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SESTO L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio. Dimezzati in sei mesi gli «scoperti» con le banche

«Rosso» Ginori ma per 6 milioni di euro

da La Nazione 29/6/04

L'assemblea dei soci della Richard Ginori 1735, riunita nelle sale del Museo della Porcellana di viale Pratese, ha approvato nei giorni scorsi il bilancio 2003. L'approvazione arriva dopo una serie di rinvii, e un colpo di scena dell'ultim'ora, dopo che la società di revisione aveva emesso una 'non opinion' pochi giorni prima dell'assemblea asserendo di non essere in grado di esprimere in giudizio in mancanza di alcuni documenti. 

Una presa di posizione che aveva fatto 'ballare' il titolo in Borsa e nei giorni scorsi la Consob stessa, l'autorità di garanzia della Borsa italiana aveva chiesto a Ginori una serie di chiarimenti su alcuni punti che adesso sono puntualmente arrivati. Alla fine tutti i nodi si sono sciolti e l'assemblea ha potuto deliberare l'approvazione del bilancio. "Positivo il giudizio dei revisori - chiosa ora il gruppo dirigente della Ginori - È pervenuta dalla società di revisione la relazione sul bilancio civilistico e consolidato 2003 con la quale è stato espresso un giudizio positivo sulla correttezza, chiarezza e veridicità dei bilanci approvati".

Nel merito dei conti la Ginori, in una nota a firma del consigliere delegato, ingegner Alessandro Mugnaioni, fa sapere che "la società chiude l'esercizio 2003 con una perdita netta d'esercizio di 6,2 milioni di euro dopo aver contabilizzato oneri straordinari per 7,8 milioni di euro. L'assembla ha deciso di coprire la perdita d'esercizio mediante l'utilizzo della riserva straordinaria per euro 674.000 e di rinviare a nuovo la parte residua di euro 5,5 milioni di euro".

Pesa insomma sui conti della Ginori la gestione del magazzino, dove vi sono scorte per un valore di diversi milioni di euro e che si traduce in un appesamentimento di 5,5 milioni di euro sui bilanci futuri.

Migliora comunque la situazione finanziaria dell'azienda di viale Pratese, anche in virtù dell'accordo con il sindacato che ha portato 65 operai in cassintegrazione. Al 18 giugno la Ginori ha affidamenti con il sistema bancario per 18,8 milioni di euro, che però erano 36 appena il 9 gennaio scorso. Con le banche Ginori assicura poi di "aver raggiunto un accordo".
Meno positivi i valori della produzione, con un fatturato che nel 2003 si è fermato a 41,7 milioni di euro, contro i 51 milioni di euro che invece aveva fatto registrare un anno prima.


ECONOMIA Firmata la convenzione per la cessione del complesso immobiliare. Oggi l’approvazione del bilancio

La Ginori incassa il colpo

da La Nazione 24/6/04

«È stata siglata ieri la convenzione definitiva per la cessione del complesso immobiliare di Sesto, così come previsto dall'accordo stipulato lo scorso primo maggio». Poche righe, a firma del presidente della Richard Ginori 1735, Carlo Rinaldini, per confermare quanto il mercato borsistico e gli investitori si aspettavano dopo il tracollo del titolo Ginori in Borsa nei giorni scorsi. Tutto procede come previsto, fa sapere in sostanza la Ginori, e non vi sono intoppi nel processo di ristrutturazione e rilancio dell'azienda messo a punto alcune settimane fa e che era incentrata sulla vendita di assets immobiliari (terreni fabbricativi) attorno alla fabbrica. La Richard Ginori ribatte così colpo su colpo alle accuse di chi voleva mettere in forse la solidità dei propri conti.

«Sempre ieri — prosegue Rinaldini — è stata consegnata la fideiussione da 7 milioni di euro a garanzia dell'impegno a sottoscrivere da parte della Erigono srl (veicolo operativo egli imprenditori toscani non correlati a Rinaldini) il 50% della Newco Immobiliare, della quale Richard Ginori 1735 sarà socia al 50% e che sarà dotata di mezzi propri per 14 milioni di euro e di un affidamento bancario di 21 milioni di euro, garantito da ipoteca sul complesso immobiliare oggetto della cessione». Richard Ginori cede insomma ad una nuova società immobiliare di cui sarà socia al 50% i terreni destinati ad essere oggetto di fabbricazione di uffici, attività commerciali e soprattutto residenze.

Il mercato finanziario è soprattutto interessato ai numeri e la Ginori fa sapere che nelle proprie casse, entro il 30 novembre di quest'anno, entreranno denari freschi per un totale di 17,8 milioni di euro. Il programma a tappe forzate di dismissioni ridurrà l'indebitamento della società. «L'indebitamento netto — informa Ginori — che al 31 dicembre dello scorso anno ammontava a 47,6 milioni di euro si ridurrà per gli effetti prodotti dalla operazioni straordinarie di cessione». Complessivamente l'azienda calcola di ridurre l'indebitamento di circa 33,5 milioni di euro. Nel conto sono incluse anche operazioni di riduzione di leasing e la cessione del complesso immobiliare di Laveno. Il tempo stringe perché oggi è convocata l'assemblea dei soci per approvare il bilancio.


I SINDACATI
Allarme per Richard Ginori
"I revisori non giudicano il bilancio"

da la Repubblica 22/6/04

«Una tegola» così il sindacalista dell´Rsu definisce la notizia che ha cominciato a circolare in azienda a Sesto Fiorentino, alla Richard Ginori, ieri pomeriggio: e cioè che la società di revisione Deloitte&Touche non è stata in grado di esprimere un giudizio sui bilanci 2003 di Richard Ginori e di Pagnossin, il gruppo di cui Ginori è entrato a far parte sette anni fa. Il comunicato in realtà è stato diffuso venerdì notte, ma i suoi effetti sono stati chiarissimi ieri quando in borsa c´è stato il tonfo dei titoli di Richard Ginori che hanno ceduto il 6,37 per cento (ora naviga a quota 0,53 euro) e di Pagnossin che hanno perso il 6,32 per cento (toccando quota 0,822 euro). Oggi i sindacati dell´azienda toscana chiederanno un incontro urgente con i vertici aziendali: «La direzione - spiega Giovanni Norcini dell´Rsu - ci aveva rassicurato sull´approvazione del bilancio, non riusciamo a capire cosa possa essere successo, quali siano le ragioni che hanno indotto la società di revisione a non firmare il bilancio».

Intanto per il 24 giugno è stata fissata una convocazione del consiglio di amministrazione: all´ordine del giorno in programma c´era proprio il bilancio del 2003 e la nomina di tre nuovi consiglieri (circolano già indiscrezioni sui nomi). Da alcuni anni la Ginori è entrata a far parte del gruppo Pagnossin: «La cosa che ci preoccupa di più - spiegano i sindacati - sono le produzioni di bone chine spostate all´estero, in India e in Cina cosa che ha già portato alla chiusura dello stabilimento di Laveno».(l.m.)