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CGILTOSCANA:1° MAGGIO COME DA TRADIZIONE 45
MANIFESTAZIONI IN REGIONE ROTTAMAZIONE FALLITA
1° maggio come da tradizione in Toscana, l'operazione
rottamazione è fallita: 45 le manifestazioni più significative.
Ovunque è stata una giornata di festa, con manifestazioni
partecipate, tranquille, allegre senza dimenticare i problemi che
ha il mondo del lavoro messo a durissima prova da una crisi di cui
non si vede ancora la fine. Molto partecipata anche la
manifestazione di Firenze visto la scarsissima propensione della
città a scendere in piazza il primo maggio. Le poche altre volte
che lo si è fatto si raccontano ai più giovani. Si ricorda, ad
esempio, il 1 maggio del 1983 quando arrivò per celebrare la
festa del lavoro Luciano Lama. A distanza di lustri, oggi 1°
maggio 2011, i lavoratori e i loro sindacati hanno fatto un regalo
alla città, un bel corteo aperto dalla Banda Bandao. E a Firenze,
nel commercio, chi poteva scioperare ha scioperato: 80% in Coin,
Billa, Edison, da altre parti le percentuali di adesione sono
state inferiori ed anche i negozi di cui sopra erano aperti,
chiuderli non era l'obbiettivo prioritario, prioritario era
mettere in garanzia le commesse che volevano riprendersi la festa,
dunque anche lo sciopero è stato un successo. Quelle commesse
hanno sfilato da Piazza Santa Croce a Piazza della Repubblica
passando da Piazza Duomo dove ci sono stati gli
interventiiconclusivivivivivi di Pistonina, Marchiani e Fuso,
segretari fiorentini di Cisl, Uil e Cgil, intramezzati da
interventi delle commesse in sciopero che hanno raccontato la
propria realtà di lavoro, tutt'altro che rosea. La Festa di Prato
si è chiusa con il comizio del segretario della Cgil Toscana
Alessio Gramolati che 'ha ribadito il valore della solidarietà e
la richiesta di unità ed impegno nella difesa coerente del
lavoro'. nb
Notizia del: dom 01 mag, 2011
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1° maggio a Firenze tra le polemiche
Negozi aperti in centro con molte eccezioni. Le
polemiche continuano tra il Sindaco Matteo Renzi e i sindacati
da Intoscana.it
Alla fine soddisfazione bipartisan per
sindacati e Fipe Confcommercio a Firenze per il Primo maggio
dopo le polemiche per l'apertura dei negozi, con conseguente
proclamazione dello sciopero degli addetti al commercio da parte di
Cgil, Cisl e Uil regionali (era accaduto anche l'anno scorso) nelle
città toscane dove è stato consentito di alzare le saracinesche. Fra
queste Firenze, nel centro storico: tanti i negozi aperti
nelle strade più prossime a piazza della Signoria. Molti meno nel
salotto per eccellenza dello shopping, via Tornabuoni, regno delle
grandi firme: più solitarie le saracinesche alzate. Per Aldo
Cursano, presidente di Fipe Confcommercio Toscana, sono state
rispettate le premesse della vigilia, ovvero il 70% dei negozi aperti.
"Tutta San Lorenzo, bancarelle e botteghe stanno lavorando -
afferma tra l'altro -, sono aperti i grandi magazzini, i negozi delle
principali catene, quelli turistici ma anche altri". Dal canto
suo la Cgil Toscana plaude al 'fallimento della rottamazione
del primo maggio' in Toscana e spiega che la manifestazione
organizzata stamani per la Festa dei lavoratori con Cisl e Uil nel
capoluogo toscano, è stata "molto partecipata". "Erano
2.500 le presenze: c'erano tutti, i tre sindacati, i lavoratori del
commercio, rappresentanti di Pd, Udc, Idv, Sel, consiglieri
comunali" afferma il segretario della Cgil fiorentina
Mario Fuso, in risposta anche al sindaco Matteo Renzi che ha
parlato di 400 persone. E lo sciopero? E' stato "un
successo" per la Cgil regionale perché "l'obiettivo
prioritario era mettere in garanzia le commesse che volevano
riprendersi la festa". Sui dati a Firenze il sindacato parla di
adesioni "pari all'80% in Coin, Billa, Edison, da altre parti
inferiori". I negozi citati, spiega, hanno comunque aperto:
"Chiuderli non era l'obiettivo prioritario". Durante la
manifestazione appartenenti ai Giovani democratici hanno anche esposto
brevemente, da un terrazzino della Rinascente, su piazza della
Repubblica, uno striscione con scritto 'I nostri diritti'.
In Toscana, spiega ancora la Cgil, sono state complessivamente
45 le manifestazioni più significative promosse in vari comuni dalle
tre sigle sindacali per festeggiate il Primo maggio.
