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Comunità Senegalese di Firenze Associazione dei Senegalesi di Prato Camera del Lavoro di Firenze
Circolo SMS RifrediFESTA SENEGALESE
In occasione delle Elezioni Presidenziali del Senegal, la Comunità Senegalesi di Firenze, l'Associazione dei Senegalesi di Prato, la Camera Del Lavoro Metropolitana di Firenze e il Circolo SMS di Rifredi, Vi Invitano alla
SERATA ELETTORALE
Domenica 25 Marzo 2012
dalle 20 alle 23.45
nei locali del
Circolo SMS Rifredi in Via Vittorio Emanuele 303 zona Piazza DalmaziaIn programma:
Collegamenti TV e Radio dal Senegal
Buffet con Specialità Senegalesi
Musica SenegaleseInterverranno alla serata:
Mauro Fuso
, Segretario Generale CGILEraldo Stefani
, Console Onorario del SenegalGiovanna Malgeri
, Presidente Circolo SMSCome arrivare al Circolo SMS Rifredi:
In macchina: seguire le indicazioni per Rifredi/Piazza Dalmazia
In autobus: Linea 2-8-14-20-28
LA CAMPAGNA
Ius soli: 8000 firme
Anche il sindaco
ha preso carta e penna
da la Nazione7/3/12
OTTOMILA firme nella sola provincia di Firenze, quindicimila in Toscana, centotrentamila in tutto il territorio nazionale. Le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dal comitato “L’Italia sono anch’io”, una per il riconoscimento della cittadinanza per i bambini nati in Italia da coppie straniere e l’altra per il diritto di voto amministrativo ai lavoratori immigrati, hanno raccolto un numero di adesioni superiori alle aspettative. I promotori dell’iniziativa (Arci, Cgil e Caritas, solo per citarne alcuni) hanno consegnato la raccolta di firme alla Camera. “Non è stato facile ottenere questi risultati – ha sottolineato Francesca Chiavacci, presidente di Arci Firenze – anche perché l’impegno dei partiti politici non è sempre stato all’altezza”. Anche il sindaco Matteo Renzi nelle scorse settimane ha firmato.
Circa cinquecento stranieri alla
manifestazione per rivendicare il ruolo di lavoratori e il diritto di
cittadinanza
Immigrati, lo sciopero si trasforma "Basta morti
nelle celle della questura"
Si sventola l´immagine
di R´Himi Bassem "Ha il collo rotto e un buco sulla nuca vogliamo
chiarezza"
Ricevuta in prefettura una delegazione con la lettera che
chiede la chiusura delle camere di sicurezza
MAURIZIO BOLOGNI su la Repubblica 2/3/12
la foto del volto di R´Himi Bassem, ormai cadavere, sventolata dalle mani di decine di manifestanti. Ha gli occhi chiusi, una ferita sul naso e una sulla fronte indicate da alcune frecce segnate con la biro. Sulla foto si legge una scritta: «Morto in questura dicono senza percosse. Secondo voi? Collo rotto e buco sulla nuca! Vogliamo chiarezza!!» Dietro lo striscione nero «Basta morti in questura» decine di ragazzi africani urlano: «Vergogna, vergogna, assassini, assassini».
Il grido diventa assordante sotto la prefettura. E in questo modo la manifestazione per rivendicare il ruolo di lavoratori degli immigrati, il diritto di cittadinanza, il no al razzismo, diventa un momento di protesta e di forte rivendicazione dopo le due morti di giovani africani in appena un mese nelle camere di sicurezza della questura.
Sono in cinquecento, con una forte presenza di cittadini africani, quando il corteo parte da piazza Santissima Annunziata. Qualcuno ritiene invadenti i simboli del Pd. «Non è la tua manifestazione» urla. Finisce qui, col Pd che chiuderà il corteo dietro la Cgil, i Comunisti, Emergency. Non c´è mai tensione vera. Rabbia, semmai, sotto la prefettura.
