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altri articoli 2011

SITUAZIONE ANCORA CONFUSA
Ginori: stipendi in arrivo, ma Starfin cede azioni 

da la Nazione 15/3/12

SARANNO accreditati il prossimo 23 marzo i saldi degli stipendi di febbraio ai 400 lavoratori della Richard Ginori. Lo ha comunicato ieri l’azienda ai sindacati, che nei giorni scorsi avevano a più riprese sollecitato un chiarimento al riguardo e la necessità di conoscere una data certa per la seconda metà delle retribuzioni del mese scorso. La prima metà era stata pagata con una settimana di ritardo rispetto al consueto. 

Ma la situazione all’interno della storica manifattura di porcellana di Sesto continua ad essere abbastanza confusa. Lavoratori e sindacati, e anche istituzioni, continuano ad attendere notizie dalla proprietà circa il modo in cui verranno pagati gli 11 milioni di euro derivati da una recente sentenza della Cassazione, se e come verrà definito l’accordo con gli immobiliaristi pratesi che era stato annunciato per fine febbraio, quali saranno gli investimenti sul sito produttivo, se è previsto l’ingresso di nuovi soci. 

E proprio a questo riguardo non tranquillizzano le notizie in arrivo dalla Borsa di Milano. La Consob l’autorità di controllo sulle aziende quotate in Borsa, come Ginori, ha fatto sapere che Starfin, la finanziaria presieduta da Roberto Villa e che controlla Ginori, ha continuato negli ultimi giorni a vendere azioni Ginori, riducendo ulteriormente la propria quota, che un paio di settimane fa era stata portata sotto il 50% (dal 54 al 48% circa) e che adesso si è ridotta ulteriormente, al 44%. Roberto Villa aveva spiegato la prima discesa al 48% con la necessitò di far cassa e azzerare alcuni debiti di Starfin.

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RICHARD GINORI, PUNTO E ATTESA
La situazione illustrata nel Consiglio provinciale di Firenze

Richard Ginori. La vertenza è continuamente all'attenzione della Provincia. Su di essa sono attivati i tavoli ministeriale, istituzionale e aziendale. Un milione e mezzo di euro è stato stanziato per la valorizzazione del museo di Doccia, con la necessità di effettuare perizie sulle opere d'arte. Tempi e modi di procedere da parte delle Istituzioni sono rispettati. E' stato aperto anche un tavolo aziendale, che la Provincia di Firenze ritiene un po' anomalo visto che è già attivo un tavolo istituzionale al quale vanno date risposte prima che ai giornali. L'assessore al Lavoro Elisa Simoni ha fatto il punto della situazione rispondendo a una domanda d'attualità di Rifondazione comunista.
"Spero che il tavolo col ministero sia in grado di agire più di quello istituzionale - ha commentato il capogruppo di Rifondazione Andrea Calò - Non siamo ancora in grado di capire come vengono impiegati i fondi. Il fatto è che alla Ginori c'è un'aria da Far west, con la proprietà che continua e negare e a ingenerare conflitto a partire dagli stipendi fino alla dismissione di alcuni appalti".
Sulla vicenda sono state presentate nuovamente domande d'attualità da parte di Rifondazione e anche della Lega Nord, a cui sarà data risposta in presenza di novità su cui aggiornare il Consiglio provinciale.

13/03/2012 13.24
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze

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SESTO PULIZIE: LA VERTENZA CONTINUA
Ginori, stipendi in arrivo
Così almeno si spera

da la Nazione 7/3/12

SI AVVIA con ogni probabilità ad una soluzione la vicenda della cooperativa di pulizie che aveva ritirato i propri lavoratori dallo stabilimento Richard Ginori di Sesto Fiorentino, dopo l’acuirsi di contrasti con la proprietà. Ieri sera c’è stato un nuovo incontro fra le parti, mentre i Cobas hanno minacciato di richiedere l’intervento delle autorità competenti in materia di sicurezza del lavoro se non verrà trovata una soluzione entro le prossime ore. «Ormai da giovedì scorso in fabbrica non vengono svolte le pulizie – denunciano i Cobas – e questo sta creando le condizioni per una situazione potenzialmente pericolosa per la salute dei lavoratori. Se la situazione non tornerà alla normalità ci vedremo costretti ad avvertire la medicina sul lavoro». 

Intanto per oggi è atteso il pagamento della metà degli stipendi di febbraio, come annunciato dall’azienda. «Non abbiamo indicazioni contrarie da parte dell’azienda e quindi siamo fiduciosi»: fanno sapere Cgil, Cisl e Uil. L’altra metà degli stipendi dovrebbe essere saldata a fine mese e poi dal prossimo mese, stando agli annunci della società la situazione dovrebbe tornare alla normalità. 

Intanto per il prossimo 21 marzo la società ha ufficialmente convocato un importante Consiglio di Amministrazione, che dovrà valutare quali decisioni prendere dopo che la Cassazione si è pronunciata sfavorevolmente circa alcuni vecchi contenziosi con il Fisco riguardo alla valorizzazione dei residui di magazzino.

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Crisi Ginori
Assemblea e sciopero
«Due mesi difficili» 

da la Nazione 6/3/12

«BENE la presentazione del piano industriale» annunciata dalla dirigenza della Richard Ginori, «ma ancora tanta vaghezza sulle prospettive finanziarie e sugli investimenti per qualificare il progetto industriale». E’ quanto affermano i sindacati confederali di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil) che ieri mattina hanno indetto un’ora di sciopero all’interno dell’azienda di Sesto Fiorentino, per tenere un’assemblea nella quale è stato comunicato ai lavoratori quanto emerso venerdì scorso al tavolo regionale.

OLTRE all’incertezza sulle prospettive finanziarie, «resta ancor più vago — accusano i sindacati, annunciando che la mobilitazione continuerà — come l’azienda intenda affrontare i prossimi due mesi in cui le difficoltà di liquidità peseranno ancora ingiustamente sui lavoratori, mettendo ancora a repentaglio la continuità produttiva dello stabilimento». Il saldo degli stipendi resta il primo problema che i lavoratori ogni mese si trovano a dover affrontare.

COMUNICATO STAMPA

Un ora di sciopero in Ginori indetta da Cgil Cisl Uil.

Confermato l’impegno delle istituzioni. Bene la presentazione del piano industriale che l’azienda ha annunciato, ma ancora tanta vaghezza sulle prospettive finanziarie e sugli investimenti per qualificare il progetto industriale.

Nessuna certezza sulla data del saldo dello stipendio.

In Richard Ginori, dalle ore 9 alle ore 10 di stamattina, si è svolta un’ora di sciopero indetta dai sindacati confederali Cgil Cisl Uil, in cui si è tenuta una assemblea dei lavoratori per discutere quanto emerso nell’incontro al tavolo regionale di Venerdì.

Nell’assemblea  i lavoratori sono stati messi a conoscenza dei dettagli degli interventi che le istituzioni (Regione e Governo) hanno messo in campo e la tempistica per la realizzazione degli stessi.   In particolare la richiesta del finanziamento attraverso il fondo Salvaimprese pari a 3,5 milioni di euro che dovrebbe concretizzarsi (previa approvazione di Bruxelles) per il mese di Maggio, il progetto di valorizzazione del museo di Doccia per dar seguito alla delibera regionale di 1,5 milioni che prosegue il suo percorso attraverso i passaggi tecnici necessari per la sua concretizzazione, il ricorso alla legge Guttuso che dovrebbe garantire sul medio periodo grossi benefici finanziari riguardo ai debiti con le agenzie dello stato.

Nell’incontro, a fronte di questi importanti interventi per il sostegno di Richard Ginori da parte delle istituzioni, l’azienda ha finalmente preso l’impegno di presentare un nuovo piano industriale entro un mese e a chiarito i passi avanti che ritiene di aver fatto per la risoluzione del contenzioso immobiliare.

Resta però assolutamente vago come l’azienda, al netto degli interventi istituzionali, intenda rifinanziarsi (se con l’ingresso di soci o con un aumento di capitale) per dare una solidità definitiva alla prospettiva industriale.  Resta ancor più vago come l’azienda intenda affrontare i prossimi due mesi in cui le difficoltà di liquidità peseranno ancora ingiustamente sui lavoratori, mettendo ancora a repentaglio la continuità produttiva dello stabilimento.

Per ultima, nessuna risposta chiara su come si intende affrontare la sentenza della scorsa settimana che da torto a Richard Ginori nel contenzioso con l’erario.

Tutto questo conferma il quadro di grande incertezza che grava sui lavoratori e la difficoltà dell’azienda a definire con nettezza il progetto di rilancio industriale a cui tutti gli interventi messi in campo debbono concorrere.

Nonostante tutto quanto emerso ai tavoli istituzionali, rimangono quindi intatte tutte le criticità della situazione e le organizzazioni sindacali continueranno le loro mobilitazioni per pretendere dall’azienda il rispetto degli impegni per i salari e un progetto organico per il futuro dell’azienda e per l’occupazione.

Filtctem Cgil Femca Cisl Uilcem Uil

Firenze,5 marzo 2012

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«Richard Ginori»
L’azienda annuncia un nuovo piano industriale

da la Nazione 3/3/12

LA RICHARD GINORI presenterà un nuovo piano industriale entro un mese. Questa la novità più importante emersa nel corso del tavolo istituzionale sulla Manifattura sestese di porcellane convocato ieri pomeriggio dalla Regione Toscana e presieduto dall’assessore Gianfranco Simoncini. Nel corso della riunione è stata fatta chiarezza sulla batteria di aiuti pubblici che sosterranno l’azienda in questo passaggio difficile, e soprattutto in quali tempi si realizzeranno.

Entro un paio di mesi dovrebbe essere operativo il progetto della Regione per la valorizzazione del Museo, con la messa a disposizione di 1,5 milioni di euro ed entro maggio dovrebbero arrivare 3,5 milioni di euro dal fondo ministeriale ‘salva-imprese’ che però sono condizionati dal via libera di Bruxelles. 

Tempi più lunghi invece per la definizione dell’accordo sulla legge Guttuso. “Si tratta di una disponibilità pubblica a sostenere questa azienda certamente molto importante e inusuale – commenta Bernardo Marasco della Cgil – ma a fronte di questo impegno di risorse pubbliche è necessario che l’azienda sia credibile e chiara circa gli investimenti futuri, la salvaguardia dell’occupazione e della realtà produttiva, oltre che del necessario consolidamento finanziario. Invece finora c’è stata una vaghezza che rischia di essere un ostacolo alla soluzione del problema”. F.C.

