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NOVITÁ POLITICA
Anche la Sinistra ha votato sì
Cerreto vara il bilancio l’Imu prima casa allo 0,4%
Via libera del consiglio comunale alle scelte della
giunta del sindaco Tempesti Confermati gli impegni di spesa per i servizi
sociali, la scuola e la cultura
Il dibattito in consiglio comunale ha presentato a Cerreto una novità assoluta: la convergenza fra il gruppo di maggioranza e quello della sinistra. A Cerreto non era mai accaduto, da quando il sindaco è eletto direttamente dai cittadini, che il gruppo della sinistra votasse il bilancio. Le ragioni della scelta sono state spiegate dai due capigruppo - Natalino Rinaldi Prc-Pdci e Gabriella Menichetti di Centrosinistra per Tempesti (Pd, Partito Socialista, Idv, Verdi) - con l’apprezzamento per le politiche sociali che il Comune metterà in atto e il ruolo forte riconosciuto alla cultura. Condivisi anche l’attenzione all’ambiente, gli interventi riservati alle politiche educative, l’attenzione alla spesa tenendo sotto controllo il prelievo fiscale sui cittadini.
dal Tirreno 1/4/12
CERRETO GUIDI Imu sulla prima casa al 4 per mille, che sale al 9 per mille sugli immobili sfitti, ridotta all’8,2 per quelli strumentali all’attività produttiva e per quelli regolarmente affittati. Questi i punti cardine della manovra finanziaria varata dall’amministrazione di Cerreto, la prima tra le undici del circondario ad avere già deciso le aliquote della nuova imposta municipale unica.
Il consiglio comunale ha approvato l’altra sera il bilancio di previsione per il 2012. Non è facile, come spiega in una nota l’amministrazione Tempesti, far quadrare i conti in un periodo di grande crisi economica e dopo che è stato chiesto a livello nazionale alle famiglie un contributo importante al risanamento del debito pubblico dello Stato. In questa cornice si è mossa l’Amministrazione per portare all’attenzione del Consiglio Comunale una proposta che , da una parte si facesse carico del fabbisogno derivante dai tagli consistenti che anche quest’anno si sono abbattuti sui capitoli delle entrate in applicazione delle manovre del precedente governo, dall’altra stabilisse priorità rispetto ai capitoli di spesa, lavorando per rendere ancora più efficiente la macchina comunale e tagliando, non senza qualche rammarico, una parte delle spese correnti, non giudicate prioritarie.
Sulla linea tracciata nella discussione che si è aperta nel Circondario, il Comune ha confermato come irrinunciabile il sostegno ai servizi sociali e alla persona (da quelli dedicati alla prima infanzia all’assistenza per chi non è in condizione di autosufficienza), il sostegno alla famiglia con i servizi per l’adolescenza e gli impegni sui servizi scolastici e della pubblica istruzione valorizzando gli investimenti in cultura. Contemporaneamente è stata confermata la volontà di mantenere tutte le entrate degli oneri di urbanizzazione al finanziamento degli investimenti rispettando, nel complesso della spesa, il patto di stabilità. Le nuove aliquote Imu sono state applicate rispettando il principio condiviso a livello di Circondario di non superare il precedente gettito Ici della prima abitazione, cosa che lo 0,4% garantisce ampiamente.
L’aliquota sugli immobili rurali è stata fissata allo 0,2% come previsto dalla legge istitutiva della nuova imposta. Inoltre per i cittadini che vogliono avere maggiore certezza nel calcolo dell’imposta, verrà offerto un servizio per il calcolo Imu che darà la garanzia della esattezza del successivo versamento. Nel versamento inoltre sarà introdotta la suddivisione di quanto dovuto al Comune e di quanto spettante allo Stato. I criteri e le scelte che hanno generato questo bilancio sono stati oggetto della discussione che si è tenuta tra la giunta e i rappresentanti delle categorie economiche e sindacali La manovra del Comune è stata apprezzata soprattutto dai rappresentati di Cgil, Spi-Cgil e Cisl.
QUADRIFOGLIO, LA
PROVINCIA PRECISA:“IL PIANO DEI RIFIUTI NON PREVEDE LE CHIUSURE DEGLI IMPIANTI
DI SAN DONNINO E CASE PASSERINI”
L’Assessore Crescioli: “L’adozione del piano interprovinciale e
gli obiettivi di differenziata non implicano certo la riduzione del personale”
“In merito alla vicenda del preannunciato licenziamento dei
dipendenti Quadrifoglio la Provincia intende precisare che il Piano
Interprovinciale Rifiuti adottato dal Consiglio Provinciale, ed in corso di
approvazione, prevede il mantenimento dei due impianti presso cui lavorano i 63
dipendenti in questione”.
Così l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Firenze, Renzo Crescioli
sulla situazione Quadrifoglio e sull’avanzamento del Piano interprovinciale
dei rifiuti e dei relativi impianti. “Il Piano infatti – sottolinea
Crescioli - prevede sia la Stazione Ecologica di San Donnino per l’esercizio
di attività per messa in riserva e deposito preliminare di rifiuti urbani, che
l’impianto selezione, compostaggio e produzione CDR di Case Passerini”.
“Non si intende in questa sede esprimere giudizi politici su come è stata
affrontata una questione che riguarda le scelte industriali di ATO – prosegue
l’Assessore provinciale - per quanto riguarda il versante pianificatorio e di
definizione della gara per il soggetto gestore, e del soggetto gestore
stesso”.
“Per quanto compete alla Provincia – conclude Crescioli -, voglio però
precisare che gli obiettivi assai avanzati di raccolta differenziata e le
dotazioni impiantistiche previsti nel Piano Interprovinciale non implicano certo
la necessità di minor personale. Abbiamo provveduto ad inviare una nota ad ATO
Toscana Centro e a Quadrifoglio per avere delucidazioni sulla questione”.
29/03/2012 14.50
Provincia di Firenze
"Noi, licenziati tramite bacheca"
Caso Quadrifoglio, imbarazzo e silenzi tra i sindaci.
E Renzi? Si arrabbia con Rossi
I sindacati protestano e hanno
organizzato per oggi un´assemblea di quattro ore
ILARIA CIUTI su la Repubblica 29/3/12
Va a lavorare ieri alla Quadrifoglio, come fa da sedici anni. «Non ci potevo credere quando ho visto in bacheca la lista con il mio nome». Quella, firmata dall´ad Livio Giannotti, dei 63 dipendenti da licenziare alla chiusura degli stabilimenti di San Donnino e Case Passerini richiesta dal capitolato di gara per l´affidamento del servizio di smaltimento che l´Ato Toscana Centro (l´autorità per i rifiuti di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli) sta per lanciare. Sergio Pillori, ha 43 anni e fa il capo turno alla stazione di smistamento di San Donnino che potrebbe chiudere nel 2013. Brutto, dice Pilleri saperlo così: «Un fulmine a ciel sereno via bacheca. Non so cosa ho provato. L´angoscia: e ora cosa faccio? Non ho una professione spendibile su un mercato che non assume, mi sono separato, sono tornato dai miei per risparmiare e comprarmi casa. Ma per il mutuo serve la busta paga. La rabbia: l´azienda va bene e ci licenziano. Chi devo ringraziare? Intanto si poteva evitare di sbattere i nomi davanti a tutti».
Si poteva aspettare, trattare. I nomi sono l´ultimo tabù fino a licenziamento sicuro, spiegano i sindacati, e anche allora non si avvisano le persone pubblicamente. Cigl, Cils, Uil e Fiadel aziendali convocano per oggi un´assemblea di 4 ore presso gli impianti. La Cgil aveva chiesto martedì scorso ai responsabili di Quadrifoglio di sanzionare Giannotti. Ma i sindaci proprietari, quello di Firenze all´84%, non si sbilanciano. «No comment» dice Gheri da Scandicci. Sparito Gianassi da Sesto. Tiene i toni bassi Bartolini da Bagno a Ripoli: «E´ un momento difficile per tutti, siamo stressati. Invece ci vuole serenità. Ritroviamo la calma, cerchiamo di risolvere la situazione». Che per la maggioranza dei Comuni vuol dire convincere l´Ato a non chiudere gli impianti, per salvare occupazione e casse della società.
Per Firenze risolvere vuol dire non fare neanche la gara. Pare che il sindaco Renzi, che ieri pomeriggio ha convocato sia Giannotti che il presidente di Quadrifoglio Moretti, sia non tanto arrabbiato con l´amministratore delegato autore della lista quanto furioso con la Regione che ha creato i tre Ato toscani (centro, costa e sud) e affidato loro il compito di indire la gara per un gestore. Palazzo Vecchio preferirebbe invece prorogare di tre anni il regime in house, ovvero l´affidamento diretto, come sembra che il decreto sulle liberalizzazioni permetta, e intanto fondere in un´unica azienda tutte quelle presenti sul territorio. E´ l´ennesima querelle con la Regione, tanto che solo lo scorso 19 marzo il commissario dell´Ato, Riccardo Gabellini, rispondeva a una precedente lettera del Comune ribattendo che l´Ato doveva agire «secondo criteri di efficienza, efficacia e economicità per tutelare gli utenti» e che «chi opera nel mercato non può avere posizioni di privilegio». Tutte decisioni, ricorda Gabellini, votate anche dal Comune di Firenze.
