è in grado di dare subito informazioni sul treno che si sta prendendo, molti altri, forse, si saranno però chiesti che nuovo lavoro sia quello: semplice, è una delle tante opportunità che la legge 30 mette a disposizione delle imprese per ridurre i costi.

In questo caso è andata più o meno così: Trenitalia ha indetto appalti per il servizio di assistenza clienti ai binari e chi li ha vinti ha attirato giovani ragazze e ragazzi in una vera e propria trappola. A Firenze l'appalto principale è stato vinto dalla romana Pradma che poi ha sub-appaltato alla Top Eventi che a sua volta si è servita della Sole Luna, un'agenzia pubblicitaria (sì, pubblicitaria) di Firenze per reclutare 18 ragazzi; a Bologna la Joule promotional service, altra agenzia romana, è diventata responsabile del lavoro di customer-care ai binari della stazione: una quarantina di ragazze sono state assunte per stare sui binari a dare informazioni ai passeggeri di Intercity ed Eurostar. Ed entrambi i casi sono diventati gli ennesimi esempi di cosa significa realmente essere precari: «Ad ottobre abbiamo firmato un contratto a progetto per 2.700 euro fino al 31 dicembre; subito dopo ce ne hanno presentato un altro che arrivava al 6 gennaio, ma per la stessa cifra. Quel tipo di contratto non prevedeva vincoli d'orario e di presenza, poi abbiamo scoperto che era tutta aria fritta: dovevamo fare turni da 8 ore al giorno per 6 giorni a settimana, per un totale di 48 ore settimanali, nessuna possibilità di ammalarsi e nessuna assistenza, come prevede questa nuova forma contrattuale» raccontano le ragazze di Bologna. Ma le sorprese non erano finite: «Ci facevano stare sui binari con un tailleur, le calze leggere (solo dopo le nostre insistenze ci hanno dato un orribile giubbottino arancione) sia che ci fossero 2 che 20 gradi e ci davano da fare anche il lavoro dei dipendenti Trenitalia, come l'obliterazione dei biglietti. Prima delle vacanze di Natale ci hanno detto che se avessimo lavorato ci avrebbero dato 50 euro in più, proprio l'elemosina». A quel punto alcune di loro sono andate ad informarsi dal Filt-Cgil, firmando così il loro licenziamento: «Tutte quelle che hanno fatto questo passo dal 6 gennaio sono a spasso. Qualcuna è stata licenziata perché si era ammalata per qualche giorno, un'altra perché una mattina era arrivata 10 minuti in ritardo e un'altra ancora perché a capodanno non aveva lavorato, quando niente di tutto questo era scritto nel contratto. E' veramente una vergogna». Molte di loro sono state licenziate, altre se ne sono andate perché non resistevano più, ma la partita non è finita: l'ispettorato del lavoro si è mosso ed un avvocato del sindacato ha preso in mano le carte per decidere il da farsi. Le lavoratrici hanno messo in piedi un presidio alla stazione, determinate a non accettare passivamente lo sfruttamento e le minacce: «Lo striscione che reggevano "Hostaggi di Trenitalia" rende bene l'idea della loro situazione: altro che autonomia, qua si parla di sfruttamento - dice Domenico Conte, Nidil-Cgil di Bologna - Le hanno tenute sotto ricatto, le hanno fatte lavorare più di quanto prevede il contratto nazionale e tutto per implementare un servizio, l'assistenza clienti, già esistente. Ecco cosa permette la legge 30: l'abbattimento dei costi sulle spalle dei lavoratori».

A Firenze la vicenda è stata portata all'attenzione generale già da qualche giorno, ma non è servito a cambiare le cose: «L'appalto è stato prolungato fino al 7 febbraio e ci sono tutte le avvisaglie che vogliano arrivare a Pasqua. Intanto i ragazzi assunti continuano a subire minacce e pressioni psicologiche di ogni tipo - spiega Carla Bonora, segretaria del Nidil di Firenze - Qua li attirano con il miraggio dell'assunzione alle dipendenze di Trenitalia, così nel frattempo li costringono al silenzio». Alla stazione di Santa Maria Novella prima erano in 18, di loro adesso non c'è rimasto praticamente nessuno: «Quelli che sono venuti al sindacato sono stati licenziati senza essere neanche pagati, gli altri continuano a subire i ricatti». In tutto questo Trenitalia non si pronuncia: «Continua a fare lo struzzo, ma le spiegazioni che devono dare sono tante, a cominciare dallo svolgimento degli appalti» denunciano i sindacati.

