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altri articoli 2012

Addetti alle pulizie
Accordo saltato con Dussmann

da la Nazione 24 Dicembre 13

UNA giornata di passione, quella di ieri, per gli gli addetti alle pulizie nelle scuole della Filcams, che hanno organizzato alle ore 9,30 un presidio di fronte la sede presso la sede del Dipartimento regionale lavoro, in viale Fratelli Rosselli. La protesta era rivolta alla decisione di Dussmann Service, che ha previsto tagli agli orari di lavoro. Nel pomeriggio si è tenuto in Regione l’incontro con l’assessore al lavoro Simoncini. Un incontro concluso con una fumata nerissima, con la Dussmann che ha deciso di non firmare il verbale di riunione rendendo la situazione ancora più tesa. In Toscana sono 1.200 i lavoratori coinvolti, di cui 600 in Provincia. 

LAVORO: A FIRENZE PRESIDIO REGIONALE ADDETTI PULIZIE SCUOLE, MINACCIA DI SCIOPERO IL 7 GENNAIO AL RIENTRO

Alcune centinaia di lavoratori, in gran parte donne, che si occupano delle attività di pulizia e sorveglianza nelle scuole della Toscana hanno manifestato stamani a Firenze davanti alla sede del ministero del lavoro. ''Siamo qui oggi - ha spiegato Cinzia Bernardini, segretario toscano Filcams Cgil - perché è in atto da tempo una vertenza che riguarda 1200 lavoratori in Toscana e circa 24 mila a livello nazionale che svolgono attività di pulizie e sorveglianza nelle scuole. A seguito di un cambio di appalto e della spending review questi lavoratori rischiano di avere dei tagli enormi sull'orario di lavoro settimanale''. Il segretario ha spiegato che ''nelle scorse settimane al ministero del lavoro era stato raggiunto un accordo temporaneo, a fronte di un emendamento in approvazione al governo che prevedeva la proroga per due mesi delle condizioni vigenti. L'azienda Dussmann Service, aggiudicataria del servizio in Toscana, dice invece che l'emendamento è temporaneo, che non vale e quindi vuol fare le assunzioni con le condizioni della gara Consip. Questo porterebbe a tagli dal 40 all'80% dell'orario di lavoro''. Sindacati e lavoratori chiedono ''che venga rispettato l'emendamento e che si mantengano le condizioni attuali per altri due mesi cercando, nel frattempo, delle soluzioni''. Tra le richieste anche quella di poter applicare gli ammortizzatori sociali. Nel pomeriggio la vertenza è stata al centro anche di una riunione del tavolo di crisi nella sede della Regione Toscana. ''Se non troveremo un accordo - ha detto ancora Bernardini - i lavoratori sciopereranno il 7 gennaio, giorno di rientro a scuola dalle feste natalizie. I ragazzi troveranno scuole sporche e senza vigilanza''.(ANSA).

Notizia del: lun 23 dic, 2013

 

FILCAMS CGIL  FISASCAT CISL  UILTRASPORTI UIL

SEGRETERIE TOSCANE

COMUNICATO STAMPA

NATALE MA NON PER TUTTI: APPALTI STORICI, POSTI A RICHIO PRECARIETA' MENO SERVIZI. DUSSMANN SERVICE  NON RISPETTA LA LEGGE

Firenze 19.12.2013.- A seguito della grande mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori degli Appalti dei servizi di pulizia e sorveglianza nelle scuole statali, i cosiddetti “Appalti Storici”, del 12 dicembre 2013, nei giorni scorsi è stato approvato un emendamento del Governo che ha stanziato risorse aggiuntive per i mesi di gennaio e febbraio 2014 al fine di garantire sia la salvaguardia dell'occupazionale  del reddito, sia  l’attivazione immediata di un tavolo Governativo che deve trovare  soluzioni definitive entro il 31 gennaio 2014, per questa lunghissima vertenza.

Alla luce dell’emendamento e delle risorse aggiuntive, stanziate dal Governo, il passaggio del personale deve avvenire alle stesse condizioni contrattuali individuali in essere.

Oggi 19 dicembre 2013 l’Azienda aggiudicataria dell’appalto Dussmann Service ha chiesto, senza concordarlo, la convocazione in tempi strettissimi di un incontro presso la Direzione Regionale del Lavoro -  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per attivare la procedura di cambio di appalto.

Solo in questa sede i sindacati sono venuti a conoscenza dell’intenzione di Dussmann Service di assumere il personale con un taglio consistente di ore, nonostante le risorse aggiuntive messe in campo dal Governo e senza avere ancora sottoscritto i contratti attuativi con tutti gli Istituti Scolastici.

I sindacati ritengono tutto questo inaccettabile, contrario alle disposizioni del governo e in spregio delle lavoratrici e i lavoratori che hanno difeso attraverso la mobilitazione e gli scioperi la loro condizione già precaria. Chiedono un atto di responsabilità verso le 1.200= lavoratrici e lavoratori della Toscana  che fino ad oggi hanno contribuito  con orgoglio a garantire servizi importanti all’interno delle scuole e che sono stanchi di una situazione che  in passato ha portato a forte tagli e che adesso potrebbe sfociare in un vero e proprio dramma sociale.

