Cerca nel sito:

cgil Firenze stampa la pagina

Indice argomenti e foto


Per stampare una parte della pagina (per es. un solo articolo) occorre: 1) evidenziare la parte da stampare;
2) Aprire il menù FILE e poi quello STAMPA; 3) scegliere SELEZIONE nella casella INTERVALLO DI STAMPA

 

altri articoli 2007

"Nessun dorma" Concerto di protesta del Maggio Fiorentino contro i tagli al Fus

Firenze 1 Dicembre 2008

«Nessun dorma», contro i tagli

Un successo il concerto-sciopero dei lavoratori del Maggio
MEHTA «Togliere fondi alla musica significa soffocare i giovani»

da la Nazione 3/12/2008

ZUBIN Mehta su un minipodio. Violini e corni, percussioni e contrabbassi così vicini da poterli toccare. Vicini alle mani, non solo alle orecchie. E al cuore. Il pas de deux dallo Schiaccianoci di Ciajkovskij con Letizia Giuliani e Umberto De Luca praticamente tra le braccia degli spettatori. Musica, danza, emozioni: se questo è uno sciopero, ha detto qualcuno, ce ne vorrebbe uno a settimana. Già, era uno sciopero, con tanto di slogan mutuato dalla lirica: «Nessun dorma», contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, perché «la cultura e l’arte sono un bene comune». L’ha ripetuto nel breve messaggio letto con civile compostezza una rappresentante dei lavoratori del Maggio Musicale, prima dell’inizio, presenti esponenti della politica, amministratori, ospiti come il sindaco di Bari, Michele Emiliano, coinvolto anche lui per la vicenda del teatro Petruzzelli.

APPLAUSI
a scroscio, anche dopo il minuto di silenzio per le vittime dei terroristi di Mumbai, la città natale di Zubin Mehta . Che si commuove, e parla, con il suo incredibile carisma: «Sappiamo — dice — che il mondo attraversa un periodo terribile, ma proprio per questo dobbiamo salvare i valori. Qui in Italia è nata e c’è tutta l’arte, e la cultura. Togliere fondi alla musica, alla scuola, significa soffocare le prossime generazioni. Quando noi tutti, compresi i politici, non ci saremo più, che cosa resterà? La risposta è: Leonardo e Giuseppe Verdi!». Mandela Forum strapieno, pubblico da concerti rock o da grandi eventi di sport, quasi ottomila sugli spalti anche per la musica classica, roba da Guinness. La musica ripaga: Ciajkovskij, e la monumentale densità della Nona di Beethoven, sublime paesaggio affrescato da praterie di strumenti, oceani di voci corali e guglie di voci soliste. Che meraviglia, se non fosse ammantato di malinconia. Perché era uno sciopero, e all’orizzonte non c’è nulla di buono. paolo pellegrini

inizio pagina


Evento al Mandela forum Trionfo per Mehta e il Maggio fiorentino nel concerto contro i tagli alla cultura e al Fus

"Cosa resterà dell’ Italia? Leonardo e Verdi"

dal Nuovo Corriere di Firenze 3/12/2008

FIRENZE - “Quando noi saremo tutti spariti, cosa rimarrà dell’Italia? Leonardo e Giuseppe Verdi”: così, con una battuta sferzante, il maestro Zubin Mehta ha concluso la trionfale esecuzione della Nona sinfonia di Beethoven davanti a un palazzetto dello sport tutto in piedi per applaudire l’orchestra e il coro del Maggio musicale fiorentino.

Firenze ha dimostrato l’amore che la lega al suo teatro con una presenza record. Erano in ottomila al Mandela forum lunedì per il concerto gratuito, offerto alla città, dai lavoratori del Comunale per manifestare contro i tagli alla cultura e al Fondo unico per lo spettacolo (Fus). E faceva un certo effetto vedere la gente aggirarsi per il parterre, fare le foto con i telefonini e seguire, commossa, le varie fasi dell’esecuzione.