Tra la folla sventola anche la foto dell´altro ragazzo africano morto in questura. Una delegazione è ricevuta a Palazzo Medici Riccardi, porta una lettera al prefetto e si trattiene a lungo. «Quella lettera contiene la richiesta di chiusura immediata delle camere di sicurezza come luoghi di detenzione, chiede chiarezza sulle morti in questura e sul pestaggio di tre cittadini somali l´altra sera» spiega al megafono il leader del movimento di Lotta per la casa Lorenzo Bargellini. Intanto il corteo si è spezzato in due, una parte attende che la delegazione ridiscenda dal Palazzo mentre gli altri hanno raggiunto piazza Santa Maria Novella.
«Un giorno senza di noi» recita un altro striscione, che riporta sul tema del giorno. E ce ne sono diversi: «Immigrazione non è un reato», «Contro il razzismo diritti per tutte/i», «Diritto di cittadinanza per i bambini nati in Italia», «Nessuna/o è clandestina/o. Accoglienza a profughi e migranti». Ma è uno sprazzo: «Marocchino senza diritti. Due marocchini morti e nessuno ne parla» è il lei motiv a cui riporta un altro slogan. Lo conferma la chiusura della manifestazione in piazza Santa Maria Novella, quando ormai sono quasi le sette di sera. Sul palco sale il fratello di R´Himi Bassem. Torna a mostrare la foto del volto del fratello morto. «Dicono che è morte naturale. Giudicate voi. Vogliamo una risposta e una nuova autopsia».
Car* tutt*,
il 1° Marzo ormai da qualche anno è una giornata di mobilitazione a livello internazionale per sottolineare l’importanza del contributo e del ruolo che svolgono gli immigrati nella nostra società e nella nostra economia e per reclamare una effettiva parità di diritti, oggi negati ad una parte così rilevante della nostra comunità.
Questo appuntamento viene dopo i tragici fatti di dicembre, l'omicidio dei due cittadini senegalesi, a cui la città di Firenze ha dato una forte e unitaria risposta con la grande manifestazione antirazzista del 17 dicembre.
Il 1° marzo è una importante occasione per ritrovarsi di nuovo insieme perchè l’impegno contro il razzismo non può manifestarsi solo in occasione di fatti così tragici: occorre un impegno costante a sostegno della battaglia per l’estensione dei diritti fondamentali di cittadinanza.
La CGIL aderisce e partecipa alla manifestazione che si svolgerà nel pomeriggio di giovedì 1° marzo a Firenze con concentramento alle ore 16 in Piazza SS.Annunziata e si concluderà alle ore 18 in P.za SM Novella.
Invitiamo le strutture a dare la massima diffusione del comunicato e a garantire un'adeguata visibilità della nostra Organizzazione.
Cordialmente,
per la Segreteria della CdLM
Carla Bonora
La pensione dei migranti
Un film racconta come la Bossi Fini ingoia i diritti
GAIA RAU su la Repubblica 11/2/2012
Miraggio pensione. Nell' epoca in cui l' Italia a posto fisso non si rassegna di fronte all' allungamento più o meno indefinito dell' età del riposo, e quella dei precari si domanda se quel tempo arriverà mai, esiste un' altra categoria per cui la situazione è, se possibile, ancora più complicata. I migranti. Coloro che, qui da noi, hanno lavorato e versato contributi per anni, ma al momento di rientrare nel Paese d' origine si ritrovano, spesso e volentieri, con in mano un pugno di mosche. Della loro odissea si parla oggi all' Audiorium di Sant' Apollonia (dalle 17.30. Ingresso libero) dove Fondazione Sistema Toscana organizza un dibattito dal titolo "Che fine ha fatto il contributo pensione dei lavoratori immigrati?" con, fra gli altri, il presidente di Fst Claudio Giua, la sindacalista della Cgil Simona Fabiani, Mercedes Frias, Pape Diew e Udo Enwereuzor. Segue la proiezione di Ben Kross, lungometraggio girato a Firenze dal regista nigeriano Fide Dayo per la piccola Fibeku Productions che racconta le vicissitudini di un operaio africano nella giungla della peggiore burocrazia italiana.
