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Il vicesindaco visionerà la
situazione ma annuncia che non cederà. 30 centesimi l´ora per chi ha la carta
lavoro, 1 euro gli altri
Parcheggi costosi, operai in rivolta
5.000 firme a Firenze Nova contro la Zcs.
Matulli: usino il bus
MASSIMO VANNI su la Repubblica 11 Dicembre 2007
Cgil, Cisl e Uil consegnano al vicesindaco Giuseppe Matulli migliaia di firme contro la Zcs di Firenze Nova. Circa 5mila tra operai e impiegati della Pignone, Ote, Esaote, Banca Toscana, Telecom e di altre imprese come Enseco, Infracom e HR Gest, in pratica dell´intera zona industriale a nord della città, chiedono a Palazzo Vecchio di cancellare la Zcs che costa 30 centesimi l´ora per i titolari della Carta lavoro e 1 euro per tutti gli altri. Chiedono cioè di tornare alla sosta libera senza più strisce bianche e blu. Ma il braccio di ferro non approda a nulla, il vicesindaco responsabile della mobilità cittadina risponde picche: «Usino gli autobus, non la macchina». E ai sindacati che da settimane guidano la rivolta, Matulli promette soltanto un «sopralluogo» a Firenze Nova da farsi nei prossimi giorni.
Quelli con la carta lavoro pagano 30 centesimi l´ora,
gli altri un euro. "Prendano il bus"
Migliaia di firme contro la Zcs
In rivolta gli operai di Firenze Nova, Matulli non
cede
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
MASSIMO VANNI
«Firenze Nova è di fatto una zona industriale e la residenza è praticamente inesistente, come tutti possono vedere dalle 18 in poi: dopo quell´ora, a fabbriche e uffici chiusi, le strade sono vuote. E in questa zona non c´è ragione di ricorrere alla sosta controllata», dice Stefano Nuti della Cisl che, assieme a Monica Stelloni della Cgil e ad Arturo Papini della Uil ha consegnato al vicesindaco Matulli le firme dei lavoratori infuriati. «E visto che i pochi residenti che ci msono hanno fin troppo spazio a disposizione - insiste Nuti - la Zcs finisce per essere solo una gabella per i lavoratori».
Dal punto di vista dei sindacati, la soluzione è solo una: niente più strisce per terra, niente più macchinette mangiasoldi. Sosta libera in tutta la zona, piuttosto. Soprattutto ora che Palazzo Vecchio ha deciso di azzerare tutte le Carte lavoro via via che arrivano alla scadenza quadriennale (si salvano solo i turnisti, quelli che entrano od escono dal luogo di lavoro quando i bus sono fermi).
«Le Zcs fanno parte di una strategia più generale, quella di scoraggiare la sosta per incentivare l´uso del trasporto pubblico e non morire di auto e di inquinamento, perché i lavoratori non si abituano una buona volta a prendere il bus?», replica il vicesindaco Matulli che non ha fatto mistero di giudicare un po´ troppo corporativa la richiesta formalizzata dalle tre organizzazioni sindacali. «Già, ma anche i lavoratori hanno i figli da portare a scuola la mattina - ribatte l´esponente della Cisl - e se ci fosse un trasporto pubblico efficiente Matulli avrebbe ragione, solo che non c´è». Colpo su colpo, muro contro muro.
Il vicesindaco responsabile della mobilità ha fatto presente ai sindacati di aver già concesso molto: di aver lasciato «libere» dalla sosta a pagamento due strade, via Eugenio Barsanti (dove si trova l´Ote) e via di Caciolle (dove ci sono gli impianti sportivi). Due eccezioni previste proprio per andare incontro ai lavoratori della zona: «Ma è come un granello nel mare, si tratta di pochi posti auto, ben al di sotto delle necessità. Anche perché c´è da considerare che molti lavoratori arrivano da fuori Firenze», contestano Cgil, Cisl e Uil. E visto che neppure sulla domanda e offerta dei posti liberi Comune e sindacati riescono a mettersi d´accordo, Matulli ha promesso di fare un sopralluogo a Firenze Nova nei prossimi giorni «per prendere visione di persona della situazione».
