Home stampa la pagina

Indice argomenti e foto


Per stampare una parte della pagina (per es. un solo articolo) occorre: 1) evidenziare la parte da stampare;
2) Aprire il menù FILE e poi quello STAMPA; 3) scegliere SELEZIONE nella casella INTERVALLO DI STAMPA

 

altri articoli 2011

SINDACATO LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONE

COMUNICATO STAMPA

PALESTRA STADIO: LE BUGIE DELL'ENDAS

Con stupore leggiamo quanto la delegazione ENDAS dichiara alla stampa: bugie colossali.

I fatti sono noti: fino al arrivo dell'ENDAS nel 2009 la palestra Stadio godeva di ottima salute e tutti erano soddisfatti: clienti, lavoratori, collaboratori.

Come l'ENDAS ha messo piede nella palestra Stadio, sono cominciati i problemi per tutti, soci compresi: cassa integrazione, licenziamenti, ritardi nei pagamenti, lavori fatti in ritardo e quelli significativi non fatti, evidente insoddisfazione da parte di molti clienti storici, fino alle minacce a chi ha scioperato.

Ora questi personaggi di un altro mondo, ci spiegano che non hanno pagato l'affitto previsto, ma bontà loro lo pagheranno; non hanno fatto tutti i lavori, ma bontà loro hanno sostituito ben due tapis roulant con altrettanti usati e comprati a rate (senza i quali non esiste la palestra), e presto faranno i lavori al condizionamento, ma non nell'intera palestra come previsto dalla convenzione originaria, ma solo per gli spogliatoi al primo piano interrato, e senza dire né come né quando.

Tradotto, questa presunta società sportiva, in due anni non ha fatto quasi niente di quel che doveva fare, salvo una tinteggiatura dei locali e un paio di accessori, peraltro pagati la cifra astronomica di 58.000 euro più IVA.

Ma non basta: per giustificare l'ingiustificabile dichiarano, senza peraltro dimostrarlo, che hanno licenziato una lavoratrice perché ben 3 anni fa si è aumentata lo stipendio.

Ovviamente è tutto falso.... Ma si dimenticano di dire che hanno già comunicato che, siccome l'altra dipendente non possono licenziarla dato che è in maternità, aspettano il suo rientro per licenziarla: quali motivi saranno portati questa volta? Che non doveva avere i capelli lunghi? Oppure che all'ENDAS chi fa figli viene buttato fuori?

Ovviamente, l'ENDAS passa sopra al fatto che molti collaboratori sono stati mandati via, sostituiti da ingegneri (!!!).

Lanciano accuse di scarso impegno a collaboratori che difficilmente sono in grado di dimostrare, visto che la rarissima presenza dei responsabili dell'ENDAS in palestra ha coinciso sempre con l'assenza degli stessi collaboratori e dipendenti che oggi vengono accusati ingiustamente di mille nefandezze.

I dirigenti dell'ENDAS ignorano che tra i doveri di chi partecipava al bando c'era quello di verificare tutto, compresi gli stipendi dei lavoratori? E che se non l'hanno fatto, ciò significa che oltre che ignorare, sono anche incompetenti?

Oppure sono furbi?

Hanno risparmiato gli interessi dei mancati pagamenti dovuti al comune (cioè: soldi della collettività), hanno ritardato di due anni lavori che dovevano essere fatti da subito, hanno messo in cig al 50% lavoratrici, poi licenziate, dopo che per 14 anni hanno lavorato nella palestra senza mai nessun problema.

In tutto si tratta di decine di migliaia di euro della collettività che l'ENDAS si è tenuta gelosamente in tasca.

Infine, la ciliegina sulla torta: nella lettera che hanno mandato ai giornali, dichiarano che hanno fatto 8 incontri con il sindacato.

Si dà il caso che il sindacato in questione sia lo scrivente e di incontri ne abbiamo fatti due nel 2011: il primo ci è servito per comunicare formalmente all'ENDAS la loro incapacità di gestire la palestra e che la soluzione ottimale per tutti (comune compreso) era il loro ritiro dalla gestione; il secondo incontro è stato per fare l'accordo per la cassa integrazione.

Da quel punto il silenzio è stato tombale, nonostante le nostre richieste di incontro avanzate formalmente il 24 febbraio e il 4 marzo 2012.

Un sacco di bugie, di furberie, di raggiri, che costano alla collettività decine di migliaia di euro e che hanno determinato la perdita di troppi posti di lavoro tra dipendenti e collaboratori.

Per questo siamo stati presenti al consiglio comunale di oggi, lunedì 7 maggio, per capire cosa intende fare il Comune in questa difficile vertenza.

Purtroppo, le parole dell'assessore non ci hanno tranquillizzato, visto che evidenziano la sostanziale inadempienza dell'ENDAS sotto tutti i profili, economico e occupazionale, ma senza che ne derivi conseguenza alcuna.

