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altri articoli 2008

Raccomandate, via ai tagli
Solo tre centri per ritirarle

da la Nazione 23/11/2010

SI AVVIA a compimento la riorganizzazione del servizio di consegna della corrispondenza e dei pacchi non recapitati per assenza del destinatario. Entro fine anno infatti aprirà anche l’ufficio di via del Mezzetta, l’ultimo dei tre in città dove verrà svolto questo servizio. Gli altri due sono in piazza Davanzati e in via Gemignani (Novoli). Quindi resteranno solo tre uffici rispetto ai dodici dove viene svolto il servizio, che sono: Campo Marte via del Mezzetta, via Gemignani Novoli, la sede di via Pellicceria, via Torcicoda Isolotto, via Pietrapiana, via Magenta, via Bartolini, via Canova, via S. Aretino, via G. Siliani, Gavinana piazza Bartali, via L. Alamanni. Il taglio da 12 a 3 uffici ha già suscitato proteste quando a giugno entrò in funzione via Gemignani, dove venne trasferito l’ufficio che si trovava in via Cesalpino. Via Gemignani serve infatti un’area molto vasta, che conta circa 100mila persone, molte delle quali quindi devono arrivare da zone lontane. Questo provoca grandi disagi soprattutto per gli anziani. 

Dopo via Gemignani è partito il servizio in piazza Davanzati, con due sportelli. Qui c’era — e c’è anche adesso — un grosso problema: il fatto cioè che l’ufficio si trova nella Ztl e quindi è più complicato arrivarci. Per ridurre i disagi Poste Italiane ha cercato di limitare — attraverso il meccanismo dei Cap — il numero di residenti che devono rivolgersi in Piazza Davanzati. Prossima tappa della riorganizzazione è l’apertura del nuovo ufficio in via del Mezzetta. Con questo, che coprirà una fascia di città molto ampia — da Campo di Marte a Gavinana, piazza Ferrucci, per fare un esempio — la mappa sarà completa. L’altra novità è il postino solo per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì: il postino non consegnerà più la posta di sabato. Questa novità è partita il 2 novembre e quindi è ancora in una fase di «sperimentazione». 

Il sabato resta solo per la consegna delle raccomandate 1, quelle «veloci», e dei giornali. A tre settimane dal debutto della riorganizzazione i problemi non mancano. Aggravati dal fatto che in questo periodo dell’anno la quantità di corrispondenza è maggiore che in altri periodi. Ma c’è anche da fare i conti con la mancanza di personale, soprattutto nelle zone di campagna. E’ qui che si verificano i maggiori problemi. Con la riorganizzazione decisa da Poste Italiane infatti è stata cancellata una figura chiave per l’efficienza del servizio: si trattava di una specie di «jolly» che veniva applicato a una zona (quindi la conosceva bene) ed entrava in campo per le sostituzioni del personale. «Va individuata una soluzione accettabile negli uffici non urbani (con meno di 30mila abitanti)», dice Claudio Bellatti della Cgil. In questi uffici il sabato mattina il servizio per le raccomandate 1 viene svolto dal personale su base volontaria (pagato a straordinario), senza figure specifiche applicate. Carenza di organico, secondo il sindacato, si registra anche tra i ripartitori interni (incasellano la posta zona per zona), sia negli uffici cittadini che in campagna. Una verifica dei problemi verrà fatta nell’incontro tra azienda e sindacato previsto entro la prima settimana di dicembre. S. Vet.

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Comunicato stampa

DOCUGEST: Presidio e incontro in Prefettura

La proprietà non si assume le proprie responsabilità

Oggi, giovedì 27 maggio, si è svolto di fronte alla sede della Prefettura di Firenze , in via Cavour, un presidio di lavoratori della Docugest. Alle ore 11.30 una delegazione è stata ricevuta dal capo di Gabinetto della Prefettura di Firenze.

La delegazione ha rappresentato le gravi difficoltà dei lavoratori costretti o a trasferirsi  il 3 di Giugno in provincia di Parma o, cosa più probabile, a perdere il posto di lavoro.

