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La Shankomat Nuti acquistata dalla Brew Service di Modena
Solo 10 dei 42 posti saranno salvati subito. Gli altri legati al mercato
di M. SERENA QUERCIOLI su la Nazione 27/11/2009
LA SHANKOMAT NUTI di Capalle è stata acquistata dalla
Brew Service di Modena e 10 posti di lavoro su 42 sono stati salvati.
L’accordo, al quale hanno preso parte anche i sindacati, è stato siglato
giovedì nel tardo pomeriggio. Ci sono comunque buone possibilità di
riassorbimento pure per gli altri dipendenti, attualmente in cassa integrazione,
se il lavoro imboccherà la strada giusta. Il calvario di quest’azienda
specializzata nella produzione di impianti per bevande alla spina inizia il 3
giugno scorso quando al rientro dal ponte del 2 giugno gli addetti trovano le
porte sprangate. Si mobilitarono subito i sindacati Cgil,
Cisl e Uil. La Shankomat Nuti non aveva difficoltà dovute alla crisi economica
ma sofferenze di bilancio (conti in rosso nell’ordine di circa 100.000 euro) e
la casa madre (la Grapos in Austria) non più intenzionata a mantenere il
presidio a Campi. Per tutelare i materiali e gli impianti, nella previsione di
fronteggiare ai creditori, l’amministratore delegato optò per far sigillare
la fabbrica. A metà giugno i libri contabili furono portati in Tribunale e
successivamente è stato nominato il curatore fallimentare. Dopo 4 mesi ecco una
svolta, positiva. “L’azienda ripartirà – sottolinea Marco Tesi della Fim
Cisl – e questo è senz’altro un buon segnale perché sono stati
riallacciati i contatti con i clienti dell’ex Shankomat Nuti fra i quali la
Coca Cola.
Il sito continuerà a produrre impianti alla spina”. La Brew Service è
l’azienda di un giovane imprenditore modenese che vanta un discreto numero di
anni d’esperienza nel ramo dei distributori d’acqua ed ha una filiale ad
Alessandria. Cosa prevede l’accordo?
LA BREW SERVICE si è impegnata a rilevare dal curatore fallimentare la
Shankomat Nuti e ad assumere subito a tempo indeterminato 5 operai. Altri 5
addetti saranno assunti a tempo determinato da gennaio 2010. Intanto riprenderà
la produzione di questi impianti e si verificheranno le opportunità sul mercato
italiano e internazionale: ovvero cercheranno ordini nel parco-clienti dei
distributori di bevande gassate, birra, vino, latte... La missione non è
impossibile perché il settore tira abbastanza, nonostante la recessione. “La
Brew Service – prosegue Tesi – si è impegnata anche nell’arco di 24 mesi,
se il lavoro crescerà, a fare le assunzioni attingendo dalla lista degli ex
dipendenti Shankomat Nuti. Per i 32 lavoratori rimasti la cassa integrazione
finirà a giugno 2010, poi saranno in mobilità. Logicamente si stanno anche
attivando per trovare un’altra occupazione. L’immobile di via San Quirico
era in affitto quindi sulla localizzazione della fabbrica c’è da vedere se la
Brew Service troverà un accordo col vecchio proprietario oppure se
individueranno una nuova sede. Ma si sono impegnati formalmente a collocare
l’azienda in un raggio di 30 km da via San Quirico”. Le parti sociali
sottolineano come significativo il fatto che un imprenditore emiliano si sia
reso disponibile a rilevare una ditta toscana.
Si è fatta avanti un'azienda di Reggio Emilia che riassumerebbe 8 dipendenti
Un acquirente per la Shankomat
Salvi: "Va difesa l'integrità di un'attività produttiva campigiana"
Daniele Calieri sul Nuovo Corriere di Firenze 19/11/2009
CAMPI - C’è una proposta d’acquisto per la Shankomat Nuti di via di San Quirico, l’azienda specializzata nella produzione di macchinari per la distribuzione di bibite a pressione.
La Shankomat, controllata da un’azienda austriaca, aveva chiuso i battenti a maggio mettendo a casa una quarantina di lavoratori e consegnando i registri in Tribunale che aveva provveduto a nominare un curatore fallimentare.
