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Empoli. Dopo due anni il tribunale emette il
decreto che chiude l’amministrazione controllata
Mostardini, la crisi è finita
Salva l’occupazione, gli immobili acquistati dalla Cabel
EMPOLI. Dopo due anni di amministrazione controllata e una
complessa operazione che è servita a pagare tutti i creditori e a rimettere
l’azienda in linea di galleggiamento, la Mostardini è pronta ad uscire da una
crisi che pareva minarne la stessa sopravvivenza e, di conseguenza,
rappresentare un dramma per i quasi ottanta dipendenti. L’ex assessore Foresto
Mostardini, affiancato dal professionista fiorentino Paolo Pettini e dal dottor
Igino Rapini, ha trovato una soluzione che permette alla ditta di ripartire.
Mostardini, nuovo socio e crisi
chiusa
Ceduti gli immobili e risanata l’azienda, salva
l’occupazione
Dopo due anni di amministrazione controllata adesso la
vera sfida è con il mercato
GUIDO FIORINI sul Tirreno 30/6/04
EMPOLI. Dopo due anni di amministrazione controllata ed una
complessa operazione che è servita a pagare tutti i creditori e a rimettere
l’azienda in linea di galleggiamento, la Mostardini è pronta ad uscire da una
crisi che pareva minarne la stessa sopravvivenza e, di conseguenza,
rappresentare un dramma per i quasi ottanta dipendenti. L’ex assessore Foresto
Mostardini, affiancato dal professionista fiorentino Paolo Pettini e dal dottor
Igino Rapini, ha trovato una soluzione che permette alla ditta, storico marchio
empolese e leader mondiale nella produzione di macchine per le concerie, di
gettarsi con nuovo entusiasmo su un mercato che, finalmente, dà segni di
ripresa.
L’operazione, gestita insieme al milanese “Atlantis capital partner”, fondo specializzato in ristrutturazioni finanziarie, prevede la cessione dell’attività alla stessa Atlantis e la vendita degli immobili di Villanova a altri industriali (la Cabel, vedi riquadro ndr). Quest’ultimo aspetto, che in termini economici è chiamato “spin off”, ha permesso di realizzare quanto necessario per pagare tutti i creditori e ottenere dal tribunale di Firenze il decreto che chiude l’amministrazione controllata. L’attività, invece, resterà di proprietà dell’Atlantis solo finché non sarà trovato un partner industriale del settore disposto a gestirla. Un nuovo socio, in sostanza: alcune ipotesi sono già al vaglio di Mostardini, Pettini e Rapini.
I problemi, per la Mostardini (l’azienda ha anche il 5% dell’Empoli calcio), iniziarono quando fra la fine del 2001 e l’inizio del 2002 ci fu il crack del gruppo Poletto, che deteneva il 100% dell’azienda. Poteva esserci un effetto domino e la Mostardini rischiava di essere trascinata nel baratro. Invece, azienda bella ma con bilancio brutto, i dirigenti riuscirono a dimostrare di poter avere l’amministrazione controllata, per mantenere produzione e clienti e andare avanti.
«Devo dire che ci hanno voluto bene in tanti - spiega Foresto Mostardini -. I clienti, i fornitori, i sindacati, le banche, su tutte quella di Cambiano. Altrimenti non ce l’avremmo fatta. Anche se adesso viene il difficile, perché dobbiamo misurarci con un mercato che è cambiato. Dovremo dimensionarci per produrre utili». E l’occupazione? «Lo dirà il mercato. Potremmo anche aver bisogno di assumere. Ci vorrà un po’ di tempo per capirlo, ma noi non abbiamo mai fatto rivoluzioni. Abbiamo solo licenziato cinque dirigenti avuti in eredità da Poletto che costavano un’enormità».
La Mostardini ha 57 dipendenti (più 4 collaboratori) e altri 16 lavorano nella consociata Nuova Cetas, in tutto 77 persone. Nel 2003 ha fatturato sei milioni di euro. Vende macchine per conceria in tutto il mondo, soprattutto in Cina. «Questa operazione ci ha impedito di affogare - ha spiegato il professionista, Paolo Pettini - ma ora dobbiamo iniziare a camminare con le nostre gambe».
