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altri articoli 2016

Farmacie comunali a Sesto Fiorentino, rinnovato il Contratto integrativo. Soddisfatta la Filcams Cgil Firenze

Farmacie comunali a Sesto Fiorentino, rinnovato il Contratto integrativo. La Filcams Cgil Firenze: “Una buona notizia”. Confermati i diritti acquisti, riconosciuti i permessi anche ai nuovi assunti

Il 6 ottobre scorso è stato siglato dalla Filcams Cgil il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda Farmacie e Servizi spa, che gestisce le otto Farmacie comunali del Comune di Sesto Fiorentino.
Oltre alla conferma dei buoni pasto, e alla contrattazione sulla organizzazione del lavoro che prevede una equa ripartizione dei turni, è stata ottenuta la riconferma anche delle condizioni di miglior favore economiche per le malattie di lunga durata. Grande valore assume, inoltre, il riconoscimento dei permessi per i nuovi assunti - non previsti nel Contratto Nazionale - ottenuti sia grazie alla solidarietà dei colleghi già in forze sia con il contributo dell’Azienda.
Dice Chiara Liberati della Filcams Cgil Firenze: “Esprimiamo soddisfazione per un risultato ottenuto in un’azienda che da sempre coniuga professionalità nel servizio ai cittadini, bilanci in salute e ottime relazioni sindacali, grazie anche all’impegno dei delegati aziendali”.

Notizia del: lun 09 ott, 2017

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"I Gigli": via alla formazione sulla gestione delle emergenze, intesa Direzione-Filcams Cgil Firenze

Centro commerciale I Gigli (Campi Bisenzio): Direzione e Filcams Cgil Firenze danno il via a un percorso di formazione, prevenzione e gestione emergenze. Il sindacato e la direzione de I Gigli: “Una pratica innovativa e una buona prassi”. I delegati dei punti vendita saranno portati a conoscenza della pratica di gestione delle emergenze e potranno al tempo stesso segnalare casi di mal funzionamento e problematiche inerenti la sicurezza che riscontrano nei negozi

Una insolita ed innovativa pratica è stata messa in piedi fra la Filcams Cgil Firenze e la direzione del Centro commerciale I GIGLI di Campi Bisenzio. Per la prima volta nella storia della grande distribuzione è iniziato un percorso di formazione sulla sicurezza e la prevenzione nel centro commerciale. Sono stati coinvolti in questo progetto la direzione del Centro commerciale e lo "staff tecnico", la Filcams Cgil e i delegati delle aziende più grandi presenti nel Centro (Panorama, Mc Donald's, Zara, H&m, Mediaworld; altri saranno coinvolti nelle prossime date).

“Una pratica innovativa e costruttiva – dichiara il direttore de I Gigli, Luca Frigeri – che risponde alle esigenze attuali. Riteniamo che questo sia un grande momento di formazione e di scambio reciproco di informazioni nell'ottica di una crescita comune”.

I delegati dei punti vendita saranno portati a conoscenza della pratica di gestione delle emergenze e potranno al tempo stesso segnalare casi di mal funzionamento e problematiche inerenti la sicurezza che riscontrano nei negozi, ma al tempo stesso potranno far conoscere al Centro Commerciale le difficoltà che incontrano anche i loro colleghi. “Riteniamo - dicono Giovanni Vangi ed Elisa Luppino della Filcams Cgil - che questo sia un primo passo importante affinché si coinvolgano i rappresentanti dei lavoratori anche nella vita del Centro Commerciale e nella gestione delle parti comuni a tutti i lavoratori, indipendentemente da quale sia il loro datore di lavoro diretto". “E’ una buona prassi - continuano Vangi e Luppino - che crediamo dovrebbe essere praticata in tutti i centri commerciali e in tutti quei luoghi definiti sensibili. Un prossimo appuntamento è fissato per il 27 ottobre e crediamo possa essere importante in un futuro prossimo coinvolgere in questo percorso anche le istituzioni”.

