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SCANDICCI IL SINDACATO SPERA ORA IN UN CLIMA MIGLIORE
Soddisfazione per il reintegro dei lavoratori Coop
da la Nazione 19/7/2008
RIAMMESSI al lavoro, con il pagamento dello stipendio arretrato. E' la decisione del giudice del lavoro, Daniela Lococo, nei confronti di sei dipendenti del magazzini Unicoop di via dei Pratoni licenziati dall'azienda che li accusava di aver sottratto indebitamente, insieme ad altri colleghi, merce non destinata alla vendita custodita nell'area. Dopo i provvedimenti disciplinari da parte della cooperativa: 7 licenziamenti e 10 sospensioni su 18 lavoratori “indagati”, sono partiti i ricorsi d'urgenza al giudice del lavoro per il reintegro da parte dei licenziati (uno di questi è ancora in attesa della pronuncia).
«Il giudice - ha detto Luca Saponaro della Filcams Cgil - ha riconosciuto quello che noi sostenevamo da tempo: ossia che il provvedimento dell'azienda era sproporzionato rispetto a quello quanto accaduto, discriminatorio rispetto ad alcuni lavoratori (sette licenziati e dieci sospesi a parità di fatto) e ingiusto». Nella sentenza in particolare viene rilevato come la merce presa dai lavoratori era pacificamente esclusa dal circuito commerciale, e quindi non appare provato un danno commerciale tale da portare a un provvedimento pesante come il licenziamento. Il pronunciamento d'urgenza del giudice tuttavia non esclude il giudizio di merito, che dovrebbe arrivare a breve. Resta da vedere se la cooperativa deciderà di ricorrere contro questo provvedimento, oppure se sceglierà la strada della minore conflittualità, reintegrando i lavoratori senza fare altro. morv
Dopo la sentenza del
tribunale di Firenze che ha annullato i licenziamenti dell'Unicoop
"Tra i lavoratori, umore ai massimi livelli"
Ma le relazioni sindacali non sono quelle che vorremmo.
intervista a Carla Bonora Segretario Generale della Filcams di Firenze
1) L’avevate
detto. Il punto di vista del sindacato è stato confermato dai fatti: avete
denunciato sproporzione e strumentalità dell'Unicoop, dietro la vicenda
degli ammanchi al magazzino di Scandicci, avete espresso fiducia nella
ricostruzione dei fatti fornita dai lavoratori implicati e verso la
magistratura a cui vi siete rivolti: allora si può dire sindacato più forte
all’Unicoop? Insomma qual è l’umore tra i lavoratori?
Umore ai massimi livelli. Uno di coloro che veniva accusato di aver mangiato la
famosa merendina mi ha telefonato per dirmi: "Dopo essermi sentito offeso
nella mia dignità di uomo e di lavoratore ora rientro a lavorare dalla porta
principale". Ovviamente non è finita lì. Vedremo gli sviluppi legali. Ma
come fa Unicoop a continuare a infierire su questi lavoratori dopo che un
giudice ha bollato il provvedimento come sproporzionato ed ingiusto? Certo che
la cooperativa un risultato l'ha raggiunto, forse non era quello che voleva, ma
anche se la situazione non è semplice, la fiducia dei lavoratori nel sindacato
si è rafforzata.
2) In questa
vicenda è stato più volte richiamato il problema dello stato delle relazioni
sindacali con Unicoop. Cosa ci dice questa vicenda? Qual è lo stato delle
relazioni sindacali tra sindacato e cooperativa?
Purtroppo le relazioni con Unicoop Firenze non sono quelle che vorremmo.
Provvedimenti unilaterali, senza informare nè sindacato nè Rsu, ci mettono in
difficoltà anche nel rapporto con i lavoratori. Noi contestiamo i
provvedimenti, spesso la cooperativa fa un passo indietro ma mi pare manchi una
vera volontà di recuperare buone relazioni sindacali.
3) Parliamo del
contratto nazionale: ieri, dopo 18 mesi di vertenza, secondo la stampa, sembrava
che almeno sul tavolo della cooperazione l’accordo fosse ad un passo, oggi si
parla addirittura di rischio di un’intesa separata al tavolo del settore
privato con la Confcommercio. Situazione e principali nodi del confronto?
Distinguiamo i due tavoli.
Con la cooperazione c'è stato un grosso passo avanti che è venuto dopo una
trattativa non semplice, grazie al fatto che ha prevalso il buon senso almeno quando la
nostra controparte si è smarcata da Confcommercio. Così si è raggiunto un
accordo sulla parte normativa nel pieno rispetto della piattaforma
sindacale. Il confronto sulla parte economica proseguirà la prossima
settimana.
Con la Confcommercio, dopo 18 mesi e grande responsabilità da parte nostra, le
cose vanno diversamente. Ci hanno chiesto le domeniche lavorative non più
volontarie e in straordinario. A questo solo la Filcams-CGIL si è opposta,
tenendo ben ferma l'impostazione che avevamo dato tutti insieme alla piattaforma.
Allora abbiamo chiesto una sospensione del negoziato per dieci giorni per poter
consultare unitariamente i lavoratori. Cisl e Uil di categoria hanno rifiutato e
nella nottata hanno continuato a trattare separatamente. Ora
da soli come Filcams faremo le assemblee e con i lavoratori faremo il punto
della situazione.
Dipendenti licenziati dalla Unicoop
Il Tribunale li riammette al lavoro
È STATO annullato il provvedimento disciplinare preso dalla cooperativa in
maggio
I sei lavoratori sono accusati di alcuni ammanchi dal magazzino di Scandicci
sull'Unità / Firenze 18/7/2008
«Il licenziamento è illegittimo». Presto i dipendenti del magazzino Unicoop di Scandicci, difesi dall’avvocato Giorgio Bellotti, potranno tornare al lavoro. Così si è espresso ieri il Tribunale di Firenze, annullando il licenziamento intimato il 20 maggio scorso dalla cooperativa a sei dipendenti, tra cui un caposervizio, che erano stati accusati, insieme ad altri - diciotto in tutto - di essersi impossessati di prodotti alimentari depositati nel «reparto vuoti».
La delicata vicenda era cominciata nel maggio del 2006 quando Unicoop Firenze sporse denuncia contro ignoti per ammanchi di merce dal magazzino. A condurre le indagini furono i carabinieri del nucleo operativo di Scandicci, che, nel febbraio dell’anno successivo, installarono nel magazzino anche due telecamere. I filmati, passati al vaglio dagli investigatori, ma non solo, mostravano i dipendenti intenti a usufruire della merce accatastata, come biscotti, panettone e acqua minerale.
Un anno dopo, partirono 24 avvisi di garanzia a carico ad altrettanti lavoratori: tra loro, oltre ai diciotto dipendenti della cooperativa, anche tre addetti di una ditta esterna incaricata delle pulizie e altre tre persone, che nel frattempo avevano cambiato impiego. I lavoratori si erano giustificati dicendo che era consuetudine nota a tutti quella di poter entrare nel reparto tanto «che in proposito da parte dell’azienda non era mai stato rilevato alcunché», nè «l’accesso alla zona era mai stato limitato». Davanti alla «gabbia» del reparto vuoti dove era accatastata la merce, avevano inoltre rilevato i dipendenti, era stato «apposto un cartello con la specifica indicazione di merce rotta non in vendita».
Le ripercussioni, sul fronte del posto di lavoro, riguardarono ovviamente solo
i diciotto dipendenti: sette - che avevano presentato ricorso - furono
licenziati in tronco, dieci furono sospesi per un periodo tra i tre e nove
giorni, mentre il diciottesimo non fu sanzionato in alcun modo. Una decisione
che non aveva mancato di suscitare polemiche e proteste anche da parte dei
rappresentanti sindacali.
Ed è stata proprio la disparità della sanzione disciplinare adottata nel
confronti dei dipendenti coinvolti nella vicenda a convincere il tribunale
dell’illegittimità del licenziamento. Ma il giudice è entrato anche nel
merito della questione, spiega l’avvocato Bellotti, «ritenendo il
licenziamento sproporzionato».
Per quanto riguarda la posizione del capo servizio, anche il suo licenziamento è stato annullato: il fatto di non aver impedito l’accesso al reparto da parte del personale esterno «poteva al massimo costituire inosservanza di disposizioni organizzative, tale da non comportare una lesione irreversibile del rapporto fiduciario».
"La Coop riassuma i licenziati"
Merci sottratte nel magazzino, il tribunale dà
ragione ai dipendenti
ILARIA CIUTI su la Repubblica 18/7/2008
RIASSUMETELI e pagate loro gli arretrati. Il tribunale del lavoro di Firenze ordina a Unicoop di reintegrare al loro posto di lavoro sei dei sette dipendenti licenziati il 20 maggio scorso per essersi appropriati di merce prendendola dalla cosiddetta «gabbia dei vuoti». Si tratta del reparto del grande magazzino di Scandicci dove Unicoop raduna i prodotti la cui confezione si sia rotta durante il trasporto, in attesa di poterli riconfezionare e mettere in vendita o , se ciò non è possibile, darli in beneficenza. Sul settimo licenziato non è stata presa una decisione perchè il giudice è diverso e deve ancora pronunziarsi. Nel caso dei sei invece il giudice Daniela Lococo ha deciso, con ordinanza dello scorso 16 luglio, che il fatto non era tale da giustificare il licenziamento. Si tratta dei cinque dipendenti difesi dagli avvocati Giorgio Bellotti, Lorenzo Calvani e Andrea Stramaccia e del sesto difeso dagli avvocati Alessandra Marzo e Luigi Cecchini.
Due gli argomenti con cui il giudice intima a Unicoop di tornare sui propri passi. Uno, che di 18 accusati e sorpresi dalle telecamere dei carabinieri a fare la spola tra il loro reparto e la famosa «gabbia dei vuoti», solo sette erano stati licenziati, uno era andato impunito e ai restanti undici erano stati applicati solo provvedimenti di sospensione. Troppa la disparità di trattamento, dice il tribunale. Ma c´è un altro argomento più sostanziale e di merito, dunque secondo gli avvocati di maggior rilievo. E cioè che il giudice trova la punizione assolutamente sproporzionata a quanto commesso. Fatto che tutt´al più, osserva l´ordinanza, può configurarsi come un peccato di non osservanza delle regole aziendali, ma non è certo tale da giustificare una misura così grave come il licenziamento.
Il tribunale sottolinea che comunque, che i prodotti rotti vengano riconfezionati o dati in beneficenza, all´entrata del reparto dove sono stipati c´è una specifica indicazione di merce «rotta non in vendita». Il giudice sottolinea anche come i lavoratori licenziati e che avevano fatto ricorso in via d´urgenza al tribunale del lavoro avessero ammesso di essere spesso entrati nella «gabbia», ma avessero anche detto di andarci per prendere solo cibo o bevande da consumare sul posto, come era abitudine inveterata. Unicoop aveva però ultimamente avvisato i carabinieri. Questi avevano installato all´interno dei magazzini le telecamere e in effetti avevano certificato un via vai dei lavoratori dai loro reparti a quello delle confezioni rotte. Ma proprio questa lunga abitudine, oltre al fatto che, come dicevano i lavoratori, fosse nota e che nessuno prima di adesso fosse mai intervenuto, rende secondo il giudice ingiustificato il licenziamento. Da qui l´ordine di riassumere gli accusati da Unicoop di furto, ma che secondo il tribunale avevano solo ceduto a un´abitudine un po´ facilona. Unicoop non commenta, riservandosi di farlo dopo avere visto il provvedimento del tribunale che ancora ieri non conosceva.