Infatti la decisione della direzione della Docugest di voler chiudere la sede di Firenze rappresenta un “licenziamento” mascherato.

Nel ricordare che Docugest, la cui proprietà è riconducibile  a Poste Italiane e ad un consorzio di 25 banche, la delegazione sindacale ha evidenziato che i veri proprietari si sono sottratti ad ogni confronto e ad assumersi  qualsiasi responsabilità verso i lavoratori dell’azienda.

Marco Del Cimmuto, segretario generale della SLC CGIL di Firenze, ha dichiarato:

“In questa fase difficile per l’economia e per l’occupazione non è neanche immaginabile un atteggiamento di totale indifferenza  dei  proprietari dell’azienda, a maggior ragione di una proprietà pubblica come Poste Italiane,  auspichiamo che si voglia trovare una soluzione  per salvaguardare i 12 lavoratori della Docugest, cosa non impossibile per tali proprietari.”

“Ricordiamo, aggiunge Del Cimmuto, che Poste Italiane ha  conseguito un utile netto  di esercizio per l’anno 2009 di 904 milioni di euro e che in Toscana occupa circa 14000 dipendenti e sempre più frequenti sono i disservizi che cittadini toscani devono sopportare per carenza di personale,  con questi numeri una soluzione è facilmente trovabile”.

Firenze, giovedì 27 maggio 2010

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Comunicato stampa

Quartiere 5 di Firenze: un quartiere di 105 .000 abitanti con un solo punto per la consegna della corrispondenza

Forti disagi per la popolazione

Il sindacato dei pensionati chiede il ripristino del servizio.

Dal  9 aprile 2010 il servizio per la consegna della corrispondenza (raccomandate, assicurate…) e dei pacchi non recapitati per assenza del destinatario è stato trasferito dall’ufficio postale 29 di Via A. Cesalpino 3/A a  Firenze Novoli in Via Gemignani.

Il Sindacato Pensionati Italiani Spi-Cgil Lega Quartiere 5 ha avuto moltissime manifestazioni di protesta sia da parte dei nostri iscritti, sia dall’insieme dei pensionati e dai cittadini per il disagio arrecato per il raggiungimento di tale sede.

Facciamo  presente che dalle zone di  Castello, Le  Panche, Serpiolle, Careggi, Rifredi, Romito Vittoria, la sede di Via Gemignani è raggiungibile solamente o con mezzi propri (quindi incrementando il traffico e l’inquinamento) o con la linea 56 Ataf (con frequenza ogni 30 minuti) e quindi anche  con un costo maggiorato  in quanto occorrono due biglietti del servizio pubblico.

A questi disagi si aggiunge  un tempo smisurato per portare a termine l’operazione anche raggiunta la sede.

Infatti  si è incrementata notevolmente l’attesa al ritiro allo sportello  in quanto è l’unica sede atta alla consegna  su un quartiere di 105.000 abitanti, di cui oltre 27.000 persone con più di 65 anni.

Il segretario della Lega dello SPI del quartiere 5 Andrea Brunetti ha inoltrato lettere di protesta a Poste Italiane  e informato di  questi gravi disagi  il Presidente del Q.5 Federico Gianassi  e infine ha dichiarato : “ Che prima di trasferire un servizio sarebbe opportuno valutare le conseguenze che questo possa causare, soprattutto verso le persone più deboli. Chiediamo  il ripristino di un servizio decente. ”

Firenze, lunedì 24 maggio 2010

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Lavoro I dipendenti manifestano contro il trasferimento di Docugest a Parma 
Sit in davanti alla sede delle Poste

