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"Bush censura la Ricerca Scientifica"

La gestione Bush limita la libertà dell’informazione scientifica.

LE MONDE | 05.03.04 | 

Il Dipartimento Americano del Tesoro chiede alle società scientifiche e agli editori di non pubblicare i risultati dei ricercatori che lavorano nei paesi sotto l'embargo commerciale. La misura illustra l’abisso che si e’ aperto da due anni fra la Casa Bianca ed il mondo della ricerca.

Alla circolazione del sapere e della conoscenza, l’amministrazione  Bush desidera applicare le stesse regole che impone alla circolazione delle merci e dei servizi. Nel corso di una riunione tenutasi il 9 febbraio al Dipartimento Americano del Tesoro, è stato ricordato a circa trenta editori che tutti i contributi scientifici che vengono dai paesi sottoposti all'embargo americano dovevano essere sottoposta ad un'autorizzazione preliminare prima di essere pubblicati. Questa autorizzazione deve essere emessa dall'ufficio di controllo delle attività finanziarie all'estero, OFAC (Office of Foreign Assets Control), la divisione del Dipartimento del Tesoro che si è fatta carico dell'applicazione rigorosa delle sanzioni commerciali.

Queste restrizioni si applicano a tutti i settori editoriali. Tuttavia i direttori delle riviste scientifiche sono stati particolarmente avvisati  Lo testimoniano molte lettere di diffida che sono arrivate alle societa’ scientifiche e alle riviste specializzate. Dopo tali avvertimenti, parecchie istituzioni scientifiche hanno cessato di esaminare, per la loro pubblicazione, i manoscritti scientifici che sono loro sottoposti dai ricercatori che lavorano nei paesi sotto l'embargo decretato dagli Stati Uniti.

In particolare, l’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), che pubblica molte riviste specializzate, ha deciso di cedere alle ingiunzioni del OFAC, a partire da novembre del 2003. L'American Nuclear Society e l'American Society for Microbiology hanno adottato misure simili.

Altri editori, molto pesanti nel mondo scientifico, si sono da parte loro rifiutati di sottoporsi alle ingiunzioni del OFAC. L'American Institute of Physics, l'American Physical Society e l'American Association for the Advancement of Science (AAAS) - che pubblica la rivista Science -  si ritengono protetti dal  primo emendamento della costituzione americana, che tutela la liberta’ di espressione. "Noi non adottiamo alcuna limitazione basata sulle sanzioni, economiche o di altro tipo" dice Monica Bradford, una delle responsabili della rivista Science. Non sono state da meno la rivista rivale americana, Nature, e tutte le pubblicazioni del gruppo britannico (NPG) – che ha un ufficio a Washington – dichiarando, dalle loro colonne che,  in nessun caso,  si sottometteranno alle direttive dell’ OFAC.

 ATTI DI INSUBORDINATIONE 

Questi atti di insubordinatione, resi pubblici alla fine della riunione del 9 febbraio convocata dal Dipartimento del Tesoro, sono stati emulati. L’ American Chemical Society (ACS) ha adottato la posizione dei protestatari. L'organizzazione accettera’ ancora la pubblicazione degli articoli scientifici scritti dai ricercatori dei paesi sotto embargo. Robert Bovenschulte presidente della divisione pubblicazioni del ACS, in una dichiarazione ufficiale del 19 febbraio, ha annunciato “abbiamo emesso una moratoria con riserva su questi articoli scientifici, per tutto il tempo necessario ad esaminare le regole emesse dal Dipartimento del Tesoro,  le quali dispongono che noi violeremmo le norme americane sul  commercio fornendo un servizio editoriale agli autori dei paesi con l’embargo". Bovenschulte  ha aggiunto che parecchie società scientifiche, quale l’ ACS, hanno dato vita ad un gruppo di lavoro caricato di valutare le possibilità di ricorso alla giustizia se l’ OFAC non riesaminera’ le sue direttive.

 Questo episodio, secondo Donald Kennedy, direttore della rivista Science, illustra  solo "una piccola parte delle differenze di opinione che sono emerse durante i due anni scorsi fra la Comunità scientifica e la gestione Bush". In particolare, l'applicazione di misure restrittive, dopo l’ 11 settembre 2001, per la concessione  dei visti di ingresso in US ai ricercatori stranieri, e’ vista in ambiente scientifico con grande preoccupazione. In una nota resa pubblica nel maggio 2003, l’ AAAS si è preoccupata per le conseguenze disastrose che queste misure potrebbero rappresentare per la ricerca americana. Questo problema rimane interamente ed avrà, per il sig. Kennedy, " effetti a lungo termine molto negativi".

 A breve scadenza, secondo il direttore della rivista Science, "il problema più serio è l’utilizazione da parte dell’amministrazione  Bush di criteri politici nelle nomine scientifiche". Kennedy si riferisce alla commissione di Kass - incaricata di riferire alla Casa Bianca per quanto riguarda la ricerca sulla clonazione terapeutica e sugli stock delle cellule -, da cui due ricercatori sono stati recentemente allontanati. E questo, si afferma nella Comunità scientifica , a causa delle posizioni che hanno difeso riguardo alla clonazione terapeutica.

 Questo ha portato, a Febbraio, parecchi nomi importanti della ricerca americana, a livello di premio Nobel,  a firmare un atto d'accusa contro la politica scientifica del presidente Bush ( Le Monde del 21 febbraio).  Stéphane Foucart

 Traduzione a cura di Carlo Susini

Direttivo Nazionale SNUR-CGIL