Ma l´idea di un dietrofront, fa intendere il vicesindaco, è a dir poco remota. Tra pochi mesi, ha fatto pure presente ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, verrà aperto il nuovo palazzo di Giustizia e avere una zona a sosta libera a poca distanza da Novoli sarebbe un colpo basso per l´intera politica della sosta: sarebbe come incentivare l´uso della macchina per gli spostamenti cittadini, il contrario di quello che Palazzo Vecchio sta tentando faticosamente di perseguire attraverso la tramvia. Ma anche questo ai sindacati non va giù: «Parlare ora di palagiustizia è prematuro, ne parleremo quando aprirà: adesso gli uffici giudiziari non ci sono», rileva polemico l´esponente della Cisl.
Sosta salata. A breve entreranno in funzione i parchimetri a Firenze Nova: petizione consegnata al vicesindaco
Quattromila firme contro la Zcs il conto dei sindacati al Comune
Oltre cinquemila gli occupati nella zona, la Cgil chiede a Matulli di raggiungere un accordo
di Claudio Bozza sul Firenze 1/12/2007
Quattromila firme di protesta dei lavoratori di Firenze Nova contro l'istituzione della zcs 11 sono sul tavolo di Cgil, Cisl e Uil e presumibilmente venerdì saranno consegnate al vicesindaco di Firenze Beppe Matulli.
I sindacati avevano promesso battaglia contro Palazzo Vecchio sull'ampliamento delle zone con parcheggi a pagamento, e così è stato.
Un malcontento fortissimo quello dei lavoratori impegnati in in una zona delicata come Firenze Nova, l'unico distretto industriale rimasto nella prima periferia, dove sono impegnati oltre cinquemila lavoratori, che fino ad oggi non dovevano pagare per parcheggiare l'auto. Le temute strisce blu attorno a fabbriche e aziende ci sono già da tempo, ma i parchimetri sono entrati in funzione solo nella zona circostante via Panciatichi.
Ma i sindacati sono in allerta da tempo e puntano ad un accordo con il Comune: «Firenze Nova è una zona a bassa residenzialità: fuori dall'orario di lavoro i parcheggi sono pressochè vuoti e questo vuol dire che ad essere colpiti dal salasso saranno quasi esclusivamente i lavoratori - spiega Monica Stelloni della Cgil - per questo assieme a Cisl e Uil stiamo raccogliendo da tempo firme di protesta, ed entro la fine della prossima settimana le porteremo a Matulli».
I sindacati chiedono che la zcs non sia attivata per non gravare troppo sui salari dei dipendenti della zona, molti dei quali sono operai.
«Nelle settimane scorse il vicesindaco aveva classificato questa come una scelta volta a favorire gli spostamenti con i mezzi pubblici - aggiunge Stelloni - ma il problema è che questi non sono certo efficienti e versatili negli orari, per questo molti sono costretti ad usare l'auto». Il problema principale di tutto ciò è rappresentato dal fatto che il 70% delle "Carte lavoro" rilasciate dalla Sas sono intestate a cittadini residenti a Firenze: uno sbilanciamento eccessivo, che è finito per ricadere sui lavoratori pendolari, che spesso non hanno alternativa al mezzo privato. E ora dovranno pagare.■
Carta lavoro
■ ■ Coloro che lavorano nella zcs 11 possono ottenere dalla Servizi alla Strada la “Carta Lavoro”, che permette la sosta nei parcheggi a sosta grazie ad un abbonamento mensile di 30 euro o pagando una tariffa ridotta di 0,30 euro all'ora
1 Le ricadute sui salari
■ ■ Nonostante le riduzioni previste dal Comune, basta moltiplicare per 12 mesi il costo mensile di 30 euro della “Carta lavoro” e vedere che si arriva in un batter d'occhio a 360 euro l'anno, solo per parcheggiare l'auto
2 A chi vanno i benefici
■ ■ Il giro di vite deciso da Palazzo Vecchio sul rilascio delle “Carte lavoro” prevede che queste scendano da 12mila a mille: quando a Firenze Nova entreranno in funzione i parchimetri, ne potrà usufruire chi ne sarà rimasto in possesso.
