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ECONOMIA Le accuse più pesanti riguardano l’ingiustificata assenza di un rappresentante dell’azienda del Terrafino all’incontro-verifica, fissato in Provincia
Rabbia dei lavoratori e del sindacato per l’atteggiamento della ‘Corsi Spa’

da La Nazione 19/6/04

Si fa sempre più nero il futuro dei 38 lavoratori della ‘Corsi Spa’ visto che il contenzioso fra azienda e sindacato si sta inasprendo sempre di più . Infatti, se da una parte le accuse del sindacato alla proprietà della ‘Corsi Spa’ si fanno sempre più pesanti, soprattutto dopo che nessun rappresentante della griffe empolese si è presentato all’incontro previsto alla Provincia riguardo alla trattativa sulla procedura di mobilità per la chiusura dell’azienda, dall’altra la stessa ‘Corsi Spa’ conferma di non avere nessuna intenzione di tornare sui propri passi, confermando la chiusura dello stabilimento. 

In questa fase caldissima del contendere dunque, soprattutto dopo l’incontro saltato alla sezione politiche del lavoro della Provincia, i lavoratori e le lavoratrici ieri hanno scioperato per l’intera giornata con una decisione presa nel corso di un’assemblea, mentre le organizzazioni sindacali tuonano: «E’ opportuno che il consulente dell’azienda e l’Associazione industriali si attivino per far cessare il comportamento assunto dalla proprietà, che offende e denigra non solo la dignità e il rispetto delle persone che perderanno il posto di lavoro e il salario , ma ignora altresì l’importanza e la funzione dell’organo istituzionale preposto all’esame della controversia in atto, cosa in verità mai accaduta nella storia sindacale dell’Empolese Valdelsa. 

Da parte loro intanto i lavoratori e le lavoratrici dell’azienda di via del Castelluccio, consapevoli e forti dell’impegno che in tutti questi anni hanno profuso affinché l’azienda raggiungesse il prestigio attuale, pensano di non meritare tale trattamento e chiedono chiarezza e serietà per una vertenza che vede compromessi occupazione e reddito per 38 famiglie. E danno mandato al sindacato di proseguire sulla strada del ritiro della mobilità a favore della cassa integrazione speciale in quanto si sta lavorando a pieno ritmo su campionari per firme che la prossima settimana saranno a Pitti, auspicando che il 28 giugno l’incontro in Provincia abbia miglior sorte del primo, saltato».

La Corsi Spa diserta l’incontro in Provincia
La rabbia della Filtea Cgil: «Snobbato sindacato e tavolo istituzionale»

dal Tirreno 18 giugno 2004 

EMPOLI. Quattro righe di fax, inviate alla Provincia nel pomeriggio di mercoledì, a uffici chiusi. Poi, ieri mattina, nessuno si è presentato all’incontro: non i dirigenti dell’azienda, non il consulente, non l’Associazione Industriali. C’erano solo la Filtea Cgil, la dottoressa Carmen Toscano della Provincia e i lavoratori. Sale la tensione per la vertenza Corsi, giunta ormai al tavolo provinciale e prossima alla scadenza naturale. «Solo un fax a uffici chiusi - racconta Barbara Marmugi della Cgil - per dire che non potevano e hanno disertato l’incontro. Eppure in gioco ci sono trentotto posti di lavoro. E poi è la prima volta in tanti anni che un’azienda non si presenta a un tavolo istituzionale. Per questo la prossima convocazione è stata fatta d’ufficio dalla Provincia stessa, per lunedì 28 giugno».

 Anche l’Associazione Industriali è sotto accusa. «Vista la gravità della situazione potevano farsi carico della cosa e chiedere di trattare per delega. Invece non sono venuti neppure loro».

 Intanto la Corsi Spa continua a lavorare e a produrre. «Stanno facendo i campionari per vari marchi, da Yoop a Cerruti, da Byblos a Dell’Acqua, poi anche per Borbonese e Guerrero. Alcuni di questi hanno anche chiesto all’azienda di preparare le collezioni per Pitti che inizia venerdì prossimo. Insomma, l’azienda dimostra di essere sana, ma vuole cacciare 38 persone».G.Fior.

LA VERTENZA Azienda impossibilitata a partecipare, salta l’incontro

«La Corsi si fa beffe di noi» Sindacato e lavoratori irati

di Bruno Berti su la  Nazione 18/6/04

Al sindacato dell’abbigliamento i dirigenti sono infuriati con i vertici della Corsi spa perché ieri è saltata la riunione del ‘tavolo’ in Provincia nel corso della quale si doveva discutere (era il primo appuntamento) della vertenza aperta per la richiesta dell’azienda di mettere in mobilità i 38 dipendenti per cessazione dell’attività.

«Mercoledì pomeriggio — dice Barbara Marmugi della Filtea-Cgil — alla sede della Provincia è arrivata una comunicazione con la quale l’azienda si diceva impossibilitata a partecipare. Noi crediamo che ci si faccia beffe del sindacato, della delegazione dei lavoratori e del ‘tavolo’ stesso. Se Francesco Ghelfi non era disponibile, la Corsi poteva indicare il consulente del lavoro oppure l’Associazione Industriali. Noi siamo andati lo stesso a Firenze». L’assenza non sembra essere stata presa molto bene neanche dal funzionario della Provincia incaricato di seguire la vertenza. «La dottoressa Carmen Toscano ha preso atto, ma ha detto che è la prima volta che succede e ha convocato d’ufficio una riunione per il 28 giugno».