Emiliano Benedetti dal Nuovo Corriere di Firenze del 21/5/2010

FIRENZE — Sit in di protesta ieri mattina di fronte alla sede regionale di Poste italiane in via di Porta Rossa da parte dei lavoratori della Docugest, azienda di servizi di gestione delle comunicazioni rivolte alla clientela e stampa di bollette ed estratti conto. I dodici dipendenti dell’azienda, di proprietà di Poste italiane per il 50% e della società Cedacri per l’altro 50% (società controllata da gruppi bancari quali Unicredit e Mediolanum), subiscono la decisione del gruppo di trasferire l’attività presso lo stabilimento di Collecchio, provincia di Parma, a partire dal 3 giugno. Per molti di loro, con famiglia e mutuo da pagare, trasferirsi è impossibile. Conseguenza: perdita del posto di lavoro. I sindacati, compatti, chiedono dunque una ricollocazione dei lavoratori di Docugest in loco: “L’azienda ha registrato forti utili — spiega il segretario della Slc Cgil Marco Del Cimmuto — la decisione del trasferimento senza alternative è inspiegabile. Visto anche il basso numero di dipendenti coinvolti — continua Del Cimmuto — l’ingiustizia è ancora più grave e immotivata”. Per la cronaca, nel 2009 Cedacri ha registrato un utile di 12 milioni di euro; l’utile di poste italiane è stato di 904 milioni. Un lavoratore ha accettato il trasferimento; gli altri continueranno a dare battaglia. Dall’azienda, per ora, nessuna risposta; e il 3 giugno si avvicina.

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Sciopero presidio e incontro stampa

Vertenza Docugest:

no ai licenziamenti mascherati da trasferimenti

Domani, giovedì   20 maggio, i lavoratori della Docugest  saranno in sciopero e faranno un presidio dalle ore 10.00 alle ore 13.00 davanti alla sede regionale di Poste Italiane, in via Porta Rossa 8, alle ore 10.30 incontreranno la stampa.

Il 18 febbraio u.s., nel corso di un incontro sindacale presso l’unità di Firenze, la Direzione della Docugest s.p.a., società controllata al 50% da numerosi istituti di credito e per l’altro 50% da Poste Italiane tramite la società Postel,  dopo aver illustrato le crescenti difficoltà di mercato, ha comunicato la propria decisione di voler chiudere l’unità produttiva di Firenze spostando tutta l’attività presso lo stabilimento di Collecchio in provincia di Parma e il conseguente trasferimento collettivo di tutti i dipendenti da Firenze verso Collecchio.

La delegazione sindacale ha fin da subito aspramente criticato la decisione dell’azienda che, evidentemente, per i suoi contenuti determina la pressoché totale impossibilità ad essere praticabile da parte dei lavoratori e la conseguente perdita del posto di lavoro per i 12 dipendenti dell’unità produttiva di Firenze. Successivamente con lettera del 25.02.2010 la Docugest avviava formalmente la procedura prevista dal CCNL Poste Italiane per il trasferimento collettivo.  Nei giorni scorsi la Direzione Docugest ha inviato ai lavoratori la lettera con la quale si comunica il loro trasferimento a Collecchio a far data dal 3 Giugno 2010.

La stessa natura e dimensione degli azionisti nonché il numero dei dipendenti coinvolti (n.11 dipendenti considerato che n.1 ha già espresso intenzione di accettare il trasferimento) rendono ancora più inaccettabile le decisione di Docugest e le conseguenze di essa sui lavoratori.

All’iniziativa promossa per domani parteciperanno numerosi delegati  delle altre aziende del settore.

Nel corso dell’incontro stampa verranno spiegati nei minimi particolari la natura del lavoro svolto dall’azienda, l’assetto societario e le possibili soluzioni prospettate dal Sindacato per salvare il posto di lavoro dei dipendenti.

SLC CGIL slp CISL  uilpost UIL FIRENZE

Firenze, mercoledì 19 maggio 2010

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CONTACT CENTER POSTE FIRENZE, INCONTRI E INCERTEZZE
Ma ci sarebbe qualche margine di trattativa