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IL CONTENZIOSO EREDITATO DALLA PRECEDENTE GESTIONE
Ginori, la scure della Cassazione
Undici milioni di tasse da pagare

di FRANCO CALAMASSI su la Nazione 1/3/12

LA CORTE di Cassazione ha dato torto alla Richard Ginori determinando oneri per la manifattura di porcellane di Sesto Fiorentino per 11 milioni di euro. Questo l’esito definitivo di un contenzioso tributario che si trascinava da diversi anni, che risale al periodo 1996-2002 e che verte sulla quantità di tasse da pagare sui residui di magazzino. Per la società di Sesto, alle prese con una pesantissima crisi di liquidità che da dicembre non le consente di pagare con regolarità le retribuzioni, la decisione della Cassazione arriva in un momento davvero difficile. Ed è solo una magra consolazione il fatto che si tratti di una ‘pillola avvelenata’ lasciata in eredità dalla vecchia gestione dell’azienda che faceva capo a Carlo Rinaldini.

La società annuncia che il CdA si riunirà il prossimo 21 marzo «per gli eventuali provvedimenti di cui agli artt. 2446 c.c. (perdite superiori a un terzo del capitale) o 2447 c.c. (riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale)». A questo punto si annuncia drammatico e carico di tensioni l’appuntamento fissato fra due giorni del tavolo istituzionale convocato dalla Regione Toscana. Anche perché Ginori sembra chiamare in causa proprio il ruolo delle istituzioni locali.

«Inutile nascondere che c’è grande preoccupazione – commenta Riccardo Marasco della Cgil – anche se questa sentenza era attesa, il suo esito non era scontato e ora la società dovrà fare i conti con questa situazione. Al punto in cui siamo è ancora più grande la responsabilità dell’azienda di fare chiarezza. Cosa le istituzioni posso fare e cosa hanno messo sul tavolo è chiaro, anche se i tempi amministrativi non sono quelli che tutti vorrebbero. Sono stati definiti quali sono gli strumenti di supporto per salvaguardare l’occupazione e la realtà produttiva. Ora deve essere la Ginori a dire se stando così le cose ce la fa. Spetta a Villa e Lorenzoni dire e dirci cosa vogliono fare, quale piano hanno per uscire dalla crisi, quali investimenti pensano di fare e quando, senza tirar fuori il piano industriale di due anni fa che tutti capiscono che ormai non è più attuale». 

Ieri i lavoratori avrebbero dovuto riscuotere gli stipendi ma invece i bonifici sono saltati: metà delle retribuzioni verranno pagate il 7 di marzo e l’altra metà alla fine del mese. «Abbiamo cercato invano di contattare l’azienda dopo che è stata diffusa la notizia della sentenza della Cassazione ma invano – spiega Giovanni Nencini dei Cobas, la forza sindacale più rappresentativa nello stabilimento di viale Giulio Cesare – Non sappiamo ad esempio se questi debiti potranno essere saldati utilizzando l’accordo per il ricorso alla legge Guttuso con la cessione allo Stato di opere d’arte del Museo. Rispetto agli stipendi poi l’azienda ci ha fatto sapere che se non si sblocca l’intesa con la Regione Toscana per 1,5 milioni o l’accesso al fondo salva-imprese del Ministero dello Sviluppo Economico, saranno a singhiozzo anche gli stipendi di marzo».

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IERI SERA LA COMUNICAZIONE DELL’AZIENDA AI SINDACATI
Ginori, allarme stipendi
«Posticipati e dimezzati»

da la Nazione 28/2/12

Le mensilità di febbraio saranno pagate il 7 marzo SLITTANO al 7 di marzo gli stipendi di febbraio per i 400 lavoratori della Richard Ginori, che saranno pagati però soltanto per la metà, così come è stato con le retribuzioni di gennaio. Ancora nessuna certezza sui tempi nei quali sarà liquidata la parte restante dei salari. Questa la comunicazione fatta ieri dall’azienda e resa nota nel pomeriggio dai sindacati. In una nota Cgil, Cisl e Uil esprimono preoccupazione e chiedono che adesso l’azienda metta tutte le sue carte sul tavolo e faccia chiarezza una volta per tutte: “Siamo ben consapevoli della difficoltà della situazione aziendale essendo stati i primi a denunciarla mesi fa — scrivono i sindacati confederali in una nota — ma ribadiamo che spetta all’azienda (e solo ad essa) corrispondere gli stipendi ai lavoratori. Che l’azienda si impegni a saldarli il prima possibile e fornendo date certe”.

VENERDÌ prossimo è in programma anche un nuovo incontro del tavolo istituzionale convocato dalla Regione Toscana. “È da tempo che, mentre lavoriamo ai tavoli per contribuire a trovare soluzioni per salvare l’azienda e l’occupazione nello stabilimento, chiediamo un piano industriale che contenga in maniera organica gli impegni per il futuro di Richard Ginori — scrivono i sindacati in una nota — Ma l’azienda deve prendere impegni seri e non far trapelare intenzioni. Se gli impegni sono seri non si annunciano in varie sedi alla spicciolata ma si presentano in un quadro complessivo a istituzioni e parti sociali”.

IN EFFETTI nelle ultime settimane Ginori è stata ‘bacchettata’ anche dalla Consob riguardo al modo in cui ha gestito la comunicazione sull’avvio della procedura per la cessione allo Stato dei pezzi del Museo. “Ginori si sieda venerdì al tavolo regionale — concludono i sindacati — e chiarisca il progetto su cui sta lavorando, illustrando ciò in cui è impegnata nei luoghi in cui si discute del suo futuro e dei contributi che a questo futuro gli altri soggetti stanno portando”.

MOLTE le questioni sul tappeto cui sta lavorando Ginori per uscire dal pantano della crisi di liquidità in cui è finita. Si va dalla domanda per accedere al “Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà”, al ricorso alla Legge Guttuso per l’azzeramento dei debiti verso l’erario mediante cessione dei pezzi del Museo di Doccia; dalla delibera regionale che stanzia 1,5 milioni di euro per l’acquisto di opere d’arte Ginori allo sbocco di finanziamenti per la ricerca e l’innovazione.

RICHIARD GINORI RSU CGIL CISL UIL

COMUNICATO SINDACALE

AZIENDA AL PROSSIMO TAVOLO REGIONALE CHIARISCA IL PROGETTO SU CUI STA LAVORANDO E  ILLUSTRI CIÒ IN CUI È IMPEGNATA NEI LUOGHI DOVE SI DISCUTE DEL SUO FUTURO

Firenze 27.02.2012.- Nell’incontro svoltosi Venerdì scorso l’azienda ci ha comunicato che, come ampiamente previsto, anche per la mensilità di Febbraio lo stipendio verrà corrisposto a rate ed in ritardo (7 Marzo il 50% di acconto, più avanti nel mese il saldo).

Siamo ben consapevoli della difficoltà della situazione aziendale essendo stati i primi a denunciarla mesi fa, ma ribadiamo che spetta all’azienda (e solo ad essa) corrispondere gli stipendi ai lavoratori. Che l’azienda si impegni a saldarli il prima possibile e fornendo date certe.

Nell’occasione dell’incontro l’azienda ci ha anche ragguagliato sullo stato di avanzamento delle iniziative intraprese ai tavoli istituzionali attivati. Il quadro delle iniziative su cui si sta lavorando è quello noto da un mese a questa parte, ovvero la domanda per il “Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà”, il ricorso alla Legge Guttuso che prevede la possibilità del pagamento delle imposte dirette mediante cessione dei beni culturali, la delibera relativa alla concessione di euro 1,5 milioni nell’ambito del progetto di valorizzazione e promozione del Museo di Doccia, il successivo impegno anche della Provincia in tal senso.

L’azienda ha inoltre fornito nell’incontro alcune informazioni riguardo ad alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa circa possibili investimenti nei forni, possibili risoluzioni del contenzioso immobiliare, possibili investimenti per un nuovo stabilimento.

E’ da tempo che, mentre lavoriamo ai tavoli per contribuire a trovare soluzioni per salvare l’azienda e l’occupazione nello stabilimento, chiediamo un piano industriale che contenga in maniera organica gli impegni per il futuro di Richard Ginori. Ma l’azienda deve prendere impegni seri e non far trapelare intenzioni. Se gli impegni sono seri non si annunciano in varie sedi alla spicciolata ma si presentano in un quadro complessivo a istituzioni e parti sociali.

L’azienda venga quindi Venerdì prossimo, giorno in cui è convocato il tavolo regionale, nella sede in cui si coordinano tutti gli interventi istituzionali per il salvataggio di Ginori, a chiarire il progetto su cui sta lavorando e ad illustrare ciò in cui è impegnata nei luoghi in cui si discute del suo futuro e dei contributi che a questo futuro gli altri soggetti stanno portando.

 Le RSU CGIL CISL UIL  

RICHARD GINORI, VOCI E DOMANDE D'ATTUALITA'
L'assessore al Lavoro della Provincia Elisa Simoni risponde a Lega Nord e Rifondazione comunista

Richard Ginori. Molte le notizie ufficiose. Si dice che la proprietà pagherà il 7 marzo il 50 per cento dello stipendio ai dipendenti e il saldo entro fine mese. Si annunciano novità sulla questione immobiliare e il possibile acquisto di nuovi forni. "Intanto - ha spiegato l'assessore al Lavoro della Provincia di Firenze Elisa Simoni, rispondendo a due domande d'attualità della Lega Nord e di Rifondazione comunista - le istituzioni fanno quello che è di loro competenza". Venerdì il tavolo istituzionale.
"L'importanza che questa fabbrica ha per il nostro territorio - ha commentato Marco Cordone per la Lega Nord - è nota. La sua storia incide sul vissuto e sullo sviluppo economico da centinaia di anni. Per questo continueremo a seguire ogni istante la vertenza. Il destino di tante famiglie è in gioco e non possiamo chiudere gli occhi".
"Abbiamo già presentato un'altra domanda d'attualità - replica per Rifondazione Andrea Calò - Nonostante tutte le rassicurazioni della proprietà e nei tavoli interistituzionali rimane una forte incertezza. Bisogna obbligare la proprietà a rispettare i diritti più elementari. Questo è il segnale che deve essere mandato al Tavolo istituzionale. Non è accettabile che i lavoratori percepiscano lo stipendio in parti".

28/02/2012 15.49
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze

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Vertenza Ginori
Summit al Ministero sul Museo

da la Nazione 26 Febbraio 12

SI APRE un’altra settimana decisiva per il futuro di Richard Ginori. L’azienda ha infatti reso noto che domani a Roma è in programma un nuovo incontro, il secondo, del tavolo istituzionale convocato al Ministero dello Sviluppo Economico per dare le gambe all’accordo sul ricorso alla legge 512, la cosiddetta legge Guttuso, per cedere i pezzi del Museo di Doccia allo Stato e ottenere in cambio l’azzeramento dei debiti fiscali e previdenziali di Ginori e costituire un sostanzioso credito d’imposta da utilizzare nel prossimo quinquennio.