Il concerto aveva come titolo “La cultura e l’arte sono bene comune; contro i tagli ‘nessun dorma”. La serata è iniziata con l’intervento di una lavoratrice del Maggio che ha spiegato al pubblico i tagli previsti dal governo. Sugli spalti striscioni dei lavoratori del Maggio ma anche dell’Università fiorentina. Toccante il minuto di silenzio perle vittime di Mumbai con il maestro Mehta commosso, gli occhi lucidi, al pensiero di quanto era avvenuto. E sempre al termine dell’esecuzione Mehta ha ricordato che “in un momento di trasformazione brutale del mondo, guardate cosa è successo nel mio paese, in India, bisogna fare qualcosa per il futuro. I tagli alla scuola, alla cultura e all’università soffocano le generazioni del futuro”: così il direttore del Maggio contro i propositi del governo Berlusconi.

Il concerto è stato aperto da un momento di ballo con i primi ballerini di Maggio-Danza per un Pas Des Deux da Lo schiaccianoci di Ciaikovski.

Soddisfatti, a fine esecuzione, il soprintendente del Maggio Francesco Giambrone e il direttore artistico Paolo Arcà. “Era la risposta che ci aspettavamo da Firenze” ha commentato Giambrone, mentre Arcà ha sottolineato che non è con i tagli alla cultura che si può pensare di andare avanti.

Tutti, dai tecnici ai musicisti hanno lavorato gratis e anche il Mandela Forum è stato messo a disposizione gratuitamente per un concerto che è già leggenda. Raffaella Calamini

inizio pagina


Il concerto Al Mandela Forum la «Nona» del Maggio Musicale Fiorentino
In settemila con Mehta per dire no ai tagli

dal Corriere Fiorentino 2/12/2008

È forse il podio più piccolo di tutta la sua carriera: ma 10 centimetri di sgabello di legno sono bastati a Zubin Mehta per imporsi sui 7mila che ieri sera, avvolti in un minuto di silenzio al ritmo di un solo respiro per le vittime di Mumbai, sono poi scoppiati di fragore all'inchino del Maestro. Un Mandela Forum senza palco – colpa delle Winx, non c'è stato il tempo di montarlo – accoglie con un calore da arena di gladiatori l'Orchestra, il Coro e i ballerini del Maggio Musicale Fiorentino nella loro «lotta contro i tagli alla cultura». Il «concerto per la città» voluto dai lavoratori del Maggio per dire «no» ai tagli al Fondo unico per lo spettacolo (titolo «Nessun dorma», perché «ora più che mai bisogna essere vigili», come spiega Cristina Pierattini, delegata Cgil deputata a presentare la serata ) comincia con il «Passo a due» dallo Schiaccianoci di Caikovskij.

Ai lati dell'orchestra due striscioni: «Dottorandi di quale ricerca?» e «Le maschere: il volto in-visibile del teatro» segnano «l'alleanza di scuola e cultura contro chi non li considera un patrimonio e un investimento». La Nona di Beethoven sfida i grandi spazi del Mandela e nonostante l'assenza di amplificazione si impone potente dal parquet dove poche ore prima pattinavano sul ghiaccio. «Sono contentissimo – il sovrintendente del Maggio, Francesco Giambrone, sorride commosso – anche se ci immaginavamo una risposta come questa da parte di una città sensibile ad una protesta civile e seria, perché Firenze vuole bene al Maggio». In seconda fila anche Vittoria Franco, ministro ombra per le Pari opportunità, l'assessore alla cultura Eugenio Giani e il candidato sindaco Lapo Pistelli che commenta: «La risposta della città è commovente, la cultura è il pane dell'anima». Posto d'onore per l'ospite e «compagno di battaglie» Michele Emiliano, sindaco di Bari, che è «qui per dire grazie al Maggio e a Mehta che sono stati capaci di esprimere l'affetto e il sostegno necessari alla causa del Petruzzelli». L'Orchestra del Maggio avrebbe dovuto inaugurare la nuova vita - per ora rimandata - del teatro barese dopo 17 anni dall'incendio che lo distrusse. Per questo Emiliano ricambia il favore. E alla fine Zubin Mehta dice: «Quando si taglia la cultura si toglie respiro alle generazioni future, e quando tutti i politici saranno scomparsi cosa rimarrà in Italia? Leonardo e Verdi».