3 Le regole dopo i "tagli"
■ ■ I lavoratori che entrano a lavoro prima della 7.30 o escono dopo le 20.30 non saranno colpiti dai tagli sullo speciale permesso, perchè in quegli orari i mezzi pubblici sono insufficienti. Altrimenti la sosta sarà salata: 50 centesimi l'ora.
IN COMMISSIONE
Oggi l’incontro per la ‘Carta Lavoro’
da la Nazione 15/11/2007
LA CARTA Lavoro, per la sosta scontata ai pendolari nella zcs,
sarà l'argomento al centro della seduta della commissione ambiente e mobilità,
presieduta da Gregorio Malavolti, che si terrà alle 15 di oggi in Palazzo
Vecchio.
I consiglieri incontreranno i mobility manager e le rappresentanze sindacali
delle aziende e delle società con sede nella zona di Firenze Nova.
LA PROPOSTA MALAVOLTI (SD) E PETTINI (PDCI) PER I DIPENDENTI DELLE AZIENDE DI FIRENZE NOVA
«Carta lavoro, presto un incontro con i mobility manager»
da la Nazione 12/11/2007
«PROPORREMO un incontro in commissione mobilità con i
Mobility Manager e le rappresentanze sindacali delle aziende di Firenze Nova i
cui dipendenti hanno sottoscritto le richieste di ripristino della Carta Lavoro».
Lo annunciano il presidente della commissione ambiente e mobilità Gregorio
Malavolti (Sinistra democratica) e il consigliere e membro della commissione
Luca Pettini (Pdci). «La graduale abolizione della carta lavoro — proseguono
Malavolti e Pettini — corrisponde alla necessità di agevolare il trasporto
pubblico, diminuire il traffico privato e rendere il traffico in città più
fluido tutelando là dove ci sono problemi di sosta, prioritariamente i
residenti».
«L'obiettivo del provvedimento non è quello di aumentare i costi a carico dei
cittadini — sottolineano Malavolti e Pettini—, anzi di diminuire i costi
degli spostamenti attraverso l'utilizzo del mezzo pubblico: per i lavoratori gli
abbonamenti al mezzo pubblico costano 20 euro al mese, molto meno di un pieno di
benzina».
«Dai dati forniti in commissione un anno fa emerse che più
della metà delle carte lavoro erano emesse a cittadini residenti a Firenze che
si muovevano da Firenze a Firenze».
«Siamo impegnati — concludono Malavolti e Pettini — a promuovere con
determinazione il rilancio del trasporto pubblico, attraverso il potenziamento
del servizio ferroviario metropolitano (è per esempio previsto un notevole
incremento del servizio ferroviario metropolitano, già massiccio da e verso la
Stazione di Rifredi) con l'introduzione del memorario anche per la zona est,
l'istituzione di corsie riservate al mezzo pubblico nonché anche il
potenziamento delle piste ciclabili».
Firenze Nova Dopo le tante proteste
Incontro su Carta lavoro
dal Corriere di Firenze 8 Novembre 2007
FIRENZE - “Proporremo un incontro in commissione mobilità con i Mobility Manager e le rappresentanze sindacali delle aziende di Firenze Nova i cui dipendenti hanno sottoscritto le richieste di ripristino della Carta Lavoro”. Ad annunciarlo il presidente della commissione ambiente e mobilità Gregorio Malavolti e il consigliere e membro della commissione Luca Pettini.