In concomitanza con il confronto tra l’Azienda  e le organizzazioni sindacali, è previsto un presidio regionale delle lavoratrici e dei lavoratori a partire dalle ore 9,30 di lunedì 23 dicembre 2013 presso la sede DRL Regionale in viale Fratelli Rosselli, 20 a Firenze. nb

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FILCAMS CGIL: SCUOLA, APPALTI PULIZIE RISCHIO LICENZIAMENTO 24MILA LAVORATORI. 3/12 PRESIDIO MINISTERO, 12/12 SCIOPERO

Continua, non lasciando intravedere esiti positivi, la vertenza attivata dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil, per garantire dal 1 gennaio 2014, la continuità occupazionale e la tenuta del reddito degli oltre 24mila lavoratori e lavoratrici occupati negli appalti di pulizia e ausiliari presso 4mila scuole di ogni ordine e grado, viste le riduzioni programmate dal Ministero dell’Istruzione. Ad oggi non è ancora stata convocato la riunione prevista per avviare il confronto e trovare una soluzione, neanche l’intervento dei Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil per richiedere un incontro urgente alla Presidenza del Consiglio per far comprendere la serietà che la vertenza riveste è riuscito a smuovere qualcosa. È per questo che, a fronte di nessuna notizia in merito da parte del Miur hanno indetto per il giorno 3 dicembre prossimo un presidio presso il Ministero dell’Istruzione al fine di ottenere l’incontro non effettuato, e proclamato lo sciopero e manifestazione nazionale dei lavoratori degli appalti di pulizia delle scuole (ex lsu-appalti storici) per il 12 dicembre. (AGENPARL)

APPALTI PULIZIA SCUOLE: SINDACATI PROCLAMANO SCIOPERO E MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL 12 DICEMBRE, PRESIDIO AL MIUR IL 3/12
Presidio il 3 dicembre presso il ministero dell’Istruzione, sciopero e manifestazione nazionale dei lavoratori Ex Lsu degli appalti storici di pulizia delle scuole per il 12 dicembre 2013. E' la risposta delle federazioni nazionali di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltrasporti Uil alla mancata convocazione di un incontro da parte del Miur per la risoluzione delle complicata vertenza che coinvolge oltre 24mila addetti del comparto dei servizi occupati negli appalti di pulizia e ausiliari presso le 4mila scuole di ogni ordine e grado e per i quali sono ancora aperte le procedure di licenziamento collettivo. Nei giorni scorsi anche i segretari generali delle confederazioni Cgil, Cisl e Uil avevano richiesto un incontro urgente alla Presidenza del Consiglio dei ministri, coinvolta dallo stesso ministero dell'Istruzione per individuare soluzioni per la continuità occupazionale e reddituale degli addetti del settore, finalizzato a far comprendere la gravità che la vertenza riveste in termini di ripercussioni sociali per le migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti, stabilizzati già dalla fine degli anni '90, nonché per la salubrità e la sicurezza degli alunni e di chi opera negli ambienti scolastici. "E' necessario ripristinare al più presto il tavolo politico di confronto attivato presso il dicastero dell'Istruzione che avrebbe dovuto convocarci come da intese entro il 26 novembre scorso - sottolinea Giovanni Pirulli, segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl - A livello territoriale la situazione sta assumendo toni drammatici soprattutto al Sud ed è per questo che stiamo organizzando, oltre alla mobilitazione ed allo sciopero nazionale del 12 dicembre prossimo, un presidio al ministero dell'Istruzione per il prossimo 3 dicembre auspicando di essere convocati dal dicastero nella stessa giornata". "Nel frattempo - conclude Pirulli - abbiamo nuovamente sollecitato il Miur allo svolgimento dell'incontro e a soprassedere dall'intraprendere qualsiasi iniziativa unilaterale per l'anno 2014 che comporti come conseguenza un ulteriore peggioramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei servizi di pulizia delle scuole". (AGENPARL)

Notizia del: ven 29 nov, 2013

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‘Appalti storici’ nelle scuole, appello della Cgil ai sindaci: “Chiedere allo stato di rinunciare a 80 milioni di taglio nel decreto del Fare”

“La CGIL invita tutti i Sindaci del Circondario Empolese-Valdelsa, a farsi promotori attraverso la produzione di un appello pubblico in difesa dei lavoratori e lavoratrici del settore degli appalti storici delle scuole e rivolto alla Ministra Carrozza, di una richiesta di rinuncia al taglio  80 milioni di euro definito nel “Decreto del Fare” (Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 -Legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98).

E’ fondamentale ricordare che si parla di lavoratrici e di lavoratori che svolgono le loro attività, nella maggior parte dei casi, a contatto con i nostri figli  nelle scuole; infatti il loro lavoro consiste nella sorveglianza degli alunni e degli spazi scolastici, nella pulizia degli ambienti, nella gestione della mensa e nell’accoglienza degli alunni prima dell’inizio delle lezioni ed anche dopo il loro termine.

Sono figure di riferimento, di supporto e  di completamento di tutte quelle attività di base necessarie per mantenere i servizi richiesti dalle famiglie e dalla naturale evoluzione di una società civile; servizi che purtroppo la scellerata riduzione degli organici statali dei Collaboratori Scolastici non permette più di garantire.

Nella situazione attuale queste lavoratrici e questi lavoratori  sono diretti dipendenti di ditte appaltatrici; svolgono le loro attività in orari di lavoro costituiti da pochissime ore giornaliere (in alcuni casi anche solo una o due); il totale delle ore giornaliere viene frazionato costantemente in più momenti della giornata e su più sedi di lavoro.

Tutto questo a fronte di stipendi di 300/400 €. netti mensili. Inoltre, nel periodo estivo, quando le lezioni nelle scuole sono terminate, la maggior parte di queste lavoratrici e di questi lavoratori, rimane senza lavoro e senza stipendio.

La CGIL  ritiene che invece di continuare a colpire o aggravare ulteriormente le condizioni di lavoro (e, quindi, anche di vita) di chi svolge un’attività così preziosa, è arrivato il momento di fare un “salto di qualità” SOPRATTUTTO DELLA POLITICA,  per andare a cercare altrove, dove le disponibilità ancora ci sono, quei finanziamenti necessari a garantirne il mantenimento; in quest’ottica è chiaro che si deve intervenire sulla riduzione della spesa per l’acquisto di aerei militari, dei “costi” per il mantenimento dei “privilegi” della politica e sull’aumento del prelievo fiscale sulle rendite finanziarie, della tassazione su stipendi e pensioni “d’oro”, della tassazione dei proventi derivanti dai giochi d’azzardo.