inizio pagina


La vertenza L’orchestra e il coro diretti da Mehta al Mandela forum,"promosso in acustica"
Il Maggio le suona al governo
Concerto di protesta contro i tagli al Fus in una cornice insolita: al Palasport

dal Nuovo Corriere di Firenze del 1/12/2008

FIRENZE - Un concerto per la città. Per dire no ai tagli del Fus (il fondo unico dello spettacolo) e difendere il futuro del Maggio musicale fiorentino e più in generale di tutte quelle istituzioni che fanno cultura e sono il vanto d’Italia fuori confine, salvo poi essere trattate alla stregua di cenerentole in patria.

L’orchestra e il coro del Maggio musicale fiorentino, sotto la bacchetta di Zubin Mehta, regaleranno un concerto alla città, stasera al Mandela forum, voluto da sindacati. E gratuito. Una cornice inconsueta, il Palasport, anche se non è la prima volta che ospita la musica classica.

Ma l’evento è eccezionale anche per altri motivi. Soprattutto perché l’esibizione di stasera, che vedrà il Maggio musicale proporre la Nona Sinfonia di Beethoven con il celebre “Inno alla gioia” consentirà al Mandela forum di sfatare un vecchio luogo comune. Che l’acustica del palazzetto dello sport sia terrificante e inaccettabile.

Infatti, già dalle prime prove acustiche, il Mandela forum dopo i lavori di miglioramento risulta uno spazio indicato per queste esibizioni. Parola dell’architetto Carlo Carbone, esperto in acustica. “Oltre ai meriti artistici e sociali dell’iniziativa, mi sembrerebbe interessante segnalare anche l’eccezionalità di questo aspetto tecnico, considerando la pessima fama “acustica” che la struttura di Campo di Marte aveva fino a qualche anno fa -spiega Carbone che si è occupato dei lavori-. Anzi, a questo punto Firenze può addirittura vantare uno spazio di grandi dimensioni in grado di ospitare manifestazioni di questo genere”.

Stasera comunque ognuno, a partire dalle ore 21, avrà la possibilità di valutare. La serata, voluta dalle organizzazioni sindacali, sarà introdotta dall’intervento di Cristina Pierattini, delegato sindacale della Cgil e dipendente del Comunale, poi, prima del concerto, l’esibizione di Maggiodanza con un passo a due dallo Schiaccianoci di Ciaikoski: si esibiranno Umberto De Luca e Letizia Ciuliani accompagnati dall’orchestra. Infine la Nona, solisti Ingrid Kaiserfeld, Anna Maria Chiuri, Cianluca Terranova e Rafal Si­wek. Tutti quanti si esibiranno, da Mehta all’ultimo dei tecnici, senza percepire un soldo. Raffaella Calamini

inizio pagina


I lavoratori del comunale si esibiscono in modo gratuito per mandare un segnale a Roma

No ai tagli del Fus, in concerto
il 1 Dicembre orchestra e coro del Maggio al Mandela forum per "salvare la cultura

SINDACATI: ORCHESTRA E CORO DEL MAGGIO DIRETTI DA MEHTA IN CONCERTO CONTRO ITAGLI AL FUS

La Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, diretta da Zubin Mehta ed eseguita dal coro e dall'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino: è questo il programma della serata ad ingresso gratuito, fissata per il 1mo dicembre, alle 21, al Nelson Mandela Forum di Firenze, promossa dalle sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal contro i tagli alla cultura, al Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo), alla scuola e alla ricerca. Ad aprire la serata, dal titolo 'Concerto per la citta'. La cultura e l'arte sono bene comune, contro tutti i tagli 'nessun dorma'', ci sarà una performance del corpo di ballo del Maggio. Oggi, alla presentazione del concerto, attraverso un video messaggio, è intervenuto il maestro Mehta: "Tutti insieme vogliamo dire che l'Italia non può, non deve sacrificare la cultura, non deve tagliare i fondi ai teatri, alla scuola, all'università. Con i miei colleghi musicisti faremo parlare la musica". Mobilitarsi contro i tagli alla cultura, ha aggiunto Francesco Giambrone, sovrintendente del Maggio musicale, "é una battaglia di civiltà, perché il nostro Paese abbia più teatri, più scuole, più ricerca". "La cosa straordinaria - hanno detto i promotori, che si aspettano circa 8 mila persone - è che tutti lavoreranno gratis, tecnici e musicisti. Anche il Mandela Forum è stato messo a disposizione gratuitamente". I solisti del concerto, è stato spiegato, saranno il soprano Ingrid Kaiserfeld, il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, il tenore Gianluca Terranova e il basso Rafal Siwek. (ANSA).

