Cerca nel sito:

cgil Firenze stampa la pagina

Indice argomenti e foto


Per stampare una parte della pagina (per es. un solo articolo) occorre: 1) evidenziare la parte da stampare;
2) Aprire il menù FILE e poi quello STAMPA; 3) scegliere SELEZIONE nella casella INTERVALLO DI STAMPA

 

Home Page


Diritti news

Attualità

Link utili

Organizzazione

Rubrica

Memoria

Sala stampa 

Categorie e Servizi


Caso Silla, fumata grigia fissato un nuovo incontro sul futuro dei 13 licenziati

Francesco Turchi sul Tirreno 18/2/2010

FUCECCHIO. Il faccia a faccia in Comune voluto dal sindaco Claudio Toni c’è stato, ma alla fine l’incontro si è rivelato interlocutorio. Le parti si sono prese una pausa di riflessione. Entro una settimana si ritroveranno e si saprà il futuro dei 13 dipendenti della Silla lamiere di Fucecchio, licenziati senza alcun preavviso.  

I lavoratori, dopo aver ricevuto la raccomandata con la dolorosa comunicazione, si sono mobilitati, chiedendo aiuto alle istituzioni e trovando l’appoggio dell’opinione pubblica, coinvolta anche attraverso un’originale iniziativa al mercato, dove hanno distribuito volantini con la loro faccia: «Se siamo arrivati a questo summit - sottolinea Franco Nigi della Cgil - è grazie anche alla mobilitazione del sindaco e della cittadinanza, che si è dimostrata solidale coi lavoratori».  Ma non è certo il caso di cantare vittoria: «Dobbiamo essere cauti, perché la situazione è molto delicata. All’incontro erano presenti anche i proprietari (i fratelli Mancini, ndr), che hanno ribadito la loro posizione. Dal canto nostro abbiamo spiegato che prima di arrivare a un provvedimento così drastico come la cessazione dell’attività, doveva essere valutato il ricorso agli ammortizzatori sociali».  

L’invito è ancora valido ed è stato rinnovato, anche dallo stesso Toni, organizzatore dell’incontro di ieri. Ma c’è da capire se i titolari della storica azienda fucecchiese sono intenzionati ad andare avanti o se prevale in loro la volontà di mollare: «Ci siamo appellati - racconta il sindacalista Franco Nigi - al loro senso di responsabilità sociale. Nei prossimi giorni ci incontreremo di nuovo per capire se c’è la volontà, e la possibilità, di affrontare questa situazione in un modo diverso dai licenziamenti in tronco». Intanto, domani alle 18 si parlerà di Silla e della crisi economica in generale anche in un consiglio comunale aperto.

inizio pagina


Silla, oggi il summit e venerdì il consiglio

dal Tirreno 16/2/2010

  FUCECCHIO. Oggi è in programma l’incontro tra i proprietari della Silla lamiere di Fucecchio, i sindacati e il sindaco Claudio Toni per discutere il futuro dell’azienda e dei 13 dipendenti licenziati. Ma la crisi economica e occupazionale si fa sentire nei settori trainanti dell’economia fucecchiese. Anche aziende che fino a poco tempo fa erano leader nel proprio settore oggi ricorrono alla cassa integrazione se non addirittura ai licenziamenti, come avvenuto anche in casi recenti. Il tema dei posti di lavoro persi, così come quello del calo del potere di acquisto da parte di molte famiglie, è un tema caldo non soltanto a livello nazionale ma sta investendo in pieno anche il distretto del cuoio dove i timori sono legati anche al fatto che le risorse stanziate come ammortizzatori sociali possano presto terminare. I riflessi della crisi nazionale su scala locale e le possibili misure di salvaguardia per attenuare le difficoltà economiche crescenti saranno al centro di un consiglio comunale aperto che si terrà a Fucecchio venerdì alle 18. Il consiglio è stato convocato su richiesta dei gruppi consiliari del Partito Democratico e di Rifondazione Comunista-Comunisti italiani. Sono invitati a partecipare le associazioni sindacali e di categoria, i rappresentanti degli imprenditori, le associazioni di volontariato e i cittadini tutti.