Ambulatori, polizia e sindacato alla Coop
Guido Fiorini sul Tirreno 16/7/2008
EMPOLI. Stanno lucidando i pavimenti. Manca solo il tappetino con la scritta “Welcome”. Ma l’enorme settore direzionale-servizi del Centro Commerciale di Santa Maria, ospitato nella torre, è pronto. Aspetta solo gli inquilini, i primi sono previsti a settembre. E questi sono variegati, tanto da renderlo un centro commerciale unico in Toscana. I primi ad arrivare saranno i medici, poi i sindacalisti della Cgil, le assicurazioni, gli avvocati, anche tre uffici comunali, per ora non meglio specificati. A fine anno sarà la volta della polizia stradale, qualche settimana prima aprirà la palestra. E dal 15 settembre la zona sarà servita dai mezzi pubblici, due circolari a 15 minuti l’una dall’altra. A nove mesi dall’apertura il Centro * Empoli sta per entrare a pieno regime, sta per diventare una seconda città. A fianco dell’altra, questo almeno è nei progetti dell’Unicoop, forse in concorrenza, come temono alcuni, soprattutto nel centro storico. Ma pur sempre una realtà destinata a muovere tanta gente, più di adesso, e tanti soldi.
Polifunzionale. Il centro è pronto quindi a diventare davvero polifunzionale, ad offrire gli stessi servizi di una piccola città. E già adesso, con la presenza degli artigiani, è diverso dagli altri presenti nella Regione. «Non siamo ancora a regime - ci dice Simona Creati, direttrice del Centro * Empoli - ma lo saremo fra poco. In nove mesi abbiamo avuto quasi 5,5 milioni di visitatori, non ci possiamo proprio lamentare. Gli scontrini (in sette mesi, a tutto maggio, ndr) sono stati oltre due milioni, circa diecimila di media al giorno, anche se poi è nel fine settimana che facciamo i volumi maggiori. Sabato scorso, primo giorno dei saldi, ci sono state trentamila persone. E attenzione: mentre altrove il supermercato Coop, interno al centro, assorbe da solo quasi l’80% del volume, da noi arriva solo al 40%. Segno che anche gli altri esercizi lavorano a pieno ritmo. E solo cinque (Coop, MediaWorld, Oviesse, Obi e Autogrill, ndr) sono sopra 4500 mq, cioè media distribuzione. Gli altri 53 sono negozi di vicinato. Adesso, però, siamo pronti al salto di qualità, con l’apertura degli spazi adibiti a servizi ed a direzionale. È tutto pronto, anche se gli ingressi avverranno in modo graduale da settembre». Medici e sindacalisti. I primi ad aprire saranno gli ambulatori. Ci saranno i medici di base e ci sarà anche una guardia medica, in funzione 24 ore su 24, proprio come la farmacia. «Sarebbero potuti entrare già adesso - dice ancora la direttrice - ma, per le ferie di molti dottori, abbiamo ritenuto che fosse meglio iniziare dopo l’estate. Ma i poliambulatori saranno la prima struttura ad aprire. E certo sarà un servizio utile, che porterà movimento in tutto il centro».
In ottobre arriverà anche la Cgil che si trasferirà a Santa Maria dallo storico palazzo di via Roma. «Stiamo definendo i tempi esatti, ma anche la loro ala è pronta». Assicurazioni, polizia, palestra. E non basta. In arrivo c’è anche l’Ina Assitalia, degli avvocati e, a fine anno, la polizia stradale. «Per la polizia ci sono stati alcuni ostacoli burocratici, legati al rapporto con il ministero dell’interno. Ma anche la loro “caserma” è pronta. Saranno operativi a dicembre, giorno più, giorno meno». Infine la palestra, nel piano intermedio, proprio sopra alla galleria degli artigiani. È in corso in questi giorni l’allestimento, la gestione sarà affidata direttamente da Unicoop. «Sono 1500 metri quadri di palestra di tendenza, molto diversa dagli standard conosciuti. Avrà un vero e proprio termario. E completerà un’offerta unica in Toscana».
Artigiani e domeniche. Un nodo aperto resta quello delle attività artigianali. Come tali potrebbero avere i loro orari ma, inserite nel centro, sono legate alle aperture. Soprattutto di domenica. «Per noi sono un valore aggiunto. La loro esigenza sarebbe di poter tener aperto tutte le domeniche. Vedremo, ne parleremo con il Comune, ma certo non faremo “fughe in avanti”. Ci sentiamo parte del territorio, inseriti in un contesto commerciale più ampio. Pensiamo anche di aver portato una ventata di novità in un contesto empolese che, a mio avviso, stava diventando un po’ obsoleto. Da noi arrivano clienti non solo dalla città ma da tutto il comprensorio, in particolare dalla Valdelsa e dalla zona del Cuoio. E questo si rivelerà presto un traino anche per il centro storico, soprattutto quando i collegamenti con i mezzi pubblici saranno efficienti. Insomma, a dieci anni di distanza, ci sono le premesse per applicare in pieno il protocollo che fu firmato nel 1998».
CAMPAGNA ACQUISTI
L’ex Matec nel carrello della Coop
Shopping da venticinquemilioni di euro. Le contropartite alla città
di FABRIZIO MORVIDUCCI su la Nazione 29/5/2008
CADONO tutti dalle nuvole. Eppure un affare da 25 milioni di euro, che porta a Scandicci un nuovo magazzino di stoccaggio Unicoop non poteva passare inosservato all'amministrazione comunale. Certo, con sette lavoratori licenziati, e relazioni sindacali ai minimi storici tra la cooperativa e i dipendenti, non avrebbe certo portato consenso mettere il cappello su questa operazione, tutta interna al movimento cooperativo, che porta Unicoop ad acquistare i capannoni Matec. Che dovevano invece diventare la base logistica del consorzio Etruria per la realizzazione della bretella Stagno-Gonfienti. Ci finiranno invece le carni e il fresco, che non trovano posto nell'area di via dei Pratoni. Anche qui l'operazione del comune è stata brillante: ha permesso la realizzazione di un capannone industriale, e di ampliamenti successivi, ottenendo in cambio la ristrutturazione dell'antica residenza del Ghiberti (ancora da completare dopo quasi dieci anni dalla convenzione) e la creazione di un parco (gran parte degli alberi messi a dimora sono seccati e attendono ancora di essere sostituiti).
Certo, con l'acquisto del capannone Matec, il risultato è che Scandicci diventa comune 'cooppizzato': Accanto ai supermercati di vicinato nei vari quartieri, e quello confinante del Ponte a Greve (che serve per buona parte i residenti di Scandicci) in arrivo c'è il più grande ipermercato della Toscana, nell'area di 25mila metri quadri del Pontignale. E gli uffici che si trovano negli spazi vicini ai magazzini dei Pratoni dove lavorano in 600. Adesso nell'area da 28mila mq vicina allo svincolo tra Fi-Pi-Li e A1, dovrebbe arrivare tutto il comparto del freddo. Lo scorso anno, era stata data per fatto l'arrivo del Consorzio Etruria, ma l'operazione è saltata, e ora l'altro colosso del movimento cooperativo dovrebbe provvedere ai lavori di adeguamento della nuova struttura. Il capannone ex Matec è stato per anni il centro produttivo in Toscana del Gruppo Lonati, leader nella produzione di macchine circolari per calzetteria. Ma dopo l'ultima battaglia sindacale che ha portato allo smantellamento della fabbrica e al licenziamento degli oltre 200 lavoratori, la struttura è rimasta vuota e si è aperta la necessità di trovare una nuova collocazione. Chiusa la partita, se ne apre subito un'altra per la sistemazione dell'area di via Masaccio al Vingone, dove dovrebbe arrivare un altro supermercato. Scommettiamo?
Scandicci. Serve un nuovo magazzino per la merce e Unicoop compie un'operazione da 25 milioni di euro
Coop, pochi spazi e molti affari e il colosso si compra la Matec
L'ex fabbrica (28 mila metri quadri) servirà da appoggio al nuovo centrocommerciale
di Claudio Bozza su il Firenze 28/5/2008
Per quasi due anni è stata la roccaforte della battaglia di 270 lavoratori (tutti licenziati), adesso si trasformerà in un altro mega-magazzino di Unicoop Firenze. Il colosso toscano della cooperazione si proietta verso il futuro a tutta velocità e nei giorni scorsi ha portato a termine un'importante e delicata operazione, rilevando per intero l'ormai ex stabilimento Matec di Scandicci, dove fino al 2006 venivano prodotte macchine meccanotessili. Poi, a causa della crisi del settore, il patron della Matec Tiberio Lonati decise di chiudere la fabbrica e licenziare tutti i dipendenti.
Si aprì così una durissima battaglia per ricollocare tutti i lavoratori in esubero, ma la reindustrializzaione del sito non è mai andata a buon fine. Agli imprenditori lombardi interessava solo monetizzare il grande potenziale di una fabbrica enorme (22mila solo i metri quadri coperti) e ubicata in una posizione strategica (a due passi da autostrada e Fi-Pi-Li).
In un primo tempo non si fece avanti nessun acquirente, fino a quando nel luglio scorso il Consorzio Etruria, colosso del settore edile, bussò alla porta dei Lonati mettendo sul tavolo un bel gruzzolo, circa 25 milioni di euro secondo i ben informati.
L'intenzione del Consorzio Etruria era quella di realizzare nell'area magazzino di supporto al cantiere per la costruzione della bretella Stagno-Prato: un deposito per gru, materiali ed escavatori. Un'operazione che fece storcere il naso a molti, perché in questo modo dove una volta c'erano 270 occupati ci sarebbero stati poi solo macchinari ed una manciata di operai. Ma poi qualcosa è cambiato nei piani del Consorzio (che costruisce tutti i supermercati Coop) e, per l'appunto, Unicoop era in cerca di nuovi spazi per costruire un altro centro logistico e gestire la merce per tutti i supermercati della Toscana.
La grande famiglia Consorzio Etruria - Unicoop, da sempre in ottimi rapporti, ha messo così a punto un perfetto passaggio di consegne e (nei giorni scorsi) la cooperativa guidata dal potentissimo Turiddo Campaini ha proceduto al grande acquisto. Poco distante dalla Matec, nella zona dei Pratoni, Unicoop ha un altro grande magazzino dove sono impegnati 600 lavoratori, ma lo spazio è ancora troppo poco. E così entro fine anno la nuova struttura entrerà in funzione, specie in previsione del nuovo grande centro commerciale (rigorosamente targato Coop) che a breve nascerà nell'area dell'ex casello Firenze-Signa, distante una manciata di metri dall'ex Matec.
GLI AMMANCHI AI MAGAZZINI DELL’UNICOOP
«I licenziamenti sono barbari»
Sindacati in rivolta; l’azienda replica: «Due mesi di attente valutazioni»
di FABRIZIO MORVIDUCCI su la Nazione del 21/5/2008
«BARBARIE aziendale». E’ questa la definizione della Rsu di Unicoop al provvedimento che ha portato a sette licenziamenti e dieci sospensioni tra i lavoratori dei magazzini di via dei Pratoni a Scandicci. Due giorni fa l’incontro tra azienda e sindacati, durante il quale la Cooperativa ha annunciato i provvedimenti disciplinari. «Abbiamo incontrato alcuni dei lavoratori che hanno ricevuto la lettera di licenziamento - ha detto Luca Saponaro della Filcams Cgil - poi incontreremo tutti i lavoratori. Riteniamo assurdo quanto accaduto».
A breve saranno rese note le forme di lotta che verranno decise in assemblea dai lavoratori. «Il problema - ha aggiunto Saponaro - è che questo tipo di iniziative stanno facendo perdere ai lavoratori l’orgoglio di lavorare per la cooperativa. E’ una cosa che stiamo registrando da tempo». E da tempo i lavoratori stanno denunciando le difficili relazioni sindacali che intercorrono con l’azienda. I provvedimenti disciplinari sono conseguenti a un’inchiesta della Procura, partita due anni fa dopo la denuncia della stessa Unicoop. Le indagini furono assegnate ai carabinieri di Scandicci, che installarono microcamere all’interno dei magazzini. Da quei filmati, la procura è andata avanti, indagando venti lavoratori per furto e appropriazione indebita. Diciotto invece i lavoratori coinvolti nell’istruttoria aziendale; la procedura è terminata con sette licenziamenti, 10 sospensioni da 3 a 9 giorni. In un caso, non c’è stata alcuna sanzione perché a carico del lavoratore non sono state rilevate responsabilità.