Ricattabilità, minacce, mancanza di chiarezza: è la precarietà, bellezza.

Andrea Milluzzi
andrea. milluzzi@liberazione. it 


Ieri presidio in stazione: «Per noi turni lunghissimi, obbligo di minigonna, nessuna tutela»

Fs, la rivolta delle hostess interinali

Andrea Bonzi sull'Unità 26/1/05

Come primo lavoro, Giada è capitata proprio male. Per tre mesi, da ottobre ai primi di gennaio, questa ragazza 18enne appena sbarcata a Bologna ha lavorato come hostess di Trenitalia: quelle signorine che, in tailleur corto anche con meno dieci gradi, danno informazioni sugli orari agli utenti. E che ieri alle 15 hanno protestato con un presidio alla stazione contro le condizioni imposte loro dal contratto a progetto siglato con l’agenzia romana «Joule Promotion & service», per conto di Trenitalia.

«Il turno della mattina iniziava alle 7.50 per concludersi alle 14.50, dopodiché iniziava quello del pomeriggio, fino alle 22 - racconta Giada -: stavamo lì e, con in mano il kit sugli orari, davamo informazioni ai passeggeri su Eurostar e Intercity. In tanti si fermavano a chiedere: abbiamo preso anche qualche insulto verbale, nel caso i treni arrivassero con molto ritardo». 

Lavoro interinale, come tanti. Il problema è che «nel contratto delle ferrovie sono previste 36 ore, mentre noi ne facevamo 48 - continua Diana, 27 anni, una delle più grandi del gruppo, arrivata a Bologna dalla Sardegna -, con una retribuzione pattuita di 2.700 euro per tre mesi». Cioè 5,40 euro l’ora, comprese le feste natalizie che alcune, come Giada, si sono rifiutate di fare, venendo subito allontanate. Per non parlare delle malattie non pagate: «Dovevamo sempre portare la gonna, mai i pantaloni, anche quando era freddo e anche se ne avevamo fatto richiesta - precisa Diana -. Al massimo ci hanno dato un piumino: era ovvio che poi qualcuna di noi si ammalasse». Altro che lavoro flessibile, «abbiamo dovuto lottare per avere 10 minuti di pausa nei tempi morti, tra l’arrivo di un treno e l’altro - sottolinea Diana -: all’inizio avevamo in tutto il turno 30 minuti di stop». Per un periodo le 26 collaboratrici a progetto (ex co.co.co, che non dovrebbero essere strettamente vincolate all’orario) hanno dovuto anche obliterare e firmare i biglietti dei passeggeri più distratti, «compito dei dipendenti Fer».

Ad appoggiare la protesta delle hostess c’è la Cgil, sia con gli atipici del Nidil, sia con i ferrovieri della Filt: anche sindacalisti e colleghe di Firenze, che si trovano nelle stesse condizioni. «Non abbiamo risposte né dalla Joule né da Trenitalia - denuncia Domenico Conte (Nidil Bologna) -. È un esempio di cosa può accadere con la legge 30 e il decreto applicativo 276: appalti facili che sfuggono al controllo dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Chiediamo contratti a tempo determinati e diritti a un compenso equo e ad ammalarsi e ad avere un figlio senza essere licenziati».

Purtroppo, però, il modello delle esternalizzazioni sta prendendo sempre più piede: «Sappiamo che ci sono recentemente stati “arruolati” con contratto a progetto tre lavoratori del settore vendita di Trenitalia - chiude Lucio Sarsano (Filt-Cgil) -. È una strategia aziendale che non possiamo condividere».


