Home stampa la pagina

Indice argomenti e foto


Per stampare una parte della pagina (per es. un solo articolo) occorre: 1) evidenziare la parte da stampare;
2) Aprire il menù FILE e poi quello STAMPA; 3) scegliere SELEZIONE nella casella INTERVALLO DI STAMPA

 

altri articoli 2016

Cgil: Camera del Lavoro del Mugello; Nuovo Codice Appalti, non avvertiamo la dovuta attenzione nella stesura dei bandi

Aglietti, clausola sociale, contratti nazionali di lavoro di riferimento, norme sui trasferimenti di ramo di azienda, pericolo infiltrazioni criminali e trasparenza, dobbiamo discuterne per raggiungere un accordo sulla materia.

“Il Nuovo Codice degli Appalti con le modifiche apportate qualche settimana fa, l'art.30 della L.122/2016 rendono necessario, a nostro parere, una ridefinizione ed attenzione nella stesura dei Bandi che nel corso degli scorsi mesi non abbiamo avvertito nelle amministrazioni locali del Mugello.

L'inserimento di specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale, la corretta ed integrale applicazione dei contratti collettivi applicati nel settore merceologico oggetto dell'appalto, l'applicazione delle norme sui trasferimenti di ramo d'azienda sono alcuni dei temi che abbiamo sottoposto all'attenzione dell'Unione dei Comuni da un anno a questa parte.

Insieme a questo, sempre a parere della CGIL, risulta anche indispensabile rafforzare l'attenzione sul pericolo infiltrazioni criminali e sulla trasparenza.

D'altra parte, in alcuni comuni della nostra zona sono state fatte assegnazioni di servizi messi a gara che prevedono applicazioni contrattuali in contrasto con quanto previsto dal Codice degli appalti.

Nei servizi di pulizia, negli appalti delle mense scolastiche, nelle biblioteche,...., garantire la riassunzione dei lavoratori, le ore d'impiego e le condizioni retributive, il rispetto dei contratti collettivi è sempre più difficile, anche se fino ad adesso abbiamo provato a mantenere questi diritti con accordi. Ma non è giusto che si debba fare così.

Stiamo parlando di lavoratori, soprattutto donne, impiegati per un numero limitato di ore giornaliere; mediamente tra le 10 e le 15 ore settimanali; ma il bisogno di lavorare non può rappresentare una colpa da espiare. E questi lavoratori non sono solo un costo da comprimere.

Risale a qualche mese fa un primo incontro con la Presidenza dell'Unione dei Comuni a cui non ha fatto seguito alcun riscontro.

La Cgil auspica e si aspetta che fino dalle prossime gare si applichino integralmente le norme e che dopo il periodo feriale parta finalmente il confronto per raggiungere un accordo sulla materia.

Ogni comportamento in contrasto con la normativa verrà puntualmente denunciato.

Paolo Aglietti
(Coordinatore Mugello/Alto Mugello)

Notizia del: ven 14 lug, 2017

inizio pagina


Gemellaggio tra Cgil di Firenze e Cgil di Perugia: impegno comune per le aree terremotate

Il direttivo della Cgil fiorentina, riunito stamani alla Camera del lavoro in Borgo Greci, ha ospitato la Cgil di Perugia che ha portato una testimonianza della situazione dei territori colpiti dal terremoto. Il direttivo è stato aperto dalla segretaria generale della Cgil fiorentina, Paola Galgani, e concluso dal segretario della Cgil nazionale Vincenzo Colla. Qualche settimana fa, era stata una delegazione della Cgil fiorentina a visitare le zone umbre colpite dal terremoto, per mettersi a disposizione per iniziative di ricostruzione.

“La Cgil nazionale ha invitato ad ‘adottare’ una Camera del lavoro nelle zone colpite dal terremoto e noi con la Cgil di Perugia abbiamo voluto ampliare l’idea, realizzando un vero e proprio gemellaggio che si concretizzerà sia con un sostegno economico da investire nella ricostruzione, sia attraverso uno scambio con le nostre strutture - categorie e servizi - da mantenere nel corso del tempo. Pensiamo infatti che la solidarietà, uno dei valori costitutivi della Cgil, non si debba solo declamare ma anche praticare quotidianamente, soprattutto quando ci sono compagni, compagne e cittadini che vivono in condizioni difficili”, ha spiegato Galgani.

"La nostra organizzazione - ha detto Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia - ha elaborato un progetto per le zone terremotate che coniuga la ricostruzione ad un'idea di sviluppo complessiva delle aree interne del nostro paese, ipotizzando ad esempio una messa a sistema dell'immenso patrimonio di parchi naturali che attraversa le nostre regioni. Ecco perché fare rete con Firenze, con la Toscana, come con le altre regioni dell'Italia di mezzo diventa decisivo. In questo senso il 'gemellaggio' con la Camera del Lavoro di Firenze è per noi un'iniziativa di grande importanza”.

Notizia del: mer 21 giu, 2017

inizio pagina


"Bandiera rossa", al via il progetto di "social movie" sulla provincia toscana ai tempi di Berlinguer

“Avanti popolo… ci facciamo il film!”: “Bandiera Rossa”, primo “social movie” italiano finanziato dal basso col crowdfunding. Storie di politica, associazionismo e amore dalla provincia toscana, al tempo di Enrico Berlinguer

Un film per raccontare quell'Italia bella fatta di associazionismo e Case del Popolo, lotta sindacale e mutua solidarietà, Cooperative di consumo e di lavoro, che negli anni '70 aveva una forte identità sociale che ruotava soprattutto intorno ad un'appartenenza politica: quella al PCI di Enrico Berlinguer. Non un film politico né nostalgico, ma il desiderio di raccontare ai millennials e alle generazioni future un microcosmo ordinario fatto di gente straordinaria, pezzo indelebile della nostra identità contemporanea.

Bandiera rossa, contrordine compagni, è un progetto cinematografico che, da un'idea di Stefano Rainisch, regista e autore, è diventata una sceneggiatura scritta insieme a Pietro Folena (già parlamentare per il PCI, DS e PRC negli anni che vanno dal 1987 al 2008), Tommaso Carli e Stefano Pratesi. La produzione del film è Format srl di Roma, che sostiene il progetto con gli strumenti tradizionali di finanziamento al cinema e con una rete di main partners quali ARCI, CFT, CGIL Firenze, UCCA, Unicoop Firenze, per far convergere sulla piattaforma di crowdfunding www.eppela.it tutte le persone che hanno per lavoro, militanza, affetto, impegno passato o futuro “a sinistra” e che possano riconoscersi nel progetto e diventarne produttori essi stessi.

Per diventare produttore del film “Bandiera rossa” è infatti sufficiente versare anche un solo euro:
coord. bancarie Unicredit: IBAN IT11A0200838864000104092032 - Causale: BANDIERA ROSSA IL FILM
corrente postale: 1037868146 FORMAT SRL, Causale: BANDIERA ROSSA IL FILM
Oppure sulla piattaforma www.eppela.it , partner del progetto per il crowdfunding.
Chi contribuirà con 12 euro avrà due biglietti per vedere il film al cinema e su, a salire, fino all’invito per la proiezione in anteprima, con 100 euro, alla cena con il cast a 200 euro, e con 500 euro visiterà il set e vedrà inserito il suo nome nei titoli di coda.

Il film è una commedia all'italiana ambientata nel 1975 a Certaldo, nel cuore della Toscana:
“...in “provincia” dove il Partito ha un'anima che puoi vedere e toccare. E' qualche cosa di vivo, perchè in breve “il Partito sei tu”, si annuncia un evento inatteso. Biagio Meniconi, segretario della sezione locale, ha appena avuto una straordinaria notizia dal segretario provinciale: il compagno Enrico in persona verrà a visitare il paese. La cosa ha dell'incredibile, ma se la visita è certa, nessun ha la minima idea di quando questo accadrà. E l'attesa porterà con sè un'altra serie di eventi imprevisti... “

Bandiera Rossa il film sarà anche l’occasione per il lancio della più grande raccolta “dal basso” mai avvenuta di memoralia di quegli anni: video, foto, documenti, cimeli di ogni natura che saranno selezionati per costruire una grande mostra itinerante che accompagnerà l’uscita del film (2018).


Queste le dichiarazioni dei referenti dei main partner del progetto:

Per Giacomo Cucini, Sindaco di Certaldo: “Siamo onorati di fare parte di questo progetto che vede ambientare a Certaldo “Bandiera Rossa”. A Certaldo è ancora viva la rete di rapporti, solidarietà, civismo che negli anni '70 ha visto come protagonisti enti, partiti, associazioni, cooperative. Sarà l'occasione per far rivivere a chi l'ha vissuta e raccontare ai giovani che non c'erano una parte importante della nostra storia. Il cinema è poi strumento di marketing territoriale e attrazione di investimenti e incoming, una linea sulla quale l'amministrazione è impegnata e che con questo progetto darà occasione a cittadini, imprese e territorio di essere protagonisti”.

Per il Presidente nazionale Arci, Francesca Chiavacci: “La proposta di questo film ci sembra un'operazione interessante e per certi versi coraggiosa. Parlare in modo divertente di un pezzo di storia troppo spesso rimosso a partire dalle vicende delle persone indubbiamente lo è. È anche un pezzo importante della nostra storia, di un'associazione che si sente parte della sinistra italiana”.

Per il Presidente di CFT, Leonardo Cianchi: “Bandiera Rossa racconta un pezzo di storia della Toscana, lo stesso dal quale la cooperativa è nata e cresciuta in quegli anni. Siamo felici che il nostro corpo sociale possa contribuire alla realizzazione del film: per i nostri soci più attempati sarà come tornare a quella stagione indimenticabile, per i più giovani un modo per rivivere i giorni di cui hanno sentito spesso raccontare”.

Per la segretaria Camera del lavoro - Cgil Firenze, Paola Galgani: “Sosteniamo questo progetto per due ragioni: intanto, il cinema è una forma di espressione bella e importante e dentro a esso ci sono tante competenze e dunque lavoro, lavoro che a volte viene sottovalutato ma che invece va valorizzato. Poi, il film racconta un pezzo della nostra storia, del nostro territorio, del rapporto tra la politica e il lavoro. Questo progetto è affascinante perché, a livello di risorse, vuole farcela da solo con un percorso largo, diffuso e partecipato”.

Per il Presidente di UCCA, Roberto Roversi: “Ucca con la sua rete di 330 tra circoli cinematografici e sale, sostiene il progetto che veicolerà tra i suoi associati, e si candida ad essere partner distributivo del film, per far sì che la pellicola arrivi in profondità e capillarmente al pubblico di riferimento che si riconosce in questa storia”

Per Claudio Vanni, Unicoop Firenze: “Bandiera Rossa è un progetto, una storia, che affonda le radici nella storia della nostra cooperativa, e in un territorio nel quale siamo nati e nel quale siamo oggi più presenti e radicati che mai. Lo sosteniamo quindi perchè la sua trama è anche quella del movimento operaio e cooperativo che ha dato vita e anima alla nostra realtà, passata e presente”

Bandiera rossa, contrordine compagni, vuole essere il primo "social movie" italiano, prodotto con il contributo diffuso di tutti coloro che amano il cinema. Un film alternativo e dal basso nella produzione, come anche nella distribuzione, che vede a fianco del circuito tradizionale curato da Zenit distribuzione, quello di UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci) che selezionerà le sale dove uscire all'interno della sua rete di oltre 330 circoli cinematografici diffusi su tutto il territorio nazionale.

Scopri come su www.eppela.it | www.bandierarossailfilm.it | www.facebook.com/bandierarossailfilm
Video e foto scaricabili da bit.ly/bandierarossa

inizio pagina


LA PROTESTA ANCHE IL NOSTRO SINDACATO ALLA GRANDE MANIFESTAZIONE DI SABATO

"No alla reintroduzione dei voucher"

La Cgil empolese marcia su Roma

t. c. da la Nazione 14 Giugno 2017

ANCHE la Cgil Empolese Valdelsa sarà presente alla grande manifestazione in programma sabato prossimo a Roma contro il tentativo del governo di reintrodurre i tanto temuti voucher. La Camera del lavoro si era battuta strenuamente, arrivando a raccogliere oltre un milione di firme per un referendum abrogativo del vecchio provvedimento. L’esecutivo aveva risposto stralciando definitivamente la politica dei voucher il 21 aprile scorso.

«QUESTA POSIZIONE – spiega Sergio Luschi della Cgil Empolese Valdelsa – ci aveva fatto capire di aver raggiunto l’obiettivo. A nemmeno un mese di distanza da quel provvedimento, però, ci siamo ritrovati una nuova proposta di legge in cui questi voucher vengono reintrodotti con criteri che secondo noi sono ancora più svantaggiosi per i lavoratori. E’ tutto inserito all’interno di una manovra complessa che è già stata approvata alla Camera e che concluderà il suo iter al senato il prossimo 23 giugno, ma la verità è che hanno fatto rientrare dalla finestra quello che avevano fatto uscire dalla porta. E’ una cosa gravissima che non intendiamo accettare».