Presentatosi all' ufficio pensioni per ottenere la liquidazione dei contributi versati, Ben scopre che un errore nella data di nascita sui suoi documenti glielo impedisce: costretto a tornare in Nigeria per cercare gli originali, cadrà vittima di una serie di disavventure fino al licenziamento e a un epilogo drammatico. «Avevo deciso di ispirarmi alla mia esperienza di lavoratore immigrato - racconta Fide Dayo, nome d' arte di Fidelis Ekundayo, compositore e autore di video musicali oltre che regista, da molti anni residente a Firenze dove ha creato, fra l' altro, il primo gruppo di teatro nero della città - Col tempo, però, mi sono reso conto che la pensione sta diventando un incubo per tutti, non solo per gli stranieri, e che le domande che mi facevo io erano le stesse di tutti gli italiani».
Le riprese, iniziate nell' estate del 2010, sono durate undici mesi. Più che low cost il budget (circa 20 mila euro) grazie alla presenza di tanti volontari - dagli attori, rigorosamente non professionisti, ai tecnici-e alle location messe a disposizione gratuitamente. In un bar fiorentino sono state girate alcune scene ambientate, in realtà, in Africa: «Volevo raccontare una storia parallela a quella di Ben: quella di un italiano che si è trasferito in Nigeria, dove ha aperto un locale e dove, dopo tanti anni, viene insignito di un titolo importante, una sorta di "capo tribù". In Africa le porte sono molto più aperte che qui». Ma perché per un cittadino straniero riscuotere la pensione è così difficile?
«Prima della Bossi Fini - spiega Fabiani della Cgil - gli immigrati che non riuscivano a percepire la pensione in Italia, perché rientravano nel Paese d' origine prima di raggiungere i contributi necessari, avevano diritto a riavere indietro quanto versato fino a quel momento con una maggiorazione del 5%. La norma del governo Berlusconi ha abrogato questo diritto, e oggi se il lavoratore rientra nel sistema retributivo misto ha diritto alla pensione solo se ha versato almeno vent' anni di contributi, altrimenti perde tutto. «Le cose - spiega poi la sindacalista - possono cambiare grazie ad accordi di reciprocità tra l' Italia e gli altri Paesi, ma purtroppo sono rarissimi».
Un problema che si va ad aggiungere ai tanti che i migranti affrontano ogni giorno, «acuiti in tempi di crisi perché, a differenza degli italiani, non possono contare su reti di solidarietà e ammortizzatori familiari». Il più grande, resta il permesso di soggiorno: «Stiamo portando avanti una battaglia per ottenerne l' allungamento da sei mesi a un anno in modo che chi ha perso il lavoro e non riesce a trovarne un altro non rischi la clandestinità. Rimane poi aperta la questione della tassa sul permesso: Monti aveva promesso di abolire l' aumento deciso da Berlusconi, ma ancora non è successo».
Permessi di soggiorno
Sit-in alla prefettura contro la sovrattassa
da la Nazione 10/2/12
«UN provvedimento che colpisce i più deboli: va rivisto e rimodulato. Il governo passi dalle parole ai fatti». Questa l’accusa dei sindacati contro la sovrattassa sui permessi di soggiorno. Oggi Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio con sit in davanti alla prefettura, in via Cavour, dalle 11 a mezzogiorno. Aderisce anche il Pd metropolitano. Da fine gennaio infatti occorrono da 80 a 200 euro in più per ogni immigrato per il rinnovo dei permessi o delle carte di soggiorno. «La sovrattassa non è accettabile. E il governo intervenga sulla durata del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro» dicono i sindacati.