Quel lavoro che mortifica i nostri ragazzi

FIRENZE Giovani e sfruttati. Qualificati e sottopagati. Disponibili e umiliati. Sono i giovani nel mondo del lavoro.Anche quando il posto sembra sicuro, nelle ferrovie. La storia di una ragazza di 27 anni, Ilaria, che credeva di aver trovato il lavoro della vita e che invece è stata sfruttata per un mese, senza paga, e allontanata dal lavoro appena si è rivolta ai sindacati.

Sfruttata e minacciata: che lavoro è?

Marco Bucciantini sull'Unità 30/12/04

La storia di Ilaria, «procacciata» da una società per conto di un’altra: è la vicenda di un subappalto avviato dalla decisione di Trenitalia di liberarsi della gestione del servizio di accoglienza clienti

VITE DA PRECARI
«Mi hanno promesso mille euro al mese e il posto fisso Non ho mai visto una lira, mi hanno licenziata a voce» Si è sentita male, ha avuto un collasso per lo stress è senza lavoro con un affitto - a nero - da pagare

Il posto fisso, le ferrovie. Parole d’altri tempi. Per altre generazioni. Non per i giovani di oggi. Qualificati, conoscono le lingue, hanno studiato, ma non scampano l’umiliante e infinita ricerca del lavoro, non vengono risparmiati dalle mortificazioni.

Com’è andata, Ilaria?
«Male».

Quando comincia?
«Il 6 novembre. È sabato, lavoro in un ufficio cambi in città. Contratti veri ma a termine. Il mio capo mi dice di un’agenzia, la Sole Luna, che sta cercando ragazzi da impiegare nelle ferrovie».

Il miraggio del posto fisso.
«Il lunedì mattina, l’8 novembre, ci sono i colloqui. Per telefono quelli di Sole Luna si erano raccomandati di portare gli amici, c’erano posti da prendere».

Il colloquio.
«Eccomi a Santa Maria Novella, al binario 16, quello del club Eurostar. Senza amici. Oggi dico: per fortuna, ho risparmiato loro questa brutta storia».

Chi erano?
«Insieme a Sole Luna c’era Top Eventi, che ha avuto l’incarico da Pradma, società romana, che ha a sua volta ottenuto l’appalto da Trenitalia per la gestione di una parte del personale del servizio di accoglienza clienti».

Uno scioglilingua. Che propongono?
«Mille euro al mese. E dopo un mese una “probabilissima”, dissero proprio così, assunzione a Trenitalia. Sono diplomata come operatrice turistica, mi piacciono le lingue straniere, le conosco. La prospettiva in ferrovia non era il massimo ma comunque con le mie attitudini c’incastrava, c’erano da assistere clienti di molti paesi europei. Eppoi, il posto fisso alle ferrovie: significa vivere tranquilli».

Cos’altro promettono?
«I buoni pasto, la divisa. Martedì e mercoledì li passiamo a fare training con quelli di Sole Luna e con i dirigenti di Trenitalia».

Quanti siete?
«Diciotto. Si comincia a lavorare l’11 novembre: uno dirige gli altri, con lo walkie talkie, due stanno all’interno della sala biglietti, vicino ai distributori automatici. In tre si muovono fra i binari 9-10-11, quelli di arrivo degli Eurostar e di alcuni Intercity, altri tre fanno la stessa cosa ma con una paletta di “riconoscimento”: accoglienza clienti, c’è scritto. In tutto, quindi, siamo 9 al primo turno e altrettanti al secondo».

Cosa non va?
«Non ci sono giorni liberi. Ci precisano: per avere mille euro dovete lavorare 30 giorni consecutivi. I ticket pasto non arrivano. Manca una divisa, sono 17. Lo facciamo presente, insistendo che non è possibile lavorare senza staccare nemmeno un giorno».

E loro?
«Fanno altri casting, arrivano altri sette ragazzi. Niente divise, e abbiamo cominciato a passarcele a fine turno. I ticket continuano a non arrivare, ma ci chiedono di saltare la pausa pasto per risolvere il problema. Faceva freddo ma noi avevamo le divise estive. Se mettevamo le calze più pesanti si arrabbiavano, ci volevano quelle ufficiali, azzurre, anche se non riparavano dal freddo».