inizio pagina


L’evento Seminario-concerto per discutere dei tagli al Fondo unico dello spettacolo
La protesta cantata del Maggio

dal Nuovo Corriere di Firenze del 25/11/2008

FIRENZE - “Mal comu­ne.., nessun gaudio-Come ridurre la spesa, come coinvolgere i privati”: si è parlato dei tagli del Fus e della trasformazione delle fondazioni lirico sinfoniche ieri pomeriggio al Polo delle Scienze Sociali di Novoli.  

La preside della facoltà di Scienze politiche Franca Alacevich, il sovrintendente Francesco Giambrone, il segretario della Slc Cgil Paolo Aglietti in rappresenza dei sindacati si sono confrontati sulle prospettive future.  

Dopo il seminario il coro e I’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino hanno eseguito i Carmina Burana di Orff, diretti dal maestro Piero Monti. Un momento emozionante, alla presenza di centinaia di studenti che hanno affollato l’aula e anche i ballatoi dei piani superiori. Il Maggio musicale fiorentino ha così cantato la protesta. Anche se il vero concerto evento sarà il prossimo lunedì al Mandela forum quando il maestro Zubin Mehta dirigerà la Nona sinfonia di Beethoven con l’orchestra e il coro del Maggio contro i tagli del Fus.

inizio pagina


CONFERENZA STAMPA

Venerdì 21 novembre 2008, alle ore 11.30

al NELSON MANDELA FORUM

Firenze

Le OO.SS.

SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL

presentano alla stampa

la grande iniziativa di mobilitazione contro i tagli alla cultura

Nessun dorma

Concerto per la Città

I giornalisti sono vivamente invitati

inizio pagina


Stagione musicale Prima da applausi per Wagner
Il Maggio si apre all’insegna della protesta

dal Nuovo Corriere Fiorentino del 21/11/2008

FIRENZE - Ha vissuto un esordio scoppiettante, di grande impatto, sotto tutti i punti di vista la stagione del Maggio Musicale Fiorentino.

“Noi tagliamo per il lavoro, non tagliarci il lavoro”. Questo l’appello inatteso lanciato dalle maestranze del teatro fiorentino in occasione della prima del Siegfried di Wagner, terza tappa della tetralogia. Un appello accorato e di grande presa emotiva, messo in atto davanti al grande pubblico del Maggio (sono state proiettate delle immagini che rappresentano i tecnici, i parrucchieri, i costumisti e i macchinisti intenti al lavoro quotidiano) per protestare contro i tagli programmati per il Fus. Un caloroso applauso ha accolto la protesta e subito dopo l’arrivo del maestro Zubin Mehta sul podio.

Siegfried, con la regia a cura de La Fura dels Baus, ha impressionato per l’impatto delle scenografie e per le soluzioni adottate per rendere l’atmosfera dell’opera wagneriana.

Soddisfatto il sovrintendente Francesco Giambrone per l’accoglienza ricevuta dal pubblico fiorentino. Il teatro era infatti esaurito in ogni ordine di posti, e tra i presenti figuravano l’assessore alla Cultura Eugenio Giani in rappresentanza del Comune, il presidente di Confindustria Firenze Giovanni Gentile, il premio Oscar Piovani e Laudomia Pucci. Grandi sorrisi, per questo inizio di stagione, sovrapposti all speranza che da Roma giungano al più presto delle notizie positive, soprattutto per la questione del reintegro dei fondi.

