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La Fiom non si è lasciata intimorire

di Mauro Faticanti segretario generale Fiom Toscana

da l'Unità 29 Maggio 2004

La Fiom Toscana ha chiuso il suo ottavo congresso regionale. Tutto si può dire fuorché sia stato un congresso rituale. Non abbiamo avuto paura di portare a verifica il lavoro svolto e le scelte da noi compiute e, cosa credo assolutamente significativa, abbiamo coinvolto nella discussione oltre quindicimila lavoratori.

Seppur in una dialettica resa "barbara" dalla presenza di due mozioni contrapposte abbiamo offerto a tutti i lavoratori un luogo di discussione, ed ai nostri iscritti un luogo dove, con il voto per l'uno o l'altro documento, partecipare in forma attiva alla costruzione di una posizione collettiva. L'esito del voto non è equivocabile. Oltre tre lavoratori su quattro, il 76,1%, degli iscritti alla Fiom Toscana, si sono espressi per il documento "Valore e dignità al lavoro" il cui primo firmatario è il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini. Vi è dunque una riconferma piena delle scelte fatte dall'organizzazione, dalla lotta contro gli accordi separati per finire al no alla precarizzazione, riproponendo la questione salariale come chiave di volta dell'azione sindacale.

Ma la vera novità è che nonostante un'accanimento senza precedenti, una campagna mediatica tutta tesa a cancellare e oscurare, le accuse di collusione con il terrorismo, la richiesta d'intervento delle forze dell'ordine nelle fabbriche in lotta avanzata in Parlamento da un Ministro della Repubblica e le cariche di "scelbiana" memoria di Melfi, la Fiom dimostra nella pratica negoziale, una capacità d'iniziativa sindacale autonoma e indipendente.

Personalmente sono convinto che il merito di questo attiene non solo alle peculiarità di una storia centenaria, una storia patrimonio di tanti compagni e compagne, nelle strutture come nelle fabbriche, che esprimono davvero quel portato unico e irripetibile che si cela sotto l'acronimo Fiom, ma anche dall'aver capito per tempo, e prima di altri, gli scenari che si andavano aprendo. Una capacità d'analisi che presuppone, come condizione necessaria per riaffermare oggi il diritto alla contrattazione, il possesso di una focale interpretativa dei mutamenti sociali che il mai concluso scontro fra lavoro salariato e capitale oggi determinano nella società e nella sua composizione.

Lo strumento per realizzare questo è un sindacato autonomo e indipendente, un sindacato che, a partire dal proprio essere portatore d'interessi di parte, assume la pratica democratica come propria identità irrinunciabile. Da questo punto di vista la vittoria di Melfi assume valore sia per il merito, la condizione di lavoro e il salario, che per il metodo della pratica democratica espressa. A Melfi come alla Triganò di San Gimignano, ai Nuovi Cantieri Apuania di Carrara come alla Perini di Lucca si è dimostrato ancora una volta che la capacità d'iniziativa propria del sindacato e il protagonismo operaio, se coniugate insieme e governate, rappresentano una concreta alternativa alla mutazione genetica del sindacato. Anche questo è il contributo che il congresso della Fiom mette in comunione con l’intera organizzazione della Cgil.


Al congresso un documento unitario nonostante la spaccatura Rinaldini-Nencini
Faticanti è il nuovo segretario Fiom

da La Repubblica 27/5

IL fiorentino Mauro Faticanti è il nuovo segretario regionale della Fiom, eletto con 45 voti su 61 votanti, uscito ieri dall´ottavo congresso del sindacato dei metalmeccanici della Cgil a Peccioli. Sostituisce Enzo Masini che, dopo otto anni di mandato, è obbligato a lasciare. Dopo il congresso fiorentino, anche quello regionale è riuscito a chiudere con un documento unitario nonostante la spaccatura sulle due mozioni contrapposte, quella del segretario generale Rinaldini che nelle 730 assemblee di fabbrica della Toscana aveva ottenuto il 76,1 di consensi e l´altra di Riccardo Nencini, della segreteria nazionale, che aveva raggiunto il 23,9. Il documento vuole essere anche un´esortazione per il congresso nazionale a trovare una sintesi comune tra le diverse posizioni. I punti su cui si è trovata l´unità sono la pace, la necessità di salvare contrattazione nazionale e aziendale, la democrazia fondata sul voto dei lavoratori, la gestione pluralistica ma unitaria interna alla Fiom, la lotta contro la deindustrializzazione in Toscana. Ha partecipato al dibattito anche Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale.(i.c.)

