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IL CONVEGNOIl sindacato ha analizzato le condizioni delle vetrerie della provincia e avanzato alcune proposte per aiutare il settore
«Una battaglia per salvare il vetro artistico»

di Bruno Berti su La Nazione 9/6/04

«L’obiettivo che abbiamo è stato quello di far rimanere nelle nostre zone la produzione di vetro artistico». Un compito non da poco, se si guarda ai chiari di luna del mercato quello che il sindacato dei chimici tramite Stefano Scibetta, responsabile di zona della Filcea-Cgil, si è assunto nel corso del convegno di ieri all’Agenzia per lo Sviluppo sull’andamento del settore nella provincia. Scibetta ha parlato di tutto il territorio, ma la grande maggioranza delle imprese ha sede nell’Empolese: tra Montelupo ed Empoli abbiamo 31 delle 39 aziende della provincia e circa 600 dei 1.000 addetti.

Se non si vuole che una delle attività che hanno fatto lo sviluppo e la ricchezza della città diventi una semplice testimonianza, c’è bisogno di lavorare per offrire una prospettiva. Ciò significa impegnarsi per provare a governare una situazione complessa «per recuperare margini di competitività e per evitare di disperdere patrimoni professionali, produttivi, commerciali e finanziari». La crisi si fa sentire dall’inizio del 2001, con accorpamenti di imprese e chiusure di altre (Stelvia, Vas, Vae, Vetro Luce). Contro di essa ci vuole razionalizzazione e innovazione di prodotto e di processo unendole a elasticità produttiva orientata al mercato e alle esigenze del cliente.

Per Scibetta la richiesta di arginare la minaccia cinese è un falso problema perché la lotta non è sul costo del lavoro ma sulla conquista dei ricchi cinesi, desiderosi di merci belle e costose. Le aziende del vetro artistico, in genere piccole, devono puntare a fare sistema per poter avere un ruolo. E allora ci vuole un osservatorio capace di creare una rete di vetrerie che «creino la massa critica per un monitoraggio della situazione di mercato ogni sei mesi». L’osservatorio dovrebbe anche puntare a riunire i consorzi della zona che si occupano di vetro e ceramica.

Ciò significa anche un impegno della mano pubblica, ad esempio con centri per la ricerca e corsie amministrative preferenziali. «Il tutto all’insegna — spiega Scibetta — di una forte azione di programmazione negoziata con le istituzione locali in un ambiente di impresa diffusa che aiuti, selezioni e premi le realtà aziendali più pronti a impegnarsi per il nuovo».