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Assistenza domiciliare, in assemblea sindacale le cooperative Di Vittorio e Il Castello
Riunione alla Camera del Lavoro l'11 aprile. La Cgil si scusa per eventuali disagi, si parlerà di cassa integrazione e tenuta del servizio
da Gonews 4/4/12
I lavoratori della Cooperativa Di Vittorio e de Il Castello che prestano servizio presso l'assistenza domiciliare di Firenze si riuniranno l’11 aprile dalle 8 alle 10 in assemblea sindacale. La Funzione Pubblica della Cgil si scusa “dell'eventuale danno che potremmo arrecare all'utenza ed ai loro familiari”.
L’occasione sarà utile per discutere della tenuta del servizio e del ricorso alla cassa integrazione in deroga per alcuni lavoratori.
L'assemblea si svolgerà alla Camera del Lavoro di Firenze in via Borgo dei Greci 3.
IL
GIORNO 11 APRILE DALLE ORE 8.00 ALLE ORE 10.00 SAREMO IN ASSEMBLEA
SINDACALE, PERTANTO CI SCUSIAMO DELL'EVENTUALE DANNO CHE POTREMMO ARRECARE
ALL'UTENZA ED AI LORO FAMILIARI
I
LAVORATORI DELLA COOP.VA DI VITTORIO E DELLA COOP.VA IL CASTELLO CHE PRESTANO
SERVIZIO PRESSO L'ASSISTENZA DOMICILIARE DI FIRENZE SI RIUNIRANNO PER DISCUTERE
DELLA TENUTA DEL SERVIZIO E DEL RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE IN
DEROGA PER ALCUNI LAVORATORI.
L'ASSEMBLEA SI SVOLGERA' C/O LA CAMERA DEL LAVORO DI FIRENZE IN VIA BORGO DEI GRECI 3, MERCOLEDI' 11 APRILE DALLE ORE 8.00 ALLE ORE 10.00
SINDACATI «MENO RICHIESTE, 80 IN CASSA INTEGRAZIONE»
Assistenza domiciliare
Le cooperative in crisi
da la Nazione 31/3/12
IL SETTORE della non autosufficienza a Firenze è in forte crisi e a rimetterci sono anche le cooperative che si occupano di assistenza domiciliare, un servizio gestito per conto del Comune e che porta direttamente nelle case degli anziani aiuto concreto per la vita di tutti i giorni e pulizia personale e della casa. Un lavoro non facile da affrontare sia fisicamente che psicologicamente, che ora è anche a forte rischio occupazionale.
«E’ diminuita moltissimo la richiesta di assistenza domiciliare — spiega Luca Pasqualetti della Fp Cgil —. Come sindacato siamo già dovuti intervenire per salvaguardare i diritti di molti lavoratori. In particolare sono in crisi a causa dell’importante diminuzione del lavoro, due grandi cooperative, la Di Vittorio e Il Castello del Consorzio Zenit. In quest’ultimo caso sono in riduzione di orario lavorativo con cassa integrazione in deroga già circa 80 persone».
Non va certo meglio per le residenze sanitarie assistite che ospitano 24 ore al giorno gli anziani. Alcune di piccole dimensioni rischiano la chiusura. In altre decine di dipendenti sono già stati messi in cassa integrazione in deroga. E i licenziamenti sarebbero alle porte per decine di altri colleghi. La colpa sarebbe dei letti lasciati vuoti, dove fino a qualche settimana fa stavano anziani che oggi non ci sono più senza essere stati sostituiti.
«A Villa Pitti sono vuoti 20 posti su 70 — dice Beatrice Stanzani della Cgil —, a Villa Berenice 10 su 38, a Villa Gisella 14 su 140. A questi si aggiungono tutti i posti occupati da persone in regime privato che non sappiamo fino a quando potranno permettersi rette fino a 3400 euro al mese». Eppure, replica l’assessore comunale Stefania Saccardi, «abbiamo finanziato gli stessi fondi dello scorso anno e in lista di attesa per un posto in Rsa ci sono solo 23 persone».