PER QUESTO il sindacato, anche sul nostro territorio, ha richiamato all’appello tutti i lavoratori: per prenotare i pullman c’è tempo fino a domani: la manifestazione nella Capitale avrà luogo alle 12 di sabato in piazza San Giovanni e si concluderà con un intervento del segretario Susanna Camusso. Già cinque i mezzi pronti a partire dall’Empolese Valdelsa: i raduni sono fissati a Empoli nel parcheggio del Centro Coop alle 4.45 di sabato (prenotazioni allo 0571.942120), a Fucecchio in piazza XX Settembre alle 4.30 (prenotazioni allo 0571.20187), a Castelfiorentino nel parcheggio dello stadio alle 4.30 (0571.64053 o 61620) e infine a Certaldo alle 4.45 in zona mensa (0571.668060 o 665378).

INTANTO IERI, allo slogan «Schiaffo alla democrazia: noi non porgiamo l’altra guancia» accompagnato alla parola «rispetto», la Cgil fiorentina ha organizzato un presidio davanti alla prefettura di Firenze contro la reintroduzione dei voucher da parte del governo. Anche questa protesta era organizzata in vista della manifestazione che la Cgil ha indetto sullo stesso tema sabato prossimo a Roma. Da Firenze e provincia, spiega una nota della Cgil del capoluogo, partiranno alla volta della capitale dieci pullman e un treno speciale, per un totale di oltre dumila persone. Durante il presidio sono state svolte letture collettive degli articoli 1, 4 e 75 della Costituzione.

inizio pagina

"No alla reintroduzione dei voucher", Cgil in presidio a Firenze. "E sabato tutti in piazza a Roma"

“No alla reintroduzione dei voucher”, stamani a Firenze presidio Cgil davanti alla Prefettura. Sono stati letti articoli della Costituzione ed è stata promossa la manifestazione del 17 giugno a Roma. Effettuati volantinaggi in tutta la città

Prima tolgono i voucher per neutralizzare il referendum chiesto dalla Cgil e da oltre un milione di italiani, poi li reintroducono surrettiziamente nella Manovra. “Schiaffo alla democrazia: noi non porgiamo l’altra guancia”: con questo slogan, accompagnato alla parola “rispetto”, la Camera del lavoro-Cgil di Firenze stamani era in presidio (molto partecipato) davanti alla Prefettura di Firenze. Si è trattato di una protesta contro la reintroduzione (da parte del Governo) della normativa sui voucher fatta in violazione dell’articolo 75 della Costituzione, per difendere la democrazia e la possibilità dei cittadini di decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e col pieno riconoscimento dei diritti.

Durante il presidio sono state effettuate delle letture collettive degli articoli 1, 4 e 75 della Costituzione ed è stata promossa la partecipazione alla manifestazione della Cgil del 17 giugno a Roma (da Firenze e provincia partiranno decine di pullman). Sempre oggi, sono stati effettuati anche volantinaggi nelle stazioni fiorentine e in altri luoghi della città e della provincia per invitare la gente sabato a Roma.

Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze) e Alessandro Rapezzi (responsabile organizzazione Cgil Firenze), durante il presidio, sono stati ricevuti in Prefettura, dove hanno esposto le ragioni dell’iniziativa chiedendo che vengano trasmesse al Governo.

Notizia del: mar 13 giu, 2017

inizio pagina


Saracinesche chiuse, il buio in centro

"Un degrado che si deve battere"

Parla Rossano Rossi, responsanbile legalità della Cgil di Firenze

Bruno Berti da la Nazione 25 Maggio 2017

UNA RICERCA sui problemi del commercio segnala che la diminuzione dei negozi significa centri storici e vie importanti delle città sempre più bui causa vetrine spente e quindi meno sicuri e più esposti al degrado. A Empoli abbiamo l’esempio del ‘giro’, ormai divenuto, quando cala la sera, in buona parte preda delle tenebre. Il responsabile provinciale della legalità e degli appalti della Cgil, Rossano Rossi, in proposito pensa che la suggestione fornita dalla ricerca sia realistica ma che vada approfondita per capire meglio.

«A Empoli, come ovunque, una società più inclusiva è possibile se si argina il degrado sociale e lo svilimento dei valori che attraversa il Paese su temi come le migrazioni, la precarietà di vita e il lavoro. Il degrado non è solo migranti: è anche spaccio di droga e caporalato che si manifesta senza remore, ad esempio, in piazza Don Minzoni, la piazza della stazione. Il cosiddetto biglietto da visita della città, messo decisamente male, che spesso noi sindacalisti dobbiamo giustificare ai dirigenti che vengono a Empoli per qualche iniziativa e vedono le condizioni dell’ex Vitrum. Forse non si prestano le dovute attenzioni al problema. Adesso, con la sede del sindacato pensionati in piazza, abbiamo un quadro più chiaro delle condizioni pesanti dal punto di vista della vivibilità in cui versa l’area antistante la stazione ferroviaria. In questo senso la battaglia condotta da La Nazione su piazza Don Minzoni è importante per tutti i cittadini.

IL BENESSERE e un lavoro dignitoso sono le mete da perseguire. Se non ci si riesce, arrivano i problemi, con fenomeni sempre più pesanti di marginalizzazione che spinge tante, troppe persone sostanzialmente fuori dalla società. In questo quadro più occupazione è una risposta parziale ma importante alla microcriminalità. Le difficoltà, poi, ci sono anche perché lo status quo a qualcuno conviene. Senza criminalizzare, ma prendiamo ad esempio il lavoro 24 ore su 24 nelle catenine cinesi, in condizioni intollerabili che gridano vendetta perché mostrano una faccia non rassicurante della società e perché non sono in linea con le tradizioni di civiltà dell’Empolese Valdelsa».

ROSSI aggiunge, poi, da empolese, di essere preoccupato per le condizioni della città. «Vederla così malridotta fa male al cuore. Prendiamo il caso dei negozi chiusi. Crediamo che ci sia un modello di sviluppo da ripensare. Siamo arrivati alle aperture perenni, invece che solo domenicali, condannando allo stesso tempo molti (chi per un motivo o un altro non regge il ritmo) a star chiusi sempre. Certo, la crisi ha dato il suo pesante contributo negativo, ma non si può ricorrere a soluzioni che potrebbero risultare semplicistiche. Spesso a me, laico, capita di trovarmi in sintonia con papa Francesco. In questo senso il suo appello per domeniche non solo a misura di consumi mi trova d’accordo».

inizio pagina


Aouatif, sindacalista col velo per scelta “Vero luogo di culto o dialogo difficile”

Viene dal Marocco e vive in Italia da 27 anni. È ausiliaria a Careggi e nel direttivo della Cgil toscana

ILARIA CIUTI su la REpubblica 25 Maggio 2017

«Vengo dal Marocco, vivo in Italia da 27 anni e sono italiana. Sono musulmana e porto il velo, per religione e identità, ma sono integrata in una vita di lavoro e sociale italiana. Credo che la soluzione del problema moschea non sia più rinviabile e che dobbiamo comprare noi un terreno e costruircelo. Ma penso anche che debbano smettere di remarci contro o traccheggiare, per pregiudizi o ragioni politiche. Il diritto di culto ci deriva dalla nostra Costituzione, che io rispetto». Aouatif Mazigh non sta con le mani in mano, ha tre figli, due femmine di 13 e 24 anni e un maschio di 17, è ausiliaria a Careggi, è delegata sindacale, è nel direttivo della Cgil toscana e nella segreteria di quella fiorentina, fa parte della Federazione islamica toscana e nazionale.

Lei porta il velo.

«E non è un segno di arretratezza, lo dimostra il mio essere attiva. E’ un fatto di fede. Spesso subisco aggressioni verbali per questo, ma mi so difendere. Penso a chi invece non ne ha i mezzi, Io risptto gli altri e me stessa e credo che tutti dovreBbero fare così».

Già, ma non sempre il velo è una libera scelta.

«Se non lo è è un grande errore, come lo è qualsiasi forma di imposizione. Imporre è un abuso ma anche un segno di debolezza. Chi impone è debole, perché non sa spiegare, insegnare, dialogare. Deve essere una scelta libera e cosciente, come tutto. Dopodiché io ho molte amiche musulmane senza velo. Non è quella la sostanza, si può essere pessime con il velo e ottime senza. Il velo è solo la testimonianza di avere raggiunto un grado nella fede ».

Una fede che lei testimonia anche frequentando la moschea?

«La moschea a Firenze non c’è. Ci sono dei garage indecorosi pieni zeppi, dove è impossibile pregare o avere relazioni. Io che sono donna e posso pregare a casa, non ci vado. La mancanza di un luogo di culto per noi musulmani è uno sbaglio tremendo. Che umilia i tanti nostri ragazzi che sono italiani e musulmani e che con la scuola visitano le belle chiese di Firenze e una sinagoga che è la più bella d’Italia. Cosa possono mostrare loro ai compagni? Un garage? E cosa devono sentire dentro se non che loro sono diversi e inferiori? Fa male ai ragazzi ma anche alla società. Come capisco anche chi, dovendo i nostri fedeli andare a pregare fuori dal garage perché dentro non c’entrano, se li trova sul marciapiede a ingombrare il passaggio o a fare qualcosa che l’altro giudica non consono alla città. Non ne deriva dialogo ma incomprensione. D’altra parte se non ho un luogo di pari dignità dove devo invitare le persone per parlare di chi siamo?».

Intanto ci si avvicina il Ramadam e la moschea non c’è.

«Anche perché la questione è stata troppo spettacolarizzata e politicizzata. Non credo che la caserma Gonzaga, proposta dal sindaco Nardella, fosse la soluzione perché quando si occupa strutture destinate a altro, la gente si sente depredata. Ma sono anche convinta che l’entrata in campo di Renzi con il suo no non fosse altro che un gesto politico per accattivarsi animi e voti a ridosso delle primarie. Così non va».

Va bene invece costruire la moschea dal niente?

«I soldi per il terreno e la costruzione, tra autotassazione e sponsorizzazioni, si trovano. Ma la nostra comunità deve avvertire che è ora di smettere con le speculazioni di qualsiasi tipo sull’argomento. Dobbiamo metterci a sedere insieme a un tavolo e decidere in modo ponderato rispettando i diritti di tutti altrimenti nascono rancori. Noi, facendo la nostra parte, e gli altri senza metterci ostacoli pretestuosi. Noi chiediamo di poter osservare la nostra religione, come i cristiani e gli ebrei».

Quale è il ruolo dell’Islam moderato di fronte alla radicalizzazione?

«Non ci sono un islam moderato e un islam integralista. Esiste un Islam moderato e basta. Il mio profeta dice: ‘Se ci sono tre soluzioni scegli sempre quella di mezzo’. Il resto è terrorismo, punto e basta. Non sono musulmani, sono macellai, bestie. Smettiamo di accollarli sempre all’Islam. La nuova generazione parla fondamentalmente italiano, i genitori l’arabo. E’ difficile anche tra loro capirsi in profondità, figuriamoci con gli altri. Così cresce una generazione immersa nell’equazione Islam — terrorismo e si creano divisioni, odio, paura sentimenti negativi degli uni contro gli altri. Quando ho sentito di Manchester mi sono messa le mani nei capelli. Ero ferita tre volte, come cittadina del dialogo contro ogni violenza, come mamma i cui tre figli sarebbero andati al concerto e come musulmana che rischiava le venisse appiccicato il titolo di una ferocia odiosa che non è sua. Io che non devo neanche arabbiarmi. Dice il mio profeta: ‘Quando sei arrabbiato siediti e poi rinfrescati con l’acqua fresca’».

inizio pagina


"Metropolitiamo?" (Cgil Firenze): innovazione-cultura-turismo, le proposte per la Città metropolitana

“Crescita sostenibile e inclusiva per il territorio fiorentino”: riconversione tecnologica negli interventi pubblici, più ruolo nella progettazione scolastica, un incubatore di imprese culturali, superare il turismo 'mordi e fuggi'. Queste alcune delle proposte discusse a “Metropolitiamo?”, l'iniziativa della Cgil fiorentina sulla Città Metropolitana all'Isis da Vinci di Firenze. La segretaria Galgani: “Affrontare le sfide in ottica metropolitana come dimostra l'esempio virtuoso di Eindhoven”

Un territorio che deve saper attrarre talenti, valorizzando la propria cultura. E che punti sull'innovazione non per sostituire l'intelligenza e la creatività dell'uomo ma per farne strumento, perché conoscenza e formazione siano volano di sviluppo. E' necessaria una crescita sostenibile e inclusiva non solo per una questione di solidarietà ma soprattutto per lo sviluppo di tutto il territorio: se le disuguaglianze aumentano e il reddito non si redistribuisce non si cresce. E' questa la cornice di idee espressa oggi a “Metropolitiamo? Visioni e Azioni per la Città Metropolitana Sostenibile”, il terzo evento (svoltosi all'Isis da Vinci di Firenze, scelto come simbolo) all'interno del progetto della Cgil fiorentina sulla Città Metropolitana. Si sono discusse anche alcune proposte sui campi oggetto del seminario. Sulla Manifattura: negli interventi e appalti pubblici, si favoriscano processi di innovazione e riconversione tecnologica, e si promuovano contaminazioni tra competenze diverse per un salto qualità di piccole e medie imprese; sulla scuola: la Città metropolitana inizi a giocare un ruolo forte nella progettazione di istruzione e formazione, guardando allo sviluppo del territorio; sulla cultura: rilanciare la produzione culturale e investire su un incubatore di imprese culturali; sul turismo: favorire la riconversione dal 'mordi e fuggi' al turismo di qualità (con percorsi differenziati per tutto il territorio della Città metropolitana, potenziando il ruolo delle Università straniere). Nel corso della discussione, Thomas Voncken, responsabile economico della Regione metropolitana di Eindhoven (uno dei luoghi più smart e creativi d'Europa), ha raccontato quel modello che ha portato alla creazione di un vero e proprio ecosistema digitale e a un sistema di governo e gestione del territorio basato sulla condivisione, la partecipazione e la programmazione da parte delle varie realtà locali.

