|
|
|
|
|
| |||
|
Il caso Per la prima volta le telecamere sono riuscite a
mettere una davanti all'altra le due parti
Lavoratori Unicoop, il
caso in tv
Cinque dei sette
licenziati venerdì scorso ospiti a "Mi manda Rai Tre"
Eva Esposito sul Nuovo Corriere di Firenze del 14/12/2008
SCANDICCI — Il caso dei licenziamenti nei magazzini Unicoop approda anche sulla tv nazionale. Venerdì sera cinque dei sette lavoratori licenziati, accompagnati dal legale difensore e da Luca Saponaro della Filcams Cgil, sono stati invitati a partecipare a “Mi manda Rai TrE”, storica trasmissione di Rai Tre schierata dalla parte del cittadino.
Un’occasione davvero particolare, perché forse per la prima volta le telecamere sono riuscite a mettere una davanti all’altra le due parti: da Firenze erano infatti collegati anche il direttore delle Risorse Umane di Unicoop, Forconi, e il presidente Armando Vanni. La vicenda, oramai nota, vede protagonisti 24 lavoratori raggiunti da avviso di garanzia con l’accusa di furto aggravato per aver rubato e consumato prodotti tolti dalla vendita e raccolti nella gabbia dei rotti, una struttura costruita all’interno del punto logistico di viale Europa, a Scandicci. Dei lavoratori indagati, alcuni di loro sono stati licenziati, altri sottoposti a provvedimenti disciplinari di sospensione con durata variabile. Ma la giustizia, per ora, ha dato ragione ai lavoratori. Il giudice del lavoro aveva infatti imposto l’immediato reintegro dei lavoratori licenziati, in quando non verificabile il danno economico del gesto, considerata una prassi consolidata tra i lavoratori del magazzino. Un mese fa è poi arrivata la sentenza del Tribunale di Firenze che ha riconosciuto la buona fede dei dipendenti e li ha assolti, accogliendo la richiesta di archiviazione. Ma Unicoop ha presentato ricorso contro questa decisione, ed è sicura del fatto che la sua posizione verrà riconosciuta. “La vicenda giudiziaria non è ancora conclusa — ha detto Vanni nel corso della trasmissione di venerdì — abbiamo fatto ricorso e aspettiamo il giudizio di merito: dimostreremo che la nostra decisione è stata corretta”. I lavoratori, intanto, seppur momentaneamente reintegrati, e nonostante l’avvocato li rassicuri del fatto che tutto andrà a finire nel migliore dei modi, continuano a non dormire sogni tranquilli.
UNICOOP:
Una decisione che riconosce
l’onorabilità e la rispettabilità dei lavoratori accusati ingiustamente di
essere dei ladri
La
FILCAMS CGIL esprime grande soddisfazione per il Decreto del Tribunale di
Firenze, che accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, nonostante
l’opposizione dell’UNICOOP, ha
disposto l’archiviazione del procedimento penale contro i 24 lavoratori del
magazzino di Scandicci dell’Unicoop Firenze.
Siamo di fronte a un
provvedimento che riconosce l’onorabilità e la rispettabilità dei lavoratori
accusati ingiustamente di essere dei ladri per aver usufruito di
merendine e biscotti buttati nella “gabbia dei rotti” e non più destinati
alla vendita.
La vicenda, ormai nota a
tutti, trova così il suo giusto epilogo dal punto di vista penale.
Rimane
ancora aperta, sotto l’aspetto civile, la vicenda per
sette lavoratori licenziati, nonostante i tre pronunciamenti del
tribunale del lavoro che hanno riammesso al lavoro i lavoratori.
Auspichiamo che anche grazie
a questa decisione del giudice penale si comprenda che bisogna
ristabilire da subito un diverso clima in
azienda e un corretto rapporto di relazioni sindacali.