Si chiede quindi ai Sindaci del Circondario Empolese-Valdelsa di sostenere pubblicamente tutte queste motivazioni, anche con esplicite e urgenti richieste a quei politici locali che in questo momento siedono in Parlamento”.

Cgil Empolese-Valdelsa

28 Novembre 13

 

Un incontro sugli appalti storici

dal Tirreno 26 Novembre 13

Un incontro dedicato agli appalti storici. Si terrà oggi nel pomeriggio, alle 16, nella sala consiliare del Comune di Montelupo. «Così non va!» è il titolo e poi lo slogan sul volantino è il seguente: «Il lavoro non può dividere, diritti e tutele per un lavoro di qualità. L’iniziativa è stata organizzata dalla Cgil. Ecco il programma dell’iniziativa: si parte con il saluto del sindaco di Montelupo Rossana Mori. Intervengono Rossano Rossi, segretario confederale Cgil Empoli, Maurizio Magi segretario provinciale Filcams-Cgil, Luca Rovai assessore alla pubblica istruzione e Gloria Bernardi, dirigente scolastico di Montelupo.

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Gli addetti alle pulizie delle scuole in agitazione

da la Nazione 12 Ottobre 13

LUNEDÌ saranno a Firenze per protestare sotto la sede distaccata del Ministero dell’istruzione. Preoccupazione per i 70 lavoratori occupati negli appalti di pulizia e nei servizi ausiliari delle scuole dell’Empolese Valdelsa. Il Miur, con una gara nazionale, ha affidato un appalto da 270 milioni di euro rispetto ai 390 del precedente. Si temono, a livello nazionale, 24mila licenziamenti: «Devono essere create le condizioni — ha spiegato Massimiliano Fabozzi, funzionario della Filcams CGIL — per il prosieguo del confronto che è stato aggiornato al prossimo 14 ottobre ed evitare che le procedure di licenziamento dei 24mila lavoratori occupati, attivate dalle imprese, vadano in definizione prima della data dell’effettivo passaggio di appalto in capo alle nuove imprese aggiudicatarie delle gara Consip».

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Appalti con ribassi del 46% e maxi tagli agli stipendi nel settore delle pulizie

da la Nazione 12 Luglio 13

PRIMA lavoravano cinque, sei ore massimo la settimana, con stipendi bassissimi. Ora va a anche peggio.

Con il nuovo appalto, aggiudicato al ribasso del 46%, la cinquantina di lavoratori, quasi tutte donne, che si occupano delle pulizie nelle sedi dei carabinieri di tutta la provincia di Firenze, vedranno ridursi l’orario settimanale a meno di due ore, con un taglio del 70 per cento sui loro salari. E’ questa una delle tante vertenze aperte nei servizi pubblici e privati in appalto dai lavoratori: solo 4mila sono quelle iscritte alla Filcams Cgil di Firenze. Quello degli appalti è un settore che sta ubendo i tagli governativi, ai quali si aggiungono i massimi ribassi.

Pulizie, appalti al ribasso stipendi ridotti fino al 70%

In difficoltà 10 mila addetti. Ad una lavoratrice il tempo di lavoro diminuito da 5 ore a 36 minuti settimanali

di MAURIZIO BOLOGNI su firenze.repubblica.it

L'ultimo taglio della spending review colpisce i lavoratori delle pulizie nelle caserme dei carabinieri della provincia di Firenze. La prefettura ha bandito l'appalto. E l'impresa Iside Gestioni srl se lo è aggiudicato con un ribasso del 46% per un compenso mensile globale di circa 20.000 euro. Conclusione: la mole di lavoro non cambia, perché il disciplinare è quello vecchio, ma a svolgerla saranno chiamate addette a cui ore di lavoro e stipendio sono stati tagliati del 70%. "Normale - spiega il sindacalista della Filcams Cgil Maurizio Magi - che una di loro a cui il tempo di lavoro è stato ridotto da 5 ore a 36 minuti settimanali abbia rinunciato al posto e si sia dimessa, e lo stesso hanno fatto altre 10 donne, al lavoro sono rimaste 40 su 50. E' una vicenda emblematica - aggiunge Magi - delle tante che ci spingono a chiedere un confronto sugli appalti con tutti i soggetti locali della pubblica amministrazione, con l'obiettivo di stipulare un protocollo di regole minime da seguire valido per tutti".

Tagli alla spesa pubblica e appalti al minimo ribasso stanno mettendo alla frustra il settore dei servizi, secondo alcune stime formato da almeno 10.000 occupati in provincia di Firenze, 4.000 soltanto quelli iscritti alla Cgil. Sono soprattutto donne, part time per necessità e non per scelta, che vedono drasticamente ridotti le loro ore lavorate e gli stipendi: oggi in media 600700 euro al mese. Si taglia la spesa della pubblica amministrazione, si tagliano per le prime le spese per le pulizie. "La mannaia colpisce un esercito di ultimi di cui nessuno parla" aggiunge Magi. "Mi domando provocatoriamente se non sia il tempo di ripensare l'esternalizzazione di questi servizi, noi siamo già dovuti intervenire per restituire dignità contrattuale per ridurre al massimo le ricadute della spending review sugli appalti delle pulizie di Asl e ospedali, e delle portinerie di Università e Regione. In questo ultimo caso, la gara era stata preparata dagli uffici tecnici prevedendo lo slittamento di 60 lavoratori coinvolti dal contratto nazionale del commercio a quello di lavoro per i dipendenti da proprietari di fabbricati, che non c'entra nulla con loro e avrebbe comportato riduzioni di stipendio fino a 400 euro. Confrontandoci con la rappresentanza politica della Regione abbiamo ottenuto il riclassamento dei lavoratori al contratto dei multiservizi. In questo e in altri casi, tutto ciò non sarebbe successo se ci si fosse confrontati prima. E' quello a cui puntiamo per varare regole condivise per tutti gli appalti pubblici". (11 luglio 2013)

