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Moderno, il giorno decisivo è domani
Rinviata la cernita delle migliori proposte. Ma i sindacati sono tranquilli

«Il panificio è un’azienda in attivo Lo confermano le 10 richieste di acquisto», dicono alla Cgil
GIULIO CORSI sul Tirreno 30/6/04

 MONTAIONE. Tutto rimandato a domani. Ieri doveva sciogliersi la parte più complicata del nodo sul futuro del panificio Moderno, quello della cernita delle migliori proposte arrivate agli amministratori di Cirio, ma l’appuntamento è stato rinviato. Due giorni, poca roba, che non preoccupano i sindacati. «L’azienda è in salute - dice Giancarlo Sani, Cgil - il fatto che siano arrivate 10 richieste di acquisto, tra cui alcune da colossi del settore come la Panem di Milano, è la conferma che il Moderno è sano, in attivo, che tira».

 In effetti lo stabilimento di Montaione era uno dei fiori all’occhiello del gruppo Cirio, che si è trovato coinvolto nel crack quasi per caso, per appartenenza “familiare” si potrebbe dire. E non è un caso che il Moderno abbia continuato a produrre nonostante il fallimento della”casa madre”, che la Esselunga abbia continuato a rifornirsi a Montaione e che proprio il mese scorso sia arrivata un’altra importante commessa.

 Il bando di vendita aveva vincoli precisi, che i sindacati hanno ottenuto in sede di trattativa nazionale e che garantiscono un futuro certo all’azienda. Chi acquisterà, infatti, dovrà mantenere gli attuali livelli occupazionali (al momento la fabbrica ha 89 dipendenti) e presentare un piano industriale in grado di garantire per almeno un biennio la produzione. In sostanza, dovrà investire. Sono state dieci le offerte presentate ai commissari straordinari di Cirio Finanziaria Spa per l’acquisto del Panificio Moderno. La prima cernita è già stata fatta. E lunedì era prevista la seconda, quella più grossa che avrebbe praticamente fatto capire a chi sarebbe stato assegnato il panificio.

 La scelta dell’acquirente, come detto, non sarà effettuata solo sulla base dell’offerta economica ma anche su quella del piano industriale che si intenderà seguire. E questo è ciò che dà sicurezza ai sindacati: «I commissari straordinari di Cirio - continua Sani - non si baseranno solo sull’offerta di denaro ma anche sulla valutazione del piano industriale e lavorativo». Domani sapremo.


ECONOMIA Le proposte vere e proprie entro il 28 giugno
Per il Panificio Moderno ci sono 12 ‘pretendenti’

di Bruno Berti su La Nazione 10/6/04

Sono più di una squadra di calcio, per la precisione dodici, le manifestazioni d’interesse per l’acquisto del Panificio Moderno di Montaione giunte in base al bando emesso a suo tempo dai commissari straordinari di Cirio Finanziaria, società dell’omonimo gruppo guidato da Sergio Cragnotti. Lunedì c’è stata la cosiddetta data room, vale a dire la distribuzione ai soggetti interessati di tutte le informazioni necessarie per poter avanzare una proposta di acquisto articolata. La data per la presentazione delle offerte è stata fissata al 28 giugno.

La base d’asta è di 1,5 milioni di euro. Oltre all’offerta monetaria gli acquirenti dovranno anche produrre un piano industriale che dia conto delle scelte per il futuro dell’azienda. Poi i commissari della Cirio Finanziaria (Luigi Farenga, Mario Resca e Attilio Zimatore) decideranno nel merito delle proposte arrivate sul loro tavolo. Vista la necessità del piano industriale, ci saranno anche contatti, magari discreti, con il sindacato. D’altra parte il Panificio Moderno, 82 dipendenti, non è certo un’entità trascurabile nel panorama del settore. «L’obiettivo — dice Giancarlo Sani della Flai-Cgil dell’Empolese Valdelsa — è quello di avere garanzie per l’occupazione (in parte presenti nel bando) e per lo sviluppo. Su questi delicati argomenti ci stiamo impegnando insieme al comune di Montaione».