«A queste conclusioni - si legge in una nota di Unicoop - la cooperativa è giunta dopo una valutazione, durata oltre due mesi, delle informazioni a disposizione; a tutti i 18 dipendenti è stata data la possibilità di esporre le ragioni a loro difesa. In particolare le responsabilità individuali sono state valutate e graduate secondo tre criteri guida: la reiterazione dell’atto; l’occultamento di merci; le responsabilità nella scala gerarchica». Secondo i dipendenti, invece il problema sarebbe spiegabile: avrebbero attinto da un’area destinata allo stoccaggio della merce non destinata alla vendita.
I
lavoratori lo hanno saputo dai giornali
Licenziamenti Unicoop Rabbia e sorpresa
dal Corriere di Firenze 21/5/2008
SCANDICCI - Lo hanno saputo prima dalla stampa che dall’azienda. Le sette persone licenziate sono infatti ancora in attesa di ricevere da Unicoop la comunicazione ufficiale di interruzione del rapporto di lavoro per giusta causa, che avrà effetto immediato. Per adesso tra i lavoratori dei magazzini dei Pratoni c’è solo molta perplessità, perché un provvedimento così grave davvero non se lo aspettavano. Ieri mattina le persone coinvolte nella vicenda degli ammanchi, per i quali sta andando avanti l’indagine della Procura, hanno parlato con i delegati sindacali per decidere sul da farsi, ma anche se la solidarietà e lo spirito di gruppo non mancano l’ultima parola spetta comunque ai singoli. Per i dipendenti licenziati la sanzione andrà impugnata subito, non appena sarà arrivata la lettera di Unicoop, mentre per i dieci lavoratori colpiti da sospensione da 3 a 9 giorni l’esito potrebbe essere diverso.
“Unicoop ha fatto sapere ai lavoratori che se rinunceranno ad impugnare la sanzione la querela aperta nei loro confronti sarà ritirata — dice Luca Saponaro di Filcams-Cgil— quindi non è escluso che i dipendenti che sono stati solo sospesi accettino il provvedimento al fine di evitare almeno la questione giudiziaria”. L’Rsu convocherà il prima possibile un’assemblea generale dei lavoratori. “Si mettono sulla strada sette famiglie per aver consumato merce ritirata dalla vendita — ribadisce Saponaro — è un provvedimento sproporzionato e inaccettabile”. E.E.
Furti nel magazzino coop: scattano 7 licenziamenti
da l'Unità 20/5/2008
Sette licenziamenti, dieci sospensioni da 3 a 9 giorni e nessuna sanzione in un caso perché non è stata rilevata alcuna responsabilità. È il risultato del procedimento disciplinare di Unicoop Firenze sulla vicenda degli ammanchi al magazzino di Scandicci dello scorso marzo.
Quasi un anno prima, in maggio, Unicoop sporse denuncia contro ignoti e nel febbraio seguente i carabinieri di Scandicci installarono quattro telecamere nei locali del supermercato. Ripresero gente che entrava e usciva con qualcosa in mano dalla “gabbia dei rotti”, un box che raccoglie tutta la merce da riconfezionare. A volte si trattava di una merendina, più spesso di una bottiglietta d’acqua, ma Unicoop nel suo regolamento prevede il licenziamento in caso di sottrazione della merce in vendita. Furono emessi 24 avvisi di garanzia per furto e appropriazione indebita, poi la magistratura consegnò il fascicolo e il materiale registrato a Unicoop che da parte sua informò i dipendenti dell’avvio di un procedimento disciplinare. «Abbiamo impiegato due mesi per visionare attentamente il materiale - fanno sapere da Unicoop - in modo da distinguere il dolo occasionale da quello reiterato e queste sono le nostre conclusioni».
Intanto, la Filcams-Cgil annuncia una riunione tra Rsu e lavoratori per stamani e un’assemblea con tutti i lavoratori. «Il sindacato tutelerà i lavoratori - dice Carla Bonora - anche dal punto di vista legale». E aggiunge: «Unicoop ha informato la stampa prima di noi». Sonia Renzini
Ammanchi, sette licenziati dalla Coop
da la Repubblica 20/5/2008
SETTE licenziamenti, dieci sospensioni tra i tre e i nove giorni, e una esclusione di responsabilità. Si è conclusa la vicenda dei diciotto dipendenti di Unicoop Firenze coinvolti nell´indagine disciplinare sugli ammanchi nel magazzino di Scandicci. Nel maggio 2006 Unicoop Firenze scoprì che nel magazzino mancava merce. Sono partite le indagini dei carabinieri, che hanno utilizzato anche telecamere per osservare il reparto dove vengono conservate le confezioni sciupate durante il trasporto. Nel febbraio scorso sono partiti 24 avvisi di garanzia. E´ proseguito anche il percorso disciplinare, Unicoop ha colpito più duramente i dipendenti che si sono recati in quel reparto più volte, magari arrivando anche da aree lontane per prendersi la merce rimasta nelle confezioni danneggiate. Sanzionati con la sospensione coloro che uscivano meno di frequente con qualcosa in tasca o in mano.
Coop, 7 licenziati e 10 sospesi
La decisione dopo l´indagine interna sugli ammanchi
nel magazzino di Scandicci
ILARIA CIUTI su la Repubblica 20/5/2008
SETTE licenziati in tronco, dieci sospesi dal lavoro per un periodo tra i tre e i nove giorni a seconda dei casi, e uno libero da qualsiasi sanzione. Si è conclusa così, con l´invio, sabato scorso, delle raccomandate con l´avviso delle sanzioni o del licenziamento a diciotto lavoratori, la vicenda dei dipendenti di Unicoop Firenze coinvolti nell´indagine sugli ammanchi verificati nel magazzino di Scandicci. Il magazzino serve da stoccaggio e smistamento per i negozi Coop, ci lavorano cinquecento persone. La vicenda che è arrivata adesso alla conclusione parte da lontano. Nel maggio del 2006 Unicoop Firenze fa denuncia contro ignoti perché scopre che nel magazzino manca merce. Partono le indagini da parte dei carabinieri di Scandicci. Nel febbraio dell´anno successivo vengono installate per due mesi nel magazzino alcune telecamere su ordine della magistratura. Ancora un anno dopo, nel febbraio 2008, partono 24 avvisi di garanzia da parte della magistratura che riguardano altrettanti lavoratori, di cui tre dipendenti di ditte di pulizie esterne e tre già passati a un altro lavoro. Ne restano 18: quelli per i quali la Coop ha deciso.
I filmati delle telecamere dei carabinieri mostrano i dipendenti Coop che si recano nello speciale reparto del magazzino in cui vengono conservate sugli scaffali le confezioni che durante il trasporto si sono sciupate per venire, sostiene Unicoop, riconfezionate via via e rimesse in vendita. Per esempio, se in una confezione da sei bottiglie se ne spacca una, la si mette in attesa sugli scaffali e poi, quando arriva un´altra confezione con un´altra bottiglia rotta, si ricompone il primo pacchetto per spedirlo alla vendita, il secondo resta in attesa e via di questo passo. Unicoop sottolinea di avere visto e rivisto i filmati per due mesi, di avere cercato di non fare niente che non fosse più che certificato, di avere studiato e ristudiato la situazione. E siccome rsu e sindacati avevano fin dall´inizio protestato che il prendere qualcosa dal mangiare o da bere sul momento nel reparto delle confezioni sciupate era un´abitudine consolidata da sempre, Unicoop dice di aver voluto capire cosa rientrasse in una pur deprecabile abitudine e cosa in un reale furto.
Si trattava di qualche merenda o di vere spese gratuite da portare a casa? E´ il criterio scelto da Unicoop nel differenziare le sanzioni e nel cercare di evitare per quanto possibile una valanga di licenziamenti. Siccome dalle telecamere messe in alto non si vede esattamente cosa i lavoratori prendono e, come spiega l´azienda, si mettono in tasca, lo spartiacque adottato è stato quello della ripetizione più o meno frequente del fatto. Oltre all´altro della provenienza dei lavoratori accusati che, sottolinea Unicoop, «prima di avviare la procedura per le contestazioni disciplinari previste dal contratto», erano stati tutti avvertiti per lettera. Alla fine, se dai filmati si è visto qualcuno del reparto vicino a quello incriminato entrarci qualche volta e uscirsene con qualcosa in tasca, si è considerato il peccato meno grave, simile a una merenda sul posto, e si è ricorsi solo alle sospensioni. Ma per i sette che Unicoop sostiene di avere visto entrare e uscire un´infinita quantità di volte e per di più arrivando da reparti lontani, l´unica soluzione è sembrata il licenziamento. Con valore immediato.
Il sindacato
"Ci opponiamo, i video non li vogliamo vedere"
«La notizia ufficiale l´abbiamo avuta solo oggi (ieri per il lettore, ndr.) nel corso dell´incontro azienda-rsu. Stamani incontriamo i 18 lavoratori cui Unicoop ha destinato sanzioni tra cui sette licenziamenti. Se ce lo chiederanno ricorreremo alla magistratura. Li difenderemo fino in fondo», dichiara la segretaria Filcams-Cgil provinciale, Carla Bonora. Difendere chi ha rubato? «Non ci sono prove che giustifichino i licenziamenti», è la risposta. I filmati Bonora non li vuole vedere, le bastano, dice, i verbali dei carabinieri. «Abbiamo letto tutti i verbali e parlano di sottrazione di oggetti non identificati - dice - I lavoratori ci hanno spiegato che si trattava di merendine, bibite, altri prodotti da consumare sul posto per non perdere tempo all´ora del pranzo. Oppure di varechina o altri prodotti per pulire i camion che servono al lavoro. I verbali non dicono di più e io non ho motivo per non credere ai lavoratori». Bonora spiega che nel magazzino Unicoop di Scandicci era un´abitudine consolidata, quella di rifornirsi dalla «gabbia dei rotti», come è soprannominato il reparto che ospita le confezioni sciupate. «Un´abitudine sbagliata. Ma Unicoop avrebbe dovuto interromperla prima, con lettere di avvertimento e, se necessario, anche sanzioni». (i.c.)
MAGAZZINI DEI PRATONI SONO STATI ACCUSATI DI AMMANCHI DELLA MERCE
Coop: sette licenziati e 10 sospesi
Finita l’inchiesta interna. Inchiodati dalle telecamere dei
carabinieri
«Abbiamo preso solo materiale non più destinato alla vendita»
di FABRIZIO MORVIDUCCI su la Nazione 20/5/2008
AMMANCHI nei magazzini Unicoop, l'ora dei licenziamenti. Terminata l'istruttoria prevista dal contratto nazionale di lavoro, è arrivato il momento dei provvedimenti disciplinari. E' stata l'azienda stessa a darne notizia. Il bilancio per i lavoratori è pesantissimo, su diciotto lavoratori coinvolti, la procedura è terminata con sette licenziamenti, 10 sospensioni da 3 a 9 giorni. In un caso, non c'è stata alcuna sanzione perchè a carico del lavoratore non sono state rilevate responsabilità. L'iter per i provvedimenti disciplinari è stato avviato da Unicoop Firenze il 4 marzo scorso a seguito di un'inchiesta della Procura fiorentina partita dopo la segnalazione della coop di ammanchi nel magazzino. «A queste conclusioni - si legge in una nota di Unicoop - la cooperativa è giunta dopo un'attenta valutazione, durata oltre due mesi, delle informazioni a disposizione; a tutti i 18 dipendenti è stata data la possibilità di esporre le ragioni a loro difesa. In particolare le responsabilità individuali sono state valutate e graduate secondo tre criteri guida: la reiterazione dell'atto; l'occultamento di merci; le responsabilità nella scala gerarchica».