 

Conferenza stampa

LA GRAVE SITUAZIONE NEGLI APPALTI DEI SERVIZI

LA FILCAMS CGIL ILLUSTRA LA SITUAZIONE E PROPONE DELLE VIE DI USCITA

 La Filcams CGIL di Firenze intende denunciare la situazione che si sta determinando negli  appalti pubblici nel territorio fiorentino e lanciare della proposte per uscire da questa grave situazione.

Infatti anche nel settore degli appalti dei servizi (pulizie, sorveglianza, portinerie e mense)  dove lavorano migliaia di persone  vi sono tagli, licenziamenti e “illegalità” diffusa.

Per queste ragioni

 la Filcams CGIL di  FIRENZE

CONVOCA UNA CONFERENZA STAMPA

Per  Giovedì  11 LUGLIO

Dalle ore 10:30 alle ore 12:30

Presso la  CAMERA del LAVORO di FIRENZE in BORGO DE' GRECI 3

Firenze, martedì 9 luglio 2013

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COMUNICATO STAMPA

 

FUMATA NERA ALL’INCONTRO IN REGIONE PER GLI APPALTI INPS/INPDAP. 'INCOMPRESIBILMENTE LA DIREZIONE INPS NON SI PRESENTA AL TAVOLO!'

Firenze 01.08.2013.- E’ arrivata ad un passaggio grave e preoccupante la vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi di pulizie e portierato conseguente all’accorpamento degli uffici INPS/INPDAP.

Nell’incontro dell’11 luglio u.s., in Regione, la Direzione Regionale INPS si era assunta l’impegno a verificare la possibilità di prorogare i tempi degli appalti fino al 31 dicembre 2013, proroga che da verifiche effettuate, risulta essere nelle facoltà delle Direzioni Generali Regionali, comunicandolo in sede istituzionale.

Per quanto ci risulta da contatti informali, sarebbe stata chiesta l’autorizzazione alla direzione Nazionale, richiesta rimasta, ad oggi, senza risposta.

E’ comunque inaccettabile che l’INPS Toscana, committente dell’appalto, non si presenti ai Tavoli di Crisi Istituzionali, soprattutto quando ci sono in discussione oltre 30 licenziamenti di dipendenti che da anni svolgono un servizio importante per le attività ed il servizio all’utenza e ai dipendenti delle sedi  INPS/INPDAP.

La CGIL e la Filcams, sottolineano come, nella riorganizzazione in atto, siano stati giustamente tutelati tutti i posti di lavoro dei dipendenti diretti, e continuano a chiedere che questa giusta soluzione venga trovata anche per i lavoratori degli appalti di pulizie e portierato, trovando risorse adeguate, anche combattendo gli sprechi, e non togliendo  posti di lavoro facendo pagare il prezzo più alto sempre agli “ultimi”!

Le Organizzazioni Sindacali chiederanno nuovamente al Direttore Regionale dell’INPS di intervenire per dare, come fatto in altri territori fuori dalla Toscana, continuità e tutela ai posti di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti, e riproporranno, se necessario, iniziative e presidi davanti  alla sede Regionale, per manifestare contro decisioni che non garantiscono un servizio adeguato, ma aprono un altro capitolo sociale negativo per il territorio toscano e per il Paese.

FILCAMS CGIL TOSCANA                                                    CGIL TOSCANA

 

FIRENZE: FILCAMS CGIL TOSCANA, PROSEGUE VERTENZA APPALTI EX INPDAP, IN ARRIVO LETTERE DI LICENZIAMENTO

(AGENPARL) - Firenze, 8 lug - Prosegue la lotta delle lavoratrici in appalto che, con la riorganizzazione dell’INPS ed il conseguente accorpamento degli uffici INPDAP della Toscana, stanno perdendo il posto di lavoro, sono previsti, infatti, oltre 30 licenziamenti degli addetti al servizio di pulizia e portierato, molti di essi già effettuati in questi giorni. Questa situazione colpirà, se non contrastata e rivista, nuovamente i livelli occupazionali in un settore particolarmente “debole” che coinvolge spesso lavoratrici part-time con un solo reddito. Nella riorganizzazione in atto, dovuta all’accorpamento dell’INPDAP in INPS, sono stati giustamente tutelati tutti i posti di lavoro dei dipendenti diretti, la Filcams CGIL chiede che questa giusta soluzione venga trovata anche per i lavoratori degli appalti di pulizie e portierato che, come i colleghi pubblici, hanno dato per anni un contributo importante alle attività degli Istituti. 

Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto l’intervento dell’Assessore Regionale al Lavoro Simoncini per attivare un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti. L’Unità di crisi ha convocato l’INPS Regionale, la Manutencoop FM, l’Operosa (aziende titolari degli appalti) e le Organizzazioni Sindacali per giovedì 11 luglio prossimo. La Filcams CGIL chiede che venga trovata una soluzione per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, trovando risorse adeguate, anche combattendo gli sprechi, e non togliendo posti di lavoro, affermando come non si possa far pagare il prezzo più alto sempre agli “ultimi”! In attesa dell’incontro in Regione Toscana, verranno organizzate iniziative e presidi per protestare contro una decisione assurda che considera le persone come oggetti, applicando tagli lineari che non garantiscono un servizio adeguato, ma aprono un altro capitolo sociale negativo per il territorio e per il Paese.