Adesso pare che un’azienda di Reggio Emilia, la Waterline, avrebbe avanzato una proposta di acquisizione presentando un piano industriale che prevederebbe, da subito, il reintegro di 8 lavoratori. Un numero considerato esiguo dalla componente Cgil dell’azienda.
“Credo che si debba operare qualsiasi tentativo per non smembrare la Shankomat Nuti che rappresenta un pezzo della storia imprenditoriale di Campi - osserva l’assessore Stefano Salvi -penso che il curatore fallimentare debba esercitare ulteriori tentativi nei confronti del possibile acquirente. Così come credo sia doveroso che i sindacati affrontino il problema delle assunzioni operando una semplice riflessione: meglio iniziare con il reintegro di alcuni posti di lavoro in attesa di ampliare il personale anziché decretare la fine definitiva dell’azienda”.
Negli ultimi sei mesi, da quando la Shankomat ha chiuso i battenti, sarebbero almeno 7 lavoratori che sono riusciti a ricollocarsi in altre attività. Uno dei timori che sussistono è che, a termine delle operazioni del curatore fallimentare, si possa decidere di vendere l’azienda a pezzi smembrandone l’attività e le caratteristiche di una storica attività locale.
Lavoro e formazione
Shankomat, la Regione incontrerà il curatore
Il punto sulla Shankomat Nuti srl, azienda di Campi Bisenzio che produce erogatori per birra alla spina, è stato fatto oggi nel corso di un incontro convocato dall'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini e al quale hanno partecipato le organizzazioni sindacali, gli assessori al lavoro del Comune di Campi Bisenzio Stefano Salvi e della Provincia di Firenze Elisa Simoni.
L'azienda, unica nel panorama nazionale, è stata messa in liquidazione dalla proprietà ed è oggi sotto curatela fallimentare.
L'assessore Simoncini ha ricordato che la Regione, insieme agli enti locali,
segue con attenzione la vertenza e lavorerà per assicurare al più presto
la cassa integrazione ai 43 addetti, attualmente sospesi dal lavoro e senza
ammortizzatori sociali.
«Oltre alle iniziative che il Comune di Campi ha annunciato per i prossimi
giorni - spiega l'assessore - ci impegniamo ad affiancare le organizzazioni
sindacali e gli enti locali nella loro battaglia. Contiamo di incontrare
nuovamente il curatore fallimentare dell'azienda entro la fine di luglio.
L'obiettivo è quello di costruire un percorso per arrivare a individuare un
nuovo soggetto che possa rilevare l'attivitàdell'azienda, anche in
considerazione della particolaritàdelle sue produzioni».
L'assessore ha ribadito che da parte della Regione e degli enti locali c'è
l'impegno ad assicurare tutto il sostegno possibile alla nuova impresa.
6/7/2009
Schankomat Nuti di Campi Bisenzio: si faccia avanti il
compratore, basta che salvi i posti di lavoro
In
relazione all’articolo apparso sulla cronaca locale della Nazione in data 23
giugno relativo alla situazione venutasi a creare nella ditta Schankomat Nuti di
Campi Bisenzio, la Fiom/Cgil in accordo con la RSU Fiom/Cgil della suddetta
Azienda si trova a precisare i seguenti punti:
Apprendiamo
dal giornale e non dalla società dell’interesse di un “eventuale”
compratore per l' Azienda.
La
notizia qualora fosse fondata
sarebbe positiva per la salvaguardia dell'occupazione.
La
situazione dei lavoratori è molto difficile perché ormai da due mesi
non percepiscono lo stipendio e
si trovano in estrema difficoltà nel
pagare bollette, mutui, insomma nel far fronte alle spese quotidiane.
L'auspicio
è che l’eventuale acquisto della
Schankomat Nuti da parte del “nuovo” interessato, dovrebbe essere mirata a
salvaguardare la totalità dei posti di lavoro, cosa che le organizzazioni
sindacali avevano suggerito alla direzione italiana, proponendo un piano che
prevedesse, al fine di evitare i licenziamenti, l'uso di ammortizzatori sociali
e che inspiegabilmente ci è stato rifiutato circa in mese fa.