Anche i pagamenti che il Comune ha accettato di rateizzare, mostrano uno stato dei pagamenti con un debito di quasi 60.000 euro; e anche l'impegno che l'assessore ha profuso per la difesa dei posti di lavoro, non ha sortito alcunché, visto che l'unica dipendente non licenziata è tutelata dalla legge e non dall'azione del Comune.

Abbiamo invece apprezzato l'impegno dichiarato dall'assessore a continuare a seguire la situazione: per questo gli abbiamo chiesto un incontro per vedere di risolvere i molti problemi che si vivono nella palestra stadio.

SLC/CGIL continuerà la sua battaglia a difesa di una struttura pubblica che fino all'arrivo di questi personaggi ha dato tanto al quartiere, e difenderà i lavoratori contro gli attacchi incivili che subiscono da troppo tempo.

Firenze, 7 maggio 2012

L’ENDAS REPLICA

Palestra dello stadio

‘Rispettato il contratto’

da La Nazione 5/5/12

“ABBIAMO rispettato in pieno il contratto, stipulato col Comune di Firenze, per la gestione della palestra stadio”. Ci tiene a mettere i puntini sulle ‘i’ Stefano De Luca, presidente dell’Endas, società che nelle scorse settimane è stata al centro di polemiche. De Luca rimanda al mittente tutte le accuse. “Quando ci è stata consegnata, la struttura versava in pessime condizioni”, attacca De Luca. Che aggiunge: “Abbiamo fatto moltissimi interventi: dalla ristrutturazione degli spogliatoi e dell’ingresso alla manutenzione straordinaria dell’impianto di termoventilazione. Abbiamo presentato un piano per installare i condizionatori”. Quanto al debito col Comune, De Luca ribadisce che “sarà saldato al più presto”. I soci avevano esposto un cartello: “Endas, dove metti i nostri soldi?”. “Tutto il ricavato serve per gli stipendi, la manutenzione e la sostituzione dei macchinari”. Ultima questione, il licenziamento di alcune dipendenti. “Per un anno siamo riusciti a mantenere il personale – si difende De Luca -. Prima di noi le dipendenti, in accordo con la predente gestione, avevano ottenuto un incredibile aumento in busta paga. Non è possibile che una ragazza al desk solo il pomeriggio prenda 1.200 euro al mese”. e.g.

inizio pagina


Direttore licenziato a La Nazione
La solidarietà di sindacati e partiti

L'editore non avrebbe condiviso l’impostazione scelta da Tedeschini sullo scontro tra Fondazione Mps e sindaco di Siena per il ritardo dei finanziamenti al Comune

dal Corriere Fiorentino 

Mauro Tedeschini non è più il direttore de La Nazione. Andrea Riffeser Monti, l’editore, lo ha licenziato. Il comitato di redazione ne spiega il motivo in un comunicato in cui si parla di «pressioni di una lobby politica e bancaria». L’editore, che ha affidato la guida del giornale a Gabriele Canè, ora vicedirettore del Qn, non avrebbe condiviso l’impostazione scelta da Tedeschini sullo scontro tra la Fondazione Mps, presieduta da Gabriello Mancini, e il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi per il ritardo dei finanziamenti al Comune. «Non me ne sono andato» ha detto Tedeschini all’assemblea della redazione che ha deciso un giorno immediato di sciopero. La decisione, secondo il Cdr, è stata «improvvisa e assolutamente inattesa, assunta da un editore che peraltro si erge a paladino della diffusione della stampa quotidiana tra i giovani» e «offende profondamente l’autonomia e la dignità di tutti i giornalisti». Il Cdr de La Nazione ha deciso altri 5 giorni di sciopero contro il «piano di ristrutturazione che prevede tagli al personale, chiusure di redazioni e uffici di corrispondenza».

«Il licenziamento in tronco del direttore de La Nazione Mario Tedeschini per motivi, a quanto è dato sapere, insopportabili è un fatto grave che mette in discussione l'autonomia dei giornalisti del quotidiano». Lo afferma, in una nota, il segretario della Cgil toscana Alessio Gramolati. «Comprensibile, condivisibile e giusta - aggiunge - la giornata di sciopero decisa dai redattori in difesa della loro autonomia, condizione senza la quale non può essere garantito il diritto costituzionale ad una libera informazione». 

Il segretario toscano dell'Idv e parlamentare Fabio Evangelisti, spiega una nota, intervenendo oggi alla Camera ha sottolineato che la vicenda «costituisce un grave sintomo delle storture che affliggono il nostro sistema informativo. Da quanto si apprende, infatti, le notizie pubblicate da La Nazione sulle vicende interne al Monte dei Paschi di Siena non sarebbero risultate gradite al gruppo di controllo della banca stessa, e sembra dunque che questa abbia premuto con la proprietà del giornale per ottenere la rimozione del direttore». 