FILCAMS CGIL TOSCANA

NOTA STAMPA

SCUOLA: APPALTI STORICI, IN 250 DALLA TOSCANA A ROMA PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE SOTTO IL MINISTERO

Firenze 08.07.2013.- Sono 1.200 lavoratori della Toscana, 80% donne , occupate presso gli edifici degli Istituti comprensivi e gli Istituti Superiori di tutte le province toscane, in particolar modo nella province di Firenze, Pistoia, Lucca, Livorno, Pisa e Siena.

Sulle loro magre buste paga pesa già un taglio della prestazione lavorativa, l'ulteriore diminuzione di risorse -in base alle misure contenute nel ''Decreto del fare'',  i fondi a ciò destinati  si ridurrebbero drasticamente, da 550 a 390 milioni di euro- porterebbe il loro reddito al di sotto della soglia di povertà. Per difendere i loro diritti e i loro salari stamattina di buon  ora, a bordo di 5 pulman partiti da zone diverse della Toscana, in 250 sono andate a Roma dove era in programma, a partire dalle ore 10, una manifestazione nazionale unitaria sulle strade adiacenti e sotto il Ministero Università e Ricerca.

Si è chiesto a gran voce di tutelare le condizioni di donne e uomini, lavoratrici e lavoratori che con salari esigui di 700-800 euro mese, ulteriormente ridotti dalla necessità di ricorrere agli ammortizzatori sociali in deroga a seguito dei precedenti tagli alle risorse da parte del MIUR, vedono ora, oltre il rischio di un'ulteriore riduzione dei salari,  un concreto pericolo per la loro occupazione. E' doveroso e necessario garantire la qualità, la sicurezza e l’igiene degli ambienti scolastici dove quotidianamente sostano migliaia di alunni, docenti, personale didattico. nb

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Oggi 17 giugno 2013

“JUSTICE FOR CLEANERS!”

Giornata internazionale per il rispetto dei lavoratori delle pulizie.

 

La Filcams-Cgil Toscana sostenendo la campagna del Sindacato Uni Global Union, pone nuovamente l’accento sulle criticità del settore degli appalti di pulizie,  che vede impiegati, in Toscana,  oltre trentamila addetti .

 Si tratta in larga maggioranza di donne, spesso monoreddito con figli a carico che pagano doppiamente gli effetti della crisi, sia come cittadine che come lavoratrici.

 Da qui l’importanza e la necessità di un’iniziativa, per alzare il livello di attenzione sulle problematiche delle lavoratrici ed i lavoratori delle pulizie, lavoratori spesso invisibili che svolgono un’attività con una forte valenza  sociale: pensiamo a come sarebbero i luoghi che frequentiamo senza il lavoro degli addetti alle pulizie, nelle scuole, negli ospedali, negli uffici pubblici; senza il loro lavoro sarebbe seriamente compromessa la salute dei cittadini, adulti e bambini.

 Anche in Italia la situazione è sempre più grave: il comparto è caratterizzato da estrema flessibilità, con rapporti di lavoro prevalentemente part-time,  ed è soggetto al rischio costante di abbattimento delle ore lavorate, specie per gli effetti della spending review sul sistema degli appalti pubblici, con conseguente abbassamento delle condizioni contrattuali e salariali degli addetti.

 Le Filcams-Cgil delle province toscane, negli ultimi anni, si sono trovata a gestire, e, stanno gestendo, molte vertenze sia in fase di cambio di appalto, dovendo spesso fare i conti con gare al massimo ribasso, che in procedure di mobilità aperte dalle aziende appaltatrici a seguito dei tagli operati dagli enti appaltanti in nome del contenimento della spesa pubblica.

 Quello che chiediamo, anche con questa importante iniziativa mondiale, sono regole certe volte a garantire la buona occupazione,  che arginino anche fenomeni di illegalità,  investimenti non a spot ma pianificati a seguito di una attenta valutazione dei bisogni e quindi dei servizi erogati: queste sono le priorità che la Filcams-Cgil  rivendica in questo 17 GIUGNO 2013.

  Filcams-Cgil Toscana

 Firenze, 17 giugno 2013

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Al Cmp di Sesto le dipendenti della ditta di pulizie scendono in strada
«Dove sono finiti i nostri assegni?» 

da la Nazione 3 Maggio 13

LAVORANO per una ditta di pulizie che opera in appalto nel Centro di smistamento postale di Sesto Fiorentino e aspettano da mesi di riscuotere stipendi non pagati. Oggi alle 14.30, in segno di protesta e disperazione, scenderanno in strada a manifestare. «Si tratta di spettanze arretrate con la ditta precedente, assegni nominativi di alcune migliaia di euro ciascuno — dice una dipendente — che ci dovevano arrivare entro il 21 aprile, in base all’accordo siglato in Camera del lavoro con tutte le parti in causa. Ma di quegli assegni finora noi non abbiamo avuto notizia. Sono cifre importanti per ognuno di noi. L’intesa indicava con precisione la data di scadenza entro la quale avremmo dovuto riceverle, il 21 aprile. Sono soldi nostri — conclude — con i quali dobbiamo far fronte alle spese familiari».

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MOLTE DONNE SENZA PIU’ OCCUPAZIONE SCELGONO DI RESTARE A CASA

Colf e badanti, le famiglie tirano la cinghia
Dimezzata la richiesta delle collaboratrici 

di Elettra Gullè su la Nazione 7 Marzo 13

LA CRISI porta al crollo delle richieste di aiuto domestico. L’associazione Nosotras ha calcolato che nell’ultimo anno le domande sono calate del 45%. Le famiglie stringono la cinghia e non possono più permettersi un aiuto per la casa. «Ma è anche vero che molte donne hanno perso il lavoro. E che quindi non hanno più bisogno di aiuti», sospira Laila Abi Ahmed di Nosotras.