L’incontro si svolge dopo che nei giorni scorsi si è dovuta registrare anche una certa irritazione da parte della Consob, l’autorità di Borsa, per il modo in cui Ginori, società quotata, ha diffuso la notizia di un prossimo accordo.

«Dopo che nel primo incontro abbiamo verificato una significativa convergenza di intenti e ottenuto al disponibilità dei creditori pubblici, Agenzia delle Entrate, Inps e Equitalia, a questo tipo di procedura, quello di domani dovrà essere un incontro operativo, per stabilire chi fa che cosa», ha spiegato il presidente di Richard Ginori Roberto Villa. Intanto si avvicina la scadenza del mese e per la terza volta nell’ultimo trimestre i lavoratori di Ginori non riscuoteranno lo stipendio nei tempi normali. Le retribuzioni di febbraio slitteranno di alcuni giorni e inizialmente saranno pagate solo al 50 per cento, così come è avvenuto per quelle di gennaio.

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In settimana sono stati pagati gli stipendi e si attende l'accordo con la Trigono per i terreni.
Per la storica fabbrica il futuro pare meno buio


La tattica Ginori comincia a dare i primi frutti

Franco Calamassi su la Nazione 25/2/12

GLI STIPENDI di gennaio ai lavoratori della Richard Ginori alla fine sono stati pagati. Mercoledì scorso la metà mancante delle retribuzioni di gennaio è stata saldata, accreditata sui conti correnti dei 400 lavoratori che l’aspettavano da settimane. E’ stata la fine di un estenuante tira e molla. Che però riprenderà probabilmente purtroppo anche per gli stipendi di febbraio e forse anche per quelli di marzo, che saranno a singhiozzo e ‘a rate’.

«RESISTERE, resistere, resistere, fino ai primi di aprile». Questo lo slogan sposato tre giorni fa dal presidente di Richard Ginori, Roberto Villa, e dall’ad, Mario Lorenzoni, in attesa che si dispieghino gli effetti di una serie di manovre che sono in campo. Ma per Sesto Richard Ginori è qualcosa di più di una fabbrica, è «la fabbrica». E’ la manifattura attorno alla quale la città si è fatta, si è costruita, ha forgiato le sue identità politiche e sociali. E’ quello per cui Sesto è conosciuta nel mondo. Ci sono ammiratori che vengono in Italia dal Giappone per visitare il Museo di Doccia. E oggi quella fabbrica, che cinque anni fa sembrava sul punto di chiudere e che poi è stata rilevata da un nuovo gruppo finanziario, è di nuovo ripiombata nel caos, sull’orlo del fallimento secondo qualcuno.
Oggi Ginori è stretta fra il taglio dei finanziamenti del mondo bancario (che ha portato da 10 a 3,9 i fidi a breve, troppo poco per un’azienda che fattura 4 milioni al mese), un lodo da 8 milioni di euro per la questione dei terreni promosso da un avversario potente come un noto pool di immobiliaristi pratesi ai quali il vecchio proprietario aveva ceduto il 50 per cento dei terreni sui quali insiste la fabbrica, debiti verso l’erario risalenti a10 anni fa per 9 milioni di euro e debiti verso i fornitori.

«MI SONO ricordato di una vecchia legge del 1972, la legge Guttuso, quella in base alla quale gli eredi dell’artista saldarono i debiti verso lo Stato con le opere d’arte — spiega il Presidente Roberto Villa — e mi sono attivato per capire se e come poteva essere applicata nel nostro caso con il Museo di Doccia».
E’ stato avviato un iter con il Ministero dello Sviluppo Economico che nel giro di alcuni mesi porterà Ginori a cedere allo Stato i pezzi contenuti nel Museo (9000 porcellane e 5000 documenti) che hanno un valore di 45-50 milioni di euro, in cambio dell’estinzione del debito con l’erario e della costituzione di un credito d’imposta per i prossimi 5 anni. Un ‘tesoretto’ fiscale che consentirà all’azienda di migliorare in un colpo solo la propria posizione finanziaria. Ma l’azienda entro marzo si attende anche lo sblocco di fondi da Stato e Regione per circa 5 milioni di euro, e soprattutto l’attivazione di un prestito di 5 milioni di euro da un fondo speciale del Ministero dello Sviluppo Economico.

MA VILLA e Lorenzoni hanno anche annunciato di aver raggiunto un accordo con la società immobiliare Trigono per i terreni su cui sorge la fabbrica, e per i quali sono state fatte due aste giudiziarie andate deserte. L’accordo che sarà definitivo entro pochi giorni prevede la presa in carico da parte di Richard Ginori 1735 dei terreni oggi posseduti da Ginori Real Estate, società oggi in liquidazione di cui Richard Ginori e Trigono possedevano ciascuno il 50 per cento esatto.
L’intesa, condizionata a un accordo col sistema bancario, avrà come effetto immediato la sospensione del lodo da 8 milioni, e prevede che gli immobiliaristi pratesi di Trigono sia della partita una volta che l’azienda si sarà trasferita e sull’area dove attualmente sorge la fabbrica potranno essere realizzati ‘investimenti immobiliari’.

LE OPINIONI
Lavoratori e sindacalisti perplessi dalla strategia aziendale
«Vendono i gioielli di famiglia come i vecchi aristocratici indebitati» 

su la Nazione 25/2/12

LE MEDAGLIE hanno sempre due facce. Nel caso della Ginori l’altra faccia della medaglia di una situazione difficile sono i lavoratori e i sindacati che li rappresentano, che vivono da alcune settimane una situazione di grande angoscia e precarietà, perché l’azienda non è stata in grado di rispettare gli impegni e pagare tredicesime e stipendi nei tempi stabiliti.

«UNA VERA doccia fredda perché nessuno aveva avvertito scricchiolii fino a novembre, anzi l’azienda continuava a dire che tutto andava per il meglio e tutte le operazioni commerciali in corso erano un successo e i volumi d’affari erano in aumento» dichiara un lavoratore che preferisce restare anonimo. A parlare invece sono i sindacati. Bernando Marasco della Cgil spiega che dopo i recenti sviluppi degli ultimi giorni la questione si fa ancora più complessa: per salvarsi Ginori accetterà denaro e aiuti dallo Stato e dalla Regione, e per questo Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil esigono chiarezza.

«DA UN LATO — spiega Marasco — è positiva la possibilità di trovare accordi che estinguano i lodi pendenti e le iniziative dei tavoli istituzionali. Tuttavia è oggi a maggior ragione indispensabile, proprio per affrontare seriamente le ristrettezze di questo passaggio, che l’azienda chiarisca almeno due aspetti cruciali per il futuro. Intanto se si realizzassero le opportunità che i tavoli istituzionali hanno messo in cantiere, quali azioni ulteriori della proprietà garantirebbero una definitiva solidità finanziaria? Poi se si determinerà finalmente un quadro positivo, quali investimenti intende realizzare l’azienda per rendere più competitivo lo stabilimento e per qualificare la produzione e i lavoratori che vi sono impiegati»?

All’interno dello stabilimento della Ginori a Sesto la maggior forza sindacale è rappresentata dai Cobas, che hanno una posizione molto dura. «Ormai è evidente che, contrariamente a quanto afferma l’azienda, siamo di fronte non ad una crisi momentanea di liquidità ma ad una crisi strutturale che viene da lontano — dichiara Giavanni Nencini — Comunque se l’azienda è sicura che ad aprile avrà nuovo slancio, allora ci aspettiamo che tutti i contratti a termine, che sono una quindicina, vengano riconfermati. Infine, riguardo alla vendita del Museo allo Stato, siamo consapevoli che questo porterà dei vantaggi finanziari ma a noi pare che come un vecchio aristocratico indebitato, si vendano i gioielli di famiglia per pagare debiti».

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Stipendi Ginori Pagato gennaio
Sono a rischio altri due mesi 

da la Nazione 23/2/12

LA TELENOVELA è finita, gli stipendi sono stati pagati, la telenovela ricomincia: chissà quando saranno pagati i prossimi. Ieri sono finalmente arrivati i bonifici con i quali Richard Ginori ha saldato la seconda tranche del 50% degli stipendi di gennaio dei propri lavoratori. Dopo un balletto di date, e un paio di rinvii, la data comunicata la scorsa settimana è stata confermata. Soddisfazione è stata espressa dalla rappresentanze sindacali per questo risultato che tuttavia non sgombra il campo dalle incertezze per le prossime riscossioni. L’azienda, senza essere più precisa, ha già annunciato che anche per i salari di febbraio, ormai prossimi, e di marzo, ci sarà da soffrire, e i lavoratori li riceveranno in due tranche e con ritardi.

Intanto su sollecitazione della Consob, l’autorità di Borsa, Richard Ginori è stata costretta a chiarire che l’accordo con lo Stato sul Museo di Doccia, per la cessione dei beni contenuti al suo interno, l’azzeramento del debito verso l’erario e la costituzione di un tesoretto fiscale, è ancora in corso di definizione.

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«Bene gli accordi della Ginori»
Ma i sindacati vogliono chiarezza 

da la Nazione 23/2/12

BENE che Richard Ginori trovi accordi, intese e finanziamenti da Stato e Regione ma proprio per questo deve fare chiarezza su due punti: come garantire la solidità finanziaria futura e quali investimenti ha in programma. Questa a posizione espressa da Cgil Cil e Uil dopo che il presidente di Richard Ginori Roberto Villa e l’Ad Mario Lorenzoni hanno elencato tutte le partite aperte ma in via di definizione che dovrebbero portare l’azienda entro un paio di mesi a rendere più lineare la sua gestione finanziaria. «Ora è a maggior ragione indispensabile, proprio per affrontare seriamente le ristrettezze di questo passaggio — spiegano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil — che l’azienda chiarisca almeno due aspetti cruciali per il futuro. Intanto se si realizzassero le opportunità che i tavoli istituzionali hanno messo in cantiere, quali azioni ulteriori della proprietà garantirebbero una definitiva solidità finanziaria? E poi quali investimenti intende realizzare l’azienda per rendere più competitivo lo stabilimento e qualificare i lavoratori che vi sono impiegati?».

FILCTEM CGIL  FEMCA CISL UILCEM UIL

RSU CGIL CISL UIL RICHARD GINORI

NOTA STAMPA

POSITIVO E RILEVANTE QUELLO CHE SI MUOVE DENTRO ED INTORNO ALLA GINORI, MA SPETTA ALLA AZIENDA, ALLA QUALE CHIEDIAMO CHIAREZZA SU PUNTI CRUCIALI, PAGARE GLI STIPENDI

Firenze 21.02.203.- Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil, le RSU Cgil Cisl Uil ritengono un passo positivo la possibilità di trovare accordi che estinguano i lodi pendenti sulla società Richard Ginori e che facilitino una soluzione definitiva sulla proprietà dei terreni su cui è ubicato lo stabilimento.

