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altri articoli 2011

ART.18: SCIOPERO FIOM FIRENZE, SCIOPERO E PRESIDI IN TUTTA LA PROVINCIA

Erano 300,  forse più,  i lavoratori che hanno preso parte stamani al presidio organizzato dalla Fiom in piazza Duomo a Firenze, davanti alla presidenza della Regione Toscana, iniziativa centrale dello sciopero di due ore indetto dai metalmeccanici Cgil oggi nella provincia per protestare contro la riforma del mercato del lavoro con particolare riferimento all'articolo 18. Fra le altre iniziative sindacali del giorno, un corteo a Firenze Nord intorno alla fabbrica Nuovo Pignone, a cui, secondo il sindacato, ha partecipato un migliaio di lavoratori. Un terzo presidio delle fabbriche di Scandicci e d'intorni si è svolto sotto il comune.  Presidi ci sono stati anche davanti ad altre fabbriche della provincia.  Da citare quello davanti alla Pirelli di Figline Valdarno dove lo sciopero è stato indetto unitariamente dalla RSU as maggioranza Fim Cisl. Alla protesta della Fiom, dunque,  si sono uniti i rappresentanti di Fim-Cisl e Uilm-Uil nelle Rsu che hanno aderito unitariamente allo sciopero: in piazza del Duomo hanno partecipato al presidio gli operai delle aziende fiorentine del gruppo Finmeccanica (Selex Elsag e Selex Galileo). "Non si capiscono le ragioni dell'insistenza sull'articolo 18 - accusa Marcello Corti (Fiom-Cgil) - allo stato attuale solo l'1% di chi vince le cause, dimostrando che il licenziamento era ingiusto, ottiene il reintegro".

Le Aziende Metalmeccaniche dell' EMPOLESE Val D'Elsa sono confluite tutte davanti allo stabilimento della SHEL BOX a Castelfiorentino dove hanno effettuato un presidio.

Le Aziende Metalmeccaniche del Territorio di Barberino Val D'Elsa  sono confluite tutte davanti Alla TOSCANA LAMIERE e di li in corteo hanno raggiunto la rotonda davanti al Supermercato PAM e sono ritornate sempre in corteo davanti alla TOSCANA LAMIERE.

Nuovo sciopero contro la riforma dell'articolo 18 anche in Versilia: a Massarosa si sono astenuti dal lavoro i dipendenti della Salov. Ieri invece a Viareggio c'era stata la protesta degli addetti alla cantieristica. nb

Notizia del: mar 27 mar, 2012 

FINMECCANICA: ROSSI A OPERAI SELEX GALILEO, SU ASI CI SIAMO

"Bisogna strappare il più possibile su questa partita e vedere se ne usciamo bene". Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, lo ha detto ai lavoratori della Selex Galileo tornando sul bando di gara Asi per la realizzazione di un satellite che ha visto esclusa l'azienda del gruppo Finmeccanica. "Noi ci siamo", ha aggiunto il governatore, che aveva chiesto al ministro di Istruzione e ricerca Francesco Profumo di bloccare il bando, e successivamente ha dichiarato il suo impegno per recuperare parte della commessa. Rossi ha incontrato i lavoratori in occasione del presidio Fiom di stamani in piazza Duomo a Firenze, dopo aver ricevuto una delegazione di sindacalisti a Palazzo Strozzi Sacrati. "Ci muoviamo dentro un quadro che non possiamo rimettere in discussione - ha spiegato - avrebbero dovuto pensarci prima. la mancanza di politiche industriali è uno dei punti che troviamo sempre, alla Lucchini come alla Breda: però ci siamo". Anche il presidente della Provincia Andrea Barducci è venuto in piazza Duomo per testimoniare la sua solidarietà coi metalmeccanici sulla questione dell'articolo 18.(ANSA).

Notizia del: mar 27 mar, 2012

 

Stop di due ore nelle fabbriche di tutta la provincia contro la modifica dell´articolo 18
Non solo Fiom per lo sciopero di oggi si moltiplicano le adesioni unitarie

da la Repubblica 27/3/12

Articolo 18. Per difenderlo. Ma non solo. Tutti i metalmeccanici Fiom-Cgil della provincia di Firenze scioperano oggi due ore contro i licenziamenti facili ma anche perché si estendano gli ammortizzatori, si combatta e si riduca la precarietà, si lasci la ‘mobilità´ a chi ha più di 50 anni, si mandino in pensione secondo le vecchie regole i lavoratori che già erano in cigs o mobilità, si riveda il sistema pensionistico per i lavori precoci e usuranti, insomma si modifichi la riforma del lavoro di Fornero e si rilanci l´economia. 

La fermata è indetta dalla Fiom, ma la protesta sarà di fatto unitaria. «E´ la cosa più importante di questa giornata - dice il segretario Fiom fiorentino, Marcello Corti - Il fatto che lo sciopero sarà unitario e che parteciperanno tutte le rsu e tutti i lavoratori. Le ragioni di dissenso verso il torto e l´ingiustizia che vengono loro fatti sono identiche per tutti, al di là di questa o quell´altra sigla sindacale».

Da subito hanno organizzato unitariamente lo sciopero le rsu delle due aziende fiorentine di Finmeccanica (Selex Galileo e Selex Elsag) che ai motivi di protesta contro la modifica dell´articolo 18 e l´intera riforma saldano quella per i loro problemi specifici: l´esclusione di Galileo dal bando di gara Asi per il satellite Opsis e lo stop dato da Tremonti, ma mai ripensato dopo, della commessa Tetra per Selex Elsag. Non a caso, le due aziende prolungano lo sciopero da due a tre ore e si danno appuntamento in un presidio alle 9,30 davanti al palazzo della Regione in piazza del Duomo. 

Ma via via anche le altre rsu hanno optato per la protesta unitaria: Pignone, Pirelli di Figline dove, anzi, la maggioranza dei delegati è della Fim-Cisl, Laika, Galileo Vacuum System, GE Transportation, tra le altre.

Davanti al Pignone organizzeranno un presidio alle 9,30 i lavoratori delle aziende di Firenze Nord, quelli delle aziende di Firenze Sud e Bagno a Ripoli saranno anche loro davanti alla Regione, gli operai delle aziende di Scandicci andranno invece davanti al Comune dalle 9. Altre iniziative saranno realizzate dalle varie rsu. Lo sciopero segue a quelli già fatti nei giorni scorsi dalla Lucchini, la Dalmine e l´indotto a Piombino, dal Pignone e GE Transportation, dai Nuovi Cantieri Apuani di Massa Carrara, della Rimor a Siena, della Trw, Magna, Pierlburg, Società Montaggi Industriali, Benetti a Livorno, dalla Piaggio di Pontedera e della Asso Werke di Fornacette nel pisano e, ieri, dai lavoratori della cantieristica a Viareggio. (i.c.)

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FIGLINE DOMANI CON TUTTE LE SIGLE SINDACALI
Sciopero e presidio davanti alla Pirelli
contro la riforma del mercato del lavoro 

da la Nazione 26/3/12

LO SCIOPERO generale dei metalmeccanici contro il piano di riforma del mercato del lavoro, in programma domani nell’intera provincia di Firenze, prevede un presidio davanti ai cancelli della Pirelli di Figline. La manifestazione, che si terrà dalle 10 alle 11, e dalle 15 alle 16, è stata organizzata dalla Rsu Fim, Fiom, Uilm, quindi uno sciopero unitario delle tre sigle sindacali che faranno volantinaggio nel piazzale antistante lo stabilimento. Per quanto riguarda le altre aziende metalmeccaniche del Valdarno e della Valdisieve, lo sciopero riguarda le ultime due ore di lavoro.

 

Martedì la Fiom si ferma si mobilitano le Rsu 
In alcune fabbriche sciopero unitario

La Cgil organizza tre settimane di iniziative contro la riforma voluta dal governo

ILARIA CIUTI su la Repubblica 24/3/12

AVANTI tutta per salvare l' articolo 18e rivedere l' intera riforma del lavoro del governo che non convince. La Fiom e la Cgil programmano tre settimane di mobilitazioni a Firenze e in Toscana, prima dello sciopero generale previsto, ma ancora senza data. Martedì 27 la Fiom proclama sciopero dei metalmeccanici a Firenze: «Per salvare l' articolo 18, estendere gli ammortizzatori anche ai precari, ripristinare la ' mobilità' per i lavoratori sopra i 50 anni, far sì che chi era già adesso in mobilità o in cassa integrazione straordinaria seguiti a andare in pensione secondo le regole vigenti prima di Monti.E per un piano di politiche industriali rivolte alla crescita, a cominciare dalle aziendea partecipazione pubblica come Finmeccanica». 

Sono previste due ore di fermata con presidi davanti ai cancelli o in luoghi significativi. Lo sciopero è indetto dalla Fiom. Ma in molte aziende pare già certo che aderirà l' intera rsu, dunque anche Fim-Cisl e Uilm - Uil. Lo hanno già deciso le due rsu di Selex Galileo e Selez Elsag, le due imprese fiorentine di Finmeccanica cui sono state scippate, alla prima, la commessa per il satellite Opsis e, alla seconda, quella per il progetto di comunicazioni Tetra. Nelle due aziende lo sciopero sarà unitario e non di due ma di tre ore: dalle 9 alle 12. Con partenza in pullman alle 9 dalla Galileo e presidio dalle 9,30 in piazza del Duomo davanti alla Regione. Per il resto presidi dei metalmeccanici davanti alle fabbriche gestiti dalle varie rsu, presidio alle 9,30 di fronte al Pignone per le aziende di Firenze Nord, presidio alle 9 davanti al comune per quelle di Scandicci. 

Ma già lunedì 26 sciopereranno i lavoratori della Darsena di Viareggio e delle cantieristica navale. Ieri ci sono state fermate spontanee in tutto il Senese, quattro ore alla Trigano, due alla Sea. La Whirpool annuncia mobilitazioni nei prossimi giorni con un documento firmato anche da Cisl e Uil. Sempre più spesso le altre sigle sindacali si uniscono alla protesta della Cgil. Unitario anche lo sciopero di ieri a Calcinaia (Pisa) degli operai della Asso Werke che hanno bloccato la statale tosco romagnola. E per le prossime tre settimane Fiom e Cgil annunciano una serie di appuntamenti. Giovedì 29 a Firenze si riuniscono i delegati di tutta la Toscana per decidere il calendario. Nella settimana dopo ci saranno scioperi con assemblee informative in tutte le fabbriche. Quella seguente manifestazioni nei vari centri della Toscana. Quella dopo ancora, le manifestazioni si allargherannoe saranno fatte insieme alle regioni vicine.