Faticanti nuovo segretario regionale Fiom Con 45 voti a favore e 11 contrari, Mauro Faticanti è stato eletto come nuovo segretario toscano della Fiom-Cgil in successione di Enzo Masini il cui mandato non era più rinnovabile. È stato, questo, l’ultimo atto del congresso che ha visto riuniti i delegati per due giorni a Peccioli e che ha portato alla redazione di un documento unitario di chiusura nonostante la presenza di due mozioni contrapposte. da l'Unità 27/5


FIOM CGIL TOSCANA

8° CONGRESSO REGIONALEPECCIOLI (PISA) 24 - 25 MAGGIO 2004

"PACE DIRITTI E DEMOCRAZIA 

SONO I PUNTI CENTRALI INTORNO A CUI RUOTA IL NOSTRO DIBATTITO CONGRESSUALE" NEL SUO INTERVENTO GIORGIO CREMASCHI, SEGRETARIO NAZIONALE,  CHIEDE UN NUOVO SCIOPERO GENERALE CONTRO LE POLITICHE DEL GOVERNO E A CONFINDUTRIA DI CAMBIARE POLITICA NONFACCIATA ED IMMAGINE

Peccioli (Pisa) 25.05.2004.- " Pace, diritti e democrazia sono i punti centrali intorno a cui ruota il nostro dibattito congressuale": così Giorgio Cremaschi, Segretario Nazionale, intervenendo all'8° Congresso regionale della FIOM Toscana, i cui lavori si erano aperti ieri mattina con la relazione del segretario generale uscente Enzo Masini. " La pace perché Fiom è impegnata in prima persona nel movimento, ha detto ancora, ed è per questo che il 4 giugno, nonostante la concomitanza con il nostro congresso nazionale (Livorno 3 - 4 - 5 giugno) aderiamo alle manifestazioni che ci saranno a Roma contro la visita non gradita di Bush. 

I diritti, aggiunge Cremaschi, perché pensiamo che la crisi italiana, al cui centro c'è la crisi industriale, segna il fallimento di una linea di competizione tutta fondata sui tagli ai salari e la riduzione dei diritti. Noi proponiamo di rovesciare i parametri che hanno guidato lo sviluppo italiano, di mettere al centro la valorizzazione del lavoro, l'aumento del potere d'acquisto dei lavoratori e la lotta alla precarietà. Queste per noi, sono le leve con cui si può costruire un altro sviluppo. Vale anche per la Toscana dove non possiamo rassegnarci alla frantumazione dell'apparato industriale. La teoria del piccolo è bello è in crisi sia nella versione veneta che in quella toscana. 

Ci vuole una nuova politica industriale ed economica ed è per questo che contrastiamo anche duramente la politica del governo Berlusconi e, viste anche le ultime scelte sulle pensioni, pensiamo sia necessario un nuovo sciopero generale. A Confindustria noi chiediamo di cambiare politica non facciata ed immagine, questo sicuramente non servirebbe a nulla. Sulla democrazia, conclude Giorgio Cremaschi, ribadiamo a Fim e Uilm che per noi c'è un solo vero punto fermo, irrinunciabile, il referendum dei lavoratori sulle piattaforme e sugli accordi, quello che hanno accettato a Melfi ma non ancora in altre situazioni. Questo è il nodo da chiarire, per Fiom non c'è unità senza democrazia".

L'8° congresso della Fiom Toscana, si conclude oggi con l'elezione del nuovo segretario generale toscano e gli altri organismi dirigenti. Al congresso si è arrivati dopo 730 assemblee di base che hanno visto la partecipazione al voto del 70.92% degli aventi diritto.  La platea congressuale è formata da 155 delegati.

Il documento che fa riferimento al Segretario Generale Nazionale Gianni Rinaldini ha raccolto il 76.1% dei consensi e quello che fa riferimento al segretario nazionale Riccardo Nencini il 23.9%. nb


A Peccioli due giorni di assemblea per le tute blu della Cgil che arrivano divise in due mozioni. Prevista l’elezione del nuovo segretario regionale: Faticanti in pole per la successione di Masini
Fiom regionale a congresso: «Dalla Toscana esca un segnale unitario»

da l'Unità 25 Maggio 2004

FIRENZE Quasi novanta precontratti (per oltre 7mila addetti) firmati in tutta la Toscana e la consapevolezza che, laddove c’è stato da lottare anche in maniera dura (i Nuovi cantieri Apuania di Massa Carrara, la Triganò di Poggibonsi tanto per fare due esempi recenti), i lavoratori non si sono tirati indietro.