I parlamentari del Pd Tea Albini, Manuela Ghizzoni e Michele Ventura annunciano un'interrogazione per conoscere «qual'ora la notizia sia confermata», «quali iniziative il Governo intenda prendere a difesa del pluralismo e della libertà di informazione garantiti dalla Costituzione». Il consigliere regionale del gruppo misto Marina Staccioli esprime solidarietà all'ex direttore e e spiega che questa è «l'ennesima occasione per ribadire la necessità di una stampa plurale e libera» e pertanto annuncia che sull«'idea di una legge regionale sull'editoria si tratta di passare ai fatti». 

Per il consigliere regionale Pdl Marco Taradash se la vicenda fosse confermata allora «dobbiamo prendere atto di come in Toscana si respiri un clima da anni '50 nel quale la libertà di stampa rischia di rimanere una parola vuota». Per l'eurodeputato toscano della Lega Nord Claudio Morganti invece «quando in un Paese viene negata la libertà di informazione si rischia di finire in un regime. La libertà di informazione è evocata dalla Comunità europea e limitarla, in questo caso con il licenziamento, non solo va a ledere la dignità del giornalista, ma incute preoccupazione per il futuro del giornalismo in Toscana».

CGIL TOSCANA

DICHIARAZIONE STAMPA

SCIOPERO QUOTIDIANO 'LA NAZIONE' A SEGUITO LICENZIAMENTO IN TRONCO DIRETTORE TEDESCHINI SOLIDARIETA' E SOSTEGNO GRAMOLATI E CGIL TOSCANA A GIORNALISTI IN SCIOPERO

In relazione allo sciopero del quotidiano “La Nazione” conseguenza del licenziamento in tronco del direttore Tedeschini Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana ha rilasciato la seguente dichiarazione stampa: 

“Il licenziamento in tronco del direttore de La Nazione Mario Tedeschini per motivi, a quanto è dato sapere, insopportabili è un fatto grave che mette in discussione l'autonomia dei giornalisti del quotidiano. Comprensibile, condivisibile e giusta la giornata di sciopero decisa dai redattori in difesa della loro autonomia, condizione senza la quale non può essere garantito il diritto costituzionale  ad una libera informazione. Ai giornalisti e a tutti i lavoratori del giornale vada  il sostegno e la solidarietà attiva mia personale e della Cgil Toscana”. nb

inizio pagina


SINDACATO LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONE

COMUNICATO STAMPA

PALESTRA STADIO/ENDAS: NON SI VERGOGNANO DI NIENTE!!!!

Dopo il riuscitissimo presidio di venerdì 13 aprile davanti alla palestra stadio, in cui si è mostrata chiaramente l'avversione verso l'ENDAS di tutti i soggetti che ruotano intorno alla palestra, ci preme rimarcare la enorme sequela di falsità e bugie – delle quali valuteremo eventuali riflessi penali – dichiarate dai rappresentanti dell'ENDAS.

NON È VERO che le lavoratrici si sono aumentate lo stipendio, visto che in Italia gli stipendi sono definiti dalla contrattazione sindacale e non dallo stato d'animo dei dipendenti.

NON È VERO che l'ENDAS ha ricercato il confronto con il sindacato, visto che non ha mai risposto alle nostre richieste di incontro del 24 febbraio e del 4 marzo us.

NON È VERO che l'ENDAS ha rispettato la convenzione con il comune, visto che, salvo una tinteggiatura di lillà e un paio di bagni, non ha fatto altro, a cominciare dal necessario impianto di condizionamento e dalla riparazione del tetto per impedire che piova dentro l'impianto.

NON È VERO che l'ENDAS paga quanto dovuto al Comune, visto che risulterebbe un debito di 38.000 euro su affitti pregressi, dovuti al Comune e quindi a tutta la città.

NON È VERO che l'ENDAS ha rispettato le norme relative al personale, visto che dal primo istante del loro ingresso, c'è stato un accanimento sistematico verso i diritti dei lavoratori e lavoratrici, siano essi dipendenti che collaboratori, con ritardi nei pagamenti delle prestazioni lavorative, con tentativi di ridurre voci salariali, fino al licenziamento delle lavoratrici e dei collaboratori.

Le bugie hanno le gambe corte e le battute infelici dei dirigenti dell'ENDAS dimostrano quanto sia urgente ripristinare il normale rispetto delle regole e riportare così la palestra ad essere il punto di riferimento per la città, così come è stato negli ultimi 15 anni.

SLC/CGIL, nel ringraziare tutti i partecipanti al presidio a cominciare dal comitato dei soci della palestra e dei consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, continuerà la lotta per le difesa dei posti di lavoro e dei soldi dei contribuenti, di concerto con i soggetti interessati a cominciare dal Comune, a cui chiediamo, come di sua competenza, di applicare e far rispettare il regolamento comunale in tutte le sue parti.