Notizia del: ven 06 ott, 2017

Il falso allarme ai Gigli Polemica tra sindacati e azienda

da la Nazione 19 Settembre

FALSO allarme ed evacuazione dei Gigli, i sindacati sono preoccupati sulla gestione delle emergenze. Domenica, lo ricordiamo, un bambino senza volerlo ha rotto il vetro dell’allarme antincendio all’interno del negozio Zara ed è scoppiato il caos, con migliaia di persone in fuga all’esterno e una donna contusa medicata dal 118. «I lavoratori - afferma Elisa Luppino di Filcams Cgil Firenze - non sono preparati a gestire questo tipo di emergenze: abbiamo chiesto un incontro urgente al direttore dei Gigli per trovare soluzioni a tutela di lavoratori e clienti». Ai Gigli vengono effettuate le simulazioni di evacuazioni con i vigili del fuoco, ma domenica la paura ha preso il sopravvento fra i visitatori. 

«Appurato che era un falso allarme – ribatte Luca Frigeri, direttore dei Gigli – il personale preposto alla sicurezza ha gestito la situazione seguendo le procedure previste dal piano di emergenza interno. I Gigli dal 1998 hanno un piano di emergenza, che prevede anche esercitazioni annuali, alla presenza e in collaborazione con tutte le autorità competenti oltre al personale preposto e costantemente formato. Abbiamo analizzato l’episodio con le autorità di pubblica sicurezza per affinare ulteriormente le procedure previste dal piano».

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Dico Tuodì, siglato l’accordo per la cassa integrazione

È stato raggiunto oggi, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l’accordo tra sindacati e azienda per la concessione della Cassa integrazione. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno trovato un punto di mediazione con l’azienda Dico Tuodì  che, grazie al confronto di questi giorni, ha accettato di anticipare il trattamento di integrazione salariale.

L’azienda versa in un momento di difficoltà economico finanziario, con gravi conseguenze per i circa 1800 dipendenti. L’intesa concederà alle lavoratrici e ai lavoratori un sostegno, in attesa di conoscere il loro futuro.

4 Settembre 2017

Filcams Cgil Nazionale

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Cgil Cisl Uil categoria: Trattativa Dico Tuodi rinviata al 4 settembre per il rifiuto dell'azienda al confronto

 I sindacati Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato giovedì 31 agosto la Direzione di Dico-TuoDi presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'ambito della richiesta di concessione del trattamento di cassa integrazione per crisi aziendale avanzata dalla medesima Società nelle scorse settimane.

La stessa azienda (peraltro interessata da una grave crisi di ordine economico-finanziario) sta sostenendo da tempo una fase assai critica in termini di tenuta commerciale, tanto da decidere di procedere alla presentazione di un'istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità; la drammaticità di tale situazione è dimostrata, inequivocabilmente, dalla circostanza che la Società ha operato la chiusura di 105 negozi - nei quali insistono circa 640 lavoratori - a cui si aggiungono altri 5 negozi nei quali opererebbero lavoratori in outsourcing, quindi dipendenti da altri soggetti imprenditoriali.
Nel corso del confronto è emerso che sette punti vendita, tutti in Liguria, sarebbero attualmente interessati da una procedura di cessione, a dimostrazione del processo di ristrutturazione di fatto già in atto. Questo percorso intrapreso di vendita a “spezzatino” dei punti vendita è stato più volte evidenziato in modo negativo dai sindacati. Peraltro i punti vendita oggetto della trattativa di cessione non rientrano tra i 105 già chiusi.

L'intenzione dell'impresa sarebbe di operare una sospensione dell'orario di lavoro, che coinvolgerebbe 1844 dipendenti su 1891 complessivi, integrata dalla cassa integrazione CIGS; tale sospensione, sempre secondo le intenzioni aziendali, potrebbe essere anche totale per i dipendenti impiegati nei punti vendita chiusi.

Il confronto ha conosciuto una battuta d'arresto a seguito del diniego manifestato dalla Società rispetto alla richiesta avanzata dai sindacati di anticipare il trattamento di CIGS, in quanto la scarsa generazione di cassa non consentirebbe la creazione della liquidità necessaria. Nell’incontro pesano negativamente anche le mancate risposte riguardante l’erogazione della 14ma mensilità; il rimborso fiscale del 730 e il rateo dei 10 giorni del mese di luglio.