I licenziamenti arrivano a due anni dall'avvio dell'indagine: Unicoop Firenze nel maggio 2006 sporge denuncia contro ignoti a seguito di ammanchi di merci nel magazzino: le indagini vengono condotte dai Carabinieri di Scandicci. A febbraio 2007, la magistratura dispone l'installazione per due mesi di quattro telecamere nei locali del magazzino. Il risultato delle intercettazioni arriva nel febbraio scorso, quando a 24 lavoratori, arriva l'avviso di conclusione delle indagini. Si tratta di 21 dipendenti del magazzino e tre lavoratori dell'impresa di pulizie. Dopo l'invio degli atti di inchiesta da parte della Magistratura, Unicoop ha dato il via alla procedura prevista dal Contratto nazionale di lavoro per le contestazioni disciplinari. Ieri pomeriggio la comunicazione ufficiale alle Rsu. I lavoratori hanno sempre rigettato le accuse di appropriazione indebita e furto. Secondo i dipendenti, il problema sarebbe spiegabile: avrebbero attinto da un'area destinata allo stoccaggio della merce non destinata alla vendita, ossia quel materiale che si danneggia durante la movimentazione e non può essere inviato nei negozi.
«E' sempre stata consuetudine - hanno detto a più riprese i dipendenti dei magazzini - poter usufruire di alcuni prodotti la cui confezione era ormai compromessa. Era normale per un autista prendere uno spruzzatore detergente per pulire il camion, come era normale bere da una bottiglia d'acqua o consumare una merendina qualora gli appositi distributori ne fossero stati sprovvisti, o prendere rotoli di carta assorbente, quando la carta asciugamano dei bagni era finita». Non sono mancati i momenti di tensione con l'azienda, così come non sono mancate le manifestazioni davanti ai magazzini di Scandicci. Ora arrivano i licenziamenti; bisognerà vedere quale sarà la reazione degli
COOP MANO PESANTE
Il primo fu cacciato a febbraio Aveva mangiato un panettone
LA COOP SEI TU. Eppure i lavoratori denunciano una situazione che pare essere meno rosea di quello che appare negli spot tv. «I rapporti sindacali all'interno dell'azienda sono davvero inesistenti - dicono i rappresentanti sindacali - praticamente non ci sono. Ora anche questi licenziamenti, che non aiuta certo a stemperare la tensione». Una storia per tutte, quella del lavoratore licenziato perché aveva mangiato un panettone con dei colleghi che non potevano mangiare perché erano in straordinario e la mensa era chiusa. «Io mi sono preso la responsabilità della cosa - ha raccontato il lavoratore che ora ha fatto causa per ottenere il reintegro - un fatto normale, già successo altre volte. Non pensavo ci fossero problemi. Poi mi è stato detto che mi dovevano fare rapporto. Io ho risposto alle lettere, fino a che il 19 febbraio scorso è arrivata la lettera di licenziamento in tronco». A 34 anni, e con un figlio di pochi mesi.
NB Altri articoli sullo stesso argomento nelle edizioni del 20 Maggio del Corriere Fiorentino a pagina 8, del Firenze a pagina 29, del Corriere di Firenze, a pagina 11
UNICOOP: AMMANCHI MAGAZZINO; 7 LICENZIAMENTI 10 SOSPENSIONI
E' terminata con sette licenziamenti, 10 sospensioni da 3 a 9 giorni e in un caso, nessuna sanzione perché non è stata rilevata alcuna responsabilità, la procedura prevista dal Contratto nazionale di lavoro per le contestazioni disciplinari avviata da Unicoop Firenze il 4 marzo contro 18 dipendenti del magazzino di Scandicci in seguito alla vicenda degli ammanchi di merci nel magazzino.
A queste conclusioni, informa una nota, la cooperativa è giunta dopo un'attenta valutazione, durata oltre due mesi, delle informazioni a disposizione, e giungono dopo aver dato la possibilità a tutti i 18 dipendenti di esporre le ragioni a loro difesa. In particolare, le responsabilità individuali sono state valutate e graduate secondo tre criteri guida: la reiterazione dell'atto; l'occultamento di merci; le responsabilità nella scala gerarchica.
La vicenda risale al maggio 2006 quando Unicoop Firenze sporse denuncia contro ignoti a seguito di ammanchi di merci nel magazzino. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Scandicci e nel febbraio 2007, la magistratura dispose l'installazione per due mesi di quattro telecamere nei locali del magazzino e l'inchiesta si è conclusa con l'emissione di 24 avvisi di garanzia per furto e appropriazione indebita. (ANSA). 19 mag 2008
SAN CASCIANO
La storia della donna licenziata «va chiusa»
da la Nazione 20/5/2008
DONNA intimata di
licenziamento dalla Unicoop dopo aver chiesto vigilanza la sera alla chiusura
del supermercato di San Casciano per aver subìto minacce: il suo legale,
avvocato Marcello Pecchioli di Firenze, ieri ha consegnato un memoriale per La
Nazione.
Si ripercorrono le fasi del vertice in Comune col sindaco Ornella Signorini, il
presidente del consiglio comunale Gianni Mazzei, e i dirigenti Unicoop.
"Stefania soffre per questo affronto, sta molto male" spiega a voce il
legale. Il memoriale è importante perché per la prima volta abbiamo frasi
scritte attribuibili alla signora Pagliai, 44 anni, da 25 alla Coop di San
Casciano: “Adesso sono stressata da una situazione da me non voluta, minata
nel fisico e nella mente, in attesa di sviluppi che mi auguro favorevoli”. Chi
la conosce bene, parla di Stefania come una donna molto dimagrita, alle prese
con un grave stato depressivo.
Nel memoriale si afferma che Stefania rifiuta “le accuse di
insubordinazione”, che si sente “estranea ad ogni addebito, incolpevole dei
fatti posti a suo carico” (c'è il fatto della restituzione delle chiavi del
punto vendita). Unicoop è disposta a riassumere Stefania, con un trasferimento:
proposta rigettata ma ora Stefania si è presa “una pausa di riflessione”.
Mentre continua la petizione popolare per farla tornare al supermercato di San
Casciano. Appunto, con una nota,Unicoop Firenze vorrebbe che questa vicenda si
chiudesse una volta per tutte: riassunzione e trasferimento in uno dei tanti
punti vendita vicini a San Casciano. Sembra che la prossima settimana sia quella
buona per una svolta, che si spera positiva.Andrea Ciappi
SAN CASCIANO
Caso Coop: «Voglio lavorare solo qui»
da la Nazione 16/5/2008
“NON accettiamo.
Stefania Pagliai deve essere reintegrata alla Coop di San Casciano, dove ha
lavorato per ben 25 anni e dove per questo ha ottenuto riconoscimenti, e con le
stesse mansioni (era caporeparto, a contatto coi clienti, ndr)”, così
l'avvocato Marcello Pecchioli, legale della donna di 44 anni di San Casciano,
dipendente Unicoop, intimata di licenziamento dopo aver chiesto vigilanza la
sera al momento della chiusura del supermercato sentendosi minacciata, ha
respinto al mittente la proposta Unicoop di risolvere questa vicenda che sta
trasformandosi in un caso di grossa rilevanza.
Ricordiamo che a San Casciano è in corso una petizione popolare per convincere
Unicoop a far tornare Stefania Pagliai al lavoro proprio nel punto vendita di
viale Europa (un tempo era in centro, in via Machiavelli).
Per questo il caso sta manifestandosi in evidenza pubblica; difatti mercoledì sera in Municipio, ancorché a porte chiuse, Stefania Pagliai assieme al suo avvocato Pecchioli ha incontrato il presidente del consiglio comunale Gianni Mazzei, il sindaco Ornella Signorini ed anche delegati Unicoop Firenze.
Incontro interlocutorio. Unicoop Firenze è disponibile ad un “trasferimento in un negozio di gradimento di Stefania Pagliai”, e semmai “in altra mansione meno stressante ed impegnativa”. La risposta al trasferimento è “no”. La proposta è: “Tornare a lavorare alla Coop di San Casciano con le stesse mansioni”. L'avvocato Pecchioli sta preparando un memoriale. Stefania Pagliai è in malattia: “Sto soffrendo per questa situazione; per il resto, parla il mio legale”, ha detto. Andrea Ciappi
La Coop: «Pronti a riassumerla»
L’azienda: «La Pagliai potrà scegliere un altro punto
vendita in cui lavorare»
«Stiamo aspettando la nota ufficiale Poi decideremo se accettare o meno»
da la Nazione 9/5/2008
LA COOP sei tu, e sarà (di nuovo) anche di
Stefania Pagliai, la dipendente caporeparto del supermercato di San Casciano, di
44 anni, dei quali 25 orgogliosamente trascorsi con indosso la divisa Unicoop,
avvisata di licenziamento dopo aver semplicemente chiesto una vigilanza la sera,
al momento della chiusura, quando era da sola: era stata minacciata da persone
senza fissa dimora (e per questo aveva fatto anche una denuncia alle forze
dell'ordine).
La richiesta aveva innescato, secondo quanto si apprende dal fascicolo che ora
è tenuto dall'avvocato Marcello Pecchioli, una serie di episodi che erano
culminati nell'intimazione di licenziamento (non esecutivo perché la donna è
adesso in malattia).
CLIENTI E SOCI Coop di San Casciano si erano ribellati, aprendo una
sottoscrizione indirizzata ad Unicoop Firenze. La quale, già nella serata di
mercoledì, mettendosi in contatto col giornale aveva detto: «Siamo alla
ricerca di una soluzione: vogliamo reintegrare Stefania, in un punto vendita
vicino a San Casciano, sino a quando non saranno ripristinate le condizioni
mecessarie di serenità. Alcuni provvedimenti che erano stati adottati servivano
a non farle operare la chiusura serale da sola. Comunque ora Stefania potrà
scegliere il punto vendita che riterrà più opportuno, e valuteremo la
situazione».
C'È QUINDI la volontà di far rientrare Stefania Pagliai in Unicoop.
San Casciano è circondata da punti vendita abbastanza vicini, da Bagno a Ripoli
a Scandicci, da Impruneta a Montelupo sino ad esempio a Poggibonsi. Si vedrà.
Anche il legale della donna, Marcello Pecchioli, resta in attesa. Ieri verso le
13,30 l'avvocato ha detto: «Che ci sia questa intenzione di reintegrare da
parte di Unicoop lo sappiamo al momento solo dai cronisti. Sarà Unicoop a
dovercelo comunicare ufficialmente, e dovremo trovarci per valutare bene la
situazione».
Che, se non si sblocca, andrà davanti alla Commissione del Lavoro, essendo
stata avanzata l'illegittimità del licenziamento (che, va ribadito, non è
scattato essendo in presenza di malattia).
L'altro aspetto di questa vicenda è la petizione popolare, per cui Stefania Pagliai ha ringraziato i sancascianesi: «Stefania Pagliai — afferma la lettera — per 25 anni ha prestato le proprie mansioni al servizio della Coop sempre attenta alle esigenze dei clienti, del negozio e dei soci. Il licenziamento è dovuto solo ad una richiesta, lecita ed inoffensiva, di essere tutelata alla chiusura del negozio». Andrea Ciappi
SAN CASCIANO LA DENUNCIA DI UNA DIPENDENTE ALLONTANATA
«Serve più sorveglianza» e la licenziano
Stefania Pagliai: «Dei balordi mi avevano minacciata e avevo
paura a chiudere la sera»
Raccolta firme per la reintegrazione La Coop sarebbe pronta alla conciliazione
da la Nazione 8/5/2008
LICENZIATA dopo 25 anni di lavoro, peraltro premiato con
riconoscimenti, dalla Unicoop Firenze. Perché ? «Perché avevo chiesto una
vigilanza la sera quando chiudevo il supermercato Coop di San Casciano. Il
problema è che quando ero sola, mi sentivo in pericolo ed ero stata minacciata
da persone senza fissa dimora che qualche volta si trovano lì nel viale Europa.