MARTEDI 27 MARZO 2012

2 ORE DI SCIOPERO GENERALE

DEI LAVORATORI METALMECCANICI della provincia di FIRENZE

1.CONTRO IL PIANO DI RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO DECISO DAL GOVERNO

2.PER LA DIFESA E LA SALVAGUARDIA DELLA REINTEGRA NELL’Art.18 COME DETERRENTE AI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI

3.PER Aumentare la copertura degli ammortizzatori sociali universali anche verso i lavoratori precari attraverso il rafforzamento pubblico DEI CENTRI PER l’impIego

4.PER Ripristinare i 3-4 anni DI mobilità per i lavoratori over 50 anni

5.PER RiformaRE LE pensioni partendo dalL’ASSENZA DELLE NORMATIVE sui LAVORATORI precoci e SUI LAVORI usuranti

6.PER LA Salvaguardia garantita di accesso al sistema pensionistico ante riforma monti per i lavoratori in mobilità e cigs

7.per Un piano straordinario di politiche industriali per tornare a crescere e uscire dalla crisi partendo dalle aziende pubbliche come finmeccanica (Selex Galileo su satellite Opsis e Selex Elsag su progetto Tetra vanno nella direzione opposta)

Lo sciopero sarà così articolato:

PRESIDI DAVANTI ALLE AZIENDE GESTITI DALLE SINGOLE RSU

PER LE AZIENDE DI FIRENZE NORD PRESIDIO DAVANTI AL NUOVO PIGNONE DALLE ORE 9:30

PER LE AZIENDE DI FIRENZE SUD, BAGNO A RIPOLI, SELEX GALILEO E SELEX ELSAG, PRESIDIO DALLE ORE 9:30 PIAZZA DUOMO/ANGOLO VIA DELL’ORIOLO DAVANTI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE TOSCANA 

PER LE AZIENDE DI SCANDICCI PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DALLE ORE 9.00

PER LE ALTRE ZONE SARANNO ARTICOLATI DALLE SINGOLE RSU IN RAPPORTO CON LA FIOM DI ZONA

ULTERIORI ORE AGGIUNTIVE POTRANNO ESSERE INDETTE DALLE SINGOLE RSU PER GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO.

                                                                 Fiom CGIL Firenze

  

Fiom Sciopero zona Mugello dalle 8.00 alle 11.00
Presidio dalle 8,30 alle 10,00 davanti a
Comesc via del Rimotoso  Scarperia

 

 

 

RSU SELEX GALILEO CAMPI BISENZIO

RSU SELEX ELSAG FIRENZE

MARTEDI’ 27 MARZO 2012

3 ORE DI SCIOPERO

DALLE 09:00 ALLE 12:00

1.   PER LA DIFESA E LA SALVAGUARDIA DELLA POSSIBILITA’ DI REINTEGRARE IL LAVORATORE SOTTOPOSTO A LICENZIAMENTO INDIVIDUALE DI CARATTERE ECONOMICO (ART.18)

2.   PER LA SALVAGUARDIA DI ACCESSO AL SISTEMA PENSIONISTICO ANTE RIFORMA MONTI PER QUEI LAVORATORI IN MOBILITA’ E CIGS CHE SI TROVANO AL MOMENTO SENZA ALCUNA GARANZIA

3.   PER UN PIANO STRAORDINARIO DI POLITICHE INDUSTRIALI PER TORNARE A CRESCERE ED USCIRE DALLA CRISI PARTENDO DALLE AZIENDE A PARTECIPAZIONE PUBBLICA COME FINMECCANICA (mentre il Satellite OPSIS per Selex Galileo ed il Progetto Tetra per Selex Elsag vanno nella direzione opposta)

PRESIDIO DALLE 09:30 IN PIAZZA DUOMO ANGOLO VIA DELL’ORIOLO DAVANTI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE TOSCANA.

PARTENZA CON PULLMAN DALLA GALILEO ALLE ORE 09:00.

Campi Bisenzio, 23/03/2012

 

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La riforma del mercato del lavoro solleva voci perplesse anche nella Cisl: ma così cosa si rilancia?
"E ora paura in fabbrica"
L'articolo 18 scuote la Toscana: Cgil sugli scudi, Pd diviso

E' LA «paura» che serpeggia tra i lavoratori in sciopero contro la riforma del lavoro e la modifica dell'articolo 18.

La paura del futuro. Anche ieri hanno scioperato e tenuto assemblee in varie fabbriche toscane. Alcune proteste sono state convocate dalle rsu, segno di unitarietà nel sindacato. Gramolati (Cgil): «Deluso da Monti che non ha voluto ricercare una soluzione». Opinioni contrastanti nel Pd.

Governo e articolo 18
Dal Pignone a General Electric la Cgil: "Insicurezza da paura"
Voci contro anche dalla Cisl: così cosa si rilancia?

ILARIA CIUTI su la Repubblica 22/3/12

PAURA. «L'atmosfera all'assemblea era di paura. Si toccava con mano, la paura. La paura del futuro, l'insicurezza che cambia la vita», dice Marco Meini, uno dei lavoratori del Pignone che hanno partecipato ieri allo sciopero di un'ora con assemblea indetto dalla Fiom dopo la rottura della Cgil con il governo sull'articolo 18.

«Camusso non aveva alternativa. E lo dico io che sono considerato uno di destra dentro la Fiom. Ma è il danno per il mondo del lavoro è enorme. Hanno esteso la reintegra per i licenziamenti discriminatori anche nelle aziende sotto i 15 dipendenti: ma chi li fa mai in un'aziendina? Quanto ai motivi disciplinari, le voci sono tante, c'è anche lo scarso rendimento che si può far passare per motivo economico quello per cui si licenzia e basta. Non ci si sentirà più sicuri, ma in balia degli eventi. Un clima pessimo che non farà bene neanche alle aziende». Daniele Quiriconi, segreteria Cgil regionale, traduce la paura in cifre: «Nel 2011 ci sono stati in Toscana 2.200 licenziamenti contestati, di cui 138 disciplinari e 28 discriminatori. Per tutti gli altri da ora in poi ci saranno solo risarcimenti economici?». 

«Né è questione solo dell'articolo 18 - spiega il segretario Cgil toscano, Alessio Gramolati - Sul fronte della precarietà siamo fermi al 2007, ci avevano promesso universalità delle tutele, resta l'obbligo di aver lavorato 52 settimane in due anni per ottenere gli ammortizzatori e i precari spesso non ci arrivano. Sbandierano la reintegra per i licenziamenti discriminatori nelle aziende sotto i 15 dipendenti: è un obbligo che c'è già nella legge 604 del '66 e nella Carta di Nizza dell'Europa. Il superamento della 'mobilità' combinato con l'allontanamento dell'età pensionabile diventa una pistola puntata sui lavoratori anziani. La fine della cassa straordinaria per chiusura è esplosiva per le aziende in procedura concorsuale, in questa crisi tante: 22 su 50 vertenze in Toscana». 

Gramolati dice anche che «la partita non è chiusa» e di essere «deluso dal governo che non ha svolto il suo ruolo di cercare una soluzione. Il veto di cui parla Monti è una caricatura: è il governo che non ha cercato l'accordo di fronte alle proposte di mediazione della Cgil». Che la partita sia grossa e in perdita lo pensano anche alcuni dentro la Fim-Cisl che, per esempio, ieri in GE Transportation ha scioperato insieme alla Fiom.

«Perché l'avete fatto? ho chiesto per mail al mio segretario Bonanni e quello della Uil che hanno detto sì», racconta Roberto Chini. «Non riesco a capirlo di fronte a una manovra che altro che rilancio dell'economia. Cosa si rilancia se il lavoro è insicuro? Con l'articolo 18 sparisce ogni garanzia, invece di combattere il precariato ci rendono tutti precari. Sarà facile licenziare, sarà molto più difficile fare i sindacalisti: si butta fuori per primo chi rompe le scatole». I precari. Dice Meini: «Si gloriano di combattere la precarietà alzando il costo dei precari dell'1,4% e facendolo recuperare con sgravi fiscali alle aziende che li assumono. Ma, senza articolo 18, recupereranno e poi li licenzieranno. Di nuovo precari».

Un'intera riforma che non funziona secondo il segretario Cgil fiorentino Mauro Fuso: «Ancora troppa precarietà, pochi ammortizzatori, licenziamenti facili. Un disastro in tempo di crisi. La Cgil ha fatto solo una normale azione sindacale in un paese dove tutto è anormale». Bisognerà spuntare un cambiamento, dice Meini: «Dovrà decidere anche il Pd. E non domandarsi che costume mettere di fronte all'arrivo dello tsunami. Dieci anni di delirio finanziario hanno fatto perdere competenze. Chi non sa cos'è un licenziamento se lo studi. La legge 223 già prevede i licenziamenti collettivi e le procedure per arrivarci. E' che non vogliono regole».

In molte fabbriche scatta lo sciopero unitario
Proteste e assemblee nelle aziende della regione, con appelli delle rsu

MAURIZIO BOLOGNI su la Repubblica 22/3/12

NUOVI scioperi e assemblee nelle fabbriche. E' continuata così, ieri, la mobilitazione degli operai toscani contro il progetto del governo di riforma del mercato del lavoro e in difesa dell'articolo 18.

In campo gli iscritti della Cgil. Ma non solo. Si segnalano scioperi ad assemblee a cui hanno aderito e partecipato anche le altre sigle sindacali, oltre ad interventi ed appelli che sembrano ricomporre un quadro toscano, diverso da quello nazionale, in cui Cisl e Uil si ritrovano almeno in alcuni casi accanto alla Cgil nella contestazione dei provvedimenti del governo.

Segnali di condivisione sindacale, dunque, a Firenze, dove le rsu della Targetti e della GE hanno indetto unitariamente lo sciopero. Assemblea informativa anche alla Nuovo Pignone, alla quale hanno partecipato e sono intervenuti delegati non Fiom, che hanno manifestato la loro contrarietà alla modifica dell'articolo 18 e hanno preannunciato una iniziativa delle altre sigle sindacali per oggi. Proteste alla Selex, alla Galileo, in Infogroup.

