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SINDACATO LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONE
COMUNICATO
STAMPA
PALESTRA
STADIO: LE BUGIE DELL'ENDAS
Con stupore
leggiamo quanto la delegazione ENDAS dichiara alla stampa: bugie colossali.
I fatti sono
noti: fino al arrivo dell'ENDAS nel 2009 la palestra Stadio godeva di ottima
salute e tutti erano soddisfatti: clienti, lavoratori, collaboratori.
Come l'ENDAS ha
messo piede nella palestra Stadio, sono cominciati i problemi per tutti, soci
compresi: cassa integrazione, licenziamenti, ritardi nei pagamenti, lavori fatti
in ritardo e quelli significativi non fatti, evidente insoddisfazione da parte
di molti clienti storici, fino alle minacce a chi ha scioperato.
Ora questi
personaggi di un altro mondo, ci spiegano che non hanno pagato l'affitto
previsto, ma bontà loro lo pagheranno; non hanno fatto tutti i lavori, ma bontà
loro hanno sostituito ben due tapis roulant con altrettanti usati e comprati a
rate (senza i quali non esiste la palestra), e presto faranno i lavori al
condizionamento, ma non nell'intera palestra come previsto dalla convenzione
originaria, ma solo per gli spogliatoi al primo piano interrato, e senza dire né
come né quando.
Tradotto,
questa presunta società sportiva, in due anni non ha fatto quasi niente di quel
che doveva fare, salvo una tinteggiatura dei locali e un paio di accessori,
peraltro pagati la cifra astronomica di 58.000 euro più IVA.
Ma non basta:
per giustificare l'ingiustificabile dichiarano, senza peraltro dimostrarlo, che
hanno licenziato una lavoratrice perché ben 3 anni fa si è aumentata lo
stipendio.
Ovviamente è
tutto falso.... Ma si dimenticano di dire che hanno già comunicato che, siccome
l'altra dipendente non possono licenziarla dato che è in maternità, aspettano
il suo rientro per licenziarla: quali motivi saranno portati questa volta? Che
non doveva avere i capelli lunghi? Oppure che all'ENDAS chi fa figli viene
buttato fuori?
Ovviamente,
l'ENDAS passa sopra al fatto che molti collaboratori sono stati mandati via,
sostituiti da ingegneri (!!!).
Lanciano accuse
di scarso impegno a collaboratori che difficilmente sono in grado di dimostrare,
visto che la rarissima presenza dei responsabili dell'ENDAS in palestra ha
coinciso sempre con l'assenza degli stessi collaboratori e dipendenti che oggi
vengono accusati ingiustamente di mille nefandezze.
I dirigenti
dell'ENDAS ignorano che tra i doveri di chi partecipava al bando c'era quello di
verificare tutto, compresi gli stipendi dei lavoratori? E che se non l'hanno
fatto, ciò significa che oltre che ignorare, sono anche incompetenti?
Oppure sono
furbi?
Hanno
risparmiato gli interessi dei mancati pagamenti dovuti al comune (cioè: soldi
della collettività), hanno ritardato di due anni lavori che dovevano essere
fatti da subito, hanno messo in cig al 50% lavoratrici, poi licenziate, dopo che
per 14 anni hanno lavorato nella palestra senza mai nessun problema.
In tutto si
tratta di decine di migliaia di euro della collettività che l'ENDAS si è
tenuta gelosamente in tasca.
Infine, la
ciliegina sulla torta: nella lettera che hanno mandato ai giornali, dichiarano
che hanno fatto 8 incontri con il sindacato.
Si dà il caso
che il sindacato in questione sia lo scrivente e di incontri ne abbiamo fatti
due nel 2011: il primo ci è servito per comunicare formalmente all'ENDAS la
loro incapacità di gestire la palestra e che la soluzione ottimale per tutti
(comune compreso) era il loro ritiro dalla gestione; il secondo incontro è
stato per fare l'accordo per la cassa integrazione.
Da quel punto
il silenzio è stato tombale, nonostante le nostre richieste di incontro
avanzate formalmente il 24 febbraio e il 4 marzo 2012.
Un sacco di
bugie, di furberie, di raggiri, che costano alla collettività decine di
migliaia di euro e che hanno determinato la perdita di troppi posti di lavoro
tra dipendenti e collaboratori.
Per questo
siamo stati presenti al consiglio comunale di oggi, lunedì 7 maggio, per capire
cosa intende fare il Comune in questa difficile vertenza.
Purtroppo, le
parole dell'assessore non ci hanno tranquillizzato, visto che evidenziano la
sostanziale inadempienza dell'ENDAS sotto tutti i profili, economico e
occupazionale, ma senza che ne derivi conseguenza alcuna.