"Ovunque - si legge in una nota - è stata una giornata di festa,
con manifestazioni partecipate, tranquille, allegre senza dimenticare
i problemi che ha il mondo del lavoro messo a durissima prova da una
crisi di cui non si vede ancora la fine". "Molto partecipata
- si spiega ancora - anche la manifestazione di Firenze visto la
scarsissima propensione della città a scendere in piazza il primo
maggio. Le poche altre volte che lo si è fatto si raccontano ai più
giovani. Si ricorda, ad esempio, il 1 maggio del 1983 quando arrivò
per celebrare la festa del lavoro Luciano Lama. A distanza di lustri,
oggi, i lavoratori e i loro sindacati hanno fatto un regalo alla città,
un bel corteo aperto dalla Banda Bandao. E a Firenze, nel commercio,
chi poteva scioperare ha scioperato": le commesse che hanno
aderito "hanno sfilato da piazza Santa Croce a piazza della
Repubblica" dove alcune hanno raccontato la loro realtà di
lavoro e dove ci sono stati gli interventi conclusivi dei segretari
fiorentini di Cisl e Cgil, Roberto Pistonina e Mauro (non Mario come
scritto in precedenza) Fuso e del segretario regionale della Uil Vito
Marchiani. Il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati ha
partecipato invece alla festa a Prato: nel comizio di chiusura ha
"ribadito il valore della solidarietà e la richiesta di unità
ed impegno nella difesa coerente del lavoro". Riccardo Cerza,
segretario della Cisl regionale, partecipava oggi all'iniziativa
promossa dai sindacati a Pomarance (Pisa).
LE DICHIARAZIONI
MATTEO RENZI SINDACO DI FIRENZE
"La cerimonia del Primo maggio nel corso di questi giorni è
stata oggetto di grandi discussioni. Credo che sia bello per
una volta tentare di parlare del lavoro davvero e non soltanto fare
polemica". Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo
Renzi, aprendo la cerimonia nel Salone dei Cinquecento in Palazzo
Vecchio a Firenze per la consegna a 61 toscani delle Stelle al merito
del lavoro. Renzi ha parlato del "lavoro che costituisce
la base della nostra Costituzione, del lavoro anche di chi non ce
l'ha, dei 4 milioni di precari di questo paese, del lavoro delle donne
che sono costrette, ancora, anche se è illegale, a firmare dei fogli
per i quali appena rimangono incinte sono costrette alle dimissioni,
del lavoro di chi perde il posto a 50 anni e fa fatica più di un
ragazzo a rimettersi in gioco, dei morti sul lavoro, una strage
infinita che il nostro paese sta combattendo ma per la quale dobbiamo
fare di più". "Noi viviamo un tempo difficile - ha detto -,
che vive grandi trasformazioni istituzionali, economiche, certo è che
la crisi che il mondo vive non è passeggera, stiamo assistendo a un
grande recupero di posizioni da parte dell'Oriente, oggi stiamo
assistendo al girone di ritorno del colonialismo, però dobbiamo avere
il coraggio e voi oggi ce ne date la testimonianza, cari premiati,
dell'orgoglio di appartenere alla storia italiana, toscana e
fiorentina, di persone che hanno fatto bene il proprio lavoro".
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi non pensa a "rottamare"
la festa del lavoro, ma, dice intervenendo a "In 1/2
ora" sui Rai3, che occorre "prendere atto che si può
festeggiare non solo sprangando le città per motivi ideologici, come
Firenze che è città turistica". "Non mi pare la
rottamazione del primo maggio e dei suoi valori - ha aggiunto - ma di
certi atteggiamenti". "Non si può immaginare di
difendere i diritti solo un giorno all'anno", ha detto il sindaco
che ha consentito l'apertura nel centro storico dei negozi che
intendessero restare aperti. E quanto alla manifestazione a Firenze di
Cgil, Cisl e Uil che hanno organizzato proprio per oggi uno sciopero
regionale contro le aperture dei negozi il Primo maggio, Renzi ha
notato che "c'erano 400 persone, un numero inferiore di quanto
sono i dipendenti di Cgil Cisl e Uil".
I sindacati? Organizzazioni "con un sacco di soldi",
che "non riescono, magari non per colpa solo loro, a
rappresentare i ragazzi e le ragazze", anche se ricorda
che "c'é chi perde il lavoro a 50 anni". E comunque il
sindacato resta la "coperta di Linus della sinistra".
Il sindaco 'rottamatore' Matteo Renzi, intervenuto oggi a "In 1/2
ora" su Rai3 in collegamento con due lavoratori precari, difende
la scelta di aver consentito l'apertura dei negozi del centro storico
di Firenze il Primo maggio e non lesina stoccate ai sindacati
che, ha detto fra l'altro, "fatturano centinaia di milioni di
euro" e "rappresentano per il 54% il pensionati che hanno
uno spazio. Ma chi ha 30 anni non lo ha". Non si tratta
però, ha spiegato, di un attacco al sindacato in quanto tale:
"Quando dico che occorre dimezzare i parlamentari non attacco il
Parlamento. Quando dico che oggi sono troppi i cittadini che hanno
permessi sindacali non offendo i sindacati. Ma in questo momento
storico non si può continuare a considerarlo un totem ideologico, la
coperta di Linus della sinistra". "Mettetetivi in gioco, non
solo stando in una organizzazione che si è occupata più dei
garantiti piuttosto di chi non lo è", ha detto ai due giovani
precari in collegamento durante la trasmissione. Quanto alla polemica
dei giorni scorsi con il segretario generale della Cgil Susanna
Camusso, Renzi ha ricordato che sono "tanti i sindaci hanno dato
la possibilità, non ai centri commerciali, ma ai negozi nei centri
storici di tenere aperto. Non ho capito perché la polemica solo su
Firenze". "Anche se, subito dopo quella polemica - ha poi
detto - sono partiti tre scioperi: nel trasporto pubblico, al Maggio
musicale fiorentino e al teatro della Pergola. A pensare male si fa
peccato, però...".