C’era scritto sul contratto: calze azzurre...
«Già, quel foglio. L’ho firmato, sono grande, ho 27 anni e so quello che faccio. Però non chiamiamolo contratto: era un foglio. Doveva assumerci la Top Eventi ma la firma sul foglio era di un certo Francesco, della Sole Luna. Ci siamo scambiati i cosiddetti contratti, e non c’è un foglio uguale all’altro. La prima parte del contratto mi è scaduta il 22 novembre. Tredici giorni per 33 euro forfettari al giorno».

Per 30 giorni su 30 fanno mille euro...
«A 56 ore la settimana. A settemila lire l’ora. Ma il problema non si è posto: io non ho visto una lira».

Dopo il 22 novembre che succede?
«Sollecitiamo le aziende: siamo senza contratto. Loro ci garantiscono che stanno per arrivare».

Quando arrivano?
«Il 4 dicembre. Viene un certo Gianluca Munì, si presenta come uno della Top Eventi. Ci propone un contratto di mille e 200 euro lordi e ci chiede di pre-datare il contratto al 1° dicembre. Non a tutti: mezzi di noi il contratto non l’hanno nemmeno visto. Io sì, leggo dei soldi, mi servono, devo pagare l’affitto. Accetto».

E fra il 23 e il 30 novembre?
«Ho lavorato a nero».

Insomma, arriva Top Eventi. Siete più tranquilli?
«No, perché i soldi non si vedono. Quel Gianluca ci garantì che fra il 9 e il 10 dicembre ci avrebbero pagato il lavorato, quei giorni da liquidare con il forfettario. Il 12 dicembre in banca non ci è stato accreditato ancora niente. Chiamo Gianluca, lui scarica la colpa su Sole Luna. Chiamo anche loro, fanno finta di non conoscermi, mi riattaccano il telefono in faccia».

Avanti...
«Due giorni dopo Gianluca arriva a Santa Maria Novella con Santo Carotenuto, della Top Eventi, e una ragazza della Pradma. Arroganti che non le dico. Ma non hanno argomenti, promettono i soldi per il giorno dopo, poi minacciano di fermare i bonifici. Ci attaccano, c’è tensione, arriva anche la polizia a sbollire gli animi».

Voi siete uniti?
«Siamo in venti, cinque stanno buoni, e ci guadagnano. Coinvolgiamo la Cgil, andiamo al Nidil, il settore degli atipici».

Che maggioranza, questi atipici...
«È così. Il vero atipico è quello che ha il posto fisso».

Allora, entra dentro il sindacato.
«Da quel momento è una guerra. Ci dicono: vi state comportando male, non vi paghiamo più. A qualcuno tocca un assegno, accompagnato da queste parole: se lo incassi vedrai che ti succede. Passa il 15. Il 16, all’ora di pranzo ci allontanano dal posto di lavoro. A voce. Denunciano otto di noi alla polizia. In quindici perdiamo il lavoro. E io in tutta questa vicenda non ho visto una lira. I cinque che non si sono rivolti al sindacato sono stati pagati, ma non so quanto, né come».

È fiorentina?
«No, sono di Roma. Sono venuta a Firenze un anno e mezzo fa con alcune amiche. Abbiamo preso casa insieme».

Quanto spende di affitto
«350 euro per la camera singola. A nero, ma è una buona casa, trovata grazie a degli amici. Prima avevo l’affitto regolare, ma una casa indecente».

Che feste sono state?
«Brutte. Sono qua a Roma, a casa dei miei genitori. Questa storia mi ha indebolito, sfibrato. L’altro giorno ho avuto una crisi d’ansia molto forte, sono collassata, mi hanno rianimato al Pronto Soccorso. E ora sono qui, sul divano, sotto una coperta perché devo stare serena, tranquilla».
 

Una situazione denunciata dal Nidil Cgil: «E Trenitalia che dice?»