Anche i
pagamenti che il Comune ha accettato di rateizzare, mostrano uno stato dei
pagamenti con un debito di quasi 60.000 euro; e anche l'impegno che l'assessore
ha profuso per la difesa dei posti di lavoro, non ha sortito alcunché, visto
che l'unica dipendente non licenziata è tutelata dalla legge e non dall'azione
del Comune.
Abbiamo invece
apprezzato l'impegno dichiarato dall'assessore a continuare a seguire la
situazione: per questo gli abbiamo chiesto un incontro per vedere di risolvere i
molti problemi che si vivono nella palestra stadio.
SLC/CGIL
continuerà la sua battaglia a difesa di una struttura pubblica che fino
all'arrivo di questi personaggi ha dato tanto al quartiere, e difenderà i
lavoratori contro gli attacchi incivili che subiscono da troppo tempo.
Firenze, 7 maggio 2012
L’ENDAS REPLICA
Palestra dello stadio
‘Rispettato il contratto’
da La Nazione 5/5/12
“ABBIAMO rispettato in pieno il contratto, stipulato col Comune di Firenze, per la gestione della palestra stadio”. Ci tiene a mettere i puntini sulle ‘i’ Stefano De Luca, presidente dell’Endas, società che nelle scorse settimane è stata al centro di polemiche. De Luca rimanda al mittente tutte le accuse. “Quando ci è stata consegnata, la struttura versava in pessime condizioni”, attacca De Luca. Che aggiunge: “Abbiamo fatto moltissimi interventi: dalla ristrutturazione degli spogliatoi e dell’ingresso alla manutenzione straordinaria dell’impianto di termoventilazione. Abbiamo presentato un piano per installare i condizionatori”. Quanto al debito col Comune, De Luca ribadisce che “sarà saldato al più presto”. I soci avevano esposto un cartello: “Endas, dove metti i nostri soldi?”. “Tutto il ricavato serve per gli stipendi, la manutenzione e la sostituzione dei macchinari”. Ultima questione, il licenziamento di alcune dipendenti. “Per un anno siamo riusciti a mantenere il personale – si difende De Luca -. Prima di noi le dipendenti, in accordo con la predente gestione, avevano ottenuto un incredibile aumento in busta paga. Non è possibile che una ragazza al desk solo il pomeriggio prenda 1.200 euro al mese”. e.g.
dal Corriere Fiorentino
Mauro Tedeschini non è più il direttore de La Nazione. Andrea Riffeser Monti, l’editore, lo ha licenziato. Il comitato di redazione ne spiega il motivo in un comunicato in cui si parla di «pressioni di una lobby politica e bancaria». L’editore, che ha affidato la guida del giornale a Gabriele Canè, ora vicedirettore del Qn, non avrebbe condiviso l’impostazione scelta da Tedeschini sullo scontro tra la Fondazione Mps, presieduta da Gabriello Mancini, e il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi per il ritardo dei finanziamenti al Comune. «Non me ne sono andato» ha detto Tedeschini all’assemblea della redazione che ha deciso un giorno immediato di sciopero. La decisione, secondo il Cdr, è stata «improvvisa e assolutamente inattesa, assunta da un editore che peraltro si erge a paladino della diffusione della stampa quotidiana tra i giovani» e «offende profondamente l’autonomia e la dignità di tutti i giornalisti». Il Cdr de La Nazione ha deciso altri 5 giorni di sciopero contro il «piano di ristrutturazione che prevede tagli al personale, chiusure di redazioni e uffici di corrispondenza».
«Il licenziamento in tronco del direttore de La Nazione Mario Tedeschini per motivi, a quanto è dato sapere, insopportabili è un fatto grave che mette in discussione l'autonomia dei giornalisti del quotidiano». Lo afferma, in una nota, il segretario della Cgil toscana Alessio Gramolati. «Comprensibile, condivisibile e giusta - aggiunge - la giornata di sciopero decisa dai redattori in difesa della loro autonomia, condizione senza la quale non può essere garantito il diritto costituzionale ad una libera informazione».
Il segretario toscano dell'Idv e parlamentare Fabio Evangelisti, spiega una nota, intervenendo oggi alla Camera ha sottolineato che la vicenda «costituisce un grave sintomo delle storture che affliggono il nostro sistema informativo. Da quanto si apprende, infatti, le notizie pubblicate da La Nazione sulle vicende interne al Monte dei Paschi di Siena non sarebbero risultate gradite al gruppo di controllo della banca stessa, e sembra dunque che questa abbia premuto con la proprietà del giornale per ottenere la rimozione del direttore».
I parlamentari del Pd Tea Albini, Manuela Ghizzoni e Michele Ventura annunciano un'interrogazione per conoscere «qual'ora la notizia sia confermata», «quali iniziative il Governo intenda prendere a difesa del pluralismo e della libertà di informazione garantiti dalla Costituzione». Il consigliere regionale del gruppo misto Marina Staccioli esprime solidarietà all'ex direttore e e spiega che questa è «l'ennesima occasione per ribadire la necessità di una stampa plurale e libera» e pertanto annuncia che sull«'idea di una legge regionale sull'editoria si tratta di passare ai fatti».