"Spero che i ragazzi che stanno nel sindacato abbiano la
forza di fare la rivoluzione, senza farsi cooptare. Il Paese
che faremo non sconfiggerà la precarietà con i concerti e con le
manifestazioni ma cambiando la burocrazia, investendo in tecnologia,
costruendo un'Italia diversa. Tocca a noi provarci. Tocca a noi".
Così il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha scritto sul suo profilo
Facebook questo pomeriggio, dopo essere intervenuto alla trasmissione
in 'In 1/2 ora', sui Rai3, in collegamento con due lavoratori precari.
RAFFAELE BONANNI SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL
"E davvero singolare che proprio il giorno del Primo
Maggio, RaiTre, una rete fino a prova contraria ancora pubblica, e nel
caso specifico la trasmissione di Lucia Annunziata, abbia pensato di
dare fiato alle critiche polemiche che non si addicono al sindaco di
una grande città come Firenze". Così il
segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni commenta la
trasmissione "In 1/2 ora" che, oggi su raiTre, ha avuto oggi
ospite il sindaco di Firenze Matteo Renzi che ha parlato della festa
del Primo Maggio e dello scontro sull'apertura dei negozi. Con
polemiche, rileva Bonanni, "nei confronti di tutto il sindacato
italiano e questo proprio il giorno della festa dei lavoratori. Tra
l'altro chiamando a replicare nella stessa trasmissione, chissà per
quale motivo, solo una giovane esponente della Cgil". "Spero
che ci sia qualcuno dentro la Rai o fuori la Rai - dice il leader
della Cisl - che abbia senso di responsabilità e risponda di questo
uso davvero discutibile del servizio pubblico televisivo".
RICCARDO NENCINI SEGRETARIO DEL PSI
"L'allarmato richiamo del Capo dello stato in occasione del 1
maggio sulla necessità di occuparsi dei problemi veri, e del comune
interesse nazionale è assolutamente condivisibile. Sindacati e
partiti dedichino questa giornata ai lavoratori precari, sostituendo
al litigio permanente la cooperazione permanente e mettendo la forza
delle istituzioni al servizio di nuovi strumenti legislativi in grado
di abbattere la piaga del precariato". Lo afferma in una nota il
segretario del Psi Riccardo Nencini. "L'attuale normativa
- aggiunge - non incentiva i datori di lavoro a valorizzare la
professionalità dei lavoratori precari e non offre loro certezze e
tutele. Giovani diplomati e laureati sospesi
nell'impossibilità di essere artefici del proprio futuro: è il
'Quarto Stato', generazione che segna un arretramento delle proprie
condizioni e della propria dignità rispetto a quella dei padri. Serve
- conclude Nencini - una rivoluzione del buonsenso, che noi socialisti
vogliamo innescare attraverso una petizione popolare da sottoporre al
Parlamento, che invece di occuparsi dei guai giudiziari del premier
dovrebbe preoccuparsi di risolvere i veri problemi dell'Italia".
I VERDI DELLA TOSCANA
"Ci dispiace che il sindaco Matteo Renzi, che si dichiara
di centro-sinistra abbia con tanta superficialità e arroganza
affrontato questo tema, senza ascoltare le proteste dei lavoratori, le
posizioni dei sindacati, di intellettuali ed opinionisti, dei partiti
suoi alleati e persino del suo stesso partito". E'
quanto affermano in una nota i Verdi della Toscana intervenendo in
merito alle polemiche sul Primo maggio e l'apertura dei negozi.
"Rifiutiamo questa cultura del comando e della prepotenza e
chiediamo alla Giunta di Firenze di ripensare le proprie posizioni e
valutare per il futuro le proposte emerse ad esempio dalla mozione
approvata in Consiglio Regionale" aggiungono i Verdi che
spiegano: "Abbiamo bisogno di creare lavoro qualificato,
di non risparmiare sui diritti e sulla tutela dell'ambiente e di non
cedere ad un consumismo volgare e senza futuro".
"Netta condanna" all'apertura dei negozi arriva poi dal
Comitato per la celebrazione del Primo maggio all'Isolotto, che ha
celebrato la festa di oggi con un corteo alla passarella dell'Isolotto
dove sono stati esposti striscioni di protesta.
02/05/2011
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1° Maggio senza lavoro 100 mila non festeggiano
Da qui al 2015 andrà peggio: disoccupati al 7-8%
MAURIZIO BOLOGNI da la
Repubblica 1/5/2011
Nessun motivo per festeggiare, loro il lavoro non ce l´hanno.