Un invito alla mobilitazione «a tutte le rsu» in difesa dell'articolo 18 è arrivato pure da una nota della rsu della Sammontana di Empoli che chiede alla Cgil, alla politicaea tutta la società civile di serrare le fila «affinché venga dato inizio a una lunga stagione di mobilitazione, predisponendo una strategia finalizzata a durare nel tempo e legandola alla rivisitazione di questi ingiusti e inaccettabili provvedimenti». Ieri si sono fermati anche i lavoratori della Lucchini e delle imprese dell'indotto. Sempre a Piombino oggi scioperano i lavoratori della Dalmine. Martedì, invece, quando ormai si prospettava una fumata nera nella trattativa tra il sindacato della Cgil e il governo di Mario Monti, molte altre erano state le manifestazioni. Quel giorno si erano già fermati i lavoratori del Nuovo Pignone e poi quelli dei Nuovi Cantieri Apuani in provincia di Massa Carrara, quelli della Rimor a Siena, di Trw, Magna, Pierlburg, Società Montaggi Industriali, Mtm-Brc a Livorno, mentre venerdì prossimo la Cgil di Pisa lancerà una propria campagna di mobilitazione con un'iniziativa pubblica nel decennale della grande manifestazione del 23 marzo 2002 al Circo Massimo.

Sulla riforma del lavoro punta la propria attenzione ed esprime un giudizio, peraltro non solo su aspetti che riguardano l'articolo 18, anche la Confcommercio Toscana. In attesa del testo definitivo - si legge in una nota - la C o n f c o m m e r c i o r e g i o n a l e «esprime apprezzamento per l'esclusione dei lavoratori stagionali dai contributi aggiuntivi sui contratti a termine». Ma l'associazione dei commercianti avanza qualche perplessità e preoccupazione per «la diminuzione di flessibilità in entrata e gli alti costi per le piccole imprese», oltrea sottolineare che «ventisette mensilità a indennizzo dei licenziamenti sono troppe per un'impresa con difficoltà economiche».

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In duecento a difesa dell’articolo 18
Ieri lo sciopero dei metalmeccanici del circondario: «Vogliamo regole e certezze»

dal Tirreno 21/3/12

CASTELFIORENTINO Hanno unito le braccia per due ore, dall'Empolese Valdelsa fino al senese, i dipendenti di molte aziende del settore metalmeccanico, per aderire allo sciopero nazionale promosso dalla Fiom Cgil contro la modifica all'articolo 18, considerato un punto cardine per lo statuto dei lavoratori. Nell'Empolese Valdelsa il luogo di ritrovo è stato Castelfiorentino, davanti alla Shellbox, mentre nel senese alla Icep e alla Rimor di Poggibonsi. 

Secondo il sindacato erano più di 200 i dipendenti che si sono collocati in punti strategici, senza interrompere la viabilità, per diffondere un volantino, affinché si possa sensibilizzare anche la comunità sui problemi dei lavoratori. Sul posto erano presenti Stefano Angelini e Giuseppe Scarpa della Fiom Cgil, Massimo Simoncini, Massimo Mulè, Fabio Poli e Simone Garofalo della Rsu Shellbox e Walter Marini della Sicep di Certaldo. Presenti anche dipendenti della Pertici di Certaldo. Sul versante senese presenti i dipendenti della Icep, Toscolamiere, Fonderia Sammartino e Utma, Imor e molte altre aziende. «Un attacco pazzesco ai diritti dei lavoratori», non usa giri di parole Simoncini, tesserato del Pd, che invita il suo partito «a prendere una posizione chiara affinché non si cancellino anni di battaglie legate ai diritti». 

Due ore di sciopero, la prima di una lunga serie di iniziative, perché i dipendenti non hanno intenzione di mollare la presa: «Dobbiamo ringraziare le decine di lavoratori che sono scesi in campo per far sentire la propria voce in momenti come questi» conclude Simoncini. A rischio secondo le Rsu ci sono «le basi fondamentali delle tutele del posto di lavoro» che disattendono «lo spirito della Costituzione». Dal reinserimento nel mondo del lavoro fino alla possibilità per un'azienda di poter realizzare un contratto in modo unilaterale, cancellando la cassa integrazione straordinaria: «Vogliamo essere ascoltati, il tavolo che è in corso con il governo punta anche ad eliminare buona parte degli ammortizzatori sociali: l'ennesima mossa di Monti per far cassa con i soldi degli stessi contribuenti» spiega Walter Marini, rappresentante Rsu - Fiom della Sicep di Certaldo: «Non siamo solo qui per solidarietà ma vogliamo rivendicare i nostri diritti, il rischio è quello di tornare ad un epoca ottocentesca, senza certezze e regole».

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"Troppi settantenni al governo finanziamo le imprese dei giovani"
Lo scrittore pratese contro i guru della decrescita
Edoardo Nesi, i libri, la crisi, il futuro. "Io sindaco? Prato è difficile"
Immaginiamo che tutti i cinesi se ne vadano: la situazione economica in città diventerebbe insostenibile
Se quindici anni fa mi avessero descritto il modello di business di Google non lo avrei capito né finanziato

FABIO GALATI su la Repubblica 20/3/12

L´amore per Prato, la fiducia nei giovani, i dubbi sul governo Monti e sui profeti della decrescita. Il premio Strega Edoardo Nesi ha venduto la sua azienda a Prato otto anni fa, ma la crisi dell´industria e il futuro delle imprese sono sempre uno dei suoi nervi scoperti. Tanto da farne il centro del suo ultimo Le nostre vite senza ieri, da pochi giorni in libreria.
Nel libro torna, solo per un capitolo, Ivo Barrocciai, il protagonista de L´età dell´oro. E Prato nelle sue parole sembra l´incarnazione del sogno americano, il posto dove tutti potevano diventare ricchi. Ma lo facevano anche, come dice lui stesso, pagando a nero o chiedendo di essere pagati a nero. Insomma, ignorando le regole.
«Le regole non erano mica le stesse. Negli anni Ottanta, per esempio, le norme di contabilità industriale non erano quelle di oggi. Certo, non c´era la libertà di evadere le tasse. Ma all´interno di come facevi il bilancio c´erano veramente mille modi per evitare di pagare le tasse. Modi perfettamente legali. L´assenza di controlli, poi, faceva pensare a tantissime persone, prima di tutto ai dipendenti che il nero chiedevano di poter fare, che il metro con cui si decideva se uno era o no un delinquente fosse profondamente diverso da quello di oggi».
Sempre di violazione delle regole si trattava.
«Non si può guardarlo con l´ottica di oggi. Posso dire che abbiamo dimenticato che la crescita economica, potente, tumultuosa che si vedeva tanti anni fa era anche causata da una forte ‘disattenzione´ verso le leggi. Noi veniamo anche da quello. Oggi certo non ce lo possiamo più permettere. È una delle parti del grande cambiamento che c´è stato. Oggi è criminale farlo. A quei tempi non era così criminale. Capisco il modo in cui il mondo si è sviluppato. Non lo giustifico, però bisogna dirci la verità: è successo così».
Quanto a violazione delle regole, moltissime aziende cinesi vengono spesso colte in difetto. Ma molti italiani, a monte, hanno lucrato su questa immigrazione e continuano a guadagnarci.
«Basta un cifra. Nel 2000 Prato esportava 4 miliardi di euro. Oggi ne esporta 2. In dodici anni ha perso esportazioni equivalenti a quelli che erano quattromila miliardi di lire. Su un sistema così piccolo. Perché non c´è stata la rivolta generalizzata? Come fai a togliere il 50% ad un sistema economico senza che ci sia la rivoluzione? Perché Prato si è impoverita sì, però nel centro della città prima c´erano certe griffe e ora ce ne sono altre. È stato un impoverimento con il quale si può convivere».
E i cinesi che cosa c´entrano?
«Perché in realtà in questi 12 anni a dare un contributo importante all´economia pratese sono stati proprio i cinesi. Quando a Prato si dice che i cinesi sono solo un danno per l´economia, si dice una menzogna. È vero che all´inizio il loro arrivo fu favorito dagli industriali che li facevano lavorare per loro. Ma quando si sono messi in proprio, hanno contribuito di più all´economia. Perché hanno fatto girare tutto il nero che facevano loro, hanno affittato gli stanzoni che nessuno avrebbe più affittato. Stanno dando denaro a tanti piccoli proprietari. E in un momento di crisi un sistema come questo aiuta. Se oggi tutti i cinesi scappassero da Prato la situazione diventerebbe insostenibile».
Glielo ha detto al sindaco Cenni?
«Lo sa bene anche lui, lo sanno tutti a Prato».
In Storia della mia gente lei dice "li avevano convinti di essere industriali, invece erano artigiani". In generale la dimensione è il problema principale delle aziende toscane.
«Appena diventato assessore in Provincia a Prato feci un accordo con Fidi Toscana per creare uno strumento che avrebbe favorito le fusioni o il management buy out. Queste misure non sono state utilizzate. In nessun modo. Zero».
Perché?
«Ho fatto un sacco di riunioni. Ma non c´è niente da fare. È un problema di cultura. Prato nasce con questo individualismo che non si riesce in nessun modo a scardinare. Alla fine Fiditoscana questo strumento l´ha tolto».
Il tam tam su internet dice che lei potrebbe mettersi in corsa per la poltrona di sindaco di Prato.
«Questa è buffa, perché l´ho letto anch´io. Non credo che possa funzionare così. Qualcuno si diverte a lanciare questa voce. Avendo cominciato a conoscere il modo in cui si muove la politica cittadina vedo tutto molto complicato. Chi oggi sogni di fare il sindaco di Prato ci dovrebbe pensare bene perché la città è in una situazione molto difficile».
Nel libro lei spende pagine intense per parlare dei giovani e del bisogno di finanziare le loro idee. E aggiunge: meglio se io non le capisco, perché sono già obsoleto.
«Ma sì, è così. Pensi al modello di business di Google o Twitter. Quando sono entrato per la prima volta su Google, tanti anni fa, pensavo di dover pagare. I miei figli, invece, hanno fatto proprio un modello per cui su internet non si paga per i servizi. Se quindici anni fa mi avessero descritto il modello di business di Google io non lo avrei capito e non lo avrei finanziato. Vengo da un altro mondo».
L´Italia non sembra esattamente un Paese per giovani.
«Siamo governati da persone che hanno settant´anni. Mario Monti arriva, fa schioccare la frusta ogni tanto, fa il nonno giusto e poi mi fa una finanziaria in cui alza le tasse. Che c´è di nuovo in tutto questo? Non si può pensare di dire ai nostri figli che devono solo pagare i nostri debiti. Dobbiamo affermare un nuovo tipo di impresa. Cioè tante imprese fatte dai ragazzi».
Vogliamo parlare del suo attacco ai guru della decrescita?
«È un concetto pericoloso, elaborato da chi ha risorse a danno di chi non le ha. Non sono un teorico del consumismo, ma la decrescita vuol dire andare a togliere alla povera gente la speranza di riscatto che secondo me è legata solo al benessere economico. Tutti i diritti del lavoro che noi abbiamo elaborato sono un costo per le aziende. Sono, in senso economico, un lusso, che ci possiamo permettere solo se c´è una continua crescita».
Nel prossimo libro tornerà al romanzo?
«Sì, vorrei scrivere un romanzo d´amore, di quelli veri. Un romanzo che inizi negli anni Settanta. Voglio tornare al passato, quando la sensazione comune era che comunque tutto sarebbe andato a finire bene».