L’Azienda ha anche comunicato di non poter assicurare il pagamento dello stipendio del mese di Agosto sia per chi ha lavorato, sia per chi è rimasto forzosamente a casa.

Da registrare, inoltre, il silenzio assoluto da parte aziendale, in merito alla situazione riguardante quei punti vendita oggi chiusi in regime di totale “outsourcing” e alle numerose esternalizzazioni presenti in altri punti vendita (reparti gastronomia, panetteria, ecc).

Permangono quindi sia la situazione penalizzante dei lavoratori coinvolti che allo stato attuale non ha nessun tipo di tutela del reddito e dell’occupazione che l’incertezza sui tempi di erogazione della 14ma mensilità e di parte della retribuzione di luglio.

I rappresentanti dei lavoratori di Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno manifestato la loro netta contrarietà a tale atteggiamento aziendale. Da rimarcare che un eventuale pagamento da parte dell'Inps comporterebbe, soprattutto per i lavoratori sospesi a zero ore, tempi d’attesa insostenibili per la corresponsione dell'indennità.

Vista la distanza fra le parti, il Ministero ha riconvocato d'ufficio il tavolo di confronto per le ore 11 del 4 settembre. Al termine dell’incontro le organizzazioni sindacali, con le rispettive delegazioni, si riuniranno per discutere le risultanze dell’incontro ed assumere le necessarie iniziative in vista dell’incontro al MISE già fissato al prossimo 19 Settembre.

Notizia del: ven 01 set, 2017

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31 agosto 2017

Incontro a Roma tra governo, sindacati e management per gestire la cigs. La vertenza, iniziata mesi fa, coinvolge 4 mila addetti e 400 negozi. "Il piano aziendale - dicono Filcams, Fisascat e Uiltucs - non convince sulla tenuta occupazionale"

Incontro a Roma oggi (giovedì 31 agosto) tra governo, sindacati e management Dico-Tuodì per la gestione della cassa integrazione straordinaria. L’appuntamento è alle ore 9.45 presso il ministero del Lavoro (via Fornovo 8). Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno infatti sollecitato l’intervento del governo “in una vertenza – scrivono in una nota - che coinvolge circa 4 mila addetti di 400 negozi, colpiti dalla pesante situazione debitoria in cui versa il gruppo dei discount Dico, presente in 16 regioni italiane”.

A metà luglio la società, di proprietà della famiglia Faranda, ha presentato ricorso per concordato preventivo in continuità (che va accompagnato da un piano di ristrutturazione dei debiti approvato dalla maggioranza dei creditori), poi, l’11 agosto, ha presentato al Tribunale fallimentare di Roma la propria situazione finanziaria. Che è molto grave: il bilancio si è chiuso con una perdita di 238,5 milioni di euro e un patrimonio netto di -196,8 milioni.
 Il debito bancario ammonta a 230,6 milioni, tutti scadenti entro un anno.

“Il rappresentante dell’azienda romana – continuano i sindacati – ha annunciato la riattivazione dei rifornimenti di merce negli attuali punti vendita rimasti in attività e progressivamente nei 123 punti vendita momentaneamente in chiusura”. Al recente tavolo che si è tenuto al ministero dello Sviluppo economico, concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, il gruppo Dico “avrebbe anticipato che intende risanare l’azienda con il taglio dei costi e senza la cessione di asset. Tuttavia le linee del piano non convincono sulla tenuta occupazionale”.

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Crisi Tuodì, lavoratori col fiato sospeso

m.s. dal Tirreno 29 Agosto 2017

FUCECCHIOIl discount Tuodì di viale Colombo a Fucecchio, almeno per ora, rimane chiuso. I lavoratori coinvolti - una decina - sono stati messi in cassa integrazione e il parcheggio del negozio rimane tristemente vuoto, nonostante rimanga ancora beffardo lo striscione della nuova apertura. All'ingresso sono stati messi due cartelli, con una frase eloquente: «Stiamo lavorando per migliorare la tua spesa. 