Valutiamo come assolutamente rilevanti tutte le iniziative che i tavoli istituzionali, pur tra le difficoltà, stanno approntando, e che risultano sempre più essenziali per salvaguardare l’azienda e i lavoratori che vi sono impiegati.

Denunciamo oramai da mesi la crisi di liquidità in cui versa l’azienda e siamo ben consapevoli che questi mesi saranno determinanti per il futuro di Richard Ginori. Ma ribadiamo che spetta comunque all’azienda pagare gli stipendi ai lavoratori.

E’ a maggior ragione indispensabile, proprio per affrontare seriamente le ristrettezze di questo passaggio, che l’azienda chiarisca almeno due aspetti cruciali per il futuro:

  1. Se si realizzassero le opportunità che i tavoli istituzionali hanno messo in cantiere, quali azioni ulteriori della proprietà garantirebbero una definitiva solidità finanziaria?

  1. Se si concretizzasse un quadro positivo, quali investimenti intende realizzare l’azienda per rendere più competitivo lo stabilimento e per qualificare la produzione e i lavoratori che vi sono impiegati?

 Nelle eventuali nostre prossime mobilitazioni, possibilmente unitarie, avremo al primo posto la richiesta che l’azienda chiarisca questi punti essenziali per garantire il futuro e i saldi occupazionali. nb

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VERSO LA SVOLTA OBIETTIVO: USCIRE DALLA CRISI FINANZIARIA
Ginori, piano di salvataggio
Crediti e tesoretto fiscale
Villa e Lorenzoni: «Dobbiamo resistere fino al 31 marzo» 

CREAZIONE di un ‘tesoretto fiscale’ valorizzando i pezzi del Museo di Doccia; intesa con Inps Agenzia delle Entrate ed Equitalia per la ‘sterilizzazione’ degli 8,5 milioni di euro di debiti verso l’erario; 5 milioni di euro da una linea di credito di un fondo speciale del Ministero dello Sviluppo Economico; crediti dalla Regione per circa tre milioni di euro; e, ciliegina sulla torta, annuncio di un imminente accordo con gli immobiliaristi pratesi della Trigono per sbloccare la questione dei terreni messi all’asta e spuntare la spada di Damocle del lodo da 8 milioni di euro. 

È un fiume in piena Roberto Villa, presidente di Richard Ginori, per spiegare che la storica manifattura di Sesto avrà pure il fiato corto per la stretta finanziaria a cui l’hanno sottoposta le banche, e che ha messo in crisi il rapporto con i lavoratori dopo il ritardo nel pagamento delle tredicesime e degli stipendi di gennaio. Ma il management rivendica di aver fatto tutto quello che era in suo potere e l’azienda ha le carte in regole per uscirne. A una condizione: «Arrivare indenni al 31 marzo». È questa la data spartiacque che Villa indica come decisiva per risolvere le difficoltà finanziarie dell’azienda: è quella la data entro la quale sarà disponibile il finanziamento da 5 milioni del fondo statale.

Ha un gran voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, Roberto Villa. Intanto ha apprezzamenti per il Ministero dello Sviluppo Economico: «Hanno dimostrato grande attenzione, professionalità e operatività». Ma anche qualche appunto per la Regione: «Nonostante tutto quello che è stato raccontato, finora l’azienda ha fatto tutto con le proprie forze. Con una delibera non si pagano le fatture». 

L’amministratore delegato Mario Lorenzoni spiega così il dilemma e le difficoltà che sta vivendo l’azienda: «Stiamo lavorando drammaticamente per salvare l’azienda. Certo che c’è preoccupazione, angoscia e amarezza se non paghiamo gli stipendi. Abbiamo presenti le difficoltà delle famiglie, ma l’alternativa è fermare la fabbrica, e questo sarebbe peggio. Gas e terre, insomma le materie prime, dobbiamo assicurarle. 

Dobbiamo stringere la cinghia tutti assieme e bilanciare gli sforzi per andare avanti finché non si verificano certe condizioni, ma in prospettiva possiamo uscirne molto bene». Pagamenti a singhiozzo degli stipendi sono in vista anche per febbraio e marzo. L’accordo con Trigono sui terreni per sbrogliare la vicenda della Ginori Real Estate sgombra il campo da mine vaganti con controparti ancora potenti: «L’accordo è fatto — ha annunciato Villa — penso che lo formalizzeremo entro fine mese, adesso è in mano ai legali per definire i dettagli. Fermo restando che andrà trovata l’intesa anche con le banche che hanno concesso il mutuo, Ginori tornerà esclusiva proprietaria dei terreni su cui si trova lo stabilimento e in cambio della sospensione di tutte le cause ci sarà l’impegno a coinvolgere l’altra parte nelle operazioni di valorizzazione dell’area, quando se ne determineranno le condizioni». F. C.

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La storia della Ginori passa allo Stato
«Tesoretto» da 50 milioni per il futuro
I 9mila pezzi antichi saranno ceduti a copertura dei debiti con l’Erario

da la Nazione 17/2/12

LA PRESTIGIOSA storia della Ginori e gli straordinari pezzi d’autore del 1700 e del 1800 conservati nel Museo di Doccia anno in soccorso dell’azienda e dei lavoratori, come un salvagente nella tempesta della crisi finanziaria di liquidità che rischia di affondare la storica manifattura di porcellane di Sesto. L’azienda ha infatti proposto di cedere allo Stato — e il Ministero dello Sviluppo Economico ha accettato — i pezzi unici conservati nel Museo scontando i debiti pregressi e futuri nei confronti dell’erario, fino ad un massimo di circa 40-50 milioni di euro. Questo il piano a cui ha lavorato l’azienda e che ha trovato una sponda nel Ministero dello Sviluppo Economico, che sta avviando una specifica procedura sulla base di una legge per la valorizzazione dei beni cultuali. I pezzi del Museo si trasformerebbero così in una sorta di ‘tesoretto’ da ‘valorizzare’ entro i prossimi 5 anni. «Stiamo cercando di mettere a frutto un patrimonio eccezionale ma finora ‘immobilizzato’ e di fatto non valorizzato – spiega il presidente di Ginori Roberto Villa – ma i tempi non saranno immediati. Ci vorranno diversi mesi per arrivare alla conclusione dell’iter previsto dalla legge. 

Lo Stato dovrà fare una propria perizia, per avallare o rivedere quella commissionata due anni fa dalla società che affidava ai pezzi del Museo un valore di 50 milioni di euro. Poi andrà fatto un riscontro per verificare l’effettiva presenza di tutti i pezzi censiti, che sono 9000 in porcellane oltre a 5000 documenti cartacei». Non è lo sblocco immediato di risorse e finanziamenti, ma per Richard Ginori potrebbe rappresentare un’importante boccata d’ossigeno, che con un tratto di penna migliorerebbe sensibilmente la sua posizione finanziaria, adesso pesantemente negativa, risolvendo così uno degli ostacoli che bloccano il flusso di denaro e affidamenti dalle banche. Il presidente Villa chiarisce anche il senso dell’operazione finanziaria che ha portato Starfin, la società controllante di Ginori di cui lo stesso Villa è presidente, a scendere sotto il 50% (al 48,1%) del capitale di Ginori: “Abbiamo inteso far cassa in modo da ripulire la situazione di Starfin stessa, per alleggerirla da una serie di posizioni debitorie verso consulenti e fornitori di servizi. Il 15% che abbiamo ceduto è stato collocato sul mercato, andando quindi ad aumentare il flottante». Vengono così da un lato smentiti scenari di possibili disimpegni da parte di Starfin e la società acquista appetibilità in Borsa, essendo adesso scalabile.

INTANTO però sulla vicenda del ritardato pagamento degli stipendi di gennaio, che due giorni fa ha scatenato uno sciopero improvviso di 6 ore, interviene il mondo della politica, locale e non solo. Il Pd di Sesto esprime “grande preoccupazione per il perdurare della situazione critica alla Richard Ginori”. Duro il commento di Rifondazione Comunista: “le rassicurazioni date in questi giorni dalla proprietà si sono sciolte come neve al sole – ha dichiarato il capogruppo in Provincia Calò – Se c’è batta un colpo il tavolo interistituzionale (Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Sesto Fiorentino)”. “Vicinanza ai lavoratori della Richard Ginori” è stata espressa anche dal consigliere regionale Udc Marco Carraresi, che è andato anche oltre affermando che “è inaccettabile il gioco delle parti che si sta consumando alle spalle dei 500 lavoratori. Regione Toscana, Fidi e gli altri soggetti coinvolti devono fare il proprio dovere fino in fondo. La proprietà deve pagare immediatamente gli stipendi ma l’assessore Gianfranco Simoncini si deve far garante degli impegni presi. Una delibera non si trasforma in denaro liquido, è indispensabile che un soggetto terzo, in questo caso Fidi, supporti l’erogazione di quel famoso milione e mezzo di euro da parte di un soggetto bancario”. Franco Calamassi

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SLITTA AL 22 IL SALDO FINALE DEGLI STIPENDI
Ginori, scoppia la rabbia
Sciopero immediato e corteo
Una schiarita dalla cessione del Museo allo Stato 

da la Nazione 16/2/12

LA RABBIA è esplosa improvvisa, quando i manager di Richard Ginori hanno convocato ieri mattina alle 9,30 i rappresentanti sindacali per comunicare loro che non sarebbero stati in grado di pagare il 50% restante degli stipendi di gennaio. Sindacati e lavoratori non ci hanno pensato due volte e hanno proclamato uno sciopero immediato, scendendo in strada e manifestando sotto la palazzina direzionale in viale Giulio Cesare.

Un’ora più tardi l’azienda ha nuovamente chiamato i sindacati per dire che, grazie a un accordo commerciale con il Giappone, il 50% degli stipendi sarebbe stato liquidato il 22 febbraio. Ma a quel punto la frittata era fatta: in un clima di grande incertezza e sfiducia, al termine di un’assemblea svoltasi in strada, è stato deciso di andare avanti con lo sciopero, per l’intera giornata. Verso le 11 un corteo di lavoratori si è mosso da viale Giulio Cesare fino in centro a Sesto.

Alla grande incertezza di queste ore si aggiunge una notizia che arriva dalla Borsa di Milano. La Consob ha comunicato a Piazza Affari che Starfin non ha più la maggioranza assoluta delle azioni di Richard Ginori, essendo scesa dal 66% al 48,1%, a seguito di una vendita effettuata il 3 febbraio scorso. «L’altalena di comunicazioni di ieri conferma tutta l’inaffidabilità di questo gruppo dirigente — sostengono i Cobas — l’azienda trovi le risorse necessarie per adempiere ai propri doveri». «Oggi la situazione è molto diversa da quella di due mesi fa – spiega Bernardo Marasco della Cgil –L’azienda deve assumersi degli impegni in termini di ricapitalizzazione e piano industriale».