Questa vigilanza non è stata accordata ed anzi alla fine c'è stata
l’intimazione di licenziamento...». Questo è il sofferto racconto di
Stefania Pagliai, 44 anni dei quali 25 trascorsi alla Coop sancascianese sino ad
essere caporeparto. Così la signora Pagliai ha deciso di andare in fondo alla
vicenda e si è rivolta all'avvocato Marcello Pecchioli di Firenze che assieme
alla collega Greta Catani ha fatto ricorso alla Commissione del Lavoro
presupponendo l'illegittimità del licenziamento. Intanto a San Casciano si sta
vivendo in questi giorni una vera e propria sollevazione popolare, con una
raccolta di firme di soci e clienti Coop indirizzata alla Unicoop a sostegno
della dipendente (per ora ex) quarantaquattrenne. La petizione si trova in vari
locali pubblici, ed avrebbe raggiunto già centinaia di sottoscrizioni. Viene
chiesto che «la Pagliai venga al più presto reintegrata nel suo posto di
lavoro».
L'AVVOCATO Pecchioli mostra il fascicolo che è già voluminoso, con le
prime richieste della signora Pagliai, i primi provvedimenti disciplinari ed
infine l'intimazione di licenziamento (in questo momento Stefania Pagliai è in
malattia). A telefono, lei racconta: «Ero stata aggredita verbalmente da una
persona prima in negozio, con frasi come ‘ti ammazzo’, poi mentre riprendevo
la macchina la sera. Ho fatto denuncia alle forze dell'ordine, ed anche una
lettera alla direzione Coop dove facevo presente il problema. Ho detto: non
chiudo più la sera e rendo le chiavi del supermercato. Per tutta risposta, mi
hanno allungato l’orario, e mi hanno fatto un richiamo disciplinare. Io avevo
semplicemente chiesto più sicurezza».
«SONO COMMOSSA — conclude — dalla reazione in mio sostegno dei
sancascianesi, li ringrazio. Ad ogni modo, la mia vicenda è adesso affidata
all'avvocato». Il legale conferma le circostanze e dimostra anche l'avvenuto
incontro fra i dirigenti Coop, la dipendente, i legali e i sindacati. Alle 11,50
di ieri mattina nello studio legale di Pecchioli è giunta la novità che la
Coop avrebbe fatto questa proposta: trasferimento e cambio di ruolo alla
Pagliai. «Non accetterà» ha detto l'avvocato. In serata, ieri, c'è stata in
realtà un'apertura di Unicoop tale, sembra, da risolvere il caso, che stava
diventando una patata bollente tanto che secondo indiscrezioni poteva (e può)
finire tra le prime discussioni in Parlamento. Unicoop già da oggi renderà
nota quella che pare essere una buona soluzione definitiva.
Unicoop avvia la contestazione disciplinare contro i 18 accusati di furto
da l'Unità 12/3/2008
La vicenda è iniziata a maggio del 2006. Quasi due anni fa. Fu in quell’occasione che Unicoop Firenze sporse denuncia contro ignoti a seguito di ammanchi di merci nel magazzino. Due settimane fa, ecco la risultanza delle indagini condotte dai Carabinieri di Scandicci grazie anche all’installazione, nel febbraio 2007 e per due mesi, di quattro telecamere nei locali del magazzino. Ventiquattro avvisi di garanzia a carico di altrettanti lavoratori del magazzino di Scandicci tra cui tre dipendenti di una ditta di pulizie e tre persone che non lavorano più in quel luogo.
Ebbene, a seguito delle notifiche della Magistratura, Unicoop Firenze ha comunicato ieri di aver «avviato la procedura prevista dal Contratto nazionale di lavoro per le contestazioni disciplinari». Ai 18 dipendenti interessati, spiega una nota di Unicoop, «sarà inviata una lettera contenente le contestazioni che derivano dagli atti dell’indagine, e i lavoratori potranno chiedere di essere ascoltati a difesa, nei termini previsti». Tradotto significa cinque giorni durante i quali i dipendenti accusati potranno presentare elementi a loro discolpa e le conseguenti controdeduzioni. In base agli elementi raccolti, poi, il giudice sarà chiamato a pronunciarsi entro 60 giorni, termine massimo per portare a conclusione tutto l’iter.
«Noi non abbiamo ancora avuto alcun comunicato né come sindacato né come lavoratori» fa però sapere Carla Bonora della Filcams-Cgil. «Una volta che arriveranno queste lettere annunciate prima a voi che ai diretti interessati - conclude - faremo tutto ciò che vertenzialmente è possibile fare attivando i nostri uffici legali». Francesco Sangermano
Al via le sanzioni disciplinari per i 24 dipendenti indagati
L’azienda: «Avviato l’iter previsto dal contratto»
da la Nazione 12/3/2008 di FABRIZIO MORVIDUCCI
VERTENZA UNICOOP, via al procedimento nei confronti dei lavoratori. Dopo le notifiche della Magistratura, Unicoop Firenze ha avviato la procedura prevista dal Contratto nazionale di lavoro per le contestazioni disciplinari. «Ai 18 dipendenti interessati — si legge in una nota dell'azienda — sarà inviata una lettera contenente le contestazioni che derivano dagli atti dell'indagine, e i lavoratori potranno chiedere di essere ascoltati a difesa, nei termini previsti. Si tratta dell'avvio di un iter destinato a concludersi nell'arco di alcune settimane». Secondo Unicoop, «l’avvio della procedura disciplinare si è reso indispensabile dopo l’emissione di 24 avvisi di garanzia da parte della Magistratura. Gli avvisi in particolare riguardano 21 dipendenti (fra cui 3 ex dipendenti) del magazzino di Scandicci, e 3 dipendenti dell’impresa di pulizie». Tutto è nato quando, era il maggio 2006 Unicoop Firenze ha presentato denuncia contro ignoti a seguito di ammanchi di merci nel magazzino, con le indagini condotte dai carabinieri di Scandicci. A febbraio 2007, la Magistratura, che nel frattempo aveva aperto un'inchiesta in proposito, ha disposto l'installazione per due mesi di quattro telecamere nei locali del magazzino. «Il 20 febbraio scorso - continua la nota aziendale - Unicoop ha ricevuto copia del fascicolo dell'inchiesta, a conclusione della quale vengono emessi, da parte della magistratura, appunto gli avvisi di garanzia». Intanto il caso è arrivato anche in Provincia: ieri l'assessore Saccardi ha risposto al consiglio dopo un'interrogazione del gruppo di Rc. «Sulla vicenda — ha spiegato l'assessore — non sono mancate le vibranti proteste delle organizzazioni sindacali. Per quanto riguarda il caso dei 24 lavoratori accusati di appropriazione indebita di merce non destinata alla vendita e raggiunti da avviso di garanzia, l'accusa, in questo caso, viene mossa da indagini dei carabinieri che si sono avvalsi di prove tramite telecamere. Nelle scorse settimane Unicoop ha denunciato ammanchi per milioni di euro. Queste specifiche vicende attengono più al codice penale che alle corrette relazioni sindacali, la Provincia non è stata interessata dalla vicenda ed è, anche, inopportuno intromettersi». Il braccio di ferro, che dura ormai da tempo, tra le organizzazioni sindacali e l'Unicoop prosegue.
MAGAZZINI UNICOOP CONTINUA IL BRACCIO DI FERRO
I dipendenti: «Diffamati dai dirigenti»
da la Nazione 11/3/2008
MAGAZZINI Unicoop, continua la battaglia sindacale. Una nota firmata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, e comparsa anche sul blog dei lavoratori, denuncia il comportamento di alcuni dirigenti che, stando a quanto sostengono i rappresentanti sindacali avrebbero diffuso informazioni ritenute non veritiere sul licenziamento del 34enne sorpreso a mangiare un panettone nel mese di dicembre. La nota è stata inviata all'ufficio del personale. «per denunciare l'atteggiamento di alcuni dirigenti, in merito alla vertenza sindacale sorta dall'ingiusto licenziamento di un lavoratore, colpevole, dopo 10 ore di lavoro senza mensa, di aver aperto dei panettoni; e dei 24 avvisi di garanzia, verso altrettanti lavoratori, per essersi impossessati di bottiglie di acqua minerale, merendine ecc. non destinate alla vendita, ma depositate nel magazzino dei "rotti". Diffidiamo, l'Azienda, a speculare su argomenti privi di riscontri oggettivi, tesi solo a gettare discredito sui lavoratori coinvolti, al fine di minare la solidarietà, fino ad ora espressa, da tutti i dipendenti Unicoop Firenze. Altresì riteniamo, che atteggiamenti di questa fattispecie, niente abbiano a che vedere con corrette relazioni sindacali». Prosegue lo scontro tra azienda e dipendenti dei magazzini di approvvigionamento Unicoop di Scandicci.
I sindacati: “Informazioni false e diffamatorie sui lavoratori indagati”
Unicoop, scontro sempre più duro
dal Corriere di Firenze 9 Marzo 2008
SCANDICCI - Si accendono i toni nel braccio di ferro tra Unicoop e le organizzazioni sindacali in merito alla vertenza che riguarda il licenziamento di un lavoratore e la denuncia di altri 24 dipendenti per appropriazione indebita e furto.
Le federazioni provinciali di Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e FisascatCisl hanno denunciato, in una lettera inviata alla direzione del personale Unicoop Firenze, “l’atteggiamento diffamatorio di alcuni responsabili e dirigenti” che starebbero diffondendo tra i lavoratori messaggi non veritieri riguardo ai dipendenti coinvolti nella vicenda. “Nello specifico -si legge nella lettera - ci riferiamo alle affermazioni fatte da parte di responsabili e dirigenti aziendali che, distorcendo i fatti, peraltro accertati dalla magistratura, affermano che nell’armadietto del lavoratore licenziato sarebbero stati trovati panettoni e che alcuni, dei 24 indagati, si sarebbero impossessati d oggetti ai valore". "Diffidiamo perciò l’Azienda — prosegue il testo - a speculare su argomenti privi di riscontri oggettivi, tesi solo a gettare discredito sui lavoratori coinvolti, al fine di minare la solidarietà, fino ad ora espressa, da tutti i dipendenti Unicoop Firenze. Altresì riteniamo, che atteggiamenti di questa fattispecie, niente abbiano a che vedere con corrette relazioni sindacali. In caso contrario saremo costretti ad attivarci, in tutte le sedi non esclusa quella legale, per la tutela ed onorabilità dei suddetti lavoratari”
Si tratta di un nuovo tassello che va ad aumentare la tensione già forte che caratterizza da ormai da tempo le relazioni sindacali all’interno dell’azienda. “Il nostro è un invito rivolto ad Unicoop prima di tutto ad abbassare i toni -ha spiegato Carla Bonora della Filcams Cgil - e a vigilare sui propri dirigenti e responsabili affinché non si ripropongano gli episodi che ci sono stati segnalati”. Nessuna risposta sarebbe ancora arrivata da Unicoop dopo gli scioperi dei giorni scorsi, ma i sindacati auspicano che si apra al più presto un tavolo di confronto sulla vicenda. Intanto da martedì 18 inizieranno gli interrogatori dei 24 lavoratori raggiunti da avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sugli ammanchi nei magazzini.
Firenze, 6 marzo 2008
Alla Direzione del Personale
UNICOOP FIRENZE
Le scriventi OO.SS. sono a denunciare l’atteggiamento diffamatorio di alcuni
Responsabili e Dirigenti di Unicoop Firenze, in merito alla vertenza sindacale
sorta dall’ingiusto licenziamento di un lavoratore, colpevole, dopo 10 ore di
lavoro senza mensa, di aver aperto dei panettoni; e dei 24 avvisi di garanzia,
verso altrettanti lavoratori, per essersi impossessati di bottiglie di acqua
minerale, merendine ecc. non destinate alla vendita, ma depositate nel magazzino
dei "rotti".
Nello specifico, ci riferiamo alle affermazioni fatte da parte di responsabili e
dirigenti aziendali che, distorcendo i fatti, peraltro accertati dalla
magistratura, affermano che nell’armadietto del lavoratore licenziato
sarebbero stati trovati panettoni e che alcuni, dei 24 indagati, si sarebbero
impossessati di oggetti di valore.
Diffidiamo, perciò l’Azienda, a speculare su argomenti privi di riscontri
oggettivi, tesi solo a gettare discredito sui lavoratori coinvolti, al fine di
minare la solidarietà, fino ad ora espressa, da tutti i dipendenti Unicoop
Firenze.