Il punto vendita rimane chiuso al pubblico, riapriremo il prima possibile». Sotto - scritta a penna a caratteri cubitali - la parola "Chiuso" , che dice tutto. In aggiunta a questo le sbarre d'ingresso sono cadute: o per una manovra sbagliata o per un atto vandalico, in un'area non recintata, che quindi si potrebbe prestare ad atti di questo genere. Il discount, che aveva ridato vita all'immobile dell'ex MotorSì, ha avuto vita breve, sebbene non sia stata ancora detta l'ultima parola. La gente - cioè i potenziali clienti - continua a passare da viale Colombo, un po' per curiosità, un po' per scoprire se il discount ha riaperto i battenti. Perché se si chiama il call center, l'operatore spiega che «l'obiettivo è riaprire nel giro di poche settimane, al massimo a fine settembre». 

Non si tratta di una singola criticità del discount fucecchiese, quanto di una più profonda crisi aziendale di tutto il gruppo. Nel frattempo si sono susseguiti incontri al ministero dello sviluppo economico - con tutte le parti coinvolte - che però non hanno delineato un quadro più chiaro. «L'azienda ha chiesto il concordato in continuità ma su questo si attendono risposte dal commissario - spiega Fabio Fantini, della Filcams Cgil di Firenze - i dipendenti dei supermercati chiusi sono in cassa integrazione. Al momento c'è in programma un incontro, previsto per il 19 settembre, al ministero dello sviluppo economico. Da lì potremmo avere un quadro più chiaro di tutta la vicenda». Insomma, non ci sono certezze assolute, né in un senso né in un altro (e i sindacati hanno più volte espresso preoccupazione per il futuro occupazionale di circa 4. 000 dipendenti, tra lavoratori diretti ed indiretti). Nello specifico il punto vendita di Fucecchio si è pian piano svuotato, dopo aver funzionato da magazzino per quelli rimasti aperti. Per quanto riguarda la storia commerciale fucecchiese, non si ricordano aperture e chiusure così a stretto giro di posta. Il discount aveva rianimato un immobile, che si era prestato come sede storica dell'officina MotorSì nei decenni precedenti. Negli anni si erano susseguite tantissime voci su quell'immobile, sempre smentite. Poi l'arrivo del Tuodì a fine 2016. Sei mesi di "vita" regolare, poi i primi problemi coi rifornimenti e le voci sulle difficoltà di tutto il gruppo, per la cui acquisizione al momento si registrano alcuni interessamenti.

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Crisi Dico/Tuodì, l'allarme della Filcams Cgil Firenze-Mugello: "Situazione complicata"

Crisi Dico/Tuodì, vertice al Ministero: concordato e Cassa integrazione. A rischio 14esima e parte dello stipendio di luglio. La Filcams Cgil Firenze: "Situazione complicata, decine di posti di lavoro a rischio tra Firenze e Mugello, solleciteremo l'azienda"

Ieri si è svolto l'incontro al Ministero dello sviluppo economico sulla vicenda Dico/Tuodì, un gruppo che occupa complessivamente circa 4.000 lavoratori fra diretti e indiretti e diversi punti vendita anche in Toscana e nella provincia di Firenze.

L'azienda era rappresentata da alcuni consulenti del lavoro, commercialisti ed avvocati che hanno tentato di chiarire la reale situazione in cui versa l'azienda e il piano industriale, visto che è stato chiesto un concordato in continuità. Seppur cosa importante che la discussione si sia svolta al ministero (un elemento di garanzia), l'incontro è stato deludente perché i consulenti non hanno ben chiarito la situazione e non hanno dato risposte esaustive alle nostre domande e richieste di interventi per evitare che succeda il peggio. E' stato confermato che nell'immediato alcuni punti vendita rimarranno chiusi fino ai primi di settembre, e nel frattempo verranno fatti nuovi accordi con i fornitori per il ripristino della consegna della merce. Nei prossimi giorni l'azienda farà una richiesta di cassa integrazione per portare avanti questa fase, e non è stato chiarito chi sarà coinvolto in questa misura.

Dietro nostra specifica richiesta di chiarimento è stato detto che non è assicurato il pagamento della quattordicesima e di una parte dello stipendio di luglio proprio a causa della richiesta del concordato.

La situazione rimane ovviamente molto complicata e di incerta soluzione, ci sono decine di posti di lavoro a rischio tra Firenze e Mugello; noi solleciteremo sempre l'azienda a presentare un piano serio. In attesa di ricevere la richiesta di cassa integrazione abbiamo fissato il prossimo incontro al ministero per il 19 settembre".