Per il consigliere regionale Pdl Marco Taradash se la vicenda fosse confermata allora «dobbiamo prendere atto di come in Toscana si respiri un clima da anni '50 nel quale la libertà di stampa rischia di rimanere una parola vuota». Per l'eurodeputato toscano della Lega Nord Claudio Morganti invece «quando in un Paese viene negata la libertà di informazione si rischia di finire in un regime. La libertà di informazione è evocata dalla Comunità europea e limitarla, in questo caso con il licenziamento, non solo va a ledere la dignità del giornalista, ma incute preoccupazione per il futuro del giornalismo in Toscana».
CGIL TOSCANA
DICHIARAZIONE
STAMPA
SCIOPERO QUOTIDIANO 'LA NAZIONE' A SEGUITO
LICENZIAMENTO IN TRONCO DIRETTORE TEDESCHINI SOLIDARIETA' E SOSTEGNO GRAMOLATI E
CGIL TOSCANA A GIORNALISTI IN SCIOPERO
In relazione allo sciopero del quotidiano
“La Nazione” conseguenza del licenziamento in tronco del direttore
Tedeschini Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana ha
rilasciato la seguente dichiarazione stampa:
“Il licenziamento in tronco del direttore de La Nazione Mario Tedeschini per motivi, a quanto è dato sapere, insopportabili è un fatto grave che mette in discussione l'autonomia dei giornalisti del quotidiano. Comprensibile, condivisibile e giusta la giornata di sciopero decisa dai redattori in difesa della loro autonomia, condizione senza la quale non può essere garantito il diritto costituzionale ad una libera informazione. Ai giornalisti e a tutti i lavoratori del giornale vada il sostegno e la solidarietà attiva mia personale e della Cgil Toscana”. nb
SINDACATO
LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONE
COMUNICATO
STAMPA
PALESTRA
STADIO/ENDAS: NON SI VERGOGNANO DI NIENTE!!!!
Dopo
il riuscitissimo presidio di venerdì 13 aprile davanti alla palestra stadio, in
cui si è mostrata chiaramente l'avversione verso l'ENDAS di tutti i soggetti
che ruotano intorno alla palestra, ci preme rimarcare la enorme sequela di
falsità e bugie – delle quali valuteremo eventuali riflessi penali –
dichiarate dai rappresentanti dell'ENDAS.
NON
È VERO che le lavoratrici si sono
aumentate lo stipendio, visto che in Italia gli stipendi sono definiti dalla
contrattazione sindacale e non dallo stato d'animo dei dipendenti.
NON
È VERO che l'ENDAS ha ricercato il
confronto con il sindacato, visto che non ha mai risposto alle nostre richieste
di incontro del 24 febbraio e del 4 marzo us.
NON
È VERO che l'ENDAS ha rispettato la
convenzione con il comune, visto che, salvo una tinteggiatura di lillà e un
paio di bagni, non ha fatto altro, a cominciare dal necessario impianto di
condizionamento e dalla riparazione del tetto per impedire che piova dentro
l'impianto.
NON
È VERO che l'ENDAS paga quanto dovuto
al Comune, visto che risulterebbe un debito di 38.000 euro su affitti pregressi,
dovuti al Comune e quindi a tutta la città.
NON
È VERO che l'ENDAS ha rispettato le
norme relative al personale, visto che dal primo istante del loro ingresso, c'è
stato un accanimento sistematico verso i diritti dei lavoratori e lavoratrici,
siano essi dipendenti che collaboratori, con ritardi nei pagamenti delle
prestazioni lavorative, con tentativi di ridurre voci salariali, fino al
licenziamento delle lavoratrici e dei collaboratori.
Le
bugie hanno le gambe corte e le battute infelici dei dirigenti dell'ENDAS
dimostrano quanto sia urgente ripristinare il normale rispetto delle regole e
riportare così la palestra ad essere il punto di riferimento per la città, così
come è stato negli ultimi 15 anni.
SLC/CGIL,
nel ringraziare tutti i partecipanti al presidio a cominciare dal comitato dei
soci della palestra e dei consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione,
continuerà la lotta per le difesa dei posti di lavoro e dei soldi dei
contribuenti, di concerto con i soggetti interessati a cominciare dal Comune, a
cui chiediamo, come di sua competenza, di applicare e far rispettare il
regolamento comunale in tutte le sue parti.