Altresì riteniamo, che atteggiamenti di questa fattispecie, niente abbiano a
che vedere con corrette relazioni sindacali.
In caso contrario saremo costretti ad attivarci, in tutte le sedi non esclusa
quella legale, per la tutela ed onorabilità dei suddetti lavoratori.
FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL dal Blog della Rsu degli Uffici Unicoop Firenze http://rsufficiunicoop.blogspot.com/
lastra a signa
L’Ipercoop cresce Lavori in corso
da la Nazione 8/3/2008 di LISA CIARDI
CANTIERI APERTI all'Ipercoop di Lastra a Signa, per la nascita di una nuova ala dedicata al settore non alimentare. I lavori sono partiti da alcune settimane del centro commerciale che si affaccia sul lato della rotonda di via Livornese. Nei pressi dell'uscita laterale del centro commerciale gli operai del Consorzio Etruria hanno già posato le colonne in cemento e le pareti laterali della nuova struttura. Il cartello di inizio lavori parla di «adeguamento della grande struttura di vendita non alimentare alle prescrizioni regionali con ampliamento delle superfici accessorie e modifiche interne». In pratica, verrà ampliata la galleria del non alimentare (che attualmente conta Stefan, bar e molti negozi), probabilmente con l'affitto dei locali a un ulteriore esercizio esterno alla Coop. «Sin nel progetto originario dell'Ipercoop - spiegano da Unicoop Firenze - erano previsti dei volumi che non avevamo mai realizzato e che ora permetteranno di arrivare alla stessa cubatura dell'edificio precedente l'Ipercoop (le ex ceramiche Bagni ndr). L'intervento si concluderà probabilmente a fine anno, con l'ingresso di una nuova struttura di vendita all'interno dell'ipermercato».
L'Ipercoop di Lastra a Signa insomma cresce, anche se resta in piedi il progetto di un suo futuro ridimensionamento in vista della nascita dell'ipermercato di Scandicci, a Pontignale. Il polo di vendita scandiccese verrà realizzato su un'area di 52 mila metri quadrati, di cui 10mila in superfici di vendita per grande distribuzione. I due progetti non sono però incompatibili. La struttura di Lastra a Signa resterà infatti attiva, pur registrando probabilmente un ridimensionamento della parte alimentare Coop e un parallelo aumento del centro commerciale, con negozi, bar e punti ristoro.
UNICOOP PRESIDIO DAVANTI AL CENTRO DI VIALE EUROPA
«Scioperiamo perché innocenti»
Avvisi di garanzia e polemiche, i sindacati: «adesione del 90%»
di FABRIZIO MORVIDUCCI su la Nazione 7/3/2008
SCENDONO ANCORA in piazza i lavoratori di Unicoop. La
manifestazione di ieri mattina, ha visto protagonisti gli operai e gli impiegati
che lavorano al centro di distribuzione merci di viale Europa. Dopo il presidio,
l’astensione dal lavoro (due ore per ciascun reparto) proseguirà anche oggi e
domani. Ugualmente confermato il blocco degli straordinari. Lo sciopero è stato
organizzato da Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl povinciali, unitamente
alle Rsu del Ce.Di. e delle Sedi di Unicoop Firenze. Il caso, che ha scatenato
la reazione dei lavoratori, è scoppiato qualche giorno fa, quando 24 lavoratori
hanno ricevuto una informazione di garanzia dalla procura fiorentina per
un'inchiesta che li vede indagati per furto all'interno del magazzino. Altro
motivo di contrasto, il licenziamento di un lavoratore, sorpreso dal capo
magazzino a mangiare un panettone prelevato da un pacco soci. Sulla vicenda c’è
anche una interrogazione dei consiglieri provinciali di Rc, Verdi, Targetti e
Calò. Nell’atto si chiede al presidente della Provincia e all’assessore
competente «se l’amministrazione provinciale sia stata interessata o meno
alla vertenza in atto, in relazione soprattutto alle relazioni sindacali
esistenti fra Unicoop e i lavoratori dell’azienda e se intenda o meno
intervenire per ripristinare all’interno di Unicoop corrette relazioni
sindacali».
I lavoratori hanno ribadito la loro tesi, ossia che l’area dove sono state
effettuate le riprese video dai carabinieri, è quella destinata agli oggetti
che non devono finire in vendita.
«LO SCIOPERO — ha detto Carla Bonora della Filcams Cgil — ha avuto
un’adesione pari al 90% tra i lavoratori del magazzino. Noi continuiamo a
essere preoccupati per l’atteggiamento dell’azienda, che da più di un anno
ha interrotto le corrette relazioni sindacali. E fa serpeggiare fra i lavoratori
dubbi che non devono neanche essere presi in esame. Perché il sindacato non
difende dei ladri; vogliamo che la magistratura faccia il suo corso. Ma teniamo
a ribadire che i lavoratori indagati non hanno portato via nulla per trarne
profitto. Abbiamo visto i filmati, hanno mangiato una merendina o bevuto una
bottiglietta d’acqua niente di più grave. E sul lavoratore che si è assunto
la responsabilità di aver aperto un panettone: siamo sicuri che il
licenziamento in tronco sia il provvedimento proporzionato al fatto?».
Scandicci. Oltre 100 lavoratori hanno scioperato in difesa dei lavoratori sott'inchiesta per i furti in magazzino
Unicoop, un presidio contro i licenziamenti
da il Firenze 7/3/2008
Più di cento di persone ha presidiato ieri mattina i cancelli del centro distribuzione di Unicoop in viale Europa, durante lo sciopero indetto da Filcams- Cgil, Uiltucs-Uil, e Fisascat- Cisl.
La protesta era contro «lo spropositato licenziamento di un dipendente del magazzino di Scandicci e la grave decisione di Unicoop di denunciare 24 lavoratori».
Al presidio hanno partecipato i lavoratori del primo turno, gli impiegati degli uffici dei Pratoni e di Santa Reparata e i lavoratori dell'Ipercoop di Lastra a Signa, dove le Rsu hanno indetto uno sciopero dopo che la direzione ha negato loro il permesso partecipare con una delegazione alla manifestazione.
«Abbiamo saputo che Unicoop sta esercitando forti pressioni all'interno degli uffici e dei negozi perchè i dipendenti non aderiscano allo sciopero - ha spiegato Carla Bonora della Cgil - e l'episodio avvenuto all'Ipercoop di Lastra a Signa è un'ulteriore conferma dello stato in cui versano le relazioni sindacali».
AL Presidio hanno partecipato anche i 24 lavoratori raggiunti da un avviso di garanzia per appropriazione indebita e furto, accusati di aver sottratto merce dalla cosiddetta “gabbia” che contiene ciò che viene tolto dalla vendita. Gli indagati sono stati convocati dal pubblico ministero Giuseppina Mione il prossimo 18 marzo presso i carabinieri di Scandicci, gli stessi che avevano installato, dopo la denuncia di Unicoop, alcune videocamere per verificare l'origine di alcuni ammanchi anche gravi.
Le videocamere hanno filmato per quasi tre mesi ciò che accadeva. Sulla vicenda il gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio provinciale ha presentato domanda d'attualità in cui si chiede di «intervenire immediatamente per ripristinare all'interno di Unicoop corrette relazioni sindacali». ■
FILCAMS-CGIL UILTUCS-UIL FISASCAT-CISL
PROCLAMAZIONE SCIOPERO UNICOOP FIRENZE e manifestazione
Scandicci, 3 Marzo 2008
Filcams-CGIL, Uiltucs-UIL e Fisascat-CISL Provinciali, unitamente alle RSU del Centri Distribuzione e delle Sedi di Unicoop Firenze, indicono un pacchetto di otto ore di sciopero, da effettuarsi al Magazzino di Scandicci e Sesto Fiorentino, così articolato:
2 ore giornaliere per ciascun reparto a partire da lunedì 3 Marzo, 2 ore per le giornate di giovedì, venerdì e sabato, altresì confermando lo sciopero delle prestazioni straordinarie.
Le motivazioni che hanno
portato alla proclamazione del suddetto sciopero sono:
L’iniziativa
più importante della settimana sarà la
manifestazione prevista per giovedì mattina alle ore 9 presso il Centro
Distribuzione Merci di Unicoop Firenze a Scandicci in viale Europa.
Coop, braccio di ferro con i lavoratori
Il personale del supermercato di Scandicci in sciopero per protestare contro
il licenziamento
di un dipendente e la denuncia di 24 persone indagate per avere sottratto la
merce dal magazzino
L’AZIENDA procede e fa sapere di avere applicato il regolamento interno
Sono ottomila
i dipendenti della Coop, cento
i supermercati
e un milione i soci
di Sonia Renzini sull'Unità 4/3/2008
Braccio di ferro tra Unicoop Firenze e i lavoratori del supermercato di Scandicci, ieri scesi in sciopero per 8 ore (2 per ogni turno) per protestare contro il licenziamento di un lavoratore colto a mangiare il panettone con i colleghi la sera del 7 dicembre. A motivare la protesta anche gli avvisi di garanzia recapitati a 24 dipendenti accusati di avere sottratto merce dal magazzino. Ma lo stato di agitazione non finisce qui: un pacchetto di altre due ore per reparto è in programma per tre giorni a partire da giovedì. Il sindacato chiede l’immediato reintegro del lavoratore licenziato e l’abbandono della denuncia da parte di Unicoop per i 24 dipendenti. Unicoop, da parte sua, tira dritto e fa sapere che il licenziamento per chi sottrae merce dal magazzino è previsto dal regolamento. Sanzioni disciplinari sui dipendenti raggiunti dall’avviso di garanzia, invece, saranno prese solo dopo la visione dei filmati effettuati da due telecamere poste dai carabinieri di Scandicci all’interno dei locali, dopo che due anni fa Unicoop decise di sporgere una denuncia contro ignoti per gravi ammanchi erariali.
Per due mesi le telecamere hanno ripreso gente che entrava e usciva con qualcosa in mano, dalla bottiglietta d’acqua alla merendina dalla “gabbia dei rotti”, un box che raccoglie tutta la merce da riconfezionare. «Era una consuetudine prendere di tanto in tanto qualcosa dal magazzino da consumarsi nell’immediato, si trattasse di una bottiglietta d’acqua o di due mandarini - dice Carla Bonora della Filcams-Cgil di Firenze - ma nessuno ha mai portato a casa niente ed è molto preoccupante che l’azienda intenda perseguire delle persone solo perché si sono mangiate una merendina». Il sindacato, inoltre, accusa Unicoop Firenze anche di mancanza di corrette relazioni sindacali. «Per correttezza avrebbero dovuto contattarci e spiegarci la situazione - continua Bonora - noi avremmo fatto la nostra parte, anche perché gli ammanchi erariali incidono sul salario dei lavoratori. Ma in questo caso nessuno si è portato via niente, la consuetudine di prendere qualcosa e mangiucchiarsela, ripeto, c’era da anni, forse era un mal costume, ma non certo un reato».
Unicoop Firenze ribadisce che ogni decisione è rimessa al magistrato una
volta terminata l’indagine in corso. E lancia il contrattacco al sindacato.
«Come si fa a difendere a priori persone sospettate di avere rubato a una
cooperativa? - dice Claudio Vanni di Unicoop Firenze - oltretutto gli ammanchi
erariali vanno a finire nel prezzo dello scontrino. Noi abbiamo un milione di
soci che dobbiamo tutelare, non consentiremo espropri proletari». Ma il
sindacato non ci sta e chiama in causa anche il licenziamento del lavoratore
colto a mangiare il panettone.