Come nei primi due appuntamenti (il primo si è svolto 18 febbraio all’Impact Hub di Firenze sui temi dell’abitare, includere, crescere, prendersi cura; il secondo ha avuto luogo al Centro Rogers di Scandicci il 29 aprile e si è discusso di trasporti, rigenerazione urbana, filiere corte, riciclo), il format ha previsto due momenti: le “visioni” (con le relazioni di esperti che possano offrire una visione sul dibattito e le esperienze delle città metropolitane italiane ed europee) e le “azioni” (attraverso tavoli tematici aperti alla partecipazione di singoli e reti organizzate portatrici di interessi sociali e territoriali; nei tavoli sono state progettate azioni concrete su cui ci sarà un impegno nei prossimi mesi e si interpelleranno le istituzioni locali).

“Metropolitiamo?” vivrà la sua prossima e ultima tappa prossimamente, in data da destinarsi. Spiega Paola Galgani, segretaria generale Cgil Firenze: “Questo progetto è il nostro contributo al dibattito sulla Città Metropolitana con proposte concrete. In tutto il mondo le Città metropolitane sono grandi catalizzatori di opportunità ma anche contenitori di fratture e conflitti sociali, demografiche, ambientali, culturali: la Città Metropolitana di Firenze come intercetta le opportunità e come si misura con le fratture? Noi proviamo a discuterne aprendoci al contributo di idee, di esperienze, di competenze dei lavoratori, delle associazioni, dei singoli cittadini perché siamo convinti che prima di costruire ‘l’istituzione metropolitana’ occorra costruire la ‘comunità metropolitana’, in una rete di stakeholders sociali per costruire obiettivi comuni e un’alleanza per raggiungerli. Bisogna affrontare queste sfide in ottica metropolitana, come dimostra l'esperienza di Eindhoven”.

IL PROGRAMMA DI OGGI

- Ore 9:30 Accoglienza partecipanti e proiezione di un breve video introduttivo
- Ore 10:00 Presentazione di Paola Galgani, Segretario Generale Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze
- Saluti di Marco Paterni, preside Isis Leonardo da Vinci
- Gli scenari della “quarta rivoluzione industriale” e le politiche di innovazione, Andrea Bonaccorsi (Professore Università degli Studi di Pisa)
Fattore umano: come ridare valore al lavoro nell'era digitale
- Marco Panara (Caporedattore Affari&Finanza La Repubblica, saggista e autore di “La malattia dell'occidente: perché il lavoro non vale più”)
Il caso Eindhoven: la transizione verso un ecosistema digitale
- Thomas Voncken (Responsabile Economico Regione Metropolitana di Eindhoven)
Città creative e distretti culturali
- Luciana Lazzeretti (Professoressa Università degli Studi di Firenze)
Cultura e turismo di qualità: una risorsa per l'insieme del territorio metropolitano
- Stefano Landi (Presidente di SL&A turismo e territorio)
ore 13:00 Pranzo a cura dell'Istituto Alberghiero Buontalenti
ore 14:00 Tavoli tematici
- Produrre: l'ecosistema per una manifattura innovativa fondata sulla creatività e l'ingegno.
Con Alberto Gherardini (Università di Firenze), Alessandra Zagli (progetto Open Maker - Impact Hub)
- Apprendere: un territorio capace di progettare la propria offerta di istruzione e formazione. Con Giuseppe Bagni (consigliere CNPI e Presidente Cidi), Andrea Pratovecchi (Rete degli Studenti Medi), Federico Marucelli (Proteo Fare Sapere)
- Creare e viaggiare: produzione culturale e turismo di qualità per una Città Metropolitana creativa e aperta. Con Valentina Laterza (Base incubatore culturale Milano), Matteo Duni (Presidente ASAUI, Association of Scholars at American University in Italy)
- 17:00 Report azioni e conclusioni

Notizia del: sab 20 mag, 2017

inizio pagina


"No al ripristino dei voucher": presidio di protesta della Cgil davanti alla Prefettura di Firenze

"No alla reintroduzione surrettizia dei voucher": stamani presidio Cgil Toscana e Firenze davanti alla Prefettura di Firenze in via Cavour. Angelini (Cgil Toscana): "Attacco alla democrazia e al lavoro, siamo pronti a iniziative di mobilitazione"

Stamani la Cgil Toscana e la Camera del lavoro di Firenze sono stati in presidio davanti alla Prefettura di Firenze (via Cavour) per protestare contro il tentativo del Governo, all'interno della Manovra, di reintrodurre surrettiziamente i voucher aboliti dallo stesso Governo con un Decreto (tramutato in legge dal Parlamento) dopo la spinta dei referendum Cgil. Una mobilitazione scattata immediatamente e spontaneamente vista l’inaccettabilità dell’operazione in corso. Dalida Angelini, segretaria generale di Cgil Toscana, e Paola Galgani, segretaria generale di Cgil Firenze, insieme a un delegato della Filcams Cgil, sono state ricevute in Prefettura dove hanno espresso le preoccupazioni in materia. “Prima tolgono i voucher e poi li reinseriscono surrettiziamente nella Manovra: è un attacco alla democrazia e al lavoro, visto che era pronto un nostro referendum per abolirli, sostenuto da oltre un milione di firme di cittadini. Finché questo rischio nella Manovra non sarà scongiurato siamo pronti ad iniziative di protesta e mobilitazione, anche eclatanti, sia nelle aziende sia nei territori della nostra regione”, ha detto Angelini.

La Cgil e Camusso a muso duro contro il tentativo di Renzi e Alfano di riproporre nella manovra i voucher, cancellati con una legge.
La Cgil, in un durissimo comunicato, avverte il Parlamento che sui voucher ormai la partita è chiusa, e ciò che è uscito dalla porta attraverso un decreto convertito in legge, non può rientrare dalla finestra dell manovra finanziaria, e sotto falso nome. “Il Governo deve intervenire con chiarezza e aprire un confronto per normare il lavoro occasionale in ambito familiare, come proposto nella nostra Carta dei diritti universali, e discutere delle modalità di flessibilità già possibili oggi per le imprese senza doversene inventare ogni giorno di nuove”, scrive la Cgil, in merito ai diversi emendamenti al dl manovra depositati in Parlamento per far entrare nel provvedimento nuove tipologie di lavoro occasionale dopo la soppressione dei voucher. “È evidente il tentativo, nemmeno malcelato, – prosegue la Cgil in una nota – di rispondere alla soppressione di uno strumento che era diventato una delle forme estreme di precarizzazione, con altre forme precarie, poco chiare nei limiti di utilizzo e soprattutto rivolte anche alle imprese e alle amministrazioni pubbliche, oltre che alle famiglie”.

17 Maggio 2017

inizio pagina


Famiglie ‘arcobaleno’ Basta con le discriminazioni 

In Toscana sono già trenta

Domenica meeting a Villa Strozzi

cla.cap da la Nazione 4 Maggio 2017

«NON si può». Sono queste le tre paroline tragiche contro cui sbattono tutti i giorni. Quando vanno all’anagrafe per fare la carta d’identità dei loro figli o quando sono costretti a prendere il bimbo a scuola prima che suoni la campanella. Ma anche quando chiedono di assistere a una sua visita medica. Una costante nella vita delle 30 famiglie ‘arcobaleno’, cioè formate da coppie dello stesso sesso che vivono in Toscana e iscritte all’omonima associazione nazionale nata nel 2005.

La maggior parte di loro risiede proprio a Firenze, dove negli ultimi due mesi sono nati 4 bambini. A cui lo Stato riconosce solo il genitore biologico e non l’altro. Una mancanza contro la quale le famiglie omogenitoriali manifesteranno questa domenica alla Limonaia di Villa Strozzi con la «Festa delle famiglie» sostenuta da Cgil, Arci, Anpas, Regione e Comune di Firenze. Il programma a partire dalle 15: una giornata di giochi all’aria aperta, sport, laboratori creativi, giocoleria, circo, musica, danza e teatro «rivolta – spiega Laura Giuntini, referente toscana di Famiglie Arcobaleno – a tutti i tipi di famiglie non solo a quelle dello medesimo sesso».

IL MESSAGGIO è passare dall’adozione «in casi particolari» del figlio del coniuge, raggiungibile dopo un lungo iter che passa dal tribunale dei minorenni, alla stepchild adoption che prevede un percorso più snello e meno invasivo. «Stralciando la step child adoption dalla legge Cirinnà – commenta Laura Giuntini – la politica ha condannato ancora una volta i bambini ‘arcobaleno’ a una quotidianità priva dei diritti e delle tutele di cui godono tutti gli altri bambini in Italia». E i limiti sono tutti a carico del genitore non biologico. «Che – aggiunge – per assurdo non può nemmeno andare a prelevare il figlio da scuola se non con una delega del genitore biologico».

MA QUAL È l’identikit delle famiglie ‘arcobaleno’? L’Associazione è composta per lo più da donne, circa il 75%. Si contano già oltre 700 bambini, ma il 58% è composto da aspiranti genitori. I figli più grandi del gruppo delle famiglie omogenitoriali toscane hanno intorno agli 8 anni e l’ultima arrivata ha appena 20 giorni. «La nostra organizzazione – commenta Muro Fuso di Cgil Toscana – impegnata sui diritti per il lavoro, ritiene fondamentale estendere anche quelli civili che realizzano tutti insieme la piena cittadinanza sociale». Con le famiglie ‘arcobaleno’ anche la Cgil fiorentina. «Le Unioni Civili – commenta la segretaria Carla Bonora – sono state un passo avanti ma non bastano, bisogna proseguire sui diritti civili connessi a quelli sociali e a quelli del lavoro».

inizio pagina


Primo Maggio dedicato a Fabio Un minuto di silenzio per dirgli addio

L’omaggio della Cgil al giovane morto sul lavoro all’Osmannoro. Signa sotto choc

Viola Centi Simone Innocenti dal Corriere Fiorentino 30 Aprile 2017

Un minuto di silenzio per Fabio Rossini, l’operaio di 21 anni morto in un incidente sul lavoro. Domani Cgil, Cisl e Uil deporranno un mazzo di fiori in via della Treccia, all’Osmannoro, davanti alla sede della ditta di spedizioni dove l’operaio ha perso la vita. Sarà osservato un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni del Primo maggio in provincia di Firenze.

La polizia e l’Asl, coordinate dal pm Concetta Gintoli, stanno lavorando alla dinamica dell’incidente: il giovane, impiegato nella cooperativa Delfinia, che per conto della Nexive gestiva quello spazio, venerdì sera verso le 20 è stato colpito da un carico di 29 pali di alluminio alti quasi tre metri. La polizia sta cercando di capire chi avesse caricato i pali verticalmente sul carrello che il giovane, residente a Signa, spingeva sul piazzale: per gli inquirenti il carrello ha incontrato un avvallamento nel terreno che ha fatto da perno, provocando la caduta del carico addosso all’operaio che trascinava il mezzo dal davanti.

C’è un video dell’incidente, ora agli atti, che ha ripreso le fasi dell’incidente sul lavoro e che lascia, a detta degli inquirenti, poco spazio alle ipotesi. Adesso la magistratura vuole capire se sono state rispettate le norme di sicurezza.

Dice il sindaco di Firenze Dario Nardella: «Da padre, prima che da sindaco, sono sconvolto per Fabio, morto sul lavoro a soli 21 anni. La vicinanza mia e di tutta Firenze alla sua famiglia». Il presidente della Regione Enrico Rossi dice: «Una simile tragedia ci riempie di dolore. Siamo costretti a subire un’altro morto sul lavoro, ma non dobbiamo arrenderci a una fatale contabilità».