I
lavoratori, le rsu e le
organizzazioni sindacali seguiranno attentamente questa vicenda affinché non si
depauperi l'occupazione, le professionalità
e non si scarichi i costi di questa crisi sulla collettività e sui
lavoratori.
Rsu
fiom
Schankomat Nuti
fiom Cgil Firenze
Crisi Schankomat Nuti
Si fa avanti un compratore
da la Nazione 23/6/2009 di M. SERENA QUERCIOLI
UN IMPRENDITORE si è fatto avanti per salvare l’occupazione e la produzione alla Schankomat Nuti di via San Quirico a Campi Bisenzio. Lo rende noto il commercialista, il dottor Francesco Lotti, e l’incontro dovrebbe esserci oggi. L’azienda, lo ricordiamo, occupa 45 persone e produce impianti per bevande alla spina. Il 3 giugno scorso i lavoratori trovarono la saracinesca sigillata in quanto la proprietà (la Grapos, austriaca) non intende più mantenere operativo lo stabilimento di Campi. Il caso è seguito anche dal comparto metalmeccanico di Cgil, Cisl e Uil che all’indomani della chiusura forzata organizzarono un sit in di protesta davanti alla ditta. I 45 lavoratori non hanno ricevuto nemmeno lo stipendio di maggio. L’istanza di fallimento al Tribunale di Firenze è stata presentata ma il fallimento sarà dichiarato, presumibilmente, intorno al 1 luglio a causa del sovraffollamento di pratiche alla cancelleria fallimentare. Seguirà la nomina del curatore e del giudice delegato.
Fino a quel momento – spiega il dottor Lotti dal suo studio di Firenze - non si avrà la totale libertà dei dipendenti nel senso della loro possibilità di avvicinarsi ad altre aziende senza perdere taluni diritti a loro tutela in questa situazione. Quindi per l’ex staff amministrativo e anche per me si prospetta un duro lavoro a sostegno del curatore per mettere a disposizione dati e notizie che saranno necessari per svolgere operazioni formali e sostanziali finalizzate alla tutela dei creditori, dall’inventario fino alla valutazione delle circostanze del fallimento. Alla fine della settimana scorsa, anche grazie agli appelli formulati attraverso la stampa, è giunta al mio studio la telefonata di un imprenditore del settore che già conosceva la Schankomat Nuti.
L’imprenditore ha dichiarato l’interesse per una acquisizione della struttura ed è consapevole che avendo presentato istanza di fallimento, ogni trattativa per la continuazione della azienda sarà da farsi con il curatore. Sarà nostra cura presentare al tribunale fallimentare, nel caso l’interesse dell’imprenditore diventi effettivo, una memoria contenente le proposte che consentano al curatore una urgente valutazione dei fatti per arrivare ad una rapida operazione di affitto/acquisto dell’azienda non appena il fallimento venga formalizzato. L’imprenditore si è dichiarato oltreché conoscitore del settore anche interessato al piano sintetico elaborato dal dottor Giuseppe Soin per la razionalizzazione dei costi e la riduzione del personale. Credo che fino all’ultimo ogni tentativo debba essere fatto per salvare l’ultima realtà prettamente produttiva della zona di Capalle e realizzare insieme ai dipendenti Schankomat il sogno che anni di esperienze importanti non vadano in fumo con 45 posti lavoro».