FIRENZE La situazione di Ilaria è quella di altri 15 ragazzi procacciati dalla Sole Luna per conto di Top Eventi e di Pradma, le società cui Trenitalia ha concesso l’appalto - con la forte ma inutile opposizione dei sindacati confederali - per la gestione di una parte del servizio di accoglienza clienti. La situazione è comune ad altre grandi stazione italiane.

La Cgil fiorentina ha messo la questione in mano agli avvocati, che dovranno difendere i lavoratori anche dalle presunte minacce dei datori di lavoro, che non volevano che i dipendenti incassassero gli assegni. Sempre il comparto degli atipici (Nidil) del sindacato ha reso pubblica la vicenda con una conferenza stampa del 18 dicembre scorso. In quell’occasione denunciò il disinteresse di Trenitalia: «Abbiamo scritto all’azienda una lettera per chiedere di risolvere questa incresciosa situazione di lavoro sottopagato e di caporalato legalizzato dalla legge 30, ma Trenitalia non ci ha dato ancora risposta». Ilaria, Elisa, e chissà quante altre, intanto, sono senza lavoro.


Trenitalia: gli hostess e stewart, nella stazione di Firenze Santa Novella, denunciano il mancato rispetto di elementari diritti sindacali

da Nove da Firenze

Dibattuta in Consiglio provinciale una domanda d’attualità dei consiglieri di Rifondazione Comunista Targetti, Calò e Verdi sul mancato rispetto di elementari diriti sindacali dei lavoratori precari nell’appalto dato da Trenitalia per lo svolgimento di attività di informazione, da parte di hostess e stewart, nella stazione di Firenze Santa Novella. Un episodio assai brutto ed estremamente preoccupante per il vice Presidente della Provincia ed assessore al lavoro Andrea Barducci: “Trenitalia, tramite una gara nazionale, ha appaltato questo servizio per le stazioni di Milano, Bologna, Firenze e Roma, ad una società di Roma. 

Questa – ha illustrato Barducci – ha, a sua volta, riappaltato il servizio. Non conosciamo i termini del contratto e l’impegno di spesa assunto da Trenitalia. A Firenze il servizio è stato affidato a 18 giovani, suddivisi in due turni, che hanno dovuto lavorare in condizioni logistiche estremamente difficili: senza una formazione specifica e con una paga non corrispondente ai minimi contrattuali. Questi giovani addetti dovevano ricevere lo stipendio lo scorso 9 dicembre ma la ditta ha rimandato il pagamento di giorno in giorno fino al 14 quando è scattata la protesta e che ha portato al licenziamento di una loro parte. Allo stato attuale delle cose ci risulta che la ditta abbia rifiutato qualsiasi mediazione con il sindacato e addirittura parrebbe che vi siano azioni legali nei confronti dei rappresentanti sindacali. Il sindacato ha chiesto chiarimenti a Trenitalia che è il committente, con una lettera, che è stata data anche a me ma, attualmente, Trenitalia non ci ha dato risposte. Siamo impegnati non solo a sollecitare Trenitalia per rispondere alle legittime e giuste richieste delle organizzazioni sindacali ma vogliamo impedire la perdita del posto di lavoro di questi giovani”. 

Una truffa ai danni dei lavoratori per Targetti: “Questi ragazzi hanno svolto mansioni di assistenza a terra ed a bordo come un ufficio informazioni. C’è stata l’esternalizzazione di una mansione che è tipica delle qualifiche ferroviarie – ha detto Targetti – è grave, inoltre, che non ci sia stata un’assunzione diretta di Trenitalia, magari anche a tempo determinato in relazione a periodi di particolare necessità, ma c’è stato l’appalto ed il subappalto. Una truffa anche per la paga bassissima: questi giovani stanno nell’atrio della stazione, danno indicazioni e vengono pagate pochissimo. Molti di questi ragazzi sono stati immediatamente licenziati solo perché hanno protestato”.