A Signa, alla pizzeria «Da Enrico» nella centrale piazza della stazione, lo conoscevano bene. Qui aveva lavorato insieme alla sorella, Giulia, che da qualche settimana lo aveva reso zio. Qui, però, non ce la fanno a parlare di lui. «Gli piaceva il calcio, si divertiva. Abbiamo giocato insieme», dicono. «Era uno di famiglia», dice la cuoca. Solo 21 anni, eppure Fabio, aveva già fatto molte esperienze lavorative. Oltre a fare il cameriere, per due anni, d’estate, era andato a fare tirocinio in una carrozzeria vicini a San Mauro a Signa. «Lo mandavano dalla scuola — dice il titolare — un ragazzo bravo, gli piaceva proprio fare il carrozziere, lo diceva sempre. E poi puntuale, non è mai arrivato in ritardo». Il sindaco di Signa, Alberto Cristianini, parla di una «vera tragedia che ha colpito tutta la comunità». Fabio partecipava attivamente anche al corteo storico della città, che sfilava per la Beata Giovanna il giorno di Pasquetta: «Era un ragazzo attivo, siamo vicini alla famiglia — dice il sindaco — È una tragedia. Spero resti un monito, affinché non succeda più, per la sicurezza dei lavoratori».

inizio pagina

Vertenze feroci e diritti da mantenere I giorni più difficili del sindacato

Tanti problemi irrisolti e, per la Cgil, la ripresa è una chimera

di IRENE PUCCIONI sulla Nazione 28 Aprile 2017

SARÀ UN Primo Maggio di festa e di lotta. Perché se da un lato la Cgil esulta per la decisione del Governo di abolire i voucher e di ripristinare totalmente le responsabilità solidale negli appalti, dall’altro c’è ancora un obiettivo da raggiungere: «La battaglia continuerà – spiega Sergio Luschi, coordinatore Cgil per l’Empolese Valdelsa – affinché la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Carta dei diritti universali del lavoro’ diventi legge. Lì dentro c’è la riconquista dei diritti che, nel tempo, sono stati cancellati o erosi, e la riscrittura del diritto del lavoro di questo Paese». Le conquiste ottenute senza dover passare dal referendum indetto per il 28 maggio potrebbero avere già effetti sul territorio.

«ADESSO – spiega Massimiliano Fabozzi di Filcams Cgil Empoli – abbiamo gli strumenti per far valere i diritti anche di quei cinque lavoratori sotto appalto nella discarica di Montespertoli, gestita da Alia dopo la fusione di Publiambiente. Con la legge sulla responsabilità in solido potremo chiedere direttamente all’azienda committente, quindi Alia, ciò che negli anni questi lavoratori hanno perso ad ogni cambio di appalto». I cinque addetti, tutti extracomunitari, lavorano nel sito da una decina di anni, ma a cadenza annuale, in virtù di una nuova gara bandita da Publiambiente (ora lo farà Alia), subentra una cooperativa diversa che attiva un nuovo contratto. Grazie alle clausola sociale gli addetti mantengono il loro posto di lavoro, ma negli ultimi due anni ci hanno rimesso dei soldi.

«SI PARLA di circa 1.500 euro a lavoratore – spiega Fabozzi – Dall’ultima cooperativa, la Segi di Cosenza, questi operai devono ricevere l’ultima mensilità e il Tfr dopo che la stessa coop ha chiuso il rapporto di lavoro a febbraio proprio in seguito ad alcune mancanze. Anche da parte della cooperativa precedente, la Italiani Servizi, che è la stessa che è subentrata dopo quella calabrese, ci sono state delle mancanze nei pagamenti. Grazie alla legge sugli appalti, la Cgil adesso potrà rivalersi per mezzo degli uffici vertenze direttamente al committente, ossia la stessa Alia. Senza questa possibilità sarebbero passati anni prima di rivedere quei soldi».

TUTTAVIA è ancora presto per cantare vittoria: «Abbiamo già avuto un incontro con i vertici della committenza e Paolo Regini – dice Fabozzi – Ci avevano assicurato che la questione sarebbe stata risolta. Dopo due mesi, però, non abbiamo ancora visto nulla. Lo diciamo chiaro: se i lavoratori non avranno ciò che da contratto spetta loro passeremo ad azioni di protesta forti, anche a picchetti». Il mondo del lavoro ha ancora troppe problematiche irrisolte e la ripresa, per la Cgil, è ancora una chimera. Ogni giorno negli uffici della Camera del Lavoro arrivano richieste di cassa integrazione e di Fsba, il fondo di solidarietà bilaterale alternativo per l’artigianato. «Nel settore del calzaturiero – spiega Silvia Mozzorecchi di Filctem Cgil Firenze – dall’inizio dell’anno abbiamo già ricevuto la richiesta di settanta cassa integrazioni». Un’altra piaga, per Edmond Velaj di Fillea Cgil, è il lavoro intermittente o a chiamata: «La flessibilità non può trasformarsi in precariato costante – spiega – Ai sindacati viene continuamente richiesto di essere al passo coi tempi, di modernizzarsi. Ebbene, dentro la nostra Carta dei diritti universali del lavoro c’è tutta la nostra modernità. Perché il lavoro e i diritti dei lavoratori non passano mai di moda».

inizio pagina

"Noi pensionati a fianco di precari e disoccupati"

«IL PRIMO Maggio è una festa ci vedrà sfilare accanto ai lavoratori e ai giovani precari e disoccupati. Il sindacato dei pensionati sarà al fianco di chi lotta per i diritti». Silvano Pini, segretario Spi Cgil Empoli e sindacalista di lungo corso, parla a nome degli oltre 4000 iscritti della sezione empolese, la più grande dell’Empolese Valdelsa. Anche adesso che può godersi la meritata pensione continua a lottare per sé e per le future generazioni. «Non è un caso – spiega – che questo Primo maggio abbia come sottotitolo ‘Lavoro: le nostre radici, il nostro futuro’».

POI RICORDA le recenti conquiste dei pensionati: «Grazie a un confronto serrato con il Governo siamo riusciti ad ottenere la quattordicesima per tutti quei pensionati che percepiscono mille euro lordi di pensioni al mese, alzando la soglia che prima era ferma a 750 euro. Ma il confronto continua per la rivalutazione del trattamento pensionistico in base all’innalzamento del costo della vita. Ormai i pensionati non provvedono più soltanto al loro fabbisogno, ma spesso rappresentano un ammortizzatore sociale per i loro figli che fanno fatica a trovare lavoro oppure vivono in una condizione di precarietà e non ce la fanno ad uscire di casa ed essere autonomi». i. p.

inizio pagina

Centro Coop sempre aperto «Basta, è un danno per tutti»

APERTO anche tutte le domeniche di maggio. Il Centro Empoli Coop di via Sanzio ha chiesto un altro mese di proroga per le aperture domenicali. Quella che doveva essere un’eccezione, inizialmente limitata al periodo natalizio, sta diventando una regola. Terminate le festività, le aperture domenicali sono state estese a tutto il mese di gennaio, per poi continuare anche nei mesi successivi. La Cgil-Camera del Lavoro, che nello stesso centro commerciale ha la sua sede, non ci sta e chiede all’Unione dei Comuni l’apertura di un tavolo per discutere in merito a questa decisione.

«IN REALTÀ – spiega Sergio Luschi coordinatore Cgil per l’Empolese Valdelsa – è più di un mese che attendiamo di essere convocati. Il mese scorso l’incontro è stato rimandato. Stavolta vogliamo che la questione venga affrontata. Le aperture straordinarie non giovano al commercio. Sono soltanto uno strumento di sfruttamento per gli addetti alle vendite, ma anche un danno per i negozi del centro commerciale naturale e per tutti i negozi di vicinato». i. p.

inizio pagina

Manifestazioni del 1° Maggio 2017 nella Area Metropolitana di Firenze

Barberino del Mugello:
Ore 10 concentramento in Piazza Cavour, corteo con comizio conclusivo in piazza Cavour di Davide Materazzi, Segretario UILM Firenze.

Empoli:
Ore 9:30 Ritrovo in Piazza Stazione. Ore 10 Partenza corteo.
Ore 11:30 In Piazza della Vittoria intervento di Alessio Rigatti Responsabile CISL Empolese Valdelsa e comizio di Gianna Fracassi della Segreteria Nazionale CGIL

Fucecchio:
Ore 9:30 ritrovo in Piazza XX Settembre, ore 10:30 partenza del corteo, ore 11:30 Piazza Montanelli, introduzione di Silvia Mozzorecchi della FILCTEM CGIL di Firenze, saluto del Sindaco Alessio Spinelli e comizio conclusivo di Mirko Lami della Segreteria CGIL Toscana

Gambassi Terme:
Ore 7 CANTAMAGGIO per le vie cittadine. Ore 10 Primo Maggio in Piazza Roma, ore 11 saluto del Sindaco Paolo Campinoti e comizio di Donato Petrizzo della Funzione Pubblica CGIL Firenze

Montaione:
Ore 8:30 ritrovo in Piazza Gramsci, partenza del corteo Ore 10 arrivo presso il Teatro del Popolo e saluto del sindaco, Paolo Pomponi .Seguiranno gli interventi di Nilo Ciulli, Segretario SPI CGIL Montaione e comizio conclusivo di Donatella Galgani della FILCAMS CGIL Firenze

Castelfiorentino:
Ore 8:30 ritrovo in Piazza Gramsci. Ore 9  partenza corteo 9:30 arrivo alla Cooperativa Co.l.c. ai Praticelli che offrirà a tutti i partecipanti la colazione; ore 10:45 introduzione di Nadia Meacci Segretaria SPI CGIL Castelfiorentino e saluto del Sindaco Alessio Falorni e comizio conclusivo di Marco Benati Segretario Generale FILLEA CGIL Firenze

Certaldo:
Ore 9:30 ritrovo in Piazza della Libertà. Ore 10:30 partenza del corteo da Piazza Boccaccio per le vie cittadine. Ore 11 saluto del Sindaco Giacomo Cucini e comizio di Massimiliano Fabozzi della FILCAMS CGIL di Firenze.

Pontassieve:
Ore 9:30 Concentramento in Piazza Vittorio Emanuele II di fronte al Comune. Ore 9:45 corteo, ore 11:30 comizio conclusivo in Piazza dell’Unità d’Italia a S. Francesco di Fabio Franchi della Segreteria CISL Firenze.

Sesto Fiorentino:
Ore 10 Concentramento in P.zza Ginori, corteo Ore 11:30 comizio di Laura Zucchini della Segreteria UIL Toscana

Fiesole:
Ore 10:30 Partenza del Corteo dalla Casa del Popolo di Borgunto (Fiesole) con proseguimento fino a Piazza Mino a Fiesole dove , dopo un saluto del Sindaco di Fiesole, Anna Ravoni, si terrà il comizio di Paola Galgani, Segretaria Generale CGIL Firenze.  Al termine Pranzo sociale presso la Casa del Popolo di Fiesole (prenotazione obbligatoria).

Chianti:
Alle ore 10:30 presso la Sala Consiliare “L. Biagi” del Comune di Tavarnelle Val di Pesa, piazza Matteotti, ci sarà un incontro/dibattito sul tema “Lavoro,Territorio, Legalità”: interventi del sindaco David Baroncelli e di Roberto Pistonina, Segretario Generale CISL Firenze

inizio pagina


Un corteo contro la guerra in Siria in 200 in piazza SS. Annunziata

da la Repubblica 14 Aprile 2017

UN fiore bianco, la bandiera della pace, e un corteo silenzioso partito, simbolicamente, dall’esterno dell’Istituto degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata a Firenze. Circa 200 persone hanno sfilato tra le strade di Firenze nella manifestazione organizzata dalla Cgil per la pace e per non dimenticare i bambini vittime di tutte le guerre. «Siamo qui per dimostrare che non ci abituiamo alle guerre e alle sue vittime che sono soprattutto civili e innocenti, come i bambini – dice Paola Galgani, segretario generale della Cgil – lo abbiamo visto nella strage in Siria e nell’atto terroristico in Svezia». Al corteo hanno partecipato anche alcuni ragazzi stranieri studenti a Firenze: «Veniamo da Israele, Belgio, Svezia – hanno detto – e siamo qui per manifestare ancora indignati per ciò che è successo in Siria». La marcia silenziosa, a cui hanno aderito l’Arci, l’Anpi e varie associazioni, organizzazioni, movimenti e alcuni politici di Sinistra Italiana e del Pd ha attraversato il centro di Firenze e lanciato i fiori bianchi in Arno dal Ponte alle Grazie. «Ci sembra giusto – ha detto la segretaria generale Galgani – che ricominciamo non solo a indignarci ma anche a manifestare per la pace». (g.ad.)

Corteo per la pace giovedì 13 aprile a Firenze: la Cgil chiama a raccolta la città

Corteo per la pace e per non dimenticare i bambini vittime delle guerre, giovedì 13 aprile a Firenze la Cgil chiama a raccolta la città: ritrovo ore 19 in piazza Santissima Annunziata, marcia silenziosa per le vie del centro, lancio di fiori in Arno da Ponte alle Grazie

“Per non dimenticare i bambini vittime di tutte le guerre”: la Cgil di Firenze organizza per giovedì 13 aprile un corteo per la pace. Ritrovo alle 19 davanti all’Istituto degli Innocenti (“innocenti” come i bambini vittime delle guerre), marcia silenziosa per le vie del centro fino al Ponte alle Grazie, dove saranno lanciati fiori in Arno.
“La guerra attraversa i nostri giorni come una tragica e rassegnata quotidianità. Tra terrorismo e interventi militari degli Stati la morte ci circonda. I bambini sono come sempre le prime incolpevoli vittime. Per fare memoria delle loro vite spezzate e non rassegnarci alla normalità della guerra, ci vogliamo ritrovare giovedì 13 aprile per una marcia silenziosa: ritrovo in piazza Santissima Annunziata, alle 19, per camminare fino al Ponte delle Grazie. Facciamo appello a partecipare a tutti coloro che hanno a cuore la pace, singoli, movimenti, associazioni. Chi viene, solo con le bandiere della pace e con un fiore bianco”, dicono Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze) e Carla Bonora (Cgil Firenze). Il percorso del corteo: piazza Santissima Annunziata, via de’ Servi, piazza Duomo lato sede della Regione Toscana, via del Proconsolo, piazza Giudici, lungarno e Ponte alle Grazie.

“Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare,giocare, preparare la tavola a mezzogiorno...
Ci sono cose da fare ogni notte:
chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire...
Ci sono cose da non fare mai:
né di giorno, né di notte, né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra”

(Gianni Rodari)

Notizia del: mar 11 apr, 2017

inizio pagina


Legri, sinistra in festa al parco

Volontari al lavoro verso il 1°Maggio

M. Serena Quercioli su la Nazione 5 Aprile 2017

IL PARCO di Legri rivive dopo tre anni dall’ultima Festa de L’Unità. E i lavori di ripulitura sono già partiti grazie ai volontari perché il 1° maggio ci saranno la merenda e un incontro con la Cgil «La storia, il lavoro». Sinistra Italiana di Campi Bisenzio, Calenzano e Sesto Fiorentino riparte dalla presentazione di questa festa per annunciare l’imminente congresso della federazione provinciale che si svolgerà al circolo Rinascita a Campi l’8 e 9 aprile e il lavoro dei coordinamenti locali. Il congresso sarà aperto da Stefano Fassina. 

Serena Pillozzi (Campi), Giuseppe Carovani (Calenzano) e Carla Bonora (Cgil Firenze) hanno illustrato il programma della festa. «Legri – ha detto Carovani, ex sindaco di Calenzano – per 40 anni ha rappresentato un momento di alta condivisione sociale. Ora siamo eredi di questa storia, anche se non gli unici, e l’impegno deve andare verso il mondo del lavoro, nella battaglia a fianco dei sindacati».

inizio pagina


"Cambiare il mondo del lavoro"

Landini tra le paure dei giovani

Il segretario della Fiom ha incontrato gli studenti del ’Ferraris’

Irene Puccioni da la Nazione 30 Marzo 2017

«IN CINQUE ANNI di scuola superiore c’insegnano come lavorare, ma non ci spiegano quali diritti avremo da lavoratori». «Io voglio sapere come funziona il mondo del lavoro, non solo l’azienda in cui entrerò». E ancora: «Ci dite che dopo la scuola sarà difficile trovare lavoro e una volta trovato seguirà un lungo apprendistato. Non lo trovo molto giusto e mi chiedo perché». Dubbi, timori, domande degli studenti (dell’istituto superiore «Ferraris» di Empoli) che ieri mattina hanno affollato, insieme a tanti lavoratori, la sala riunioni del circolo ricreativo culturale «I Praticelli» di Castelfiorentino, dove è stata organizzata un’assemblea pubblica con il segretario nazionale della Fiom Cgil, Maurizio Landini e il segretario generale di Cgil Firenze Paola Galgani.

ALL’ORDINE del giorno l’abolizione dei voucher e la modifica della responsabilità sugli appalti: provvedimenti decisi di recente per decreto dal governo, e oggetto del referendum del prossimo 28 maggio. Il decreto dovrà ora essere convertito in legge. «Se il Parlamento non fa quello che deve fare – avverte Landini – il 28 maggio ci sarà il referendum, che passerà se milioni di persone andranno a votare. Siamo qui per dire a giovani e meno giovani che solo se ci mettiamo insieme riusciamo a cambiare il mondo del lavoro».

SULLA ‘mossa-decreto’ del governo Gentiloni, il segretario nazionale Fiom non ha dubbi: «Lo ha fatto perché ha paura del referendum. Ci sono poi altre leggi da cambiare, come la ‘buona scuola’ o un fisco ingiusto che fa pagare tanto a chi ha poco e troppo a chi non ha niente. Leggi che hanno creato una situazione di divisione, frantumazione del lavoro finora mai vista. La ricchezza di un Paese – incalza Landini – è il frutto di quello che i lavoratori producono. E quando una persona pur lavorando è povera vuol dire che la società è ingiusta». Anche sui giovani che espatriano per cercare un futuro migliore, Landini ha una posizione precisa: «Non è vero che molti giovani vanno all’estero per scelta, ci vanno per necessità». A prendere la parola anche Thomas Langneble, delegato Fiom in Valdelsa: «Dopo 10 anni – dice – ancora non riesco a comprendere la legge ‘Bossi Fini’. Ho due figli grandi nati in Italia che ancora non sono italiani, ma quanto ancora dobbiamo vivere in queste condizioni?».

PER PAOLA Galgani «è stata una mattinata bella e significativa. Erano presenti – sottolinea – lavoratori e lavoratrici di diversi settori del mondo del lavoro, pensionati, e anche tantissimi giovani, quelli che oggi studiano e domani lavoreranno. Sentirsi tutti una grande comunità è il valore più grande».

inizio pagina


Pd:Camusso,scissione? rispettiamo dibattito, non interveniamo

"Penso che la Cgil abbia un suo orientamento, un suo piano programmatico e delle sue opinioni: è molto rispettosa del dibattito degli altri e non interviene". Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha risposto a chi le chiedeva un parere sulla scissione del Partito Democratico, a margine di una tavola rotonda sul lavoro che si svolge stamane al museo del Tessuto di Prato. "Il lavoro è già tornato al centro della scena politica grazie ai due referendum che noi abbiamo promosso - ha spiegato Camusso - per il resto noi ci confronteremo con tutti". (ANSA).

La Segretaria Paola Galgani e il futuro della Sinistra
“Regione e città vanno governate mi aspetto senso di responsabilità”

DI ILARIA CIUTI su la Repubblica 21 Febbraio 2017

PAOLA Galgani, segretaria della Cgil fiorentina, una tessera del Pd fino a due anni fa e poi non più rinnovata. Entrerebbe in una nuova forza politica? «Non lo so, sto a vedere cosa succede. Comunque è un fatto esclusivamente personale. Con la Cgil non c’entra». E allora come vede la scissione la Cgil? «Non la vede come Cgil. Perché siamo gelosi della nostra autonomia e i nostri iscritti hanno opinioni politiche diverse e tutte di pari dignità». Quello su cui Galgani è certa invece di potersi pronunziare è sui destini delle amministrazioni, le istituzioni, gli enti locali. «Mi auguro — dice — che tutti abbiano un grande senso di responsabilità perché non c’è solo da continuare il governo di città e regione ma anche da rispondere a questioni serie e importanti che riguardano la vita dei cittadini. I quali li hanno eletti su un programma che loro hanno l’obbligo di rispettare, scissione o meno. Lo dico ad ambedue le parti».

A livello politico generale, invece, «la questione non è stare con Renzi o con Rossi. Se ci si ferma qui la discussione non coglie quello che sta succedendo. Il punto per qualsiasi forza politica di centro sinistra è quello di misurarsi con le grandi fratture e contraddizioni che ci sono oggi nel Paese, con il fatto che la grande maggioranza viva in difficoltà mentre pochi abbiano grandi ricchezze e condizionino la politica. Guardando soprattutto ai deboli e agli ultimi che ne fanno le spese. Oltre che misurarsi con il processo di innovazione in atto che riguarda da vicino i territori perché non è solo tecnologica ma coinvolge vita, relazioni sociali e personali». Galgani sente la necessità di idee: «Ho sentito qua e là voci intelligenti. Vorrei che queste idee venissero messe a disposizione di una discussione più ampia che coinvolga le persone, le faccia riappassionare, dia loro la sensazione che questo stato di cose si può cambiare». Contribuirebbe anche la Cgil? «Siamo autonomi ma non chiusi in un recinto. Abbiamo intelligenze e competenze, a partire dai lavoratori».

A chi le ricorda che la Cgil non è andata molto d’accordo con il governo Renzi, la segretaria risponde: «Abbiamo criticato alcune scelte del governo a partire dal Jobs Act che, se da una parte ha ridotto i diritti e peggiorato le condizioni del lavoro, dall’altra non ha creato lavoro continuativo e non ha combattuto la precarietà. Gli ultimi dati Irpet rivelano come le assunzioni dipendano solo dagli sgravi fiscali, dopodiché aumentano le cessazioni dei lavori a tempo indeterminato come i tempi determinati e le false partite Iva, esplodono i voucher fino a 2,6 milioni a Firenze. Non a caso lanciamo i referendum per l’abolizione dei voucher e per la responsabilità solidale negli appalti». Non solo. «Abbiamo anche criticato — continua — la politica sulla scuola o sulla povertà che non si risolve con i bonus ma con il lavoro. Eppure abbiamo apprezzato, come fatto di grande civiltà, la legge sulle unioni civili. Noi valutiamo le proposte

inizio pagina


"Metropolitiamo", le quattro proposte dal progetto Cgil Firenze sulla Città metropolitana

"Metropolitiamo": 4 proposte-linee guida su casa, accoglienza, asilo nido, assistenza. Partito all'Impact Hub il percorso della Cgil Firenze sulla Città metropolitana. La segretaria Galgani: "Cogliere le opportunità, lotta alle fratture sociali". Le parole degli ospiti di oggi: Dugheri del Comune di Firenze, Lucciarini de La Sapienza, Fernandez del Comune di Barcellona, Marsico di Caritas, Guerinoni di Fondazione welfare ambrosiano

Agenzia Sociale per la Casa, Osservatorio indipendente di supporto ai Comuni per la programmazione e il controllo dei progetti di accoglienza, un Piano per l'accessibilità agli asili nido, Carta Metropolitana dei servizi socio-assistenziali: sono le linee guida/proposte partite dal primo appuntamento di "Metropolitiamo", il progetto della Cgil di Firenze sulla Città metropolitana (oggi si è svolto il primo incontro, dedicato al sociale, in un Impact Hub gremito). Le quattro proposte sono approfondite nei tavoli di lavoro pomeridiani, i cui lavori finiranno sul sito metropolitiamo.it. "Oggi parte un percorso che si svilupperà in altri tre appuntamenti nelle prossime settimane, la Città metropolitana, prima come comunità e poi come istituzione, deve diventare un terreno di opportunità e di lotta alla fratture sociali; noi con esperti, cittadini e associazioni vogliamo dare un contributo, attraverso confronto, obiettivi comuni e la costruzione di alleanze", ha detto la segretaria generale di Cgil Firenze Paola Galgani.

LE PAROLE DEGLI OSPITI

Gianni Dugheri (Servizio statistica Comune di Firenze) ha spiegato che "le tendenze demografiche fiorentine sono la bassa natalità, l'invecchiamento della popolazione e il ruolo crescente delle migrazioni. Le previsioni verso il 2030 dicono che saremo di più e più anziani". Silvia Lucciarini (università La Sapienza Roma e Aix-Marseille), nel suo intervento sulle politiche sociali, ha illustrato come in Italia non ci sia "un modello unitario, e la frammentazione delle risposte non porta parità dei diritti". Di nuove povertà ha trattato Francesco Marsico di Caritas: "la povertà oggi tocca anche chi ha lavoro, e anche i giovani e i minori. Dal 2012 tante persone che prima non avevamo mai visto vengono da noi, serve un piano nazionale di contrasto alla povertà". Poi è stata la volta di Ricard Fernandez (direttore area Diritti sociali del Comune di Barcellona): "In Spagna la crisi economica ha fatto crescere le diseguaglianze, a Barcellona ci sono 85 sgomberi a settimana, 3mila homeless, 75mila utenti di mense sociali. La sindaca Ada Colau ha messo in campo sul sociale politiche attive (clausole sociali negli appalti, coproduzioni col terzo settore, posti di lavoro con l'azienda municipale Barcelona Activa, integrazioni di servizi con politiche di lavoro, sanità e istruzione) e passive (reddito minimo per famiglie in povertà grave). Gli investimenti sulle politiche sociali sono passati dai 223 milioni del 2015 ai 331 milioni del 2017. È in arrivo anche un piano contro l'emergenza casa". Ha concluso i lavori della mattinata Romano Guerinoni (Fondazione Welfare ambrosiano), illustrando l'attività dell'ente milanese: "Credito solidale, anticipazione di ammortizzatori sociali grazie a un fondo di garanzia, accompagnamento all'autoimprenditorialità, mutualità sanitaria integrativa... inoltre gestiamo l'Agenzia sociale per la locazione, con lo scopo di promuovere il canone concordato".