Un’importante novità è arrivata nella tarda serata di ieri, quando il presidente di Ginori, Roberto Villa ha annunciato che lo Stato potrebbe acquisire i pezzi del Museo di Doccia: «Fra le ipotesi che abbiamo esaminato al tavolo aperto al Ministero per lo Sviluppo Economico – spiega Villa – c’è la possibilità di applicare una legge del 1972, utilizzata in Italia solo 12 volte, che consente di cedere i pezzi del Museo e utilizzare il loro valore (che una nostra perizia di due anni fa aggiorna a circa 50 milioni di euro) per saldare i debiti verso l’erario, che ammontano a 8,5 milioni di euro, e utilizzare il resto come compensazione dei futuri debiti, per i prossimi 5 anni. Nelle prossime ore sul sito del Ministero dovrebbe essere annunciato l’avvio di questa procedura, che tuttavia è molto complessa, richiederà controperizie e non poco tempo, perché nel Museo ci sono 9.000 pezzi di porcellana e oltre 5.000 documenti cartacei». F. C.

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Crisi Ginori
«No a ipotesi di speculazione sui terreni» 

da la Nazione 9/2/12

NO ALLA SPECULAZIONE sui terreni della Ginori, sì ad impegni precisi per occupazione e difesa dello stabilimento produttivo di viale Giulio Cesare. Si è concluso con l’approvazione di un ordine del giorno unitario il consiglio comunale di Sesto Fiorentino, riunito martedì sera in seduta straordinaria aperta per discutere della crisi della Ginori, davanti a un paio di centinaia di lavoratori. Il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno congiunto che «impegna la giunta a impedire qualsiasi ipotesi speculativa sull’area dello stabilimento attraverso gli strumenti di programmazione del territorio e a chiedere alla proprietà la presentazione in tempi rapidi di un piano industriale con indirizzi chiari e certi sulla salvaguardia del livello occupazionale, il mantenimento del marchio e della produzione nel territorio di Sesto». Sottoscritto dal sindaco Gianni Gianassi e da tutti i capigruppo consiliari, l’ordine del giorno esprime anche «sostegno convinto all’attività del tavolo istituzionale promosso dalla Regione».

Soddisfazione per questo esito è stata espressa dai gruppi di maggioranza Pd, Idv e Sel: «Ancora una volta Sesto si ritrova unita intorno alla sua fabbrica e ai suoi lavoratori – dicono in un comunicato – Tre i punti chiave: mantenimento a Sesto dello stabilimento Ginori e dei suoi livelli occupazionali, richiesta alla proprietà di un piano industriale chiaro e credibile, nessuno spazio per speculazioni sull’area connesse alla rendita». Il segretario di Rifondazione Sergio Canzi rivendica di essere stato il primo a volere il consiglio comunale aperto, «per dare ai lavoratori della Ginori l’opportunità di usufruire di uno spazio istituzionale e di democrazia partecipativa».

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SUMMIT SULLA CRISI IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO
Ginori, soldi dalla Regione
Ma non possono bastare
«La soluzione strutturale deve arrivare dall’azienda» 

da la Nazione 8/2/12

LA BUONA notizia è che la Regione ci metterà un milione e mezzo di euro: lo ha confermato l’assessore alle attività produttive Simoncini davanti ad un folla di oltre 200 lavoratori della Richard Ginori nel corso del consiglio comunale aperto riunito per l’occasione nell’auditorium dell’Itc Calamandrei, ieri sera. La cattiva notizia è che quei soldi in assenza di soluzioni strutturali finiranno entro due-tre mesi e prima dell’estate si sarà daccapo con la crisi finanziaria che sta strangolando la Richard Ginori. L’intervento della Regione a sostegno di Ginori arriverà per vie traverse, attraverso il Museo di Doccia, «con un progetto che sarà definito nei particolari e reso operativo dalla firma di un accordo fra Regione, enti locali, Ministero dei beni culturali e le società private Museo di Doccia e Richard Ginori, alla definizione del quale la Regione sta lavorando, sempre in stretta collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali – ha detto l’assessore Simoncini – ma la soluzione strutturale ai problemi di Ginori deve venire dalla Ginori stessa e dalla sua proprietà». Soddisfazione per questi sviluppi è stata espressa dal consigliere regionale Marco Carraresi: «I fondi stanziati finalmente dalla Regione daranno una boccata d’ossigeno alla storica fabbrica e permetteranno alla dirigenza di pagare l’ultima tranche dello stipendio di gennaio. Lo step successivo deve essere l’intervento di Fidi Toscana».

La Richard Ginori ieri non era presente al consiglio comunale, ma ha inviato un messaggio che è stato letto all’assemblea, sostenendo di non poter partecipare in quanto essendo quotata in Borsa è sottoposta a determinati vincoli di riservatezza. Dura la posizione dei sindacati. Bernando Marasco della Cgil ha denunciato il fatto che «ci sono merci ferme alla dogana perché non vengono pagati i fornitori e si rischia il blocco produttivo con alcune macchine per le quali non si possono acquistare pezzi di ricambio». Secondo Giovanni Nencini dei Cobas: «Ginori sta vivendo una situazione prefallimentare». Un messaggio chiaro al presidente di Ginori Villa e all’ad Lorenzoni lo ha mandato il sindaco Gianassi: «È chiaro a tutti che a Ginori servono capitali. Alla società chiediamo di dire una parola chiara: hanno intenzione di investire altri capitali in Ginori oppure no? Hanno finito i capitali perché la crisi si è fatta sentire anche su Starfin, oppure hanno in mente altre soluzioni?». F. C.

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RICHARD GINORI, IL PUNTO IN PROVINCIA
Simoni: "Possiamo farcela solo se tutti insieme". Calò (Rifondazione): "La proprietà non è credibile: ha pagato lo stipendio solo al 50 per cento"

La vertenza Richard Ginori è approdata anche in Consiglio provinciale. L'assessore al Lavoro Elisa Simoni ha fatto il punto rispondendo a una domanda d'attualità del gruppo di Rifondazione comunista.
Al tavolo ministeriale, la proprietà della Richard Ginori ha richiesto un interessamento sul fondo di salvataggio e una moratoria dei debiti verso lo Stato(Iva, Inps, Agenzia Entrate).
Il ministero ha dato la disponibilità, sulle due richieste dell'azienda, a un interessamento nel velocizzare i tempi per accedere al fondo e alla rateizzazione dei debiti verso lo Stato nel secondo caso.
La Provincia di Firenze, per parte sua, ha lavorato fin dall'inizio per sollecitare l'azienda al pagamento degli stipendi ai dipendenti. Sotto questo profilo il tavolo regionale ha sempre centrato l'obiettivo.
Non risulterebbero intanto problemi di speculazione edilizia.
Che prospettive ci sono ora per la Ginori? "Sono dispiaciuta del fatto che al tavolo interistituzionale non siano sedute tutte le reppresentanze - ha commentato Simoni - Per conseguire gli obiettivi ci vuole una convergenza: la Ginori si salva solo se tutti sono insieme. Le Istituzioni ci sono e sono in prima linea".

"Non concordo - ha replicato per Rifondazione comunista Andrea Calò - con quanto dichiarato dall'assessore: la proprietà a tutt'oggi non ha ancora presentato un piano industriale, di risanamento economico e una coerente e trasparente stabilizzazione degli assetti societari. Sono questi i presupposti che rendono credibile la permanenza, lo sviluppo e il rilancio dell'impresa. Non interferisca l'assessore sull'autonomia sindacale: i rappresentanti dei lavoratori decidono sulla base della libertà di espressione. La Provincia deve preoccuparsi, insieme alle altre Istituzioni, di un soggetto, la proprietà, che non è credibile né autorevole perché non dà garanzie attendibili neanche a chi fa credito. E' una proprietà che non si assume il rischio di impresa". Si è svolto intanto il primo sciopero indetto dalla Rsu Cobas per rivendicare il diritto "ad essere regolarmente retribuiti ed è inaccettabile che sia stato loro corrisposto solo il 50 per cento dello stipendio. Grave il fatto che l'amministratore delegato abbia dichiarato che non è in grado di dare il resto dello stipendio, finché non arriveranno le risorse dal ministero e dalla Regione. In questo modo chiunque può fare l'imprenditore, ma non fa l'impresa". Il tavolo interistituzionale "è utilissimo nella misura in cui proprietà e Confindustria fanno fino in fondo la loro parte senza giocare sulla pelle dei lavoratori".

07/02/2012 13.45
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze

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Crisi della Ginori
Consiglio comunale al “Calamandrei’’

da la Nazione 6/2/12

CONSIGLIO comunale aperto dedicato al tema “Situazione e prospettive di Richard Ginori 1735 Spa” domani pomeriggio a partire dalle 18 nell’aula Magna dell’Istituto tecnico Calamandrei (Via Milazzo 13): alla seduta, che si preannuncia molto affollata visto il tema ‘caldo’, sono stati invitati la proprietà dell’azienda, Confindustria, i sindacati Cgil, Cisl, Cobas, Uil, l’assessore alle attività produttive e lavoro della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, e l’assessore alla formazione, lavoro, centri per l’impiego della Provincia Elisa Simoni.

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Crisi della Ginori
Un’ora di sciopero per turno da Cgil, Cisl e Uil 

da la Nazione 2/2/12

UN’ORA di sciopero su ognuno dei tre turni di lavoro in vista del consiglio comunale straordinario aperto a tutta la cittadinanza. Questa la decisione delle Rsu Cgil Cisl Uil della Richard Ginori, che in questo modo intendono sottolineare l’importanza della partecipazione dei lavoratori al consiglio stesso. Annunciando lo sciopero, che si svolgerà martedì prossimo in concomitanza con il consiglio Comunale, Cgil, Cisl e Uil spiegano di «ritenere importante manifestare a tutta la cittadinanza il diritto dei lavoratori di vedersi riconosciuto da parte dell’azienda l’intero ammontare della retribuzione di gennaio».
Domani l’azienda liquiderà solo la metà dello stipendio di gennaio, non avendo invece certezze per l’altra metà. «C’è una crescente preoccupazione sullo stato di incertezza che si sta realizzando ogni giorno di più con il venir meno di una prospettiva seria di investimenti tali da salvaguardare il futuro dello stabilimento e dell’occupazione. Riteniamo urgente che l’azienda dichiari come intende rifinanziare la società».