Firenze, 16 aprile 2012

inizio pagina


PALESTRA AL FRANCHI GESTIONE SOTTO ACCUSA
Soci e lavoratori in rivolta
Nardella: «Vigiliamo» 

«LICENZIATA dopo 14 anni di lavoro. Endas società no profit?». Per esternare tutta la sua rabbia Iessica, ormai ex dipendente della palestra stadio, si è trasformata in ‘donna- sandwich’. Attorno a lei si sono stretti moltissimi dei soci del centro fitness. Tutti uniti contro l’Endas che, “con la sua esorbitante offerta di affitto al Comune ha fatto il passo più lungo della gamba”, come accusa Samuele Falossi (Slc-Cgil). Ieri pomeriggio i lavoratori e i soci della storica palestra hanno organizzato un sit-in. “Il Comune tolga l’appalto all’Endas, che sta distruggendo un’attività che ha sempre funzionato a meraviglia”, concordano i soci. ‘’Sono totalmente inaffidabili e incapaci di gestire la palestra’’, rincara Falossi. “La gestione precedente era fantastica. Nessun cassintegrato, pagamenti sempre regolari”, ricorda una collaboratrice. A protestare c’è anche Matteo, l’istruttore a cui è stato pesantemente decurtato l’orario. “Nessuno si è mai lamentato di me. E poi i rappresentanti dell’Endas in palestra non si vedono mai. Se è vero che lavoro male perché non togliermi tutte le ore?”, si chiede il giovane. “Giù le mani da chi lavora: diritti… non privilegi”, recita uno striscione. “Io adesso cambierò palestra – dice una vecchia socia -. Vengo qui da tanto tempo proprio per le persone che ci lavorano. Ma visto che le stanno mandando via mi dirigerò altrove”. “Pensare che il centro fitness nell’ultimo periodo ha visto un incremento del 20% degli abbonamenti”, scuote il capo Iessica, a cui è piovuta tra capo e collo la lettera di licenziamento. Ma nonostante il buon andamento della struttura, l’Endas è indietro di un anno e mezzo col pagamento dell’affitto della struttura al Comune di Firenze. 

“Stiamo vigilando e abbiamo già messo in mora la società per la passività maturata di 38mila euro”, le parole del vicesindaco e assessore allo sport Dario Nardella. “Avremmo preferito – aggiunge il vicesindaco, – affrontare gli eventuali problemi economici e organizzativi ad un tavolo comune. L’abbiamo chiesto alla società prima di procedere a scelte estreme, ma Endas ha proceduto ugualmente al licenziamento, sulla cui legittimità si esprimeranno gli organi preposti”. Elettra Gullè

inizio pagina


ULTIMI GIORNI PER IL NUOVO CORRIERE
La Commissione Lavoro rinnova l'appello a salvare il giornale. L’azienda ha annunciato la liquidazione per il 26 aprile

La Commissione Lavoro della Provincia di Firenze ha incontrato oggi il Cdr e i giornalisti e i poligrafici de il Nuovo Corriere di Firenze nella redazione. "L'incontro - spiega il Presidente della Commissione Andrea Calò - annunciato nel giorno dello sciopero regionale del 30 marzo 2012, è servito a fare il punto sulla vertenza in vista della riunione dell'assemblea dei soci di Editoriale 2000 fissata per il 26 aprile, nel corso della quale la proprietà probabilmente metterà in liquidazione la società".
La Commissione è stata accolta da una redazione a ranghi “ridotti” poiché la metà dei giornalisti e dei poligrafici in forza a Firenze è stata messa forzatamente in ferie. Nonostante la riduzione dell'organico, e la perdita quasi totale delle collaborazioni esterne, il giornale ha comunque continuato ad essere in edicola, assolvendo per quanto è possibile alla sua funzione e al suo ruolo di informazione della città e della provincia di Firenze.
La Commissione ha espresso solidarietà e attenzione ai lavoratori che, nonostante la situazione di forte precarietà, non sono rassegnati alla chiusura, ma esprimono la voglia e la convinzione di continuare l'esperienza giornalistica de il Nuovo Corriere. Da qui il rinnovato appello fatto dai lavoratori e dal Cdr rivolto alle forze imprenditoriali di tutta la regione a intervenire subito con una proposta concreta per salvare il giornale.
Sulla base di questo appello, la Commissione Lavoro si impegna a sostenere in ogni forma gli auspicati interventi di salvataggio e rilancio de il Nuovo Corriere di Firenze, e a vigilare affinché al personale siano garantite tutte le forme di tutela e di sostegno contrattuale e salariale.
Infine, la Commissione Lavoro, in forza dell'auspicata responsabilità sociale da parte dell’azienda, convocherà l’amministratore di Editoriale 2000 per un incontro istituzionale sui temi del lavoro, dell'occupazione e del futuro del giornale.

