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Presidio
e volantinaggio dei lavoratori della sanità privata |
«La sanità privata faccia la sua parte e garantisca i lavoratori»
da la Nazione 29/11/06
«LE RAPPRESENTANZE imprenditoriali della sanità privata devono assumersi le proprie responsabilità e garantire il diritto dei lavoratori al salario e da parte della Regione, dopo il rinnovo del contratto, non mancherà l’impegno a un confronto con le parti sociali per affrontare anche il problema del rapporto tra strutture sanitarie private e servizio sanitario regionale». Questo è quanto emerso dall’incontro tra l’assessore regionale alla salute Enrico Rossi e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil sul mancato rinnovo del contratto dei dipendenti della sanità privata.
Sanità privata, Rossi minaccia la guerra
L’assessore regionale alla sanità contro il mancato rinnovo del contratto:
«Faremo tutto ciò che sarà legittimo fare»
da l'Unità 28/11/06 di Francesco Sangermano/ Firenze
TRE ANNI d’attesa per 100 euro lordi d’aumento. Eppure niente sembra ancora muoversi. È per questo che i lavoratori della sanità privata hanno incrociato le braccia e manifestato ieri la loro rabbia per una situazione immutata ormai da troppo tempo. Una giornata di sciopero indetta a livello nazionale che ha visto, in Toscana, livelli molto alti di adesione. Stando a quanto riferiscono i sindacati, infatti, a livello regionale si sono fermati tra il 70 e l’80% dei lavoratori con punte del 90% a Firenze dove in alcune strutture (come ad esempio la casa di cura Santa Chiara) l’astensione dal lavoro è stata pressoché totale.
La situazione, ormai bloccata da 35 mesi, riguarda nella nostra regione più di 2 mila persone, impegnate in oltre 30 strutture sanitarie. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro situazione, ieri mattina si sono tenute manifestazioni in tutti i capoluoghi toscani e a Firenze un autobus scoperto ha portato una rappresentanza di lavoratori attraverso la città con soste davanti ad alcune case di cura. «Mai si era arrivati a tanto - ha tenuto a sottolineare Andrea Morandi, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica - mai le nostre controparti avevano segnato tanta durezza e irriconoscenza verso gli operatori. Il rifiuto al contratto non ha giustificazioni, visto che le case di cura sono accreditate nel servizio sanitario e ricevono soldi pubblici, compresi quelli necessari per i contratti di lavoro».
Ecco. Questo è il nodo più importante su cui i lavoratori hanno deciso di far leva. «Abbiamo già chiesto alla Regione Toscana di sospendere gli accreditamenti - prosegue Morandi - e se ciò non bastasse crediamo che si ponga la necessità che questo personale venga utilizzato e pagato direttamente dal Servizio Sanitario Pubblico». La Cgil, dal canto suo, chiede che «le istituzioni si assumano la responsabilità politica di verificare qualità e quantità degli accreditamenti, ponendo come inderogabile condizione che nessuna convenzione andrà stipulata con l’imprenditoria privata se non saranno garantiti i diritti dei lavoratori e il contratto nazionale per tutti».
Parole che l’assessore toscano alla sanità, Enrico Rossi, mostra di recepire e, nei limiti del possibile, voler far proprie. «La situazione è delicata e dobbiamo fare attenzione su come muoverci - dice - ma è evidente che faremo tutto quello che legittimamente potremo fare, dal diminuire i budget a non rinnovare i contratti. Noi siamo in regola ed abbiamo garantito alla sanità privata risorse sufficienti e incrementali come era nei patti, compresa la quota destinata al rinnovo dei contratti. Ma anche se così non fosse stato è evidente che i contratti sono obbligati a farli. Perché l’imprenditore avrebbe dovuto sistemare le cose mettendo in conto anche quello come del resto è previsto dall’appalto siglato». La rabbia di Rossi va oltre. «Quanto sta accadendo è fuori da ogni criterio e regola ma il deficit è da ricercare nell’imprenditoria privata. Ne traggo quindi la conclusione che dopo 3 anni ci sono anche dei rapporti di fiducia che rischiano di entrare seriamente in questione».
Agli Organi di stampa
Oggi, 27 novembre 2006, si è
tenuto lo sciopero nazionale dei lavoratori della Sanità privata per il rinnovo
del contratto di lavoro scaduto ormai da tre anni; si sono tenute manifestazioni
a livello regionale nei vari capoluoghi di Regione.
A
Firenze l’adesione dei lavoratori allo sciopero è stata molto alta, circa il
90%; in alcune strutture l’adesione è stata quasi totale, come nella casa di
cura Santa Chiara.