L´appuntamento
Lo scrittore domani alla Camera del lavoro dibattito su "Le nostre vite senza ieri"

Edoardo Nesi presenterà il suo libro domani alle 16.30 nel salone Di Vittorio della Camera del lavoro, in Borgo de´ Greci 3 (ingresso libero). Un incontro che partirà da Le nostre vite senza ieri per allargarsi ai temi che riguardano il lavoro e la crisi delle aziende. Con lo scrittore pratese discuteranno Ilaria Lani, responsabile giovani della Cgil nazionale, e Elisa Simoni, assessore provinciale al lavoro. Nel libro di Nesi molte pagine sono dedicate ai giovani e all´impegno che il governo dovrebbe dedicare al finanziamento di aziende create da loro.

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IL LEADER DEI METALMECCANICI CGIL RACCOGLIE LA SFIDA DI PISTONINA
Dopo lo strappo stretta di mano tra Cisl e Fiom
‘Patto a Firenze da esportare a livello nazionale’ 

da la Nazione 17/3/12

E’ UNA STRETTA di mano virtuale quella tra il segretario provinciale della Cisl, Roberto Pistonina, e il leader della Fiom, Marcello Corti. Lo strappo sindacale tra Fim e Fiom, esploso pochi giorni fa dopo le accuse dei metalmeccanici Cisl a Confindustria Firenze e alla stessa Fiom, è ricucito a tempo di record. Corti raccoglie infatti la «sfida» lanciata da Pistonina su La Nazione alla Fiom a siglare un patto, qui a Firenze; un patto sulle regole di rappresentanza sindacale da esportare a livello nazionale. Fare cioè di Firenze una città laboratorio, un modello che possa diventare punto di riferimento per ricomporre a livello nazionale i contrasti esistenti con la Fiom. 

«Ho letto quanto ha detto il segretario della Cisl, Pistonina, e mi ha fatto davvero piacere — dice Corti — sono parole importanti, che non passano inosservate. L’accordo del 28 giugno 2011 può in effetti essere un punto di partenza per tutti per un confronto più ampio». Corti aggiunge anche che, da questo punto di vista, «il voto per l’elezione dei rappresentanti sindacali nel pubblico impiego è stato una grande prova di democrazia. E quando Pistonina ricorda gli episodi in cui la Cisl fu presa di mira nel 2009, mi rincuora il fatto, come segretario Fiom, che a Firenze non avvenne nulla di negativo. E io personalmente fui il primo a portare la solidarietà alla Cisl, insieme ad alcuni delegati Fiom, in occasione delle scritte con la vernice alla loro sede fiorentina un anno fa».

ELEZIONI RSU COMUNE. Intanto si sono conclusi i lavori della Commissione elettorale sulle elezioni Rsu al Comune. Su 4756 aventi diritto, hanno votato in 3569 (pari al 75%) con 3375 voti validi. Sono 51 i componenti della Rsu (tre in meno rispetto alla precedente). La lista Cgil ha raccolto 1268 voti, Uil 643 voti , Usb 641 voti, Cisl 322 voti, Csa 249, Cobas 156 voti, Diccap 96 voti, La Cgil conquista 18 delegati, la Uil 10, Usb 9, Cisl 5, Csa 4, Cobas 3, Diccap 2.

«Patto con la Fiom per Firenze modello nazionale»
La «sfida» di Pistonina, leader Cisl 

da la Nazione 16/3/12

«FIRENZE diventi laboratorio di un patto che riscriva le regole su rappresentanza e rappresentatività sindacale. Un patto da condividere anche con la Fiom e da esportare a livello nazionale». Roberto Pistonina, segretario provinciale della Cisl, rilancia con forza la necessità del dialogo dopo lo strappo tra i metalmeccanici cislini della Fim, Confindustria e la Fiom. Lo fa all’indomani dell’intervista su La Nazione del leader Fiom, Marcello Corti. «Leggo con piacere e soddisfazione — dice Pistonina — che la Fiom accetta l’accordo del 28 giugno 2011, sottolineando che l’ha portato nelle aziende dov’è stato votato a stragrande maggioranza. Bene. Per confermare, se ce ne fosse bisogno, che la Cisl non vuole la Fiom fuori dalle aziende, lancio la sfida e dico al segretario dei metalmeccanici Cgil di condividere, qui a Firenze, un accordo sulle regole di rappresentanza e rappresentatività da esportare a livello nazionale, dove la Fiom è su posizioni diverse». 

La bufera sindacale è scaturita dalle accuse di incoerenza che la Fim-Cisl ha fatto a Confindustria e in seconda battuta alla Fiom. Secondo il segretario Fim Marco Tesi le aziende non dovrebbero trattenere in busta paga i contributi a favore della Fiom, perché non ha firmato il contratto nazionale. Invece — aveva denunciato Tesi — il presidente degli industriali Bettini ha accolto la deroga chiesta dalla stessa Fiom, disattendendo la linea nazionale di Federmeccanica. Accusa smentita da Bettini e dalla stessa Fiom. «Anche a livello nazionale le aziende hanno libertà di scelta su come comportarsi». 

Pistonina su questo ha però qualcosa da aggiungere: «Premetto — sottolinea — che i rapporti tra Cisl e Cgil sono buoni, leali e riconfermati. Io ho sempre visto la Cgil come un concorrente sindacale e mai come un avversario. Ma veniamo al punto: la Fim ce l’aveva prima di tutto con Confindustria. E’ Confindustria Firenze che ha sbagliato, perché non essendo l’unico soggetto che ha firmato l’accordo del 2009 prima di decidere cosa fare sulla deroga chiesta dalla Fiom avrebbe dovuto sentire anche le altre sigle sindacali. Qui sta l’incoerenza. Non dico che la deroga non andava concessa ma Confindustria — ignorando gli altri sindacati — si è arrogata un diritto che non le compete. Alla Fiom dico invece che nessuno, tantomeno la Cisl, vuole escluderla dalle aziende ma se non si firma un contratto (quello del 2009) si perdono alcuni diritti di rappresentanza. E quel contratto scaturì anche da un referendum voluto dalla sinistra estrema, Fiom compresa, contro il parere della Cisl, che venne osteggiata con forza. Basta ricordare tra gli altri gli episodi alla sede Cisl di Treviglio, quindi di Livorno e di Lecco. Insomma, e lo dico senza polemica, chi è causa del suo mal...». stefano vetusti

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La replica
Fuso e la richiesta della Fim "Coincidenze troppo singolari"

da la Repubblica 15/3/12

«COSA c´è dietro la richiesta della Fim regionale a Confindustria Firenze di escludere la Fiom dalle relazioni sindacali?», chiede il segretario fiorentino della Cgil, Mauro Fuso, dopo che la Fim ha rimproverato il presidente Bettini per permettere alle aziende di devolvere i contributi alla Fiom dalla paga dei lavoratori che danno la delega. Troppo «singolari» , secondo Fuso, le coincidenze. Singolare, «che un´organizzazione sindacale richiami una controparte come Confindustria a escludere un´altra organizzazione sindacale: la Fiom e la Cgil non lo avrebbero mai fatto». Singolare, che «avvenga in un territorio dove le relazioni sindacali sono state sempre utili», che «un´organizzazione regionale si rivolga a Confindustria di Firenze», che «si parli di attacchi fisici che non ci risultano, un´accusa di cui chiediamo ragione». (i.c.)

Dichiarazione stampa

del Segretario Generale della CGIL di Firenze, Mauro Fuso

“La coerenza sindacale”

A proposito di relazioni sindacali e della polemica aperta dalla FIM CISL regionale con la FIOM CGIL di Firenze.

È singolare che un’organizzazione sindacale, la FIM CISL in questo caso, richiami una controparte, Confindustria, ad “escludere” un’altra organizzazione sindacale dalle normali relazioni” afferma Mauro Fuso, Segretario Generale della CGIL Firenze.

“La FIOM e la CGIL non lo hanno mai fatto e mai si sognerebbero di farlo, non è nel nostro DNA.

È singolare che un’organizzazione sindacale regionale si rivolga direttamente a Confindustria Firenze.

È singolare che ciò avvenga in un territorio, Firenze, dove le relazioni ed i rapporti fra le organizzazioni sindacali sono utili e proficui.

È singolare che oggi, in piena  e drammatica crisi, questa polemica sia la priorità per la FIM CISL Regionale.

È singolare che si accusi la FIOM CGIL fiorentina di appellarsi all’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 quando proprio tale accordo richiama la necessità di misurare e certificare la rappresentatività sindacale.

È grave che si parli di “attacchi anche fisici” contro la FIM che non ci risultano e della cui accusa chiediamo ragione a chi l’ha pronunciata.

È davvero tutto talmente singolare che non riusciamo a capire i motivi che stanno alla base della polemica, a proposito di coerenza sindacale” conclude Mauro Fuso.  

Firenze,mercoledì 14 marzo 2012  

Sulle trattenute sindacali Fim-Cisl contro Confindustria
"Escludete la Fiom-Cgil, non ha firmato il contratto"

ILARIA CIUTI su la Repubblica 14/3/12

La Cisl «chiede coerenza a Confindustria Firenze». E opera uno strappo sindacale «come in Toscana non si era mai visto», dice il segretario della Fiom provinciale Marcello Corti. 

Il segretario della Fim-Cisl regionale, Marco Tesi chiede al presidente di Confindustria, Simone Bettini, di «rispettare gli accordi». Spiega: «A livello nazionale l´associazione industriali dà indicazioni che il presidente di Firenze disattende a favore della Fiom». Dopo la firma separata, di Fim e Uilm senza la Fiom, del contratto nazionale del 2009, la Fiom ha ritenuto valido il contratto unitario del 2008. A quell´epoca non era ancora scaduto, lo è da fine dicembre. La Fiom lo considera ancora valido fino a rinnovo. Federmeccanica invece dice che siccome il sindacato metalmeccanici Cgil non è firmatario di contratto le aziende possono non trattenere più dalle busta paga dei lavoratori, che hanno dato la delega a farlo, il contributo per la Fiom. La Fiom fiorentina chiede a Bettini una moratoria, in attesa di un nuovo contratto magari unitario, Bettini la concede per il 2012. La Fim chiede che la Fiom venga esclusa.