Tra i ‘pretendenti’ dello stabilimento montaionese ci sono il Panificio Novelli di Roma, la società Panem di Milano (un gigante) e la famiglia Tognetti, i vecchi proprietari. Emissari di questi tre possibili acquirenti si sono già presentati in azienda per dare un’occhiata.

Fra questi l’ex titolare Tognetti e i dirigenti della Panem
In visita al panificio “Moderno” i primi imprenditori interessati

dal Tirreno 10/6/04

 MONTATONE. I dieci imprenditori interessati all’acquisto del Panificio Moderno, dal gruppo Cirio, stanno cominciando a visitare gli stabilimenti dell’azienda che occupa oltre 80 dipendenti. Così si cominciano a conoscere i nomi delle aziende che potrebbero subentrare al Cirio nella conduzione di uno degli stabilimenti più fiorenti della Valdelsa. 

Ieri, in azienda sono arrivati rappresentanti del panificio Novelli di Roma e della Panem di Milano. Si è visto, in azienda, anche Tognetti, l’ex titolare del panificio Moderno: fu lui a curare la cessione al Cirio e a interessarsi della Panetteria Italiana, azienda bolognese. La fase della cessione, decisa dai commissari che stanno curando la vicenda del crac Cragnotti, sta entrando nel vivo: infatti, ognuno degli imprenditori che ha presentato un’offerta, adesso dovrà definire, nel dettaglio, la cifra che intende sborsare per ottenere l’azienda di Montaione. E, entro il 28 giugno, invece, dovrà essere presentato anche un vero piano industriale, con i progetti futuri per il panificio montaionese. 

«Una situazione questa - spiega Giancarlo Sani, responsabile sindacale del settore alimentari - che ci fa piacere. Ma staremo molto attenti che, oltre al mantenimento delle garanzie racchiuse nel bando, siano salvaguardate quelle per lo sviluppo dell’azienda».


Montaione. I commissari della Cirio già al lavoro per vagliare le aziende interessate al “Moderno”
Dieci offerte per il panificio
Entro una settimana sarà prescelto l’acquirente

dal Tirreno 26/5/04

 EMPOLI. Più di dieci offerte per il panificio “Moderno” di Montaione. Nell’ufficio dei commissari straordinari della Cirio sono arrivate le prime “manifestazioni d’interesse” per la grande azienda alimentare, con 89 dipendenti. Già nel corso della prossima settimana sarà fatta una prima cernita, poi sarà scelto l’acquirente. Intanto è stato un buco nell’acqua l’ultimo incontro fra dirigenti e sindacati per la Corsi Spa.

Dieci offerte per il “Moderno”
Già al vaglio dei commissari le aziende interessate al panificio

dal Tirreno

 MONTAIONE. Chi temeva che il bando andasse deserto è stato smentito. Sono più di dieci le offerte presentate ai commissari straordinari di Cirio Finanziaria Spa per l’acquisto del “Panificio Moderno” di Montaione. Entro una settimana i commissari faranno una prima cernita, quindi decideranno a chi assegnare il panificio. «Non è un’asta, è bene esser chiari - spiegano dall’ufficio dei commissari straordinari del gruppo Cirio Del Monte -. La legge prevede infatti che vengano presentate delle “manifestazioni di interesse” per l’azienda che stiamo cedendo. E ne sono già arrivate parecchie. Alcune erano già state fatte alcuni mesi fa e sono state riconfermate, altre sono giunte in questi giorni. Siamo già oltre la decina, ma potremmo accoglierne altre. Per queste cose, infatti, il termine indicato sul bando non è vincolante».
 Ma come avverrà la scelta dell’acquirente? Saranno gli stessi commissari (professor Luigi Farenga, dottor Mario Resca, professor Attilio Zimatore) a scegliere, sulla base delle garanzie offerte da coloro che si sono detti interessati. «La legge impone che chi acquista possa mantenere la produzione per almeno due anni e l’occupazione stabile. Saranno questi i parametri sui quali decideremo».G.Fior.