Notizia del: sab 18 feb, 2017

inizio pagina

Piano strategico, Metrocittà Firenze su dichiarazioni Galgani (Cgil)
I consiglieri delegati Falorni e Fossi sul percorso partecipativo e il lavoro compiuto in vista di ulteriori tappe
Il Piano strategico della Città Metropolitana di Firenze è il frutto di un confronto attento e plurale con gli attori sociali e di categoria del territorio, dell'università, delle istituzioni e, soprattutto, con i cittadini, attraverso un percorso partecipativo che coinvolge tutte le anime della Metrocittà.
Alessio Falorni, consigliere delegato della Città Metropolitana al Piano strategico, ed Emiliano Fossi, delegato della Metrocittà alla Partecipazione, replicano al segretario della Cgil Paola Galgani. Due gli strumenti principali: il lavoro del comitato scientifico che ha operato con i diversi dipartimenti dell' Università degli Studi di Firenze e un percorso di partecipazione, con focus e incontri diffusi sul territorio, che è il più articolato di quelli realizzati finora in Toscana, tanto da avere ottenuto il maggiore investimento della Regione per percorsi di questo tipo.
La cittadinanza è stata raggiunta anche con gli strumenti del web sia per essere aggiornata sia per essere coinvolta in sondaggi e pareri.
La chiusura del percorso partecipativo è stata fatta la scorsa settimana in un incontro all'Ordine degli Architetti e in quella sede abbiamo annunciato che si apriva il confronto con gli stakeholders associati e con le associazioni sindacali.

Con essi abbiamo fissato una giornata di confronto il 23 febbraio prossimo proprio perché il Piano non è stato scritto su tavole di pietra e lo schema di Piano, di cui sono state pubblicate le linee generali fondanti, è ancora da sottoporre al confronto politico e agli stakeholder. Quindi si svolgeranno gli stati generali del Piano.

Finora ogni tappa è stata raggiunta nel rispetto dei tempi e delle aspettative. La posizione di Galgani risulta francamente un po' pregiudiziale, come se non fosse al corrente di tutti questi passaggi.
C'è ancora tempo per un contributo di proposte, comprese quelle di Galgani e della Cgil, tanto più che Galgani ha già preso parte ad un incontro il 12 maggio scorso. I risultati conseguiti finora sono stati peraltro pubblicati e ci si poteva esprimere sui punti qualificanti.

In ogni caso anche i numeri sono indicativi. Il processo partecipativo “Insieme per il Piano. Partecipa alle scelte per il futuro della Città Metropolitana di Firenze” si è svolto da novembre 2015 a ottobre 2016 , secondo una forma complessa e articolata. Sono stati condotti:
7 incontri di kick-off meeting;
151 interviste in profondità ai diversi attori del territorio metropolitano;
1 questionario online aperto a tutta la cittadinanza;
12 focus groups tematici;
4 tavoli di lavoro progettuali;
1 sondaggio online;
1 incontri pubblico di presentazione dei risultati del processo partecipativo.
Complessivamente hanno partecipato alle attività, seppur con diversi ruoli e intensità di collaborazione, circa 1600 soggetti.
Il convegno promosso in questi giorni da Paola Galgani con la Cgil sulla Città Metropolitana sarà senz'altro un'occasione per esprimere una visione d'insieme, in un confronto a tutto campo con gli iscritti che potrà esprimere un contributo collettivo all'incontro del 23 febbraio.

16/02/2017 20.11
Città Metropolitana di Firenze

inizio pagina

"Metropolitiamo", la Cgil di Firenze ha presentato il progetto sulla Città Metropolitana

"Metropolitiamo? Visioni e azioni per la Città Metropolitana": stamani la Cgil di Firenze ha presentato il progetto sulla Città Metropolitana, 4 eventi aperti a tutti in 4 luoghi simbolo del territorio per costruire proposte sulle opportunità e sulla gestione delle fratture sociali. Si comincia sabato a Firenze all’Impact Hub (tra gli ospiti, Francesco Marsico di Caritas Italiana e Ricard Fernandez, economista e Direttore dell'Area Diritti Sociali del Comune di Barcellona). La segretaria Cgil Paola Galgani: “Questo progetto è il nostro contributo al dibattito sulla Città Metropolitana con proposte concrete. Prima di costruire l’istituzione metropolitana occorre costruire la comunità metropolitana”

La Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze sta promuovendo il progetto “Metropolitamo? Visioni e azioni per la Città Metropolitana”. Si tratta di alcuni eventi in programma nei prossimi mesi per approfondire le sfide che riguardano il territorio fiorentino provando a declinarle in una visione metropolitana. Saranno coinvolti esperti che possano offrire una visione nazionale e internazionale, attraverso tavoli di lavoro dove delineare, con gli altri attori sociali del territorio, un nucleo di proposte e azioni concrete.

Il percorso si articola in 4 giornate: la prima si terrà sabato 18 febbraio e si discuterà di Città Metropolitana “Accogliente” (appuntamento a Firenze all’Impact Hub di Rifredi dalle 10 alle 18, il tema sono le politiche sociali e tra gli ospiti saranno presenti Francesco Marsico di Caritas Italiana, Ricard Fernandez - economista e Direttore dell'Area Diritti Sociali del Comune di Barcellona - e Romano Guerinoni, Direttore Fondazione Welfare Ambrosiano). Nelle successive si discuterà invece di Città “Sostenibile” (tema: ambiente e infrastrutture) e “Innovativa” (tema: manifattura e cultura), mentre nell'ultima giornata si affronterà il tema dell'Istituzione Metropolitana. Oggi il percorso è stato presentato in conferenza stampa, presso la Camera del lavoro di Borgo Greci, da Paola Galgani, segretaria generale Cgil Firenze: “Questo progetto è il nostro contributo al dibattito sulla Città Metropolitana con proposte concrete. In tutto il mondo le Città metropolitane sono grandi catalizzatori di opportunità ma anche contenitori di fratture e conflitti sociali, demografiche, ambientali, culturali: la Città Metropolitana di Firenze come intercetta le opportunità e come si misura con le fratture?”, ha detto, aggiungendo: “Noi proviamo a discuterne aprendoci al contributo di idee, di esperienze, di competenze dei lavoratori, delle associazioni, dei singoli cittadini perché siamo convinti che prima di costruire ‘l’istituzione metropolitana’ occorra costruire la ‘comunità metropolitana’, in una rete di stakeholders sociali per costruire obiettivi comuni e un’alleanza per raggiungerli”. Galgani ha commentato così il Piano Strategico Metropolitano: “Nel piano ci sono proposte condivisibili, ma ci sembra non pienamente all’altezza delle grandi sfide che abbiamo di fronte e soprattutto non interviene sulle fratture sociali, demografiche, ambientali né tanto meno affronta in maniera innovativa il modello di sviluppo economico, sociale e del lavoro”.

LA SCHEDA DEL PROGETTO

“Metropolitiamo? Visioni e azioni per la Città Metropolitana” è un percorso di discussione e progettazione che la Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze mette a disposizione di tutti gli attori del territorio. In particolare il percorso si articola in quattro eventi che si svolgeranno nei prossimi mesi per approfondire le sfide che riguardano il nostro territorio provando a declinarle in una visione metropolitana.

GLI EVENTI E I TEMI

I tre eventi tematici di “Metropolitiamo?” si concentreranno sulla Città Metropolitana Accogliente, Sostenibile, Innovativa.

La “Città Metropolitana Accogliente” affronterà le emergenze demografiche e sociali e progetterà azioni sull'abitare, includere, crescere, prendersi cura.

La “Città Metropolitana Sostenibile” affronterà il governo del territorio e dei suoi flussi guardando alla sostenibilità ambientale e progetterà azioni su: muoversi, rigenerarsi, coltivare, riciclare.

La “Città Metropolitana Innovativa” si concentrerà invece sulla visione di sviluppo economico e culturale progettando azioni su: produrre, visitare, creare, imparare.

“Città Metropolitana: insieme si diventa grandi” sarà il titolo del quarto evento: un momento di sintesi e confronto a tutto campo con le Istituzioni del territorio.

IL FORMAT: VISIONI E AZIONI

Il format sarà sempre diviso in due momenti:

-Le Visioni con le relazioni di esperti che possano offrirci una visione sul dibattito e le esperienze delle città metropolitane italiane ed europee.

-Le Azioni attraverso tavoli tematici aperti alla partecipazione di singoli e reti organizzate portatrici di interessi sociali e territoriali; nei tavoli verranno progettate azioni concrete su cui ci impegneremo nei prossimi mesi e su cui interpelleremo le Istituzioni locali.

La mattina introdurremo i lavori con una breve video-inchiesta, con le testimonianze di alcuni cittadini della Città Metropolitana.

I LUOGHI

Per le tre giornate abbiamo scelto tre luoghi che riteniamo simbolici:

-Impact Hub: luogo simbolo per l'innovazione sociale;

-Centro Rogers: luogo simbolo per la rigenerazione urbana e la mobilità sostenibile;

-ITI Leonardo da Vinci: luogo simbolo per lo sviluppo delle competenze della manifattura fiorentina.

COMUNICAZIONE E PARTECIPAZIONE

Questo percorso vuole essere aperto al contributo della città, vogliamo infatti connette persone e territori per costruire la “Comunità Metropolitana”, tassello fondamentale per dare ruolo e forza alla “Città Metropolitana”. Per favorire la partecipazione e la possibilità di conoscere l'esito degli eventi utilizzeremo il sito www.metropolitiamo.it e la pagina Facebook @Metropolitiamo come diario di bordo e luogo per commentare e discutere le azioni prodotte dagli eventi.

L’EVENTO DI SABATO 18 FEBBRAIO

Ore 10:00-18:00: Abitare, Includere, Crescere, Prendersi cura

Impact Hub Firenze, Via Panciatichi 16 Firenze

Accoglienza e Inizio dei lavori

Vita metropolitana

video-introduzione

Presentazione

Paola Galgani, Segretario Generale Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze

Firenze 2030: previsioni demografiche per la Città Metropolitana

Gianni Dugheri, Servizio Statistica e Toponomastica Comune di Firenze

Nuovi bisogni sociali e poltiche di welfare nelle città europee

Silvia Lucciarini, Università degli Studi La Sapienza e LIA (Laboratoire International

Associé) presso l'Università di Aix-Marseille

Nuove povertà e marginalità nei contesti urbani

Francesco Marsico, Caritas Italiana

Politiche abitative, diritti sociali, partecipazione: l'esperienza di cambiamento a Barcellona

Ricard Fernandez, Economista e Direttore dell'Area Diritti Sociali del Comune di Barcellona

L'esperienza della Fondazione del Welfare Ambrosiano di Milano

Romano Guerinoni, Direttore Fondazione Welfare Ambrosiano

Pranzo a cura dell'Associazione Trisomia 21

Azioni

Tavoli Tematici (aperti al contributo di tutti, tanti soggetti e associazioni hanno già dato la disponibilità a partecipare)

Abitare: l'agenzia sociale per la casa e le nuove forme di edilizia sociale

Includere: dall'emergenza alle politiche di integrazione per i rifugiati

Crescere: l'asilo nido un diritto per tutte le bambine e i bambini

Prendersi cura: una Carta metropolitana dei servizi socio/sanitari

Report Azioni e Conclusioni

Notizia del: gio 16 feb, 2017

inizio pagina


Lo sportello Oplà "raddoppia", la Cgil Firenze: "Esperienza positiva che vogliamo implementare"

Lo sportello Oplà (orientamento, previdenza, assistenza, lavoro per chi incorre in patologie oncologiche) della Cgil di Firenze raddoppia: oltre al venerdì si apre anche il martedì, si comincia domani per San Valentino. I numeri del servizio e l’identikit di chi vi si rivolge. Bonora (Cgil Firenze): “Esperienza positiva che vogliamo implementare”

È un San Valentino particolare quello che la Cgil di Firenze si appresta a festeggiare quest’anno. Da domani martedì 14 febbraio, infatti, l’apertura dello sportello Oplà (orientamento, previdenza, lavoro assistenza), rivolto a chi incorre in patologie oncologiche, raddoppia la presenza nel punto di via Tavanti 3 al 2° piano. Mentre il venerdì si conferma l’apertura per tutto ciò che riguarda la consulenza in materia di diritti contrattuali, di reinserimento nel luogo di lavoro, di consulenza sul contratto di lavoro in materia di malattia, utilizzo dei permessi previsti e altri diritti, da domani sarà giorno di apertura anche il martedì, con la presenza di un operatore del patronato per le pratiche previdenziali, assistenziali e la consulenza su questi temi. L’orario è confermato, per le due giornate, dalle 15 alle 18. Si raccomanda sempre di prendere l’appuntamento per telefono al n. 055-2700417 oppure 347 3369959. Dal giorno della sua inaugurazione, a fine ottobre 2016 ,molte sono le persone che hanno trovato ascolto ai propri problemi allo sportello. “Possiamo certamente affermare che l’esperienza che stiamo maturando in questo nuovo servizio della Cgil di Firenze è indubbiamente positivo. Abbiamo incontrato, ad oggi, più di 50 persone, ciascuna con la propria storia di malattia, ciascuna con i propri problemi e con la voglia indiscussa di trovare soluzioni alle esigenze più impellenti”, spiega Carla Bonora di Cgil Firenze

LE PROBLEMATICHE EMERSE

Sicuramente il primo approccio è quello di avere informazioni sui diritti che possono agire dal momento in cui sono incorsi nella malattia. Alcuni chiedono informazioni sul percorso da intraprendere per il riconoscimento dell’invalidità civile causata dalla malattia, in tal caso noi forniamo le prime indicazioni, l’elenco dei documenti che devono procurarsi e prendiamo loro l’appuntamento con un operatore del patronato che inoltrerà la pratica; altri hanno già fatto le pratiche previdenziali e hanno bisogno di informazioni relative all’esito o a quali diritti possono godere. Altri ancora chiedono delucidazioni, spesso da riportare in azienda per potere affrontare, nel godimento pieno dei propri diritti, il reinserimento contestualmente alle terapie prescritte o subito dopo nel periodo successivo alla convalescenza.