inizio pagina


«La proprietà della Silla non può fare finta di nulla»

La crisi dell’azienda in un incontro Pd-operai

da la Nazione 14/2/2010

 LA CRISI della Silla lamiere continua a far parlare di sè.
Ultima in ordine di tempo la presa di posizione del Pd di Fucecchio una cui rappresentanza ha incontrato l’altra sera i 13 ex dipendenti dell’azienda metalmeccanica

«Incontrando i lavoratori accompagnati dai rappresentanti della Fiom Cgil, - scrive Eluisa Lo Presti, segreteria del Partito Democratico-abbiamo toccato da vicino la loro desolazione, il dramma di trovarsi senza adeguati mezzi di sostentamento per le loro famiglie, alle quali si presenta improvvisamente un futuro incerto e nebuloso».

«Nel caso della Silla Lamiere SpA, la proprietà dell’azienda non dovrebbe fare altro che recuperare un comportamento corretto nei confronti dei lavoratori, aprendo quel dialogo che è doveroso in situazioni di crisi, qualunque possa essere l’esito finale: si tratta di affermazioni di diritti e di dignità del lavoro. Un atteggiamento responsabile richiede l’avvio di un percorso graduale, che potrebbe anche sfociare nella decisione estrema di chiudere lo stabilimento, ma non prima di avere vagliato ed intrapreso ogni strada possibile per evitarlo o comunque attenuarne gli effetti. I lavoratori sono pronti ad affrontarlo».
«La cassa integrazione- osserva il Pd-, sebbene abbia già gravato sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, potrebbe essere utilmente prorogata anche con la richiesta della cassa integrazione in deroga, in modo da avere il tempo di ricercare una soluzione alla crisi dell’impresa.

Il comportamento dell’azienda, che invece ha semplicemente comunicato il licenziamento in tronco generalizzato, è molto distante da questi intenti, da qualsiasi sforzo per salvare l’attività produttiva, lasciando prefigurare progetti imprenditoriali rivolti ad altri settori, magari con tentativi di speculazione edilizia, sui quali l’amministrazione comunale dovrà vigilare in maniera estremamente attenta e rigorosa».
«D’altra parte, le associazioni di categoria hanno il dovere di sollecitare le aziende ad assumersi la propria responsabilità sociale verso un territorio che ha permesso loro di crescere e prosperare, di spingerle ad attivarsi per quei diritti che i lavoratori si sono guadagnati in anni di leale servizio all’azienda.

In questi passaggi difficili, tutta la comunità deve farsi partecipe e per questo riteniamo che debba essere aperta la discussione nel Consiglio Comunale, sulle condizioni critiche del lavoro e dei lavoratori della nostra città, con un’attenzione particolare al caso Silla per la sua esemplarità nella crudezza della vicenda.
Il Partito Democratico di Fucecchio esprime tutto il proprio sostegno alla causa dei lavoratori della Silla Lamiere, invitando i titolari Giovanni e Paolo Mancini a riaprire la trattativa con i lavoratori e le rappresentanze sindacali dando così prova di essere ancora quei veri imprenditori che per anni hanno dimostrato di essere».