“La graduale abolizione della carta lavoro - proseguono Malavolti e Pettini- corrisponde alla necessità di agevolare il trasporto pubblico, diminuire il traffico privato e rendere il traffico in città più fluido".
“L’obiettivo del provvedimento non è quello di aumentare i costi a carico dei cittadini - sottolineano Malavolti e Pettini-, anzi di diminuire i costi degli spostamenti attraverso l’utilizzo del mezzo pubblico: per i lavoratori gli abbonamenti al mezzo pubblico costano 20 Euro al mese, molto meno di un pieno di benzina". “Rispetto alla carta lavoro - aggiungono Malavolti e Pettini - ricordiamo che già oggi sono previste esenzioni per coloro che hanno orari di lavoro non compatibili con l’utilizzo del mezzo pubblico. Crediamo che sia possibile individuare aggiustamenti ai servizi di trasporto pubblico (per esempio, anche su richiesta della commissione, verrà istituita a breve una navetta dalla Stazione di Rifredi a Polo Scientifico di Sesto, con frequenza di 10 minuti, che fermerà anche davanti all’ingresso del Nuovo Pignone) e per questo proponiamo di invitare in commissione i Mobility Manager e le rsa delle aziende di Firenze Nova”.
Protesta a Firenze Nova
Diecimila operai contro la Zcs
MASSIMO VANNI su la Repubblica 4/11/2007
Sulla Zcs è scontro Comune-sindacati. Contro la sosta a pagamento scattata il primo ottobre scorso nella zona di Firenze Nova, dove si trovano fabbriche e centri direzionali, Cgil, Cisl e Uil hanno prima raccolto i malumori dei lavoratori e hanno promosso poi una raccolta di firme nei principali luoghi di lavoro per chiedere a Palazzo Vecchio di fare dietro-front. «Non è giusto stangare chi si reca a lavorare, spesso per uno stipendio di 1.000 euro al mese», sostiene il segretario della Cisl Riccardo Cerza. «Ci vuole un po´ di equilibrio tra le scelte strutturali, che anche noi sosteniamo, e scelte contingenti», aggiunge il segretario della Camera del lavoro Mauro Fuso.
Una rivendicazione diretta contro il vicesindaco con delega alla mobilità Giuseppe Matulli e sollevata in nome di circa 10mila lavoratori: «Tanti sono nella zona di Firenze Nova tra Pignone, Ote e direzionale Banca Toscana». E già in settimana la raccolta di firme arriverà a quota 5mila. Tutti contro Matulli, che risponde: «I sindacati stanno imparando dai comitati».
LA PROTESTA
Una risposta dura, quella del vicesindaco. Ma altrettanto duro è l´attacco dei
sindacati. «Andate a Firenze Nova dopo le 20, è un deserto: segno che la
motivazione di garantire posti ai residenti non regge», afferma il segretario
della Cisl Cerza. Ma perché i lavoratori non possono usare il mezzo pubblico,
come ripete sempre il vicesindaco? Tra gli obiettivi dichiarati da Palazzo
Vecchio c´è anche quello di ridurre gli spostamenti dei veicoli privati, forse
i sindacati non lo condividono?
«Siamo d´accordo sulla politica del trasporto pubblico, anzi d´accordissimo -
dice Cerza - però i lavoratori devono essere messi in grado di usare l´Ataf. E
dobbiamo renderci conto che cambiare tre autobus e perdere per strada due ore
non è un grande incentivo». Non si può spremere i lavoratori, incalza il
segretario della Cisl, «senza preoccuparci dell´efficienza del trasporto
pubblico».