Schankomat, porte sprangate per 50
I lavoratori: «Scenderemo in piazza anche in Austria». Sciopero alla Gkn
da la Nazione 5/6/2009 di M. SERENA QUERCIOLI
RIENTRO amaro dal ponte del 2 giugno per i 50 lavoratori
della Schankomat Nuti di Capalle che mercoledì mattina hanno trovato la porta
sigillata dal commercialista. Così ieri è scattato un presidio davanti
all’ingresso, supportato dai sindacati del comparto metalmeccanico di Cgil,
Cisl e Uil. I lavoratori ora sono disposti ad andare a manifestare in piazza
anche in Austria, tanta è la rabbia. Per la Schankomat Nuti, infatti, è errato
parlare di crisi. Gli ordini di maggio sono ancora da evadere. Il problema vero
è che da alcuni anni i bilanci sono in rosso nell’ordine dei 100.000 euro
annui e la casa madre (la Grapos in Austria) non è più intenzionata a
mantenere il presidio a Campi. Per i 50 lavoratori, tutti abbastanza giovani
(fra i 25 e i 50 anni) e le loro famiglie si profila il dramma: niente stipendio
di maggio e slitterà pure il rimborso del 730 per gli aventi diritto. E per i
prossimi mesi? Sul basculante d’ingresso sono state affisse due lettere: una
dell’amministratore unico Werner Gutnik che autorizza il commercialista e il
direttore dell’azienda a chiudere e cambiare le serrature, l’altra del
commercialista di Firenze dottor Francesco Lotti che informa i lavoratori della
chiusura dei locali. “Oggi (ieri, ndr) ci sarà la convocazione del cda in
Austria – ha spiegato Daniele Collini della Fiom-Cgil – che dovrebbe
decidere il futuro dell’azienda anche se ormai è segnato. Avevamo già
attivato una task force in Regione e la soluzione più ragionevole poteva essere
quella di cercare un imprenditore disposto a rilevare l’azienda cosa che
comunque continueremo a fare”. “Possiamo ipotizzare – ha sottolineato
Daniele Calosi, della Fiom - due scenari: la decisione, già ventilata
dall’azienda, di portare i libri contabili in Tribunale e chiedere il
fallimento. In questo caso, ammesso che il Tribunale lo conceda, si attiverebbe
la cassa integrazione straordinaria e i lavoratori resterebbero nel corpo
aziendale. Oppure la messa in liquidazione e scatterebbe la mobilità con il
licenziamento nei termini previsti”. A sostenere i lavoratori della Schankomat
Nuti è arrivato il sindaco di Firenze Leonardo Domenici. La ditta di via San
Quirico 282 è nata già sulle ceneri di un fallimento.
ANCORA agitazioni alla Gkn di via fratelli Cervi: oggi è stata
proclamata un’ora di sciopero per ogni turno di lavoro e dalle 13 alle 15 ci
sarà un presidio davanti ai cancelli. “I motivi sono vari – spiega
Alessandro Lippi Fiom-Cgil – l’azienda chiede lavoro straordinario e noi
chiediamo la reintegrazione dei lavoratori sospesi, il ripristino delle
condizioni di sicurezza messe a rischio da impiegati che lavorano alla
produzione in sostituzione degli operai che per solidarietà ai lavoratori
sospesi si rifiutano di fare lo straordinario; la ripresa delle trattative sul
premio di risultato e corrette relazioni sindacali messe in discussione da atti
unilaterali forti della paura generata dalla crisi”
L’azienda vuole cessare l’attività che occupa 50 operai a Capalle
Svolta alla Seves: l’azienda s’è impegnata a rimanere a Firenze
Schankomat Nuti amara sorpresa: gli operai trovano la ditta chiusa
I dipendenti hanno scoperto così la decisione di cessare l’attività produttiva e oggi riceveranno la visita di Leonardo Domenici. Passi avanti invece nella vertenza sul futuro dello stabilimento di Castello.
SILVIA CASAGRANDE sull'Unità 4/6/2009
Arrivati ai cancelli dello stabilimento in cui lavorano, li hanno trovati chiusi. È accaduto ai circa 50 dipendenti della Schankomat Nuti di Capalle, Campi Bisenzio. La ditta austriaca, specializzata nella produzione di impianti per bevande alla spina, ha comunicato così la decisione di cessare l’attività produttiva ai suoi dipendenti. Immediata la reazione delle Rsu, Fiom Cgil e Fim Cisl, che accusano la proprietà di «completa latitanza». «Una settimana fa - spiegano - aveva garantito l’erogazione degli stipendi di maggio a fronte del completamento degli ordini. Il giorno dopo si era negata, dando mandato all’amministratore delegato di portare i libri contabili in tribunale». I lavoratori hanno convocato un presidio per stamattina alle 11 davanti allo stabilimento, a cui è stata annunciata anche la presenza del sindaco uscente e candidato alle europee Leonardo Domenici.