Vittime, dunque, i lavoratori avvertiti brutalmente, della solita querelle Palazzo Vecchio - Regione: come metterli in bacheca per dar torto alla Regione. Loro però ora hanno paura. Il penultimo della lista si chiama Giuseppe Scalabrino, operaio a San Donnino: «Mi hanno sbattuto in bacheca. Ma la privacy lo permette? Intanto ho paura. Ho 59 anni, vivo da solo con 1.200 euro, ci sono le bollette, la casa, un figlio di 32 anni da aiutare perché lavora tre mesi e poi viene licenziato e si deve sposare, passo dalla pizzeria, sento il profumo ma non entro, sono già stato licenziato da una fabbrica che ha chiuso, non me la sento di ricominciare a occupare stazioni, scioperare, lottare. Questa azienda era stata brava, da interinale che ero, mi aveva assunto. Ora mi butta fuori? Il signor Monti mi ha tolto gli ammortizzatori e allontanato la pensione. Mio figlio non ha lavoro perché è giovane, io perché sono vecchio. Ma siamo vivi e dobbiamo mangiare».
I sindacati
protestano, l´ad Giannotti: "La colpa è dell´Ato"
Quadrifoglio: in bacheca i nomi dei 63 da licenziare
Ilaria Ciuti da la Repubblica 28/3/12
Appesa nella bacheca di Quadrifoglio è comparsa una lista di futuri licenziamenti da operare tra il 2013 e il 2016, con tanto di nomi e cognomi in cui 63 malcapitati si sono riconosciuti. Sono quelli di chi lavora nei due impianti (San Donnino e Case Passerini) di proprietà di Quadrifoglio che nella convenzione per il bando di gara per il servizio di smaltimento che l´Ato centro sta per indire viene indicato che dovranno chiudere. «Colpa dell´Ato che ci fa chiudere i due impianti» dice l´ad Giannotti.
NON credevano ai propri occhi. Hanno pensato che la fine dell´articolo 18 al Quadrifoglio fosse già realtà. I lavoratori dell´azienda dei rifiuti si sono sentiti gelare il sangue quando hanno vista, appesa in bacheca, una bella lista di futuri licenziamenti da operare tra il 2013 e il 2016, con tanto di nomi e cognomi in cui 63 malcapitati si sono riconosciuti. Come non succede mai in nessuna azienda dove in genere si va avanti, in casi come questo, per abbocchi e tentativi di accordi. Comunque, i nomi si tirano fuori solo all´ultimo. Invece al Quadrifoglio è successo il contrario. I nomi ci sono già: sono quelli di chi lavora nei due impianti (San Donnino e Case Passerini) di proprietà di Quadrifoglio che nella convenzione per il bando di gara per il servizio di smaltimento che l´Ato centro sta per indire viene indicato che dovranno chiudere. Quello di San Donnino, appena entrerà il gestore nuovo, si pensa nel 2013, e l´altro, l´impianto di selezione e compostaggio di Case Passerini, entro gennaio 2016.
La lista è firmata dall´ad di Quadrifoglio, Livio Giannotti. La Cgil di azienda si infuria e chiede che vengano presi provvedimenti nei suoi confronti. Giannotti dice: «La decisione di chiudere i due impianti è dell´Ato, non certo mia che, anzi, sono convinto che continuino a essere necessari. E siccome la loro chiusura comporta la perdita di un valore per l´azienda e di posti di lavoro, io non posso prendermi la responsabilità di firmare la convenzione per la gara tacendo la realtà, sia ai soci che ai lavoratori. Oppure essere accusato, se non firmassi, di mettere i bastoni tra le ruote alla gara per chissà quali ragioni». Si tratta della prima gara per l´affidamento del servizio rifiuti. La si fa per individuare un gestore unico dello smaltimento dopo che tra Firenze, Prato e Pistoia è stato fatto un unico Ato (l´organismo che presiede alla questione rifiuti). L´Ato ha deciso, racconta Giannotti, di chiudere San Donnino per razionalizzare, e Case Passerini perché sostituito dall´inceneritore. Che però pare di capire nel 2016 non sarà ancora in funzione, comunque non potrà riassorbire, per differenza di tempi e di professionalità, i licenziati.
«Riteniamo gravissimo l´atteggiamento dell´ad», protesta la Cgil, convinta che la lista dei licenziamenti con nome e cognome denoti «l´incapacità da parte della direzione di portare avanti un percorso condiviso e governato». Come dire prima discutiamone, troviamo una soluzione. Giannotti precisa di avere proposto lo scorso 13 marzo al sindacato di firmare un accordo sui licenziamenti subito. «Capisco che non l´abbiano fatto, dopodichè però non avevo alternative». La Cgil invece chiede l´intervento della politica, del sindaco Renzi, della Provincia, la Regione: «Non è il momento - conclude - di strumentalizzare i lavoratori per giochi personali o politici».
SCANDICCI
PREVISIONALE 2012 STANZIAMENTO AUMENTATO NONOSTANTE I TAGLI
Bilancio, più soldi per il sociale
da la Nazione 25/3/12
BILANCIO di previsione 2012, ecco le linee guida. Dopo il via libera dei sindacati, e incassato il sostegno delle categorie economiche la giunta presenta le linee di bilancio per il 2012 che dovranno passare all’esame del consiglio. Punti di forza, lo stanziamento per la spesa sociale, che passa dai 3 milioni e 102mila euro del 2011 ai 3 milioni e 260mila euro del 2012, un aumento che compensa i tagli apportati dalla Regione ai fondi per i centri di socializzazione, ai progetti integrati per i minori, ai fondi sulla povertà e sulla natalità. Confermati anche i 100mila euro al fondo per la non autosufficienza e i 50 mila euro al fondo di solidarietà anticrisi. Restano immutati i 3 milioni per i servizi educativi, mentre cresce dai 642mila euro del 2011 ai 670 del 2012 il finanziamento a Scandicci Cultura. Ma non solo rose e fiori: «Ricordo – dice l’assessore al bilancio Alessandro Baglioni – che, tra la manovra finanziaria del 2010 del governo Berlusconi e quella del 2011 del governo Monti, al nostro Comune sono stati tagliati 2,4 milioni di euro. Senza contare gli effetti negativi sull’economia e lo sviluppo del territorio causati dal Patto di stabilità».
Avendo scelto di non aumentare l’addizionale Irpef (allo 0,5), di non toccare la Cosap e di adeguare le tariffe per i servizi a domanda individuale a un tasso inferiore a quello dell’inflazione (tra il 2,2 e il 2,3%), per fronteggiare i tagli l’amministrazione punta sull’Imu, l’imposta sugli immobili con la quale il governo ha sostituito la vecchia Ici. Un’Imu attutita dai bassi estimi catastali di Scandicci: il gettito sull’abitazione principale previsto per il 2012 — complessivamente 2 milioni e 825mila euro — sarà inferiore a quanto Scandicci incassava con la vecchia Ici, cioè 3 milioni e 180 mila euro.
PROVINCE: 57MILA
DIPENDENTI DELLE AUTONOMIE E 92MILA DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI DECENTRATE
DELLO STATO FRA 'CATTIVA ANTIPOLITICA' E ESIGENZA DI UNA 'VERA RIFORMA'
La sintesi degli interventi del seminario
“I processi di riorganizzazione del sistema delle autonomie locali” tenuto
venerdì mattina a Firenze con la partecipazione di rappresentanti di Regione,
Anci, Provincia di Firenze e FP CGIL
Si è tenuto venerdì 23 marzo in Palazzo Medici Riccardi a
Firenze il seminario “I processi di riorganizzazione del sistema delle
autonomie locali”, dedicato al processo di riforma delle Province.
Per il segretario di FP CGIL Toscana Debora Giomi, che ha aperto i lavori, sulla
questione Province Cgil ha da subito espresso contrarierà alla modalità
adottata, ed alla imprecisazione e demagogia impiegate. Chi si occuperà di
istruzione superiore, viabilità, lavoro e centri per l’Impiego? E’ tempo di
fare ordine, di dare una definizione delle competenze nella sede giusta,
partendo dalla discussione sulla Carta delle Autonomie locali. E il confronto
deve partire dal valore sociale del lavoro: questo tipo di tavolo è stato
chiesto alla Regione, non ci vogliamo rinunciare.
