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FARMACEUTICO Dubbi sul nuovo stabilimento
Eli Lilly, tanti timori aspettando l’insulina
da La Nazione 29/12/04
SESTO FIORENTINO (Firenze) — I programmi sulla carta — annunciati dallo stesso ministro Sirchia — parlano di un amplimento produttivo con la costruzione di un grande stabilimento per la produzione di insulina. Ma in realtà la Eli Lilly Italia, l’importante azienda multinazionale americana del farmaco con base a Sesto Fiorentino, per ora desta solo grandi preoccupazioni, sia per i lavoratori dei reparti produttivi, sia per gli infornatori scientifici. Una situazione per certi versi paradossale per un’azienda che ha annunciato 250 milioni di euro di investimenti di tre anni, 43 mila metri di superficie coperta di nuova area produttiva, la necessità di 650 dipendenti per un quarto laureati.
Questi sono infatti i numeri ufficiali forniti dall’azienda riguardo alla nuova fabbrica di insulina in previsione di costruire a Sesto Fiorentino. Dalla nuova fabbrica dovrebbero uscire 100 milioni di confezioni all’anno, destinate ai mercati di tutto il mondo. L’ampliamento delle capacità produttive dello stabilimento di Sesto Fiorentino è una scommessa importante per la Eli Lilly Italia, che deve fare i conti con la concorrenza di altre filiali europee e asiatiche. Con 440 milioni di fatturato (in aumento del 5% rispetto all’anno prima), la filiale italiana, presente a Sesto Fiorentino dall’immediato dopoguerra, è nella top ten delle aziende farmaceutiche presenti in Italia.
A richiarmare l’attenzione sull’attuale situazione della Eli Lilly sono i sindacati, tra cui Luca Fratini della Filcea Cgil, che nei giorni scorsi assieme ai colleghi della Cisl, ha rotto gli indugi attaccando l’azienda che pure continua ad annunciare importanti investimenti e l’ampliamento della capacità produttiva. «L’azienda ha annunciato di voler creare un call center a disposizione dei medici — spiega Fratini — con il quale fornire informazioni sulle novità e le caratteristiche dei farmaci. Ci chiediamo se questa nuova struttura sia a supporto dell’attività degli informatori scientifici, oppure se non sia, come invece temiamo, in sostituzione dell’attività degli informatori». I sindacati lamentano una mancanza di dialogo, proprio in un momento, peraltro, in cui l’azienda è al centro di vicende giudiziarie legate a «farmacopoli», relative a casi di corruzione e comparaggio. Vicenze sulle quali i sindacati vorrebbero avere rassicurazioni proprio riguardo all’attività degli informatori scientifici. «Non vorremmo che alla fine a fare le spese della attuale situazione fossero i lavoratori di questo settore».
ELI LILLY Nuovo stabilimento
Tutti dal sindaco il 17 (sindacati e proprietà) per trovare un accordo
da La Nazione 28/12/04
Sulla vicenda della Eli Lilly Italia, l'azienda farmaceutica di Sesto Fiorentino proprietà di una multinazionale americana, si muove anche la politica. Per il 17 gennaio il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi ha infatti convocato sindacati di categoria e rappresentanti sindacali di base per essere informato sulla vicenda che tiene con il fiato sospeso circa 400 lavoratori el polo farmaceutico sestese, che non hanno avuto informazioni precise dall'azienda intenzionata sì ad attivare 250 milioni di euro di investimenti per costruire una nuova fabbrica di insulina ma ancora poco chiara sul detsino dei lavoratori dall'inizio dei lavori all'avvio delle nuove produzioni.L'incontro del 17 gennaio è il primo fra istituzioni locali e sindacati della Lilly e dovrebbe essere l'apertura di un tavolo di confronto attorno al quale l'amministrazione comunale riunisce anche la controparte aziendale.
Secondo alcuni retroscena il sindaco sarebbe piuttosto irritato per le uscite dell'azienda che avrebbe indicato nella prossima primavera i tempi previsti per l'avvio dei lavori ella nuova fabbrica. Spetta al comune rilasciare le concessioni e in qualche modo anche definirne i tempi e i modi.Intanto in Consiglio Provinciale Rifondazione Comunista si è incarcata di dar voce alle preoccupazioni dei lavoratori, portando un'interrogazione urgente. Ha dichiarato il consigliere Targetti: "Seguiamo le preoccupazioni dei lavoratori in merito alla mancata attuazione di impegni previsti e programmati che fanno temere ai lavoratori una possibilità riorganizzazione in senso negativo sia rispetto all'occupazione sia rispetto alla localizzazione dell'azienda. Le preoccupazioni nascono su questo punto. C'è uno stato di agitazione e di preoccupazione in quella azienda e ci auguriamo che la Provincia faccia la sua parte a tutela del lavoro e dell'occupazione".