inizio pagina


Silla, la Sinistra all'attacco

dakl Tirreno 12/2/2010

FUCECCHIO. La proprietà della Silla non cessi l’attività. Ma ritiri i licenziamenti dei 13 dipendenti. Apra subito un tavolo di trattativa con le organizzazioni dei lavoratori e le istituzioni. In caso contrario, il Comune dichiari l’area Silla d’interesse pubblico, approntando, immediatamente, gli strumenti necessari, per il suo utilizzo sociale, con l’obiettivo di bloccare ogni azione speculativa ai danni della collettività. Il sindaco convochi subito un consiglio comunale, aperto ai lavoratori e alla popolazione, in cui vengano decise le iniziative da assumere.  E’ quanto chiedono la sinistra locale (Prc e Pdci) e quella dell’Empolese Valdelsa nel documento redatto dopo l’incontro avvenuto alla casa del popolo, presenti i lavoratori dell’azienda, un rappresentante di Fiom-Cgil, i rappresentanti della sinistra in giunta e consiglio comunale (Nicolò Cannella e Antonino Salvaggio), i segretari dei due partiti (Massimo Bechi e Vincenzo Perasole) e il segretario della federazione (Paolo Gaccione).  Nel documento si mette in risalto che la questione non riguarda solo i lavoratori della Silla, ma l’intera comunità: «Se la Silla passa, domani ogni azienda può sentirsi autorizzata a compiere simili nefandezze». Di qui il richiamo alla mobilitazione generale, con il coinvolgimento di tutte le organizzazioni democratiche, politiche, sociali e culturali, le comunità religiose, le contrade, i lavoratori degli altri settori, gli studenti.  Parole dure contro la proprietà: «Non sono imprenditori, ma padroni. A loro non interessa nulla dell’azienda e dei lavoratori, interessa soltanto dirottare i capitali su altri lidi e, magari, speculare. E così, senza preavviso, di sabato mattina, arrivano i licenziamenti e la chiusura. Impedendo ai lavoratori di usufruire della cassa integrazione, di cui avrebbero diritto».  Il documento chiama in causa anche la Confapi, cui la Silla fa riferimento. Chiede se non abbia niente da dire sulla vicenda. La Silla è una fabbrica storica di Fucecchio. Situata al “Chiesino”, ebbe come primi proprietari gli Ademollo. Ha mostrato sempre d’essere un’azienda solida, in grado di superare anche le contingenze sfavorevoli. E solida - si sostiene - lo è ancora. Di qui la sorpresa - e la protesta - per i licenziamenti e la chiusura. Rileva ancora il documento che la proprietà opera «in spregio agli articoli 1, 2 e 41 della Costituzione». E gettano sul lastrico i lavoratori «che hanno consentito ricchezza e vita agiata».

inizio pagina


Silla, volantinaggio degli operai e i cittadini sono dalla loro parte

dal Tirreno 11/2/2010

FUCECCHIO. Due ore di volantinaggio, ieri mattina al mercato, per i 13 lavoratori della Silla lamiere Spa. In tanti hanno stigmatizzato il comportamento dei proprietari dell’azienda, che non hanno avuto il coraggio l’ultimo venerdì di gennaio di dire in faccia ai dipendenti che non c’era più lavoro e hanno affidato il licenziamento a una lettera raccomandata arrivata il giorno dopo. Qualcuno ieri al mercato commentava provocatoriamente che avrebbe voluto vedere sui volantini non i volti dei lavoratori, ma quelli dei titolari. Frattanto il sindacalista della Cgil, Franco Nigi, ha incassato il sostegno del Pd di Fucecchio, che ha invitato i lavoratori ad un incontro che si terrà domani alle 18, nella sede I Care, zona Seccatoi, per cercare di riannodare i contatti con la proprietà dei fratelli Mancini, sanminiatesi, residenti a Santa Croce e Empoli. “Al momento - osserva - sordi ad ogni possibile trattativa. Ma non disperiamo di riaprire uno spiraglio».

inizio pagina


Silla, i volti dei 13 licenziati sui volantini distribuiti al mercato

dal Tirreno 10/2/2010

FUCECCHIO. Stamani al mercato in piazza XX Settembre verranno distribuiti volantini, con le facce dei 13 lavoratori licenziati dalla Silla lamiere Spa. «Ci hanno messo la faccia, di persona - c’è scritto a grandi lettere - lasciate senza futuro e dignità». La protesta, appoggiata dal sindacato Fiom Cgil, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica. E a portare ai tavoli la proprietà, per ora sorda agli appelli anche del sindaco Claudio Toni per assicurare ai lavoratori almeno il ricorso agli ammortizzatori sociali. 