13/04/2012 15.39
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze

inizio pagina


Palestra Stadio, "No ai licenziamenti"
lavoratori contro la gestione

Un presidio davanti al centro fitness Artemio Franchi. Cinquanta fra istruttori, clienti e rappresentanti della Cgil contestano l'Endas. "Non paga l'affitto al Comune e mandando a casa il personale viola la convenzione"

da la Repubblica

Un presidio di protesta davanti al centro fitness Artemio Franchi di Firenze: è l'iniziativa presa oggi dai lavoratori della palestra, in segno di protesta contro l'attuale gestione dell'Endas. "Sono totalmente inaffidabili - ha detto Samuele Falossi (Slc-Cgil) - e incapaci di gestire la palestra". Al presidio parteciperanno i lavoratori, insieme ad alcuni consiglieri comunali e ai soci, circa 170 in tutto, che hanno inviato una lettera all'Endas sulla questione.

Secondo quanto hanno riferito i rappresentanti dei lavoratori, malgrado un incremento del 20% degli abbonamenti nell'ultimo periodo, Endas sta cercando di ridimensionare la forza lavoro (attualmente tre dipendenti, con una lettera di licenziamento già partita, e 16 collaboratori), e sarebbe indietro col pagamento dell'affitto della struttura al Comune di Firenze. L'impianto è uno di quelli messi in mora da Palazzo Vecchio, che deve ancora avere dall'Endas parte del canone relativo al 2011. "Li abbiamo messi in mora, ci devono ancora 38mila euro - dicono dal Comune - se non pagheranno li iscriveremo a ruolo. In ogni caso agiremo con il massimo rigore".

SINDACATO LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONE

Conferenza Stampa

I fatti che accadono alla Palestra Stadio di Firenze di proprietà comunale, in gestione all’Endas,  hanno dell’incredibile

Attacco sistematico ai diritti dei lavoratori, sia dipendenti che precari, mancato pagamento dei canoni comunali, mancato rispetto dei doveri in termini di adeguamento degli impianti (condizionamento, infrastrutture, tetto, ecc.),licenziamenti individuali sono solo alcuni dei fatti che accadono in questa palestra. In conferenza stampa ne verranno svelati altri che hanno portato i lavoratori a scendere in lotta contro una gestione, quella dell'ENDAS (Delegazione di Firenze SUD), che chiamare vergognosa è un eufemismo.

Domani i lavoratori della Palestra saranno in sciopero e faranno un presidio dalle ore 17 di fronte alla Palestra in Viale Nervi.

La conferenza stampa si terrà domani 13 aprile alle ore 10.30 presso la Camera del Lavoro di Firenze in Borgo dei Greci 3.

SLC FIRENZE

Firenze,giovedì 12 aprile 2012

inizio pagina


NUOVO CORRIERE DI FIRENZE, LA VERTENZA IN PROVINCIA DI FIRENZE
Martedì 20 marzo la Commissione Lavoro si riunirà presso la sede del quotidiano. Oggi la solidarietà del Consiglio provinciale

In apertura del Consiglio provinciale di Firenze di oggi, il Presidente dell'Assemblea di Palazzo Medici Riccardi David Ermini ha inteso manifestare solidarietà ai dipendenti del Nuovo Corriere. I gruppi consiliari, ascoltati i rappresentanti del comitato di redazione, hanno approvato una risoluzione. "La Provincia è stata la prima a muoversi e a venirci incontro", è stato detto dal giornalista Omero Cambi. L'assessore al Lavoro Elisa Simoni ha sottolineato, anche a nome del Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci (in questi giorni fuori Firenze), solidarietà e disponibilità a intervenire.
La Commissione Lavoro della Provincia di Firenze, presieduta da Andrea Calò, si riunirà domani, martedì 20 marzo, proprio presso la sede del 'Nuovo Corriere di Firenze', in via Cimabue, per incontrare i giornalisti, i collaboratori e i poligrafici della testata coinvolta in un pesantissimo piano di ristrutturazione che, spiega Calò, "sembra configurarne la chiusura. Il Nuovo Corriere, nelle sue diverse edizioni, è una preziosa voce della stampa, che garantisce spazio e confronto alle diverse anime del territorio. Non possiamo stare a guardare".
Il consigliere del Gruppo Misto Samuele Baldini, illustrando la risoluzione, ha invitato per parte sua a dare prospettiva a tutta la redazione e ai lavoratori che non ricevono compenso.
Con il documento approvato all'unanimità si invita il Presidente della Giunta provinciale di Firenze a mantenere attenzione sulla situazione creatasi nelle redazioni di Firenze e Arezzo e " a farsi promotore di qualsiasi iniziativa utile a sostenere i lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro, evidenziando la necessità "di far addivenire la proprietà ad un pronunciamento che rilanci e consolidi l'iniziativa imprenditoriale salvaguardando l'occupazione e la qualità editoriale".