Sono un esercito di centomila persone, tra quelle che il posto lo hanno perso e
quelle che non ce l´hanno mai avuto e lo cercano in modo sempre meno convinto.
Il dato preoccupante è che non sarà l´ultimo primo maggio di crisi
occupazionale: a fonte di segnali discontinui di ripresa di vari indicatori
economici - come la quantità e il valore della produzione, l´export - gli
analisti concordano nel ritenere che passeranno diversi anni prima che l´occupazione
torni a crescere in modo tale da colmare il gap che si è creato.
Le rilevazioni di questi ultimi giorni confermano le previsioni fatte dall´Irpet,
secondo cui l´occupazione è destinata a salire di qui al 2015 di un mezzo
punto percentuale l´anno, ovvero in quantità insufficiente a rispondere alla
richiesta di lavoro. La conseguenza è la previsione di un aumento del tasso di
disoccupazione, fino alla soglia del 7-8%, che spazza via il mito di Toscana
isola felice sul fronte dell´occupazione e che avvicina pericolosamente la
nostra regione ai tassi di disoccupazione nazionale, zavorrati dal Sud e
sostenuti dal Nord. Tra l´altro - annota l´Irpet - questo già elevato tasso
di disoccupazione non dà conto della gravità del problema nella sua interezza.
«La disoccupazione reale risulterà maggiore del 7-8% considerando gli
scoraggiati», ovvero quel gran numero di persone che hanno perso qualsiasi
speranza di trovare un posto (soprattutto donne), hanno smesso di cercarlo e non
vanno quindi ad ingrossare le file dei disoccupati ufficiali. Il quadro sembra
insomma destinato a peggiorare, considerando che nel quarto trimestre 2010 è
stato calcolato un tasso di disoccupazione del 6,1% ancora sotto la soglia di
quello previsto da Irpet.
Gli ultimi dati, provenienti da diverse fonti - si diceva - confermano questa
situazione di allarme sul fronte dell´occupazione. Nei primi tre mesi del 2011
- si ricava da uno studio realizzato da Ires per Cgil e Fisac - riprendono a
crescere i licenziamenti e le iscrizioni alla mobilità, e continuano a crescere
gli stock dei lavoratori iscritti alle liste di disoccupazione. Non era andata
meglio sul finire dell´anno. Nel quarto trimestre 2010 gli avviamenti al lavoro
sono complessivamente scesi dell´8,6% rispetto allo stesso periodo 2009 e in
particolare quelli a tempo indeterminato sono scesi del 32,1%, ad indicare che
la gran parte di «nuovo lavoro» è precario e a tempo determinato (se si
esclude il caso positivo di Prato dove si è registrato un +24% di contratti a
tempo indeterminato).
La cassa integrazione cresce del 6,65% nel primo trimestre 2011, con la Cig in
deroga che rappresenta ormai il 43% del totale. Succede in continuità
allarmante con quanto accaduto nel 2010 e censito in queste ore dal Monitor dei
distretti industriali della Toscana realizzato da Banca Cr Firenze e dal
Servizio studi di Banca Intesa. «Complessivamente - si legge nello studio - nel
2010 il monte ore di cassa integrazione autorizzate è stato pari a 16 milioni,
in netta crescita rispetto ai livelli già elevati toccati nel 2009 quando le
ore autorizzate furono poco meno di 10 milioni». Entrando più nello specifico,
la ricerca giudica con preoccupazione come nei distretti siano cresciute
nettamente le ore di cassa integrazione straordinaria (da 2,9 a 5,1 milioni) e
quelle in deroga (da 2 a 7,5 milioni di ore) rispetto alle ore di cassa
integrazione ordinaria, a testimoniare crisi aziendali diventate croniche e l´esplosione
di criticità in piccole e piccolissime imprese.
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Grigliate e manifestazioni torna il Primo Maggio
Dal pranzo dei lavoratori della Isi di Scandicci alla messa
delle Piagge rivive l’orgoglio della festa. Parlamentari del Pd a tutti i
dibattiti
da l'Unità 1/5/2011
In fabbrica senza lavoro e senza stipendio, ma con l’immancabile
grigliata. Perché, nonostante le polemiche di questi giorni, il Primo maggio è
ancora la festa dei lavoratori e gli operai della Isi di Scandicci, che occupano
lo stabilimento dall’11 marzo e oggi riceveranno la visita dell’assessore
regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, non vogliono rinunciarci, tanto più
che una buona notizia c’è. In settimana verrà consegnata la modulistica per
la cassa integrazione straordinaria anticipata da Fidi Toscana e per chi non
riceve lo stipendio da novembre è un motivo più che valido per festeggiare.
Meno male.