FILCAMS CGIL FIRENZE
Scandicci, lì 24/11/08
VICENDA MAGAZZINI UNICOOP PRODOTTI SCARTATI COME INVENDIBILI
Mangiare quelle merendine non era furto
I giudici penali dello stesso parere di quelli civili. Prosciolti 23 dipendenti
di FABRIZIO MORVIDUCCI su la Nazione 21/11/2008
FURTI UNICOOP, anche il tribunale penale proscioglie i lavoratori. Il giudice per le indagini preliminari, Paola Palasciano, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di 23 dipendenti dei magazzini dei Pratoni (licenziati o sospesi a seguito dell’inchiesta sugli ammanchi). I lavoratori, difesi dall’avvocato Giorgio Bellotti hanno dunque vinto anche questo round. Dopo le tre sentenze dei giudici civili. «Anche il giudice penale - ha detto l’avvocato Bellotti - ha fatto riacquistare ai dipendenti licenziati o sospesi la loro dignità e il loro onore». Particolare è la motivazione che ha portato prima il pubblico ministero, poi il gip a decidere per l’archiviazione.
Due le motivazioni sostanziali che hanno portato il giudice e il pm a propendere per la chiusura dell’inchiesta. La prima è che la condotta contestata (il furto) aveva a oggetto prodotti alimentari posti in un luogo destinato a contenere merce non più idonea alla vendita per il deterioramento del suo stato (la cosiddetta gabbia dei rotti). Quindi per tutti questi prodotti non si poteva più conseguire il ricavo costituito dal prezzo di vendita. La seconda, emersa dagli interrogatori, sarebbe l’ammissione dei ‘prelievi’ da parte degli operai, per il fatto che la cosa sarebbe stata una consuetudine ben nota ai responsabili dell’azienda. Un uso in base al quale i dipendenti avrebbero potuto prelevare liberamente qualche prodotto di quelli in questione.
La bomba è scoppiata nel marzo scorso, quando i lavoratori dei magazzini Unicoop di Scandicci sono stati indagati dalla procura fiorentina per appropriazione indebita e furto. A presentare la denuncia, risalente all’ottobre 2006, era stata proprio Unicoop Firenze, a seguito di ammanchi nel magazzino. I carabinieri hanno avviato le indagini, utilizzando intercettazioni video per accertare se in una particolare area del centro di approvvigionamento fossero commessi degli illeciti. Secondo i dipendenti, il problema era spiegabile: i lavoratori avrebbero attinto da un’area destinata allo stoccaggio della merce non destinata alla vendita, ossia quel materiale che si danneggia durante la movimentazione e non può essere inviato nei negozi. Dopo l’apertura del fascicolo da parte della Procura, Unicoop decise il licenziamento a carico di almeno 17 dei 23. Licenziamenti che il giudice del lavoro ha cancellato.
Ladri di merendine Unicoop si oppone all’archiviazione
da la Nazione 19/11/2008
UNICOOP Firenze si è
opposta alla richiesta di archiviazione presentata dal pm Giuseppina Mione in
relazione ai furti che sarebbero stati compiuti all’interno del supermercato
Coop di Scandicci da 24 dipendenti. L’udienza si è tenuta ieri davanti al gip
Paola Palasciano. Il magistrato ha ascoltato le parti in causa e si è riservato
la decisione.
I cosiddetti «ladri di merendine», tutti dipendenti Unicoop, erano accusati di
furto con l’aggravante dell’abuso di prestazione d’opera. Si tratta di
semplici addetti, magazzinieri, capi squadra, capi reparto e autisti. Secondo le
accuse, i furti sarebbero stati eseguiti all’interno del supermercato,
nell’ambito, spiegava il pm, «di un disegno criminoso volto a trarre profitto
dalla merce asportata». Per gli operai invece si sarebbe trattata di una prassi
consolidata in tutto il magazzino, una prassi secondo cui la merce non destinata
alla vendita, sarebbe stata comunque a disposizione di tutti.
I FURTI, che riguardavano caramelle, merendine, scatolette, bibite, patatine
e cioccolate, sarebbero stati scoperti attraverso delle telecamere installate
nel magazzino del supermercato. Il pm inviò 24 informazioni di garanzia, ma al
termine delle indagini, decise di chiedere l’archiviazione dell’inchiesta.
Uno degli indagati, prostrato dalla vicenda e difeso dall’avvocato
Massimiliano Annetta, ricevette anche una lettera di scuse. Poi, l’improvviso
cambio di rotta, con l’opposizione all’archiviazione presentata da Unicoop
attraverso l’avvocato Marino Bianco.
IL SINDACATO I LAVORATORI TEMONO NUOVE «ESTERNALIZZAZIONI»
Magazzini e Ipercoop, giallo assunzioni
Nuova area del «fresco» nell’ex Matec e centro commerciale del Pontignale
di FABRIZIO MORVIDUCCI su la Nazione 11/11/2008
POLO UNICOOP Scandicci, i lavoratori cercano chiarezza.
Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra Rsu e direzione Unicoop per fare
il punto sull'organizzazione del lavoro nei magazzini dei Pratoni. Ma la
riunione serviva anche per avere alcune rassicurazioni sui futuri scenari che
vedranno la città protagonista di alcuni tra i più importanti interventi di
Unicoop nell'area metropolitana. In primis l'acquisto del capannone Matec,
avvenuto nel maggio scorso con la prospettiva di realizzarvi il magazzino di
stoccaggio per tutto il "fresco". «Sono in molti - si legge in una
nota sindacale - a chiedersi quali saranno le nuove modalità organizzative del
lavoro quando entrambi i magazzini saranno operativi, se vi saranno nuove
assunzioni e trasferimenti, o se parte del lavoro verrà esternalizzato».
Secondo le previsioni dei lavoratori il nuovo magazzino, costato ad Unicoop
qualcosa come 25 milioni di euro, dovrebbe già entrare in funzione per
contribuire a realizzare il più grande polo logistico e di distribuzione di
Unicoop in Italia, gestendo e smistando merce per tutti i supermercati della
Toscana. Una posizione fondamentale, perché poco lontano, vicino allo svincolo
della Fi-Pi-Li, nascerà il centro commerciale del Pontignale. Intervento di
Unicoop che sarà realizzato dal Consorzio Etruria. In quest'area nascerà un
ipermercato di 10.000 mq, mentre la superficie rimanente (15.000 mq) sarà
suddivisa in negozi di piccola e media distribuzione.
IL TUTTO CIRCONDATO da servizi, parcheggi commisurati alla clientela
prevista, verde pubblico per una superficie di 52.000 mq. Anche questa nuova
struttura determinerà compiti aggiuntivi e probabilmente nuovi posti di lavoro,
tanto che sindacati e lavoratori vogliono capire come sarà organizzato il
futuro assetto. Sempre per quanto riguarda l'iper del Cdr, la giunta comunale di
Scandicci ha recentemente approvato anche il progetto definitivo delle opere di
urbanizzazione a carico di Unicoop nell'ambito della costruzione del centro
commerciale, che comprende percorsi pedonali e ciclabili, zone di verde
attrezzato, parcheggi per uso pubblico, alcuni dei quali saranno a servizio
della fermata del futuro braccio della tramvia. Sempre all'interno dell'area
commerciale saranno realizzate le reti idriche, elettriche, del gas e il
collegamento fognario al fosso della Dogaia e tutta una serie di opere esterne
di viabilità
I dipendenti sono preoccupati per
l'organizzazione del lavoro in quello che sarà il più grande polo dell'Italia
centrale
Unicoop, ai Pratoni vertice con le Rsu
Incontro per fare il punto sull'apertura del nuovo magazzino
nell'area Matec
Eva Esposito su il Nuovo Corriere di Firenze del 30/10/2008
SCANDICCI - Il magazzino dei Pratoni, l’acquisto del capannone Matec e il futuro dei lavoratori Coop. Si terrà oggi pomeriggio aScandicci un incontro tra Rsu e direzione Unicoop per discutere dell’organizzazione del lavoro all’interno dei magazzini di viale Europa. Un appuntamento richiesto proprio dalle organizzazioni sindacali per chiarire alcuni punti e chiedere rassicurazioni in merito ad alcune preoccupazioni che vanno diffondendosi tra i dipendenti.
L’acquisto del capannone Matec da parte di Unicoop, avvenuto nei maggio scorso con la prospettiva di realizzarvi il magazzino di stoccaggio per tutto il “fresco”, è tra queste. Sono in molti a chiedersi quale saranno le nuove modalità organizzative del lavoro quando entrambi i magazzini saranno operativi, se vi saranno nuove assunzioni e trasferimenti, o se parte del lavoro verrà esternalizzato.