RSU RICHARD GINORI CGIL CISL UIL

COMUNICATO SINDACALE

MARTEDI' 7 FEBBARIO UN'ORA DI SCIOPERO A FINE TURNO PER PERMETTERE LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI AL CONSIGLIO COMUNALE APERTO

Sesto Fiorentino, 01 febbraio 2012.- In continuità con le iniziative intraprese negli ultimi mesi, in occasione del Consiglio Comunale aperto del 7/2/2012, le Rsu Cgil Cisl Uil Richard Ginori indicono un’ora di sciopero a fine turno di lavoro per sottolineare l’importanza della partecipazione dei lavoratori al consiglio stesso.

Riteniamo importante manifestare a tutta la cittadinanza il diritto dei lavoratori di vedersi riconosciuto da parte dell’azienda l’intero ammontare della retribuzione di Gennaio, e per ribadire la crescente preoccupazione sullo stato di incertezza che si sta realizzando ogni giorno di più, con il venir meno di una prospettiva seria di investimenti industriali tali da salvaguardare il futuro dello stabilimento e dell’occupazione.

Riteniamo fondamentale e sempre più urgente che l’azienda dichiari come intende rifinanziare la società, con quale assetto societario e con quale piano di investimenti sullo stabilimento, affinché si chiarisca la prospettiva industriale a cui tutti i soggetti presenti ai tavoli sono chiamati a contribuire per la salvaguardia dei posti di lavoro.

RSU RICHARD GINORI GCIL CISL UIL

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RICHARD GINORI, SUMMIT GIOVEDI' 2 FEBBRAIO
Riunione congiunta delle Commissioni Lavoro di Provincia di Firenze e Comune di Sesto Fiorentino

Su richiesta del Presidente della Commissione Lavoro del Comune di Sesto Fiorentino giovedì 2 febbraio 2012 si terrà la Commissione Congiunta con la Commissione Lavoro della Provincia di Firenze alla quale parteciperanno il Sindaco Gianni Gianassi, l'assessore provinciale al Lavoro Elisa Simoni, la Rsu della Richard Ginori, Cgil, Cisl e Uil, e Cobas. "Un appuntamento importante - commenta il presidente della Commissione Lavoro della Provincia Andrea Calò - richiesto e atteso dagli organismi delle assemblee elettive quale segno di massima attenzione, sulle vicende dello stabilimento interessato da una seire di vertenze che riguardano il mantenimento del sito produttivo e il suo sviluppo, la tenuta dei livelli occupazionali e la salvaguardia dei diritti individuali e collettivi dei lavoratori". Lo "stato generale" delle Commissioni Lavoro sulla Richard Ginori precederà il Consiglio comunale aperto che si terrà nei giorni successivi. Il presidente Calò ringrazia "la disponibilità del Presidente della Commissione Lavoro del Comune di Sesto, per aver coordinato unitariamente questo importante appuntamento".

27/01/2012 13.32
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze

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RSU CGIL CISL UIL RICHARD GINORI

COMUNICATO STAMPA

Firenze 26.01.2012.- La Rsu Cgil Cisl Uil di Richard Ginori esprime apprezzamento per quanto emerso dal dibattito di ieri in Consiglio Regionale e soprattutto saluta come un segnale fortemente positivo ed incoraggiante il voto unanime con cui il Consiglio Regionale ha mostrato di comprendere che il futuro industriale di Ginori è un patrimonio di tutta la cittadinanza e le divisioni politiche rischiano solamente di generare ulteriori incertezze per il lavoro e i lavoratori.

Consapevoli che la situazione mantiene tutte le sue criticità e che da questa vertenze se ne possa uscire solamente con una rinnovata solidità finanziaria della compagine societaria e con un piano industriale che indichi gli investimenti e il processo di qualificazione industriale dello stabilimento di Sesto Fiorentino, continueremo a sollecitare l’attenzione e l’unità di intenti di tutti i soggetti coinvolti in questa difficile vicenda per difendere al meglio i lavoratori.

Le RSU CGIL CISL UIL

Consiglio Regionale
Richard&Ginori: crisi finanziaria e azioni di rilancio

L’assessore Simoncini ha risposto in aula a due interrogazioni di Idv e Pdl. Approvata mozione unanime, primo firmatario Carraresi (Udc). Simoncini: “Acuta difficoltà finanziaria, migliore l’andamento di mercato”; Manneschi (Idv) e Nascosti (Pdl): “Soddisfatti per sostegno Regione”

Firenze – La Richard&Ginori è una risorsa per il tessuto produttivo dell’area fiorentina e per la Toscana, è un marchio storico che ha dimostrato la capacità di raggiungere punte di eccellenza a livello mondiale: la Regione sostiene le iniziative intraprese dall’azienda con il Governo nazionale. L’assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini ha risposto in aula a due interrogazioni di Pdl e Idv. L’aula ha successivamente approvato all’unanimità una mozione in merito alla vertenza in atto alla Richard&Ginori.
 
“Corrisponde al vero, come affermano gli interroganti – risponde l’assessore –, che l’azienda sta attraversando da alcuni anni una fase di acuta difficoltà finanziaria, in particolare per la mancanza di liquidità, mentre gli indicatori che riguardano l’andamento di mercato appaiono migliori”. Simoncini ha parlato del sostegno della Regione alla richiesta dell’azienda, accolta dal Governo, di “favorire la rateizzazione del debito con l’erario e di velocizzare l’iter della domanda inoltrata per accedere al fondo di salvataggio per le aziende in crisi”.
 
Marco Manneschi (Idv) si è detto soddisfatto della risposta dell’assessore, della precisa conoscenza del problema e della linea di intervento della Regione. “Il marchio Richard&Ginori – ha detto Manneschi – è un emblema di qualità da mantenere sul territorio ma può rappresentare un elemento di fragilità, in quanto appetibile e possibile oggetto di speculazioni”.
 
Anche il consigliere Nicola Nascosti (Pdl) si è detto soddisfatto della risposta dell’assessore e ha ribadito il valore che l’azienda rappresenta per tutta la Regione. “E’ importante – ha aggiunto – far presente anche il sostegno del Consiglio regionale al Governo per velocizzare il processo di rateizzazione dei debiti con il fisco”.
 
L’aula ha quindi approvato all’unanimità la mozione, primo firmatario Marco Carraresi (Udc), che impegna la Giunta a comunicare al Consiglio in merito alla situazione in cui versa l’azienda e a iniziative in atto e risultati conseguiti. Nella mozione si chiede di “verificare se esistano i presupposti per intervenire al sostegno e alla valorizzazione del patrimonio costituito dal Museo di Doccia anche attraverso ipotesi di acquisto e a vigilare affinché ogni eventuale intervento urbanistico non comprometta il futuro produttivo dell’azienda”.
 
Simoncini ha parlato di un futuro incontro per verificare gli sviluppi degli interventi nazionali e di ricapitalizzazione dell’azienda. Benedetta Bernocchi

 

INCONTRO SULLA CRISI SALA STRACOLMA L’ALTRA SERA A QUERCETO
Assemblea sulla Ginori, ma senza i Cobas

da la Nazione 27/1/12

SESTO si stringe attorno alla Richard Ginori. C’erano più di 150 persone e una sala stracolma mercoledì sera alla Casa del Popolo di Querceto per l’assemblea promossa dalle forze politiche di maggioranza per discutere del futuro dell’azienda simbolo di Sesto. “Ci siamo confrontanti e abbiamo ascoltato i lavoratori, le loro posizioni e le loro preoccupazione”, spiega Camilla Sanquerin, segretario dell’Unione Comunale del Pd, che ha promosso l’assembela asseieme a Idv, Sel, Socialisti e Comunisti Italiani. «Dai lavoratori ci sembra sia emersa l’esigenza di recuperare un’unitò di intenti, per essere più forti nella battaglia a difesa del lavoro», dichiara Sanquerin. 

All’incontro erano presenti i sindacati confederali, ma erano assenti i Cobas, che sono la forza sindacale che pesa di più in Ginori. Un’assenza la loro giustificata dalla richiesta di convocare un consiglio comunale straordinario aperta alla città su Ginori. «Abbiamo rinnovato l’invito ai Cobas a partecipare fino a poche ore prima — prosegue Sanquerin — ma senza avere ascolto. Non capisco perché un luogo di confronto dovrebbe escluderne un altro. Comunque il consiglio comunale straordinario si farà, anche se non so quale valore aggiunto potrà portare alla vicenda».

All’assemblea era presente il presidente della Provincia, Barducci, che ha assicurato che «l’impegno della Provincia continua e si mantiene alto al fine di mettere in campo tutti gli srtumenti e le opportunità di cui si dispone per difendere Ginori, la sua storia, il lavoro di centinaia di famiglie».

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La Regione compra il museo della porcellana vuole salvare la Richard Ginori e 500 lavoratori
In Consiglio il via all’acquisto per 70 milioni. Anche il ministero si fa avanti 

Sandro Bennucci su la Nazione 26/1/2012

LA REGIONE può intervenire direttamente per salvare la Richard Ginori: anche acquistando, per una cifra intorno ai 70 milioni di euro, il famoso «Museo di Doccia». Che rappresenta un unicuum in Italia nel settore manufatturiero: una cattedrale della porcellana.

Poche righe in fondo a una mozione approvata ieri, all’unanimità, dal Consiglio regionale aprono la strada e mettono il governatore Enrico Rossi, nella condizione di avviare l’iter che ha un vero, grande obiettivo: salvare 500 posti di lavoro, tra dipendenti diretti e indotto. Come? Sostenendo l’azienda che sta attraversando un periodo di crisi dovuto principalmente alla carenza di liquidità. Una situazione capace di compromettere l’acquisto delle materie prime e bloccare la produzione.
La Regione Toscana come la vecchia Gepi, che interveniva per salvare imprese decotte? No. Durante il dibattito in aula è stato sottolineato che la Richard Ginori non ha solo attraversato vittoriosamente i secoli (accanto al marchio c’è la data di Fondazione: 1735), ma è fortemente produttiva. La dirigenza sostiene di avere, per il 2012, un protafoglio ordini per quasi 50 milioni di euro.

La mozione, presentata da Marco Carraresi e Giuseppe Del Carlo dell’Udc, ma fatta propria da tutti i gruppi politici, sia di centrosinistra che di centrodestra, impegna la giunta a «verificare se esistano i presupposti per intervenire al sostegno e alla valorizzazione del patromonio Richard Ginori, costituito dal Museo di Doccia, anche attraverso ipotesi di acquisto». Tradotto, significa che il Consiglio regionale dà formalmente l’input a Rossi: «Puoi trattare».
Non è tutto. Sembra che ieri pomeriggio, dopo che le agenzie avevano battuto la notizia del «via libera» alla giunta regionale per un eventuale acquisto, anche il Ministero dei beni culturali avrebbe chiesto informazioni. Con questo non si vuol sostenere che possa scattare una «corsa» fra lo Stato e la Regione per il gioiello della Richard Ginori, ma il segnale è arrivato.