ECONOMIA La cessione
Panificio Moderno Gara a quattro?

di Bruno Berti sulla Nazione

Nell’impero che fu di Sergio Cragnotti, quello che prende il nome dai pomodori pelati della Cirio, il Panificio Moderno di Montaione è solo una piccola provincia, ma per l’Empolese Valdelsa significa la scommessa del pane industriale iniziata dalla famiglia Tognetti a Montaione. Poi, anni fa, il passaggio sotto le insegne del grande gruppo alimentare fino all’amministrazione straordinaria decretata dal tribunale di Roma a ottobre. Adesso i commissari straordinari (Luigi Farenga, Mario Resca e Attilio Zimatore) hanno messo sul mercato l’impresa valdelsana per un minimo di 1,5 milioni di euro. Le offerte dovevano essere presentate entro le 12 di lunedì, ma ancora da Roma non filtrano indiscrezioni su chi abbia partecipato alla ‘gara’. Anche al sindacato c’è carenza di informazioni. Da ambienti imprenditoriali emerge però che al Panificio Moderno erano interessate, in via ufficiosa, quattro imprese: due finanziarie e due del settore. Tra queste ultime ci sarebbe anche un’azienda lombarda, la Panem...


Montaione. Dopo un anno e mezzo di incertezza l’azienda di proprietà del gruppo Cirio è in vendita
All’asta il panificio Moderno
Con 89 dipendenti è il più grande della Provincia

da Tirreno 22/5/04

 MONTAIONE. Dopo un anno e mezzo di incertezza il “Panificio Moderno”, fiore all’occhiello del gruppo Cirio, azienda floridissima che ha continuato a produrre nonostante il crack della “casa madre”, va all’asta. Nei giorni scorsi i commissari straordinari di Cirio Finanziaria spa hanno pubblicato il bando per l’acquisto di 491400 azioni da 1€, di proprietà della finanziaria dei Cragnotti, che rappresentano l’intero capitale del panificio di Montaione, il più grosso della Provincia. L’offerta minima è 1,5 milioni di euro.

In vendita il Panificio di Montaione
Bando dei commissari della Cirio, si parte da 1,5 milioni di euro
GUIDO FIORINI sul Tirreno 22/5/04

 MONTAIONE. Dopo un anno e mezzo di incertezza il “Panificio Moderno”, fiore all’occhiello del gruppo Cirio, azienda floridissima che ha continuato a produrre nonostante il crack della “casa madre”, va all’asta. Nei giorni scorsi i commissari straordinari di Cirio Finanziaria spa hanno pubblicato il bando per l’acquisto di 491400 azioni da 1€, di proprietà della finanziaria dei Cragnotti, che rappresentano l’intero capitale del panificio di Montaione, il più grosso della Provincia. L’offerta minima è 1,5 milioni di euro, entro lunedì a mezzogiorno le aziende interessate devono presentare le proprie proposte. Pare che almeno quattro grossi gruppi siano interessati all’acquisto del panificio, gli stessi che già in febbraio avevano dato la propria disponibilità al ministro Marzano.

 Ma il bando ha vincoli precisi. Vincoli che i sindacati hanno ottenuto in sede di trattativa nazionale e che garantiscono un futuro certo all’azienda. Chi acquisterà, infatti, dovrà mantenere gli attuali livelli occupazionali e presentare un piano industriale in grado di garantire per almeno un biennio la produzione. In sostanza, dovrà investire.

 «Questa è una novità importante - hanno spiegato il segretario della Cgil dell’Empolese Giovanni Occhipinti, il segretario provinciale della Flai Cgil Marco Colaiuta e il responsabile di zona Giancarlo Sani - che può riportare serenità ad un’azienda che da tempo vive nell’incertezza. E i vincoli ottenuti sono fondamentali per il rilancio del Panificio».