Tutti dubbi che l’incontro di oggi pomeriggio si propone di chiarire. Entro la fine dell’anno il nuovo magazzino, costato ad Unicoop qualcosa come 25 milioni di euro, dovrebbe già entrare in funzione per contribuire a realizzare il più grande polo logistico e di distribuzione di Unicoop in Italia, gestendo e smistando merce per tutti i supermercati della Toscana. La posizione è quanto mai strategica, non solo perché ha a portata di mano l’ingresso di Scandicci dell’Autostrada del sole, ma anche perché, proprio sulle ceneri del vicino ex casello di “Firenze Signa", sarà costruito il nuovo centro commerciale di Pontignale, un’opera firmata Unicoop e realizzata dal Consorzio Etruria: sua sarà quasi la metà (10 mila mq) della superficie commerciale disponibile, che sarà occupata da un grande ipermercato, mentre la superficie rimanente (15 mila mq.) sarà suddivisa in negozi di piccola e media distribuzione. Il tutto circondato da servizi, parcheggi commisurati alla clientela prevista, verde pubblico per una superficie complessiva di 52mila mq.
La Giunta comunale di Scandicci ha recentemente approvato anche il progetto definitivo delle opere di urbanizzazione a carico di Unicoop nell’ambito della costruzione del centro commerciale, che comprende percorsi pedonali e ciclabili, zone di verde attrezzato, parcheggi per uso pubblico, alcuni dei quali saranno a servizio della fermata del futuro braccio della tramvia. Sempre all’interno dell’area commerciale saranno realizzate le reti idriche, elettriche, del gas e il collegamento fognario al fosso della Dogaia e tutta una serie di opere esterne di viabilità.
I delegati sindacali si rivolgono ai soci
Licenziati da Unicoop "alti i costi della
vertenza"
da la Repubblica 28/9/2008
Un tempo, se uno o più dipendenti Unicoop fossero stati sorpresi a prelevare merci dagli scaffali, la questione sarebbe stata «oggetto di esame, discussione e probabile soluzione in sede aziendale». Lo sostengono i delegati Filcams Cgil di Unicoop, deplorando il fatto che negli ultimi anni le relazioni fra dirigenza, dipendenti e sindacati si siano gravemente deteriorate. Così deteriorate che, come è noto, Unicoop ha denunciato 24 dipendenti che prelevavano merci dal magazzino delle confezioni sciupate e ne ha licenziati sette, prima di essere obbligata dai giudici del lavoro a reintegrarli. Ai soci Coop i delegati sindacali chiedono di riflettere anche sui costi di questa vertenza, in termini di spese legali e di immagine. Intanto però a Bologna la storia si ripete. La «Centrale Adriatica Coop» ha denunciato per furto 42 fra dipendenti e terzisti, quasi tutti stranieri, che prelevavano merce dagli scaffali.
MAGAZZINI DI SCANDICCI NUOVA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL LAVORO
«Licenziamenti, Unicoop esagerò»
L’azienda dovrà riassumere i 7 lavoratori rei di aver mangiato merendine
non vendibili
di GIGI PAOLI su la Nazione 27/9/2008
ERANO stati licenziati in tronco dall’Unicoop
perché accusati di avere consumato merendine, succhi di frutta e biscotti
all’interno della zona del magazzino dei Pratoni che raccoglie prodotti che,
per vari motivi, vengono ritirati dalla vendita e destinati al macero o alla
beneficenza. Sette i destinatari del durissimo provvedimento disciplinare, che
aveva scatenato un’autentica rivolta fra i dipendenti della cooperativa,
accusata di aver sempre sostanzialmente tollerati questi piccoli ammanchi fra la
merce che non era comunque destinata alla vendita. Nel luglio scorso il
tribunale del lavoro aveva accolto il reclamo dei sette dipendenti licenziati,
assistiti dallo studio Belotti, imponendone a Unicoop l’immediato reintegro.
Tuttavia la cooperativa aveva deciso di presentare opposizione al provvedimento
sostenendo fra le altre cose «la gravità della violazione del vincolo
fiduciario derivante dai contestati episodi». Il reclamo è tuttavia stato
respinto nei giorni scorsi dallo stesso tribunale del lavoro in composizione
collegiale (presidente e relatore Giampaolo Muntoni), che ha ribadito a Unicoop
di reintegrare in servizio i sette dipendenti licenziati. Le indagini sugli
ammanchi nel magazzino dei Pratoni erano partite nel febbraio dell’anno scorso
quando i carabinieri di Scandicci, a seguito di una denuncia per furto
presentata da Unicoop, installarono alcune telecamere nascoste nel magazzino «incriminato»
da dove sparivano merendine e succhi di frutta. Da quelle immagini vennero
identificate 24 persone, fra le quali 18 dipendenti, 3 ex dipendenti e 3
lavoratori dell’impresa di pulizie esterna. Dei 18 dipendenti, sette furono
licenziati, dieci sospesi e uno ne uscì senza alcuna sanzione.