La Commissione, presieduta da Caterina Bini (Pd), si è espressa a maggioranza, con il voto contrario di Pdl e gruppo Misto
10/02/2012
Firenze – La commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale, presieduta da Caterina Bini (Pd), chiamata a esprimere un parere secondario sul Piano integrato per le politiche sull’immigrazione 2012-2015 ha espresso, a maggioranza, voto favorevole. Hanno votato contro i gruppi Pdl e Misto. Il Piano, che rappresenta la prima esperienza di pianificazione regionale in materia, punta a realizzare un modello di interculturalità. Tutti gli interventi mirano alla rimozione delle difficoltà attraverso corsi per l’insegnamento della lingua italiana, sportelli informativi, lotta contro le discriminazioni e il riconoscimento dei diritti politici agli immigrati. Il consigliere Ivan Ferrucci (Pd) ha sottolineato la necessità di riflettere sulla questione dei ricongiungimenti familiari come strumento per facilitare i processi di integrazione. Marco Taradash (Pdl) ha criticato l’impianto del Piano, lamentando la scarsa attenzione dedicata ai temi dell’immigrazione clandestina e alle implicazioni sociali che ne derivano. Marina Staccioli (Misto) ha chiesto che accanto ai corsi di lingua italiana si prevedano anche corsi di educazione civica. Luca Martinelli
Il decreto era stato firmato mesi fa da Maroni e
Tremonti e diventa operativo dal prossimo 30 gennaio
Super tassa per 225mila migranti in Toscana
Solo per i permessi di lungo periodo previsto un
esborso di 14 milioni di euro in più
Per chi rimane meno di tre mesi il
contributo è di 80 euro, che salgono a cento per chi sta in Italia tra uno e
due anni e arrivano a duecento per chi supera questo termine
GERARDO ADINOLFI su la Repubblica 4/1/12
Una nuova tassa nazionale, che varia dagli 80 ai 200 euro, e che dovrà essere pagata dagli immigrati ogni volta che chiederanno il rilascio, o il rinnovo, del permesso di soggiorno. E´ stata già soprannominata la «tassa dei poveri» il nuovo contributo che in Toscana colpirà, secondo i dati del Ministero dell´Interno, circa 225mila migranti. Una gabella già prevista dalla legge sulla sicurezza del 2009, e rimasta, fino ad oggi, solo sulla carta. Ma un decreto firmato a ottobre 2011 dagli allora ministri dell´Interno Roberto Maroni e dell´Economia Giulio Tremonti, e pubblicato il 31 dicembre 2011 sulla Gazzetta Ufficiale, rende operativo il contributo a partire dal 30 gennaio prossimo. Con lo Stato che riscuoterà, calcolando solo i costi burocratici per il rilascio che dovranno affrontare gli 80mila immigrati appartenenti all´ultima fascia, quasi 20 milioni di euro, 14 in più rispetto ai ricavi previsti dalla legge attualmente in vigore.
Secondo il rapporto Caritas/Migrantes 2011 sono quasi 399 mila gli immigrati regolarmente soggiornanti sul territorio regionale, ossia il 10% della popolazione. Nella sola Toscana i permessi di soggiorno rilasciati, il 50% per motivi di ricongiungimento familiare e l´altra metà per lavoro o studio, sono 251mila. Di questi il 42,6%, pari a 106.926 persone, ha un permesso di soggiorno di durata limitata e sottoposto al rinnovo. «E con la nuova legge - spiega Yolanda Alvarado, copresidente di Anolf Toscana - ai costi del permesso elettronico (27,50 euro) e alle spese per l´assicurata postale (30 euro) bisognerà aggiungere la nuova tassa». Ottanta euro in più dovranno essere pagati per i permessi di soggiorno di durata superiore ai tre mesi e inferiore ad un anno. Cento euro per il rilascio e il rinnovo di permessi da uno a due anni e duecento euro per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo.
Saranno esenti i minori di 18 anni, i richiedenti asilo, i rifugiati per motivi umanitari e coloro che entrano in Italia per ricevere cure mediche nonché i loro accompagnatori. «E´ un´altra tassa che incide sulle persone che hanno meno possibilità di spesa e meno reddito - ha affermato l´assessore regionale al welfare Salvatore Allocca - ed è un altro elemento che ci spinge lontano dai criteri di equità che vengono sbandierati». «Quest´ultimo colpo di coda dell´ex governo Berlusconi non ci voleva - racconta Yolanda Alvarado - soprattutto considerando gli obiettivi a cui saranno destinati». Secondo il decreto il 50% dei ricavi andrà a sovvenzionare un "Fondo rimpatri" per finanziare le spese connesse al rimpatrio dei cittadini stranieri irregolari. «Solo una piccola percentuale - fa notare Alvarado - servirà per l´Attuazione del regolamento per l´accordo di integrazione». «Questa tassa sulla pelle degli immigrati - conclude l´Idv Toscana - servirà a colpire la spinta positiva all´inclusione, all´integrazione e alla legalità che in Toscana già c´è da tanti anni».