Unicoop : «Il licenziamento
è previsto nel regolamento»
/ Segue dalla Prima
«Si tratta di un capoturno del reparto autisti - racconta Bonora - gli era
stato richiesto di rimanere al lavoro oltre l’orario a causa dello
sciopero degli autotrasportatori prestandosi a operazioni di carico e
scarico merce, normalmente effettuate dagli autotrasporatori. Per non
perdere tempo invece di andare a mangiare ha preso tre panettoni da un
pancale non destinato alla vendita in quel momento e li ha divisi con i
colleghi. Se proprio non volevano bastava un semplice provvedimento, invece
adesso è sulla strada». Unicoop Firenze precisa che si trattava di tre
pacchi soci che contenevano panettoni e bottiglie di spumante e che il
regolamento non ammette comportamenti di questo tipo. «Abbiamo 8mila
dipendenti e 100 supermercati - conclude Vanni di Unicoop - non possiamo
ammettere deroghe. Oltretutto alla stesura del nostro regolamento ha
partecipato anche il sindacato». La Filcams-Cgil ribatte che il regolamento
il sindacato lo ha solo visionato e suggerito alcune osservazioni, ma
accoglierle o meno spetta poi solo all’azienda. Il braccio di ferro
continua e si inserisce in un fronte che vede i lavoratori opporsi
all’azienda da almeno 4 anni, quando fu esternalizzato un turno
all’interno del magazzino.
Sonia Renzini
Ieri braccia incrociate per otto ore. I lavoratori: «L’azienda ci discrimina»
su La Nazione SCANDICCI 4/3/2008 di FABRIZIO MORVIDUCCI
E VENNE il giorno dello sciopero. I lavoratori dei magazzini di
approvvigionamento di Unicoop, hanno incrociato le braccia ieri mattina per otto
ore. Un’assemblea organizzata nella saletta della Rsu, poco lontano dal centro
di via Europa, operai e impiegati, tutti insieme per una protesta che avrà
sicuramente un seguito anche nei prossimi giorni. Le motivazioni dello sciopero
si leggono in una nota sindacale e sono: «lo spropositato e ingiusto
licenziamento di un lavoratore del magazzino di Scandicci; la grave decisione di
Unicoop Firenze di denunciare alcuni lavoratori, senza nessun tipo di
interlocuzione sindacale, la mancanza di corrette relazioni sindacali che la
Direzione persegue ormai da molto tempo». «Durante un incontro con Unicoop —
ha detto Carla Bonora di Filcams Cgil — ci è stato comunicato che la proprietà
ha riscontrato ammanchi inventariali per diversi milioni di euro. Chiediamo che,
nella comprensibile ricerca dei responsabili di questi ammanchi, non siano i
lavoratori indiscriminatamente a rimetterci». In assemblea i lavoratori fanno
vedere le foto scattate nell’area del magazzino dove sono state effettuate le
intercettazioni dei carabinieri. «Ho visto il video — racconta uno dei
lavoratori indagati — mi si rimprovera il fatto di aver ricevuto una
bottiglietta di coca-cosa senza etichetta. Una prassi comune a tutti i
lavoratori e ai capi reparto, quella di consumare le derrate alimentari finite
nell’area destinata a quelle non in vendita».
UNO SPAZIO dove vengono stoccate pere, mele, latte, altri beni di consumo che
nella movimentazione delle merci diventano invendibili. Accanto allo sciopero
c’è l’inchiesta della procura fiorentina, condotta dal sostituto
procuratore, dottoressa Mione. I ventiquattro lavoratori hanno ricevuto nei
primi giorni di febbraio l’avviso di conclusione indagini con contestuale
informazione di garanzia. I lavoratori sono accusati di furto, con
l’aggravante dell’abuso di prestazione d’opera. Tra gli indagati, capi
squadra, capi reparto e semplici addetti. Secondo la Procura, i furti sarebbero
stati eseguiti all’interno di un disegno criminoso volto a trarre profitto
dalla merce asportata. Per gli operai invece si tratterebbe di una prassi
consolidata in tutto il magazzino, secondo la quale la merce non destinata alla
vendita, sarebbe stata comunque a disposizione di tutti.
Da parte sua Unicoop rimane alla finestra e attende l’esito dell’inchiesta
in corso, per poi decidere il da farsi.
«ERA NORMALE — raccontano i dipendenti — per un autista prendere uno
spruzzatore detergente per pulire il camion, come era normale bere da una
bottiglia d’acqua o consumare una merendina qualora gli appositi distributori
ne fossero stati sprovvisti, o prendere rotoli di carta assorbente, quando la
carta asciugamano dei bagni era finita». C’è rabbia tra i dipendenti, rabbia
perché si tratta di una situazione davvero difficile da gestire.
«Chiediamo — dicono gli operai dei magazzini — il perché di questa
discriminazione. I rapporti sindacali all'interno dell'azienda sono davvero
inesistenti. Praticamente non ci sono. Basti solo pensare al nostro collega
licenziato perché sorpreso a mangiare un panettone. E ora anche questa
inchiesta, che non aiuta certo a stemperare la tensione. Anche perché riteniamo
che milioni di euro di ammanchi da inventario, non arrivino certo dal fatto che
qualche lavoratore mangi delle merendine».
L’INTERVISTA PARLA IL DIPENDENTE ALLONTANATO: «LA
MENSA ERA CHIUSA E DIGIUNAVO DA ORE»
«Licenziato per aver mangiato un panettone»
LICENZIATO per aver mangiato un panettone.
Anzi, per essersi assunto la responsabilità di aver aperto tre pacchi soci
durante il turno di lavoro. Un turno cominciato alle 13 e terminato alle 23,30,
straordinari compresi. Riccardo ha 34 anni, e lavora, anzi lavorava ai magazzini
di via Europa dal 1996. Dodici anni senza un problema, fino a diventare capo
turno. Nessun problema fino al 7 dicembre scorso. «La mensa non era disponibile
— racconta il giovane — e quando la fame ha avuto il sopravvento abbiamo
preso tre pacchi da un pancale perso, ossia un pancale che non era destinato ad
alcun negozio e non aveva alcun destinatario».
La mattina dopo viene chiamato dal responsabile del magazzino che chiede conto
della carta da imballo del panettone trovata in un cestino.
«IO MI SONO preso la responsabilità della cosa — continua il giovane
— un fatto normale, già successo altre volte. Non pensavo ci fossero
problemi. Poi mi è stato detto che mi dovevano fare rapporto. Io ho risposto
alle lettere, fino a che il 19 febbraio scorso è arrivata la lettera di
licenziamento in tronco». A 34 anni, e con un figlio di un mese, licenziato in
tronco. Una situazione davvero difficile. Al giovane è andata la solidarietà
dei colleghi di lavoro. Gli operai dei magazzini hanno aperto una sottoscrizione
per contribuire alle spese legali che dovrà affrontare per riconquistare il
posto di lavoro a suo dire ingiustamente strappato. Certo è che l’episodio
segna la tensione tra Unicoop e lavoratori. Per i colleghi si tratta di un
lavoratore che «dopo numerose ore di straordinario e dopo che non aveva potuto
recarsi in mensa per la cena, ha creduto lecito aprire un panettone e metterlo a
disposizione di chi, come lui, non aveva cenato». Per Unicoop invece, il
licenziamento rientrerebbe nell’applicazione delle regole aziendali. Il centro
ha 500 lavoratori, e il provvedimento disciplinare scatta per questo genere di
fatti. Ma i lavoratori ne chiedono la riassunzione, e si auto tasseranno per
aiutarlo nelle spese legali. Un altro segno della difficoltà di relazione
all'interno dei magazzini di Scandicci. La protesta di ieri era anche per far
capire che lo stato di agitazione proseguirà. Perché Riccardo ottenga il suo
posto di lavoro, ma anche perché non ci siano più persone licenziate per un
panettone. morv
Coop, furti in magazzino in 24 rischiano il posto
Il dramma di Riccardo, licenziato per aver mangiato pacchi natalizi: "ho una figlia di un mese, il mutuo da pagare ed un fratello disabile a carico, adesso come farò?". Unicoop: regolamento chiaro, chi ruba è passibile di licenziamento in tronco.
di Claudio Bozza su il Firenze 4/3/2008
A desso come farò, mi hanno licenziato per aver mangiato un panettone assieme ad altri miei colleghi dopo aver fatto ore di straordinario. Ho 34 anni, una moglie, una figlia che ha appena compiuto un mese, il mutuo da pagare ed un fratello disabile di cui mi devo prendere cura dopo la morte improvvisa di mio padre». Riccardo, ormai ex capoturno del magazzino Unicoop di Scandicci, parla col cuore in gola. Il 19 febbraio scorso è stato licenziato in tronco dal colosso toscano dei supermercati dopo essere stato scoperto a mangiare il contenuto di alcuni pacchi natalizi sul posto di lavoro.
Ieri molti colleghi hanno scioperato 4 ore per protestare contro il suo licenziamento in tronco. Rabbia e sconcerto tra i lavoratori dei Pratoni, quartier generale della logistica di Unicoop Toscana, anche perchè 24 di loro sono stati raggiunti nei giorni scorsi da altrettanti avvisi di garanzia emessi dalla procura, che ipotizza i reati di furto e appropriazione indebita. Tutti rischiano di fare la fine di Riccardo. La paura di perdere il posto di lavoro è forte, la mobilitazione dei sindacati massiccia. I dipendenti del magazzino protestano per il fatto che la cooperativa li abbia «denunciati, senza nessun tipo di interlocuzione sindacale», si legge in una nota della Rsu. «Il fatto che mi viene contestato risale al 7 dicembre scorso - spiega Riccardo, il dipendente licenziato - in quell'occasione avevo aperto alcuni pacchi di Natale per mangiare il panettone assieme ad altri colleghi. Erano passate le 23 e non potevamo usufruire della mensa, ma il giorno dopo il direttore venne a chiedermi spiegazioni e l'azienda mi inviò una lettera in cui si preannunciavano provvedimenti disciplinari». Ma basta "rubare" un panettone per essere licenziati in tronco? «Abbiamo un chiaro regolamento interno, sottoscritto dai nostri dipendenti al momento dell'assunzione - fanno sapere da Unicoop - chi viene scoperto a sottrarre merce in magazzino o negozio è passibile di licenziamento in tronco».
La denuncia sporta contro ignoti da Unicoop scattò nel 2006, quando la cooperativa riscontrò forti anomali negli ammanchi di merce durante l'inventario. Il danno economico rimane però top-secret, anche se si parla di diverse decine di migliaia di euro. A seguito di quella querela, i carabinieri di Scandicci installarono 4 telecamere all'interno del magazzino, e grazie ai filmati gli inquirenti sono riusciti ad individuare i presunti colpevoli. Unicoop è un'istituzione in Toscana: 100 supermercati e 8.000 dipendenti in tutto. E sono proprio questi grandi numeri a preoccupare Carla Bonora della Filcams- Cgil: «Potevano avvertirci, saremmo stati parte attiva nello scoprire i colpevoli. Il sindacato non difende chi ruba, temiamo che telecamere di sorveglianza siano state installate in altri posti. Ci sembra assurdo essere licenziati per un panettone». «Oltretutto - aggiunge un lavoratore al presidio di ieri - la merce è stata presa dalla cosiddetta "gabbia dei resi", il posto dove finiscono tutte le cose rimaste danneggiate durante gli spostamenti. Altrimenti sarebbero state buttate, come sempre accade».
Coop: 24 accusati di furto Oggi i colleghi scioperano
Dopo l’inchiesta ai depositi generali
da la Nazione 3/3/2008 di FABRIZIO MORVIDUCCI
MAGAZZINI Unicoop dei Pratoni, oggi lo sciopero.
I lavoratori del centro di approvvigionamento degli ipermercati della Toscana,
incroceranno le braccia per otto ore, in via Europa, sede del magazzino (nella
foto), ma anche degli uffici del colosso toscano della grande distribuzione,
è stata organizzata un’assemblea permanente. Il pacchetto di otto ore sarà
articolato in due ore per ciascun reparto. Confermato anche il blocco degli
straordinari. «Le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello
sciopero sono lo spropositato e ingiusto licenziamento di un lavoratore del
magazzino di scandicci, la grave decisione di Unicoop Firenze di denunciare
alcuni lavoratori, senza nessun tipo di interlocuzione sindacale, la mancanza di
corrette relazioni sindacali che la direzione persegue ormai da molto tempo»,
si legge in una nota sindacale .