I rapporti tra il Comune e alcune Rsa sono particolarmente tesi in questi giorni: alcuni proprietari e direttori di residenze sanitarie hanno fatto arrivare a Palazzo Vecchio delle ingiunzioni di pagamento. «Sono relative a aumenti di quota sociale decisi unilateralmente dalle Rsa — spiega l’assessore —. Un giorno ci hanno comunicato che volevano 70 euro al giorno a ospite invece di 52. Naturalmente abbiamo fatto ricorso contro questi decreti che non trovano alcun fondamento. È una pretesa che non fa che peggiorare la situazione già difficile per tutti». Manuela Plastina
LA CGIL LANCIA L’ALLARME PER I DIPENDENTI. L’ASSESSORE SACCARDI: «NON CI
POSSIAMO FAR RICATTARE»
Posti letto vuoti, in sette Rsa scatta la cassa integrazione
di MANUELA PLASTINA su la Nazione 29/3/12
ARRIVA la cassa integrazione per i dipendenti di sette Rsa fiorentine. Tutta colpa, dice la Cgil (funzione pubblica), dei posti letto convenzionati che restano vuoti: «Gli anziani che muoiono non vengono sostituiti da parte del Comune e della Società della Salute che lasciano così bloccate le liste di attesa. Se i letti sono inutilizzati diminuisce anche il fabbisogno di personale» denunciano Beatrice Stanzani e Luca Pasqualetti.
L’Anaste, associazione che riunisce circa 10 strutture su 60 a Firenze e provincia, aveva già lanciato l’allarme tramite La Nazione: «Abbiamo dovuto licenziare 15 persone e altri rischiano: su 650 posti convenzionati, 50 sono vuoti e altri 100 sono stati assegnati a privati che pagano di tasca propria la degenza». Ora sono arrivati altri tagli del personale.
«Alla Delfino Residenze — dicono dalla Cgil — 16 persone sono in cassa integrazione in deroga con riduzione delle ore. Alla Meridiana sono 4 i dipendenti colpiti dai tagli, uno al Giglio. Analoghe criticità si stanno per verificare per le Rsa della zona nord-ovest fiorentina Villa I Pitti, Villa La Ledanice, Villa Michelangelo e Villa Gisella».
Non solo: i contratti a termine non sono stati rinnovati, sono state sospese le ferie, sono state contratte le ore di servizi delle cooperative. Qualche residenza, denunciano sia Cgil che Anaste, rischia la chiusura totale. «Chiediamo un tavolo di lavoro di crisi in Provincia» dicono i sindacalisti.
«Sono accuse strumentali — replica l’assessore comunale Stefania Saccardi —. Nel 2011 abbiamo avuto una media di inserimenti in Rsa con quota sanitaria e talvolta anche sociale di 1680 persone al mese. Nei primi tre mesi del 2012 siamo a quota 1665, quindi quasi pari. Con la rivalutazione dei non autosufficienti sono usciti dalla graduatoria 110 anziani su 330. La lista di attesa per un posto in Rsa è di soli 23 nominativi e abbiamo messo in bilancio ben 400 mila euro in più per i ricoveri in Rsa rispetto agli 11 milioni stanziati nel 2011». Alcune Rsa «ci hanno fatto decreti ingiuntivi perché hanno deciso unilateralmente di aumentare la propria quota sociale da 52 a 70 euro al giorno. Abbiamo fatto ricorso: un’istituzione non si può far ricattare».
COMUNICATO
STAMPA
Nelle
RSA della provincia di Firenze
Meno
servizi alla persona, meno lavoro
Allarme
della CGIL
La FP CGIL dichiara la grave difficoltà che si è
verificata da settembre 2011 per cui nelle Residenze Socio Sanitarie Assistite,
a fronte dei posti letto convenzionati, in realtà si trovano numerosi posti
letto vuoti.
A seguito di questo la Funzione Pubblica
CGIL ha attivato, lo scorso 19 gennaio, un tavolo istituzionale con la ASL 10 e
la Società della Salute Nord Ovest che, purtroppo, non ha ad oggi raggiunto
l’obiettivo di garantire la tenuta dei servizi e in conseguenza il
mantenimento dei livelli occupazionali.
