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CAMBIA L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO Nota dei sindacati

Dipendenti comunali sul piede di guerra

Sotto tiro la nascita delle nuove figure direttive

di Fabrizio Morviducci su La Nazione 28/12/04

«E’ solo un’operazione di facciata». La Rsu preoccupata anche per l’aumento dei costi Le contro-richieste

Dipendenti comunali sul piede di guerra per la ristrutturazione proposta dall'amministrazione. Con una dura nota, le Rsu hanno espresso tutta la loro contrarietà alle innovazioni per quanto riguarda i vertici della piramide gerarchica dei lavoratori di piazzale della Resistenza. Oggetto del contendere il particolare sarebbero l'istituzione della figura del direttore generale, ma anche la gestione delle cosiddette «posizioni organizzative» ossia dei dipendenti con funzioni di responsabilità a vario livello. Tutto sarebbe nato in un incontro di metà dicembre tra Rsu, e amministrazione sulle risorse per la produttività. Incontro nel corso del quale sarebbero stati introdotti cambiamenti di carattere organizzativo per il 2005, «per quanto riguarda gli assetti apicali della struttura - come si legge nella nota delle Rsu affissa nella bacheca sindacale al piano terra del Palazzo - e uffici di supporto con l'istituzione della figura del direttore generale». I cambiamenti in particolare avrebbero riguardato anche nuove posizioni organizzative e l'esame di alcune già in essere.

«Tutto questo - si legge nella nota sindacale - senza che si sia svolto alcun confronto in merito ai risultati di quelle istituite due anni fa e ora in scadenza. Il progetto ci è stato presentato come un recupero di efficienza e come un risparmio ma non sono state quantificate cifre e tempi di attuazione». Poi l'affondo: «Non condividiamo queste scelte che non rimandano a un disegno organizzativo credibile e realistico e siamo preoccupati per l'incremento di spesa che questa ristrutturazione comporterà. A fronte di tutto ciò l'amministrazione sostiene di non essere in grado di reperire nuove risorse per incrementare il fondo di produttività 2005 e per la contrattazione decentrata, dimostrando di non tenere in debito conto le politiche complessive del personale.

Pensiamo si debbano dare prospettive a tutti, creando sì opportunità ai più meritevoli, ma sostenendo e valorizzando il lavoro quotidiano di tutti i dipendenti». Le organizzazioni sindacali hanno espresso il loro no alla riorganizzazione, una contrarietà decisa anche nei toni: «Siamo contrari al piano di riorganizzazione presentato - conclude il documento - che ci sembra più un'operazione di facciata che un vero progetto di riorganizzazione e razionalizzazione dell'ente e del personale. Chiediamo dunque: dati concreti e realistici su costi e tempi del progetto, un confronto serio e preventivo sulle posizioni organizzative vecchie e nuove, una verifica sui fondi e sui risparmi del 2004, ma anche un impegno nel bilancio 2005 a finanziare nuovamente il salario produttivo e sostenere il futuro contratto decentrato integrativo». Vedremo quale sarà la risposta dell'amministrazione.