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Alle Organizzazioni e alle Associazioni
che hanno promosso l’iniziativa del 3 giugno NO BUSH BLOB
A Sergio Staino, Stefano Stefani, Riccardo Pangallo,Maria Cassi,Paolo Hendel,
Don Renzo Rossi, Victor Akpam, Isabella Mancini e
Raffaele Palombo
Carissimi,
ringraziamo di nuovo tutti per l’impegno e per la bella iniziativa che,
possiamo dire in poche ore, siamo riusciti ad offrire alla nostra città ed alla
causa della Pace.
Crediamo si possa essere pienamente soddisfatti, sia per la partecipazione sia per la qualità del messaggio proposto dalla serata.
Merito della sapiente Direzione di Sergio Staino e di Stefano Stefani che hanno saputo equilibrare le testimonianze con gli interventi dei nostri eccezionali artisti insieme agli spezzoni dei films e dei documentari.
Una formula inedita di particolare efficacia abilmente condotta da Raffele ed Isabella.
Volentieri vi mandiamo la rassegna stampa insieme all’augurio che davvero questo impegno possa rappresentate una testimonianza di come Firenze sa battersi contro la guerra e il terrorismo.
Un fraterno saluto
Il Segretario Gen.le CGIL Firenze Il Segretario Gen.le CISL Firenze
Alessio Gramolati Adriano Fratini
Al teatro Verdi la serata voluta da
sindacati e comitato
Tra ironia e memoria va in scena la pace
SERENA WIEDENSTRITT su La Repubblica 4/6/04
Il teatro è pieno. Di bandiere della pace - alcune centinaia delle migliaia che oggi sventoleranno per le strade di Roma pendono dai palchi e dal loggione - di famiglie con bambini, studenti, in platea anche anziani che per una volta resteranno svegli fino a tardi e qualche assessore. C´è chi si attarda fuori dal teatro, si formano piccoli gruppetti all´angolo fra via Ghibellina e via Verdi.
Nell´atrio arrivano le risate del pubblico alternate al
silenzio che accoglie le storie e le immagini dei filmati.
Si presenta così, alle nove di sera, ieri, il Teatro Verdi che ospita una
serata contro la guerra e contro il terrorismo organizzata dai sindacati Cgil e
Cisl, oltre che dal Comitato fermiamo la guerra. Un modo per mandare un segnale
forte di pace alla vigilia dell´arrivo in Italia del presidente degli Stati
Uniti d´America George Bush. Serata gradevole tra ironia ficcante e ricordi che
a distanza di decenni non cessano di smuovere sentimenti profondi.
Spezzoni di film di ieri e di oggi, voci dal vivo, intervalli di musica, la serata fila via liscia per quasi tre ore. Si apre con i marines sull´attenti della prima scena di Full Metal Jacket. Sullo sfondo vengono proiettate le vignette in diretta di Sergio Staino, che è anche il direttore artistico di questa serata «Contro la guerra, contro il terrorismo» organizzata da due dei tre sindacati confederali e da tutte le associazioni per la pace, che vede sul palco i giornalisti di due radio fiorentine, Isabella Mancini di Novaradio e Raffaele Palumbo di Controradio a mettere in fila gli interventi, quelli che si ride e quelli che il pubblico ascolta in silenzio.
Mentre passano i disegni di Sergio Staino, in sottofondo si ascolta «Il disertore» di Boris Vian. Grandi risate per Riccardo Pangallo che presta l´accento livornese ad una satira su Bush e Berlusconi. Senza trascurare Bin Laden. Dal passato - l´intervista ad un partigiano che ricorda la Resistenza e sostiene come le guerre siano generate dall´ingiustizia - al presente dell´attentato dell´11 settembre visto da Ken Loach. Dalle gag di Maria Cassi ad un nuovo ritorno sulla scena di Riccardo Pangallo passando per l´ironia di Paolo Hendel e rincorrendo con la memoria le testimonianze dei partigiani che hanno vissuto la liberazione. Alla fine la serata si chiude con un intervento politico e sull´ultimo scroscio di applausi parte sulle note de «Il disertore».
Bush, basta propaganda è l'ora di riflettere
di MARIO PRIMICERIO
su La Repubblica 3/6/04
Si è discusso molto se (e come) manifestare il dissenso sulla politica dell´amministrazione
di Bush in occasione della visita che il presidente americano sta per fare a
Roma.
Firenze, dopo la veglia di martedì agli Uffizi, ha scelto di farlo affidandosi
all´arte, al cinema, al teatro, alla musica.
Stasera, a poche ore dall´arrivo di Bush, ci ritroveremo al Teatro Verdi per una iniziativa che vuole stimolare la riflessione, sottolineare l´importanza del coinvolgimento e della partecipazione, affermare con chiarezza che cultura e pace formano un binomio inscindibile.
Credo che sia giusto avere scelto una strada originale e di non avere accettato le regole e i tempi della fanfara propagandistica messa in atto, per l´occasione, dal nostro governo. E credo anche che vada sottolineato il fatto che la serata è possibile perché tanti artisti hanno offerto di mettere gratuitamente la propria professionalità al servizio dell´iniziativa. Questo non è secondario; perché la teoria (e, ahimé, la pratica) della guerra preventiva, l´arroganza dell´unilateralismo, l´idolatria del mercato, la sottovalutazione (a dir poco) delle emergenze ambientali non sono altro che una drammatica sconfitta della cultura.