Firenze,
16 aprile 2012
PALESTRA AL FRANCHI GESTIONE SOTTO ACCUSA
Soci e lavoratori in rivolta
Nardella: «Vigiliamo»
«LICENZIATA dopo 14 anni di lavoro. Endas società no profit?». Per esternare tutta la sua rabbia Iessica, ormai ex dipendente della palestra stadio, si è trasformata in ‘donna- sandwich’. Attorno a lei si sono stretti moltissimi dei soci del centro fitness. Tutti uniti contro l’Endas che, “con la sua esorbitante offerta di affitto al Comune ha fatto il passo più lungo della gamba”, come accusa Samuele Falossi (Slc-Cgil). Ieri pomeriggio i lavoratori e i soci della storica palestra hanno organizzato un sit-in. “Il Comune tolga l’appalto all’Endas, che sta distruggendo un’attività che ha sempre funzionato a meraviglia”, concordano i soci. ‘’Sono totalmente inaffidabili e incapaci di gestire la palestra’’, rincara Falossi. “La gestione precedente era fantastica. Nessun cassintegrato, pagamenti sempre regolari”, ricorda una collaboratrice. A protestare c’è anche Matteo, l’istruttore a cui è stato pesantemente decurtato l’orario. “Nessuno si è mai lamentato di me. E poi i rappresentanti dell’Endas in palestra non si vedono mai. Se è vero che lavoro male perché non togliermi tutte le ore?”, si chiede il giovane. “Giù le mani da chi lavora: diritti… non privilegi”, recita uno striscione. “Io adesso cambierò palestra – dice una vecchia socia -. Vengo qui da tanto tempo proprio per le persone che ci lavorano. Ma visto che le stanno mandando via mi dirigerò altrove”. “Pensare che il centro fitness nell’ultimo periodo ha visto un incremento del 20% degli abbonamenti”, scuote il capo Iessica, a cui è piovuta tra capo e collo la lettera di licenziamento. Ma nonostante il buon andamento della struttura, l’Endas è indietro di un anno e mezzo col pagamento dell’affitto della struttura al Comune di Firenze.
“Stiamo vigilando e abbiamo già messo in mora la società per la passività maturata di 38mila euro”, le parole del vicesindaco e assessore allo sport Dario Nardella. “Avremmo preferito – aggiunge il vicesindaco, – affrontare gli eventuali problemi economici e organizzativi ad un tavolo comune. L’abbiamo chiesto alla società prima di procedere a scelte estreme, ma Endas ha proceduto ugualmente al licenziamento, sulla cui legittimità si esprimeranno gli organi preposti”. Elettra Gullè
ULTIMI GIORNI PER IL NUOVO CORRIERE
La Commissione Lavoro rinnova l'appello a salvare il giornale.
L’azienda ha annunciato la liquidazione per il 26 aprile
La Commissione Lavoro della Provincia di Firenze ha incontrato oggi il Cdr e
i giornalisti e i poligrafici de il Nuovo Corriere di Firenze nella redazione.
"L'incontro - spiega il Presidente della Commissione Andrea Calò -
annunciato nel giorno dello sciopero regionale del 30 marzo 2012, è servito a
fare il punto sulla vertenza in vista della riunione dell'assemblea dei soci di
Editoriale 2000 fissata per il 26 aprile, nel corso della quale la proprietà
probabilmente metterà in liquidazione la società".
La Commissione è stata accolta da una redazione a ranghi “ridotti” poiché
la metà dei giornalisti e dei poligrafici in forza a Firenze è stata messa
forzatamente in ferie. Nonostante la riduzione dell'organico, e la perdita quasi
totale delle collaborazioni esterne, il giornale ha comunque continuato ad
essere in edicola, assolvendo per quanto è possibile alla sua funzione e al suo
ruolo di informazione della città e della provincia di Firenze.
La Commissione ha espresso solidarietà e attenzione ai lavoratori che,
nonostante la situazione di forte precarietà, non sono rassegnati alla
chiusura, ma esprimono la voglia e la convinzione di continuare l'esperienza
giornalistica de il Nuovo Corriere. Da qui il rinnovato appello fatto dai
lavoratori e dal Cdr rivolto alle forze imprenditoriali di tutta la regione a
intervenire subito con una proposta concreta per salvare il giornale.
Sulla base di questo appello, la Commissione Lavoro si impegna a sostenere in
ogni forma gli auspicati interventi di salvataggio e rilancio de il Nuovo
Corriere di Firenze, e a vigilare affinché al personale siano garantite tutte
le forme di tutela e di sostegno contrattuale e salariale.
Infine, la Commissione Lavoro, in forza dell'auspicata responsabilità sociale
da parte dell’azienda, convocherà l’amministratore di Editoriale 2000 per
un incontro istituzionale sui temi del lavoro, dell'occupazione e del futuro del
giornale.