E´ singolare che succeda a Firenze dove gli accordi sono sempre stati unitari. «A Confindustria Firenze - dice Tesi - chiediamo a che gioco vuole giocare. Non si può firmare un rinnovo contrattuale (quello separato del 2009,ndr.), con gli attacchi anche fisici che ha comportato per Fim e Uilm, e comportarsi in modo così incoerente». Bettini dichiara di non comprendere il tono «volutamente di polemica e di rottura». Spiega: «La crisi impone di cercare la massima coesione sull´unico obiettivo di tornare a crescere e recuperare lavoro». Il presidente ricorda «la trasparenza e la correttezza» delle relazioni sindacali in Confindustria Firenze e sottolinea la sua coerenza: «Federmeccanica dice che le aziende "possono", non devono, disconoscere la delega dei lavoratori Fiom a pagare i loro contributi al sindacato». Infine ricorda anche che a Firenze le relazioni industriali sono buone, che gli accordi vengono sottoscritti da tutte le sigle sindacali, che l´accordo Confindustria - sindacati dell´8 giugno scorso è stato accolto senza problemi.

E´ l´accordo che, tra l´altro, riconosce i diritti sindacali non a seconda che un sindacato abbia firmato o no i contratti ma in base alla sua rappresentatività. A Tesi, che accusa la Fiom di reclamarlo ma di contestarlo, Corti risponde: «Ma cosa dice se qui lo ha approvato l´80% dei metalmeccanici consultati dalla Cgil». Corti si chiede, stupito, anche cosa Tesi voglia significare a proposito di attacchi fisici, ricorda che la Fiom «ha 9.200 iscritti in 916 aziende a Firenze ed è maggioritaria in tutte le rsu tranne alla Pirelli». E conclude: «Non riesco neanche a immaginare un attacco così illiberale di un sindacato contro un altro. Di un sindacato che chiede di togliere le libertà a un altro sindacato. In un momento in cui dovremmo preoccuparci tutti insieme solo delle famiglie di coloro che perdono il lavoro».

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Lavoro, giorni decisivi
«Le nostre istituzioni non fanno più sistema»
Fuso (Cgil): «La città ha perso in attrattiva» 

di LAURA GIANNI su la Nazione 11/3/12

GIORNI di fuoco: domani l’incontro decisivo in tribunale per l’Easy Green; martedì il vertice in in Confindustria per la vertenza «Calvin Klein» e l’abboccamento della Cgil con i rappresentanti aziendali della «Champion»; mercoledì lo sciopero dell’Ataf. «Lo scenario è quello di una crisi che picchia forte — commenta Mario Fuso, segretario della Camera del Lavoro fiorentina — E questi purtroppo sono soltanto i casi più eclatanti».

La crisi: come giudica le scelte di bilancio di Palazzo Vecchio?
Sul fronte economico la valutazione è positiva, scendendo il prelievo in termini di addizionale Irpef e con la minipratrimoniale, ma...
Ma?
La procedura mi lascia perplesso. Con questa amministrazione abbiamo avuto un solo incontro sulle linee di indirizzo, non c’è una sede dedicata in cui discutere di questi temi. Ora le decisioni sono già prese, invece si poteva approfondire.
Faccia un esempio?
Si poteva ipotizzare una riduzione più graduale dell’addizionale Irpef.
Detto dalla Cgil suona curioso.
No, nella sostanza concordo con le scelte. Solo che se poi durante l’anno i conti non quadrano, non voglio che siano a rischio servizi come la scuola.
Ataf: mercoledì sciopero.
Era programmato da tempo contro la privatizzazione.
Ma nel frattempo sono arrivate le dichiarazioni di interesse della aziende.
E noi, pur rimanendo contrari alla privatizzazione, seguiamo il processo per valutare sia le condizioni alle quali andranno incontro i dipendenti che il livello dei servizi. Ma il vero nodo è la partecipazione del Comune alla gara unica regionale. Se Palazzo Vecchio si chiama fuori, le risorse saranno ancora minori. Per non parlare della qualità dei servizi. Ho un rammarico...
Quale?
Che non si sia partiti con più tempestività con la linea 2 della tramvia, il ritorno economico sarebbe stato maggiore e la storia sarebbe andata diversamente.
Chi ha più possibilità di aggiudicarsi il ramo tpl di Ataf?
Secondo me, non c’è gara. Alla francese Ratp interessa la tramvia ed è già in Gest. Rischia di essere una svendita più che una vendita.
Easy Green: è la settimana decisiva?
Direi di sì. L’obiettivo deve essere la reindustrializzazione e noi crediamo nel progetto perché dà garanzie in questa direzione.
E ora che è stata revocata l’aggiudicazione?
L’accelerazione del curatore ci appare strana. La vendita in blocco può essere meno remunerativa, ma dal punto di vista sociale è l’unica soluzione perché consente il recupero dei posti di lavoro.
Champion e Calvin Klein?
Casi diversi ma simili. Sono marchi di fama che fanno la stessa scelta: uscire dal nostro territorio. E professionalità importanti rischiano di perdersi, mentre l’area fiorentina ci perde in immagine.
Perché se ne vanno? Non ci si salva neanche con la professionalità?
Il marchio segue il mercato, il cui baricentro può spostarsi per vari fattori. Quello che mi sento di rilevare è lo scardinamento di un sistema che non fa più sistema.
Ovvero?
Nel passato le istituzioni facevano più sistema, ora questo avviene molto meno e il risultato è che l’area fiorentina ha perso qualcosa in attrattiva.
E ora?
Non molliamo. Sono aziende che sanno di avere qualcosa da perdere andandosene.
Cgil al 35% nelle elezioni delle Rsu in Palazzo Vecchio: effetto Renzi?
No, effetto fiducia nel buon lavoro che abbiamo svolto.

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Contro Renzi minacce sul muro e stella delle Br
MARIO NERI su la Repubblica 9/3/12

È apparsa due giorni fa. Tracciata con lo spray nero su un muretto in via del Sansovino. "Renzi per te la P38" è il messaggio. E accanto alla scritta anche due stelle a 5 punte. Un testo che ha il sapore di una minaccia in stile brigatista ma che ancora non ha un autore preciso. Da ieri sono in corso accertamenti della Digos, ma la frase ha suscitato un coro di solidarietà nei confronti del sindaco. «Caro Matteo, solidarietà da tutti noi. Sono atti vili che condanniamo con fermezza», è il messaggio inviato ieri pomeriggio dal segretario del Pd Pierluigi Bersani. Durante la giornata, Renzi fa il pieno di solidarietà, da Twitter a Facebook, tanto che in serata rassicura: «Ringrazio per l´affetto e l´amicizia di queste ore. Non sono preoccupato e sono certo della forza delle istituzioni. Un abbraccio».

Proprio alla «forza delle istituzioni» è il richiamo con cui Piero Fassino, sindaco di Torino, esprime a Matteo Renzi la «sua personale vicinanza e solidarietà», aggiungendo che «le frasi evocano uno dei periodi più cupi della storia italiana. Si tratta di azioni vili da contrastare sempre». Per il presidente toscano Enrico Rossi è una scritta «subito condannata e cancellata nella coscienza democratica» e comunque «non accetteremo mai che il Paese possa rivivere stagioni di terrore e violenza e per questo mi auguro che magistratura e forze dell´ordine possano individuare rapidamente i responsabili». Si tratta comunque di «minacce da non sottovalutare», dicono in coro Walter Veltroni e Rosy Bindi. Sono «inquietanti» invece per Altero Matteoli, ma non devono «condizionare gli amministratori» rincuora l´ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici. A Renzi anche l´appoggio del segretario regionale Pd Andrea Manciulli, del segretario nazionale Psi Nencini e di molti parlamentari e sindaci del Pdl, fra cui Alemanno. (m. n.)

CGIL TOSCANA

MINACCE AL SINDACO DI FIRENZE MATTEO RENZI, DICHIARAZIONE STAMPA ALESSIO GRAMOLATI

Firenze 08.03.2012.-  “Le esplicite minacce al Sindaco di Firenze Matteo Renzi sono un fatto gravissimo, da non sottovalutare. Per questo vile e ignobile gesto esprimo la più sincera solidarietà mia personale e di tutta la CGIL”.

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SINDACATO»CAMBIO AL VERTICE

Rossi è il nuovo segretario dei 35mila iscritti alla Cgil
L’ex delegato della Sammontana a capo delle Camere del lavoro del circondario «Sarà un compito delicato, perché anche qui ci sono campanelli d’allarme»
Empolese doc partito dalla Rsu

dal Tirreno 21/2/12

Il nuovo segretario della Cgil del circondario è un empolese doc. Dopo una certaldese (Paola Galgani) e un fiorentino (Mario Batistini) al vertice del sindacato ora è stato chiamato Rossano Rossi. Cinquanta anni, sposato con Antonella (anche lei empolese)e padre di un figlio di 17 anni, Rossi era impiegato alla Sammontana dove iniziò la sua attività di sindacalista. Da delegato dell’azienda andò poi a lavorare alla segreteria regionale della Cgil. E’ stato poi anche nella segreteria della Camera metropolitana di Firenze dove, negli ultimi tempi, si è occupato di problemi legati ai servizi pubblici (come per esempio acqua, rifiuti e gas), di politiche abitative e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ora Rossana Rossi è stato chiamato al vertice della Cgil dell’Empolese Valdelsa ma comunque manterrà, a livello provinciale, le deleghe che aveva in passato. 

Dopo quattro anni la Cgil del circondario si riorganizza. E cambia il vertice. Mario Batistini, 56 anni, insegnante e attuale segretario, torna a Firenze. Al suo posto arriva Rossano Rossi, empolese ed ex delegato della Sammontana, che in più sarà affiancato da un coordinatore, Sergio Luschi. Quest’ultimo sarà il raccordo politico-organizzativo tra Empoli e le altre realtà distribuite sul territorio (in primis Certaldo, Castelfiorentino, Fucecchio che hanno tutti i servizi a disposizione degli utenti come a Empoli). In più Sergio Luschi, pur non facendo parte della segreteria fiorentina, ha il compito di portare avanti per tutta la provincia i temi legati alle politiche della legalità. «Un compito importante e delicato - spiega l’ormai ex segretario empolese Batistini - perché anche nella nostra zona ci sono stati alcuni campanelli d’allarme». 