Firmato: Fabio Fantini Filcams Cgil Firenze

Notizia del: gio 27 lug, 2017

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Crisi Gruppo Dico/Tuodì, decine di posti di lavoro a rischio nel fiorentino. 6 licenziamenti nel Mugello

Crisi Gruppo Dico/Tuodì, decine di posti di lavoro a rischio nel fiorentino: 6 licenziamenti al negozio di Barberino del Mugello. L’allarme della Filcams Cgil Firenze. Il 19 luglio incontro al Ministero

Il Gruppo Dico/Tuodì, che ha punti vendita in tutta Italia e che occupa circa 4mila addetti, sta vivendo da tempo una profonda crisi ed oramai in diverse realtà anche della nostra regione ed in provincia di Firenze l'attività di vendita risulta paralizzata. La condizione di lavoro è diventata insostenibile ed il futuro degli addetti è appeso ad un filo. “Stiamo seguendo la vicenda a carattere nazionale e la scorsa settimana c'è stato un incontro con la società che non ha avuto un esito positivo. Due giorni fa è arrivata una circolare che annuncia la chiusura temporanea di alcuni punti vendita della Toscana, dove i lavoratori verranno messi in ferie forzate”, dice Fabio Fantini di Filcams Cgil Firenze.

Al negozio di Barberino del Mugello, aggiunge, “come Filcams Cgil già ci siamo occupati di 6 lavoratori dell'azienda Gimar che lavoravano nelle gastronomie e che hanno ricevuto la lettera di licenziamento, che abbiamo provveduto ad impugnare”. La situazione rimane fortemente critica considerato l'eccezionale numero degli addetti e la Filcams è tutta impegnata a monitorare la situazione e a intervenire anche a livello territoriale continuando ad informare tutti i lavoratori sugli sviluppi della vicenda. Si rischia di perdere decine di posti di lavoro in provincia di Firenze, dove ci sono diversi negozi che occupano circa cento lavoratori tra diretti e indotto. Il 19 luglio è in programma, sulla vertenza, un incontro al Ministero. com

Notizia del: gio 13 lug, 2017

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Licenziamenti al supermercato Brico Io (Signa): la Filcams Cgil Firenze chiede piano rientro stipendi non pagati

Il supermercato Brico Io (Signa) licenzia tutti e 9 i lavoratori, la Filcams Cgil Firenze chiede un piano di rientro per gli stipendi non pagati nei mesi scorsi. Oggi incontro in Città Metropolitana e presidio dei lavoratori. Appello alla casa madre

Il supermercato di Signa a marchio Brico Io (sito in via dei Colli 240/a) ha licenziato tutti e 9 i lavoratori per cessazione attività. I dipendenti non sono pagati dal mese di febbraio (per mesi hanno continuato a lavorare lo stesso con professionalità) e l’ultimo giorno di attività del negozio sarà il prossimo 30 luglio.

Stamani, presso l’Unità di Crisi della Città Metropolitana a Firenze, si è svolto l’incontro per discutere della vertenza tra il consulente del lavoro che rappresenta l’azienda, la Filcams Cgil, i lavoratori, il vicesindaco di Signa e un dirigente della Città Metropolitana. Il sindacato ha chiesto un piano di rientro scritto degli stipendi non pagati ai lavoratori, e il consulente si è impegnato a trasmettere all’azienda la richiesta: in caso di rifiuto, i lavoratori sono pronti a dimettersi per giusta causa e ad aprire una vertenza (dopo il licenziamento, l’azienda ha presentato un concordato). In tutto questo, il negozio è comunque aperto, e stamani si è appreso che per permetterlo l’azienda ha assunto altri due lavoratori a tempo determinato. “Una cosa grave e inaccettabile per i lavoratori licenziati”, commenta Chiara Liberati di Filcams Cgil Firenze. Che aggiunge: “Come spesso succede, cattivi investimenti e una mala gestione imprenditoriale ricadono sulle lavoratrici e i lavoratori e sulla loro vita. La notizia che l'azienda abbia presentato un concordato dopo aver licenziato tutti i lavoratori poi confonde ancora più la situazione. Ci chiediamo se l'attività cessa davvero o ci può essere continuità con aziende disposte a subentrare. I dipendenti hanno diritto alla chiarezza. Facciamo un appello anche alla casa madre, visto che il marchio Brico Io non può permettersi un negozio chiuso così, c’è un evidente danno d’immagine”.