Ci sarebbero margini di trattativa per il Contact Center delle Poste di Firenze. Il punto è stato fatto in Consiglio provinciale dall’assessore al Lavoro che ha risposto a una domanda d’attualità di Rifondazione e a un’interrogazione del gruppo Pd. L’Unità di crisi della Provincia di Firenze non è stata al momento interessata alla vertenza che, al momento, è condotta a livello nazionale, tuttavia – ha spiegato l’assessore – “continuiamo a monitorarla con attenzione per l’importante ricaduta che essa ha sul nostro territorio”.
Com’è noto l’azienda Poste spa ha manifestato l’intenzione di chiudere il Contact Center presente all’interno del Centro Meccanizzazione postale di Sesto Fiorentino.
Per il Contact Center era stata creata una nuova struttura per 70 unità lavorative, rimasta in parte inutilizzata, per la quale sono stati investiti circa 2 milioni di euro. Nel Contact Center operano 47 addetti qualificati che si occupano di assistenza alla clientela, reclami ed eventuali disfunzioni del sevizio postale.
L’operazione riguarderebbe in tutta Italia 266 lavoratori. Il prossimo 12 giugno scadrà il contratto di servizio (posto in essere dal 2003), fra il Contac Center ed il Comune di Firenze, per il quale veniva erogato un servizio equiparabile a quello di un call-center.
I sindacati si stanno opponendo alla scelta dell’azienda sottolineando tra l’altro la perdita di professionalità da una parte e l’esigenza della salvaguardia occupazione dall’altra.
Lo scorso 11 marzo si è tenuto a Roma un incontro tra azienda e sindacati sulla realizzazione del Piano. Non sono emerse particolari novità, ma il confronto è stato aggiornato al 19 marzo.

16/03/2010 12:04
Provincia di Firenze

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Occupazione Nuovi spiragli per la trattativa

Contact center delle Poste: si cerca di salvare i posti di lavoro

DAL NUOVO CORRIERE DI FIRENZE 16/3/2010

FIRENZE - Ci sarebbero margini di trattativa per il Contact Center delle Poste di Firenze.

Il punto è stato fatto in consiglio provinciale dall’assessore al Lavoro, che ha risposto a una domanda d’attualità di Rifondazione e a un’interrogazione del gruppo Pd.

L’Unità di crisi della Provincia di Firenze non è stata al momento interessata alla vertenza che attualmente è condotta a livello nazionale, tuttavia — ha spiegato l’assessore —“continuiamo a monitorarla con attenzione per l’importante ricaduta che essa ha sul nostro territorio”.

Com’è noto l’azienda Poste spa ha manifestato l’intenzione di chiudere il Contact Center presente all’interno del Centro Meccanizzazione postale di Sesto Fiorentino.

Per il Contact Center era stata creata una nuova struttura per settanta unità lavorative, rimasta in parte inutilizzata, per là quale sono stati investiti circa due milioni di euro. Nel Contact Center operano ad oggi 47 addetti qualificati, che si occupano nello specifico di assistenza alla clientela, reclami ed eventuali disfunzioni del sevizio postale.

L’operazione riguarderebbe in tutta Italia 266 lavoratori. Il prossimo 12 giugno scadrà il contratto di servizio (posto in essere dal 2003), fra il Contac Center ed il Comune di Firenze, per il quale veniva erogato un servizio equiparabile a quello di un call-center.

I sindacati hanno già dichiarato la propria opposizione alla scelta dell’azienda sottolineando tra l’altro la perdita di professionalità da una, parte e l’esigenza della salvaguardia occupazione dall’altra.

Lo scorso 11 marzo si è tenuto a Roma un incontro tra azienda e sindacati sulla realizzazione del Piano. Non sono emerse particolari novità, ma il confronto è stato aggiornato al 19 marzo.

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COMUNICATO STAMPA

POSTE SPA CHIUDE IL CONTACT CENTER DI FIRENZE: A RISCHI 47 POSTI DI LAVORO E L’ ASSISTENZA ALLA CLIENTELA

La SLC CGIL esprime forte preoccupazione per l'intenzione manifestata dall'Azienda Poste Spa di chiudere il Contact Center situato all'interno del CMP di Firenze in cui vi operano 47 lavoratori.

Poste Italiane ha manifestato l'intenzione di chiudere il Contact Center di Firenze a seguito di un piano di riorganizzazione e di efficentamento sul territorio nazionale.

Il Contact Center si occupa prevalentemente dell’assistenza alla clientela e in particolare di reclami e di disfunzioni del servizio postale.