Un presidio di protesta davanti al centro fitness Artemio Franchi di Firenze: è
l'iniziativa presa oggi dai lavoratori della palestra, in segno di protesta
contro l'attuale gestione dell'Endas. "Sono totalmente inaffidabili - ha
detto Samuele Falossi (Slc-Cgil) - e incapaci di gestire la palestra". Al
presidio parteciperanno i lavoratori, insieme ad alcuni consiglieri comunali e
ai soci, circa 170 in tutto, che hanno inviato una lettera all'Endas sulla
questione.
Secondo quanto hanno riferito i rappresentanti dei lavoratori, malgrado un
incremento del 20% degli abbonamenti nell'ultimo periodo, Endas sta cercando di
ridimensionare la forza lavoro (attualmente tre dipendenti, con una lettera di
licenziamento già partita, e 16 collaboratori), e sarebbe indietro col
pagamento dell'affitto della struttura al Comune di Firenze. L'impianto è uno
di quelli messi in mora da Palazzo Vecchio, che deve ancora avere dall'Endas
parte del canone relativo al 2011. "Li abbiamo messi in mora, ci devono
ancora 38mila euro - dicono dal Comune - se non pagheranno li iscriveremo a
ruolo. In ogni caso agiremo con il massimo rigore".
SINDACATO
LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONE
Conferenza
Stampa
I
fatti che accadono alla Palestra Stadio di Firenze di proprietà comunale, in
gestione all’Endas,
hanno dell’incredibile
Attacco
sistematico ai diritti dei lavoratori, sia dipendenti che precari, mancato
pagamento dei canoni comunali, mancato rispetto dei doveri in termini di
adeguamento degli impianti (condizionamento, infrastrutture, tetto,
ecc.),licenziamenti individuali sono solo alcuni dei fatti che accadono in
questa palestra. In conferenza stampa ne verranno svelati altri che hanno
portato i lavoratori a scendere in lotta contro una gestione, quella dell'ENDAS
(Delegazione di Firenze SUD), che chiamare vergognosa è un eufemismo.
Domani i
lavoratori della Palestra saranno in sciopero e faranno un presidio dalle ore 17
di fronte alla Palestra in Viale Nervi.
La conferenza stampa si terrà domani 13 aprile alle ore 10.30 presso la Camera del Lavoro di Firenze in Borgo dei Greci 3.
NUOVO CORRIERE DI
FIRENZE, LA VERTENZA IN PROVINCIA DI FIRENZE
Martedì 20 marzo la Commissione Lavoro si riunirà presso la sede del
quotidiano. Oggi la solidarietà del Consiglio provinciale
In apertura del Consiglio provinciale di Firenze di oggi, il
Presidente dell'Assemblea di Palazzo Medici Riccardi David Ermini ha inteso
manifestare solidarietà ai dipendenti del Nuovo Corriere. I gruppi consiliari,
ascoltati i rappresentanti del comitato di redazione, hanno approvato una
risoluzione. "La Provincia è stata la prima a muoversi e a venirci
incontro", è stato detto dal giornalista Omero Cambi. L'assessore al
Lavoro Elisa Simoni ha sottolineato, anche a nome del Presidente della Provincia
di Firenze Andrea Barducci (in questi giorni fuori Firenze), solidarietà e
disponibilità a intervenire.
La Commissione Lavoro della Provincia di Firenze, presieduta da Andrea Calò, si
riunirà domani, martedì 20 marzo, proprio presso la sede del 'Nuovo Corriere
di Firenze', in via Cimabue, per incontrare i giornalisti, i collaboratori e i
poligrafici della testata coinvolta in un pesantissimo piano di ristrutturazione
che, spiega Calò, "sembra configurarne la chiusura. Il Nuovo Corriere,
nelle sue diverse edizioni, è una preziosa voce della stampa, che garantisce
spazio e confronto alle diverse anime del territorio. Non possiamo stare a
guardare".
Il consigliere del Gruppo Misto Samuele Baldini, illustrando la risoluzione, ha
invitato per parte sua a dare prospettiva a tutta la redazione e ai lavoratori
che non ricevono compenso.
Con il documento approvato all'unanimità si invita il Presidente della Giunta
provinciale di Firenze a mantenere attenzione sulla situazione creatasi nelle
redazioni di Firenze e Arezzo e " a farsi promotore di qualsiasi iniziativa
utile a sostenere i lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto di
lavoro, evidenziando la necessità "di far addivenire la proprietà ad un
pronunciamento che rilanci e consolidi l'iniziativa imprenditoriale
salvaguardando l'occupazione e la qualità editoriale".