In contemporanea all’incontro in Città Metropolitana, stamani si è svolto un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici di Brico Io di Signa davanti a Palazzo Medici Riccardi in via Cavour.

Notizia del: merc 12 lug, 2017

Supermercato Brico Io (Signa), 9 licenziamenti: il 12 luglio presidio a Firenze con dipendenti e Filcams Cgil

Supermercato Brico Io (Signa): licenziati tutti e 9 i lavoratori per cessazione attività, domani mercoledì 12 luglio a Firenze riunione all’Unità di Crisi in Città metropolitana. In contemporanea, dalle 9:30 alle 10:30 presidio di lavoratori e Filcams Cgil

Il supermercato di Signa a marchio Brico Io (sito in via dei Colli 240/a) ha licenziato tutti e 9 i lavoratori per cessazione attività. Il loro ultimo giorno di lavoro sarà il prossimo 30 luglio.

La nota Filcams Cgil Firfenze: "I dipendenti non sono pagati dal mese di febbraio e ad oggi, nonostante le numerose richieste e la disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori nonché del sindacato di trovare un accordo, non esiste un piano di rientro. Le lavoratrici e i lavoratori rimasti hanno tentato in tutti i modi di far fronte al mancato salario continuando però a lavorare nel migliore dei modi. Adesso però la situazione è diventata insostenibile e, in questo momento, non effettuano prestazione lavorativa in quanto non retribuiti. Visto che il negozio comunque è aperto, ci chiediamo anche chi ci lavora.

Come spesso succede, cattivi investimenti e una mala gestione imprenditoriale ricadono sulle lavoratrici e i lavoratori e sulla loro vita. La notizia che l'azienda abbia presentato un concordato dopo aver licenziato tutti i lavoratori poi confonde ancora più la situazione. Ci chiediamo se l'attività cessa davvero o ci può essere continuità con aziende disposte a subentrare. I dipendenti chiedono chiarezza e a tal scopo domani mercoledì 12 luglio si terrà, presso l'Unità di crisi della Città Metropolitana, un incontro tra le lavoratrici ed i lavoratori, la Filcams Cgil, le Istituzioni e l'Azienda. In contemporanea si terrà davanti a Palazzo Medici Riccardi (via Cavour 1) un presidio dei dipendenti dalle 9,30 alle 10,30".

Notizia del: mar 11 lug, 2017

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Moqu Adv Srl (servizi web): oggi sciopero e presidio dei lavoratori a Firenze

Moqu Adv Srl (azienda web di Firenze), ai 17 lavoratori non viene riconosciuto il vecchio premio di risultato: oggi sciopero di due ore con presidio davanti alla sede dell’azienda (viale Giovane Italia) dalle 10 alle 12

Moqu Adv Srl: i lavoratori hanno dichiarato lo Stato di agitazione con un pacchetto di 8 ore di sciopero, e oggi i lavoratori hanno incrociato le braccia dalle 10 alle 12 (con presidio davanti alla sede dell’azienda, in viale Giovane Italia). Moqu era un pezzo di Dadanet ed è stata venduta a Italia Online (proprietaria anche di Seat Pagine Gialle): l'azienda si rifiuta di mantenere l'accordo sul premio di risultato che era presente in Dada, e non è disponibile a firmare un accordo integrativo che rimetta insieme i vari singoli accordi presenti in azienda.

I lavoratori di Moqu sono 17 e fatturano qualche milione di euro: si tratta di un’azienda che crea e gestisce siti web, quindi anche il premio di risultato che si chiede, oltre ad essere variabile e quindi anche non raggiungibile, riguarda queste poche persone e quindi un eventuale massimo raggiungibile di poche migliaia di euro.