Poste Italiane, con questa operazione, manifesta di essere interessata esclusivamente a una riduzione dei costi gestionali invece di impegnarsi verso una iniziativa di sviluppo del settore anche a salvaguardia delle professionalità acquisite presenti nei centri.

La SLC CGIL di Firenze rivendica il mantenimento dei posti di lavoro all'interno del Centro e la salvaguardia  delle professionalità acquisite dai lavoratori interessati.

Il Coordinatore di Firenze della SLC CGIL Poste

Claudio Bellatti

Firenze,8 marzo 2010

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È stato proclamato dalle segreterie regionali di Cigl, Cisl, Uil, Ugl, Failp-Cisal e Sailp-Confsal
La denuncia: «Ogni giorno nella nostra regione mancano 500 addetti nei vari settori»

Poste, lunedì sciopero dei lavoratori in Toscana

È un allarme che guarda al futuro: la liberalizzazione dei mercati postali, prevista per il 2011, secondo il sindacato, ridurrà ancora il numero dei servizi e la pianta organica degli addetti.

Sonia Renzini sull'Unità 6/2/2010

Sciopero per tutto il giorno lunedì per i lavoratori delle poste toscane.

LA DENUNCIA

Lo proclamano le segreterie regionali di Cisl, Cgil, Uil, Cisal, Confsal e Ugl per protestare contro carenza di personale e politica di riduzione dei costi. «Si riversa sulla qualità del servizio ai cittadini e sulle condizioni di lavoro», denunciano.

La mobilitazione dei lavoratori è iniziata già un mese fa (dal 13 gennaio) con l’astensione dallo straordinario e dalle prestazioni aggiuntive, e terminerà il 12 febbraio.

«La carenza di personale è dovuta a una serie di pensionamenti che non sono stati rimpiazzati - dice il segretario regionale di Slp Cisl Vito Romaniello - se a questi si aggiungono le persone assenti per maternità o malattia si può capire da soli le dimensioni del problema. La situazione rischia di diventare insostenibile».

I PENSIONAMENTI

Dal 1 gennaio di quest’anno in Toscana sono state 400 le persone che sono andate in pensione, sommando le assenze fisiologiche il sindacato stima almeno 500 addetti in meno che operano ogni giorno negli uffici del territorio. A essere colpiti sono, in particolare, i servizi allo sportello e di recapito della posta. «Questi lavoratori sono continuamente chiamati a fare gli straordinari - denuncia il sindacato - o in alternativa costretti a continue trasferte in uffici diversi».Una prassi ormai consolidata, pare, per compensare un’assenza di organico considerata cronica e che finisce per scaricarsi, inevitabilmente, sui cittadini.

IL FUTURO

L’allarme nasce dal presente, ma guarda anche al futuro: la liberalizzazione dei mercati postali prevista per il 2011 mira a una razionalizzazione dei costi che ridurrà inevitabilmente il numero dei servizi e la pianta organica degli addetti.

Tra i possibili cambiamenti si parla di una ristrutturazione del recapito postale che dovrebbe avvenire 5 giorni alla settimana. «È vero - continua Romaniello - in vista di questa trasformazione potranno esserci anche degli esuberi, ma intanto le lettere devono essere portate tutti i giorni e la gente manca ». C’è il presente che incalza e preoccupa e c’è anche una prospettiva futura che non rassicura, anzi. Soprattutto per quanto riguarda gli uffici periferici, ubicati nei piccoli centri o nelle località di montagna. 

«Il servizio fornito ai cittadini fuori dai grandi centri urbani sarà sempre più a rischio - denuncia il sindacato - la posta potrebbe essere recapitata nelle campagne solo qualche giorno la settimana e molti uffici postali marginali, già oggi, vengono chiusi o ridotti i giorni di apertura». C’è bisogno di saperne di più,ma in qualche modo la nuova fase inizierà tra un anno. Prima di allora c’è il problema dell’oggi da risolvere. E non è una cosa da niente. «Ogni giorno viene superato sistematicamente il normale orario di lavoro, con migliaia di ore di straordinario erogate in alcuni settori», conclude il sindacato.

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