Intanto, l’unione sindacale di base fa sapere che i lavoratori
dei musei civici fiorentini hanno revocato lo sciopero proclamato contro la
precarietà, dopo la bocciatura della Commissione di garanzia a causa della
pubblica utilità del servizio. «Ma i motivi dello sciopero restano validi - si
legge in un comunicato - e mirano a rivendicare condizioni contrattuali e
lavorative dignitose e contro la precarietà». È il dramma dei nostri tempi,
il lavoro è poco e quando c’è mancano i diritti. Rimettere le cose al posto
giusto e garantire un lavoro a tutti senza per questo dovere rinunciare a
diritti sacrosanti e inalienabili è la sfida dei nostri tempi. Anche per questo
i parlamentari toscani del Pd, deputati e senatori, fanno sapere di condividere
e sostenere il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E
precisano: «Tutti saremo impegnati in occasione della festa del Primo maggio
nelle manifestazioni per i diritti e per l’unità del mondo del lavoro e per l’avvio
di una nuova fase di sviluppo e crescita del nostro paese». Posizione ribadita
dal segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli: «Domani il Partito
democratico toscano sarà nelle piazze delle manifestazioni del Primo Maggio per
festeggiare i diritti dei lavoratori, per impegnarsi per quelle categorie che ne
hanno sempre meno comei precari, per chi un lavoro non ce l’ha. E alla luce
delle parole pronunciate dal presidente Napolitano è anche l’occasione per
lavorare affinché si ritrovi l’unità sindacale nel paese, così come si sta
facendo positivamente in Toscana».
A fianco dei precari nella lotta per i loro diritti anche i
giovani Democratici della Toscana che esortano: «Ridiamo un senso al Primo
maggio. Dovrebbe essere la giornata in cui si parla di intere generazioni non
libere ma precarie, sottopagate o costrette al lavoro gratuito». Sarà un
argomento ampiamente dibattuto nelle manifestazioni in programma in tutta la
regione, a cominciare da quelle di Prato, Pomarance e Firenze che vedranno
rispettivamente la partecipazione dei tre segretari regionali di Cgil Cisl e Uil
Alessio Gramolati, Riccardo Cerza e Vito Marchiani.
Nel capoluogo, a Palazzo Vecchio, 61 toscani riceveranno le “Stelle
al merito del lavoro”, onoreficenza conferita dal presidente della Repubblica
(alle 10.30). Mentre il Pd ha organizzato tre feste in città, alla Casa del
Popolo di San Bartolo a Cintoia, alla Casa della cultura e al circolo Andreoni.
A Capannori, invece, in provincia di Lucca, saranno i Modena City Ramblers (in
concerto gratuito alle 21.15 in piazza Aldo Moro) a tenere alto lo spirito e l’orgoglio
della festa dei lavoratori. Mentre a Campiglia Marittima, nel livornese, è in
programma una giornata musicale contro le morti sul lavoro (parco
archeominerario di San Silvestro, dalle 11, ingresso libero).
Alle morti bianche sarà dedicata anche la messa della comunità
delle Piagge a Firenze, mentre i Democratici del circolo Ansaldo Breda di
Pistoia allestiscono una tavolata davanti alla fabbrica, i lavoratori dei Gigli
di Campi Bisenzio, infine, sono invitati alla festa dell’Otel Ristotheatre.
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Elenco delle iniziative unitarie per il Primo Maggio
Empoli
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h. 9,15 Ritrovo in Piazza Stazione
h. 9,30 Partenza corteo per le vie cittadine, h. 10,30 Comizio in Piazza
Farinata degli Uberti di Serena Sorrentino, Segr. Nazionale CGIL
Vicchio:
Ore 11,00, partenza della manifestazione da Viale Beato Angelico
(davanti alla COOP). Il corteo proseguirà per le vie del Paese, fino a Piazza
Giotto dove parleranno Felice Bifulco, Coordinatore CGIL Mugello e Simona
Riccio Segretaria FILCA CISL.
Dalle 16.00 fino alle 24.00, Concertone del primo maggio in Piazza
Giotto con numerosi gruppi locali .
Fucecchio:
Parco Corsini; h. 9,30 ritrovo Piazza XX Settembre, h. 10,30
partenza corteo per le vie cittadine,
11,30 Casa Banti, Parco Corsini, saluto del Sindaco Claudio Toni, comizio
conclusivo di Paola Galgani Segr. CGIL Firenze.
Gambassi Terme
:
h. 6,00 Inno al Maggio per le vie cittadine, h. 10,30 Primo
Maggio al Platano
h. 11,00 saluto del Sindaco F. Campatelli e comizio di Massimiliano Fabozzi
della FILT Empolese Valdelsa
Per le vie del borgo si svolgerà il mercatino di antiquariato e di prodotti
tipici.
Montaione
h 9.30 partenza del corteo per le vie cittadine con deposizione
di corone di alloro al monumento ai Caduti e davanti al Comune. h 10.30 arrivo
presso il teatro del popolo e saluto del sindaco, Paola Rossetti .Segue il
comizio conclusivo di Andrea Brunetti della FILCAMS CGIL Empolese
Valdelsa.
Castelfiorentino
:
h. 9,00 ritrovo in Piazza Gramsci. h. 9,30 Partenza corteo con
la Filarmonica "G. Verdi", h. 10,30 Arrivo alla Cooperativa Co.l.c. ai
Praticelli che offrirà a tutti i partecipanti la colazione; h. 10,45 saluto del
Sindaco G. Occhipinti e comizio conclusivo di Alessandro Rapezzi, Segretario
Gen FLC CGIL di Firenze.