“Proseguiremo,
dichiarano i delegati e i responsabili della CGIL del settore, con tale
impostazione anche sugli altri territori della Provincia che dovessero
presentare analoghe criticità, come ad oggi abbiamo già registrato per le RSA
della Zona Nord Ovest fiorentina (Villa I Pitti, Villa La Ledanice, Villa
Michelangelo e Villa Gisella) o come per la RSA La Meridiana, Delfino
Residenze e Il Giglio, per le quali abbiamo già firmato accordi per
l’attivazione della Cassa Integrazione in deroga.”
La FP CGIL chiede l’immediata apertura di un tavolo
di crisi presso la Provincia di Firenze, al solo fine di tutelare i numerosi
posti di lavoro in pericolo.
Per quanto riguarda i diritti dei
lavoratori sono stati i primi a svanire: i contratti a tempo determinato non
sono stati rinnovati, sono state contratte le ore di servizi delle cooperative
che operano nel settore, sono state sospese le ferie e sospeso il premio
incentivante riferito al 2011 di 350 euro, che viene disdetto per il 2012. Si
sono verificate, in ultimo, irregolarità nelle retribuzioni per alcuni
lavoratori del settore.
Il mondo del lavoro cambia, si trasformano i
servizi, trovando costi inferiori. I lavoratori subiscono, insieme agli
utenti, il disagio di vedersi togliere gli uni l’unica fonte di reddito, gli
altri la dignità di vivere gli ultimi anni della loro vita in modo decoroso.
I parenti degli utenti si trovano a dover
gestire situazioni ingestibili senza ausili sociali. Insomma, in tutto
questo caos dove ognuno pensa per sé, crediamo sia dignitoso, serio e onesto tutelare
i più deboli.
Firenze,mercoledì 28 marzo 2012
Case di riposo, posti di lavoro a rischio
dal Tirreno 7/2/2012
EMPOLI La Camera del Lavoro di Empoli e la Funzione pubblica della Cgil esprimono la «loro preoccupazione per la tenuta dei servizi nelle case di riposo del territorio Empolese Valdelsa». Nel undici strutture convenzionate della zona lavorano più di 500 persone. «La riduzione delle risorse per la non-autosufficienza, a partire dall’azzeramento del fondo nazionale - spiega in una nota la Cgil - determina un clima di incertezza per i servizi ai cittadini in un settore particolarmente delicato come quello delle case di riposo e preoccupazione fra i lavoratori per la tenuta dei posti di lavoro». La Cgil ritiene quindi necessario ed urgente un «puntuale confronto di merito con le istituzioni del territorio sull’effettiva situazione delle case di riposo per individuare le opportune iniziative a salvaguardia della quantità e qualità del servizio, e dei posti di lavoro collegati».
Comunicato
Stampa
Funzione
Pubblica CGIL Firenze
Firenze,
24 gennaio 2012
Agli Organi di Stampa cittadina
Abbiamo letto gli articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi in merito alle problematiche delle strutture per anziani del Mugello e della Zona di Signa, Lastra a Signa e Scandicci.
Per quest’ultima, innanzitutto,
occorre precisare, e i datori di lavoro ne erano a conoscenza, che abbiamo già
attivato da circa un mese un confronto con la Società della Salute Area Nord
Ovest Fiorentina e la ASL 10 di Firenze, a tutela dei posti di lavoro e nel
rispetto degli utenti.
I numeri forniti
dalle rappresentanze datoriali e riportati dagli articoli dei quotidiani si
discostano in qualche caso dai numeri che abbiamo verificato. Siamo sicuri che
essi saranno, sicuramente, verificati da chi di dovere.
Purtroppo alcuni datori di lavoro hanno già ammortizzato i costi contraendo le ore agli operatori, che poi si traducono in difficoltà per i lavoratori sia nella riscossione degli stipendi che nelle modalità di esercitare la propria professionalità.