19/03/2012 13.54
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze
GIORNALISTI: SOLIDARIETA' CONSIGLIO FIRENZE A NUOVO CORRIERE
"Piena solidarietà" e "profonda vicinanza" ai lavoratori, poligrafici e giornalisti, del Nuovo Corriere di Firenze da parte del Consiglio comunale. Ad esprimerla è stato il presidente dell'assemblea Eugenio Giani che proprio sulla situazione di crisi del quotidiano ha aperto i lavori del consiglio comunale. "Il Nuovo Corriere - ha detto Giani - è un patrimonio della città, di cui la proprietà deve assolutamente tenere conto. Di fronte al profilarsi di una situazione di riduzione e dimezzamento del personale attualmente impiegato nel giornale, ribadiamo il valore che questa testata ha per la nostra città. Una voce corretta, puntuale e informata che non può venire meno". Giani ha poi spiegato che domani la commissione lavoro di Palazzo Vecchio "comincerà a lavorare con il Comitato di redazione per predisporre un ordine del giorno ad hoc che potrà essere discusso nel consiglio comunale di lunedì prossimo".(ANSA).
L´editoria
Appello del Nuovo Corriere "Un imprenditore per il
rilancio"
da la Repubblica 16/3/12
Cinque giorni di sciopero al Nuovo Corriere di Firenze. E´ questa la risposta dei giornalisti all´annuncio del pesante taglio dell´organico da parte dell´amministratore dell´azienda Michele Polacco. «A metà aprile», spiegano Silvia Pasquini e Omero Cambi del comitato di redazione del quotidiano, «perderemo 8 giornalisti su 18 e 3 poligrafici su 5. Si tratta di riduzioni che porteranno alla morte del giornale, perché rendono impossibile realizzare un prodotto competitivo. Hanno già chiuso le edizioni di Prato, di Lucca e della Versilia e nell´ultimo anno i nostri collaboratori non sono stati pagati per il loro lavoro». Il cdr lancia un appello all´imprenditoria locale perché salvi il giornale. L´Associazione Stampa Toscana si è attivata per avviare una trattativa e coinvolgere le istituzioni e gli enti locali. Il Cdr di Repubblica esprime piena solidarietà ai colleghi del Nuovo Corriere.
SLC CGIL
TOSCANA
ASSOCIAZIONE
STAMPA TOSCANA
NOTA STAMPA
CAMUSSO INCONTRA RAPPRESENTANTI LAVORATORI
NUOVO CORRIERE FIRENZE
Firenze 16.03.2012.- Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, oggi a Firenze per partecipare ad una assemblea pubblica che affrontava il problema della precarietà e più in generale il dramma della disoccupazione giovanile, ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori, poligrafici e giornalisti, del Nuovo Corriere di Firenze. Il giornale non era oggi in edicola per il primo dei cinque giorni di sciopero indetti per protestare contro il drastico taglio al personale annunciato per la metà di aprile dall'amministratore dell'azienda editoriale Michele Polacco. La prospettiva immediata è la perdita di 8 giornalisti su 18 e di 3 su 5 poligrafici, riduzioni che porteranno alla morte del giornale, dal momento che renderebbero impossibile realizzare un prodotto competitivo. Camusso, dopo aver condiviso la preoccupazione per il rischio chiusura del giornale, ha ritenuto che il governo potrebbe e dovrebbe sbloccare i fondi per l'editoria che rappresenterebbero se non la soluzione ai problemi una boccata d'ossigeno per meglio affrontarli per salvaguardare posti di lavoro e pluralismo dell'informazione. nb
La vertenza
Nuovo Corriere cinque giorni di sciopero
Il Nuovo Corriere di Firenze e il Nuovo Corriere Aretino a rischio chiusura. Lo fa sapere il comitato di redazione, spiegando che l´assemblea dei giornalisti e dei poligrafici ha votato all´unanimità un pacchetto di cinque giorni di sciopero, di cui il primo fissato per il 15 marzo, «se l´azienda non farà subito chiarezza sul futuro dei posti di lavoro e delle edizioni del giornale». Licenziamenti scongiurati, intanto, a TV1: in un incontro presso la Provincia di Arezzo la proprietà ha dato la propria disponibilità a reintegrare nel proprio posto di lavoro i cinque dipendenti attivando per loro la cassa integrazione in deroga.
DA TRE MESI NIENTE SOLDI
Ippodromi fiorentini
Settanta dipendenti
senza stipendio
di EMANUELE BALDI su la Nazione 9 Marzo 12
Pasticci continui alle Cascine. Sono tempi bui per l’ippica fiorentina e soprattutto per i lavoratori del settore. Al malinconico (e comunque annunciato) declino delle Mulina – l’impianto, che sembra ormai il set abbandonato di un vecchio film, è infatti prossimo alla chiusura definitiva – si aggiungono ora i guai dell’ippodromo del Visarno che in futuro, quando la vecchia struttura gemella verrà dismessa per far spazio a una struttura polivalente con svariati servizi, dovrebbe “accogliere” anche la pista del trotto collocandola “all’interno” del circuito del galoppo.