Notizia del: mer 14 giu, 2017

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Unicoop Firenze, firmata la proroga del Contratto integrativo. Filcams Cgil soddisfatta

Soddisfazione della Filcams che si è battuta per raggiungere il risulato della proroga del Contratto integrativo a Unicoop Firenze. Ieri infatti le OOSS hanno incontrato la Cooperativa per discutere in merito alla scadenza del Contratto Integrativo e delle richieste che nei giorni scorsi ci erano state poste. La Filcams come condiviso con i Delegati, Coordinatori e Esecutivo ha portato la propria posizione. 

Dopo il confronto abbiamo sottoscritto un Accordo di Proroga per 1 anno con scadenza 31/12/2018 e con l’impegno ad affrontare da subito la rivisitazione del Premio variabile di Risultato a seguito del superamento dei canali, oltre ad una disponibilità a ragionare nel 2018 di tematiche del prossimo rinnovo del contratto integrativo, riconfermando al Tavolo gli impegni e i limiti che abbiamo individuato ieri nel nostro Attivo dei Delegati Grande soddisfazione per il risultato raggiunto, che ci permette in questa fase complicata che riguarda il rinnovo del contratto nazionale di mantenere e dare continuità al Contratto Integrativo e ruolo alla contrattazione.

Risultato ottenuto per l'impegno e la compattezza che abbiamo dimostrato, Rsu, Coordinatori, Esecutivo, Segretari. Ora dobbiamo da subito lavorare per giocare il nostro ruolo: confrontarci e contrattare. Grazie a tutti. La Filcams c’è.

Firmato: Filcams Cgil Toscana

Notizia del: ven 29 set, 2017

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Unicoop Firenze, arriva il Premio di risultato per i lavoratori. Soddisfatti Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana

Unicoop Firenze, arriva il Premio Variabile di risultato 2016: un Premio medio di 900 euro. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Toscana: “Un risultato positivo, ottenuto per il quarto anno consecutivo, seppur in lieve flessione rispetto al 2015. Un risultato in controtendenza perché nella Grande Distribuzione privata e cooperativa vengono messi in discussione diritti acquisiti e occupazione”

“In un momento di crisi economica e contrazione dei consumi che non accenna a finire, Unicoop Firenze registra, anche nel 2016, risultati positivi che il Contratto Integrativo trasforma in retribuzione per i dipendenti che, con il proprio lavoro, li hanno resi possibili”, dichiarano Cinzia Bernardini (Filcams Cgil Toscana), Gianfranco Mazza (Fisascat Cisl Toscana) e Luca Ielatro (Uiltucs Toscana), annunciando che con la prossima busta paga verrà erogato un Premio Variabile per i lavoratori e le lavoratrici che ammonterà a circa 7 milioni di euro complessivi, i quali verranno ridistribuiti ai quasi 8mila dipendenti, secondo i criteri concordati nel Contratto Integrativo Aziendale. L'applicazione vedrà l'erogazione di un Premio medio di 900 euro (tutti i dipendenti percepiranno perlomeno una quota di salario aggiuntivo di 213 euro, dato politico positivo perché unificante per tutti i dipendenti di Unicoop Firenze).

Le tre sigle sindacali giudicano questo “un risultato positivo, ottenuto per il quarto anno consecutivo, seppur in lieve flessione rispetto al 2015. Un risultato positivo anche alla luce del contesto dato e perché in controtendenza con quanto avviene nella Grande Distribuzione privata, ma anche Cooperativa, dove vengono messi in discussione diritti acquisiti e livelli occupazionali. Ciò dimostra che la partecipazione dei lavoratori attraverso i loro rappresentanti sindacali è decisiva per ottenere buoni risultati sia per i dipendenti che per la cooperativa”.

Tuttavia, Bernardini, Mazza e Ielatro aggiungono: “Negli ultimi mesi si registra un peggioramento delle relazioni sindacali e una difficoltà di confronto, sia a livello di punto vendita, che a livello regionale che non può continuare. La profonda riorganizzazione che Unicoop Firenze ha operato, oramai da molti mesi, non vede il giusto riconoscimento e coinvolgimento delle RSU, del Coordinamento, dell'Esecutivo e delle OO.SS. e quindi dei lavoratori, come dimostra quanto avvenuto per l'estensione del numero delle domeniche di apertura. E' necessario un cambio di rotta da parte della Cooperativa, occorre intensificare il confronto sui tanti temi che devono essere affrontati”. In conclusione, spiegano i tre sindacalisti, “le lavoratrici e i lavoratori, i delegati e Filcams, Fisascat e Uiltucs, sono e saranno pronti a fare la loro parte e ad affrontare le difficili sfide future, ma chiedono alla Cooperativa comportamenti coerenti con una vera distintività, per realizzare una proficua partecipazione dei lavoratori che potrà, se realizzata, fare la differenza per conseguire risultati ancora migliori”.