Nel volantino, i lavoratori della Silla parlano chiaro. «Siamo padri, con responsabilità familiari, che devono far fronte ogni giorno al costo della vita. Dobbiamo far crescere i nostri figli, dargli certezze, ma quando viene meno il diritto al lavoro, anche questo diventa precario. Dopo aver lavorato tanti anni alla Silla Spa, non immaginavamo che si potesse arrivare a tanto. Licenziati tramite raccomandata! Arrivata a casa il sabato, dopo aver lavorato il venerdì! Chiediamo che venga quanto prima riaperto un tavolo di trattativa tra le parti, allo scopo di trovare una soluzione che tenga conto dei lavoratori e del loro futuro. Per questo abbiamo bisogno del sostegno dei cittadini, dell’amministrazione comunale, e delle istituzioni». L.G.

inizio pagina


«Silla deve trattare coi sindacati»

dal Tirreno 5/2/2010

FUCECCHIO. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Toni, dopo la notizia del licenziamento di 13 operai da parte della Silla Lamiere, storica azienda fucecchiese, sta cercando di fare la propria parte e far in modo che si possa aprire un tavolo delle trattative tra le parti.  Ieri mattina gli operai della Silla Lamiere sono stati ricevuti da Toni che ha ascoltato le loro ragioni per comprendere a fondo sia la situazione contrattuale, in vista di un possibile ripensamento dell’azienda e di un ricorso ad altri ammortizzatori sociali, sia per conoscere le situazioni familiari che inevitabilmente sono messe a dura prova dal recente licenziamento.  «Non si può mandare a casa 13 persone dall’oggi al domani in questo modo - ha detto Toni - senza nessun preavviso, senza motivazioni stringenti. L’azienda ha il dovere, quanto meno, di aprire una trattativa con i sindacati e di utilizzare la cassa integrazione fin quando è possibile. Ci sono ammortizzatori sociali che possono ancora essere utilizzati, non vedo perché vi si debba rinunciare aggravando ulteriormente la situazione di lavoratori, e delle loro famiglie, che già dovevano sopportare la riduzione dello stipendio con la cassa integrazione».  Il prossimo passo del sindaco quello di chiedere un incontro con i titolari dell’azienda per riuscire ad avvicinare le parti.

inizio pagina


Presidio davanti alla Silla Lamiere 
Toni riceve i lavoratori in Comune


dal Tirreno 3/2/2010

FUCECCHIO. La gente passa davanti all’azienda Silla Lamiere, presenza storica a Fucecchio, e non ci vuole credere. Alla chiusura. E nemmeno al comportamento dei titolari. Chi transita in via Dante Alighieri esprime parole di sostegno leggendo i due grandi cartelli gialli alla ringhiera.  «Venerdì scorso i dipendenti hanno lasciato il lavoro come ogni fine settimana - racconta il sindacalista Franco Nigi, della Cgil - sabato mattina è arrivato a casa il telegramma di licenziamento a tutti e 13 i dipendenti, per cessazione dell’attività. Lunedì mattina i cancelli della fabbrica erano chiusi. Ma dentro i titolari c’erano, li ho contattati per telefono. Ora non c’è più nessuno, soltanto un picchetto dei lavoratori sul marciapiede».  Ieri mattina i lavoratori si sono radunati davanti all’azienda, con bandiere e cartelli, senza occupare la strada. 