Questa la nuova organizzazione decisa dalla Camera metropolitana di Firenze (da cui la Cgil di zona dipende). Un cambio fisiologico, dice Batistini, dopo quattro anni dall’inizio del suo incarico. L’ex segretario andrà a occuparsi di politiche sociali, dalla scuola alla sanità, a livello provinciale. La nuova segreteria si appresta ad affrontare un momento di crisi che non accenna a diminuire anche se, come spiega Rossano Rossi «ci sono situazioni ben peggiori della nostra in Toscana». E, come aggiunge anche Batistini, «questa è una zona che ha prospettive vere di rilancio sia nel manifatturiero che in altri settori». 

Gli iscritti. La zona Empolese Valdelsa è di quelle importanti per il sindacato. «Sono 35mila gli iscritti - spiega Sergio Luschi - un lavoratore su cinque è nostro iscritto. Vale a dire che abbiamo un tesserato in ogni famiglia. Di questi 35mila il 45% è rappresentato dai pensionati. Ma sono in aumento gli iscritti attivi e gli aderenti allo Spi Cgil stanno diminuendo». Aziende microscopiche. Se gli iscritti sono tantissimi, altrettante sono le aziende presenti. La loro è una dimensione microscopica; in media nella nostra zona hanno 4,6 addetti ciascuna. «La crisi è trasversale - spiega Sergio Luschi - non riguarda un solo settore come era fino a poco tempo fa. E abbiamo criticità anche nel terziario». 

Un numero da brividi. Luschi snocciola un altro dato inquietante. «Abbiamo conteggiato le nuove richieste di cassa integrazione in deroga che abbiamo avuto la scorsa settimana - va avanti - sono state 261». Calo vertiginoso. Riguarda quello degli avviamenti al lavoro con contratto a tempo indeterminato: sempre secondo i dati in possesso della Cgil si passa dal 30% del totale al 20% che è stato registrato sul 2011. «Mentre invece - aggiunge sempre il coordinatore Luschi - abbiamo la crescita esponenziale degli avviamenti che riguardano il lavoro interinale, quello a progetto e quello dei tirocinii o stage(che negli ultimi due casi non possono nemmeno essere configurati come rapporti di lavoro veri e propri). Le tre tipologie rappresentano il 16%. Questi dati la dicono lunga su quale sia la situazione nelle aziende». 

Chi tiene. Nel panorama empolese ci sono comunque delle realtà storiche che tengono la posizione sul mercato e in alcuni casi hanno registrato dei segni di ripresa. «Come quelle legate al settore agricolo», aggiunge Batistini. Questo il panorama dove andrà a lavorare il nuovo vertice della Cgil. E Rossi pensa già a uno dei prossimi punti delicati che dovrà essere affrontato anche dal sindacato: quello dell’Imu. «Ci confronteremo con le amministrazioni locali - spiega il neosegretario - e cercheremo di dare il nostro contributo. Certo è che non tutti i sacrifici dovranno ricadere sulle spalle dei più deboli». E così pensa anche all’unificazione delle aziende dei rifiuti e dell’acqua. «I lavoratori devono essere salvaguardati». 

Vendita della sede in via Roma. Un’altra questione che dovrà essere affrontata dalla nuova dirigenza è la vendita della storica sede di via Roma. «Abbiamo lavorato - spiega Mario Batistini - per valorizzare l’immobile. Ma questo è un periodo difficile per cedere un immobile». E tra l’altro già anche gli uffici al centro commerciale di Santa Maria stanno diventando un po’ stretti. (l.a.)

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DICHIARAZIONE STAMPA

FUSO, IRONIA E VERITA’ DEL SINDACO DI FIRENZE

Firenze 14.02.2012.- L’ironia del Sindaco Matteo Renzi può far sorridere, ma può nascondere altre verità. “Solidarietà piena a Susanna Camusso” ha scritto e lo ha fatto per rientrare in scena dopo un periodo di scarsa visibilità. Il Governo Monti ha scombinato i suoi progetti e lo ha obbligato a fare un po’ più il Sindaco a Firenze, incarico di cui si sente lusingato, a suo dire. La quotidianità lo assilla, e allora cosa c’è di meglio che seguire le notizie nazionali da prima pagina. Ecco allora l’occasione ghiotta , lo scoop o meglio la bufala viste le smentite, su Susanna Camusso, il Segretario Generale della CGIL ed il suo presunto incontro con il Premier Mario Monti.

Sarà invidia per non averlo ancora incontrato? Ma no! Semplicemente solidarietà perché lui è stato pagato, a suo tempo, con la stessa moneta per il famoso incontro ad Arcore.

E qui ci vuole un po’ di verità:

-il Sindaco Matteo Renzi incontra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad Arcore il 7 dicembre 2010 in gran segreto. Due livelli istituzionali che si incontrano in una casa privata per parlare di Firenze ed in gran segreto? C’è qualcosa che ci sfugge.

-Il 14 dicembre 2010 il Governo Berlusconi incassa, per soli 3 voti alla Camera la fiducia parlamentare. La visita di Matteo Renzi non è arrivata a tanto …, ma certo non apparve allora e non appare oggi politicamente neutra.

-Tutto ciò è avvenuto per risolvere alcuni problemi di Firenze , il Sindaco insiste. Avrebbe fatto questo ed altro. Cosa è arrivato però per davvero a Firenze da quell’incontro? Purtroppo poche risorse  a fronte di tanti importanti mancati trasferimenti e del “ragionieristico” patto di stabilità interno che permane tuttora e blocca le risorse di centinaia di Comuni virtuosi, compreso Firenze.  

Non è arrivata per Firenze una legge speciale, come tanto chiedeva il Sindaco, ma una tassa di soggiorno che è toccata, giustamente, a tanti altri comuni…..non solo a Firenze. Così decise il parlamento. Così sono andate le cose.

Mauro Fuso

Segretario Generale CGIL Firenze

L’E-NEWS LA VENDETTA DI ARCORE E LE PRIMARIE DI GENOVA. AD APRILE UN LIBRO
Così Renzi bastona la Camusso

da la Nazione 14/2/2012

«VORREI dare la mia solidarietà a Susanna Camusso, criticata per l’indiscrezione di Repubblica: avrebbe incontrato riservatamente il presidente del consiglio Mario Monti a proposito dei problemi aperti tra il Governo e il Sindacato. Apriti cielo, critiche da tutte le parti!». Eccolo il ruggito di Renzi, ieri sulla sua e-news, ma anche a ‘La Zanzara’ di Radio24. «Non so se l’incontro sia stato utile, ma trovo naturale che se c’è da risolvere un problema si provi a farlo vedendosi a quattr’occhi ovunque — osserva Renzi — se c’è da incontrare il premier si incontra dappertutto. Solidarietà piena, dunque, alla segretaria della Cgil». E’ avvelenata la lingua di Renzi che proprio dalla segretaria Cgil era stato duramente attaccato. «Certo, quando ho incontrato io il presidente del consiglio di allora, una certa sinistra mi ha massacrato mediaticamente — prosegue la stilettata — e ancora oggi pago un prezzo in termini di popolarità per quella scelta: quante volte mi hanno urlato i militanti del mio partito, ‘Torna ad Arcore!’. Ma lo rifarei e sono troppo occupato per andare a riprendermi le dichiarazioni di chi allora mi accusò dicendo ‘Gli incontri si fanno solo nelle sedi istituzionali’: io ero andato lì per risolvere alcuni problemi di Firenze parlando con il premier in carica. E ho portato a casa i risultati sperati». Uno pari e palla al centro con un invito a SuperMario: «se il presidente Monti ha cinque minuti, dove e quando vuole, anche la domenica mattina dal barbiere a Milano, io vado volentieri a trovarlo con la lista della spesa delle questioni fiorentine».

L’occasione per la seconda sciabolata perfetta gli arriva poi dai risultati delle primarie di Genova che hanno massacrato il suo Pd incoronando l’outsider Marco Doria. Renzi gongola: «Alle primarie tutti se la giocano alla pari e non devono esistere i candidati del partito». E alla zanzara-Cruciani che insiste sulla sua candidatura alle primarie nazionali del Pd replica sornione: «E’ molto meno probabile di tre mesi fa». Monti ha ucciso Renzi? «Ha cambiato le regole del gioco». Non che i giochi di Monti vadano poi tutti bene al rottamatore. «Ci sono 11 miliardi di euro che sono fermi per il patto di stabilità interno. I Comuni hanno i soldi ma non possono pagare le imprese, così lo Stato sottrae denaro all’economia reale».
Il resto i fiorentini lo leggeranno sul prossimo libro «su Firenze e la rottamazione» che uscirà il 4 aprile. Pa. Fi.

Palazzo Chigi e CGIL smentiscono Repubblica: nessun incontro segreto tra Monti e Camusso

In relazione all'articolo pubblicato dal quotidiano la Repubblica, Palazzo Chigi e la CGIL rendono noto che nei giorni scorsi non vi è stato nessun incontro, né colloquio tra il Presidente del Consiglio Mario Monti e il Segretario generale della CGIL, Susanna Camusso

12/02/2012 

Il 12 febbraio), il quotidiano la Repubblica ha aperto con un titolo ad effetto: “Articolo 18, pronto l'accordo”, con il sottotitolo “Vertice segreto Monti-Camusso: norma sospesa per ex precari e nuove aziende”. Il quotidiano ha dedicato la pagina due e tre alla notizia. Ma Palazzo Chigi e la CGIL smentiscono con il seguente comunicato stampa: “In relazione all'articolo pubblicato oggi dal quotidiano la Repubblica, Palazzo Chigi e la CGIL rendono noto che nei giorni scorsi non vi è stato nessun incontro, né colloquio tra il Presidente del Consiglio Mario Monti e il Segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.

Peraltro, se tale incontro fosse avvenuto, non sarebbe stato il primo faccia a faccia. Susanna Camusso e Mario Monti si erano infatti già incontrati nel novembre scorso al momento della formazione del nuovo Governo.

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NO ALLA PRECARIETA’

SI ALLA DIGNITA’ DEL LAVORO

Il Governo Monti dichiara di operare a favore di una ripresa occupazionale, soprattutto per i giovani. Prendiamolo in parola, mettendo per un momento da parte le dichiarazioni scorrette e inopportune sul “posto fisso,” sugli “sfigati” e sulla “vicinanza a mamma e papà”.

Se prendiamo seriamente questa annunciata volontà, allora è necessario rilanciare l'economia reale, attraverso un nuovo modello di sviluppo sostenibile e creare occupazione attraverso politiche e scelte strategiche che il Governo non ha ancora messo in campo.

Lavoro che abbia come fondamento la dignità delle persone. Non lavoro nero, finti tirocini, false collaborazioni ed eterni contratti a termine.