L’IDENTIKIT DI CHI VI SI RIVOLGE

Più di un terzo degli utenti sono arrivati allo sportello attraverso il canale pubblicitario (locandine in ospedale), TV, radio, giornali, anche di quartiere. Un buon numero dal canale sindacale. Circa 1/3 è iscritto al sindacato, ma come da costume Cgil si dà assistenza a tutti coloro che si rivolgono ai servizi Cgil, quindi anche ai non iscritti. La stragrande maggioranza degli utenti sono donne, tuttavia anche gli uomini si avvicinano al nostro servizio. La fascia di età più interessata è tra i 40 e i 60 anni, ma non sono mancati gli under 30 e persino over 70. Quasi tutti sono occupati, pochi disoccupati/e, 2 pensionati. I settori maggiormente interessati sono terziario (ristorazione, commercio servizi) e P.A. tra i quali spicca la sanità. Il fatto che le donne siano la stragrande maggioranza lo si ritiene plausibile per alcuni motivi: A) Settori del mondo del lavoro a prevalenza femminile; B) Maggiore propensione delle donne alla interazione con i servizi sul territorio; C) Grande interazione con Ispo/Cerion che nasce come presidio per tumore al seno, oggi centro riabilitazione con varie patologie oncologiche, quindi a contatto prevalentemente con sesso femminile. L’Azione di sensibilizzazione di Ispo/Cerion va verso il ben-essere post operatorio (varie attività riabilitative, psico-oncologia, logoterapia, riabilitazione motoria, artistica creativa). In questo percorso il recupero sul versante professionale è estremamente valorizzato, da qui la sintonia con Oplà.

LE PROSPETTIVE

“Intanto abbiamo rafforzato la nostra presenza raddoppiando le giornate di apertura dello sportello e abbiamo previsto la presenza di un operatore del patronato in modo tale che l’utente non debba trasferirsi tra le varie sedi della Cgil. Ci piacerebbe pensare che possiamo organizzare una permanenza anche in altri territori della città, magari vicino ai presidi ospedalieri dove c’è un contatto diretto con l’utenza. Sicuramente stiamo lavorando per ottimizzare la prestazione, pensiamo a realizzare una pagina web dedicata, o forse addirittura un’app per il cellulare che faciliti il contatto e consenta in maniera diretta e semplice di prendersi l’appuntamento in una agenda prestabilita”, dice Bonora.
Quindi non ci resta che ricordare che da domani 14 febbraio Oplà è operativo 2 giorni a settimana, il martedì e il venerdi dalle ore 15.00 alle 18.00 nella sede di Via Tavanti 3 (2° piano). Per info e prenotazioni 055 2700417 oppure 347 3369959

Notizia del: lun 13 feb, 2017

inizio pagina


Una battaglia per cambiare il lavoro La Cgil lancia la sfida sul camper

Abolizione dei voucher e nuove regole sugli appalti: si pinta al referendum

Irene Puccioni da la Nazione 24 Febbraio 2017

ANCORA la data del voto non è stata fissata, ma gli appuntamenti per informare sui quesiti referendari sono già iniziati. La Cgil, che in camper sta girando l’Italia con la campagna «Libera il lavoro, con 2 sì, tutta un’altra Italia», ieri ha fatto tappa in piazza Gramsci a Empoli. La prima domanda è per l’abolizione dei voucher, cioè i buoni cartacei (o elettronici nella loro versione smaterializzata) che servono per remunerare le prestazione di lavoro occasionale o accessorio.

«QUANDO è nato il voucher poteva servire per determinate tipologie di lavoro, come per la vendemmia o la raccolta delle olive, oggi – spiega Sergio Luschi, responsabile Cgil per l’Empolese Valdelsa – è esteso a qualsiasi forma lavorativa ed è diventato un abuso insopportabile. Nel 2016 in Italia con i voucher si è arrivati a remunerare 140 milioni di ore di lavoro. In questa situazione il lavoratore non ha diritto alle ferie, alla maternità, a permessi sindacali». Più tecnico, invece, l’altro quesito che riguarda la modifica alla responsabilità di committenti, appaltatori e sub-appaltatori nei confronti dei lavoratori impiegati negli appalti. In caso di vittoria del sì, davanti a irregolarità nei pagamenti di stipendio e contributi, il dipendente di una società che ha ricevuto un appalto o un subappalto potrà chiedere direttamente il denaro che gli è dovuto al committente dell’appalto.

«ABROGARE le norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti – spiega Walter Marini delegato Fiom Cgil della Sicep di Certaldo – significa impedire che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell’azienda committente e chi in una appaltatrice o in sub appalto, garantendo gli stessi diritti e le stesse tutele a tutti i lavoratori». La Cgil aveva raccolto le firme anche per ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che si occupa dei licenziamenti senza giusta causa. La norma ha subìto una sostanziale modifica nel 2012 con la riforma Fornero ed è stato di fatto superata dal Jobs Act. La Consulta, però, ha giudicato inammissibile il referendum e quindi tutto resta com’è.

IL TOUR della Cgil presto arriverà anche in Valdelsa. «Questi due referendum incidono sulla vita lavorativa di milioni di persone nel nostro paese, adesso – chiosa Luschi – sta al governo indicare il prima possibile una data per il voto. Abbiamo anche chiesto che la data venga accorpata con quella delle elezioni amministrative».

"Stop voucher e appalti garantiti"

Il grido del sindacato viaggia in camper

Firenze, Martini (Cgil): «Così stanno distruggendo il capitale umano»

Stefano Vetusti su la Nazione 23 Febbraio 2017

ABOLIZIONE dei voucher e responsabilità solidale negli appalti: ha preso il via ieri il viaggio dei «camper dei diritti» in tutta Italia per sostenere i due referendum promossi dalla Cgil con tre milioni di firme. Prima tappa le sedi delle principali testate di informazione. A Firenze il segretario confederale nazionale Franco Martini, con la leader della Camera del lavoro fiorentina Paola Galgani, ha incontrato il direttore de La Nazione Pier Francesco De Robertis.

Martini, i vostri obiettivi.
«Prima di tutto una richiesta al governo: noi partiamo con la campagna Cgil sui camper in giro per l’Italia ma il paradosso è che non sappiamo quando si andrà a votare. Al governo chiediamo quindi che fissi la data del voto per i referendum. Potrebbe coincidere anche con quella delle amministrative...».

Sui voucher c’è chi sostiene che la loro abolizione finirebbe tuttavia per creare un vuoto normativo...
«Non è vero. Nella proposta di legge che la Cgil ha presentato, la carta dei diritti universali del lavoro che di fatto riscrive il diritto del lavoro in questo Paese, vi sono gli articoli 80 e 81 che regolamentano proprio il lavoro occasionale».

Nel 2016, secondo i dati forniti dall’Inps, solo nella provincia di Firenze sono stati comprati due milioni e 567mila voucher (10 euro ciascuno).
«Una enormità, una cifra senza precedenti. Sono ormai diffusi in tutti i settori, a testimonianza di un loro uso distorto, di un abuso. Abbiamo portato nelle piazze le storie, drammatiche, di tanti lavoratori che vengono pagati con i voucher pur svolgendo di fatto un lavoro dipendente, senza avere diritti, nel precariato più totale. Questa piaga va eliminata. I voucher vanno aboliti. Ma il tema degli appalti non è meno importante, direi anzi che si tratta di un’altra emergenza...».

Prego.
«Assistiamo al boom degli appalti, di appalti al massimo ribasso, appalti in tutti i settori, dal manifatturiero al terziario, alla pubblica amministrazione. Appalti a cascata in cui alla fine il lavoratore non sa più a quale porta bussare se sorgono problemi, se la ‘sua’ azienda magari non lo paga, se deve rivendicare dei diritti. Il committente con questo meccanismo di appalti e subappalti si libera dalle responsabilità. La Cgil vuole ripristinare la responsabilità solidale negli appalti, in modo che chi lavora abbia comunque una porta alla quale poter bussare per far valere i propri diritti».

La crisi rende più difficile difendere i diritti del lavoro.
«La Cgil punta a rimettere il lavoro al centro degli impegni in questo Paese, in cui stiamo assistendo alla distruzione del capitale umano, a un impoverimento crescente del lavoro, alla perdita di diritti».

Le prossime tappe del camper?
«Oggi saremo al mercato a Empoli (dalle 8,30 alle 11,30), quindi a Firenze nella zona dell’ospedale di Careggi dalle 12 alle 14, all’Ikea a Sesto Fiorentino e infine di nuovo a Firenze con un volantinaggio alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. Domani saremo ad Arezzo».

inizio pagina

A Firenze in piazza Ciompi la Cgil porta storie di diritti negati su voucher e appalti

Via alla campagna per i referendum voucher e appalti: stamani flash mob Cgil a Firenze in piazza dei Ciompi (alle 12 lancio di palloncini in cielo). Presente una lavoratrice pagata in modo improprio a voucher, si sono lette pubblicamente storie vere di lavoratori fiorentini che si sono visti negare diritti coi buoni lavoro e coi cambi d’appalto. Sono intervenute Paola Galgani, segretaria Cgil Firenze (“Raccontando le loro storie - ha detto - vogliamo dare forza ai loro diritti, le loro ragioni sono quelle per cui siamo in campagna elettorale per i due referendum”), e Gianna Fracassi (Cgil nazionale)

Maria Teresa, barista a tempo pieno pagata a voucher, licenziata una volta incinta. Monica, cameriera ai piani in un hotel che a ogni cambio d’appalto perde un diritto. Giovanna, che puliva in appalto le camere e provò a farsi pagare a ore e non a stanze. Maria, lavoratrice di un appalto di pulizie e quegli stipendi sempre in ritardo.

Queste e altre storie vere di diritti negati nel territorio fiorentino (nel campo dei voucher e degli appalti) sono state lette pubblicamente stamani nel corso del lancio della campagna della Cgil di Firenze per i due referendum (abrogazione dei voucher, responsabilità solidale negli appalti): l’appuntamento era dalle 11,30 alle 12:30 in piazza dei Ciompi a Firenze (Loggia del Pesce) con presidio, flash mob e conferenza stampa (presenti Paola Galgani, segretaria generale di Cgil Firenze, e Gianna Fracassi di Cgil nazionale). Alle 12 in punto, così come nelle altre piazze d’Italia dove la Cgil è stata presente (la mobilitazione è nazionale), da Piazza dei Ciompi si sono alzati al cielo decine e decine di palloncini con gli slogan della campagna (“Con due sì tutta un’altra Italia”, “Libera il lavoro”, hashtag #Con2Si e #ReferendumLavoro). Era presente anche una lavoratrice che ha avuto una esperienza continuativa in una fabbrica di manifattura fiorentina ed è stata pagata a voucher anziché avere un contratto a tempo determinato. Questa lavoratrice, Francesca, 50 anni, ha illustrato alla stampa la sua vicenda: "Ho avuto periodi di voucher poi periodi di contratto a tempo determinato: solo che coi voucher non avevo né ferie né malattie, e in seguito, da disoccupata, nemmeno ammortizzatori sociali. Sulla questione dei voucher va cambiato qualcosa, sembra quasi un lavoro nero legalizzato per chi ha bisogno di lavorare".

Ha detto Paola Galgani: “Sui voucher e sugli appalti si concentrano innumerevoli storie di diritti negati, raccontandole in piazza vogliamo dare voce alle rivendicazioni di chi le ha vissute e ha paura ad uscire allo scoperto - e questo la dice lunga sul punto a cui siamo arrivati -. Le milioni di firme che la Cgil ha raccolto testimoniano un’urgenza che bisogna affrontare, noi siamo in campagna elettorale anche per le rivendicazioni di questi lavoratori e per le prossime settimane saremo nei mercati, nei luoghi di lavoro e nelle piazze a spiegare le nostre ragioni per vincere questi referendum. Invitiamo di nuovo il Governo a fissare la data del voto per i due referendum della Cgil, e il Parlamento a discutere della proposta di legge della Cgil della Carta dei diritti universali del lavoro, il nuovo statuto dei lavoratori”.