Così per il segretario della Cgil Fuso: «Matulli sta andando avanti troppo velocemente, occorre invece un po´ di equilibrio tra le grandi scelte e quelle di ogni giorno». E ora che Palazzo Vecchio sta andando dritto sull´azzeramento delle Carte-lavoro, quelle che consentono di sostare per tutto il giorno davanti al luogo di lavoro al costo di 30 euro al mese (meno dell´abbonamento Ataf), insiste il segretario della Camera del lavoro, «si può comprendere che i lavoratori sono arrabbiati». Solo le Carte-lavoro per i turni notturni sono ammesse: «Per il resto però un lavoratore che guadagna mille euro al mese non può certo permettersi di pagare 250 euro solo per la sosta», dice Fuso.
«Stanno imparando dai comitati, sì», replica il vicesindaco. «E´ la storia dello specchio della società che va in frantumi, come scrive Eugenio Scalfari, ognuno pensa al suo pezzetto: è un altro segno della crisi, non il solo», rileva amaro il numero due di Palazzo Vecchio. «Oltretutto alcune strade non sono state assoggettate al regime della Zcs proprio per lasciare spazio ai lavoratori e, dall´altra parte, ci sono i residenti che protestano perché non trovano posto». Ma la raccolta di firme a Firenze Nova procede.
Come procede la protesta promossa invece dai dipendenti degli uffici della Provincia, che hanno già raccolto circa 120 firme. Con una lettera inviata al sindaco Leonardo Domenici e alla Sas, la società dei servizi alla strada che gestisce la sosta di superficie, i dipendenti provinciali chiedono anche loro di cambiare qualcosa nel sistema Zcs. E anche in quello delle Carta-lavoro, visto che per alcune Zcs, sostengono i 120 dipendenti provinciali, si possono ancora ottenere nella fascia compresa tra le 7 e le 20.30.
D´altra parte, scrivono nella lettera, «non tutti i lavoratori possono utilizzare i mezzi pubblici, poiché non esistono parcheggi scambiatori gratuiti e il servizio pubblico non consente di raggiungere in tempi ragionevoli il posto di lavoro perché occorre cambiare troppo spesso e le corsie preferenziali sono ancora troppo poche». Motivi che spingono i 120 dipendenti a chiedere spazi per la sosta gratuita o, in alternativa, o di essere considerati residenti della Zcs 1, dove si trovano due sedi provinciali distaccate (via Mercadante e via Toselli).
Il beneficio che facilitava il
parcheggio a 12mila lavoratori non verrà più rinnovato: proteste, ma Palazzo
Vecchio non molla
Carta lavoro, addio agli sconti per i pendolari
da la Repubblica 2/11/2007
Cartalavoro, gli uffici della Sas al Parterre diventano teatro
di proteste. I lavoratori pendolari s´infuriano con i dipendenti quando si
vedono negare il rinnovo della carta che consente sconti consistenti per la
sosta. Ma la rivolta non ferma Palazzo Vecchio.
Annunciato da tempo, l´azzeramento delle Carte è entrato nel vivo e le
proteste si sono fatte più insistenti: i pendolari non mandano giù l´azzeramento
della Carta che costa solo 30 euro, perfino meno di un abbonamento mensile dell´Ataf.
Il vicesindaco con delega alla mobilità Giuseppe Matulli conferma però la
linea intrapresa: via via che arrivano a scadenza, le Cartelavoro che consentono
di sostare sotto l´ufficio o il laboratorio per tutto il tempo necessario, non
verranno più rinnovate.
Sono ammesse eccezioni: i pendolari che svolgono lavori al di fuori degli orari di pieno servizio dell´Ataf, cioè prima delle 7.30 e dopo le 20.30, potranno ottenere ancora il rinnovo. «Ma alla fine si tratterà di un migliaio di persone, non di più», dice Matulli. Mille su 12mila che, ancora qualche mese fa, era il totale delle Cartelavoro esistenti. E nel 70 per cento dei casi Carte intestate a fiorentini che si muovono dentro la città, da un quartiere all´altro. E che, sostiene il Comune, possono utilizzare in sostituzione il mezzo pubblico.