La Segreteria FP CGIL Firenze
VERTENZA CCNL 2004-2005 SANITA’ PRIVATA
Sciopero Nazionale contro Aiop e Aris
27 novembre 2006
Care/i compagne/i, Care/i amiche/ci,
come è noto l’incontro del 25 ottobre scorso con i datori della Sanità
privata si è interrotto quando Aiop e Aris hanno abbandonato il tavolo
negoziale ritenendo non negoziabile la loro posizione sulla
“regionalizzazione” degli arretrati. La risposta unitaria, a fronte della
decisione padronale è stata la pacifica occupazione della sede Aiop. Una
situazione che ha determinato la rottura del fronte delle controparti ed ha
permesso di siglare con la Fondazione don Gnocchi la preintesa sul biennio
economico.
Resta gravissimo il fatto che ARIS
ed AIOP hanno riconfermato nella sostanza la scelta sciagurata di voler
superare il contratto nazionale.
FP CGIL-CISL FP-UIL FPL a fronte di questi fatti proclamano il secondo
Sciopero Nazionale della Sanità Privata, per lunedì 27 novembre p.v. con
manifestazioni regionali intensificando nel contempo le azioni di mobilitazione
e di lotta.
DOPO
Ø
il primo Sciopero Nazionale l’11
maggio scorso e la manifestazione cui hanno partecipato 20.000 lavoratori.
Ø
la richiesta alle Regioni di
bloccare gli accreditamenti avvenuta durante il mese di luglio a sostegno di
tutte le mobilitazioni locali.
Ø
le massicce azioni svolte in
maniera capillare in tutte le Regioni nel mese di settembre in denuncia dei
datori dei lavoro e delle Giunte regionali.
Ø
la manifestazione del 23 ottobre
u.s. con oltre 5.000 lavoratori di fronte alla sede della Conferenza
Stato-Regioni a Roma.
ABBIAMO
OTTENUTO
Ø
Il positivo risultato di una
preintesa con la Fondazione Don Carlo Gnocchi che riafferma il valore del
contratto nazionale e la tutela del salario
Ø
Per la prima volta una presa di
posizione ufficiale, seppur tardiva, da parte della Conferenza Stato-Regioni a
sostegno dei lavoratori e che mette i padroni della sanità privata di fronte
alle loro responsabilità
CONTINUIAMO
A DENUNCIARE
Ø
l’arroganza di datori di lavoro
che pretendono di far pagare ad altri il rinnovo contrattuale, strumentalizzano
i lavoratori che non pagano da 35 mesi, ed attaccano il sindacato che non ci sta
a farsi complice delle loro indecenti richieste.
PER
QUESTO
Proclamiamo
il secondo Sciopero nazionale della
Sanità
Privata contro Aiop e Aris per il 27 novembre 2006
Ø
contro chi non intende riconoscere
il salario ai lavoratori sarà lo sciopero nazionale indetto per lunedì 27
novembre 2006
Ø
per
confermare i punti sottoscritti con la pre intesa raggiunta con la FdC Gnocchi
Ø
per
tutelare nella complessità tutti i diritti dei lavoratori e per imporre ad Aiop
e Aris di sedersi al tavolo e definire immediatamente un’intesa sul biennio
economico 2004-2005 smettendola di ricattare i lavoratori e offendere la dignità
e la serietà di tutti i soggetti coinvolti
Resta fondamentale, di qui allo sciopero,
calendarizzare in tutte le Regioni le iniziative presso le Giunte regionali che,
seppure in ritardo hanno preso posizione sulla vicenda, le manifestazioni presso
le sedi regionali di Aiop e Aris e le strutture più significative.
Le
ragioni dello sciopero trovano ulteriore conferma nelle notizie di queste ultime
ore.
AIOP
e ARIS stanno diffondendo nei posti
di lavoro comunicati, già affidati agli organi di informazione, che mentono
sulla trattativa del 25 ottobre u.s. e sul significato vero degli accordi
regionali: il fatto che il salario viene scomposto e gli arretrati – che sono
salario – non sono quantificati nel ccnl e non saranno per tutti.
La
strumentalità dell’operazione è evidente, ma altrettanto evidente la
difficoltà in cui si trovano. Noi siamo determinati ad
aggiungerne un’altra, lo sciopero nazionale!
Cordiali saluti.
Roma, 02 novembre 2006
Tanto lavoro e pochi diritti, l’altra faccia della sanità privata
Sonia Renzini sull'Unità 27/9/06
Arrivano dai paesi stranieri in pullman stracolmi. Obiettivo: lavorare tra le
corsie degli ospedali privati. Con salari ridotti al minimo, pochi diritti e
tanti giorni di lavoro davanti. Sono la nuova forza lavoro della sanità
privata: gruppi di extracomunitari arruolati nei loro paesi da cooperative che
gravitano nel settore. «A volte gli vengono sequestrati perfino i permessi di
soggiorno - denuncia Denise Amerini della Fp Cgil ieri al presidio organizzato
insieme alla Pfs Cisl e Fpl Uil davanti al Cto di Careggi per il mancato
rinnovo del contratto nazionale della categoria - in modo da poterli tenere in
ostaggio».