L’incredibile storia di venti ragazzi che lavorano all’accoglienza clienti. Nel giro dei subappalti, lavorano per tre euro all’ora, fra minacce e debiti

S.M.Novella, il posto di lavoro è alla fine del viaggio

di Marco Bucciantini sull'Unità 19/12/04

Ultime notizie dal mondo del lavoro. Bisogna rinfrescare il vocabolario perché i termini “civili” sono impropri: contratto, diritti, posto di lavoro. Si può rispolverare qualcosa di già usato, roba che si trova sui libri di storia: caporalato, padroni. E aggiungere le novità: precari (ma non “atipici”, fra poco saranno in maggioranza). Inventando però una figura professionale che definisca ragazzi «convinti di entrare nelle Ferrovie e invece finiti in bocca a chissà chi, per 3 euro nette all’ora che i più devono ancora vedere, con contratti di collaborazione occasionale e di durata mensile, minacciati e licenziati a voce per essersi rivolti al sindacato». Ecco, bisognerebbe coniare un nome, una categoria per questa descrizione che Carla Bonora - segretaria generale provinciale di Nidil Cgil - fa di questi venti giovani finiti in un sub appalto, quindi nel pozzo nero del mondo del lavoro.

Questa è l’incredibile storia di 20 giovani che ogni giorno lavorano e si possono incontrare nella stazione di Santa Maria Novella, con un gilet fosforescente con su scritto “Addetto ai clienti” e più piccolo, timido e vergognoso, “per Trenitalia”.
Novembre Trenitalia dà in appalto - contro il parere dei sindacati - il servizio di assistenza clienti. Non tutto, solo una parte: accanto ai ferrovieri si liberano dei posti. Trenitalia appalta il servizio alla Pradma, azienda romana. Comincia il valzer: la Pradma sub appalta a Top Eventi. Top eventi incarica l’agenzia Sole Luna di procacciare il personale. «Questo è caporalato, ma la legge Biagi lo consente». Vengono in fretta trovati circa venti ragazzi, fra i 18 e i 28 anni, che rientrano così nel “progetto hostess”. Il 9 novembre si parte: alcuni sono addetti allo sbarco dei passeggeri degli Intercity e degli Eurostar, altri nelle biglietterie, uno a coordinare. Quasi tutti a nero, i più fortunati con i contratti di collaborazione occasionale. «I più grandicelli leggono il contratto e sfugge loro qualcosa. E ci vengono a cercare», ricorda la Bonora.

Dicembre. I ragazzi chiamano i sindacati, i sindacati ascoltano una storia che conoscono a memoria. Vengono avvisate le aziende coinvolte: il gioco è scoperto. Martedì scorso questi lavoratori - stufi di sentirsi negata la paga - si autoconvocano in assemblea. I sindacati Filt e Nidil della Cgil e Fit della Cisl incontrano la ditta committente e ottengono il saldo del lavorato e un contratto per l’indomani. Questo è l’accordo con Top Eventi e Pradma, mentre «da Trenitalia nessun segnale, nessuna risposta alla nostra lettera». Vengono staccati gli assegni, a due ragazze però è consegnato «accompagnato da una strana liberatoria da firmare e condito da minacce del tipo: prendilo, questo assegno, e vedrai che ti succede», rivela il sindacato. Questo è stato detto ad una ragazza di 19 anni. Il sindacato mette la questione in mano all’avvocato. È tutto vero. Chi ha promosso l’assemblea è allontanato dal lavoro.

Questi ragazzi arrivano dal sud, da Prato, anche dall’estero. Affamati di lavoro, «e con i debiti per essersi trasferiti a Firenze, con un affitto da pagare e senza una lira riscossa». In dotazione hanno un piumino bianco per combattere l’inverno. Non uno a testa, ma uno ogni tre: «Guardate, non è più bianco, è grigio sudicio, non c’è mai tempo di lavarlo, finito il turno ce lo passiamo».

Gennaio. Altri ragazzi andranno a bussare alle porte del Nidil, il sindacato dei maledetti, e racconteranno una storia di caporalato e sub appalti. È il vocabolario di chi ha umiliato il lavoro.