E’ NECESSARIO INVECE RIDURRE LE FORME CONTRATTUALI DI INGRESSO AL LAVORO ED ESTENDERE L’UTILIZZO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER CHI E’ COLPITO DAGLI EFFETTI DELLA CRISI.

Se l’equità e la giustizia sociale, insieme alla crescita, sono obiettivi su cui convergere, il governo Monti deve fare molto di più per reperire risorse, attraverso il recupero dell'evasione fiscale , l'introduzione di una vera patrimoniale, riducendo così la pressione fiscale sui lavoratori, sui pensionati e sulle imprese.

Se il nostro Paese deve stare a pieno titolo in Europa è sbagliato dire, come ha fatto Monti, che l’art.18 dello Statuto dei lavoratori impedisce gli investimenti.

L’art. 18 non impedisce il licenziamento per giusta causa e giustificato motivo oggettivo, impedisce i licenziamenti discriminatori, impedisce l’arbitrio. Per questo affermiamo che si tratta di una norma di civiltà, fondamento del diritto del lavoro.

Dal 1970, anno di approvazione dello Statuto, ad oggi, l'Italia ha visto investimenti, crescita e forte presenza di importanti multinazionali.

Questa discussione sul licenziamento e sull'articolo 18 è quindi tema obbiettivamente marginale, distrae dai veri problemi e contraddice il dichiarato impegno di unità per affrontare la crisi.

La crisi è pesante, la situazione economica e sociale è difficile. Per qualcuno il mondo del lavoro dovrebbe subirne tutte le conseguenze e comprendere le ragioni “oggettive” dei mercati finanziari ed adeguarsi.

Non possiamo accettare affermazione ideologiche e pretestuose che colpiscono la dignità di chi cerca il lavoro, di chi lo perde e di chi cerca di conservarlo a costo di enormi sacrifici.

Riteniamo urgente un piano per il lavoro dei giovani, smettendo di vendere l’illusione che ridurre le tutele dei padri garantisca il futuro dei figli.

Firenze, 08 febbraio 2012

Mauro Fuso

Segretario generale CdLM Firenze

Mario  Batistini

Segreteria CdLM

Massimiliano Bianchi

Segreteria CdLM

Carla Bonora

Segreteria CdLM

Paola Galgani

Segreteria CdLM

Sergio Pestelli

Segreteria CdLM

Rossano Rossi

Segreteria CdLM

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Carla Bonora alla segreteria della Camera del Lavoro 

su la MNazione 9/2/12

CAMBIO della guardia alla Camera del Lavoro di Scandicci. Ieri Carla Bonora è subentrata a Rossano Rossi (destinato a Empoli) per la segreteria cittadina. Carla Bonora, che ha guidato la Filcams e ha già lavorato molto a Scandicci, soprattutto per le vertenze per i magazzini Unicoop dei Pratoni, arriva così alla guida della Cgil di Scandicci. Un presidio importante e un punto di riferimento importante per l’attività sindacale in città. Bonora, un marito e tre figli ha guidato la più grande associazione di categoria (12.800 iscritti) della Cgil fiorentina, che si occupa di turismo, commercio, servizi. Si è avvicinata al sindacato come disoccupata, oggetto di mobbing dopo la nascita della seconda figlia. Si è avvicinata alla Cgil, dove stava nascendo il Centro per disoccupati, sperando in un nuovo impiego. Non se ne è mai andata, puntando con passione all’attività sindacale. Arriva a Scandicci in un momento delicato, con il sindacato che sta affrontando vertenze delicate come quella infinita della ex Electrolux. Sicuramente punterà a fare della Cgil ancora più un interlocutore fondamentale per le istituzioni, sia per la concertazione sociale, sia per l’iniziativa politica. morv

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Comunicato stampa

No all’apologia del fascismo

Domani 4 febbraio è stata annunciata una manifestazione per celebrare la “Giornata del Ricordo “ promossa da Casaggì, Giovane Italia e PDL.

È inaccettabile che la commemorazione diventi per la destra un’occasione strumentale di contrapposizione alla “Giornata della Memoria” e per mistificare verità storiche molto complesse. Commenta Mauro Fuso, Segretario Generale della CGIL di Firenze.  L’esodo dalla Dalmazia e le foibe sono una eredità diretta del ventennio fascista.

Ciò che preoccupa e dovrebbe preoccupare ogni sincero democratico e antifascista è proprio l’uso strumentale di quelle vicende storiche, magari manifestando in compagnia di chi oggi utilizza simboli e slogan fascisti, offendendo in questo modo tutta la città di Firenze, Medaglia d’oro della Resistenza, aggiunge Fuso.

La CGIL si schiera a fianco della Firenze democratica , non violenta e antifascista, come ha fatto all’indomani del vile assassinio di Samb Modou e Diop Mor, per chiedere alle Istituzioni competenti che vengano impedite, con gli strumenti che le leggi consentono, le manifestazioni di incitamento all’odio e di evidente apologia del fascismo, conclude il Segretario Generale della CGIL di Firenze.

Mauro Fuso Segretario Generale della CGIL di Firenze

Firenze,venerdì 3 febbraio 2012

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Tesseramento oltre i 500 mila, l´anno precedente erano 719 meno
Cgil toscana, più iscritti in calo i pensionati
Le categorie dove si registrano flessioni risentono della chiusura delle aziende

da la Repubblica 26/1/12

Tiene nonostante la crisi. Calano gli iscritti tra i meccanici e nel settore tessile e chimico-elettrico. Ma complessivamente i tesserati aumentano. E´ il bollettino annuale della Cgil Toscana. Sono 505.091 gli iscritti alla chiusura del tesseramento 2011, 719 in più rispetto al 2010, rende noto il sindacato. Gli attivi crescono di 5.161 unità (+2,18%), mentre sono in calo i pensionati (-1,62%) anche perché - spiega la Cgil - con le finestre del governo Berlusconi sono stati molti meno coloro che sono andati in pensione e dunque è stato difficile il turn over rispetto ai naturali decessi. Gli iscritti crescono in sei province su dieci, con un calo sensibile solo ad Arezzo (-3,20%), mentre per quanto riguarda le categorie si registrano flessioni fra i meccanici (-0,81%) e fra tessili-chimici-elettrici (-5,05%), dati che la Cgil attribuisce alla crisi del manifatturiero, con la chiusura di centinaia di piccole e medie aziende, e alla crisi delle grandi imprese.

«Sono orgogliosa di questo risultato - spiega Dalida Angelini, segretaria regionale con delega all´organizzazione - in un anno in cui sono ci sono stati gli attacchi più duri nei nostri confronti da parte del governo Berlusconi e nel mezzo di una crisi profonda non ancora finita. I numeri che abbiamo portato a casa sono per tutti coloro che vi hanno contribuito fonte di autonomia e orgoglio, la testimonianza di un modo di fare sindacato e un forte elemento di identità. Il successo di quest´anno racconta cosa abbiano fatto per dare risposte collettive, ma anche individuali, al bisogno della persona, assumendo la sfida di traghettare quella risposta in azione collettiva attraverso la contrattazione sociale e territoriale». 

I DATI DEL SINDACATO
Boom delle vertenze per stipendi e liquidazioni
La Cgil conferma mezzo milione di iscritti

da la Nazione 26/1/12

SONO aumentate a due cifre le vertenze individuali dei lavoratori toscani. Nel 2011 le denunce arrivate alla Cgil sono state 27.200, il 10% in più. Oltre la metà riguardano il recupero di stipendi o tfr non pagati, a seguito di chiusure delle imprese o procedure di fallimento. Numerose anche le controversie su contratti a termine e atipici. Aumentate in modo esponenziale le richieste di danno biologico, le vertenze che riguardano le malattie professionali e le contestazioni sui contratti della scuola. Uffici vertenze, ma anche patronati e Caf restano dunque un punto di riferimento tra i lavoratori, smentendo, in qualche modo, chi parla di crisi dei sindacati. In Toscana gli iscritti alla Cgil al 31 dicembre 2011 sono 505.810, in aumento dello 0,14%. Quasi 270mila sono pensionati, che da qualche anno stanno calando di numero, complici, spiega Dalila Angelini, segretaria regionale, «prima le finestre mobili, poi gli scaloni, che rinviano l’uscita dal mercato del lavoro». Crescono invece del 2,8% i tesseramenti dei lavoratori attivi, all’interno dei quali si registra il balzo in avanti della categoria scuola, università e ricerca (+13,6%), e degli atipici, rappresentati dalla Nidil (+11%). In flessione le iscrizioni dei lavoratori del tessile e dei metalmeccanici, che fotografano la crisi del manifatturiero. mo.pi.

 

CGIL TOSCANA

NOTA STAMPA

LA CGIL TOSCANA CRESCE ANCORA SONO 505.091 GLI ISCRITTI ALLA CHIUSURA DEL TESSERAMENTO 2011 PIU' 719 SUL 2010 CRESCONO GLI ATTIVI DIMINUISCONO I PENSIONATI  I 68.603 NUOVI ISCRITTI FOTOGRAFANO UN TURN OVER RILEVANTE A DIMOSTRAZIONE DELLA BUONA ACCOGLIENZA DELL'AZIONE DELLA CONFEDERAZIONE

Firenze 25.01.2012.- La crisi che attanaglia il paese e la Toscana e che fotografa una realtà regionale con pochissimi segni più ci consegna una Cgil in salute che continua a crescere. Sono 505.091 gli iscritti alla chiusura del tesseramento 2011, più 719 sul 2010, crescono gli attivi diminuiscono i pensionati. I 68.603 nuovi iscritti fotografano un turn over rilevante a dimostrazione della buona accoglienza dell'azione della confederazione.

In calo i pensionati (-1.62%) anche perché con le finestre del governo Berlusconi sono stati molti meno coloro che sono andati in pensione e dunque è stato difficile il turn over rispetto ai naturali decessi.

Gli attivi crescono di 5.161unità (+ 2.18 % ).

Crescono gli iscritti in sei province su 10, si registrano lievi flessioni nelle province di Siena (-0.15%), Pistoia (-0.31%) Massa Carrara (-0.34%), più consistente il calo ad Arezzo (-3.20%).

Per quanto riguarda le categorie le flessioni fra i meccanici (-0.81%) e fra tessili-chimici-elettrici (-5.05%), fotografano il dramma della crisi del manifatturiero con la chiusura di centinaia di piccole e medie aziende e della crisi, tutt'altro che finita, delle grandi imprese.