Come è non-cultura la mistificazione mediatica, operata in questi giorni, che vuole accomunare lo sbarco di Anzio con la presenza delle truppe di occupazione in Iraq. Ed è perciò importante che - proprio da una città come Firenze, "città sul monte" per il suo prestigio culturale; città che ha ospitato il Social Forum Europeo - si rafforzi la consapevolezza che occorre un approfondito lavoro culturale che cooperi a trovare risposte adeguate alle nuove emergenze - dal terrorismo alla fanatizzazione delle identità etniche e culturali, dalle crescenti disuguaglianze, alle povertà non immaginabili a quelle di fronte alle quali il nostro egoismo chiude la porta- che oggi minacciano la prospettiva di una ordinata convivenza sul nostro pianeta. Solo l´affermazione della cultura può salvarci dalla barbarie.
E se è vero, come ha detto Bush, che non ci sono due Americhe ma una sola ne siamo contenti. Perché quell´unica America è quella in cui ci riconosciamo, quella a cui esprimiamo la nostra riconoscenza per averci liberato dal nazi-fascismo, quella di Franklin D. Roosevelt ("Chi sacrifica la libertà alla sicurezza non merita né libertà né sicurezza"). Ma allora è Bush che tradisce e non rappresenta questa America.
Duemila fiorentini sfilano domani nel corteo di
Roma. Stasera spettacolo al Verdi
Contro Bush in marcia per la pace
da Repubblica
In duemila partiranno da Firenze domattina per andare alla manifestazione di Roma contro Bush. Il mondo dei sindacati e quello della pace tenteranno di centrare lo stesso obiettivo del Social forum, una marcia ordinata in cui ciascuna componente rispetti le regole. Ieri i segretari toscani dei partiti della Lista unitaria sono andati a rendere omaggio ai quattromila soldati americani sepolti ai Falciani. Stasera i sindacati promuovono al Teatro Verdi uno spettacolo per la pace e contro Bush: sul palco la bandiera arcobaleno e quella dell´Associazione partigiani.
Gramolati ricorda l´appello dei partigiani. Paladini, Cobas dice: "Staremo nel corteo secondo le regole"Partenze in pullman dal Saschall o da
Santa Maria Novella con biglietto scontato
Servizio d´ordine dei sindacati
SIMONA POLI
Un po´ di ansia sì, inutile negarlo. Dopo gli scontri di ieri a Roma -quindici fermati nel tentativo di forzare il cordone di polizia che proteggeva la sfilata ai Fori Imperiali - la vigilia della manifestazione di protesta per la visita di Bush è vissuta con tensione ancora maggiore di prima.
Si è visto, si avverte, si capisce che chiunque potrebbe accendere un fiammifero nella polveriera del corteo per far scoppiare un incendio. Sfileranno in centomila, stando alle previsioni. Almeno duemila partiranno da Firenze, qualcuno è già andato. Come Bruno Paladini dei Cobas, a Roma da martedì sera. «C´è tantissima polizia in giro e l´aria qui è pesante», racconta. Insieme a Disobbedienti, Antagonisti e ad altri gruppi, i Cobas partecipano alle tre iniziative di disturbo del traffico in programma sulla Prenestina, al Testaccio e di fronte all´università.
Sono considerati gli appuntamenti più a rischio proprio perché precedenti alla marcia unitaria del pomeriggio e quindi meno facilmente sorvegliabili da parte del servizio d´ordine messo in campo da sindacati, Arci e partiti. «Ma anche i Cobas hanno accettato di stare in piazza dentro al corteo secondo precise modalità», ci tiene a ricordare Paladini. «La possibilità dell´arrivo di esterni sarà ridotta al minimo. La preoccupazione semmai deriva dall´interpretazione che il governo darà dell´evento, è indubbio che ci sia uno scontro istituzionale in corso».
Il segretario della Camera del lavoro di Firenze Alessio Gramolati usa parole meno forti: «Devo dire che questo governo possiede la straordinaria capacità di caricare di tensione cose belle come la Festa della Repubblica e il 4 giugno, che sono due date a noi care. Mancano pochi giorni alle elezioni - continua Gramolati -e serve una grande sforzo di unità e fermezza. Per questo Cgil, Cisl e Uil aderiscono all´appello dell´Associazione nazionale partigiani che chiede di "manifestare per la pace con la pace".
E´ assurdo accusare di antiamericanismo un movimento che si contrappone all´amministrazione Bush». Gregorio Malavolti, consigliere comunale Ds, si occupa per la Sinistra giovanile di organizzare la trasferta di domani: alle 10.30 quindici pullman e una colonna di auto private partono dal Saschall (biglietto 13 euro), mentre da Santa Maria Novella sull´Intercity per Roma delle 10.38 ci sono posti speciali a 20 euro andata e ritorno. «I contatti avuti finora con il comitato nazionale "Fermiamo la guerra" e l´Arci mi tranquillizzano», spiega Malavolti. «Noi siamo convinti che come in tutte le grandi manifestazioni alla fine prevarrà il senso collettivo dell´evento».