Spiragli di luce alla Seves
Si è concluso invece con un impegno a mantenere in vita il sito produttivo
fiorentino il vertice dell’unità di crisi sul futuro della Seves. Presenti
all’incontro con l’azienda sindacati, Rsu, Confindustria, l’assessore
comunale al lavoro Riccardo Nencini e quello provinciale Stefania Saccardi. «Sono
stati fatti dei passi avanti - spiega Fabio Berni della Filcem Cgil -
soprattutto sulla data di attivazione del forno, anticipata a novembre 2009».
L’accordo verrà siglato il prossimo 15 giugno durante un incontro in
Confindustria, durante il quale verranno stabilite anche le modalità di
accesso al prestito agevolato del Fondo per l’innovazione messo a
disposizione dalla Regione. Altro segnale positivo, l’impegno ad assumere 5
dipendenti a termine: «Gli sarebbe scaduto il contratto a luglio - spiega il
delegato delle Rsu Mauro Bianchelli - dopo oltre quattro anni di lavoro». Un
centinaio di lavoratori attendeva l’esito dell’incontro sotto la sede
della Provincia dove si è svolto. Intanto un altro progetto per «salvare la
Seves» è stato presentato da Fabio Basagni, economista candidato al
Consiglio comunale con la lista Spini: «Reperendo risorse finanziarie, circa
20 milioni, da fondi di investimento di media grandezza e coinvolgendo
l’imprenditoria locale, attraverso l’Associazione piccole e medie imprese,
si potrà guardare al futuro dell’azienda in un’ottica di sviluppo,
piuttosto che di ridimensionamento». Il progetto, che «potrebbe
concretizzarsi già nelle prossime settimane», prevede il mantenimento
dell’attuale livello occupazionale. Per questo piace anche al segretario
generale della Filcem Cgil fiorentina Luca Paoli: «Dopo la cassa integrazione
straordinaria, ovvero il licenziamento tra 12 mesi, di 110 dipendenti su 173
promessa da Giovanni Galli o la prima riunione di giunta fuori dai cancelli
dello stabilimento annunciata da Matteo Renzi, questa sembra senz’altro la
proposta più sensata».
Comunicato
stampa
Una
vertenza europea
drammatica
situazione alla Schankomat Nuti di Capalle: questa mattina i lavoratori hanno
trovato l’azienda chiusa
domani
mattina alle ore 11 cercheranno di entrare a lavorare,
la
stampa è invitata
Mercoledì 3 giugno 2009. Questa mattina
i circa 50 dipendenti della Schankomat Nuti di Capalle mentre si accingevano ad
entrare in azienda all’ inizio dell’ orario di lavoro mattutino hanno
trovato i sigilli apposti dalla direzione e dalla proprietà che ne impedivano
l’ingresso e di conseguenza l’impossibilità a prestare la propria attività
lavorativa.
Si conferma così il completo
disinteressamento alla criticità della situazione per la sopravvivenza di
questa realtà sul territorio da parte della proprietà austriaca non curante
dei contatti attivati dalle OO.SS anche con la Task force della Regione.
Si fa Drammatica la situazione dei
dipendenti che si trovano a dover relazionare con una direzione completamente
incapace di gestire la situazione aggravata dalla completa latitanza della
Proprietà AUSTRIACA, la quale, una settimana fa, dopo aver garantito
l’ erogazione degli stipendi di maggio a fronte del completamento degli ordini
in azienda, si è negata il giorno dopo manifestando l’ intenzione di cessare
l’ attività lavorativa dando mandato all’amministratore di portare i libri
contabili in tribunale.
I lavoratori restano in attesa quanto
prima di una risposta per la salvaguardia dei posti di lavoro
e un atto di responsabilità
da parte della Proprietà per smobilizzare questa situazione .
Domani
alle 11 i lavoratori si
ritroveranno di fronte ai cancelli in Via
S. Quirico, 282 a Campi Bisenzio e chiederanno
di poter entrare a lavorare , sarà presente il candidato alle europee Leonardo
Domenici al quale sindacati e lavoratori spiegheranno la situazione.