Pontassieve: .
h. 9,30 Concentramento in Piazza Vittorio Emanuele di fronte al
Comune, h. 9,30 corteo per le vie cittadine; h. 11,30 comizio conclusivo in
Piazza dell’Unità d’Italia a S. Francesco di Giovanni Ronchi, Segretario
CISL Firenze.
Sesto Fiorentino
:
h. 10,00 Concentramento in P.zza Ginori, corteo per le vie
cittadine e deposizione di corone ai caduti, h. 11,30 comizio di Luigi
Mastrosanti, Segr. Gen.UILCA Firenze
Fiesole
h 10.00 Partenza del Corteo dalla Casa del Popolo di Borgunto
(Fiesole) con proseguimento fino a Piazza Mino a Fiesole dove , dopo un saluto
del Sindaco di Fiesole, Fabio Incatasciato,si terrà il comizio di Rossano
Rossi, Segr. CGIL Firenze. Seguirà poi un esibizione del coro " Canto
Sociale Novecento" della Filarmonica Comunale di Fiesole e Balli popolari
del Gruppo "Danze Popolari" di Fiesole.
Firenze
h 10.00 Partenza del Corteo da Borgo dei Greci , manifestazione
per le vie del centro fiorentino con arrivo in Piazza Repubblica dove parleranno
Mauro Fuso, Segretario Gen. CGIL Firenze, Roberto Pistonina, Segretario Gen.
CISL Firenze e Vito Marchiani Segretario Gen. UIL Firenze.
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VICCHIO IN PROGRAMMA ANCHE UN ‘CONCERTONE’
Primo Maggio, sindacati uniti per le celebrazioni nel Mugello
da la Nazione 28/4/11
QUEST’ANNO a Vicchio sarà un Primo Maggio un po’
speciale, con la parte istituzionale ma anche un ‘concertone’ di band
locali. Perché il paese di Giotto è stato scelto dai sindacati (Cgil,
Cisl e Uil) per le celebrazioni ufficiali nel Mugello. Per questo, con la
partecipazione del Comune, è stata organizzata una giornata fatta di
celebrazioni ufficiali e concerti. Per celebrare la Festa del Lavoro e ricordare
l’importanza di un tema oggi così delicato: sia per l’impatto molto forte
della crisi economica, sia per i rischi connessi alla sicurezza sul lavoro. Il
programma della giornata prevede alle 11 la partenza della manifestazione da
viale Beato Angelico (l’inizio del viale e l’ingresso del paese, davanti
all’ingresso del supermercato Coop). Il corteo proseguirà poi per le vie del
Paese, accompagnato dalla Sound Street Band, fino alla centrale piazza Giotto.
Qui parleranno delle tematiche del lavoro e dell’importanza della giornata
Felice Bifulco, coordinatore Cgil Mugello e
Simona Riccio Segreteria della Filca Cisl.
Dalle ore 16 alle 24, spazio alla musica con il “concertone” del Primo
Maggio in piazza Giotto con sette band locali.
Nicola Di Renzone
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«È ora di dire basta e cambiare pagina»
Il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati: «Mai
più di oggi che il lavoro è così prezioso questa festa è importante»
«Quando lavoro e diritti sono insidiati è in gioco la democrazia»
Sonia Renzini sull'Unità 26/4/11
Segretario che Primo Maggio sarà quello di quest’anno?
«Sono convinto che sarà una bella giornata di festa, così come lo è stato
questo 25 aprile. La ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia aggiunge
un valore particolare, mi pare che abbiano trovato la formula giusta per
esprimerlo Cgil, Cisl e Uil di Pistoia che lo festeggeranno insieme con la
parola d’ordine “Il lavoro unisce”, e se il lavoro unisce, la festa del
lavoro è una festa di unità e insieme di libertà».
Ha ancora senso questa festa?
«Mi pare che non ci sia festa che ha maggior senso, soprattutto ora che il
lavoro diventa un elemento così prezioso per le persone, così come lo è la
libertà per le persone che lavorano. Non vi è dubbio che la crisi può in
qualche maniera indurre a una riduzione di questa libertà, ma è bene tenere
presente che quando il lavoro e i diritti sono insidiati è in gioco la qualità
democratica di un paese».
Eppure, l’appuntamento del Primo maggio sta scatenando
diverse polemiche, a cominciare dal braccio di ferro del sindacato con il primo
cittadino di Firenze Matteo Renzi, per il quale l’apertura dei negozi è un’
occasione per fare lavorare chi un lavoro non ce l’ha.
«Cosa devo dire, sono d’accordo con il segretario della Cisl di Firenze,
se il primo Maggio è una festa di unità, quella prospettata è una soluzione
che divide, i lavoratori dei grandi magazzini da quelli dei piccoli esercizi, i
lavoratori forti dai deboli che sono, poi, i precari e gli interinali. Non credo
che sia interesse di nessuno costruire nuove stratificazioni che dividono il
mondo del lavoro».
Renzi sostiene che tanti altri sindaci toscani di
centrosinistra hanno firmato ordinanze per far aprire i negozi, come a Pisa e ad
Arezzo.