Lo scenario dipinto dall’assessore regionale alle riforme istituzionali
Riccardo Nencini è quello di un inevitabile e profondo cambiamento. Nel futuro
la spesa pubblica sarà ‘stabilmente’ ridotta all’osso e ciò obbligherà
la pubblica amministrazione a una riorganizzazione vera, ben oltre la sola
riduzione dei costi della politica. Per quanto riguarda i Comuni, questo vorrà
dire porsi il problema se sono troppe le attuali 287 amministrazioni. E
all’Italia servirà a monte una riforma istituzionale, perché con le attuali
norme si ha la sovrapposizione di troppi enti. Ma la riforma costituzionale non
è ancora prevista. Per le Province i dati di fatto sono quelli del decreto
Monti (organi di secondo grado e trasferimento delle funzioni a Regioni e
Comuni) ma ad oggi Governo e Commissione unificata lavorano sulle funzioni nel
senso di lasciarle per l’80/90% alle Province, Resterebbe fuori, pare,
l’istruzione superiore. Nel precedente quadro la Regione pensava a riassumere
la programmazione provinciale, a trasferire le competenze operative provinciali
ai Comuni, salvo quelle (ad esempio la FIPILI) non gestibili dal Comuni. Nella
nuova fase delle discussione di Governo e Parlamento la Regione si è fermata,
in attesa del decreto sulle funzioni. Nel frattempo però qualcosa si sta
muovendo: il ragionamento sulla spesa pubblica spinge i Comuni oltre le semplici
gestioni associate (in Valdarno, all’Elba, nel Casentino).
Una considerazione generale va fatta sull’assenza in Toscana, di ‘città’
in senso moderno. Anche Firenze non ha servizi e infrastrutture di tipo
metropolitano. Ma senza ‘città’ non c’è futuro. E’ per questo
interamente da condividere l’idea del presidente della Provincia di Firenze
Barducci di superare l’assenza delle città con la creazione di aree vaste.
Il rappresentante di ANCI Toscana Marco Mairaghi ritiene fondamentale non
calpestare i diritti dei lavoratori. E’ un punto fermo. Lo stato sociale va
reinventato nelle forme possibili. I Comuni dovranno farsi meno erogatori di
servizi e più inventori di forme nuove di organizzazione delle comunità, che
vedano i cittadini protagonisti della risoluzione dei problemi. In questa idea
va visto anche il riordino dei livelli istituzionali. Nessun Comune è più in
grado di gestire adeguatamente i servizi: solo economie di scala salveranno
istruzione pubblica, servizi sociali ecc.
Ma come possono gli stessi sindaci e amministratori fare anche tutto il lavoro
degli organi delle Unioni e delle Province di secondo grado? La proposta del
presidente Barducci sull’area vasta ha più senso dell’abolizione dei
Consigli provinciali, che non è una soluzione. E non è una soluzione pensare
di trasferire i lavoratori delle Province ai Comuni senza risorse e con i
vincoli normativi che ci sono.
Dando atto a Cgil di essersi accorta per prima della gravità delle implicazioni
della vertenza Province, Tiziano Lepri, intervenuto a rappresentare il
presidente della Provincia di Firenze Barducci, trattenuto a Milano dalla
conferenza dei presidenti delle Province metropolitane, ha preso le distanze da
alcune delle cose dette da Nencini. Anche sulle Province non si possono
disgiungere amministrazione e democrazia, non si possono assimilare costi della
politica e costi della democrazia. La riforma è necessaria ma Province di
secondo grado con l’80% delle attuali competenze sono ‘mostri’. E’ un
pasticcio che non fa onore a un governo di professori e sembra scritto sotto
dettatura di qualche giornalista ignorante.
La Regione, ha detto Nencini, ha ‘sposato’ il decreto Monti. Non ha fatto il
ricorso alla Corte Costituzionale nonostante la richiesta del Consiglio delle
Autonomie, ha studiato come ripartire le funzioni provinciali. Gli studi fatti
le hanno detto che bisogna prioritariamente riorganizzare i Comuni.
Ora, ha concluso Lepri preannunciando una iniziativa della Provincia di Firenze
sui Centri per l’Impiego, deve essere prima di tutto salvaguardata la dignità
dei lavoratori. Non si può identificarli con gli sprechi della pubblica
amministrazione.
Parlare di Province, ha detto Michele Gentile, coordinatore dell’area Settori
Pubblici di FP CGIL, vuol dire parlare di Stato, Regioni, Province e Comuni. La
riforma è necessaria ma vanno evitate le scorciatoie, bisogna partire dalle
funzioni per ricostruire un quadro complesso; quello che c’è, l’art. 23 del
decreto, non potrà che essere ritenuto incostituzionale dalla Consulta; il
processo in corso va accompagnato con idee alternative. Per farlo si deve
partire dalla Carta delle Autonomie; si deve capire come razionalizzare la
presenza sul territorio delle amministrazioni decentrate dello Stato; non si
tratta di sciogliere i piccoli Comuni ma di fornire un modello unitario di
associazionismo fra i Comuni; si deve ragionare su come svolgere le funzioni
sovracomunali (passandole alle Regioni che non potrebbero che dare vita a nuove
agenzie per gestirle o piuttosto nell’ottica delle aree vaste?); decidere
chiaramente dove va a collocarsi la governance dei cambiamenti e dove saranno i
tavoli di concertazione.
E occhio: si apre una questione nazionale che tocca 57mila dipendenti delle
Province e 92mila dipendenti delle amministrazioni decentrate dello Stato con le
ombre di nuovi articoli 18 e in un clima di ‘cattiva antipolitica’.
23/03/2012 22.36
Redazione di Met
Premi di produzione a pioggia
Il Ministero stanga Palazzo Vecchio
Ecco i risultati dell’indagine sugli incentivi dal 2003. Con maxi multa
di PAOLA FICHERA da la Nazione 20/3/12
I NODI di Brunetta stanno arrivando al pettine e in Palazzo Vecchio l’aria si è fatta afosa. Da giorni ormai le quattrocento pagine di conclusioni dell’indagine che il Mef (il ministero dell’economia e della finanza), insieme agli uomini della Corte dei Conti, ha condotto sulla correttezza delle retribuzioni dei dipendenti comunali è depositata nelle stanze della segreteria generale. Ma poco o nulla è dato sapere sulle contestazioni che il Mef muove a Palazzo Vecchio. Tantomeno sulla cifra che il Comune potrebbe essere chiamato a restituire.
L’indagine è partita nel 2009 a seguito di una denuncia del parlamentare Pdl Gabriele Toccafondi a dir poco incuriosito dai criteri con i quali erano stati assegnati i cosiddetti premi-produzione ai dipendenti comunali. In sintesi, gli unici esclusi dal premio, che dovrebbe essere legato al raggiungimento di obiettivi precisi, nel 2009 erano stati appena 264 su oltre 5.000 dipendenti. E la loro unica pecca era quella di aver lavorato meno di 70 giorni in un anno. Così mentre in tutta Italia già impazzavano i controlli sui cartellini di uscita o sulle assenze per spesa familiare, Toccafondi girò la domanda all’allora ministro Renato Brunetta che fece immediatamente partire un’inchiesta interna per verificare la situazione.
Così sotto la lente d’ingrandimento del Mef ci sono finiti non solo i 5 milioni e 100 mila euro distribuiti nel 2009, ma la procedura per la distribuzione di quegli incentivi salariali a partire dal 2003. Frutto di un contratto sindacale firmato nel 1999. Dieci anni di accordi e di contrattazioni passati ai raggi X. E a questo punto sembra proprio che la contestazione avanzata dal Mef si aggiri intorno ai 20/25 milioni di euro. Suddivisa in una miriade di voci, capitoli e sottocapitoli tecnici di difficile comprensione per i più.
Sul fronte, agguerritissimi, sono schierati i sindacati che rivendicano i premi incentivi e le progressioni contrattuali già codificati. Nel mezzo c’è Palazzo Vecchio che, trincerato dietro la preoccupazione di «evitare inutili allarmismi», garantisce la sicura linea difensiva dei suoi legali ma per ora non fa chiarezza. Anche perchè, per il momento, non è per niente chiaro chi dovrebbe risarcire lo Stato nel caso in cui fosse davvero dimostrato un danno erariale. «Quelle del Mef — ribadisce l’assessore al personale Saccardi — sono contestazioni.
Quella che hanno presentato è la loro tesi con la quale il Comune ovviamente non è d’accordo e ha già presentato le sue controdeduzioni». Vero. Ma il Mef è andato oltre ed è pronto a trasmettere alla Corte dei Conti l’intero fascicolo. La preoccupazione fra i poco meni di 5mila dipendenti comunali è alta: se la Corte dei Conti dovesse confermare le tesi del Mef, Palazzo Vecchio dovrebbe non solo ‘restituire’ i soldi mal distribuiti, ma avrebbe mano libera per ‘tirare la cinghia’ sui rinnovi contrattuali prossimi venturi con le inevitabili conseguenze per le buste paghe dei dipendenti.