19/03/2012 13.54
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze  

GIORNALISTI: SOLIDARIETA' CONSIGLIO FIRENZE A NUOVO CORRIERE

"Piena solidarietà" e "profonda vicinanza" ai lavoratori, poligrafici e giornalisti, del Nuovo Corriere di Firenze da parte del Consiglio comunale. Ad esprimerla è stato il presidente dell'assemblea Eugenio Giani che proprio sulla situazione di crisi del quotidiano ha aperto i lavori del consiglio comunale. "Il Nuovo Corriere - ha detto Giani - è un patrimonio della città, di cui la proprietà deve assolutamente tenere conto. Di fronte al profilarsi di una situazione di riduzione e dimezzamento del personale attualmente impiegato nel giornale, ribadiamo il valore che questa testata ha per la nostra città. Una voce corretta, puntuale e informata che non può venire meno". Giani ha poi spiegato che domani la commissione lavoro di Palazzo Vecchio "comincerà a lavorare con il Comitato di redazione per predisporre un ordine del giorno ad hoc che potrà essere discusso nel consiglio comunale di lunedì prossimo".(ANSA).

inizio pagina


L´editoria
Appello del Nuovo Corriere "Un imprenditore per il rilancio"

da la Repubblica 16/3/12

Cinque giorni di sciopero al Nuovo Corriere di Firenze. E´ questa la risposta dei giornalisti all´annuncio del pesante taglio dell´organico da parte dell´amministratore dell´azienda Michele Polacco. «A metà aprile», spiegano Silvia Pasquini e Omero Cambi del comitato di redazione del quotidiano, «perderemo 8 giornalisti su 18 e 3 poligrafici su 5. Si tratta di riduzioni che porteranno alla morte del giornale, perché rendono impossibile realizzare un prodotto competitivo. Hanno già chiuso le edizioni di Prato, di Lucca e della Versilia e nell´ultimo anno i nostri collaboratori non sono stati pagati per il loro lavoro». Il cdr lancia un appello all´imprenditoria locale perché salvi il giornale. L´Associazione Stampa Toscana si è attivata per avviare una trattativa e coinvolgere le istituzioni e gli enti locali. Il Cdr di Repubblica esprime piena solidarietà ai colleghi del Nuovo Corriere.

SLC CGIL TOSCANA

ASSOCIAZIONE STAMPA TOSCANA

NOTA STAMPA

CAMUSSO INCONTRA RAPPRESENTANTI LAVORATORI NUOVO CORRIERE FIRENZE

Firenze 16.03.2012.- Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, oggi a Firenze per partecipare ad una assemblea pubblica che affrontava il  problema della precarietà e  più in generale il dramma della disoccupazione giovanile, ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori, poligrafici e giornalisti, del Nuovo Corriere di Firenze. Il giornale non era oggi in edicola per il primo dei cinque giorni di sciopero indetti per protestare contro il drastico taglio al personale annunciato per la metà di aprile dall'amministratore dell'azienda editoriale Michele Polacco. La prospettiva immediata è la perdita di 8 giornalisti su 18 e di 3 su 5 poligrafici,  riduzioni che porteranno alla morte del giornale, dal momento che renderebbero impossibile realizzare un prodotto competitivo. Camusso, dopo aver condiviso la preoccupazione per il rischio chiusura del giornale, ha ritenuto che il governo potrebbe e dovrebbe sbloccare i fondi per l'editoria che rappresenterebbero se non la soluzione ai problemi una boccata d'ossigeno per meglio affrontarli per salvaguardare posti di lavoro e pluralismo dell'informazione. nb

inizio pagina


La vertenza
Nuovo Corriere cinque giorni di sciopero

Il Nuovo Corriere di Firenze e il Nuovo Corriere Aretino a rischio chiusura. Lo fa sapere il comitato di redazione, spiegando che l´assemblea dei giornalisti e dei poligrafici ha votato all´unanimità un pacchetto di cinque giorni di sciopero, di cui il primo fissato per il 15 marzo, «se l´azienda non farà subito chiarezza sul futuro dei posti di lavoro e delle edizioni del giornale». Licenziamenti scongiurati, intanto, a TV1: in un incontro presso la Provincia di Arezzo la proprietà ha dato la propria disponibilità a reintegrare nel proprio posto di lavoro i cinque dipendenti attivando per loro la cassa integrazione in deroga.

inizio pagina


DA TRE MESI NIENTE SOLDI
Ippodromi fiorentini
Settanta dipendenti senza stipendio 

di EMANUELE BALDI su la Nazione 9 Marzo 12

Pasticci continui alle Cascine. Sono tempi bui per l’ippica fiorentina e soprattutto per i lavoratori del settore. Al malinconico (e comunque annunciato) declino delle Mulina – l’impianto, che sembra ormai il set abbandonato di un vecchio film, è infatti prossimo alla chiusura definitiva – si aggiungono ora i guai dell’ippodromo del Visarno che in futuro, quando la vecchia struttura gemella verrà dismessa per far spazio a una struttura polivalente con svariati servizi, dovrebbe “accogliere” anche la pista del trotto collocandola “all’interno” del circuito del galoppo. 