Carta lavoro, pendolari infuriati ma Palazzo Vecchio non
demorde
Niente rinnovo alla scadenza, di 12mila ne resteranno
1.000
Azzerati gli sconti per la sosta
delle auto dei lavoratori
Per Matulli la scelta ha a che fare con un cambio di
abitudini
"Chi sta in città deve lasciare il proprio mezzo
per il bus"
MASSIMO VANNI su la Repubblica 2/11/2007
Carta-lavoro, la rivolta non ferma Palazzo Vecchio. La decisione di azzerare gli sconti per la sosta ai lavoratori pendolari solleva proteste negli uffici della Sas, la società che gestisce la sosta di superficie. Sebbene annunciato, l´azzeramento delle Carte è adesso entrato nel vivo e le proteste si sono fatte più insistenti: i lavoratori che si vedono negare il rinnovo della Carta se la prendono con gli impiegati, tanto che negli uffici del Parterre si è spesso alzato la voce. Il vicesindaco con delega alla mobilità Giuseppe Matulli conferma però la linea: via via che arrivano a scadenza, le Carte-lavoro che costano 30 euro e che consentono di sostare sotto l´ufficio o il laboratorio per tutto il tempo necessario, non verranno più rinnovate.
Sono ammesse eccezioni: i pendolari che svolgono lavori al di fuori degli orari di pieno servizio dell´Ataf, cioè prima delle 7.30 e dopo le 20.30, potranno ottenere ancora il rinnovo. «Ma alla fine si tratterà di un migliaio di persone, non di più», dice Matulli. Mille su 12mila che, ancora qualche mese fa, era il totale delle Carte-lavoro esistenti. E nel 70 per cento dei casi si tratta di Carte intestate a fiorentini che si muovono dentro la città, da un quartiere all´altro: «Le Carte sono nominative, tengono conto del luogo di partenza e di arrivo ed è facile ricostruire gli itinerari: chi abita in città può lasciare la macchina a favore dell´autobus, si deve capire che non è più possibile utilizzare il mezzo privato», dice Matulli.
L´azzeramento delle Carte-lavoro è una scelta che, per il vicesindaco, ha a che fare con un cambio generale di abitudini. Anche perché, assoggettare l´intero territorio comunale alle Zcs, cioè alla sosta a pagamento, significa scoraggiare l´uso della macchina per muoversi da una parte all´altra della città. E autorizzare poi migliaia di persone a parcheggiare l´auto privata sotto il proprio luogo di lavoro ad un costo addirittura inferiore a quello del mezzo pubblico è contraddire l´intera organizzazione della sosta. E´ incentivare l´auto, non il bus: «E´ come se il Comune, che è il proprietario degli spazi di sosta in superficie, facesse concorrenza a se stesso. E´ chiaro che non si poteva andare avanti con il sistema dei divieti e delle deroghe che poi vengono concesse per aggirare i divieti», dice Franco Tagliabue, l´ex dirigente comunale oggi direttore della Sas.
Ma i lavoratori che si vedono togliere la Carta-lavoro non la pensano allo stesso mondo: «La gente è infuriata - ammette Tagliabue - urlano contro gli impiegati, che non c´entrano niente, se la prendono anche con i controllori della sosta, arrivano anche ad insultarli». Scontri quotidiani, proteste sempre più incalzanti, adesso che molte delle Carte esistenti sono arrivate alla naturale data di scadenza. Scontri dovuti anche al fatto che molti titolari di Carta cadono dalle nuvole, quando l´impiegato di turno comunica che il rinnovo non può essere fatto. Gli uffici del Parterre sembrano un terreno di battaglia: «Per adesso abbiamo lasciato indietro le Carte dei residenti di Firenze Nova e di altre zone, cerchiamo di azzerarle in modo articolato, ma la protesta c´è comunque», dice il direttore generale della Sas.