«Non mi risulta, in queste città sono state trovate delle soluzioni
coerenti con la tutela delle persone. Anzi, se l’amministrazione di Firenze è
pronta a sottoscrivere un accordo come quello di Pisa sono sicuro che il
sindacato di categoria non si tirerà indietro. Renzi, invece, ha ragione a dire
che c’è una situazione troppo variegata in Toscana, per questo abbiamo
presentato 50mila firme, per chiedere una legge che dia omogeneità al nostro
sistema».
Insomma, è una questione di valori.
«Sì, ma a questi si aggiunge la questione delle condizioni materiali di
lavoro. Questa idea che alcune persone strutturalmente non possano condividere
uno spazio di festa con i propri cari mi sembra sbagliata e difficilmente
gestibile, anche perché in quei giorni su di esse grava un deficit di servizi
che sono causa di veri e propri disagi, penso alle donne che hanno il problema
dei figli da affidare, ma anche ai trasporti, tanto per fare due esempi. Non a
caso il Parlamento europeo sta discutendo della domenica come giorno prevalente
di festa, poiché questa non è solo riposo, ma anche vita di relazioni,
occasione di comunità. Dopodiché, nessuno vuole lasciare le città senza
servizi essenziali, ma questi sono organizzati in modo che non gravino sempre
sugli stessi».
Va bene, ma i fautori dell’apertura sostengono che questa
possa essere una misura utile a contrastare la crisi.
«Ma non c’è nessuna relazione tra una crisi dei consumi, che è prodotta
da una caduta dei redditi, con l’apertura dei negozi. Se le persone non hanno
soldi da spendere non è che moltiplicando i giorni di apertura dei negozi ci
saranno più spese, conseguentemente non ci sarà nemmeno nessun riverbero sull’occupazione.
Piuttosto, vedo che sempre più spesso la crisi viene usata come alibi, siamo
entrati in una nuova fase, la crisi non è più negata, ma diventa il pass
partout che peggiora le condizioni delle persone, l’esatto opposto di quanto
sta avvenendo negli altri paesi europei, Germania e Francia compresi».
Si spieghi meglio.
«La crisi ha cambiato il mondo, la globalizzazione così come l’abbiamo
conosciuta è al capolinea, non ci sono più delocalizzazioni spinte, c’è,
semmai, un ritorno alla centralità del manifatturiero e in tutto questo
reggeranno quei sistemi che sapranno generare valore e stimolare investimenti».
Invece?
«Le politiche premiano le rendite invece di chi rischia, in Toscana tra il
2008 e il 2010 c’è stata una caduta del 6% degli investimenti, eppure la
sfida sulla competizione e sull’innovazione si vince non sulla riduzione dei
costi, ma sulla creazione di valore. Se persino in una regione come la nostra
gli avviamenti al lavoro a tempo indeterminato rimangono sotto la soglia del 10%
è evidente che il paese ha bisogno di una svolta di politica economica.
Insomma, negli altri paesi si stanno cercando delle alternative, da noi no».
Da noi che succede?
«Se si ha meno soldi da spendere si chiede alle persone di lavorare nei
giorni di festa, appunto, il problema di trovare una casa in affitto si risolve
dando un bonus fiscale ai proprietari e e se c’è una difficoltà della spesa
pubblica sui farmaci si mette un ticket sui generici che non ottimizza la spesa
e non produce risparmio. E ora che la questione energetica è diventata
dirompente, con la situazione in Nord Africa e con la tragedia di Fukushima, il
governo pensa bene di togliere le politiche di incentivo alle rinnovabili. Senza
parlare della mancata attivazione dei cantieri annunciati in edilizia che
potrebbero fare da volano a una ripresa del settore. A me pare che si stia
affrontando la crisi con la marcia indietro inserita, ripercorrendo esattamente
gli errori che l’hanno generata, tanto che non abbiamo né una politica
fiscale, né una industriale che favorisca lo sviluppo delle nostre imprese».
Ma in Toscana a che punto siamo?
«Abbiamo ottenuto un risultato importante per Prato e Massa, ma ancora ci
sono vertenze che hanno bisogno di un’azione di governo. Penso al polo
siderurgico di Piombino, ma anche alle 2.500 lavoratrici toscane, delle 28mila a
livello nazionale, che lavoravano nelle scuole e che da luglio non avranno più
un lavoro, per non parlare delle nostre università. È evidente che tutto
questo non può passare sotto silenzio, per questo pensiamo al 1 maggio e allo
sciopero generale del 6 maggio con speranza e con fiducia. Siamo convinti che c’è
un paese sano che vuol dire basta per cambiare pagina».
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1° Maggio tra comizi e musica
La Festa dei lavoratori vedrà anche la tre giorni di
iniziative della Cgil a Certaldo
da la Nazione 23/4/11
LA FESTA del lavoro del 1° Maggio nell’Empolese Valdelsa
anche quest’anno sarà unitaria, ed è già una notizia, in questi tempi di
disunione sindacale. «A Empoli — dicono Mario Batistini e Sergio Luschi della
Cgil — i partecipanti si ritroveranno alle
9,30 in piazza Don Minzoni da cui partirà il corteo per le vie cittadine con la
banda Bada Bimbum Band e comizio di Serena Sorrentino della segreteria nazionale
della Cgil in piazza Farinata alle 11,30. A
Castelfiorentino ritrovo in piazza Gramsci alle 8,30, poi corteo con la
filarmonica Verdi fino alla Coop Colc, dove sarà offerta la colazione. Quindi,
dopo il saluto del sindaco Giovanni Occhipinti, il comizio di Alessandro
Rapezzi, segretario provinciale della Flc-Cgil.