L’associazione, che sostiene le donne migranti nei percorsi di integrazione, sta toccando con mano quanto tutto ciò stia mettendo in ginocchio le persone straniere. Donne che, non riuscendo più a guadagnare, si trovano in difficoltà. Problemi emersi ieri durante il convegno «For-me, forme flessibili di accoglienza familiare: proposte ed esperienze» all’Istituto degli Innocenti. «Un’occasione di confronto sulle forme di accoglienza per mamme e bambini — ha detto la presidente degli Innocenti Alessandra Maggi —. Il contesto sociale sta mutando e i servizi devono essere rimodulati». In che modo? Creando strutture più flessibili, potenziando il servizio e dando vita a nuove iniziative per la formazione e l’avviamento al lavoro. Agli Innocenti oltre alla ‘casa bambini’ e alla ‘casa delle gestanti e delle madri’ sta spiccando il volo il ‘progetto rondini’, che mira a far camminare più velocemente le donne con le proprie gambe. Il Comune, con i suoi centri affidi e adozioni, si sta invece aprendo a «forme di aiuto più leggero». Un esempio è il progetto «...mi dai una mano?»: sono già venti le famiglie che si sono offerte di affiancarne un’altra che vive una situazione di disagio. Da notare infine che a fronte di 140 famiglie affidatarie disponibili, gli attuali affidi si fermano a 60.

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Mense, 350 in corteo 

da la Nazione 21 Febbraio 13

SCUOLE, università, grandi aziende senza mensa ieri per lo sciopero dei cuochi e del personale. I lavoratori di centri cottura e preparazione pasti della Provincia hanno manifestato sotto la Prefettura di Firenze in via Cavour per difendere il contratto nazionale di lavoro (settore turismo) e la clausola che salvaguardia i posti di lavoro quando viene cambiato l’appalto. Lo sciopero è stato proclamato da Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uiltucs, con oltre 350 lavoratori in strada: «No al durissimo attacco al nostro contratto di lavoro».

 

20 FEBBRAIO 2013 – CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA

SCIOPERO CON PRESIDIO DELLE MENSE DI FIRENZE E PROVINCIA

A DIFESA DEL CCNL TURISMO - RISTORAZIONE COLLETTIVA

Il prossimo 20 febbraio gli addetti ai servizi mensa adibiti nei centri cottura e negli appalti di Firenze e provincia incroceranno le braccia ed effettueranno un presidio di fronte alla prefettura dalle 10:00 alle 12:00.

In occasione del presidio si svolgerà una conferenza stampa per spiegare le ragioni della protesta.

Si tratta di un attacco gravissimo ed inaccettabile al CCNL del Turismo – Ristorazione Collettiva da parte delle associazioni datoriali di categoria.

Prima tra tutte Angem che ha disdetto il CCNL a partire dal 1° gennaio 2013, annunciando che la prima norma ad essere disapplicata sarà quella che prevede il diritto alla conservazione del posto di lavoro in occasione dei cambi di appalto.

Ma anche da parte delle altre associazioni datoriali come ad esempio le centrali cooperative che non hanno esplicitamente preso le distanze dalla posizione di Angem e, come quest’ultima, non hanno ancora erogato l’elemento di garanzia (125 Euro per i livelli intermedi) così come previsto dallo stesso CCNL.

In un contesto ideologico generale dove il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sembra essere diventato sempre più un orpello di cui liberarsi, l’attacco al CCNL Turismo – Ristorazione Collettiva da parte delle imprese delle mense rappresenta davvero un fatto gravissimo ed inaccettabile anche perché tende a colpire un settore già debole e precario, costituito per lo più da donne e bassi salari.

Quando infatti si lavora in settori come questo la precarietà non deriva tanto dalla tipologia di contratto ma dal fatto che al termine dell'appalto se non ci sono certezze e diritti vi é solo lo stato di disoccupazione.

p. la Filcams Cgil                                   p. la Fisascat Cisl                                     p. la Uiltucs Uil

Maurizio Magi                                     Gianni Elmi Andretti                                    Pietro Baio

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Le coop sociali colpite dalla spending review
Dalla Camera del Lavoro l’allarme per i tagli che stanno mettendo a repentaglio il posto dei lavoratori disabili che operano nel settore ambientale

il segretario della cgil Non c’è più rispetto, ciò che conta ormai è solo il profitto
Il delegato rsu della orizzonti Il Comune ha risparmiato, ma ora due disabili sono cassintegrati
la denuncia del sindacato È colpa dell’esternalizzazione dei servizi pubblici
il presidente publiambiente Io non faccio altro che seguire le norme nazionali
la replica dell’assessore Le gare di appalto sono competenza dei dirigenti

di Federica Scintu sul Tirreno 24 Gennaio 13

EMPOLI Investono sulle persone più deboli che hanno disabilità ma di questi tempi anche la solidarietà sembra contare sempre meno. Le cooperative sociali, fiore all’occhiello del sistema del welfare - non solo dell’Empolese Valdelsa ma di tutta la Toscana - sono state duramente colpite dalla spending review. Non solo. A lanciare un allarme a tutto tondo è stato, nel corso di una conferenza stampa ieri mattina nella sede della Camera del lavoro, il segretario della Cgil di Empoli, Rossano Rossi che denuncia da una parte i tagli del governo, e dall’altra la disparità di trattamento che i dipendenti delle cooperative sociali sono costretti ad accettare pur di lavorare. «Siamo a un punto di non ritorno - ha detto Rossi - non c’è più nessun rispetto e ciò che conta è solo il profitto». 