Vi sono formule
per calcolare il fabbisogno di personale nelle Strutture stabilite nella Legge
Regionale 402/04 e ribadite nella complessa fase di accreditamento che la
Regione esige dai datori di lavoro attraverso report di attività e di idoneità
logistica, di organizzazione e di sicurezza.
Ricordiamo a
tutti che la professionalità richiesta dalla Delibera Regionale 402/04,
concordata fra le parti (Regione, OO.SS., Datori di lavoro) volge al rispetto
degli utenti.
Crediamo che
forme di assistenza con meno servizi in un campo così delicato non porti
vantaggio a nessuno, se non ai datori di lavoro che abbassano il costo del
lavoro.
Gli utenti e i
lavoratori non hanno bisogno di essere strumentalizzati, ma protetti (utenti) e
tutelati (lavoratori) come solo le OO.SS. possono fare. Sempre nel rispetto dei
propri compiti e ruoli di rappresentanza.
Viceversa si
tradurrebbe solo in minore assistenza e vigilanza con minore opportunità di
vivere gli ultimi anni della propria vita con la dignità dovuta.
Siamo
convinti che la RSA non siano un parcheggio.
Funzione Pubblica CGIL Firenze
Beatrice Stanzani
Madonnina del Grappa Dipendente licenziato
da la Nazione 6/1/2012
«VERGOGNA, Madonnina del Grappa rispetta i lavoratori!». E’ lo striscione apparso ieri mattina in via delle Panche durante il presidio organizzato da Cgil Funzione Pubblica davanti ai cancelli dell’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa, l’istituto di carità fondato nel 1923 da Don Giulio Facibeni. Alla base della protesta il licenziamento e il mancato ricollocamento di Vladimiro Gianniello, ex dipendente 64enne impiegato dal 2004 nella mensa dell’Opera e licenziato nel gennaio del 2010, dopo 7 anni, in seguito a una cessione di ramo d’azienda, con la promessa di un reinserimento lavorativo. «Reinserimento fino a oggi mai avvenuto» spiega Gianniello la cui unica fonte di reddito finora è stata la liquidazione di 4000 euro ottenuta dopo il licenziamento. «Il responsabile alle politiche del personale Don Vincenzo Russo – prosegue – è introvabile e non ha mai risposto alle numerose lettere inviate dal sindacato».
Nel novembre 2010 su pressione della Cgil la speranza di una ricollocazione sembrava a portata di mano e il consorzio di cooperative vicino all’Opera offrì a Vladimiro un contratto di 16 ore settimanali. «Gianniello – ricorda il funzionario di Cgil FP Alessandro Bottai – non rifiutò l’occupazione ma l’orario che gli consentiva di lavorare soltanto due ore al giorno, una misura del tutto inadeguata a sostituire il vecchio impiego». Impiego di 36 ore settimanali durante le quali l’uomo, assieme ad altri tre colleghi licenziati ma stavolta ricollocati, serviva nella mensa dell’Opera più di 60 pasti al giorno. “Chiediamo solo un piccolo sforzo – dichiara Bottai – visto che i tre dipendenti licenziati con Vladimiro sono stati reinseriti nella costellazione di cooperative da cui l’Opera Madonnina del Grappa è circondata». ‘Sforzo’ richiesto a coop con finalità assistenziali come ‘Rifredi Insieme’, di cui lo stesso Don Russo, attualmente impegnato a Guadalajara in Brasile dove l’Opera ha fondato centro sanitario a favore dei poveri, è presidente. Claudio Capanni
Conferenza stampa 5
gennaio 2012.
La scrivente Organizzazione Sindacale FP CGIL indice una
conferenza stampa per il giorno giovedì
5 gennaio 2012 alle ore 11.00
davanti ai cancelli dell’Opera Madonnina del Grappa, Via delle Panche 30 –
Firenze nella quale illustreremo le ragioni della nostra contestazione del
licenziamento di un lavoratore, dipendente di detto Ente ecclesiastico, e la sua
mancata ricollocazione lavorativa a due anni di distanza.
Nel
ringraziarvi fin da ora dell’attenzione, vi aspettiamo giovedì 5 gennaio.
Cordiali saluti.