Intanto, per oggi i lavoratori del Maggio hanno indetto un’assemblea a cui potrebbero seguire delle iniziative di protesta. E il sovrintendente Giambrone ha già assicurato la propria presenza.

inizio pagina


MAGGIO MUSICALE FIORENTINO: L’IMPEGNO DELLA PROVINCIA CONTRO I TAGLI ANNUNCIATI
L’assessore Folonari ha risposto ad una domanda di Sottani e Gori (PD)

Visti i tagli annunciati dal Governo al Fondo Unico per lo spettacolo che potrebbero colpire, in modo pesante, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino i consiglieri del Partito democratico Massimo Sottani e Riccardo Gori hanno presentato una domanda d’attualità alla quale ha risposto, in Consiglio provinciale, l’assessore alla cultura Giovanna Folonari. “Il nostro assessorato ha sempre seguito con grande attenzione le vicende del Maggio Musicale Fiorentino perché, secondo noi, rappresenta una delle più unificative e vitali realtà culturali della nostra città. Ed è una realtà che ha saputo affermarsi in campo nazionale e internazionale, ed è per questo che costituisce elemento di preoccupazione per noi il fatto che vengono proposti dei tagli al Fondo Unico per lo spettacolo che rappresenta una cospicua fonte di finanziamenti destinati al Maggio. La Provincia ha dato quest’anno al Maggio un contributo molto notevole: 700 mila euro e ci stiamo attivando affinché vengano confermati i fondi ministeriali. Non solo, si stanno ricercando soggetti pubblici e privati che siano disponibili a nuove collaborazioni e possano portare ulteriori risorse all’istituzione del Maggio Musicale Fiorentino. Il Ministro della cultura Bondi ha promesso che verrà ad inaugurare la mostra della Madonna del Cardellino restaurata sabato prossimo, 22 novembre. Io spero che la promessa venga mantenuta anche perché sarebbe la prima volta che un ministro viene ad inaugurare una mostra a Firenze. Nell’occasione faremo presente al Ministro la situazione, che credo che conosca bene, perché anche il sovrintendente Giambrone è stato a Roma e ha parlato con lui di questa vicenda e credo che non passerà sotto silenzio, e che sia una cosa che debba far capire bene l’importanza grande che ha il Maggio Musicale Fiorentino non solo per la città di Firenze ma per tutta l’Italia”. 

Sottani ha sottolineato che: “E’ un momento assai difficile per la cultura in tutta Italia e, particolarmente, anche per gli aspetti più significativi della vita culturale che riguarda la nostra città. Mi auguro che nell’incontro con il Ministro, se ci sarà, sia possibile fare sentire la nostra voce. Colgo l’impegno della Provincia non solo a continuare a sostenere finanziamenti come meritoriamente è stato fatto fino ad oggi ma anche a sostenere tutte quelle iniziative che sono state messe in piedi da molti che amano e lavorano al teatro del Maggio Musicale, in primis quella del maestro Zubin Mehta, che ha promosso una raccolta di firme a sostegno del Maggio. Questo taglio annunciato porterebbe implicazioni pesantissime al maggio Musicale Fiorentino”.

18/11/2008 15:05
Provincia di Firenze

inizio pagina


Ieri a Roma incontro fra Bondi e i vertici delle fondazioni liriche "Siamo in ritardo"
Giambrone: "Ancora incertezze così rischiamo il tracollo"

FULVIO PALOSCIA su la Repubblica 13/11/2008

la voce del sovrintendente Francesco Giambrone, sulla via del ritorno da Roma dove ha partecipato all´incontro tra fondazioni lirico-sinfoniche, sindaci delle città che le ospitano e il ministro Bondi sui provvedimenti contro la crisi della lirica in Italia, non è del tutto soddisfatta. «E´ stato un incontro interlocutorio - dice - che si è svolto in un clima composto e civile, ma che allevia di poco lo stato di preoccupazione, di allarme, in cui versa il teatro del Maggio Musicale Fiorentino e tutte le altre fondazioni italiane». Interlocutorio prima di tutto sul riconoscimento, da parte del governo, dell´eccellenza del teatro che ospita il più importante festival italiano e il più antico in Europa insieme a Salisburgo e Bayreuth: durante l´incontro, infatti, Bondi non ha detto nulla di specifico, ma ha parlato di «peculiarità di ciascuna fondazione», si legge nella nota del ministero: «Di fatto, Bondi non ha preso alcun impegno: né con la Scala, né con Firenze, né con altre case dell´opera. Un impegno che vuol dire tutto e niente».