È la faccia dura della sanità che è innanzitutto impresa, preoccupata di
far quadrare i conti ad ogni costo. E pace se questo significa calpestare i
diritti dei lavoratori, sottoposti a turni massacranti, senza tutele né
garanzie contrattuali. Anche perché di contratti veri nella galassia
variegata della sanità toscana, che conta 2mila lavoratori, ce ne sono pochi,
anzi pochissimi.
«Ci sono tanti contratti a termine - continua Amerini - e soprattutto collaboratori, liberi professionisti o pensionati della sanità pubblica che hanno deciso di arrotondare lavorando per quella privata». E per tutti vale la stessa regola: lavorare duro. Anche perché il personale è ridotto all’osso e le assenze per maternità non vengono sostituite. «È così - racconta Amerini - succede molto spesso e non solo per le maternità, ma anche per i pensionamenti». Un sovraccarico di lavoro che rende particolarmente difficile la gestione dei periodi più a rischio, come quelli estivi, quando il personale va in ferie. «In questo caso facciamo quello che chiamiamo il turno in quarta - spiega Amerini - si lavora di mattina, ci si riposa il pomeriggio e si lavora di nuovo la notte per 12-13 ore. E come se non bastasse dobbiamo anche fare i conti con la vertenza del contratto di lavoro che dura ormai da 33 mesi». Sotto accusa anche la richiesta dei datori di lavoro di coprire i costi del personale con i soldi pubblici. «Anche questo non va bene - conclude Amerini - per questo ci appelliamo alle istituzioni, Regione in testa, perché ci aiutino a risolvere il problema». In modo da garantire le stesse condizioni contrattuali garantite dal sistema pubblico. «Perché - si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil - si tratta di operatori di pari professionalità».
COMUNICATO
Il
26 settembre 2006 sarà il 1000° giorno (33 mesi) senza rinnovo del contratto
nazionale di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata.
Il
settore della sanità privata occupa circa 150.000 lavoratori in Italia ed eroga
una rilevante parte dei servizi sanitari ai cittadini, la maggior parte resi in
regime di accreditamento o convenzione con il Servizio Sanitario.
In
questo settore operano lavoratori qualificati
che possiedono la capacità, le competenze e la dedizione necessarie per offrire
quotidianamente servizi di eccellenza ai cittadini, concorrendo ad assicurare il
diritto primario e costituzionalmente garantito come è quello alla salute.
Questi
lavoratori chiedono il riconoscimento dei loro diritti, a cominciare dal rinnovo
del contratto di lavoro, e di essere messi nelle condizioni di esercitare la
loro professionalità con dignità.
Oggi,
dopo 33 mesi dalla scadenza e nel pieno svolgersi di una delicata vertenza per
il rinnovo del contratto, con numerose iniziative di protesta a livello locale,
regionale e nazionale, la situazione fatica a trovare una positiva soluzione per
la latitanza delle associazioni datoriali della spedalità privata, Aris-Aiop e
Don Gnocchi, che non esitano ad approfittare della situazione, nel maldestro
tentativo di incrementare i finanziamenti, già oggi assicurati loro dai livelli
istituzionali, con il rischio di acuire il clima di tensione e di conseguenza
compromettere la qualità del servizio reso ai cittadini.
Per
denunciare questa intollerabile situazione, richiamando anche le Istituzioni ad
intervenire in virtù delle prerogative che la Legge attribuisce loro in materia
di verifica e controllo dei requisiti di accreditamento delle strutture
sanitarie, le scriventi OO.SS. promuovono un presidio martedì 26 settembre,
dalle 10.30 alle 12.00 a Firenze, di fronte al CTO (Careggi).
FP
CGIL
FPS CISL
FPL UIL
D. Amerini L. Taddei F. Grassi
FP CGIL
FPS CISL
FPL UIL
PRESIDIO
e VOLANTINAGGIO
Martedì
26 settembre dalle ore 10.30 alle 12.00
davanti al CTO
Per
protestare contro il mancato rinnovo del contratto, che aspettiamo ormai da 33
mesi.
Il rinnovo del contratto è un diritto, non possiamo più
attendere.
Partecipate numerosi.
FPCGIL FPS
CISL FPL UIL
TOSCANA
GIORNATA
NAZIONALE
ore
10.00
PRESIDIO
DAVANTI AI CANCELLI DI
VIA
DEL PERGOLINO (accanto
al CTO - zona Careggi)
ore
10.30
in
via Taddeo Alderotti
UNA DELEGAZIONE DI LAVORATORI SARÀ RICEVUTA DALL’ASSESSORE
PER IL
RINNOVO DEL CONTRATTO 2004 – 2005 SCADUTO DA 30 MESI
PER LA
DIGNITA’ PROFESSIONALE DEI LAVORATORI
PER LA
QUALITA’ DEL SERVIZIO AI
CITTADINI
150.000
LAVORATORI DOPO 30 MESI SENZA CONTRATTO
IL CONTRATTO E’ UN
DIRITTO DEI LAVORATORI