DEL RESTO, pur non facendo nessuna anticipazione, anche l’assessore al lavoro, Gianfranco Simoncini, rispondendo alle interrogazioni del Pdl e dell’Idv, aveva lasciato intendere che la Regione era pronta a fare uno «sforzo straordinario» per la Richard Ginori. Insistendo naturalmente su una priorità: trovare accordi con il governo per accelerare il processo di rateizzazione dei debiti con il fisco e di avviare l’iter per far accedere l’azienda al fondo di salvataggio per le aziende in crisi.
Questo anche per sventare un altro pericolo: la speculazione. Marco Manneschi (Idv): «Il marchio Richard Ginori è un emblema di qualità da mantenere sul territorio, preservandolo da appetiti speculativi».

Nicola Nascosti (Pdl): «Il voto dell’aula ha aperto la strada alla giunta: ora bisogna passare rapidamente ai fatti».
L’assessore Simoncini ha parlato di incontri imminenti, a Firenze e a Roma, per far scattare gli interventi nazionali e per la ricapitalizzazione dell’azienda.

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Ginori, spiragli
Si punta a far rateizzare il debito col fisco

da la Nazione 25/1/2012

IL GOVERNO potrebbe rendersi disponibile ad intervenire sull’Agenzia delle Entrate per favorire una rateizzazione del debito che la Richard Ginori ha nei confronti del fisco e dovuto a vecchie partite risalenti agli inizi degli Anni Duemila, prima che la società fosse acquistata dalla Starfin di Roberto Villa. Una posizione in tal senso è stata comunicata dall’assessore al lavoro della Regione Gianfranco Simoncini ad azienda e sindacati. «È importante – ha dichiarato Simoncini – che il Governo abbia inserito nella sua agenda di lavoro la questione Richard Ginori».

Con queste premesse si prepara stasera l’assemblea pubblica che è in programma alla Casa del Popolo di Querceto, convocata dalle forze politiche sestesi assieme ai lavoratori e ai sindacati di Ginori per discutere del futuro dell’azienda-simbolo di Sesto. L’assemblea, inizialmente convocata per la scorsa settimana era stata rinviata per rispetto al lutto familiare che ha colpito il presidente della Provincia, Andrea Barducci, che stasera sarà presente assieme al sindaco Gianassi. Rifondazione Comunista intanto in Provincia attacca sulla questione dei terreni: «Rimane ancora in sospeso — scrivono in una nota i consiglieri Calò e Verdi chiedono che la Provincia prenda posizione — la paventata speculazione edilizia che incombe sull’area dove insiste lo stabilimento Ginori a Sesto, oggetto da anni di voci e allusioni circa chiusure, dismissioni, delocalizzazioni, ridimensionamenti occupazionali. Su questo piano siamo ancora in attesa che l’Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino, che è titolare del governo sul territorio, chiarisca una volta per tutte se ci sono progetti o intenzioni di natura speculativa sull’area».

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Crisi Richard Ginori
Fondo salva-aziende l’ultima speranza

da la Nazione 20/1/12

REGIONE Toscana e Provincia di Firenze faranno entro brevissimo tempo un intervento a favore del Museo di Doccia, anche se le modalità e tempi devono ancora essere precisati e non sono stati spiegati. Lo ha annunciato l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini nel corso della riunione del tavolo istituzionale con azienda e sindacati convocato per risolvere la crisi finanziaria che attanaglia la Richard Ginori di Sesto e che si è svolto ieri pomeriggio a Firenze. A darne notizia il responsabile della Filtcem Cgil per l’area della Piana, Bernardo Marasco: «Gli impegni che le istituzioni hanno confermato di stare prendendo sono positivi, ma tuttavia restiamo vigili perché ancora non ci sono atti concreti e Ginori continua ad avere un problema finanziario immediato che rischia di pregiudicare anche gli sforzi più generosi».

Nel corso dell’incontro la Regione ha anche fatto sapere di stare sostenendo la richiesta avanzata dall’azienda di ottenere un prestito ponte dal fondo ‘salva-imprese’ del Ministero dello Sviluppo Economico. Durante l’incontro, l’azienda ha invece confermato di stare lavorando per un intervento sul capitale, che potrebbe anche concretizzarsi in un ingresso di nuovi soci, anche in posizione maggioritaria.

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Secondo l´assessore Simoncini i rischi per le aziende toscane spesso non dipendono da una scarsa competitività
Sul baratro Ginori, Beltrame e Rdb "Eppure la colpa non è del lavoro"
"Il problema fondamentale è finanziario, di un accesso al credito sempre più difficile per cui non bastano più neanche le garanzie di Fidi"

da la Repubblica 18/1/12

«OLTRE alla crisi che c´è, spesso le imprese toscane rischiano per motivi che non hanno a che vedere con la loro competitività o la qualità del loro lavoro. Il problema fondamentale è finanziario, di un accesso al credito sempre più difficile per cui non bastano più neanche le garanzie di Fidi Toscana», dice l´assessore all´economia regionale Gianfranco Simoncini che, dopo la conclusione dell´affare Cantieri di Pisa, cita almeno altre tre aziende che non hanno problemi di sostanza ma sono sull´orlo del baratro. Presidiate dai dipendenti che combattono per il posto di lavoro. 

Il caso Richard Ginori è forse il più noto. Dopo la lunga crisi finanziaria la Starfin ha rilevato la storica manifattura di Sesto ma, pur passando da 24 a 42 milioni di fatturato e pur avendo aumentato produzione e ordini e nonostante il marchio di porcellane celebrato nel mondo, annaspa nella mancanza di liquidità. Salvati per miracolo tredicesima e stipendio di dicembre che è slittato al 9 gennaio, l´azienda che è passata da un fido bancario di 10 milioni a uno di 2 o 3, come spiega Simoncini, è a rischio. Il paradosso sta nel fatto che è competitiva ma non può pagare fornitori e lavoratori. Domani, incontro in Regione con istituzioni, Confindustria e sindacati.

A pochi chilometri di distanza, a San Giovanni Valdarno, è in pericolo la Beltrame, 78 lavoratori che rischiano di rimanere sulla strada se la multinazionale vicentina chiuderà, come ha deciso, lo stabilimento dove si producono profilati in acciaio. La crisi della multinazionale dipende ovviamente dalla contrazione del mercato dell´acciaio ma anche dall´esposizione con le banche. Quello che però soprattutto colpisce, e lo rileva anche l´assessore, è che il gruppo in fase di chiusura di vari stabilimenti non tagli i rami secchi ma una fabbrica come quella di San Giovanni che è l´unica capace di fare una produzione di nicchia che con pochi volumi assicura guadagni. «Siamo riusciti - dice Simoncini - a trasformare la cassa integrazione per cessazione di attività in cig per crisi. Così abbiamo un anno di tempo o per convincere la Beltrame a tornare indietro o a trovare un nuovo acquirente». I lavoratori presidiano la fabbrica.

Infine la Rdb di Montepulciano dove 80 dipendenti fanno prefabbricati. Anzi, li facevano. Dal 10 ottobre scorso sono anche loro in presidio permanente. Per difendere la fabbrica che il gruppo Rdb, in crisi esclusivamente finanziaria, ha deciso di chiudere all´interno di una generale ristrutturazione che prevede di eliminare alcuni stabilimenti. Il nuovo acquirente del gruppo ha mantenuto il piano. Nonostante, rivendica Simoncini, lo stabilimento toscano sia l´unico in grado di fare il prodotto finito. La speranza del presidio dei lavoratori.? «Quella a cui puntiamo - è la risposta dell´assessore - O di convincere il proprietario dello stabilimento e ex socio di Rdb a continuare lui l´attività o di trovare un nuovo soggetto industriale». Incontro, la prossima settimana, tra Comune, Provincia di Siena e Regione. (i.c.)

GINORI
Oggi l'asta per la vendita

da la Nazione 18/1/12

E’ UNA DATA che rischia di essere decisiva, e forse fatale, per il destino della Richard Ginori. E’ fissata per oggi la scadenza per la presentazione di offerte per l’acquisto dei terreni su cui insiste lo stabilimento compreso fra viale Pratese a nord, viale Giulio Cesare a est e la ferrovia a sud. Il collego di liquidatori nominato dal Tribunale di Prato dopo la richiesta di messa in liquidazione di Ginori Real Estate, la società immobiliare di cui Richard Ginori 1735 è proprietaria al 50% assieme ad un pool di immobiliaristi pratesi, da cui l’hanno sempre divisa strategie e visioni di fondo, e che è un eredità avvelenata lasciata dalla passata gestione Rinaldini. Ora c’è attesa per conoscere l’esito dell’asta, perché quella di oggi è il terzo tentativo. Finora nessuno si è mostrato interessato ad acquistarlo, tanto che da una base d’asta di partenza di 35 milioni, due anni fa, si è giunta alla cifra di 25,1 milioni di euroe. “Negli ultimi giorni nessun potenziale acquirente si è manifestato”, dicono i bene informati. Presupposti che fanno ritenere che anche l’asta in programma per oggi vada deserta. Un doppio problema: da un lato l’impossibilità a ricavare denaro potrebbe indurre il pool di liquidatori ad avanzare al tribunale di Firenze richieste che potrebbero dimostrarsi fatali per la manifattura e dall’altro il mancato chiarimento sulla proprietà dei terreni rende più difficile e complicato il rapporto di Ginori con gli istituti bancari e l’accesso al credito.

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L’ASSEMBLEA CRESCE LA PREOCCUPAZIONE DEI LAVORATORI
Ginori, timori e ansia
«Salviamo la fabbrica»
Domani un volantinaggio al mercato settimanale

di FRANCO CALAMASSI su la Nazione 13/1/12

C’È COSTERNAZIONE e preoccupazione fra i lavoratori della Richard Ginori: questi i sentimenti emersi ieri durante l’assemblea dei lavoratori che si è svolta in mattinata all’interno dello stabilimento di viale Giulio Cesare. Nel corso dell’assemblea i delegati di base hanno informato i lavoratori sugli ultimi sviluppi della crisi aziendale. Richard Ginori è alle prese con una grave crisi di liquidità, che ha comportato ritardi nel pagamento degli stipendi di dicembre e problemi con i fornitori, e che rischia di avere ripercussioni sul normale proseguimento dell’attività produttiva di un’azienda che ha fatto registrare una forte impennata nel fatturato e negli ordinativi.

L’ASSEMBLEA dei lavoratori ha fatto appello alle istituzioni, chiedendo a tutti i soggetti in campo di dimostrare con fatti concreti il loro interessamento, «senza altri scopi se non quello della salvaguardia dello stabilimento di Sesto Fiorentino». Al termine dell’assemblea è stato anche deciso che i lavoratori della Ginori si impegneranno a portare all’attenzione di tutti, in particolar modo dei cittadini, la reale situazione della Richard Ginori e le cause che l’hanno determinata. Per questo motivo i delegati sindacali insieme ai lavoratori effettueranno domani un volantinaggio nel centro di Sesto Fiorentino e durante il mercato settimanale.