 Alcuni segnali, nei mesi scorsi, infatti, avevano fatto preoccupare il sindacato. «Ci sono stati ordini persi, macchinari lasciati senza manutenzione, ritardi nel commerciale. Segnali ai quali non avevamo avuto risposte da parte dell’azienda e che facevano temere un disimpegno. Dall’altra parte, però, avevamo avuto anche conferme dal cliente principale (l’Esselunga ndr) che non avrebbe abbandonato il panificio perché produce pane di ottima qualità. Adesso c’è la svolta, con l’obbligo, per chi acquisterà, di presentare un piano di rilancio e quindi di investire nell’azienda».

 «Abbiamo aspettato tanto, nella più totale incertezza - hanno aggiunto i rappresentanti della Rsu - finalmente vediamo uno spiraglio. Ci aspettiamo che, dopo gli investimenti fatti dalla Cirio nella linea della pizza, adesso si investa anche nel pane».
 Infine il sindaco di Montaione, Veronica Campinoti, ha chiarito che anche il Prg del Comune tutela l’azienda. «In quell’area è possibile solo un insediamento industriale, quindi la fabbrica non potrà essere comprata per trasformala in appartamenti. Non sarà possibile fare speculazione».


ECONOMIA Scade il termine per presentare le «manifestazioni di interesse» all’acquisto della storica azienda di Montaione. Timori e speranze in attesa di un compratore
Panificio Moderno: il futuro di ottantanove famiglie si decide lunedì prossimo

sulla Nazione del 22/5 di Francesca Cavini

Si aspettano molto dal prossimo lunedì gli 89 dipendenti del Panificio Moderno di Montaione. Si aspettano soprattutto di conoscere chi sarà a portarli fuori dalla tormentata galassia della Cirio. Scade, infatti, alle 12 del 24 maggio il bando per partecipare all’acquisto della storica azienda montaionese, il più grande panificio della provincia di Firenze, passata nelle mani di Cragnotti nel 1997 e tuttora legata alle sorti del gruppo.

Il Panificio Moderno è un’impresa sana e forte, ha persino registrato un aumento del personale per fronteggiare le richieste del mercato, ma i sindacati di settore e la Rsu aziendale sono molto preoccupati per il futuro se non dovesse arrivare un compratore. «Negli ultimi sei mesi - ha denunciato Giancarlo Sani responsabile di zona della Flai-Cgil - ci sono state trascuratezze nella manutenzione dei macchinari e perdite di ordini che non sembrano preoccupare nessuno.Per questo è fondamentale che il passaggio al nuovo proprietario avvenga prima che l’azienda subisca un danno di immagine e forse non solo di quella».

Nel bando di gara i commissari straordinari di Cirio hanno inserito clausole che sono garanzia per i lavoratori: chi compra dovrà mantenere i livelli occupazionali e di produzione per almeno un biennio e presentare un piano idustriale adeguato. Per chi pensasse di fare speculazioni, infine, arriva l’altolà congiunto del sindaco Veronica Campinoti, del responsabile provinciale della Flai Cgil Marco Colaiuta e del segretario della Camera del lavoro dell’Empolese Valdelsa Giovanni Occhipinti.

Per il panificio Moderno e per l’area su cui sorge non ci saranno cambi di destinazione e nessuno potrà fare case al posto del pane. Anzi, alla zona è confermata dal Prg la vocazione industriale e, molti se lo augurano, il panificio potrebbe essere sviluppato. Magari proprio nella linea produttiva della pizza (attuale 36 per cento del fatturato) il cui brevetto per la produzione in atmosfera modificata è all’origine della grande fortuna sui mercati esteri e che ha attirato l’attenzione di Cragnotti facendolo decidere per l’acquisto.