Anche la solidarietà del sindaco Claudio Toni, non s’è fatta attendere. Domani mattina riceverà i lavoratori nella sala consiliare del Comune. Frattanto, in un comunicato, Toni esprime vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie per la difficile situazione che li vede coinvolti a seguito della decisione dell’azienda. Auspica, inoltre, la riapertura di una trattativa tra l’azienda e i rappresentati sindacali dei lavoratori per trovare soluzioni alternative e invita i titolari della Silla lamiere a ritirare i licenziamenti e a valutare il possibile utilizzo degli ammortizzatori sociali.  Su quest’ultimo punto fa forza anche il sindacalista Nigi: «I lavoratori hanno ancora tre mesi di cassa integrazione ordinaria, e poi quella in deroga, che sono altri sei mesi, e invece dall’oggi al domani si ritrovano in mezzo alla strada dopo una lettera burocratica a casa. Così non si fa. Perché non consentire ai dipendenti di aver più tempo per trovare un’alternativa, usufruendo degli ammortizzatori sociali? Ma anche capire cosa è successo da dicembre a ora. Lunedì ho telefonato in fabbrica, e mi sono sentito dire dai titolari “Abbiamo deciso di chiudere, non si riesce più ad andare avanti”».  Tra i lavoratori prevale il pessimismo: Massimo Bartalini, Sauro Bernini, Luca Busdraghi, Mario Carlucci, Michele Di Dio, Lucio Liberto, Alessandro Rocchesini, Claudio Sodi.  Qualcuno lavorava alla Silla da vent’anni e più. «Ci aspettavamo un trattamento più umano, almeno qualche parola dai titolari Giovanni Mancini di Empoli e Paola Mancini di Santa Croce sull’Arno, ma tutti e due originari di San Miniato». Poi concludono amaramente: «Alcuni di noi la lettera non l’avevano ricevuta e hanno fatto il viaggio a vuoto per venire al lavoro. Si sapeva di segnali di crisi, ma non era pensabile la chiusura della Silla e il licenziamento in tronco, dopo che abbiamo passato tutta una vita in fabbrica tra le lamiere».

La vicenda all'esame della Provincia

Anche i consiglieri provinciali Andrea Calò e Lorenzo Verdi del gruppo Prc-Pdci-Sc esprimono solidarietà ai lavoratori della Silla Lamiere e chiedono al presidente dell’amministrazione provinciale e all’assessore competente di riferire puntualmente in aula sulla vicenda e sui risvolti che essa presenta sul versante occupazionale e produttivo del territorio.  I due consiglieri inoltre rivolgono altre due richieste all’amministrazione provinciale: che cerchi di indagare sui motivi reali che hanno indotto la proprietà a licenziare i tredici lavoratori e che valuti «d’intesa con il Circondario Empolese Valdelsa per quanto di sua competenza se può contrastare i licenziamenti riuscendo a fare attivare la cassa integrazione in deroga, così come richiesto dalla Cgil».

inizio pagina


I dipendenti della Silla di Fucecchio manifestano stamani davanti all’azienda
Licenziati in tronco 13 lavoratori

dal Tirreno 2/2/2010

 FUCECCHIO. Licenziati in tronco. Senza nessun preavviso. La crisi economica scrive un altro doloroso capitolo. Stavolta a capitolare sono i 13 dipendenti della Silla lamiere, che ha sede in via Dante Alighieri a Fucecchio. Da tempo l’azienda aveva fatto ricorso alla cassa integrazione, ma la situazione non sembrava grave a tal punto da pensare a un epilogo così drastico, come spiega Franco Nigi della Cgil: «Avevamo avuto un incontro anche a dicembre. Sapevamo che non era un momento brillante e non poteva essere diversamente visti i tempi. Ne potevamo parlare, cercare insieme una via d’uscita: si poteva ricorrere per esempio alla cassa integrazione in deroga».

 E invece ieri mattina i 13 dipendenti della storica azienda fucecchiese hanno ricevuto una drammatica raccomandata: licenziati a far data da venerdì 29 gennaio. «Questo è il ringraziamento a lavoratori con trent’anni di servizio: ora si trovano in mezzo a una strada, senza alcun preavviso. Un conto è sapere che le cose non vanno benissimo, un altro è essere licenziati». Stamani i lavoratori licenziati si raduneranno davanti ai cancelli dell’azienda che ha annunciato la cessazione dell’attività. L’appuntamento è per le 11: «L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica». E in quest’ottica la Cgil cercherà di coinvolgere anche il sindaco Toni: «Chiederemo un incontro per spiegargli la situazione e chiedergli di interessarsi alla causa di queste 13 famiglie che si ritrovano senza una fonte di reddito all’improvviso. Vogliamo cercare di capire come si è arrivati a questa situazione e se c’è una via d’uscita diversa». F.T.

inizio pagina