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Ma la ditta chiuderà e in 35 perderanno il
posto
Compagnia delle pelli:
licenziamenti scaglionati e spettanze pagate
dal Tirreno 11/6/04
EMPOLI. Scaglionamento dei licenziamenti a partire da ieri, 10 giugno, fino al 31 dicembre data ultima per la messa in liquidazione della Compagnia delle pelli. Pagamento delle spettanze dovute e incentivo all’esodo. È l’unico raggio di luce in una vicenda buia come una notte senza stelle, come quella che ha visto la chiusura della fabbrica di confezioni e la perdita del posto di lavoro da parte di 35 persone. Un raggio di luce che ieri i sindacati sono riusciti a strappare.
«Ma questo - sottolineano alla Filtea Cgil - non ci esime dal constatare che in questa vicenda oltre alla scomaprsa dell’ennesima azienda storica, l’imprenditore non ha saputo ma forse è meglio dire voluto cogliere le opportunità delle proposte avanzate dal sindacato, rientrando a pieno titolo tra quel gruppo di aziende che decidono di cessare la propria attività con una leggerezza impressionante».
«Se è vero che il comparto moda sta cambiando - è il commento del sindacato -, è anche altrettanto vero che per stare sul mercato gli imprenditori devono rafforzare l’osservazione dei mutamenti, dei bisogni, devono a fianco di uno sviluppo urgente in formazione e investimenti, sviluppare anche uno degli elmenti spesso sottovalutati, cioé la conoscenza del nuovo che avanza, anche se non sempre positivo, per poterlo fronteggiare. Tutto questo per salvaguardare il saper fare dei nostri lavoratori, per evitare che si disperdano professionalità, in un’area come la nostra che da sempre vive dell’attività manifatturiera di qualità».
«Sull’intera vicenda compagnia delle pelli - continua la nota della Filtea - aleggia il sospetto di un “dopo” che non ci è stato ai ufficialmente comunicato e che di conseguenza non è stato possibile gestire». Il calendario degli eventi in effetti è stato rapidissimo: pensate che il 15 marzo c’è stata la comunicazione di chiusura per messa in liquidazione e cessazione dell’attività ai 38 dipendenti. Numero che poi si è ridotto a 35 visto che tre persone si sono dimesse volontariamente. Fino al 28 aprile si sono susseguite le trattative in sede sindacale presso l’associazione industriali di Empoli. Dal 10 maggio le trattative si sono spostate al tavolo provinciale.
Il primo giugno vista la complessità della vertenza si è convenuto ad una proroga al 9 giugno giorno dell’accordo. Che è stato firmato rendendo meno amara una pillola terribile, ottenendo appunto lo scaglionamento dei licenziamenti fino al 31 dicembre, il pagamento delle spettanze dovute e l’incentivo all’esodo. «Abbiamo messo in campo tutto quello che era possibile - commentano alla Cgil - dall’incontro col sindaco alla convocazione del tavolo di crisi in Provincia, abbiamo fatto 10 ore di assemblee coi lavoratori, ma davanti alla decisione di un imprenditore che non ha preso in considerazione nessun’altra soluzione, gli strumenti erano ben pochi».
Accordo ‘forzato’per la chiusura della Compagnia delle Pelli. Dure critiche del sindacato
dalla Nazione 11/6/04
SINDACATO Intesa per lo scaglionamento dei licenziamenti e per un incentivo all’uscita dall’azienda
Compagnia delle Pelli addio
di Bruno Berti
Con la firma dell’accordo tra le parti per la chiusura dell’azienda si è
chiusa la ‘pratica’ della Compagnia delle Pelli, 38 dipendenti (tre dei
quali se ne sono già andati). Aver siglato un’intesa non significa anche
acquisire il consenso del sindacato sulla decisone di cessare l’attività. E
infatti alla sede della Filtea-Cgil di via Roma l’ira e la delusione sono
palpabili. «Davanti alla decisione di un imprenditore di chiudere la fabbrica
— dice Barbara Marmugi —, per giunta così strutturata e importante per il
territorio, gli strumenti a nostra disposizione sono ben pochi, soprattutto
quando si sono rifiutate tutte le altre soluzioni».
Marmugi sostiene che è stato fatto tutto il possibile, dalle assemblee nello
stabilimento agli scioperi (tre) passando per l’incontro con il sindaco
Vittorio Bugli e la convocazione del Tavolo di crisi in Provincia. Il sindacato
ha quindi preso atto della decisione e cercato un accordo, approvato
all’unanimità, che tutelasse gli interessati. Ci sarà uno scaglionamento dei
licenziamenti di qui al 31 dicembre, l’ovvio pagamento delle spettanze dovute
e un incentivo all’esodo dei dipendenti. Le prime 16 lettere di licenziamento
sono di ieri, il 30 ne partiranno altre 6, il 30 luglio due e il 30 settembre
otto. Con i tre mesi di preavviso si arriva appunto a fine anno.
«L’intesa raggiunta non ci esime però dal sottolineare che, oltre alla scomparsa di un’azienda storica, la proprietà non ha saputo, o meglio voluto, cogliere le opportunità delle proposte del sindacato, rientrando a pieno titolo tra quelle aziende che decidono di chiudere i battenti con una leggerezza impressionante». Infine una bordata che guarda al futuro. «Sull’intera vicenda della Compagnia delle Pelli aleggia il sospetto di un dopo (cosa sarà fatto della e nella fabbrica) che non ci è stato mai comunicato ufficialmente e che di conseguenza non è stato possibile gestire». La vicenda della confezione di Martignana è iniziato il 15 marzo con la comunicazione della chiusura. Poi le trattative sindacali, chiuse il 28 aprile e quelle in sede provinciale, dal 10 maggio al primo giugno. In quella data, vista la complessità delle vertenza, i termini sono stati spostati al 9, il giorno dell’accordo.