Interlocutorio, ancora, perché «c´è stata qualche apertura, questo sì. Ma i tempi? Le modalità? Su questo non c´è stato alcun accenno, con il risultato che la situazione drammatica si protrae, e se continuerà così sarà il tracollo. Oggi, come ieri, non so quanto avrò a disposizione per le prossime produzioni». Bondi ha promesso «di adoperarsi affinché venga reintegrato il Fondo unico dello spettacolo», spiega il comunicato del ministero, «ma quando? e di quanto?» si chiede Giambrone; ha proposto di affrontare la situazione attraverso un percorso il più possibile partecipato e condiviso con le fondazioni e anche i sindacati (che il ministro incontrerà oggi), attraverso la costituzione di gruppi di lavoro che dovranno formulare una riforma del settore, oggetto di un disegno di legge e non di un decreto «senza dunque procedere in modo unilaterale, e questa è una cosa positiva - dice Giambrone - ma quali sono i contenuti di questo percorso? Diciamo che nell´incontro è stata fatta una diagnosi: ora ci vuole la terapia il più possibile intensiva, rapida. Il tempo, ormai, sta per scadere».

Per il sindaco Domenici, fanno sapere da Palazzo Vecchio, non è stato certo un incontro risolutivo, ma il blocco dell´ipotesi decreto legge e l´impegno che Bondi si è assunto per il reintegro dei tagli al Fus sono da valutare in senso positivo, così come il riconoscimento delle peculiarità di ciascuna fondazione dovrebbe favorire il Maggio.

I sindacati temporeggiano. Severa la Fials: «Queste dichiarazioni le abbiamo sentite tante volte in passato - dice Luciano Di Labio - poi le buone intenzioni sono sempre svanite nel nulla. Non vogliamo peccare di pessimismo, ma non ci facciamo illusioni». Massimo Vagaggini, della Cgil, intravede «un percorso che lascia qualche spiraglio: se la luce sarà quella giusta, lo vedremo strada facendo»; Angelo Betti, della Cisl, parla «di un piccolo passo avanti. Noi sindacati dovremo lavorare molto sulla contrattualità, bisognerà vedere se Bondi avrà davvero voglia di ascoltarci, di interagire con noi». La Uil accoglie con favore «il passaggio dall´imposizione violenta di un decreto legge ad un disegno di legge: si apre una fase di dialogo che permetta a noi lavoratori di far capire le nostre esigenze» spiega Nicola Lisanti.

Intanto i senatori Pd Franco e Marcucci, annunciano la presentazione, nei prossimi giorni, di un disegno di legge, sulla base del testo depositato dal senatore Carlo Fontana nella scorsa legislatura e uno statuto particolare per il Maggio Fiorentino «che è tra i teatri più virtuosi per costo medio delle rappresentazioni e del personale».

inizio pagina


I prof del Maggio in corteo "Va´ pensiero" contro i tagli
FULVIO PALOSCIA su la Repubblica 12/11/2008

Hanno marciato almeno in 500, un serpentone da piazza Indipendenza fino al teatro della Pergola, suonando, cantando a squarciagola, ballando contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo decisi dal governo. Va pensiero, Nessun dorma, l´inno di Mameli, il Bolero di Ravel. Erano tutti in fila: trombe, piatti, grancassa, soprani, tenori, coro, orchestra e ballerini firmati Maggio Musicale Fiorentino.