In azienda, dicono i dipendenti, si continua a lavorare, ad esempio per i campionari di nomi come Yoop, Cerruti, Byblos, Dell’Acqua, Borbonese e Guerriero. «Campionari che serviranno per Pitti Uomo che si aprirà il 24». Ieri gli addetti si sono riuniti in assemblea e hanno espresso delusione per la leggerezza con la quale si sta comportando l’impresa. «Si trascura che la ricchezza e il prestigio sono dovuti ai lavoratori, che vengono trattati così». «E non c’è neppure — aggiunge Marmugi — una parvenza d’intesa su questioni come gli incentivi all’esodo o lo scaglionamento dei licenziamenti». La richiesta di mobilità era partita il 14 aprile e dopo tre incontri in sede sindacale, vale a dire presso Assindustria, il 4 giugno le parti hanno preso atto del mancato accordo rinviando appunto la ‘palla’ in Provincia, dove l’incontro era appunto fissato per ieri mattina.


Primo incontro a vuoto. La Filtea: «Mancano le prospettive»
La vertenza Ifc non si sblocca l’azienda chiede 7 licenziamenti

dal Tirreno 17/6/04

 EMPOLI. Nessun passo avanti nel primo incontro che si è tenuto ad Assoindustria per la vertenza Italian Fashion Company di Castelfiorentino. Ai rappresentanti della Filtea Cigl il portavoce dell’azienda ha motivato i nuovi licenziamenti semplicemente come un “proseguo naturale” della scorsa mobilità chiusa nel febbraio del 2003.

 L’azienda, quindi, ha ribadito l’intenzione di effettuare 7 licenziamenti. «Ci hanno dato le motivazioni di sempre - ha detto Barbara Marmugi, della Filtea - e con una aggravante. Ad una precisa domanda “Cosa ne sarà di questa azienda dopo questa ennesima riduzione di personale?”, ci è stato risposto “Non lo sappiamo”, riportando delle valutazioni da brivido. Ad esempio: l’investimento nella corsetteria che doveva sopperire al calo della vendita della biancheria si è rivelato un ulteriore problema perché l’operazione non ha dato i frutti sperati. Addirittura le linee mare che negli ultimi anni avevano portato avanti l’azienda hanno subito un brusco calo nel 2003 e le previsioni del 2004 sono ancora peggiori».

 Le motivazioni dell’ulteriore decimazione dei posti di lavoro, è questa la sesta procedura di mobilità dell’azienda dal 1997 ad oggi, è molto debole. «Non può più convincere - aggiungono dalla Filtea - il discorso che il mercato non “tira più” e che la perdita, ormai vecchia di un anno, del cliente-distributore principale (la (Guess ndr) dovuta all’eccessiva richiesta economica per il rinnovo della licenza, siano fattori che hanno penalizzato la struttura».

 Adesso la Ifc lavora solo sulle linee che producono i marchi interni dell’azienda: Chiarugi, Nomade, Notte di. «Secondo noi oltre a tutto questo ci sono anche delle scelte che vanno in controtendenza con un mercato variabile e flessibile. Ci dicono che l’investimento sulle collezioni è rimasto invariato ma in realtà numeri e risultati sono impressionanti: 20 volte inferiori ad appena 8 anni fa. Crediamo che con queste motivazioni si vada veramente poco lontano. Per il bene del proseguo della trattativa ci auguriamo che cambi la visione perché non accettiamo assolutamente che questa sia considerata “un’appendice” della scorsa mobilità e quindi come tale debba essere trattata. Questi sono altri licenziamenti in un’azienda che non ci presenta nessun piano per il futuro, e tutto ciò è di una gravità inaudita».


SINDACATO L’azienda di Castelfiorentino ha chiesto la mobilità per 7 addetti

Confezione Ifc: «Un incontro inconcludente»

dal La Nazione 17/6/04

Inconcludente, secondo il sindacato, l’incontro per la vertenza della confezione Ifc di Castelfiorentino che si è svolto all’Associazione Industriali di Empoli. «I sette licenziamenti — dice Barbara Marmugi della Filtea-Cgil — sono motivati come prosieguo naturale della procedura di mobilità chiusa a febbraio», quando il numero degli esuberi fu appunto ridotto di sette. La motivazione non viene però accettata dal sindacato. «Questi sono altri licenziamenti in un’azienda che non ci presenta nessun piano per il futuro. Tutto ciò è di una gravità inaudita».
In via Roma aggiungono anche di aver chiesto quale sarà il futuro dell’azienda dopo la riduzione di personale e di aver ricevuto come risposta un «non lo sappiamo». La Filtea punta poi il dito sulla carenza di motivazioni per la mobilità, «la sesta dal 1997 ad oggi» nell’impresa di Castelfiorentino.