FP CGIL FLC
CGIL TOSCANA
NOTA STAMPA
ELEZIONI RSU PUBBLICO IMPIEGO E SETTORE
CONOSCENZA: MOLTO ALTA LA PARTECIPAZIONE AL VOTO NEL GENERALE SUCCESSO
DELL'INSIEME DELLE LISTE DI CGIL CISL UIL SPICA LA NETTA AVANZATA DELLA CGIL NEL
PUBBLICO IMPIEGO, IN TOSCANA, QUASI UN ELETTORE SU DUE HA SCELTO LE SUE LISTE
Firenze
10.03.2012Conferenza stampa stamattina in via Pier Capponi a Firenze per dare e
commentare il risultato del voto per le elezioni delle RSU nel pubblico impiego
e nel settore della conoscenza presenti i segretari generali toscani delle
rispettive categorie Antonio Lazzaro e Alessandro Rapezzi.
Il voto ha
interessato 641 posti di lavoro ed eletto altrettante RSU
Nel Pubblico
Impiego ( Sanità,Autonomie Locali,
Enti Pubblici non Economici, Agenzie Fiscali e Ministeri), in Toscana, sono
stati chiamati al voto 94990 lavoratori, hanno votato in 70324 pari al 74,03% (
con un incremento di circa il 2%). Di questi 32385 hanno votato per la Cgil,
pari al 47.09% e con incremento in
percentuale di 4,09% , era al 43,71.
La Cgil è
prima in tutti i Comparti e nello specifico: nelle Autonomie Locali è al 57,61%
( + 5,34%), nelle Agenzie Fiscali è al 42,82 % ( + 12,77%), nei Ministeri al
35,75% ( +2,85%), negli Enti Pubblici non Economici al 34,28 (+ 6,29%), in Sanità
al 42,55% ( + 1,79%).
Alcuni
risultati degli Enti più rappresentativi delle 10 Province in Toscana:
Regione Toscana Cgil +17,37%, Careggi +6%, Comune Firenze +7,17%, Comune Arezzo
+6,90%, Provincia Arezzo +10,81% , Comune Livorno +3,15%, Comune Lucca +15,99%,
Provincia Massa +23,14%, Provincia Pisa +5,88%, Comune Prato +13,63%, Provincia
Pistoia +9,19%, Provincia Siena +15,22%. Complessivamente il Comprensorio di
Prato registra un aumento del 10,8%, Firenze aumenta del 6,20%, Pistoia del
6,14%, Lucca del 5,08%.
Riepilogando in
Toscana le percentuali sono le seguenti:
Cgil 47,79-
Cisl 19,67- Uil 13,18 e pertanto i Sindacati Confederali rappresentano oltre
l’80% dei voti espressi, il restante è diviso in una miriade di sigle
sindacali minori.
Questo il
commento Antonio Lazzaro (FP CGIL):
E' stata
premiata la coerenza della Funzione Pubblica e di tutta la Cgil. Le lavoratrici
e i lavoratori pubblici toscani con il loro voto hanno detto che il loro lavoro
è fondamentale per il cambiamento del paese. Con la loro alta partecipazione
hanno poi espresso il forte bisogno di democrazia nei luoghi di lavoro. In un
momento in cui la sfiducia verso le altre forme di rappresentanza è più alta
di sempre il voto del 5-6-7 marzo ha detto che per tantissimi lavoratori il
sindacato è ancora una istituzione importante. Non è un caso, infatti, che più
dello 80% delle preferenze sono andate ai sindacati confederali, con il restante
20% diviso fra una miriade di altri piccoli e piccolissimi sindacati.
Alta ed
omogenea la partecipazione al voto nel settore della conoscenza:
73% in tutti i settori, in tutta la regione. Era importante che i lavoratori
potessero esprimersi, dopo anni in cui hanno solo dovuto subire le scelte del
Governo, la Democrazia ritorna protagonista, 40.000 persone decidono di
contribuire alla propria vita sociale e lavorativa.
Nella Scuola la
FLC è il primo sindacato in tutte le Province: a Lucca diventa il primo ed era
terzo, a Pistoia e Pisa diventa primo. La FLC CGIL Toscana è, col 42% dei voti,
crescendo di 5 punti percentuale, il primo sindacato di questi settori.
Nella Ricerca,
nelle Università e nell'Alta Formazione Artistica e Musicale la FLC si conferma
anche qui primo sindacato, prendendo in molti casi la maggioranza delle RSU.
Significativo il dato dell'Università di Firenze: la FLC prende il 66%, ben 4
punti in più della volta precedente, lasciando il secondo sindacato, la Cisl,
al 13%.
Nei 550 posti
di lavoro dei settori della conoscenza la FLC elegge circa 650 delegati.
Così
commenta il voto Alessandro Rapezzi (FLC CGIL):
“Con
questo risultato la FCL CGIL rilancia il ruolo di un sindacato confederale:
difesa dei diritti dei lavoratori attraverso la riconquista del contratto,
difesa dei diritti di chi frequenta i settori della conoscenza, difesa dei
valori costituzionali, rilancio di un nuovo modello di sviluppo. Il lavoro
pubblico in questo momento di crisi può avere questo ruolo, il voto, il
risultato ci obbligano a rivendicarlo”. nb
FP CGIL TOSCANA
FLC CGIL TOSCANA
ELEZIONI
RSU PUBBLICO IMPIEGO
TUTTI
I DATI DEL VOTO IN TOSCANA
GRANDE
PROVA DI DEMOCRAZIA NETTA AFFERMAZIONE DELLA CGIL
I
DATI DEL VOTO IN TOSCANA NEL PUBBLICO IMPIEGO E NELLA SCUOLA
CONFERENZA
STAMPA DOMANI SABATO 10 MARZO 2012 0RE 12.00
VIA
PER CAPPONI, 7 -FIRENZE-
L’Aran (Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), renderà noti il risultato del voto per le elezione della RSU nel pubblico impiego e nella scuola fra una settimana circa, ma la Cgil ha deciso di non aspettare così tanto per rendere noti quelli in suo possesso (praticamente tutti) che riguardano il voto in Toscana. Già da più parti sono uscite e sono state riportate dichiarazioni stampa di grande soddisfazione per la partecipazione al voto, una indubbia grande prova di democrazia, e per il consenso ottenuto alle Liste della Cgil, ma ora si è in grado di sulla base dei risultati di fare un'analisi attenta del voto e su questa base riaffermare gli obbiettivi programmatici e le azioni annunciate al momento della presentazione delle liste.
I risultati del voto, gli obbiettivi e le
azioni del sindacato in un
INCONTRO
STAMPA
DOMANI
SABATO 10 MARZO 2012 ORE 12.00
C/O
CGIL REGIONALE (Saletta 1° Piano)
VIA
PIER CAPPONI, 7 -FIRENZE-
Presenti il segretario generale della
FP Cgil Toscana Antonio Lazzaro e il segretario generale della FLC Cgil
Toscana Alessandro Rapezzi
Firenze 09.03.2012
L'UFFICIO
STAMPA
In Toscana affluenza al 70 per cento. Esulta il
segretario regionale Lazzaro: "Premiati per la coerenza"
Pubblico impiego, elezione per le Rsu la Cgil è prima
con il 40 per cento
Nella Asl sale al 51%, a Palazzo
Vecchio cresce al 35%, all´Università al 66%
da la Repubblica 9/3/12
NON era una semplice elezione delle rsu, ossia dei loro rappresentanti sindacali, quella appena terminata dei lavoratori di ogni azienda pubblica, dalla sanità agli enti locali, oltre che di ogni scuola, università, ente di ricerca d´Italia. E dunque anche della Toscana e di Firenze. Erano particolarmente importanti queste elezioni di cui si sono saputi ieri i risultati e che hanno visto in Toscana un´affluenza assai più alta di sempre, fino a oltre il 70% degli aventi diritto.
Oltre alla conquista del primo posto della Cgil che raggiunge complessivamente nella regione il 40% con un aumento dei 5 punti rispetto al risultato precedente. Sono state elezioni significative per vari motivi. Uno perché il rinnovamento è arrivato dopo cinque e non dopo tre anni come è la regola, con due anni di rinvio da parte dell´ex ministro Brunetta. Due perché mentre in genere si dichiara una progressiva disaffezione alle urne, qui i lavoratori sono corsi a votare dando una prova di democrazia. Tre, perchè la categoria, sottolinea Antonio Lazzaro, segretario regionale del pubblico impiego Cgil, è l´unica a godere della legge di rappresentanza che la Cgil da tempo vuole estendere a tutti. I lavoratori del privato possono eleggere i loro rappresentanti solo in virtù di un accordo tra le confederazioni, per cui se una non ci sta, la rsu non si elegge. Invece quelli del pubblico hanno diritto a scegliere i loro rappresentanti per legge. Non c´è dissenso che tenga. «Se la legge fosse estesa anche al privato, Marchionne avrebbe avuto più difficoltà a buttare fuori di fabbrica la Fiom», dice Lazzaro.