IL CASO
Hostess e steward a S.M.Novella: non vengono pagati
Giovani precari e subappalti far west alla stazione

E´ dovuta intervenire la polizia per impedire la rissa. Mille euro per 30 giorni: dove sono?

MAURIZIO BOLOGNI su La Repubblica 19/12/04

Avvenenti ragazze e qualche giovanotto, studenti, diplomati, laureati. Ma tutti, alcune decine, senza occupazione. E disposti a sacrificare Natale e Capodanno per un lavoro precario ma con miraggio di prospettive: hostess e steward a Santa Maria Novella per la prima accoglienza ai passeggeri di Eurostar e Intercity, la speranza di «agganciare» Trenitalia. La prima disillusione quando il contratto lo hanno firmato non con Trenitalia ma con la Top eventi entertaiment srl, che - sostengono i sindacati - avrebbe ricevuto in subappalto il servizio dalla Pradma e che avrebbe affidato il reclutamento dei ragazzi alla Soleluna. Seconda disillusione i contenuti del contratto: mille euro lordi al raggiungimento dei 30 giorni effettivamente lavorati tra il 9 novembre e il 6 gennaio. La terza disillusione quando hanno provato a riscuotere. «Martedì sera - raccontano i sindacati - è dovuta intervenire la polizia ferroviaria per evitare che dallo scontro verbale si passasse a quello fisico. Il giorno dopo una quindicina di giovani, che avevano sospeso il servizio martedì pomeriggio e mercoledì mattina e che si erano rifiutati di firmare liberatorie dietro pagamento di un compenso, sono stati "licenziati"».

Adesso i sindacati hanno scritto all´amministratore delegato di Fs Elio Catania per conoscere termini e liceità di appalti e subappalti che hanno portato i giovani a lavorare con divise Trenitalia. La società romana che li ha ingaggiati, la Top eventi, è nata all´inizio di quest´anno, 10.000 euro di capitale, un unico socio, Sante Carotenuto, 34 anni, e secondo l´oggetto sociale dovrebbe occuparsi di organizzazione di eventi nei settori del turismo, della cultura e dello spettacolo, di servizi di intrattenimento e animazione per adulti e bambini.


FIRENZE Costretti a lavorare all’accoglienza clienti in turni di otto ore senza giorno libero. E lo stipendio ancora non arriva: pronti allo sciopero

Hostess di serie B, sindacati contro Trenitalia

da La Nazione 19/12/04

FIRENZE — I sindacati regionali dei ferrovieri e dei precari chiedono spiegazioni a Trenitalia sul servizio di prima accoglienza alla stazione di Santa Maria Novella e sono pronti anche allo sciopero se non verrà fatta chiarezza su questi tipi di appalti, dopo che gli addetti al servizio si sono rivolti a loro.

Reclutati per l’assistenza ai clienti dal 9 di novembre al 6 gennaio, hostess e steward con la casacca di Trenitalia come a Roma, Bologna e Milano, venti ragazzi contattati da un’azienda col miraggio futuro, raccontano, di qualcosa di più solido- una volta selezionati e dopo lo stage formativo, hanno scoperto che i mille euro (lordi) mensili previsti comportavano 8 ore al giorno 7 giorni su 7, con turni dalle 6,50 alle 14,30 e dalle 14,30 alle 22 di 9 persone, per dare informazioni su Eurostar e Intercity, aiutare i viaggiatori ai treni e alla biglietteria automatica.

Iniziato il lavoro — dovendosi passare anche la giacca di Trenitalia, visto che ne hanno poche — e oltrepassata la data del pagamento, martedì scorso si sono rivolti ai sindacati che, dopo una trattativa che sembrava andata a buon fine quando invece alcuni aspettano ancora i soldi e altri non lavorano più, hanno scritto direttamente all’amministratore delegato delle Ferrovie Elio Catania, a quello di Trenitalia Roberto Testore e ad altri responsabili nazionali e regionali per avere chiarimenti «sul contratto d’appalto che Trenitalia ha stipulato con la prima ditta (Pradma) e il sub-appalto con la seconda ditta (Topeventi) che pare abbia a sua volta affidato ad una terza ditta (Soleluna) l’‘ingaggio’ dei lavoratori».