È da questi dati che riparte la Fiom toscana che oggi e domani si riunirà a congresso a Peccioli, in provincia di Pisa. Le tute blu della Cgil tornano a riunirsi in assemblea a tre anni dall’ultimo appuntamento congressuale, un lasso di tempo che ha visto il sindacato dei metalmeccanici impegnato soprattutto sul fronte dei rinnovi contrattuali. Un terreno di scontro aperto con le altre due organizzazioni sindacali di categoria (Fim e Uilm) che in due occasioni (il rinnovo dello scorso biennio e il biennio attuale) hanno firmato accordi separati giudicati dalla Fiom «peggiorativi sia sul terreno dei salari sia su quello dei diritti».

Anche all’interno della stessa Fiom, tuttavia, non sono mancate le divisioni, così che, a Peccioli, i delegati toscani si presenteranno divisi da due mozioni. Da una parte quella che vede primo firmatario il segretario nazionale Gianni Rinaldini e che ha raccolto pressoché totale unanimità dei consensi in tutte le province toscane ad eccezione di Firenze e che risulta appoggiata dal 76,1% dei partecipanti, dall’altra quella di Riccardo Nencini, vicesegretario nazionale, risultata maggioritaria a Firenze con circa il 60% e che a livello regionale ha però raccolto il 23,9%. «In tutta le regione - ha spiegato il segretario uscente della Fiom Toscana, Enzo Masini - sono stati quasi 16mila i delegati Fiom (il 70,92% degli aventi diritto al voto, Ndr) che nel corso di 730 assemblee hanno scelto tra le due mozioni in discussione. Il tutto anche in vista dell’appuntamento col congresso nazionale del 3 giugno a Livorno, città che per prima ospitò, nel lontano 1901, il congresso della Fiom. Dalle urne l’indicazione della regione appare piuttosto chiara con una netta maggioranza di voti per Rinaldini».

La speranza dei vertici regionali del sindacato è che la due giorni di lavori possa generare alla fine un documento unitario, come accaduto a Firenze dove alla fine del congresso provinciale è stata approvata una sintesi tra le mozioni. «Sarebbe anche un bell’esempio in vista dell’appuntamento nazionale considerando che la Toscana è la seconda regione per numero di precontratti firmati dietro l’Emilia Romagna e la quarta per numero di iscritti» ha concluso Masini spiegando che a Livorno saranno presenti 55 delegati della Toscana (42 per la mozione Rinaldini e 13 per Nencini).

Domani, però, è prevista anche l’elezione del nuovo segretario regionale della Fiom visto che il certaldese Masini è in carica da 8 anni e non può più essere rieletto. Chi sarà dunque il successore? Dalla Fiom si limitano a dire che «assicurerà al sindacato dei metalmeccanici una continuità con la passata presidenza» e che «l’indicazione è arrivata in maniera univoca dalla Fiom nazionale e dalla Cgil regionale». Nomi, ufficialmente, non ne vengano fatti ma l’identikit sembra corrispondere a quello di Mauro Faticanti, membro della segreteria regionale del sindacato e braccio destro del segretario uscente. f.san.


FIOM
A Peccioli 8° congresso

da La Repubblica 25/5/04

OTTAVO congresso regionale della Fiom toscana oggi e domani a Peccioli (Pisa). Saranno 155 delegati in rappresentanza di 27.500 metalmeccanici Cgil (sui 105.000 toscani) a discutere delle due mozioni contrapposte per il congresso regionale.

Dopo che il 76,1% dei votanti nelle assemblee delle aziende della regione ha approvato la mozione del segretario nazionale Rinaldini (rivendicazioni salariali piuttosto che politica dei redditi, unità sindacale a partire dal voto dei lavoratori e non viceversa) e il 23,9% quella del segretario nazionale Nencini. 

«Ma speriamo di arrivare a una sintesi delle due posizioni», dice il segretario uscente e non riconfermabile dopo otto anni, Enzo Masini. Dal congresso dunque uscirà anche il nuovo segretario.(i.c.)