La
stampa è invitata
La Rsu di Schankomat Nuti
FIOM CGIL, FIM CISL
Firenze
Un’ora di sciopero alla Schankomat Nuti
da la Nazione 27/5/2009
OGGI DALLE 10 ALLE 11 i lavoratori della Schankomat Nuti srl di via San Quirico di Campi Bisenzio incroceranno le braccia per chiedere garanzie per il proprio stipendio e per il proprio futuro. Lo annunciano Cisl-Cgil e la Rsu. La società leader nella produzione di impianti per bevande alla spina e che ad oggi occupa 50 lavoratori ha comunicato la volontà di dismettere l’attività.In questa fase di incertezza i lavoratori chiedono garanzie sulla copertura economica delle proprie retribuzioni inoltre si richiede in impegno forte della proprietà a ricapitalizzare la società oppure a rendersi disponibile a ricercare un soggetto industriale per poter salvare i 50 posti di lavoro.
Comunicato stampa
Domani mercoledì 27 maggio 2009 dalle 10 alle 11 i lavoratori della Schankomat Nuti srl via san quirico di Campi Bisenzio incroceranno le braccia per chiedere garanzie per il proprio stipendio e per il proprio futuro.
La società leader nella produzione di impianti per bevande alla spina e che ad oggi occupa circa 50 lavoratori ha comunicato la volontà di dismettere l'attività produttiva.
In questa fase di incertezza i lavoratori chiedono garanzie sulla copertura economica delle proprie retribuzioni inoltre si richiede in impegno forte della proprietà a ricapitalizzare la società oppure a rendersi disponibile a ricercare un soggetto industriale per poter salvare i 50 posti di posti di lavoro.
A nostro parere le prospettive di mercato sarebbero (una volta passato la crisi) interessanti.
I presupposti di una rapida ripresa in alcune produzioni sono molto realistici basti pensare alle macchine erogatrici di acqua dalla rete pubblica sia per uso domestico che per usi collettivi macchine che oggi riscontrano un notevole interesse dal mercato e che rispondono anche ad un bisogno di diminuire i consumi di plastica e dei costi di trasporto con evidenti benefici per l’ambiente e per la bolletta energetica.
Per questi motivi non capiamo come questa società voglia disperdere le professionalità dei dipendenti, mettere sul lastrico 50 famiglie e vedere uscire di scena un marchio storico del settore.
Fim cisl fiom Cgil rsu Schankomat nuti
Comunicato stampa
Martedì pomeriggio le RSU della Schankomat Nuti srl di Capalle, insieme alle OO.SS ( FIOM CGIL e FIM CISL), sono state ricevute dall’assessore allo sviluppo economico del comune di Campi Bisenzio, Stefano Salvi, per portare a conoscenza delle Istituzioni lo stato di crisi in cui è precipitata l’ azienda di Capalle leader nella produzione di frigoriferi per impianti alla spina e che ad oggi occupa circa 50 lavoratori.
La difficile situazione economica internazionale ha determinato un sensibile calo degli ordini e portato sensibilmente in rosso il bilancio dell’ azienda tanto da indurre la proprietà austriaca a manifestare la volontà di cessare l’attività.
Se non si riuscirà a far cambiare idea all’azienda o non si troveranno le necessarie soluzioni il destino dei lavoratori sarà segnato.
Le RSU e le OO.SS intendono sensibilizzare le istituzioni sulla grave situazione che si trovano ad affrontare 50 famiglie quasi tutte del territorio comunale e il rischio di perdere irrimediabilmente una importante realtà produttiva ormai da circa trent’anni sul territorio con elevate professionalità e a tal fine chiederanno anche l’intervento della Provincia e della Task force della Regione.
L’Assessore anche a nome del Comune
si è dichiarato disponibile a contribuire in tutte le forme possibili ad
aiutare i lavoratori a trovare le necessarie soluzioni per scongiurare questa
crisi.
La
Rsu
Fiom Cgil,
Fim Cisl
Firenze