E su una serie di controlli: sulla trasparenza e la solidità finanziaria; sulla conoscenza da parte di Trenitalia del lavoro realmente svolto dalle hostess e dagli steward che effettuano anche la vidimazione dei biglietti col timbro FS; sugli eventuali controlli sulla tipologia del contratto di lavoro fatto a questi lavoratori che operano in ambiente FS e rappresentano in tutto e per tutto Trenitalia; sulla formazione che — quando c’è — è insufficiente. Emanuela Ulivi


FILT CGIL NIDIL CGIL FIT CISL UIL TRASPORTI

TRENITALIA E DINTORNI

 LA QUALITA' E' SERVITA

UNA BRUTTA SORIA DI APPALATI E SUB APPALTI E DI DIRITTI NEGATI DOMANI 18 DICEMBRE ORE 12 INCONTRO STAMPA

PRESSO LA SEDE DELLE  RSU FERROVIE (BINARIO 1)

 STAZIONE SANTA MARIA NOVELLA - FIRENZE -

Abbiamo deciso di raccontarvi una storia esemplare.

Trenitalia appalta alla Pradma di Roma il servizio di accoglienza alla clientela, lavoro finora svolto da personale Fs, la Pradma a sua volta sub appalta a Top Eventi che incarica la società Sole Luna di procacciare il personale. Contrarie  all'intera operazione le segreterie regionali  dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil , unitamente alla segreteria regionale di Nidil Cgil ,aprono un tavolo di trattativa con Trenitalia, che però non porta a niente. Il 9 novembre scorso il progetto parte. A Firenze S. Maria Novella, il lavoro di accoglienza impegna due squadre di  8 hostess/steward addetti a fornire informazioni e prima assistenza ai viaggiatori ES" e IC, cui va aggiunto un capo team che coordina il lavoro. Solo a qualcuno dei 15 viene fatto un contratto di collaborazione occasionale, gli altri lavorano senza alcuna forma di contratto.

Il 14 dicembre, martedì di questa settimana, i lavoratori, dopo l'ennesimo rifiuto della committente di erogare il compenso loro dovuto ( 4 euro lorde l'ora) si sono auto convocati in assemblea chiedendo il supporto del sindacato. Il sindacato verificata la situazione di assoluta irregolarità contrattuale, ha immediatamente chiesto ed ottenuto un incontro con la committente durante il quale è stata concordata un procedura. A tutti i lavoratori doveva essere saldato il lavorato e dal giorno successivo, tutti avrebbero dovuto essere inquadrati con regolare contratto. La procedura pattuita iniziava alla 20.30 e già alle 21.15 la committente ritrattava il tutto diffidando, con minacce, i lavoratori a portate all'incasso gli assegni che erano stati loro consegnati. E' intervenuto il sindacato che a sua volta è stato minacciato, il clima è diventato così teso che è dovuta intervenire la POLFER. In tutta questa vicenda Trenitalia è stata assolutamente assente, accampando la sua non responsabilità rispetto all'appalto. Sono queste le conseguenze di un sistema di appalti e sub appalti al di fuori di ogni controllo e dove le condizioni dei lavoratori sono alla mercé dei disonesti di turno. Questa è anche l'altra faccia della medaglia della mission che Trenitalia si è data, quella della politica della qualità e di attenzione al cliente, che non include la qualità del lavoro e l'attenzione per i lavoratori.

Per parlare degli ultimi sviluppi della situazione e per rendere pubbliche le iniziative  delle prossime ore e giorni i sindacati e i lavoratori convocano un

 

INCONTRO STAMPA

DOMANI SABATO 18 DICEMBRE 2004 ORE 12.00

C/O RSU FERROVIE (BINARIO 1)

STAZIONE SANTA MARIA NOVELLA - FIRENZE -

 

Firenze 17.12.2004.

                                                                                                       L'UFFICIO STAMPA