In particolare, è soddisfatta la Cgil che sale dal 46,56 dell´ultima volta al 51,62% alla Asl 10, dal 39 al 54% in Regione, dal 30 alla maggioranza relativa del 35% in Comune, dal 60 al 78% in Provincia, dal 35 al 46% al Meyer, dal 62 al 66% all´Università di Firenze, dal 70 a addirittura il 100% a Arcetri. E´ al primo posto in 51 su 53 scuole pisane, conquista il 48% di media in quelle di Siena, il 45% a Massa, Livorno e Prato, il 100% all´IMT di Lucca. Sono alcuni dei dati che ieri sera dava la Cgil. «Ringrazio in particolare i lavoratori di Palazzo Vecchio e della Asl 10 - dice Lazzaro - In Comune siamo cresciuti perché lì rappresentiamo coloro che vorrebbero poter concertare gli obiettivi, quanto a servizi e qualità professionali, della giunta. Ma finora non abbiamo trovato risposta anzi una filosofia contraria che secondo noi danneggia i servizi ai cittadini».
Per il resto, Lazzaro crede che la Cgil sia stata premiata «per la coerenza e la capacità di opporsi alla nefanda controriforma dell´allora ministro Brunetta in nome di una riforma che coinvolga i lavoratori e faccia sì che il pubblico venga gestito meglio. Se il pubblico non funziona ne risentono soprattutto i più deboli: se la sanità non viene finanziata, se gli operatori non vengono motivati e si diffondono sempre più appalti e esternalizzazioni, i servizi scadono». Oltretutto, aggiunge, va ricordato che i lavoratori del pubblico impiego sono gli unici che si sono visti privare per legge del diritto al contratto e ne sono privi da due anni. (i.c.)
Votano in 4mila per le Rsu la Cgil: abbiamo vinto noi
L’affluenza alle urne è stata superiore a quella
registrata cinque anni fa Giorgetti: «Nei Comuni del circondario abbiamo
aumentati i nostri delegati».
Riconteggio in corso per la sanità
dal Tirreno 9/3/12
Un riconteggio delle schede. E’ quello che era in corso fino a tarda serata alla commissione elettorale dell’Asl 11. Quando sono state conteggiate le schede e il numero dei lavoratori che avevano espresso il loro voto per l’elezioni dei delegati sarebbero mancate un paio di schede. Da qui allora sono partite le operazioni di un nuovo conteggio. Tra l’altro il meccanismo del voto è abbastanza complesso e ci sono poi le attribuzione dei resti che possono anche far cambiare i risultati finali con un delegato in meno o in più a una lista piuttosto che a un’altra.
Le liste, all’Asl 11 , erano abbastanza numerose, in tutto sette: Cgil, Nursind, Cisl, Uil, Fials, Fsi, Ugl. C’è poi l’ultimo passo da compiere, cioè quello di attribuire le preferenze all’interno delle singole liste. Di conseguenza i delegati eletti saranno proclamati nei prossimi giorni. di Lucia Aterini wEMPOLI Oltre quattromila lavoratori su seimila sono andati a votare per il rinnovo dei rappresentanti sindacali. Sono gli addetti del pubblico impiego, dagli enti locali, alla sanità e alla scuola. Su tremila dipendenti degli enti locali e dell’Asl 11 hanno votato in duemila. E su altri tremila impiegati nel settore scuola si sono presentati alle urne in oltre duemila.
Questi i primi risultati per il rinnovo delle Rsu secondo i primi risultati (ancora comunque non definitivi). Un’affluenza, in ogni caso, maggiore al voto rispetto al 2007 «in un momento in cui da più parti si teorizza l’inutilità del sindacato», spiega Alessandro Giorgetti della Funzione pubblica della Cgil. E proprio questo sindacato plaude al risultato affermando «di aver mantenuto la maggioranza dei voti». Ma andiamo per ordine anche se ancora non si sono concluse le operazioni elettorali, in particolare all’Asl 11.
Comuni. Nei Comuni del circondario aumenta l’affluenza dei votanti alle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie del pubblico impiego, oltre l’ 80% nei Comuni della zona, «un dato in coerenza con quello nazionale dove la Cgil si conferma il primo sindacato», spiega ancora Giorgetti. Negli enti locali la Cgil «aumenta la sua presenza al Comune di Empoli (da 167 voti del 2007 a 194 voti di oggi) passando da 10 a 11 delegati su 12 (con un incremento di voti sia assoluti che in percentuale)». Il trend è confermato nei Comuni della zona e al Circondario Empolese Valdelsa, «dove pur con un numero di addetti minore (da 1007 lavoratori nel 2007 a 985 lavoratori di oggi) la la Cgil, va avanti il responsabile di zona, «ha ottenuto un numero totale di 723 voti rispetto ai 687 del 2007, consolidando la percentuale di consensi dal 83% al 85%».
Asl 11. Grande partecipazione anche all’azienda Usl 11 dove i votanti sono stati 1333 (142 votanti in più rispetto a fronte di un corpo elettorale minore) con una partecipazione pari al 66% degli aventi diritto. «I dati non definitivi della Usl 11 vedono la Cgil mantenere la maggioranza dei voti con oltre il 52% dei consensi - spiega Giorgetti - nei prossimi giorni la commissione elettorale validerà il voto e indicherà i delegati eletti in base alle preferenze». Soddisfatto del risultato anche il sindacato Nursind che, dovrebbe attestarsi sullo stesso numero di delegati rispetto alle precedenti elezioni. La Cisl dovrebbe aumentare il numero dei delegati, da tre a quattro forse cinque delegati. «Non mi pronuncio sui dati perché ancora non abbiamo quelli ufficiali - spiega Roberto Gambassi della Cisl - ma a stasera (ndr ieri sera) sarei abbastanza soddisfatto». E mantengono i rappresentanti anche i sindacati minori: uno per Uil, la Fials e la Fsi. Senza rappresentanti invece l’Ugl.
Scuola. In questo settore erano tremila gli aventi diritto. In provincia di Firenze ha votato il 70% dei lavoratori della conoscenza e la Cgil si è attestata sul 42% con un incremento di un paio di punti rispetto alle ultime elezioni. I risultati del circondario Empolese Valdelsa dovrebbero essere in linea con queste percentuali. Anzi, secondo il delegato della Flc Cgil di zona, Grazia Tarani, si potrebbe sperare anche in un risultato superiore, intorno al 75%. Ancora però i dati esatti non ci sono. «Per quanto riguarda il nostro sindacato - spiega Tarani - in media su 180 votanti ne abbiamo ottenuti su 140 , 90 su 125 . Per questo credo che raggiungeremo il 75% dei votanti». Come Flc, va avanti Tarani, «abbiamo tenuto in tutte le scuole, abbiamo mantenuto i numeri dove eravamo presenti. Di positivo c’è che dove non eravamo prima abbiamo ora anche la nostra presenza. Abbiamo ventidue liste con tutte le scuole coperte come Cgil con almeno uno o due candidati». «Abbiamo una rappresentanza di docenti, il 60% circa. Mentre in alcuni istituti è stata particolarmente attiva la componente degli Ata -conclude - tre o quattro scuole hanno una rappresentanza Ata molto elevata e sono presenti tutte le componenti scolastiche. Molte sono le donne».
Comunicato stampa
ELEZIONI RSU PUBBLICO
IMPIEGO
NELLA PROVINCIA DI FIRENZE
CGIL:
“ VITTORIA NETTA”
Si
è svolto nella giornata di oggi lo scrutinio dei voti relativo all'elezione dei
rappresentanti sindacali del Pubblico Impiego(RSU).
I
dati dimostrano una netta vittoria
della FP-CGIL, che non solo si conferma come il sindacato di gran lunga più
rappresentativo negli Enti e Aziende pubbliche della provincia, ma registra
consistenti aumenti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale
(2007), circa il 10%.
In
particolare è significativa la vittoria al Comune di Firenze 35% (+5 %),
alla Provincia 78% (+18%), alla Regione Toscana 54% (+15%/, all'Ospedale
Meyer 46% (+11%) e alle Agenzie fiscali 45,19 (+9%).
Si
profila poi un grande successo della FP-CGIL nell'Azienda più grande dell'Area
fiorentina, infatti nell'Azienda Sanitaria ASL 10 (3000 votanti) la
FP-CGIL aumenta di circa il 6 % dei consensi e conquista la maggioranza
assoluta dei voti.
