|
|
|
|
|
novità sul sito ultima modifica(mese/giorno/anno): |
Protocollo fra enti pubblici e parti sociali:
quattro le linee guida per il rilancio del settore in profonda crisi
Moda, firmato l’accordo
Sarà chiesta la cassa integrazione
straordinaria
dal Tirreno
EMPOLI. Quattro punti qualificanti per far ripartire il
settore ma, soprattutto, la richiesta compatta al ministero del Welfare di
strumenti straordinari (cassa integrazione) per rilanciare la moda e gestire la
crisi. La firma del protocollo d’intesa fra enti pubblici e parti sociali,
avvenuta ieri, poggia su due pilastri: da una parte le misure a media e lunga
scadenza per dare a tutto il comparto nuovi strumenti per stare sul mercato,
dall’altra risposte concrete all’emergenza che, numeri alla mano, si sta
delineando in questi primi mesi del 2004.
Moda, cassa integrazione contro
la crisi
Accordo fra enti e parti sociali, previsti
quattro punti per il rilancio
Entro pochi giorni l’incontro a Roma col ministro
Maroni
GUIDO FIORINI sul Tirreno 25/5/04
EMPOLI. Quattro punti qualificanti per far ripartire il
settore ma, soprattutto, la richiesta compatta al ministero del Welfare di
strumenti straordinari per rilanciare la moda e gestire la crisi. La firma del
protocollo d’intesa fra enti pubblici e parti sociali, avvenuta ieri, poggia
su due pilastri: da una parte le misure a media e lunga scadenza per dare a
tutto il comparto nuovi strumenti per stare sul mercato, dall’altra risposte
concrete all’emergenza che, numeri alla mano, si sta delineando in questi
primi mesi del 2004.
La firma, in fondo al documento, l’hanno messa gli enti pubblici Provincia, Circondario e Camera di Commercio, le parti sociali Assindustria, Cgil, Cisl e Uil, Cna e Confartigianato, Api Firenze e le strutture di servizio Promomoda e Agenzia per lo Sviluppo. Non c’è per il momento la Regione che, prima di farlo, deve far passare il documento in giunta.
Sono quattro i punti qualificanti del protocollo - ha spiegato il presidente del Circondario, Vittorio Bugli -, ma prima di tutto sarà necessario ottenere un incontro al ministero del Welfare per chiedere la concessione della cassa integrazione straordinaria. Una misura necessaria per le aziende artigiane che hanno esaurito sia il “monte ore” dell’Ebret che la possibilità di consolidamento del debito a breve («strumento che la Regione dovrà rifinanziare» ha sottolineato Tafi, della Cna), ma anche per le industrie sotto i 15 dipendenti. «L’incontro lo chiederemo in fretta attraverso la Regione - ha spiegato Bugli - ma se i tempi si allungheranno andremo da soli a Roma. Prato ha fatto così».
I quattro punti. 1) Politiche per la valorizzazione del lavoro.
Sono a disposizione i soldi del Fse (Fondo sociale europeo) per il 2004-2005.
Nei bandi per ottenerli viene data priorità al settore della moda.
2) Progetto pilota integrato sul settore moda. Già previsto dal 2002, con
50 milioni di euro l’anno per tre anni, prevede forme di sostegno al sistema
moda. Sono 23 filoni, utilizzabili dalle imprese del settore.
3) Programma interregionale moda. Il bando è stato firmato la settimana
scorsa ed è stato promosso dalle Province di Firenze, Prato e Pistoia. A
disposizione per il settore, nelle tre zone, ci sono 2,8 milioni di euro per
progetti locali di formazione (se ne sta già occupando l’Agenzia per lo
Sviluppo), occupabilità e azioni di promozione e animazione territoriale.
Questi fondi possono essere utilizzati anche per azioni di sistema, come la
rintracciabilità e l’eticità dei prodotti, veri valori aggiunti per
l’area.
4) Ricerca e applicazione dell’innovazione del prodotto. Un progetto,
questo, promosso dall’Agenzia per lo Sviluppo e già finanziato dalla Camera
di Commercio per individuare le esigenze di innovazione più significative e
proporre strumenti per le aziende che vogliono svilupparsi.
«Proprio questo ultimo aspetto - ha sottolineato Francesco Beduini,
presidente di Assindustria - è quello qualificante. Le aziende hanno voglia di
investire, ma mancano gli strumenti. E innovazione non è solo tecnologia, ma
anche marketing, immagine e prodotto».
«L’accordo è positivo sotto molti aspetti - ha commentato Silvano
Pini, della Filtea Cgil -, ma sarà decisiva la risposta del ministero del
Welfare. Il ministro Maroni deve capire che questa misura è necessaria per il
distretto, anche perché in questa zona nelle piccole aziende ci sono
professionalità di grandissimo spessore».
I NUMERI
Occupati in calo del 30% negli
ultimi anni
Dimensioni. Il sistema produttivo del settore moda nel Circondario
con i suoi 12mila addetti è uno dei più importanti distretti della moda in
Italia e rappresenta l’80% degli occupati dell’industria e il 40% degli
addetti delle attività extra-agricole.