Tutto semplice? Non proprio. Se i cantieri infatti sono già a buon punto, la situazione di circa settanta dipendenti del settore pare piuttosto critica: non ricevono lo stipendio da tre mesi. Il motivo è molto semplice. In seguito a un esposto la Procura di Firenze nel dicembre scorso ha disposto il blocco cautelativo dei conti della società Ippodromi Fiorentini, società che gestisce la struttura. Da qui l’impossibilità di pagare gli stipendi di 37 dipendenti, oltre a più di venti di una società partecipata al 100%, la Visarno Service, e di una decina di lavoratori dell’indotto (tra addetti alle scuderie, personale di servizio e addetti alle pulizie. 

Massimiliano, addetto alle piste, è preoccupato: “Da dicembre la situazione è in stallo, adesso sembra che qualcosa si stia sbloccando ma la vicenda resta critica”. Una sensazione che trova conferma nelle parole di Paolo Aglietti, della Slc Cgil, che, pur non nascondendo molte preoccupazioni, parla di “possibili sblocchi di singole risorse” e della “promessa di un tentativo di ricapitalizzazione della società utile a coprire, almeno in parte, le ultime retribuzioni”.

inizio pagina


ASSOSTAMPA TOSCANA

CGIL VALDARNO

CDR TV1  

NOTA STAMPA

TELEVISIONI LOCALI: TV1, L'AZIENDA COMUNICA AL CDR LA DECISIONE DI NON ACCEDERE ALLA CASSA IN DEROGA E DI PROCEDERE ALLA RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO DEL 50% CON TRATTATIVE INDIVIDUALI. POCHE ORE A DISPOSIZIONE DEI SINGOLI PER ACCETTARE O MENO

Firenze 23.02.2012.- Abbiamo incontrato una decina di giorni fa prima i lavoratori e poi, su nostra richiesta, i rappresentanti di TV1 per parlare di crisi e di come uscirne. Ci sono stati presentati dei dati, non drammatici in verità, ma che potevano giustificare un intervento per riportare la situazione in equilibrio. Abbiamo contrapposto alla loro ipotesi di riduzione di orario -50% all'incirca per tutti- procedendo con trattative individuali, la nostra proposta di utilizzare la cassa in deroga -unica possibile per quest'azienda- a rotazione. Siamo usciti dall'incontro con l'assicurazione che l'azienda avrebbe preso in considerazione la proposta. Stamattina la doccia fredda.  Niente cassa in deroga, riduzione d'orario con trattative individuali da svolgere nella mattinata di domani, prendere o lasciare, con risposta da dare nel pomeriggio: questo in sostanza quanto comunicato al CDR. Incomprensibile ed inaccettabile. L'azienda si rifiuta  di salvaguardare, sia pure parzialmente,  le buste paga tutt'altro che ricche – in molti hanno già contratti par time- dei propri dipendenti, accampando non meglio precisate ricadute negative per l'azienda derivanti dall'accesso alla cassa.

Ci ritroveremo a stretto giro in assemblea con i dipendenti di TV1 per decidere le iniziative e le forme di mobilitazione, nel frattempo ci attiveremo per portare a conoscenza dell'opinione pubblica,  delle istituzioni locali e regionali il comportamento, ripeto incomprensibile ed inaccettabile, della proprietà di TV1.  Ci dichiariamo, al contempo,  disponibili ad ogni e qualsiasi incontro che parli di cassa integrazione a patto che non si mettano in atto le trattative individuali per la riduzione dell'orario di lavoro. nb

inizio pagina


«Polistampa licenzia ma ci sono alternative»

da la Nazione 17/2/2012

Oggi lavoratori in assemblea ASSEMBLEA dei lavoratori di Polistampa Snc oggi per decidere iniziative di protesta dopo che l’azienda dell’imprenditore Mauro Pagliai (proprietario anche del Teatro Niccolini) — come sottolineano Marco Del Cimmuto e Angelo Betti per Cgil e Cisl — «ha improvvisamente aperto a fine gennaio una procedura di licenziamento collettivo per sei lavoratori».

«Nel corso delle ultime settimane si sono svolti due incontri con l’azienda — osservano Slc Cgil, Fistel Cisl e le Rsa — che non hanno consentito di raggiungere un’intesa». I sindacati «reputano inaccettabile il comportamento dell’azienda che, nonostante la disponibilità delle organizzazioni sindacali a favorire una maggiore flessibilità operativa degli addetti e a ricorrere allo strumento della Cassa integrazione per fronteggiare la situazione, ha ribadito la volontà di licenziare gli addetti dichiarati in esubero. Una scelta grave — concludono i sindacalisti — che colpisce ingiustificatamente e duramente i lavoratori e le loro famiglie nonostante siano ampiamente disponibili strade alternative».