Maggio, musica in piazza contro i tagli
Coro e orchestrali in corteo: la protesta sulle note di Va pensiero e l´inno di Mameli

Concerto di Mehta con gli studenti il 24: Bondi verrà alla prima pietra dell´auditorium

Una manifestazione clamorosa, a cui ne seguiranno altre se l´esito dell´incontro, oggi, a Roma, tra Bondi (che presenterà il decreto nei dettagli) e i sovrintendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche avrà, come si suppone, un esito tragico. Una potrebbe coinvolgere il maestro Zubin Mehta, che ha dato la disponibilità ad un concerto il pomeriggio del 24 novembre, giorno in cui il ministro stesso dovrebbe porre la prima pietra del nuovo teatro alle Cascine. Il concerto potrebbe tenersi in una sedie universitaria, per trovare un trait d´union tra la protesta contro i tagli alla ricerca e quella contro la mannaia che sta abbattersi per abbattersi sulla cultura e lo spettacolo: forse l´Università di Novoli, forse il polo scientifico di Sesto.

L´orchestra, intanto, marcia e suona. La gente si affaccia alle finestre e applaude, i turisti fanno le foto, c´è anche chi si unisce alla fanfara. I ballerini di Maggiodanza improvvisano trenini a ritmo di samba, c´è chi si lancia in acrobatiche prese innalzando leggerissime danzatrici nell´aria. In testa al corteo, gli striscioni. «Convinciamo Sandro Bondi che il teatro non (h)a(f)fondi». «Antognoni, Gila, Baggio e una firma per il Maggio»: la petizione on-line (www.maggiofiorentino.com) che chiede l´eccellenza per il teatro fiorentino va con il vento in poppa verso le 4 mila firme da tutto il mondo. Cominciano a essere in molti a rendersi conto che se continuerà così «il Comunale - dice Massimo Vagaggini, macchinista e delegato Cgil - sarà un involucro vuoto di produzioni e personale». La situazione è così compromessa «che i privati non investiranno più in fondazioni morenti» lamenta Carlo Mella, responsabile del fund raising; Leone Barilli, ballerino di Maggiodanza, non ha mezze misure: «Le prime teste a saltare saranno quelle della nostra compagnia. Da anni non si fanno più concorsi». Vivere in una Firenze senza Maggio «sarà come vivere in una casa senza luce» dice il corista Giovanni Mazzei, mentre Andrea D´Amico, trombone, 25 anni, il più giovane dell´orchestra, trema per il mutuo da pagare.

Ma anche altre istituzioni sono attese al varco dal buio. L´Orchestra della Toscana, ad esempio: nel corteo sfila anche il presidente Rosa Di Giorgi, che si adopererà per inviare una lettera al presidente della Repubblica a nome di tutti i lavoratori di teatri e istituzioni concertistiche, d´accordo con i sindacati. «A Roma dovrebbero rendersi conto che i soldi provenienti da questi tagli saranno una goccia nel mare del risanamento, ma per noi vogliono dire vita» dice Susanna Pasquariello, violinista dell´Ort.

C´è anche una folta rappresentanza del teatro della Pergola che, in extremis, apre le porte del saloncino all´assemblea con i segretari nazionali dei sindacati di spettacolo: l´auditorium della Regione non è disponibile e, all´improvviso, viene cambiato anche il tragitto della manifestazione. Non più via Cavour, ma piazza San Marco e via della Colonna. Qualcuno protesta, «è proprio vero la cultura fa paura: perché non farci passare dai luoghi più affollati dove la gente può ascoltarci ed esserci vicina?». Qualcun altro mugugna «perché della direzione del Maggio non si è fatto vedere nessuno?».

Al Saloncino, oltre ai sindacalisti nazionali (la Fials minaccia una lotta senza quartiere, scioperi compresi), ci sono anche gli assessori alla cultura Cocchi (Regione) e Giani (Comune): solidali con chi protesta contro «questa inammissibile fuga del governo dalla cultura» dice il primo, «contro un ministero che abbatte i finanziamenti ma fa sue molte delle risorse provenienti dallo sbigliettamento di Uffizi e Accademia» aggiunge Giani. Luciano Di Labio, ex percussionista del Maggio, neopensionato ma sempre sulle barricate sindacali, scuote la testa: «Un anno fa la nostra orchestra veniva accolta da un trionfo al Musikverein di Vienna, una delle più prestigiose e severe sale da concerto del mondo. Ora invece ci chiediamo se, domani, saremo ancora qui».

inizio pagina