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CGIL TOSCANA
SCIOPERO MEDICI
OSPEDALIERI
IN TOSCANA IL 70%
HA INCROCIATO LE
BRACCIA
IN ALCUNI PRESIDI
SI SONO REGISTRATE PUNTE DELL'80 -90%
" LA
RISPOSTA GIUSTA AD UN GOVERNO
ARROGANTE E
PREPOTENTE" DICHIARA ANNA BALDI
COORDINATRICE
REGIONALE DEI MEDICI CGIL
Firenze 03.06.2004.- In toscana l'adesione media allo sciopero dei medici ospedalieri è stata
del 70%. In Alcuni presidi si sono registrate punte del 90%, l'attività
ambulatoriale è ferma un po' ovunque. "E' la risposta giusta ad un governo
arrogante e prepotente che dopo aver
negato ogni reale confronto col
sindacato, ha impedito anche al
Parlamento di discutere democraticamente un decreto che modificherà
profondamente e in negativo il sistema sanitario nazionale": questa la
dichiarazione di Anna Baldi, Coordinatrice Regionale dei medici CGIL, nel giorno
dello sciopero e in relazione al provvedimento sulla reversibilità del rapporto
di esclusività che ha ottenuto il voto di fiducia alla Camera, nella seduta del
19 maggio u.s., convertendo definitivamente in legge il decreto legge relativo
(n.81 del 29 marzo 2004). "Il governo con carattere di urgenza solo
elettorale", aggiunge Anna Baldi, "invece di pensare al rinnovo dei
contratti dei medici, veterinari, dirigenti e convenzionati, scaduti da circa
tre anni, garantendo un adeguato finanziamento per il SSN e livelli di accesso e
assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale, ha varato un provvedimento
che punta a distruggere il SSN stesso per arrivare poi alla
privatizzazione". "Ad essere danneggiati" conclude, "saranno
i cittadini più deboli; si allungheranno, infatti,
le liste d'attesa negli ospedali pubblici e solo i pazienti che
economicamente se lo potranno
permettere sempre più si rivolgeranno al privato". Soddisfatta la cgil per
la riuscita dello sciopero di oggi così come lo fu il 24 di aprile quando dalla
Toscana più di mille medici, dipendenti e convenzionati, partirono alla volta
di Roma per la manifestazione nazionale. nb
Giovedì gli ospedalieri, venerdì quelli di
famiglia. La protesta per il rinnovo del contratto e la convenzione con la sanità
pubblica
Medici in sciopero due giorni
Sì al pediatra nel weekend. Luzzatto all´Istituto
tumori
MICHELE BOCCI sulla Repubblica 1/6/04
Sanità, continua il braccio di ferro tra sindacati e governo. Saltate le
trattative sul rinnovo del contratto, ripartono gli scioperi: giovedì 3 giugno
non lavoreranno i medici ospedalieri e venerdì 4 i dottori di famiglia.
Dopodomani sarà colpito chi deve fare esami ad accesso diretto come quelli del
sangue, difficoltà anche ad ottenere radiografie, ecografie e altri
accertamenti non urgenti. Stesso discorso per le visite specialistiche dei
professionisti che lavorano negli ospedali. Venerdì niente ambulatori dei
medici di famiglia. A buon fine, invece, le trattative locali per il pediatra
nel weekend: la guardia medica ha accettato di fare da filtro alle chiamate e
così dal 12 giugno partirà il servizio di consulenza pediatrica. Alla stretta
finale anche un altro accordo: quello tra Lucio Luzzatto, uno degli oncologi più
stimati, e la Regione che gli ha offerto la direzione scientifica dell´Istituto
tumori toscano.
Il giorno 4 saranno effettuate solo le visite urgenti a casa degli assistiti. "Pochi soldi per la sanità, si rischia la frantumazione"
Saltano le trattative nazionali, giovedì 3 giugno sciopereranno i medici ospedalieri e venerdì 4 i dottori di famiglia. Vanno a buon fine quelle locali e dal 12 giugno partirà il «servizio di consulenza pediatrica»: la guardia medica ha accettato di fare da filtro, grazie ad un aumento di 0,50 euro all´ora del suo compenso (30-40 euro in capo ad un mese).
Prima i disagi: dopodomani sarà colpito chi deve fare esami ad accesso diretto come quelli del sangue, che probabilmente saranno bloccati ovunque. Difficoltà anche ad ottenere radiografie, ecografie e altri accertamenti non urgenti. Stesso discorso per le visite specialistiche dei professionisti che lavorano negli ospedali. Nei reparti la giornata trascorrerà come fosse un festivo. Funzioneranno a pieno regime i pronto soccorso, le rianimazioni e tutti gli altri servizi legati all´emergenza-urgenza. Venerdì, invece, niente ambulatori dei medici di famiglia.
I dottori garantiranno le visite domiciliari urgenti e quelle ai pazienti terminali. La guardia medica farà solo urgenze. E´ il nuovo capitolo della battaglia tra medici e governo, che le associazioni sindacali (in questa occasione tutte unite) chiamano «vertenza della salute». Scioperi ed iniziative di protesta ci sono già stati il 9 febbraio, l´8 marzo, il 16 e il 24 aprile. I medici si battono per il rinnovo dei contratti di lavoro (quelli ospedalieri) e della convenzione che li lega al servizio pubblico (quelli di famiglia). Un altro dei punti contesi è quello che i sindacati definiscono «definanziamento del sistema sanitario nazionale»: i fondi stanziati dal governo sono troppo bassi e, si denuncia, c´è il rischio di frantumare il sistema in 20 pezzi.
«Passi avanti in una direzione pericolosa sono stati compiuti con l´approvazione della legge di devoluzione, il 25 marzo - scrivono i sindacati - L´annuncio, poi, del presidente del Consiglio di volere procedere ad un grande progetto di riduzione delle aliquote fiscali, cosa peraltro auspicabile, difficilmente potrà essere realizzato senza comprimere gli investimenti nel settore pubblico e quindi anche in sanità e senza danno per i rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti. Esplicite dichiarazioni che prevedevano uno scambio tra blocco dei contratti e calo delle aliquote fiscali sono state rilasciate dal ministro della funzione pubblica».
Il «servizio di consulenza» pediatrica, dunque, si sblocca e parte tra due week end. Le guardie mediche, hanno accettato di fare da filtro alle chiamate. Un ruolo che rende macchinoso il servizio. Chi ha bisogno deve prima telefonare a loro, la cosiddetta continuità assistenziale, che a seconda della situazione decideranno se visitare il bambino o se mettere in contatto i genitori con il pediatra, che nei festivi farà solo visite, e solo per sei ore, negli ambulatori di via Pico della Mirandola (dove ci saranno due studi) e Figline.
Per questo servizio la guardia ha accettato un aumento di 0,50 euro all´ora (nella stessa ora i pediatri di euro ne prendono 103): tra i trenta e quaranta euro al mese in più che andranno a rimpinguare lo stipendio di 1200-1300 euro. «Sappiamo di non prendere molto in più - dicono Piero Tozzi e Rita Boldrini, dei sindacati Fimmg e Federazione medici - Siamo stati mossi da motivi etici, non volevamo bloccare un servizio che potrebbe essere utile alla collettività». Servizio non esente da critiche che, si promette, parte in via sperimentale. Tra tre mesi la prima verifica, e forse ci saranno già dei cambiamenti.