LE STORIE

Altri esempi di storie fiorentine di voucher intercettate dalla Cgil, letti stamani in Piazza Ciompi:
1) I voucher non limitano il lavoro nero, talvolta lo coprono, altre volte lo incentivano. La storia di Letizia: Letizia è un'operatrice socio sanitaria disoccupata, ha accettato un lavoro presso un ristorante rispondendo a un'offerta pubblicata on line. Doveva essere pagata a voucher, ha poi scoperto che la proporzione era di un voucher ogni due ore di servizio, ma per l'azienda anche questo era troppo costoso e complicato. E' stata pagata a nero: 3 euro l'ora.
2) I voucher servono per evitare di sottoscrivere un contratto, e l'appetito vien mangiando. La storia di Giuseppina: “A giugno 2016 ho sostenuto un colloquio per iniziare a lavorare per un azienda di cui preferisco non fare il nome. Sono stata pagata per tre mesi a voucher, superando il limite consentito. In seguito sono stata assunta con un contratto di sei mesi con 90 giorni di ‘prova’. Ne sono passati 2 o poco più e sono stata licenziata, mi è stato però chiesto di continuare a lavorare con loro di nuovo tramite voucher, essendo scaduto l'anno 2016 e azzerato il limite dei voucher”.
3) I voucher permettono di non pagare affatto parte della prestazione, quella parte che, in assenza di un contratto, diventa invisibile: la storia di Gianna, laureata in Scienze Statistiche. Gianna ha lavorato per una società privata di ricerca, ha progettato, somministrato ed elaborato questionari statistici. Non è stata pagata perla prestazione più qualificata, ma solo per la somministrazione dei questionari, a voucher.
4) I voucher non servono solamente per le prestazioni occasionali: vengono usati anche per pagare tecnici qualificati e quadri nell'industria. La storia di Fabrizio, cinquantenne con una lunga esperienza nella gestione della produzione nel settore calzaturiero: viene convocato a colloquio in seguito ad autocandidatura. Lavora per una settimana in prova (non contrattualizzata ma pagata), superata la prova lavora per 8 mesi a voucher fino al raggiungimento del massimale, il resto cash. Naturalmente: niente contratto, niente ferie, niente malattia, niente assegni familiare e niente NASPI alla fine.
5) I voucher possono essere usati per rendere eternamente in sospeso un contratti a tempo determinato. La storia di Leonardo, magazziniere. Ha lavorato per 4 settimane a voucher tra un contratto di lavoro dipendente e un altro per un azienda metallurgica fonitrice di noti marchi nazionali, sempre la stessa. Lo scopo era impedirgli di maturare l'anzianità di 36 mesi che avrebbe trasformato il suo contratto in un "tempo indeterminato".

Notizia del: sab 11 feb, 2017

inizio pagina


Spettacolo "Fa'afafine" a Rifredi, 20 biglietti gratis da Cgil Firenze. Paola Galgani: "No a pregiudizi"

Spettacolo “Fa’afafine” (sulla storia di un ragazzo gender fluid) al Teatro di Rifredi (Firenze), la nota di Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze): “No ai pregiudizi di contrarietà morale, sì alla libera espressione artistica: invitiamo ad andare a vederlo, mettiamo a disposizione 20 biglietti gratuiti per studenti e giovani lavoratori”. Chi è interessato, scriva a segreteria@firenze.tosc.cgil.it

Spettacolo “Fa’afafine - mi chiamo Alex e sono un dinosauro” (la storia di un ragazzo gender fluid, in scena al Teatro di Rifredi di Firenze il 18-19 febbraio), la nota di Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze):

Ormai non si riesce più ad affrontare confronti e discussioni nel merito delle questioni senza scatenare tifoserie e polemiche. Quando poi si tratta di problematiche obiettivamente complesse e delicate che attengono, comunque la si pensi, alla dignità delle persone, sentiamo davvero il bisogno di un confronto aperto e diffuso.
Succede infatti nella nostra città che l'ordinaria programmazione di un teatro, in questo caso quello di Rifredi, incontri la censura dell'Arcivescovado per i temi trattati in uno spettacolo, anche con l’invito a disertare la rappresentazione. Come abbiamo detto, proprio temi profondi e delicati per la vita delle persone, come quelli dell’identità sessuale, richiedono atteggiamenti di ascolto e ricerca non giudizi e condanne. Al di là delle diverse opinioni e visioni, si deve poi rispettare e garantire sempre la libertà di espressione culturale e artistica. Nessuno è obbligato a vedere uno spettacolo e risulta davvero improprio un giudizio preventivo di contrarietà morale.
Per quanto ci riguarda, non entriamo nel merito dei contenuti dello spettacolo. Vogliamo solo vederlo ed invitiamo tutte e tutti ad andare a teatro, con la libertà di giudizio che possiamo e dobbiamo avere sempre. Con questo spirito di libertà e di ricerca, la Cgil di Firenze mette a disposizione 20 biglietti per studenti e giovani lavoratori che desiderano andare al teatro di Rifredi a vedere “Fa’afafine” (chi è interessato, scriva a segreteria@firenze.tosc.cgil.it).

Notizia del: mer 08 feb, 2017

inizio pagina

"No alla Cittadella dei disabili" a Empoli: appello di Paola Galgani (Cgil Firenze) al Comune

“Cittadella dei disabili” a Empoli, Galgani (segretaria Cgil Firenze) al Comune: “Progetto insostenibile e incomprensibile, si rinunci. No all’idea che ‘gli imperfetti è meglio non vederli’, serve vera inclusione sociale. Il sindaco metta in pratica la legge del ‘Dopo di noi’ piuttosto". Fuso (Cgil Toscana): "Ci rivolgiamo anche alla Regione affinché si ripensi il progetto"

“Cittadella dei disabili” a Empoli, la nota di Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze):

Sono mesi che molte associazioni si esprimono contro la costruzione di “cittadelle dei disabili” nella nostra Regione. Nelle intenzioni della ASL e del Comune di Empoli c'è questa scelta: una scelta opposta a quelle fatte negli ultimi trent'anni proprio in quel territorio, così come in altri, di costruire strutture diurne o residenziali per disabili che permettessero una vera inclusione sociale e quindi che fossero pienamente inserite nella vita sociale delle comunità.

L'idea di costruire strutture grandi, magari alle periferie delle città e quindi della comunità ci riporta indietro nel tempo e risponde a una deriva culturale che sembra aver “infettato” anche le nostre istituzioni e le nostre comunità da sempre attente a questi temi e a queste scelte. Nella società della bellezza e della perfezione esteriore a tutti i costi, gli imperfetti è meglio non vederli, è meglio relegarli in luoghi in cui le relazioni sono prevalentemente tra loro...

Eppure in questo Paese è stata approvata una Legge, cosiddetta sul “Dopo di Noi”, il cui obiettivo è quello di garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone disabili, consentendogli ad esempio di continuare a vivere nelle proprie case o in strutture che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa d'origine.

Esattamente l'opposto delle “cittadelle dei disabili”. La CGIL di Firenze ha convintamente sottoscritto il “MANIFESTO PER LA VITA LIBERA DELLE PERSONE CON DISTURBI MENTALI E DISABILITÀ INTELLETTIVA,CONTRO IL RISCHIO DI UNA NUOVA ISTITUZIONALIZZAZIONE” e ora chiede in primis al Sindaco di Empoli, rappresentante dello stesso partito grazie al quale è stata approvata la Legge sul “Dopo di noi” di mettere in pratica quella Legge, rinunciando all'incomprensibile e insostenibile idea di andare avanti sul progetto di costruzione di una grande strutture in cui far “confluire” i disabili di tutti i centri dislocati nella città.

Aggiunge Mauro Fuso (segreteria Cgil Toscana): "Lo spirito della legge nazionale sul 'Dopo di noi' - il benessere, la piena inclusione sociale e l'autonomia delle persone con disabilità - e le politiche della Regione Toscana contraddicono la scelta che si va configurando ad Empoli. Ci uniamo pertanto alle contrarietà espressa dal mondo dell'associazionismo e ci rivolgiamo alla Regione Toscana affinché ci sia un doveroso ripensamento del progetto verso un modello diverso, di strutture più piccole, diffuse e integrate nel tessuto sociale".

Notizia del: lun 06 feb, 2017

inizio pagina


Carta dei Diritti, Voucher e Appalti

La partita della Cgil Empolese

La rivoluzione nel panorama dei ‘posti’ riguarda migliaia di addetti

di BRUNO BERTI su la Nazione 24 Gennaio 2017

ALLA SEDE della Cgil, dopo aver assorbito il colpo ‘mortale’ assestato dalla Corte Costituzionale al referendum sull’articolo 18, su cui si erano registrate milioni di firme, si guarda alla legge di iniziativa popolare per la nuova Carta dei diritti universali del lavoro. Si tratta di una sorta di Statuto dei lavoratori rivisto e corretto su cui ci si attende una risposta fattiva da parte del Parlamento. «Per noi, però, la partita dell’articolo 18 non è finita. Sul tema Carta l’elemento più importante – dice il coordinatore della Cgil dell’Empolese Valdelsa, Sergio Luschi – è rilanciare una norma che restituisca uno status sociale a chi presta la propria opera nelle fabbriche, nei negozi e negli uffici». Alla Camera del lavoro di via Sanzio sono ben consapevoli della vera e propria rivoluzione che ha sconquassato i ‘luoghi’ in cui si lavora, mettendo in discussione molte delle certezze delle organizzazioni sindacali, con la fabbrica che negli anni ha perso centralità nell’esperienza del lavoro di milioni di persone, anche se l’Italia è pur sempre al secondo posto in Europa, dopo la Germania, per attività manifatturiere. «E’ vero, quello che per noi è il nuovo Statuto dei lavoratori guarda anche agli autonomi, nella consapevolezza che il panorama delle attività lavorative è cambiato profondamente».

PER RIMANERE a settori abituali, basti pensare agli studi professionali, spesso con poche persone oltre al titolare oppure alle nuove realtà dell’economia 2.0, con le famose start up quasi sempre con numeri bassissimi in quanto a dipendenti. E nelle realtà più piccole, il sindacato ha difficoltà a entrare: dunque c’è bisogno di un cambio di passo che ha anche necessità di un approdo legislativo per battere la ‘solitudine dei lavoratori’.

Sul fronte dei referendum, alla Cgil sono rimasti quelli sui voucher e sugli appalti, pubblici e privati, che nell’Empolese Valdelsa significano circa 3.000 addetti. «Anche in questo caso, appunto, parliamo di questioni che toccano migliaia di persone nell’Empolese Valdelsa». I voucher, quelli che si acquistano in tabaccheria, sono diventati per il sindacato una sorta di valvola di sfogo per non assumere in maniera più o meno stabile. La questione degli appalti si riferisce alla responsabilità solidale in materia. «Cioè il committente deve farsi carico dei problemi in caso di disfunzioni nell’esercizio dell’appalto, come ad esempio turni di lavoro troppo pesanti».

SU QUESTI due referendum al sindacato sanno di doversi impegnare con determinazione, visto che per essi, ai fini della validità, serve il famoso quorum del 50% degli elettori, un traguardo non facile. «Dovremo parlare con tutti, lavoratori e forze sociali e politiche, così come abbiamo fatto nel corso della raccolta delle firme».

inizio pagina


La Madonnina della Camera del lavoro di Firenze restaurata dall'Opificio Pietre Dure. La Cgil: 'Investire in cultura'

La Madonnina della Camera del lavoro di Firenze (stile robbiano, ‘800) restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure: stamani sono partite le operazioni. Rapezzi (Cgil): “Preservare il patrimonio artistico attraverso la tradizione di formazione al restauro. Firenze non è solo turismo, si rilanci questa attività professionale specialistica”

Firenze, 10-1-2017 - La ottocentesca Madonnina di stile robbiano, che campeggia nella corte interna della Camera del lavoro di Firenze in Borgo Greci (Palazzo Peruzzi), sarà restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure e dai ragazzi della Scuola di Alta Formazione di Firenze (settore materiali ceramici e plastici).

Stamani sono partite le operazioni: la Madonnina, dopo una fase di preconsolidamento, è stata smurata, smontata in 15 pezzi e portata all’Opificio. Sarà reinserita nel suo alloggiamento ad aprile, completamente restaurata (previsti incollaggi, puliture, stuccature, ricostruzioni materiche, ritocchi pittorici, rimontaggio sul pannello).

“La Cgil ha accolto con favore la richiesta dell’Opificio, importantissima istituzione culturale, di prendere la Madonnina robbiana ottocentesca per il restauro - ha detto Alessandro Rapezzi (segreteria Cgil Firenze) -. La nostra organizzazione cerca non solo di preservare il valore artistico e culturale della propria sede, che dal 1957 è Palazzo Peruzzi, costruito su una parte del perimetro del vecchio teatro romano. Ma siamo anche interessati a promuovere tutte le iniziative e le attività che possano favorire la valorizzazione delle competenze artistico scientifiche presenti nel nostro territorio. Pensiamo che preservare il patrimonio artistico attraverso la nostra tradizione di formazione al restauro sia utile a promuovere una economia che, oltre al turismo, rilanci una attività professionale fortemente specialistica che non può nascere in ogni luogo ma solo dove tale vocazione ha radici solide”.

Notizia del: mar 10 gen, 2017

inizio pagina