COMUNICATO STAMPA

A fine gennaio la POLISTAMPA SNC dell’imprenditore Mauro Pagliai ( proprietario anche del Teatro Niccolini di Firenze ) ha improvvisamente aperto una procedura di licenziamento collettivo per 6 lavoratori.

Nel corso delle ultime settimane si sono svolti 2 incontri tra l’Azienda e SLC – CGIL, FISTEL – CISL e le RSA che non hanno consentito di raggiungere un’intesa.

SLC – CGIL e FISTEL – CISL di Firenze reputano inaccettabile il comportamento dell’Azienda che, nonostante la disponibilità delle OO.SS. a favorire una maggiore flessibilità operativa degli addetti ed a ricorrere allo strumento della CIG per fronteggiare la situazione, ha ribadito la volontà di licenziare gli addetti dichiarati in esubero.

Una scelta grave quella della POLISTAMPA che colpisce ingiustificatamente e duramente i lavoratori e le loro famiglie nonostante siano ampiamente disponibili strade alternative.

Venerdì 17 si svolgerà l’assemblea dei lavoratori per decidere le iniziative del caso.

SLC – CGIL                FISTEL - CISL

inizio pagina


IPPODROMI, "DISSEQUESTRARE PER PAGARE DIPENDENTI"
La vicenda degli impianti fiorentini esaminata nel Consiglio provinciale di Firenze

Della vicenda degli Ippodromi Fiorentini - su cui l'assessore ai Rapporti con il Consiglio provinciale Giovanni Di Fede è intervenuto rispondendo a una domanda d'attualità di Rifondazione comunista - l'Assemblea di Palazzo Medici Riccardi si era già occupata nel novembre del 2009. In quel momento l'azienda aveva manifestato l'intenzione di aprire una procedura di mobilità per 18 addetti. La procedura venne poi effettivamente avviata nel corso del successivo mese di dicembre.

La vertenza che ne scaturì venne conclusa con un accordo fra le parti, raggiunto presso il Tavolo procedurale, per una cassa integrazione straordinaria in deroga per 40 addetti con mobilità volontaria, per il periodo 1 aprile-31 dicembre 2011. La cassa è stata successivamente prorogata dall'1 gennaio al 31 dicembre 2012.
Recentemente il Tribunale del riesame ha respinto il ricorso della società riguardo il dissequestro dei beni relativo a quanto disposto dall'autorità giudiziaria in relazione ad un esposto querela, finalizzato al sequestro cautelativo, presentato da un ex socio.

Il blocco dei conti correnti bancari avrebbe comportato la mancata retribuzione degli stipendi dei dipendenti. Risulta infatti che non siano state pagate due mensilità e la tredicesima ai 38 dipendenti diretti, ai 22 della società partecipata al 100 per cento e ai circa 10 lavoratori dell'indotto.
Relativamente al paventato rischio fallimento, esso non dipenderebbe solo dalla vicenda giudiziaria ma anche dalla situazione economica della società che avrebbe visto gli ultimi due esercizi in perdita con una ricapitalizzazione da parte dei soci.
Va ricordato il momento di gravi crisi dell'intero settore ippica (montepremi e risorse in calo del 45 per cento).

I sindacati si sono rivolti al Giudice per il indagini preliminari per chiedere il dissequestro anche parziale. Ferme restando le esigenze cautelari, i sindacati hanno sottolineato la necessità di salvaguardare le spettanze dei lavoratori e l'attività aziendale realizzata, fra l'altro, all'interno di un bene pubblico.
A questo proposito, il Piano di riorganizzazione della società, concordato con il Comune, punta su una nuova infrastrutturazione che prevede: lo spostamento dell'attività di trotto nell'ippodromo del Visarno, avvalendosi di una pista più funzionale (mille metri contro gli attuali 400), collegandosi all'attività del galoppo; la riconsegna dell'Ippodromo delle Mulina al Comune di Firenze.

Tornando all'istanza sindacale nei confronti del Gip, lo stesso ha risposto di non essere l'organo competente, trasferendo la richiesta al Pubblico ministero.
Si resta dunque in attesa del pronunciamento della Procura della Repubblica, che detiene il potere di dissequestro.
Rispetto alla convenzione tra Comune di Firenze e Ippodromi Fiorentini, in data 14 gennaio 2011 è stato sottoscritto l'atto di transazione nel quale è stata prevista la risoluzione del precedente atto sottoscritto il 20 gennaio 2009, di durata ventennale, e l'assegnazione in concessione degli ippodromi per un periodo di 3 anni a decorrere dal primo gennaio del 2011. L'Unità di crisi della Provincia di Firenze non è stata coinvolta nella vicenda.

"E' necessario il dissequestro di una parte dei conti per pagare gli stipendi - ha commentato per Rifondazione Andrea Calò - La Provincia rafforzi la filiera sindacale per una risposta di natura salariale. Non si stia all'angolo da spettatori".

31/01/2012 14.06
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze

inizio pagina