Va specificato che nelle cooperative sociali che si occupano della manutenzione del verde nella zona dell’Empolese sono impiegati circa 200 lavoratori, il 30% di loro con disabilità fisiche o psicologiche oppure sono ex tossicodipendenti che lavorano per 5 euro netti l’ora. Due cassintegrati alla Orizzonti. Lo spunto parte dalla difficile situazione delle cooperative sociali che si occupano della pulizia, della cura delle aree verdi e del ritiro dei rifiuti in tutta la zona dell’Empolese. Alla fine del mese di ottobre si è svolta una gara d’appalto indetta dal Comune di Empoli per l’affidamento dei servizi delle aree verdi di tutto il territorio comunale, gara vinta da una ditta florovivaistica privata di Albinia. In precedenza il servizio era gestito dalle cooperative sociali Orizzonti e Mimosa. 

«Nel bando - denuncia Daniele Donati (Rsu Orizzonti) - non è stato garantito il reintegro del personale. Il Comune ha aperto la gara anche alle ditte private senza pensare che in questo modo le cooperative non sarebbero state tutelate». «Con questa operazione il Comune ha risparmiato 130mila euro - continua Donati - e ora la cooperativa Orizzonti si è trovata a dover ricollocare il personale in esubero: purtroppo due operatori, fra l’altro disabili, sono in cassintegrazione». Dal Comune per ora nessuna replica diretta: «dei bandi delle gare di appalto - si è limitato a dire l’assessore Niccolò Balducci - si occupano i dirigenti». Tagli anche per la Mimosa. Ad avere seri problemi però non è solo la cooperativa Orizzonti. «Il giochino del super ribasso va avanti anche nel caso della cooperativa Mimosa», dichiara Daniele Donati che punta il dito contro Publiambiente. «La retribuzione dei dipendenti che hanno un contratto con Publiambiente supera anche di 200 euro quella dei lavoratori della cooperativa sociale assunti in subappalto». 

Beatrice Ciofi, della Funzione Pubblica della Cgil dichiara: «Tutti i servizi di questo tipo sono subappaltati sempre più spesso perché le leggi spingono verso le esternalizzazioni. Prima questi servizi erano gestiti dai Comuni, ora non è più così. I contratti nazionali però non sono adeguati in quanto non regolamentano nello specifico la situazione dei dipendenti delle cooperative sociali ed è anche per questo motivo che garantire la parità di trattamento diventa difficile». Anche il segretario della Cgil di Empoli, Rossi, ribadisce: «Di questo passo i dipendenti delle cooperative sociali guadagneranno sempre meno e perderanno il loro scopo principale: quello del reinserimento» 

Questione aperta con Publiambiente. «Dopo vari incontri con Publiambiente, il presidente Paolo Regini ci ha detto che l’azienda ha sempre rispettato tutte le norme nell’indire la gara d’appalto ma ha anche aggiunto che se avesse avuto solo lavoratori facenti parte delle cooperative sociali l’azienda non avrebbe potuto garantire gli stessi risultati», dichiara Daniele Donati. Dall’altra parte però Regini specifica che la legge nazionale prevede che alla gara d’appalto possano partecipare tutti i soggetti, privati e cooperative sociali e che la forma contrattuale dei dipendenti delle cooperative non dipende da Publiambiente. «Io seguo le norme e non mi sono mai schierato contro le cooperative sociali - dichiara il presidente di Publiambiente - ma forse sono le cooperative che devono adeguarsi perché di questi tempi le gare diventeranno sempre più complesse».

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COMUNICATO SINDACALE - 22/02/2013 11:44

Lavoratori delle portinerie: solidarietà dei giornalisti

Sciopero ad oltranza da oggi per il vergognoso trattamento economico. I redattori dell’Ufficio stampa del Consiglio vicini alla loro protesta    

Firenze - I redattori dell’ufficio stampa del Consiglio regionale esprimono la loro solidarietà ai lavoratori delle portinerie, in sciopero ad oltranza da oggi.
E’ un fatto estremamente grave, a loro giudizio, non solo che sia stata bandita una gara di appalto al massimo ribasso, con la conseguente pesante riduzione dello stipendio, ma anche che l’amministrazione regionale, da un lato, e la società Eurosafety vincitrice dell’appalto, dall’altro, non vogliano venire incontro, neppure in parte, alle loro legittime richieste.
I sessantrè lavoratori delle portinerie lavorano in Regione Toscana da 24 anni e, con il contratto attuale, vengono pagati euro 4,08 netti (euro 5,53 lordi) l’ora per 195 ore mensili.
 
Daniele Pecchioli 

Sciopero ad oltranza nelle portinerie della Regione

Roma, 21 feb. - (Adnkronos) - Sciopero ad oltranza dei lavoratori delle portinerie della regione Toscana. La protesta, promossa da Cgil Cisl e Usb e dalle Rappresentanze Sindacali di base e' stata decisa contro la mancata applicazione del 'contratto multi servizi' richiesto in sostituzione del contratto di 'portierato', attualmente applicato dalla Societa' Eurosafety, vincitrice della gara di appalto. Un bando, che per effetto delle norme sulla spending review, ha determinato per i lavoratori un netto peggioramento sia dell'orario di lavoro passato da 40 a 45 ore settimanali, che sul piano salariale, con una riduzione media mensile di circa 270 euro, per un salario di fatto inferiore a 1.000 euro netti mensili.

La Societa' Eurosafety in una nota dichiara di ''comprendere la situazione che i lavoratosi stanno attraversando ma di non poter giustificare iniziative come quella in corso e cioe' di uno sciopero dichiarato senza un minimo preavviso e senza il rispetto delle norme che regolano tali manifestazioni nei pubblici servizi''. L'azienda ricorda di aver assunto 63 lavoratori, 9 in piu' rispetto a quanto previsto dal gara di appalto su richiesta di sindacati e Regione.