Tutto semplice? Non proprio. Se i cantieri infatti sono già a buon punto, la situazione di circa settanta dipendenti del settore pare piuttosto critica: non ricevono lo stipendio da tre mesi. Il motivo è molto semplice. In seguito a un esposto la Procura di Firenze nel dicembre scorso ha disposto il blocco cautelativo dei conti della società Ippodromi Fiorentini, società che gestisce la struttura. Da qui l’impossibilità di pagare gli stipendi di 37 dipendenti, oltre a più di venti di una società partecipata al 100%, la Visarno Service, e di una decina di lavoratori dell’indotto (tra addetti alle scuderie, personale di servizio e addetti alle pulizie.
Massimiliano, addetto alle piste, è preoccupato: “Da dicembre la situazione è in stallo, adesso sembra che qualcosa si stia sbloccando ma la vicenda resta critica”. Una sensazione che trova conferma nelle parole di Paolo Aglietti, della Slc Cgil, che, pur non nascondendo molte preoccupazioni, parla di “possibili sblocchi di singole risorse” e della “promessa di un tentativo di ricapitalizzazione della società utile a coprire, almeno in parte, le ultime retribuzioni”.
ASSOSTAMPA TOSCANA
CGIL VALDARNO
CDR TV1
NOTA STAMPA
TELEVISIONI
LOCALI: TV1, L'AZIENDA COMUNICA AL CDR LA DECISIONE DI NON ACCEDERE ALLA CASSA
IN DEROGA E DI PROCEDERE ALLA RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO DEL 50% CON
TRATTATIVE INDIVIDUALI. POCHE ORE A DISPOSIZIONE DEI SINGOLI PER ACCETTARE O
MENO
Firenze
23.02.2012.- Abbiamo incontrato una
decina di giorni fa prima i lavoratori e poi, su nostra richiesta, i
rappresentanti di TV1 per parlare di crisi e di come uscirne. Ci sono stati
presentati dei dati, non drammatici in verità, ma che potevano giustificare un
intervento per riportare la situazione in equilibrio. Abbiamo contrapposto alla
loro ipotesi di riduzione di orario -50% all'incirca per tutti- procedendo con
trattative individuali, la nostra proposta di utilizzare la cassa in deroga
-unica possibile per quest'azienda- a rotazione. Siamo usciti dall'incontro con
l'assicurazione che l'azienda avrebbe preso in considerazione la proposta.
Stamattina la doccia fredda. Niente
cassa in deroga, riduzione d'orario con trattative individuali da svolgere nella
mattinata di domani, prendere o lasciare, con risposta da dare nel pomeriggio:
questo in sostanza quanto comunicato al CDR. Incomprensibile ed inaccettabile.
L'azienda si rifiuta di
salvaguardare, sia pure parzialmente, le
buste paga tutt'altro che ricche – in molti hanno già contratti par time- dei
propri dipendenti, accampando non meglio precisate ricadute negative per
l'azienda derivanti dall'accesso alla cassa.
Ci ritroveremo
a stretto giro in assemblea con i dipendenti di TV1 per decidere le iniziative e
le forme di mobilitazione, nel frattempo ci attiveremo per portare a conoscenza
dell'opinione pubblica, delle
istituzioni locali e regionali il comportamento, ripeto incomprensibile ed
inaccettabile, della proprietà di TV1. Ci
dichiariamo, al contempo, disponibili
ad ogni e qualsiasi incontro che parli di cassa integrazione a patto che non si
mettano in atto le trattative individuali per la riduzione dell'orario di
lavoro. nb
«Polistampa licenzia ma ci sono alternative»
da la Nazione 17/2/2012
Oggi lavoratori in assemblea ASSEMBLEA dei lavoratori di Polistampa Snc oggi per decidere iniziative di protesta dopo che l’azienda dell’imprenditore Mauro Pagliai (proprietario anche del Teatro Niccolini) — come sottolineano Marco Del Cimmuto e Angelo Betti per Cgil e Cisl — «ha improvvisamente aperto a fine gennaio una procedura di licenziamento collettivo per sei lavoratori».
«Nel corso delle ultime settimane si sono svolti due incontri con l’azienda — osservano Slc Cgil, Fistel Cisl e le Rsa — che non hanno consentito di raggiungere un’intesa». I sindacati «reputano inaccettabile il comportamento dell’azienda che, nonostante la disponibilità delle organizzazioni sindacali a favorire una maggiore flessibilità operativa degli addetti e a ricorrere allo strumento della Cassa integrazione per fronteggiare la situazione, ha ribadito la volontà di licenziare gli addetti dichiarati in esubero. Una scelta grave — concludono i sindacalisti — che colpisce ingiustificatamente e duramente i lavoratori e le loro famiglie nonostante siano ampiamente disponibili strade alternative».
COMUNICATO
STAMPA
A fine gennaio la POLISTAMPA SNC
dell’imprenditore Mauro Pagliai ( proprietario anche del Teatro Niccolini di
Firenze ) ha improvvisamente aperto una procedura di licenziamento collettivo
per 6 lavoratori.