Piazza XX Settembre sarà il ritrovo per Fucecchio, poi corteo fino a piazza
Montanelli, saluto del sindaco Claudio Toni e comizio di Paola Galgani della
segreteria provinciale della Cgil. Per
Certaldo festa al parco di Canonica con teatro, danza e concerti. Montaione
saluterà la Festa del lavoro dalle 8,30 con un corteo, la deposizione delle
corone ai monumenti ai caduti e comizio di Andrea Brunetti della Filcams-Cgil
al teatro del Popolo, dopo il saluto del sindaco Paola Rossetti. A Gambassi si
ripropone la tradizione dell’inno al 1° Maggio, alle 6, a cui seguirà il
ritrovo al Platano, il saluto del sindaco Federico Campatelli e il comizio di
Massimiliano Fabozzi della Filt-Cgil.
LA NOVITA’ di quest’anno è però la Festa della Cgil
che si terrà a Certaldo Alto da giovedì a sabato prossimi. Nella prima
giornata alle 17,30 si discuterà del Piano regionale di sviluppo con
l’assessore toscano alle attività produttive Gianfranco Simoncini e il
segretario regionale della Cgil Alessio
Gramolati. Venerdì alle 17,30 ci sarà il segretario generale della Cgil,
Susanna Camusso, e sabato il gruppo Casa del Vento in concerto alle 21,30. La
giornata del lavoro sarà ‘preparata’ anche dalla presentazione del libro
«La Festa del 1° Maggio a Empoli» di Liliano Bartolesi, storico segretario
della Cgil dell’Empolese, che sarà
presentato martedì alla saletta dell’Agenzia dello sviluppo di via delle
Fiascaie alle 17. Le iniziative della Cgil
continueranno con l’iniziativa su «Salute e sicurezza dei lavoratori al tempo
della crisi economica» il 2 maggio alle 9 agli Agostiniani, a cui parteciperà
il procuratore generale di Firenze, Beniamino Deidda, e con l’impegno per
organizzare lo sciopero generale del 6 maggio contro le politiche del governo
con manifestazione a Firenze in piazza Santa Croce.
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«Ben venga Maggio», un mese di iniziative nel
nome del lavoro
Tra gli appuntamenti, coordinati da Sergio Staino, la
chiusura a Firenze della campagna della Filcams
Francesco Sangermano sull'Unità 1/4/11
Un mese di iniziative dedicate al lavoro. Per preparare al
meglio, ed arricchire ulteriormente di significato, la festa del Primo Maggio.
È “Ben venga Maggio”, insieme di appuntamenti ed eventi organizzati dalla
Cgil (il cui logo è stato ideato da Sergio Staino che coordinerà anche la
rassegna) che toccheranno tutta la Toscana fino al 2 maggio.
«Vogliamo restituire un degno significato a questa festa - ha
esordito Daniela Cappelli della segreteria regionale della Cgil - che non è
della Cgil ma di tutti i lavoratori. Per questo abbiamo previsto appuntamenti
aperti a tutti che affrontino tutte le tematiche legate al lavoro e a cui
parteciperanno anche esponenti del mondo politico, imprenditoriale e perfino
religioso». Inevitabile, il discorso scivola sulle recenti polemiche scatenate
(soprattutto a Firenze) dalla decisione di tenere aperti i negozi in occasione
del Primo Maggio. «In questo senso - ha aggiunto l’altra segretaria regionale
Dalida Angelini - particolarmente importante è l’appuntamento del 29 aprile
quando, al Palaffari di Firenze, si chiuderà la campagna nazionale della
Filcams Cgil denominata “La festa non si vende” in cui sarà organizzato una
sorta di “processo” al PrimoMaggio, con rappresentanti di Federdistribuzione,
Federconsumatori, il presidente della Regione Enrico Rossi e la segretaria
nazionale della Cgil Susanna Camusso.
Non è una scelta a caso perché è qui che alcuni sindaci (il
riferimento è a Matteo Renzi, Ndr) hanno preso decisioni di imperio e messo in
discussione la concertazione». Camusso sarà presente, sempre a Firenze, anche
l’8 aprile al cinema Odeon per ’iniziativa “L’Italia delle donne che
lavorano” con la vicepresidente della Regione Stella Targetti e la presidente
di Confindustria Toscana Antonella Mansi.
Tra gli altri appuntamenti di rilievo, quello di oggi,
organizzato dai poliziotti del Silp (ore 16.30, Accademia Arte del Disegno in
via Orsammichele 4 a Firenze), quello del 6 aprile a Firenze con l’attivo
regionale dello Spi e quello del 20 (al Polo Universitario di Novoli) dedicato
ai giovani e al lavoro nelle terre confiscate alla mafia.
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