I SETTE mandati a casa si rivolsero così al tribunale, che per ben due
volte ha dato loro ragione. sottolineando in particolare la buona fede dei
dipendenti che asportavano un singolo pezzo per volta: «Mai — scrive il
tribunale — risultano asportate dal singolo dipendente notevoli quantità di
beni, tali da manifestare una esplicita volontà di sottrarre questi ultimi
all’azienda per trarne un profitto esorbitante dalla semplice personale
refezione sul momento». Non solo: la massima sanzione disciplinare adottata da
Unicoop non è giustificata a causa dell’«effettiva sussistenza di una
disinvolta prassi alla quale l’azienda mai aveva in precedenza reagito, né
mettendo sull’avviso i dipendenti né irrogando sanzioni, magari più lievi ma
ugualmente esemplari, significative della volontà di non tollerare più
comportamenti del genere». Insomma, essere licenziati per una merendina neanche
destinata alla vendita è apparso al tribunale francamente troppo.
Il caso Intanto
il pm ha chiesto 1’ archiviazione del procedimento contro i 24 accusati di
furti
Dipendenti reintegrati
Unicoop fa ricorso
Reclamo contro la decisione di luglio di riassumere i lavoratori dei Pratoni
dal Corriere di Direnze 18/9/2008
SCANDICCI - Unicoop ha deciso di fare reclamo contro la decisione del tribunale del lavoro che aveva disposto il reintegro dei sette dipendenti dei magazzini ai Pratoni, licenziati dalla cooperativa. Appello al quale si oppongono i legali dello studio Bellotti che difendono i lavoratori, licenziati a maggio scorso e reinseriti a luglio. Il tribunale del lavoro deciderà all’inizio della settimana prossima se accogliere o meno la richiesta di licenziamento avanzata dalla cooperativa.
Intanto Unicoop ha fatto opposizione anche alla richiesta di archiviazione presentata dal pm al giudice per le indagini preliminari sulla vicenda dei presunti furti al magazzino dei Pratoni. Il gip deciderà a novembre se archiviare il procedimento o se rinviare i 24 dipendenti a giudizio. Le indagini sugli ammanchi nei magazzini dei Pratoni erano partite nel febbraio 2007, quando i carabinieri di Scandicci, in seguito ad una denuncia per furto presentata da Unicoop, decisero di installare alcune telecamere nascoste nel magazzino. A distanza di alcuni mesi, le immagini filmate avrebbero permesso di individuare 24 persone, tra cui 18 dipendenti, 3 ex dipendenti e 3 lavoratori dell’impresa di pulizie esterna, nell’atto di appropriarsi soprattutto di generi alimentari come merendine e bevande. I “furti” sarebbero avvenuti tuttavia all’interno della cosiddetta “gabbia”, ovvero la zona del magazzino che raccoglie prodotti per vario motivo ritirati dalla vendita e destinati al macero o alla beneficenza.
Una prassi comune, secondo i tanti lavoratori scesi in strada per protestare in solidarietà con i colleghi, ma tanto è bastato perché fossero emessi, nel marzo 2008, 24 avvisi di garanzia. Non molto tempo dopo, Unicoop ha messo in atto provvedimenti disciplinari nei confronti dei 18 dipendenti coinvolti nella vicenda: per 7 di loro è scattato il licenziamento in tronco, dieci lavoratori sono stati sospesi per periodi di tempo variabili, uno, infine, non è stato toccato da nessuna sanzione. Nel luglio scorso, la sentenza del Giudice del Lavoro a cui si erano rivolti con Filcams-Cgil i lavoratori licenziati, ha però ribaltato il provvedimento, imponendo a Unicoop il reintegro immediato dei lavoratori. La sentenza riconosceva in particolare la buona fede dei dipendenti, la non accertabilità del danno economico che tali azioni avrebbero prodotto all’azienda, la sproporzione del licenziamento e l’illegittimità dei criteri in base ai quali l’azienda avrebbe inflitto le sanzioni disciplinani ai diversi lavoratori. E’ contro questa sentenza che Unicoop si è opposta.