«E’ ORMAI chiaro che le responsabilità dell’attuale situazione è imputabile non solo alle banche come fino ad oggi dichiarato dall’azienda ma a una situazione, in particolare per quanto riguarda la vicenda dei terreni, che Richard Ginori ha trascinato fino ad oggi, ritrovandosi in una situazione drammatica che può mettere addirittura a rischio la continuità dell’Azienda e il futuro dei lavoratori – dichiara Giovanni Nencini dei Cobas – Nella controversia che oppone Richard Ginori a Trigono (immobiliaristi) per la destinazione dei terreni l’Azienda è stata condannata in primo grado ad un cospicuo risarcimento. Sono quindi evidenti le ragioni e le difficoltà di Richard Ginori all’accesso al credito: una situazione opaca e per niente chiara, unita alla scarsa credibilità dell’attuale gruppo dirigente, sono un serio ostacolo per ottenere finanziamenti da parte del sistema bancario».

BERNARDO Marasco, responsabile della Filtcem Cgil per la zona di Sesto Fiorentino, annuncia che il tavolo istituzionale promosso dalla Regione è stato nuovamente convocato per il 19 gennaio: «Si tratta di un segnale positivo ed è il segno che tutte le parti in campo sono impegnate a trovare una soluzione alle difficoltà dell’azienda, sia nell’immediato che più a lungo termine. Difficile però per il momento dire quale sbocco questo impegno potrà produrre».

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DA IERI POMERIGGIO IL GAZEBO DEI CONFEDERALI. VISITA DEL RESPONSABILE DIOCESANO DEL LAVORO, DON MOMIGLI

Stipendi pagati alla Ginori. 
E arriva la solidarietà della curia

da la Nazione 10/1/12

STIPENDI pagati alla Richard Ginori. Se per il momento si allenta la tensione, restano sul tavolo, invariate e anzi aggravate, le condizioni che hanno portato l’azienda sull’orlo dell’insolvenza. La storica manifattura di porcellane sta attraversando una gravissima crisi di liquidità e per il momento alla buona notizia del pagamento degli stipendi, così come era stato annunciato dall’azienda, non se ne sono aggiunte altre, in arrivo dalla Regione, dove è stato istituto un tavolo, o dagli istituti bancari, sollecitati da più parti a dar respiro a un’azienda che ha ottime prospettive. 

Da ieri pomeriggio davanti all’ingresso dello stabilimento di via Giulio Cesare c’è un gazebo di Cgil, Cisl e Uil per incontrare la cittadinanza e far conoscere la situazione difficile che sta vivendo l’azienda-simbolo di Sesto. Ieri le rappresentanze sindacali hanno ricevuto la visita, la solidarietà e l’appoggio di don Momigli. Il responsabile diocesano dei temi del lavoro si è recato nello stabilimento per ascoltare le ultime novità della situazione e portare il saluto dell’arcivescovo Betori. Il gazebo resterà a oltranza. «Gli stipendi sono stati pagati e questa allevia un po’ la sofferenza dei lavoratori - dichiara Bernardo Marasco, responsabile di zona della Filcem Cgil di Firenze – ma questo non risolve la situazione. Attendiamo soluzioni, che si tratti dell’ingresso di nuovi soci che ricapitalizzino l’azienda o di ristabilire un rapporto di fiducia con le banche».

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OGGI SARANNO PAGATI GLI STIPENDI DI DICEMBRE

Ginori, arriva la busta paga Ma resta la crisi di liquidità

Si attendono risultati dal tavolo aperto dalla Regione. Resta tutto da sciogliere il nodo dell’impegno del sistema creditizio

da la Nazione 9/1/12

 SARANNO pagati con valuta in data di oggi gli stipendi di dicembre ai lavoratori della Richard Ginori di Sesto Fiorentino. Quattrocento le persone interessate. A confermare lo sblocco degli stipendi arretrati è la stessa società che produce porcellane e che alcune settimane ha annunciato di trovarsi a fare i conti con una grave crisi di liquidità che ne mette a repentaglio la stessa sopravvivenza. Il pagamento degli stipendi di dicembre non risolve la situazione, ma la rinvia di poche settimane, forse solo di giorni. La Regione Toscana ha attivato uno specifico tavolo che per il momento non ha prodotto i risultati sperati.
Al motto di “Diamo credito al lavoro”, da oggi prende il via anche la mobilitazione dei sindacati confederali, con Cgil, Cisl e Uil che apriranno un gazebo nei pressi dei cancelli dell’azienda di viale Giulio Cesare. Ogni pomeriggio a partire dalle 17,30 incontreranno la cittadinanza, le istituzioni e le forze politiche per spiegare il momento che sta vivendo Ginori.

«FINORA e alla luce dei fatti l’impegno del sistema creditizio — afferma Bernardo Marasco, segretario della Filctem Cgil — più volte annunciato in sede istituzionale, per la Richard Ginori si è arrestato». «I motivi di questa assenza di risposta del sistema creditizio non sono al momento chiari. In questo contesto possiamo solo ipotizzare interessi sul terreno o sulla proprietà dell’azienda», aggiunge Mauro Fuso, segretario Generale della Cgil di Firenze. Si parla anche di possibili nuovi azionisti: «Qualora le nostre preoccupazioni sull’assetto societario venissero confermate, l’azione del sindacato tutto e della Cgil in particolare dovrà verificare la credibilità degli azionisti attuali o nuovi e del necessario piano industriale», concludono Marasco e Fuso. La mobilitazione dei sindacati confederali è stata preceduta giovedì scorso dal presidio, con sciopero di un’ora, messo in atto dai Cobas, appoggiati da Rifondazione in Provincia, che mantengono una posizione critica nei confronti dell’azienda, accusata in pratica di sfruttare le difficoltà finanziarie con lo scopo di un ridimensionamento occupazionale.

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CGIL  FILCTEM CGIL FIRENZE

NOTA  STAMPA

RICHARD GINORI: “SI E' ARRESTATO L'IMPEGNO DEL SISTEMA CREDITIZIO” “AL MOMENTO POSSIAMO SOLO IPOTIZZARE INTERESSI SUL TERRENO O SULLA PROPRIETA' DELL'AZIENDA”

Firenze 04.01.2012 “A tutt’oggi e alla luce dei fatti l’impegno del sistema creditizio, più volte annunciato in sede istituzionale, per la  Richard Ginori si è arrestato”, rende noto  Bernardo Marasco Segretario della Filctem Cgil di Firenze

“I motivi di questa assenza di risposta del sistema creditizio non sono al momento chiari. In questo contesto possiamo solo ipotizzare interessi sul terreno o sulla proprietà dell’azienda”, commenta Mauro Fuso Segretario Generale della Cgil di Firenze.

Come più volte denunciato, tutto ciò potrebbe determinare con sempre maggior probabilità la cessazione dell’attività produttiva e la messa in liquidazione dell’azienda.

“In questo quadro negativo la Cgil richiede alla Richard Ginori il rispetto degli obblighi e, primo fra tutti, il pagamento degli stipendi dei lavoratori. Qualora le nostre preoccupazioni sull’assetto societario venissero confermate, l’azione del sindacato tutto e della Cgil in particolare dovrà verificare la credibilità degli azionisti attuali o nuovi e del necessario piano industriale”, proseguono Marasco e Fuso.

Il futuro dello stabilimento di Sesto Fiorentino, i suoi livelli occupazionali, le eccellenze che lo caratterizzano, richiedono in questa vicenda un impegno straordinario affinché si arrivi ad una soluzione positiva.

“A questo scopo continua la mobilitazione del sindacato di fronte ai cancelli dello stabilimento dal prossimo Lunedì 9 Gennaio con un presidio in cui ogni giorno dalle ore 17 30 incontreremo la cittadinanza, le istituzioni e le forze politiche”, conclude Bernardo Marasco.

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UN GAZEBO SARÀ MONTATO VICINO ALL’AZIENDA
Ginori, la guerra continua «Non ci fermeremo mai»

Boom nel fatturato, ma si rischia la messa in liquidazione. «Non vorremmo che dietro la stretta creditizia ci fosse qualcuno interessato ai terreni sui quali sorge lo stabilimento»

da la Nazione 3/1/12

MOVIMENTATA assemblea dei lavoratori di Richard Ginori ieri nello stabilimento di viale Giulio Cesare a Sesto, la prima dopo che è esplosa la crisi di liquidità finanziaria che ha portato l’azienda ad un passo dalla messa in liquidazione, con ritardi nel pagamento degli stipendi di dicembre, che saranno pagati solo la prossima settimana, il 9 gennaio. I sindacati confederali avevano chiesto di incontrare i lavoratori per spiegare gli sviluppi della situazione da Natale fino ad oggi. Da registrare in particolare l’azione della Regione che ha portato all’intervento del Monte dei Paschi di Siena e di un altro istituto di credito per accrescere le linee di credito. «Ma non fermeremo la nostra mobilitazione – hanno assicurato Cgil, Cisl e Uil – e da domani un gazebo sarà installato nei pressi dello stabilimento di viale Giulio Cesare per presidiare l’azienda in maniera continuativa e arrivare a determinare le condizioni per una soluzione strutturale dei problemi finanziari della Richard Ginori».

LA MANIFATTURA di porcellane corre il rischio a parere dei sindacati di esser messa in liquidazione entro poche settimane se non verrà trovata una via d’uscita al blocco del credito e degli affidamenti che la sta strangolando. Una situazione assurda per un’azienda che ha ritrovato produttività, fatto assunzioni e in portafoglio ha ordini per il 2012 per quasi 50 milioni di euro. In Ginori attualmente lavorano 401 persone in Italia, una sessantina all’estero, oltre ad un centinaio di persone dell’indotto. «L’azienda è passata da avere linee di credito per 9,8 milioni di euro nel 2008, quando le cose andavano male, a 1,8 milioni di euro oggi, che le cose hanno ripreso ad andare per il verso giusto: è assurdo – dichiara Umberto Saccone, segretario della Filcem Cgil – Non vorremmo che dietro questa stretta del credito ci fosse l’interesse di qualcuno per i terreni su cui si trova Ginori».

«I LAVORATORI, con sacrifici personali e un nuovo modello organizzativo hanno contribuito a risollevare l’azienda e ora c’é sconcerto nel vedere che questo percorso di risanamento non viene compreso da chi dovrebbe dar credito a questa realtà — dichiara Roberto Aiazzi, segretario della Uilcem — e non si capisce a quale crescita punti lèItalia se non sostiene aziende che hanno triplicato la produzione nel giro di pochi anni».

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