«Per fortuna i sindacati adesso ci sostengono», riconosce il vicesindaco Matulli. Gli stessi sindacati che in passato, al momento di introdurre le prime Zcs, avevano sollecitato l´introduzione degli sconti per i lavoratori, riconoscono adesso che nella strategia della sosta faticosamente messa in atto da Palazzo Vecchio non c´è più posto per le Carte-lavoro inventate ormai molti anni fa. «Dobbiamo capire che il mezzo privato non più essere usato a piacimento, le strade di Firenze sono quelle che sono, gli spazi sosta anche, e ognuno di noi deve rassegnarsi a cambiare qualcosa delle proprie abitudini», insiste il vicesindaco Matulli. Prima ancora che arrivi la tramvia.
Mobilità. Da ottobre i lavoratori di Firenze Nova dovranno sborsare 30 euro al mese
Zcs 11, sosta a pagamento i sindacati contro Matulli
Fuso(Cgil) contro il salasso. Il vicesindaco: «Dobbiamo incentivare l'uso dei mezzi pubblici»
Claudio Bozza su il Firenze 28/9/2007
La zcs 11 si allarga a macchia d'olio e dal primo ottobre la sosta a pagamento sarà estesa anche a Firenze Nova. La notizia, giunta da Palazzo Vecchio, ha mandato su tutte le furie i sindacati, che si dicono "totalmente contrari" alla nuova soluzione.
Nella zona in cui entrerà in vigore il provvedimento, quella attorno a via Benedetto Dei e via Panciatichi, sono infatti presenti numerose aziende, dove in totale sono impegnati qualcosa come cinquemila lavoratori, che adesso dovranno pagare per posteggiare l'auto e prendere servizio senza il patema d'animo della multa.
PALAZZO VECCHIO, proprio per favorire i dipendenti delle aziende, ha già studiato un piano di agevolazioni: coloro che lavorano nella zcs 11 possono infatti ottenere dalla Servizi alla Strada la “Carta Lavoro”, che permette la sosta nei soli spazi a sosta promiscua con abbonamento mensile di 30 euro o mediante il parchimetro alla tariffa ridotta di 0,30 euro all'ora.
Ma il salasso in arrivo non va proprio giù alla Cgil: "Se si tratta di disciplinare la sosta laddove ci sono importanti luoghi di lavoro siamo nettamente contrari", attacca Mauro Fuso, segretario metropolitano.
IN EFFETTI, conti alla mano, si tratta di una soluzione che certamente non farà fare i salti di gioia ai lavoratori, in gran parte operai, che fino ad oggi non pagavano il posteggio. Nonostante le riduzioni previste dal Comune, basta moltiplicare per 12 mesi il costo mensile di 30 euro della “Carta lavoro” e vedere che si arriva in un batter d'occhio a 360 euro l'anno, solo per parcheggiare l'auto. "La città si sta allargando e le periferie stanno progressivamente diventando centro - risponde il vicesindaco Matulli - il nostro obiettivo è quello di ridimensionare la sosta dei mezzi privati in una zona già densamente popolata e dove a breve arriverà anche il nuovo palazzo di giustizia".
L'intento di Matulli, deus ex machina della tramvia, è quello di portare avanti una politica che scoraggi l'uso dei mezzi privati. "Se ci pensiamo bene - conclude il vicesindaco - i 30 euro mensili della Carta Lavoro sono gli stessi di un abbonamento ai bus Ataf, dobbiamo favorire il trasporto collettivo e su rotaia". In effetti Matulli ha ragione, anzi di più, perchè l'abbonamento Ataf per lavoratori costa anche meno, 20 euro al mese. Peccato che i bus non funzionino poi come dovrebbero. ■
Residenti, tutto invariato
Le nuove regole
La zcs 11 è stata ridisegnata per renderla più omogenea con la zcs 11 (Novoli) confinante, attiva dall'aprile scorso con il duplice obiettivo: disincentivare la sosta dei pendolari e tutelare quella dei residenti. Strisce blu per i posteggi a pagamento mentre quelle bianche per i residenti saranno gratuite.