Inoltre ''ribadisce la totale adesione al testo dell'accordo firmato con i sindacati il 13 di dicembre scorso, accordo che prevede la riqualificazione di tutti i lavoratori e il loro successivo passaggio nel richiesto 'Ccnl multi servizi'. Il contenuto dell'accordo e' pero' raggiungibile attraverso un ruolo attivo della Regione''. Eurosafety, che sta applicando rigorosamente il capitolato d'appalto, ''prende atto positivamente che, pur subendo il danno provocato dalla manifestazione sindacale, non viene accusata di inadempienze, e dichiara di essere disponibile ad ogni confronto che la Regione ritenesse utile attivare per dirimere le problematiche aperte''.

 

FILCAMS CGIL

NOTA STAMPA

SCIOPERO AD OLTRANZA E PRESIDIO ADDETTI PORTINERIA REGIONE TOSCANA. MASI (FILCAMS CGIL) VS REGIONE: “ SE LA SOLUZIONE E' UNA LEGGE CHE LA SI FACCIA SUBITO CON L'IMPEGNO DI TUTTE LE FORZE POLITICHE, NESSUNA ESCLUSA”

Firenze 21.02.2013.- E' in corso da stamattina lo sciopero ad oltranza con  presidio sotto la presidenza della Toscana da parte dei i lavoratori e le lavoratrici dell'appalto portinerie della Regione.

A questa decisione si è giunti dopo l'incontro di ieri tenutosi presso la presidenza della regione in Piazza Duomo a Firenze, durante il quale non sono state accolte le richieste minime da parte dei lavoratori.

Sempre nella giornata di ieri la Regione con un comunicato ha impegnato la giunta  “ad adottare qualunque provvedimento coerente con la normativa nazionale, pur di risolvere il problema dei 63 dipendenti del portierato che si sono visti ridurre la paga oraria in seguito alla gara d'appalto vinta dalla società Eurosafety. Il presidente della Regione ha dato mandato agli uffici perché valutino ogni possibilità, compresa quella di presentare un'apposita proposta di legge al Consiglio regionale, capace di risolvere il problema e comunque di studiare qualsiasi soluzione tecnica sia praticabile”.

A questa apertura del governo regionale risponde oggi Maurizio Magi della Filcams Cgil: "non siamo noi a dover dire quale sia la soluzione tecnica idonea ad attuare un accordo ormai condiviso da tempo. Quello che a noi interessa é trovare una soluzione. Se poi questa dovesse passare da una legge regionale ad hoc, che questa legge la si faccia in tempi rapidissimi e che a tal scopo si impegnino tutte le forze politiche nessuna esclusa. Naturalmente fino a che questo non dovesse accadere, fino a quando i 63 lavoratori dell'appalto non avranno la certezza del loro passaggio al CCNL Multiservizi, la nostra mobilitazione non potrà che continuare" nb

Portierato: la Regione disponibile a cercare soluzione. Forse proposta di legge in Consiglio.  

Scritto da Tiziano Carradori mercoledì 20 febbraio 2013 alle 19:44

FIRENZE – La Giunta regionale della Toscana è disponibile ad adottare qualunque provvedimento, coerente con la normativa nazionale, pur di risolvere il problema dei 63 dipendenti del portierato che si sono visti ridurre la paga oraria in seguito alla gara d’appalto vinta dalla società Eurosafety.

Il presidente della Regione ha dato mandato agli uffici perchè valutino ogni possibilità, compresa quella di presentare un’apposita proposta di legge al Consiglio regionale, capace di risolvere il problema e comunque di studiare qualsiasi soluzione tecnica sia praticabile.

Da questo punto di vista la Giunta regionale si è dichiarata aperta a qualunque proposta possa arrivare anche dal fronte sindacale.
Secondo il governo regionale da quando si è presentato il problema è stato fatto tutto il possibile, ma non è si è riusciti a trovare una soluzione soddisfacente e rispondente alle esigenze dei lavoratori. Ciò è avvenuto non per motivi finanziari e neppure per questioni di principio, ma per vincoli normativi della legislazione nazionale. Il capitolato della gara d’appalto – questa la spiegazione tecnica – essendo un atto dirigenziale, non è stato né redatto, né approvato dalla Giunta e appare del tutto legittimo ancorchè penalizzante per i lavoratori. D’altra parte se contenesse elementi di illegittimità sarebbe stato facile risolverlo, anche in via di autotutela da parte della Giunta.

Portinerie Regione: mozione per tutela e dignità del lavoro

L’aula ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi per garantire una giusta retribuzione ai lavoratori del servizio di portineria, centralino e autista della Regione Toscana

16/01/2013 17:34  Paola Scuffi 

Firenze – Sulla scia della mozione dello scorso settembre – a garanzia della tutela dei diritti dei lavoratori della Regione toscana, in servizio nelle mansioni di portineria, centralino e autista – l’aula è tornata oggi ad approvare, sempre all’unanimità, una mozione per condizioni lavorative dignitose e di tutela dei livelli occupazionali. Per evitare condizioni di lavoro umiliante – ovvero 45 ore settimanali per 700 euro nette al mese – in seguito al pronunciamento unanime del Consiglio regionale la Giunta aveva attivato un tavolo per andare incontro ai lavoratori. La soluzione era quella di attivare dei corsi di formazione professionale per poi passare ad una qualifica di “multi servizi”, garanzia di una retribuzione più dignitosa. Come ha spiegato in aula il primo firmatario della mozione, Mauro Romanelli, parlando di condizioni accettabilmente migliorative. Da qui la mozione – firmata da tutti i gruppi consiliari – per sollecitare ancora una volta la Giunta a trovare le risorse necessarie per una giusta retribuzione, per evitare licenziamenti e farsi quindi carico di una situazione che ha anche un valore morale.

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