L’agitazione degli operai arriva a seguito dell’inchiesta
aperta dalla procura fiorentina che vede coinvolti una ventina di dipendenti a
carico dei quali sarebbero ipotizzati i reati di appropriazione indebita e
furto.
L’inchiesta nasce dopo che, nell’ottobre 2006, l’azienda aveva presentato
una denuncia contro ignoti per degli ammanchi registrati all’interno del
centro di approvvigionamento. A quel punto i carabinieri di Scandicci hanno
avviato le indagini, utilizzando delle telecamere per registrare quello che
avveniva all’interno del magazzino. Quando gli operai hanno avuto la notizia
di quello che stava accadendo, hanno immediatamente proclamato lo stato di
agitazione.
SECONDO I DIPENDENTI, il problema sarebbe spiegabile: i lavoratori
avrebbero preso della merce da un’area destinata allo stoccaggio degli
articoli non destinata alla vendita, ossia quel materiale che si danneggia
durante la movimentazione e non può essere inviato nei negozi.
«E’ sempre stata consuetudine poter usufruire di alcuni prodotti la cui
confezione era ormai compromessa - scrivono i dipendenti dei magazzini - . Era
normale per un autista prendere uno spruzzatore detergente per pulire il camion,
come era normale bere da una bottiglia d’acqua o consumare una merendina
qualora gli appositi distributori ne fossero stati sprovvisti, o prendere rotoli
di carta assorbente, quando la carta asciugamano dei bagni era finita».
Fatto sta che, in base ai video delle telecamere installate dai militari della
compagnia di Scandicci, la procura ha ritenuto di avere gli elementi sufficienti
per aprire un fascicolo. Altro punto che fa discutere: il licenziamento di un
lavoratore sorpreso dal capo magazzino a mangiare un panettone.
SECONDO L’AZIENDA, il dipendente avrebbe aperto tre pacchi-soci con
panettone e spumante. Secondo i lavoratori un collega che «dopo numerose ore di
straordinario e dopo che non aveva potuto recarsi in mensa per la cena, ha
creduto lecito aprire un panettone e metterlo a disposizione di chi, come lui,
non aveva cenato».
Furti Coop, indagati 24 dipendenti
Telecamere nascoste nel maxi magazzino. Domani
sciopero
MAURIZIO BOLOGNI su la Repubblica 2/3/2008
Ventiquattro persone impiegate presso il magazzino Unicoop di Scandicci sono indagate per appropriazione indebita o furto: per due mesi le telecamere dei carabinieri le hanno riprese mentre «pizzicavano» bottiglie di olio e confezioni di merendine, rotoli di Scottex e panettoni. Un capo squadra è stato licenziato in tronco per una festicciola improvvisata la notte di Natale nello stesso magazzino. Caso giudiziario, ma anche querelle sindacale. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato otto ore di sciopero - due ore giornaliere per ciascun reparto a partire da domani - per protestare contro quello che giudicano uno «spropositato e ingiusto licenziamento», il caso giudiziario dei 24 indagati e «la mancanza di corrette relazioni sindacali».
Nella protesta si intrecciano due casi distinti. L´ultimo, la notte di Natale, quando qualcuno avverte il responsabile del settore trasporti che in magazzino il capo reparto dello stesso settore sta offrendo ai colleghi il consumo di merce. Il responsabile si precipita sul posto e il capo reparto si addossa tutte le colpe. Scatta il licenziamento perché - sostiene Unicoop - nella festicciola sono stati consumati tre pacchi natalizi dei soci. I dipendenti, dai loro blog, raccontano un´altra verità: il capo reparto, che era in straordinario e non aveva potuto cenare alla mensa, ha aperto un panettone e lo ha offerto ai colleghi.
L´altro capitolo della vicenda ha origine quasi due anni fa. Nel 2006 Unicoop denuncia ai carabinieri «gravi ammanchi» dall´enorme magazzino di Scandicci. La magistratura apre un´inchiesta. Come in una «spy story» i carabinieri piazzano quattro telecamere nascoste per filmare i dipendenti. Per due mesi il magazzino Unicoop è come il deposito dei bagagli a Malpensa: si filmano i disinvolti prelievi di merce compiuti da 21 dipendenti della cooperativa (ora indagati per appropriazione indebita) e 3 lavoratori di un´altra azienda (ora indagati per furto), che svolge servizi all´interno del magazzino. I prelievi, secondo quanto documentano le immagini, sarebbero avvenuti dalla così detta gabbia dei resi. Nei loro blog i lavoratori sostengono che nel box campeggia la scritta «Merce non destinata alla vendita», che ci vengono messe confezioni deteriorate e per questo destinate ad andare in beneficenza, e che è consuetudine dei dipendenti prendere ogni tanto qualcosa. «Magari uno spruzzatore detergente con cui l´autista del camion Unicoop pulisce poi il cristallo del mezzo». L´azienda sostiene altro: in quella zona protetta finisce merce sballata che, per un motivo o l´altro, non è stata inviata ai negozi ma sarà rimessa in commercio, nessuno è autorizzato a fare prelievi come stabiliscono anche gli accordi sindacali.
UNICOOP FURTI NEI MAGAZZINI: CARABINIERI IN AZIONE DOPO LA DENUNCIA DELL’AZIENDA
Inchiodati dalle telecamere
Sono 24 i dipendenti accusati di appropriazione indebita e furto
da la Nazione 2/3/2008 di FABRIZIO MORVIDUCCI
APPROPRIAZIONE indebita e furto. Sarebbero i capi di imputazione in base ai quali 24 dipendenti dei magazzini Unicoop di Scandicci sarebbero stati indagati dalla Procura fiorentina. La notizia è arrivata ai lavoratori del centro di approvvigionamento degli ipermercati toscani di Scandicci, i quali hanno subito proclamato lo stato di agitazione. La denuncia contro ignoti sarebbe partita dalla stessa Unicoop Firenze, a seguito di ammanchi nel magazzino. I carabinieri hanno avviato le indagini, utilizzando intercettazioni video per accertare se in una particolare area del centro di approvvigionamento fossero commessi degli illeciti. E l’inchiesta della Procura, che vede coinvolti 24 dipendenti (tra cui, fanno sapere gli operai, alcuni capi reparto) vuole proprio accertare la colpevolezza o l’innocenza dei lavoratori. Da Unicoop fanno sapere che la denuncia contro ignoti è dell’ottobre 2006, ma che ogni decisione sul destino lavorativo dei 24 indagati arriverà al termine dell’inchiesta. Secondo i dipendenti, il problema sarebbe spiegabile: i lavoratori avrebbero attinto da un’area destinata allo stoccaggio della merce non destinata alla vendita, ossia quel materiale che si danneggia durante la movimentazione e non può essere inviato nei negozi. «E’ sempre stata consuetudine – scrivono i dipendenti dei magazzini – poter usufruire di alcuni prodotti la cui confezione era ormai compromessa. Era normale per un autista prendere uno spruzzatore detergente per pulire il camion, come era normale bere da una bottiglia d’acqua o consumare una merendina qualora gli appositi distributori ne fossero stati sprovvisti, o prendere rotoli di carta assorbente, quando la carta asciugamano dei bagni era finita». Fatto sta che, in base ai video delle telecamere installate dai militari della compagnia di Scandicci, la procura ha ritenuto di avere gli elementi sufficienti per aprire un fascicolo a carico dei 24.
Durante un’infuocata assemblea, i dipendenti del centro di approvvigionamento Unicoop, hanno proclamato lo stato di agitazione con il blocco degli straordinari per tutti i reparti. Ma non basta. Oltre a esprimere solidarietà agli indagati, le Rsu, in un documento hanno detto che «Non è possibile ritenere “reato penalmente punibile” un comportamento che non danneggia né la Proprietà, né i beni di essa, in quanto il “grave reato” è stato quello di “appropriarsi”, al fine di consumo interno di generi alimentari destinati in gran parte alla beneficenza e non alla vendita. Tale comportamento è sempre stato considerato come prassi consolidata fin dai tempi del vecchio magazzino di Sesto». Ai Pratoni, nella zona industriale di Scandicci, Unicoop non ha solo il magazzino che rifornisce gli ipermercati. Da via Santa Reparata, sono stati trasferiti anche alcune funzioni direzionali, tanto che in via Europa, ormai si trova il centro nevralgico del colosso fiorentino della grande distribuzione, che conta oltre 8000 dipendenti. In attesa che la magistratura chiarisca effettivamente come sono andate le cose, operai e proprietà sono in forte contrapposizione.
UNICOOP MAGAZZINI DEI PRATONI
Sorpreso a mangiare un panettone: licenziato in tronco
LICENZIATO perché sorpreso a mangiare un panettone. Un
altro episodio che segna la tensione tra Unicoop e lavoratori, verificatosi nel
periodo natalizio sempre ai Pratoni. Un dipendente, fanno sapere i colleghi, che
«dopo numerose ore di straordinario e dopo che non aveva potuto recarsi in
mensa per la cena, ha creduto lecito aprire un panettone e metterlo a
disposizione di chi, come lui, non aveva cenato». Sorpreso dal capo di
magazzino è stato licenziato in tronco.
Per Unicoop il licenziamento rientrerebbe nell'applicazione delle regole
aziendali. Il centro ha 500 lavoratori, e il provvedimento disciplinare scatta
per questo genere di fatti. Ma i lavoratori ne chiedono la riassunzione, e si
auto tasseranno per aiutarlo nelle spese legali.
L’ipermercato assumerà 383 persone
Con i suoi 52mila metri quadrati sarà il più grande della Toscana
di FABRIZIO MORVIDUCCI su la Nazione 27/1/2008
IPERMERCATO di Scandicci, le ricadute sul territorio. Nel
progetto presentato da Unicoop per la realizzazione del centro commerciale di
Pontignale, emergono i numeri relativi a quadro occupazionale e opere per il
territorio. In base ai calcoli della Coop, recuperati gli occupati dell'iper di
Lastra a Signa dovrebbe essere di 383 unità. Il soggetto attuatore/gestore
dovrà fornire all'Amministrazione, per sei anni a partire dall'entrata in
esercizio della struttura, un rapporto annuale sul numero complessivo degli
occupati nel nuovo insediamento commerciale, con precisazione del numero di
addetti residenti nel Comune di Scandicci. Per quanto riguarda la concorrenza,
dovrà inoltre essere monitorato l'impatto sugli esercizi commerciali non
alimentari di Scandicci e del più ampio bacino.
PER QUESTO sarà stilato un rapporto triennale, sull'andamento dei punti
vendita della rete di distribuzione esistente in termini di cessazione o
apertura di nuovi esercizi e/o in termini di incidenza sul fatturato.
La grande struttura sarà costruita su un'area di 52 mila mq, di cui 10 mila in
superfici di vendita per grande distribuzione, oltre ad attrezzature commerciali
fino ad un massimo di 15 mila mq.
All'interno del maxi centro commerciale, sono previste anche funzioni rivolte
alla città con particolare attenzione ai cittadini della zona di Pontignale,
con l'incremento del verde pubblico. Il bacino di riferimento ipotizzato per il
nuovo centro, comprende i Comuni di Scandicci, Firenze Centro Storico e
Isolotto/Legnaia, Lastra a Signa, Signa, Bagno a Ripoli, Impruneta, Montelupo
Fiorentino, San Casciano, Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa, Capraia e Limite,
Castelfiorentino, Empoli, Montespertoli, Greve in Chianti e Vinci, per una
popolazione totale pari a n. 421.450 unità. L'estensione di tale bacino è
stata definita con riferimento ad altri centri con analoga capacità di
attrazione: I Gigli a Campi Bisenzio, i centri commerciali di Sesto Fiorentino,
Montecatini.Nel progetto si ipotizza anche un possibile collegamento a ponte con
il capolinea della tramvia, con eventuale partecipazione di Unicoop agli oneri
di progettazione e realizzazione dell'opera.
E' INOLTRE previsto il completamento della viabilità nell'area
interessata e nelle aree circostanti (zona Borgo ai Fossi). Completa il quadro
la definizione dell'assetto viario di interscambio con l'Autostrada A1 e la
FI-PI-LI.