Nell’area di Villanova costruirà un proprio
capannone
La Cabel ha messo i fondi
EMPOLI. È il gruppo Cabel, che ha sede in via Cherubini,
che ha permesso il salvataggio della Mostardini. Il gruppo, nato nel 1985 per
iniziativa di tre casse rurali toscane, ha varie società che si occupano di
servizi per le banche, dall’informatica, alla consulenza per direzione e
organizzazione, ai servizi accessori, ai leasing, al risparmio gestito e alla
finanza d’impresa. Il gruppo, che fra i propri soci ha anche la banca di
Credito Cooperativo di Cambiano, ha comprato dalla Mostardini gli immobili e il
terreno di Villanova. Nei progetti c’è la costruzione, nel terreno
edificabile a fianco della Mostardini, di un proprio capannone, in aggiunta a
quello con la facciata avveniristica di via Cherubini. La Cabel, inoltre, sta
aprendo un ufficio in centro, in piazzetta Garibaldi.
ECONOMIA Lo stabilimento di via Piovola produce macchine per conceria
Azienda a nuova vita
La Mostardini è uscita bene dall’amministrazione controllata
La Mostardini è uscita positivamente dall’amministrazione controllata: un caso più unico che raro per il tribunale di Firenze. L’azienda ha beneficiato di una ripresa del mercato delle macchine per conceria e dell’acquisto degli immobili della fabbrica da parte di una società del settore finanziario. Adesso si cerca un nuovo socio
ECONOMIAI giudici hanno deciso l’uscita dall’amministrazione controllata e il ritorno alla normale operativitàIl tribunale lascia ‘libera’ la Mostardini
di Bruno Berti su La Nazione 30/6/04
L’amministrazione controllata alla Mostardini, caso più unico che raro, è
finita con la riammissione alla normale operatività. Negli annali del tribunale
di Firenze non si ricordano risultati simili: a livello nazionale c’è il caso
Rizzoli nel 1984. «Adesso — spiega Foresto Mostardini — l’azienda cerca
un nuovo socio: abbiamo in corso contatti con alcuni gruppi imprenditoriali».
I problemi dell’impresa iniziano quando il gruppo veneto Poletto, che
l’aveva acquistata dalla famiglia Mostardini, subisce un crack finanziario
alla fine del 2001. «C’erano i margini per l’amministrazione controllata
— raccontano Foresto Mostardini e i due consulenti Igino Rapini e Paolo
Pettini — ma dovevamo scindere il cordone ombelicale con l’azienda madre.
L’obiettivo, una volta verificati i conti, era quello di mantenere il punto
produttivo.
Dobbiamo dire che in questi due anni di amministrazione controllata tutti sono stati molto disponibili con noi: dipendenti, sindacato, fornitori, banche, istituzioni e la stessa famiglia Mostardini». L’uscita dalle ‘cure’ del tribunale (il commissario incaricato era il dottor Paolo Zuffanelli, a cui va il grazie di Mostardini) è avvenuta, oltre che per la ripresa del mercato delle macchine per conceria, anche per effetto della vendita degli immobili (che saranno affittati dall’azienda) al gruppo empolese Cabel che opera nel settore dei servizi bancari.
L’attività industriale ha invece visto l’intervento di Atlantis Capital partner, un fondo specializzato in operazioni di questo tipo. «Ciò ha permesso di ‘realizzare valori’ e di soddisfare i creditori. Nel complesso un aiuto ci è stato dato dalla Banca di Cambiano, anche se abbiamo lavorato con le nostre forze finanziarie».
Adesso comincia la gara vera e propria per restare in una produzione tutto sommato di nicchia. «Abbiamo un bel nome (i macchinari della Mostardini si trovano dalle Mauritius alla Corea del Nord), ma dovremo dimensionarci in base all’andamento del mercato». Attualmente nello stabilimento di via Piovola ci sono 57 dipendenti più 4 collaboratori a cui si aggiungono i 16 della Cetass che sviluppano un fatturato di 6 milioni di euro, di cui il 75-80% viene esportato. «Non abbiamo licenziato nessuno, salvo i dirigenti arrivati con Poletto, che avevano stipendi alti».