“
Si tratta di una bellissima vittoria in tutti gli Enti e le Aziende,
dichiara Fulvio Tanini Segretario, Generale FP CGIL Firenze,
soprattutto se si considera che la partecipazione al voto è stata superiore al
2007. Il nostro impegno di questi anni a difesa del lavoro pubblico dalle
aggressioni del Governo Berlusconi, ma anche la pervicace volontà di continuare
quotidianamente a contrattare salario e condizioni di lavoro in ogni singolo
Ente, ci ha premiato.
Questo
risultato ci rafforza nella convinzione di continuare la battaglia per un buon
lavoro pubblico nell'interesse generale dei cittadini”.
Firenze,giovedì 8 marzo 2012
GRANDE AFFLUENZA AL VOTO PER IL RINNOVO
DELLA RSU- RLS AL COMUNE DI FIRENZE
AUMENTA IL CONSENSO DELLA LISTA FP CGIL
Il risultato del voto al Comune di
Firenze per il rinnovo della RSU registra un
incremento del 7% della lista FP Cgil rispetto al voto del 2007. Questo dato
insieme all’aumento dei votanti, circa l’8%in più rispetto al 2007, ci
regala una grande soddisfazione.
Per il lavoro che abbiamo svolto, per
l’impegno che ci abbiamo messo, per le battaglie che abbiamo condotto in
questi anni, il voto delle lavoratrici e dei lavoratori ci consegna una
affermazione significativa.
Restituisce dignità al lavoro pubblico e
riconosce l’efficacia dell’azione sindacale della Cgil in difesa dei servizi
pubblici, e dei diritti dei lavoratori.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno
dato fiducia, tutti coloro che sono andati a votare conseguendo questo
risultato, ringraziamo le candidate e i candidati CGIL che hanno voluto mettersi
in gioco e hanno contribuito così a questo risultato,
gli scrutatori e le scrutatrici, la commissione elettorale.
Come avevamo detto il nostro impegno
continuerà più forte di prima, sia sul piano nazionale che su quello aziendale
per riportare giustizia nel lavoro pubblico, diritti ai lavoratori e per ridare
una speranza ai servizi pubblici di questo paese.
La pubblicazione degli eletti avverrà
quanto prima.
Grazie
FUNZIONE PUBBLICA CGIL
All’Assessore
al Personale
Alla
Delegazione Trattante di Parte Pubblica
Alla Comandante della Polizia
Alle lavoratrici e ai lavoratori della Polizia Municipale
Firenze, 6 marzo 2012
Nei
giorni scorsi abbiamo appreso dal sito web del Comune di Firenze e dai
lavoratori della Polizia municipale di Firenze che l’Area Provvedimenti
Sanzionatori sarà esternalizzata. Nulla è stato detto all’R.S.U. circa il
provvedimento e le sorti del personale.
Esprimiamo
forte preoccupazione e contrarietà ad un’azione organizzativa che risulta
poco ortodossa nel metodo e non condivisibile nel merito e richiediamo un
incontro URGENTE alla Delegazione trattante per chiarire la vicenda.
Inoltre,
dall’assemblea dei lavoratori dell’Area Procedimenti Sanzionatori, che si è
svolta in data 5 marzo 2012, veniamo
a conoscenza che al personale suddetto viene richiesto un servizio di
contact-center con eventuali soggetti interessati alla partecipazione al bando
di esternalizzazione dell’ufficio stesso.
Riteniamo
che questa richiesta aggiunga al danno la beffa e la rimandiamo al mittente
ritenendo che non sia né utile, né esigibile, né fattibile soprattutto perché
i colleghi nulla sanno della manovra in atto.
Se
il Comando esternalizza, che sia lo
stesso a gestire i contatti con le
varie ditte interessate.
Per La RSU
Il Coordinatore Mauro Comi
Firenze, 5 mar. - (Adnkronos) - Mantenere una vigilanza costante sull'evoluzione della situazione e ulteriori nuovi incontri con tutti i soggetti interessati non appena dal Governo emergeranno novita'. Regione Toscana e Upi Toscana si sono incontrate oggi pomeriggio a Firenze, in Palazzo Strozzi Sacrati, con i rappresentanti dei tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, per analizzare lo stato attuale del tema relativo alla ridefinizione dell'assetto delle Province. All'incontro ha partecipato anche la vicepresidente della Regione Stella Targetti.
Il messaggio diffuso al termine della riunione, che e' durata poco meno di un'ora, dall'assessore regionale alle riforme e al rapporto con gli enti locali Riccardo Nencini e dal presidente di Upi Toscana e della Provincia di Pisa Andrea Pieroni e' stato quello di ''monitorare con grande attenzione l'evolversi della situazione perche', di fatto, in questo momento non c'e' un orientamento preciso sul futuro assetto, ma soltanto ipotesi. Non possiamo negare - hanno concluso Nencini e Pieroni - che una situazione cosi' incerta non fa altro che alimentare preoccupazione''.
Una preoccupazione, come hanno ribadito anche i rappresentanti sindacali che hanno partecipato all'incontro, che riguarda soprattutto il personale. Secondo Nencini ''il cammino intrapreso dal governo non pare molto spedito. Tuttavia - ha concluso - in un quadro cosi' incerto, sia riguardo ai contenuti che ai tempi, non possiamo far altro che attendere gli sviluppi e cercare di tranquillizzare chi lavora in questi enti''.
Rsu, dipendenti pubblici al voto
Lotta dura in Comune e alla Asl
Sono 45mila i lavoratori interessati. Sindacati al banco di prova
da la Nazione 4/3/12
DOMANI oltre 45mila lavoratori della provincia di Firenze saranno chiamati alle urne per il rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego, scuola, università e ricerca. Un importante banco di prova per i sindacati, visto che le ultime elezioni risalgono al 2007. Normalmente, infatti, le rappresentanze sindacali unitarie durano tre anni, ma l’ex ministro Renato Brunetta, intenzionato a dare il via alla semplificazione, anche contrattuale, della pubblica amministrazione, aveva deciso di prorogare la loro vita per altri due anni. In mezzo ci sta un periodo di tempo caratterizzato dalla crisi economica e da duri scontri a livello nazionale tra Cgil, Cisl e Uil, le cui posizioni si sono fortemente differenziate.
«ORA CHE ci siamo lasciati alle spalle il governo Berlusconi — commenta Alessandro Rapezzi, della Flc Cgil di Firenze — vedremo quelle che saranno le valutazioni dei lavoratori sull’operato dei sindacati». Nel settore del pubblico impiego sono chiamati al voto circa 31mila lavoratori, un migliaio in meno rispetto al 2007. Coinvolti dalle elezioni sanità, enti locali, agenzie fiscali e enti pubblici non economici. Nella sola Asl 10 saranno 6mila i dipendenti con diritto di voto, ma la lotta più dura si consumerà in Palazzo Vecchio, con i suoi circa 4.800 aventi diritto che voteranno in 8 sedi. Come nel 2007, sono 7 le liste concorrenti: Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Rdb e poi le due sigle autonome che rappresentano la polizia municipale.
Cinque anni fa la Cgil si confermò il primo sindacato, con oltre il 30% dei consensi, pur perdendo quasi il 6,4% a favore della Cisl e delle altre sigle. Secondo sindacato in Comune le Rdb, seguite dalla Uil, che in questa tornata elettorale conta di migliorare il risultato del 2007. «Abbiamo dei candidati forti, che rappresentano tutti i mestieri: polizia municipale, area amministrativa e tecnica. E poi operai, uscieri, funzionari. Il risultato è un’incognita, ma speriamo di riuscire a ottenere un buon risultato», sottolinea Paolo Becattini, del sindacato di categoria della Uil. Agguerrita anche la Cisl. «E’ un grande esercizio di democrazia. Abbiamo un buon progetto sindacale. Contiamo di confermare ed eventualmente aumentare la presenza del nostro sindacato in Palazzo Vecchio», è il commento della vigilia di Giovanni Giuliani, delegato della funzione pubblica Cisl al Comune di Firenze.
QUALCHE sorpresa potrebbe arrivare anche da Careggi, dove votano 4.500 lavoratori, e dal Meyer, dove nel 2007 si affermò a sorpresa la lista ‘Nursing up’. Al voto anche la Regione, dove gli aventi diritto sono 2.400, e la Provincia di Firenze, con i suoi 850 dipendenti. Per quanto riguarda il settore della conoscenza, che vedrà circa 15mila lavoratori al voto, è l’Università la sede in cui la competizione elettorale sarà, secondo le attese, più accesa. Si vota da domani e fino a mercoledì 7. I risultati nella serata dell’8 marzo. mo.pi.
R.S.U.
Firenze, 1 marzo 2012
Ai lavoratori e alle lavoratrici
Polizia Municipale
Firenze
OGGETTO:
esternalizzazione del servizio contravvenzioni.
Apprendiamo con sconcerto e in maniera assolutamente irrituale che il
Comandante del Corpo di Polizia Municipale di Firenze con provvedimento
dirigenziale n. 1816 del 20 febbraio 2012 dà corso all’espletamento della
gara per l’appalto del “SERVIZIO GESTIONALE DEGLI ATTI SANZIONATORI AMMINISTRATIVI DERIVANTI
DALL’ATTIVITA’ DELLA POLIZIA MUNICIPALE”.
Lo apprendiamo attraverso una ricerca nei documenti e atti del Comune di
Firenze pubblicati nella rete, ricerca sollecitata dai colleghi degli uffici
interessati giustamente preoccupati per la loro sorte.
Nessuno si è sentito in dovere di informare le Organizzazioni Sindacali
affinché queste potessero capire di che cosa si trattasse: ciò che sappiamo lo
apprendiamo dalla determina che invitiamo tutti i colleghi della P.M. a leggere.
Nessuno si è sentito in dovere di condividere la gestione di questo
processo il cui scopo è scritto al punto (7) della relazione allegata al
provvedimento dirigenziale e cioè: “…realizzare
la massima esternalizzazione delle attività esecutive e conseguentemente il
recupero di personale con qualifica di Polizia Municipale da adibire al rinforzo
del servizio esterno…”.
In attesa di essere ricevuti dal Comandante, alla quale abbiamo richiesto un incontro, convochiamo
L’ASSEMBLEA
DEL PERSONALE DELL’AREA PROCEDIMENTI SANZIONATORI PER
IL
GIORNO 5 MARZO 2012 – CON ORARIO 12,00/14,00
PRESSO
I LOCALI DI VIA DELLE CASCINE 9
(PERMESSO
SINDACALE
DALLE
ORE 11,30 ALLE ORE 14,30)
R.S.U.
COMUNE DI FIRENZE
FP CGIL TOSCANA
5-6-7
MARZO
ELEZIONI
RSU PUBBLICO IMPIEGO
LE
LISTE E IL PROGRAMMA DELLA CGIL
INCONTRO
STAMPA GIOVEDI' 1° MARZO ORE 12.00
VIA
PIER CAPPONI, 7 FIRENZE
100.000 dipendenti pubblici (scuola esclusa)
sono chiamati al voto i primi 3 giorni della prossima settimana per leggere le
RSU in circa 400 luoghi di lavoro diversi. Un appuntamento importante che arriva
con un anno e mezzo di ritardo per le scelte del governo Berlusconi e del suo
ministro Brunetta che hanno negato il diritto al contratto nazionale, alla
contrattazione e pure al voto.
Le liste e il programma della FP Cgil saranno oggetto di un
INCONTRO
STAMPA
GIOVEDI'
1° MARZO ORE 12.00
C/O
CGIL REGIONALE (saletta 1° piano)
VIA PIER CAPPONI, 7 FIRENZE
Firenze 28.02.2012.-
L'UFFICIO
STAMPA
Comunicato Stampa
Al
posto delle pietre secolari il cotto in Piazza della Signoria.
Le radio e la
stampa fiorentina interrogano i cittadini di Firenze sull'ultima proposta
provocazione del Sindaco.
Ma tutto ciò
è avvilente. Mentre centinaia di lavoratori e lavoratrici dei servizi
scolastici e dell'assistenza domiciliare sono in attesa di risposte per il loro
lavoro, per essere rassicurati sulla tenuta dei servizi costantemente tagliati,
i nostri Amministratori pensano bene di spendere i soldi dei contribuenti non
nei servizi per i cittadini, ma, nella migliore delle ipotesi, per rifare il
look ad un pezzo della città.
Addirittura
offensivo notare che i nostri Amministratori, Sindaco in testa, non si riservano
nemmeno 5 minuti per rispondere a tutte le richieste di incontro, anche recenti
e recentissime, per conoscere le sorti dei servizi scolastici e
dell’assistenza domiciliare dati in appalto e dei lavoratori, molti dei quali
già in cassa integrazione da alcuni mesi.
A questa
vergogna non possiamo che rispondere organizzando la protesta: se non possiamo
conoscere cosa si vuol fare, se ci viene preclusa qualsiasi informazione, se non
possiamo rappresentare le nostre preoccupazioni e ragioni, se non possiamo
proporre le nostre soluzioni, non ci rimarrà che protestare contro la completa
sordità degli Amministratori e della politica.
Funzione
Pubblica CGIL Firenze
Luca
Pasqualetti
Firenze,
28 febbraio 2012
CALENZANO DOPO UN LUNGO LAVORO DI CONCERTAZIONE
«Salvaguardiamo le famiglie
Aliquota più bassa per l’Imu»
Il sindaco Biagioli: «Nessun aumento per Irpef e tariffe»
da la Nazione 27/2/12
NESSUN AUMENTO a tariffe e all’addizionale Irpef e aliquota più bassa per l’Imu, ovvero l’imposta municipale sugli immobili che sostituirà l’Ici. Un bilancio che non aumenterà l’imposizione fiscale il preventivo 2012 che il consiglio comunale di Calenzano dovrà discutere e votare questo pomeriggio: fra l’altro il documento finale è arrivato al termine di un lungo lavoro di concertazione con i sindacati, le categorie economiche e i cittadini calenzanesi nel corso di assemblee che si sono svolte nel centro cittadino e nelle frazioni. «Vista la situazione di estrema difficoltà in cui si trova il nostro Paese — commenta il sindaco Alessio Biagioli — il nostro impegno nella compilazione del bilancio si è concentrato nel non aumentare la pressione sulle famiglie mantenendo ferme l’Irpef e le tariffe sui servizi comunali che sono tra le più basse di tutta la provincia di Firenze».
ANCHE per l’introduzione dell’Imu il Comune ha scelto di applicare l’aliquota base che consente di mantenere inalterata la cifra che prima veniva trasferita dallo Stato per il mancato introito dell’Ici. Per riuscire a far fronte ai tagli dei trasferimenti agli enti locali sarà invece aumentata dello 0,1% l’aliquota per la seconda casa e altri immobili mantenendo una agevolazione per chi affitta a canone calmierato ed è stata già introdotta l’imposta di soggiorno sulle presenze turistiche. «A differenza di quanto avveniva con l’Ici, gli introiti dell’Imu andranno versati per metà allo Stato — continua Biagioli — in pratica il Comune fungerà da esattore, senza incrementare le risorse rispetto agli scorsi anni. La nostra scelta è stata quella di coprire i maggiori costi che il Comune ha, per l’aumento dell’Iva e in generale per il costo della vita, con tagli alla spesa per il funzionamento dell’ente, per esempio della nuova gestione della posta, senza ridurre i servizi erogati ai cittadini».
Nonostante i tagli il bilancio 2012 del Comune di Calenzano conserverà comunque inalterati gli investimenti per scuole, impianti sportivi, parchi e strade. Intanto oggi in consiglio è annunciato anche un emendamento sull’Imu presentato da Beatrice Simonetti ex Pdl che, proprio nella seduta di questo pomeriggio, entrerà nel gruppo misto: in particolare l’esponente dell’opposizione chiede che “l’aliquota per l’abitazione principale e sue pertinenze venga applicata al minimo per il triennio 2012-2014, consentito dalla legge allo 0,2%”. Sandra Nistri
Bufera all’Arpat
dopo le nomine
I sindacati accusano «Scelte assurde»
da la Nazione 20/2/12
SINDACATI sul piede gi guerra all’Arpat per «le recenti nomine dei responsabili di struttura che hanno destato grande sconcerto nei lavoratori». «Non si tratta solo per molti dirigenti, di pesanti ricadute dal punto di vista del trattamento economico e dello spostamento anche notevole della sede di servizio ma anche di un vero e proprio attacco alla loro professionalità» denunciano Andrea Brachi (Cgil), Andrea Morandi (Cisl) e Andrea Tognetti (Uil).
«E’ stato smantellato — proseguono — un patrimonio di professionalità e di conoscenza del territorio assai difficile da ricostruire. Esperti con competenze riconosciute in ambito nazionale ed internazionale sono stati ricollocati in strutture in cui l’esperienza e la conoscenza acquisite non potranno essere utilizzate. Molte strutture territoriali sono state private di colpo delle figure professionali in grado di assicurare la necessaria continuità nell’erogazione dei servizi alla cittadinanza. E, come se non bastasse, con un decreto pubblicato il 3 febbraio si è deciso di varare il nuovo organigramma dopo solo 1 giorno lavorativo, a partire dal 7 febbraio, senza dare il tempo agli operatori di programmare il trasferimento delle competenze e delle funzioni. E la Direzione dell’Arpat — concludono I sindacati — si accinge ad un nuovo taglio della dotazione organica dei dirigenti».