Nel corso delle ultime settimane si
sono svolti 2 incontri tra l’Azienda e SLC – CGIL, FISTEL – CISL e le RSA
che non hanno consentito di raggiungere un’intesa.
SLC – CGIL e FISTEL – CISL di
Firenze reputano inaccettabile il comportamento dell’Azienda che, nonostante
la disponibilità delle OO.SS. a favorire una maggiore flessibilità operativa
degli addetti ed a ricorrere allo strumento della CIG per fronteggiare la
situazione, ha ribadito la volontà di licenziare gli addetti dichiarati in
esubero.
Una scelta grave quella della
POLISTAMPA che colpisce ingiustificatamente e duramente i lavoratori e le loro
famiglie nonostante siano ampiamente disponibili strade alternative.
Venerdì 17 si svolgerà l’assemblea
dei lavoratori per decidere le iniziative del caso.
SLC
– CGIL
FISTEL - CISL
IPPODROMI,
"DISSEQUESTRARE PER PAGARE DIPENDENTI"
La vicenda degli impianti fiorentini esaminata nel Consiglio provinciale di
Firenze
Della vicenda degli Ippodromi Fiorentini - su cui l'assessore ai Rapporti con il Consiglio provinciale Giovanni Di Fede è intervenuto rispondendo a una domanda d'attualità di Rifondazione comunista - l'Assemblea di Palazzo Medici Riccardi si era già occupata nel novembre del 2009. In quel momento l'azienda aveva manifestato l'intenzione di aprire una procedura di mobilità per 18 addetti. La procedura venne poi effettivamente avviata nel corso del successivo mese di dicembre.
La vertenza che ne scaturì venne conclusa con un accordo fra le
parti, raggiunto presso il Tavolo procedurale, per una cassa integrazione
straordinaria in deroga per 40 addetti con mobilità volontaria, per il periodo
1 aprile-31 dicembre 2011. La cassa è stata successivamente prorogata dall'1
gennaio al 31 dicembre 2012.
Recentemente il Tribunale del riesame ha respinto il ricorso della società
riguardo il dissequestro dei beni relativo a quanto disposto dall'autorità
giudiziaria in relazione ad un esposto querela, finalizzato al sequestro
cautelativo, presentato da un ex socio.
Il blocco dei conti correnti bancari avrebbe comportato la
mancata retribuzione degli stipendi dei dipendenti. Risulta infatti che non
siano state pagate due mensilità e la tredicesima ai 38 dipendenti diretti, ai
22 della società partecipata al 100 per cento e ai circa 10 lavoratori
dell'indotto.
Relativamente al paventato rischio fallimento, esso non dipenderebbe solo dalla
vicenda giudiziaria ma anche dalla situazione economica della società che
avrebbe visto gli ultimi due esercizi in perdita con una ricapitalizzazione da
parte dei soci.
Va ricordato il momento di gravi crisi dell'intero settore ippica (montepremi e
risorse in calo del 45 per cento).
I sindacati si sono rivolti al Giudice per il indagini
preliminari per chiedere il dissequestro anche parziale. Ferme restando le
esigenze cautelari, i sindacati hanno sottolineato la necessità di
salvaguardare le spettanze dei lavoratori e l'attività aziendale realizzata,
fra l'altro, all'interno di un bene pubblico.
A questo proposito, il Piano di riorganizzazione della società, concordato con
il Comune, punta su una nuova infrastrutturazione che prevede: lo spostamento
dell'attività di trotto nell'ippodromo del Visarno, avvalendosi di una pista più
funzionale (mille metri contro gli attuali 400), collegandosi all'attività del
galoppo; la riconsegna dell'Ippodromo delle Mulina al Comune di Firenze.
Tornando all'istanza sindacale nei confronti del Gip, lo stesso
ha risposto di non essere l'organo competente, trasferendo la richiesta al
Pubblico ministero.
Si resta dunque in attesa del pronunciamento della Procura della Repubblica, che
detiene il potere di dissequestro.
Rispetto alla convenzione tra Comune di Firenze e Ippodromi Fiorentini, in data
14 gennaio 2011 è stato sottoscritto l'atto di transazione nel quale è stata
prevista la risoluzione del precedente atto sottoscritto il 20 gennaio 2009, di
durata ventennale, e l'assegnazione in concessione degli ippodromi per un
periodo di 3 anni a decorrere dal primo gennaio del 2011. L'Unità di crisi
della Provincia di Firenze non è stata coinvolta nella vicenda.
"E' necessario il dissequestro di una parte dei conti per pagare gli stipendi - ha commentato per Rifondazione Andrea Calò - La Provincia rafforzi la filiera sindacale per una risposta di natura salariale. Non si stia all'angolo da spettatori".
31/01/2012 14.06
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze