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OGGI INCONTRO TRA SINDACATI E VERTICI FONSAI SUI DESTINI DEL POLO
ASSICURATIVO. IL NODO CASTELLO
Firenze cerca una polizza sul futuro di 570 dipendenti
da la Nazione 7/2/2012
CI VORRANNO ancora dei mesi, l’iter è un complicato mosaico di autorizzazioni, aumenti di capitale, delibere e fusioni. Ma il progetto di mettere insieme Unipol e Fonsai, per creare il primo polo assicurativo italiano per il ramo auto e il secondo per il ramo vita, va avanti senza dietrofront. Anche se il rastrellamento di azioni Fonsai sul mercato farebbe pensare ad azioni di disturbo dei concorrenti. E’ una partita che si gioca tutta sui tavoli finanziari, in Borsa e nei due quartier generali delle compagnie. Ma il cui esito avrà ripercussioni anche in quella che fino a due anni fa era il cuore e la sede legale di Fonsai e ora deve fare i conti con lo spettro di una possibile marginalizzazione. Il polo fiorentino è uno dei tre punti nodali della compagnia dei Ligresti, anche dopo il trasloco della sede a Torino. Un intreccio fatto di proprietà immobiliari, anche prestigiosissime, di direzioni e manager di alto livello, di avventure urbanistiche arenatesi per problemi giudiziari. Firenze è la citta di Fondiaria, con l’avvento della nuova società generata dalla fusione con Unipol, rischia di non essere più la terza testa di un grande gruppo, ma solo una succursale nobile di una società che guarderà soprattutto a Milano e Bologna.
Oltre a seguire con interesse la partita finanziaria, i sindacati fiorentini
intendono giocare anche il match in casa propria. «Oggi è in calendario un
incontro, che abbiamo chiesto noi - rivela Tania Cità, di Fisac Cgil - con
l’amministratore delegato Emanuele Erbetta e con i vertici delle relazioni
industriali. Vogliamo avere qualche dettaglio in più, anche se siamo
pienamente consapevoli che prima di settembre l’operazione Unipol-Fonsai non
potrà essere chiusa. E’ troppo presto parlare di piani industriali, ma è
chiaro che, come sindacati, un po’ di timore per la maxi-fusione
l’abbiamo. Qualsiasi cosa verrà fuori, sarà cruciare gestirla con il
dialogo sociale e con l’irrinunciabile principio di volontarietà. Più che
di snellimenti agli organici e di dismissioni, noi culliamo la speranza di un
un rilancio del polo fiorentino».
NEMMENO dall’incontro di oggi potrà venire qualcosa in più rispetto al
quadro che si sta disegnando in Borsa. L’orizzonte però non è del tutto
sereno per i 570 dipendenti fiorentini di Fonsai. Dopo la ripartizione dei
compiti, a Firenze è rimasta la leadership del ramo vita, con manager e
uffici vocati a questo settore. Mentre Torino ha il primato delle Rc auto e
Milano ha il ramo danni. Una divisione di compiti che avrà un peso anche
nella futura new company. Altro dettaglio tutto fiorentino, i destini
dell’area Castello. Un investimento da un miliardo di euro, con concessioni
edilizie per 400 appartamenti già rilasciate e oneri progettuali pagati alla
società di Ligresti. L’area di Castello fa parte degli assett nella
trattativa con Unipol. Per Firenze sarà cruciale conoscere le intenzioni dei
nuovi vertici.
P.D.B.