ELY LILLY Natale grigio
In attesa del nuovo stabilimento c’è tensione per 350 lavoratori
da La nazione 24/12/04
Che fine faranno i 350 lavoratori dei settori produttivi della Ely Lilly Italia di Quinto Basso mentre sarà costruita la nuova fabbrica di insuline e saranno sospese le altre produzioni? La domanda arriva dalla Rsu dell’azienda insieme a Filcea Cgil e Femca Cisl. I sindacati sono preoccupati per il destino dei lavoratori e per il fatto che l’azienda non ha un dialogo con la controparte sindacale. “Da mesi l’azienda parla attraverso i giornali sostenendo che a Sesto verrà costruita una nuova moderna fabbrica per la produzione di insuline – spiega Luca Fratini della Cgil - Benissimo, noi siamo i primi a rallegrarci degli investimenti previsti. Ma siccome è prevista anche la contestuale sospensione delle altre produzioni, è legittimo chiedersi cosa faranno i lavoratori attualmente impiegati nello stabilimento di Sesto.
Vorremmo parlare con l’azienda di questo, invece ogni normale dialogo ci
viene negato”. I sindacati protestano anche per quelli che loro giudicano
soprusi in materia di trasferimento di un piccolo drappello di lavoratori in
Francia (per acquisire conoscenze sulle nuove produzioni), di spostamento di
mansioni, di definizione della griglia di chiusure per il prossimo anno.
250 milioni di euro di investimenti, 14.000 metri quadrati di area produttiva,
oltre 1200 posti di lavoro con nuove assunzioni: questi i numeri della nuova
fabbrica di insuline, per cui la multinazionale americana del farmaco prevede
di dare avvio ai lavori a primavera del 2005, e di avviare la produzione fra
la fine del 2008 e gli inizi del 2009.
Ieri mattina la questione della Eli Lilly Italia è approdata anche in Consiglio Provinciale. A portarcela è stata Rifondazione Comunista con un’interrogazione a cui ha riposto il vicepresidente della Provincia, l’ex sindaco di Sesto Andrea Barducci: “L’amministrazione provinciale non è e stata, al momento, coinvolta né da parte delle organizzazioni sindacali e nemmeno da parte dell’amministrazione comunale. Sulla Eli Lilly – ha sottolineato il vice Presidente della Provincia ed assessore al lavoro Andrea Barducci – è stata, invece, coinvolta l’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino che sta seguendo la vicenda”.
Trasferimenti, cambi di orario, riorganizzazione del
lavoro
I sindacati chiedono alla Ely Lilli che intende fare nel
futuro
da La Repubblica 24/12/04
FILCEA-Cgil, Femca-Cisl e le Rsu della Ely Lilli (prodotti farmaceutici, 1.200 dipendenti) dichiarano le loro preoccupazioni sul futuro di un´azienda che, dicono, non si capisce più cosa faccia e non comunica niente alle organizzazioni sindacali. Chiedono che vengano ristabilite corrette relazioni industriali. Parlano di riorganizzazione del lavoro, di trasferimenti e cambi di orario comunicati via internet ai lavoratori senza discussione con i sindacati. Vogliono sapere il perché di questi trasferimenti e a che punto è il progetto di ingrandimento dell´azienda (altri 14.000 metri quadri di stabilimento per occuparsi esclusivamente di insulina e biotecnologie). Tanto sono preoccupati, da essersi rivolti alle istituzioni. Il sindaco di Sesto Gianassi incontrerà sindacati e azienda. La Provincia assicura il suo interessamento.
LAVORO Oggi in consiglio provinciale una interrogazione di Rifondazione Comunista sul futuro dello stabilimento
L’Ely Lilli a rischio trasferimento
da la Nazione 23/12/04
Il ‘colosso’ Eli Lilly Italia e la situazione della sede italiana, quella di Sesto, sarà al centro oggi della seduta del consiglio provinciale per una domanda di attualità presentata dai consiglieri di Prc Sandro Targetti, Lorenzo Verdi e Andrea Calò. Nella loro richiesta di chiarimenti i tre consiglieri ricordano che «i lavoratori e le organizzazioni sindacali della Eli Lilly sono fortemente preoccupati dall’ipotesi di un possibile trasferimento forzato dell’azienda, in quanto gli investimenti promessi non si sono ancora realizzati». Il riferimento è al progetto della costruzione di un nuovo stabilimento (piano presentato fra l’altro, pochi giorni fa, nel corso di un incontro svoltosi a Campi) per la produzione di insuline che dovrebbe essere realizzato a Sesto entro la fine del 2008 con un investimento di 250 milioni di euro. I consiglieri Targetti, Verdi e Calò chiedono quindi «se la Provincia sia stata coinvolta in questa vertenza in vista dell’incontro del 21 dicembre presso l’associazione industriali e se vi sono stati contatti con le organizzazioni sindacali» e, soprattutto, quali iniziative sia possibile intraprendere per impedire che la riorganizzazione interna sia gestita unilateralmente dall’azienda senza un adeguato confronto con il sindacato e per verificare quali siano le intenzioni della Eli Lilly sullo stabilimento di Sesto”.
FIRENZE OSPITERA' UNO STABILIMENTO BIOTECH ELI LILLY
dal Il Tirreno, 21 dicembre 2004
"Produrremo insulina per tutto il mondo". La multinazionale Eli Lilly a primavera inizierà la costruzione di un grande stabilimento. Oltre mille posti di lavoro, sarà il più grande in Italia nel campo dei farmaci derivati da biotecnologie.
L’Italia non è certo il paese più ospitale per le biotecnologie. Nonostante ciò, una multinazionale farmaceutica americana, la Eli Lilly, ha scelto la penisola per sviluppare un progetto che, a regime, produrrà 100 milioni di cartucce di insulina "biotech" all’anno. Lo stabilimento nascerà a Sesto Fiorentino.
«Perché la Toscana? Perché qui - risponde l’amministratore delegato di Eli Lilly Italia, Karim Bitar, americano trapiantato a Firenze - c’è una cultura scientifica di alto livello, talenti professionali di prim’ordine, operosità, flessibilità e una creatività tutta particolare».
Eli Lilly è presente in Italia da 45 anni. Il suo unico stabilimento è a Sesto Fiorentino, dove tuttora lavorano 400 persone. La fabbrica sarà smantellata per far posto al nuovo insediamento, che nascerà nella stessa area industriale: 43mila metri quadrati di superficie calpestabile, per un investimento complessivo di 250 milioni di euro. Qui la multinazionale americana - la stessa che produce il Prozac e il Cialis, l’anti-Viagra - produrrà esclusivamente insulina umana e farmaci equivalenti da biotecnologia. Lo stabilimento sfornerà 100 milioni di penne preriempite e confezioni blister all’anno e occuperà 650 dipendenti: per il 25% saranno laureati e per il 35% tecnici specializzati. Ma con l’indotto (imballaggi, macchinari, prodotti chimici) si arriverà a 1000-1500 posti di lavoro.
La costruzione del nuovo stabilimento comincerà a primavera mentre l’inizio della produzione è previsto per il 2008-2009. L’insulina "made" in Toscana sarò destinata per il 90% all’esportazione fino a un massimo di 150 milioni di euro all’anno. La domanda mondiale di insulina è, infatti, in crescita e supera di gran lunga l’offerta. Nel mondo sono 171 milioni le persone che soffrono di diabete, ma secondo stime ufficiale dell’Oms entro il 2030 raddoppieranno. «Già oggi - spiega l’azienda - senza la disponibilità di insulina da Dna ricombinante le persone con diabete non avrebbero quantità sufficienti di questo ormone salvavita». L’attenzione verso l’export è anche spiegabile con il fatto che sono i Paesi in via di sviluppo a segnare il maggior tasso di crescita della malattia.
Con i 440 milioni di euro fatturati nel 2004 - il 5% in più del 2003 - la Ely Lilli si conferma fra le prime dieci aziende farmaceutiche italiane. «La scelta di rimanere in Italia - spiega Bitar - è una scommessa a cui crediamo. Siamo in competizione con altri Paesi europei che, purtroppo, garantiscono migliori condizioni di investimento ma qui c’è un humus favorevole: per questo abbiamo deciso di rilanciare».