I dati sono stati presentati stamattina in conferenza stampa dalla segretaria regionale con delega all'organizzazione Dalida Angelini, da Walter Liotta coordinatore regionale del dipartimento e da Pierluciano Mennonna che per Cgil Toscana ha la responsabilità del dipartimento legalità. La sua presenza ha messo in valore la scelta della Cgil nazionale, regionale e territoriali che sul tema della legalità svilupperanno iniziative per tutto il 2012, non a caso sulla tessera Cgil di quest'anno ci sono le effigi di Falcone e Borsellino.

“Sono orgogliosa del risultato”, ha detto tra l'altro in conferenza stampa Dalida Angelini, “ in un anno in cui sono ci sono stati gli attacchi più duri nei nostri confronti da parte del governo Berlusconi e nel mezzo di una crisi profonda non ancora finita”. “Il tesseramento”, ha aggiunto, è un fatto strettamente connesso alla nostra linea 'politica', è un punto centrale della nostra battaglia sulla democrazia e rappresentatività”. “Il risultato che abbiamo portato a casa è per tutti coloro che vi hanno contribuito”, ha continuato Angelini, “ fonte di autonomia, orgoglio per un modo di fare sindacato e forte elemento di identità”. “Il risultato di quest'anno”, conclude,  racconta cosa abbiano fatto per dare risposte collettive, ma anche individuali, al bisogno della persona, assumendo la sfida di traghettare quella risposta in azione collettiva attraverso la contrattazione sociale e territoriale. nb

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CGIL TOSCANA

ORGANIZZAZIONE  

LA CGIL TOSCANA CRESCE ANCORA

I NUMERI PER TERRITORIO E CATEGORIE LE NOVITA' NEL PIANETA

CGIL ALLA CHIUSURA DEL TESSERAMENTO 2011 GLI OBBIETTIVI 2012

CONFERENZA STAMPA DOMANI MERCOLEDI' 25 GENNAIO 2012 ORE 12.00 VIA PIER CAPPONI, 7 -FIRENZE-

La crisi che attanaglia il paese e la Toscana e che fotografa una realtà regionale con pochissimi segni più ci consegna una Cgil in salute che continua a crescere.

I numeri del tesseramento 2011 divisi per territorio e categorie, l'analisi degli stessi e gli obbiettivi per il 2012 saranno al centro di una

CONFERENZA STAMPA

DOMANI MERCOLEDÌ 25 GENNAIO 2012 ORE 12.00

C/O CGIL REGIONALE (SALETTA 1° PIANO)

VIA PIER CAPPONI, 7 -FIRENZE-

Firenze 24.01.2012.-

                                                                                                       L'UFFICIO STAMPA

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SAN CASCIANO
Federconsumatori
Taglio del nastro per lo sportello 

da la Nazione 18/1/12

MAGGIORI tutele per i cittadini consumatori. Apre oggi a San Casciano il primo sportello del Chianti di Federconsumatori: è un front-office che si propone di tutelare i cittadini e i consumatori erogando un supporto concreto, mirato ad affrontare e risolvere un ampio raggio di controversie. Saranno il sindaco Massimiliano Pescini e i rappresentanti regionali e provinciali dell’associazione ad inaugurare alle ore 10,30 il punto informativo presso la Camera del Lavoro in via Giuseppe di Vittorio 27. «Si potranno rivolgere allo sportello — spiega Marco Mantelli, responsabile Cgil Chianti — i cittadini che si trovano in difficoltà, coinvolti in contenziosi con aziende e gestori di servizi nei settori gas, acqua, telefonia, istituti di credito; lo sportello sarà gestito in collaborazione con Spi e Cgil, e sarà aperto ogni mercoledì dalle 15,30 alle 18,30».

Mantelli aggiunge che «questo nuovo servizio che può concretamente dare una mano a far valere i propri diritti, e in particolare intende sostenere le fasce deboli della popolazione tra cui gli anziani». Lo sportello di San Casciano è destinato a rappresentare un punto di riferimento per tutto il Chianti, con riferimento anche a Greve e a Tavarnelle e Barberino. «La sede di Federconsumatori — commenta il sindaco, Massimiliano Pescini — offre un servizio fondamentale e necessario a sfidare la complessità del tempo che viviamo, attesta altresì la capacità del sindacato di adeguare le proprie strutture alle nuove esigenze dei cittadini aiutandole ad orientarsi ed aumentando la consapevolezza di ciascuno verso i propri diritti. Per il Chianti si tratta di un importante passo in avanti». Responsabile dello sportello Federconsumatori sarà Guido Bettini. Andrea Ciappi

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Comunicato stampa

il 11 gennaio 2012

Abbiamo appreso dagli organi di stampa la notizia che domenica notte sono state tagliate le gomme all'auto di Carlo Zanieri Sindaco di Barberino di Mugello.

Un episodio grave che potrebbe avere un significato intimidatorio.

Condanniamo questo atto e ci auguriamo che presto venga fatta chiarezza sull'episodio.

Esprimiamo la nostra solidarietà al Sindaco di Barberino di Mugello.

 

p. la CGIL di Firenze

Massimiliano Bianchi

Felice Bifulco

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La sfida del lavoro e l´orgoglio dei toscani
ALESSIO GRAMOLATI su la Repubblica 4/1/2012

Si apre un anno con enormi incognite, fra queste, anche in Toscana, quella del lavoro. Il lavoro che c´è, quello che manca, quello da difendere con equità e crescita. Lo hanno simbolicamente indicato i presidi dei lavoratori della Beltrame, della Ginori, della RDB e dei Cantieri di Pisa. Quattro realtà disseminate in province diverse e con diverse caratteristiche produttive. Eppure, nonostante le differenze, con significativi punti in comune. Il primo è costituito dal fatto che sono tutte medie aziende, punto di forza del modello toscano. Il secondo è che nessuna di loro è in difficoltà per un deficit della qualità produttiva. Parliamo di realtà con brand affermati, vere e proprie eccellenze nel proprio campo. Alla base delle loro difficoltà ci sono invece scelte finanziarie sbagliate, se non addirittura spregiudicate e razionalizzazioni produttive fatte con scarsa lucidità industriale. E´ singolare come nessuno dei fattori competitivi che determinano le ragioni allocative di un´impresa siano alla base delle difficoltà di queste realtà. Non si chiude in Toscana per cogliere altrove migliori opportunità infrastrutturali o per rincorrere un più basso costo del lavoro o un maggior utilizzo degli impianti. Non si trova altrove una più alta professionalità e flessibilità delle maestranze. Certo su alcuni di questi fattori ci sono spazi di miglioramento.

Ma non è questo che ci condanna, piuttosto scelte che paiono dettate da una crescente difficoltà d´accesso al credito oppure a concentrazioni industriali ispirate più a logiche localistiche che competitive. Il tutto condizionato da una rarefazione di alternative imprenditoriali che in Toscana paiono più attratte dalla rendita. Questi fattori emergono anche in molte altre vertenze che hanno riguardato e riguardano il nostro sistema manifatturiero. Tutto ciò dà sostegno alle ragioni di questi lavoratori perché le scelte che contrastano oltre che ingiuste sono sbagliate. Sacrosanta quindi la loro lotta. Ultimo punto in comune è proprio quello dei lavoratori, così lontani e diversi eppure così uniti e simili: nei presidi si incontra certo la preoccupazione ma mai rassegnazione. Si respira la forza di un orgoglio che si fonda in primo luogo nella consapevolezza del valore del proprio lavoro. Si, sono orgogliosi i lavoratori toscani perché sanno ciò che vogliono. E sono tenaci. Ci sono presidi che vanno avanti da mesi (i Cantieri di Pisa sono in assemblea permanente da 8 mesi) e altri si accingono a farlo. Ci auguriamo che nel 2012 non ci sia più bisogno di dare prove come queste e che ci sia per tutti lavoro dignitoso. Se però la crisi e l´ingiustizia non molleranno la presa, sarà importante che ci siano ancora persone che non si rassegnano. Il valore aggiunto del lavoro toscano è proprio qui: nelle persone che accettano la sfida che viene dal nuovo tempo, con fiducia, cooperazione e responsabilità. E´ tempo che tutti facciano altrettanto.

NOTA STAMPA

30 VERTENZE APERTE IN TOSCANA; 10.000 LAVORATORI A RISCHIO NEI PROSSIMI 3 MESI; IL PROBLEMA È LA CRESCITA ALTRO CHE L'ARTICOLO 18.

Firenze 04.01.2012.-. Sono una trentina le vertenze sul tavolo regionale di crisi aperte in questo inizio 2012. Sono interessati circa 10.000 lavoratori prevalentemente del settore manifatturiero che rischiano il posto; a questi si aggiungono le micro imprese che non fanno notizia, ma che più di altre pagano la crisi.

Nell'ultimo bimestre dell'anno, i dati saranno resi noti tra pochi giorni e come CGIL Toscana li presenteremo in modo organico nel primo rapporto 2012 “ Focus Economia” redatto dal nostro istituto di ricerca IRES, rimbalza e torna a crescere la cassa integrazione, rallenta la produzione industriale, si blocca il flusso del credito.

Del resto è stata proprio la difficoltà finanziaria unita a scelte spregiudicate, riorganizzazioni sbagliate e non presunti differenziali di costo con altri paesi, rigidità di alcun tipo o i limiti infrastrutturali del territorio, ad aver causato le crisi conclamate di cui parlano le cronache di questi giorni.

Il tema, anche per la nostra regione che pure ha investito diverse decine di milioni di euro nel sostegno alla crescita e al lavoro di qualità, è lo sviluppo, non la flessibilità del mercato del lavoro che anzi conferma la tendenza nella nostra regione ad un 90% di nuovi lavori creati con una durata temporale molto breve.

La crisi rende drammatica la situazione dei giovani precari, ma anche di tanti ultracinquantenni travolti dalla chiusura della propria azienda e che hanno visto allontanarsi (spesso di qualche anno) la possibilità dell' aggancio ai requisiti per la pensione a causa di una riforma su cui confermiamo un giudizio di iniquità. Si tratta di centinaia di persone (non di numeri) che vivono condizioni drammatiche senza prospettiva.

Per questo, ci batteremo anche dalla Toscana, perché il prossimo confronto con il Governo parta dai problemi reali e non dai presupposti di ideologie fallite, che assegnano al mercato ogni virtù salvifica. Il tema oggi è ammortizzatori sociali per tutti, riduzione delle forme precarie di assunzione e lavoro, sostegno alla crescita anche con un rinnovato intervento pubblico cercando le risorse dove sono e da chi non ha mai pagato, con un forte contrasto alla rendita speculativa. Il resto è propaganda della peggior specie.

CGIL TOSCANA

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