Comunicato stampa
Anche all’Arpat soffia il vento “montiano”???
Le recenti nomine
dei responsabili di struttura di ARPAT hanno destato grande sconcerto nei
lavoratori, nelle RSA aziendali e nelle OO.SS. regionali di categoria.
Non si tratta solo,
per molti dirigenti, di pesanti ricadute dal punto di vista del trattamento
economico e dello spostamento anche notevole della sede di servizio ma anche di
un vero e proprio attacco alla loro professionalità che, è bene ricordarlo, è
un valore soprattutto per la collettività.
Evidentemente con
l'intento di attuare prioritariamente un criterio di "rotazione" degli
incarichi, esagerato nell'entità e incomprensibile nelle scelte, è stato
smantellato un patrimonio di professionalità e di conoscenza del territorio
assai difficile da ricostruire.
Esperti con
competenze riconosciute in ambito nazionale ed internazionale sono stati
ricollocati in strutture in cui l'esperienza e la conoscenza acquisite non
potranno essere utilizzate. Molte strutture territoriali sono state private di
colpo delle figure professionali in grado di assicurare la necessaria continuità
nell'erogazione dei servizi alla cittadinanza.
E, come se non
bastasse, con un decreto pubblicato venerdì 3 febbraio si è deciso di varare
il nuovo organigramma dopo solo 1 giorno lavorativo, a partire da martedì 7
febbraio, senza dare il tempo agli operatori di programmare il trasferimento
delle competenze e delle funzioni.
La sottovalutazione
del tipo di operatività che viene richiesta all'Agenzia, unita al fatto che
questa è possibile solo con la professionalità e le conoscenze idonee, è un
fatto gravissimo da parte della Direzione e pone in seria discussione
l’immagine che l’Agenzia si è costruita e ha consolidato negli anni.
Questa Direzione,
al pari della precedente, continua a banalizzare la complessità delle funzioni
che l'Agenzia è chiamata a svolgere e a considerare i propri dirigenti (e non
solo) alla stregua di semplici gestori di risorse, facendo finta di ignorare che
i compiti del dirigente in ARPAT richiedono competenze professionali consolidate
e specialistiche nelle varie tematiche ambientali.
Ancora una volta,
lo ripetiamo, viene disconosciuta una delle peculiarità del contratto di lavoro
della sanità che pone la professionalità degli operatori al centro degli
interessi collettivi, a tutela dei cittadini.
Non vogliamo
banalizzare, ma a nessuno verrebbe mai in mente di spostare un oculista in
ortopedia ed è proprio questo ciò che la Direzione di Arpat ha fatto!
La Direzione
dell’ARPAT si accinge ad un nuovo taglio della dotazione organica dei
dirigenti, che porterà a 1:7 il rapporto tra dirigenti e personale di comparto,
mentre nei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende USL (da cui l'Agenzia si è
distaccata a seguito del referendum del 1993) questo rapporto è circa di 1
dirigente ogni 2 operatori. Ma di questo nessuno sembra ricordarsi e, molte
volte, sono tante le “voci” che parlano a vanvera.
Tutto questo, oltre
ai disservizi più o meno gravi che a breve si verificheranno, va a minare il
rapporto di fiducia tra la dirigenza e la Direzione della Agenzia, che, fra
l’altro, sta rischiando anche di compromettere i rapporti con il resto del
personale.
Non riusciamo a
capire a chi giovi tutto questo: certo non all’Agenzia, né ai lavoratori e
meno che mai ai cittadini della nostra regione.
Preannunciamo, fin
da ora, che tuteleremo i dipendenti interessati in tutte le sedi opportune e con
tutte le iniziative possibili per fermare questa scelta che riteniamo
estremamente sbagliata.
Firenze 14 febbraio 2012
|
Per la FP CGIL Andrea Brachi |
Per FPS CISL Andrea Morandi |
Per UIL FPL Andrea Tognetti |
Raccolta della carta, i 9 addetti non perdono il posto di lavoro
da la Nazione 3/2/12
I 9 ADDETTI alla raccolta della carta per Publiambiente, e tra questi i dipendenti delle cooperative Comil di Marradi e Progetto Ambiente di Firenzuola, non perderanno il lavoro. Lo annuncia la Cgil: “Nessuno verrà licenziato: dei 9 addetti in Mugello, quattro, già in possesso di patente C, resteranno a tempo pieno; uno di loro transiterà alla Cooperativa Archimede; gli altri cinque lavoreranno con orario ridotto di circa il 50%».
Salta l’assemblea
La rabbia dei sindacati
da la Nazione 1/2/12
«NON comprendiamo il senso di questo comportamento, che ha avuto come unica conseguenza quella di creare il caos». Commenta così Chiara Tozzi, della funzione pubblica della Cgil, l’episodio di ieri che non ha reso possibile lo svolgimento dell’assemblea pomeridiana della polizia municipale indetta in vista delle prossime elezioni della Rsu. A causa dell’emergenza neve, infatti, 36 agenti, che stavano per partecipare all’assemblea del pomeriggio, sono stati richiamati in servizio. «L’assemblea del mattino si è svolta regolarmente, poi avevamo dato la nostra disponibilità a sospendere quella pomeridiana e a rinviarla. E’ ovvio che in casi straordinari come questi è nelle prerogative dell’amministrazione richiederlo», sottolinea la Tozzi. «Invece, sempre per il solito atteggiamento del non voler chiedere mai nulla ai sindacati, nessuno ha richiesto alla Rsu di spostare l’assemblea. Il Comando ha preferito, infatti, avvertire telefonicamente i diretti interessati, richiamandoli in servizio».
«Alla fine, perciò – racconta la sindacalista – è stato il caos. Agenti
che non sapevano se partecipare all’assemblea o riprendere a lavorare, chi
diceva una cosa, chi l’altra. Così facendo, insomma, si è dato un
disservizio anche ai cittadini. Era molto più semplice sospendere
l’assemblea. Cosa che alla fine, per senso di responsabilità, abbiamo
deciso di fare, rinviandola presumibilmente alla prossima settimana». «Nel
biasimare, ancora una volta, i comportamenti assunti in questa circostanza,
che non aiutano certo a ristabilire un clima favorevole di relazioni sindacali
– conclude una nota diffusa dalla Fp Cgil – riteniamo che i fatti odierni
(di ieri, ndr) dimostrino una scarsa capacità di gestire situazioni di una
qualche criticità ed eccezionalità».
mo.pi.
COMUNICATO SINDACALE
ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELLA POLIZIA MUNICIPALE
ALLA STAMPA CITTADINA
In data odierna, in occasione dell'Assemblea della Polizia Municipale
indetta dalla Funzione Pubblica Cgil per il turno antimeridiano e pomeridiano,
siamo venuti a conoscenza da parte di alcuni lavoratori che a causa della
preannunciata “emergenza neve”sarebbero stati comandati in servizio n. 36
agenti di PM e che pertanto non avrebbero potuto partecipare all'Assemblea.
Durante un colloquio telefonico intercorso con il Responsabile della
Delegazione Trattante di Parte Pubblica abbiamo richiesto in primo luogo se la
situazione meteorologica imponesse il differimento dell'assemblea del turno
pomeridiano e, a fronte di quanto sopra, ove richiesto, la nostra disponibilità
a spostare l'assemblea.
Il Comando, nonostante fosse nella condizione di chiedere lo spostamento
dell'Assemblea, non si attivava in tale senso, ma procedeva richiamando in
servizio il personale ritenuto necessario.
Non abbiamo compreso il senso di tale comportamento, che rinuncia ancora
una volta ad una prassi di relazioni sindacali corrette, preferendo invece
richiamare in servizio il personale e di fatto impedire il regolare svolgimento
dell'assemblea e del servizio stesso.
Responsabilmente ed onde evitare una frattura fra gli stessi interessati
all'Assemblea, abbiamo proceduto a sospenderla e rinviarla a data da destinarsi.
Nel biasimare, ancora una volta, i comportamenti assunti in questa
circostanza, che non aiutano certo a ristabilire un clima favorevole di
relazioni sindacali, riteniamo che i fatti odierni dimostrino una scarsa capacità
di gestire situazioni di una qualche criticità ed eccezionalità.
Firenze,
31 gennaio 2012
Funzione Pubblica Cgil
Comune di Firenze
«Part time negati dal Comune»
La Cgil dà il via alla battaglia legale
da la Nazione 26/1/12
IL COMUNE nega la prosecuzione dei contratti part time nel settore della sicurezza sociale. Lo denuncia Chiara Tozzi (Cgil):‘Siamo sconcertati per il no alla prosecuzione dei rapporti part time, che rispondono a stati di necessità familiare’. Sul caso si apre un contenzioso legale tra sindacato e Palazzo Vecchio.