Evoluzione. Il rapporto congiunturale di settore, elaborato da Ac
Nielsen, evidenzia che le aziende che dichiarano la necessità di tagli
all’organico è passata dall’11% del 1997 al 30% del 2003.
Occupazione. I livelli occupazionali sono in declino. Fra il 2001 e
il 1991 la diminuzione è stata del 32%, del 33% dal 2001 a oggi.
Indennità di disoccupazione. A fronte di una percentuale di
occupati nel settore manifatturiero rispetto alla Provincia del 22,35%, le
indennità liquidate nel Circondario sono il 43,5%.
Liste di mobilità. Il numero degli iscritti ai centri per
l’impiego di Castelfiorentino e Empoli è aumentato, nel 2002-2003, del 61%.
Cassa integrazione e Ebret. Nel 2003 è stato fatto un massiccio
ricorso allo strumento della Cassa Integrazione Guadagni, in controtendenza con
tutti gli altri settori. In particolare la Cassa Integrazione Ebret nei primi
tre mesi del 2004 rispetto allo stesso periodo del 2003 ha registrato per le
imprese del settore moda un aumento dl 31% a livello provinciale e il 55% delle
domande vengono dall’Empolese-Valdelsa.
ECONOMIA Firmato il protocollo d’intesa che traccia le linee degli interventi per risollevare il settore
Moda, appello al Governo
Il presidente del Circondario, Vittorio Bugli, ha rapidamente elencato alcuni degli strumenti che possono essere messi in campo da subito in base a quanto siglato nell’accordo. I bandi multimisura del Circondario avranno una priorità per le aziende collegate alla produzione di abbigliamento, lavorazione delle pelli, innovazione e riorganizzazione del processo produttivo. Nell’ambito del bando fatto la settimana scorsa dalla Regione Toscana che stanzia 2.800.000 euro per il programma interregionale della moda, e a cui il Circondario può accedere in quanto parte della provincia di Firenze, è stato dato il compito al direttore dell’Agenzia per lo sviluppo, Tiziano Cini, di coordinare la commissione che dovrà trovare le forme tramite le quali attingere al bando stesso.
Regione: un bando da 3 milioni Allo studio come partecipare
di Francesca Cavini da La Nazione
Se qualcuno ha idee o progetti che riguardano la moda, questo è il momento per tirarli fuori. La firma del protocollo d’intesa del Tavolo della moda, ufficializzata ieri mattina durante una riunione tenutasi al Circondario, ha segnato il percorso da seguire per risollevare il settore pesantemente in crisi, ma adesso bisogna trovare chi, quel percorso, abbia voglia di compierlo. Il documento programmatico ha individuato quattro iniziative da attuare per raggiungere il doppio obiettivo di salvezza e rilancio: le politiche per la valorizzazione del lavoro, il progetto pilota integrato sul sistema moda in Toscana, il programma interregionale moda-azioni a sostegno e promozione del sistema, il progetto di ricerca e di applicazione dell’innovazione di prodotto.
Elemento imprescindibile perché la macchina si metta in moto è trovare fondi per finanziare progetti e ricerca e per allargare gli ammortizzatori sociali a tutte le imprese. Ed è proprio su quest’ultimo punto che si attestano le aspettative e la richiesta di impegno nei confronti della Regione Toscana, che ancora deve sottoporre alla giunta il protocollo d’intesa, perché chieda un intervento al ministero del lavoro. A questo proposito il presidente del Circondario, Vittorio Bugli, ha detto che l’ente potrebbe decidere di rivolgersi al ministro Roberto Maroni per ottenere l’estensione degli ammortizzatori sociali. «E’ un provvedimento essenziale - ha commentato Silvano Pini della Filtea Cgil - per salvaguardare le professionalità coinvolte che sono il bene più prezioso delle nostre aziende di moda, contoterzisti in testa». Opinione ampiamente condivisa da Luigi Tafi della Cna, anche lui fra i firmatari, che ha aggiunto: «l’indagine dell’ultimo semestre conferma l’andamento negativo del settore e per questo è fondamentale che il credito a breve termine sia subito rifinanziato».
Pareri positivi sul documento sono stati espressi anche da Francesco Beduini, presidente della sezione empolese dell’Assoindustriali, che ha ricordato come esista la propensione a investire da parte delle aziende ma sia controbilanciata dalla mancanza di strumenti per vendere. Beduini ha detto che è fondamentale sfruttare al massimo le opportunità legate all’innovazione del prodotto e del sistema di commercializzazione.
Stefano Nuti della Cisl ha ribadito l’importanza dell’aver raggiunto un patto dove sono presenti tutti i soggetti interessati, risultato cui ha fatto riferimento anche Laura Cantini sindaco di Castello e rappresentante del distretto industriale della Valdelsa: «questo protocollo è lo strumento che darà all’Agenzia per lo sviluppo la possibilità di dimostrare di non essere solo l’erede dell’agenzia formativa, ma un vero ente di promozione e progettualità per il territorio, come era stata progettata».