Notizia del: mar 23 mag, 2017

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Operaio pedinato azienda in tribunale

Lo avevano sospeso, ora il provvedimento è stato annullato

di Marco Pagli sul Tirreno 6 Aprile 2017

EMPOLI Finisce in tribunale per comportamento antisindacale la Coin Service, azienda specializzata nel conteggio, confezionamento, deposito, giacenza e trasporto di monete con sede nella zona industriale del Terrafino, il giudice ha annullato un provvedimento di sospensione che era stato preso nei confronti di un dipendente. Il lavoratore, che aveva chiesto un permesso sindacale, era stato «pedinato da un investigatore privato» e successivamente sanzionato per un utilizzo non adeguato del permesso. A portare la vicenda in tribunale è stata la Filcams Cgil, insieme all'ufficio vertenze, che ha citato l'azienda empolese rappresentata dall'amministratore delegato Elisabetta Lunardi per violazione dei diritti sindacali e ha vinto la causa.

L'accaduto risale all'inizio di febbraio scorso. Il dipendente aveva chiesto un permesso sindacale per prendere parte ad una iniziativa organizzata dalla Cgil di zona. Secondo quanto lo stesso sindacato riporta, sarebbe stato seguito da un investigatore privato che avrebbe scattato anche delle fotografie. A quel punto l'azienda ha deciso di prendere un provvedimento nei confronti del lavoratore sostenendo che la partecipazione all'evento non rientrava nelle fattispecie coperte dal permesso. E gli ha notificato una sospensione disciplinare di due giorni dal lavoro. La Cgil è immediatamente intervenuta rivolgendosi al tribunale e di fatto congelando il provvedimento. La sentenza del giudice è arrivata ieri e ha "scagionato" il dipendente della Coin Service. 

«Quanto accaduto è molto grave - attacca Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil Empolese Valdelsa - è la prima molta che avviene una cosa del genere nel nostro territorio e siamo preoccupati per il clima ai limiti dell'intimidazione che si sta creando nelle relazioni industriali di questa area. Per questo abbiamo subito deciso, di concerto con l'ufficio vertenze della Camera del lavoro di Firenze, di ricorrere alla magistratura una volta appresa la vicenda. Il comportamento adottato dall'azienda con sede nella zona di Terrafino è lesivo di un diritto riconosciuto dallo Statuto dei lavoratori e dalla stessa Costituzione. Per un rappresentante sindacale fruire dei permessi è un diritto e su questo non accettiamo provocazioni da nessuno». 

Il giudice ha sancito, infatti, che il permesso era stato dato e fruito con correttezza e ha annullato la sospensione. «Ovviamente la partecipazione ad un'iniziativa tenuta da un'organizzazione sindacale - prosegue Fabozzi - rientra a pieno titolo nelle possibilità che la legge stabilisce nell'ambito di questo tipo di permessi. E quindi la contestazione dell'azienda non poteva essere fondata. Quello che ci sembra più grave, però, è il modo con il quale siamo arrivati al provvedimento di sospensione. Far pedinare un dipendente da un investigatore privato è un atto che ricorda la caccia alle streghe, un atteggiamento invasivo nei confronti di un lavoratore che esercita anche funzioni di delegato. Ed è anche su questa base che il tribunale ci ha dato ragione bollando come antisindacale la condotta dell'azienda. È una vittoria della libertà e della dignità del lavoro».

Coin Service: «Ha partecipato solo la mattina»

Coin Service prende posizione sulla sentenza che ha di fatto annullato il provvedimento nei confronti di un proprio dipendente rappresentante sindacale, sul quale aveva effettuato un controllo in seguito alla richiesta di un permesso. Secondo l'azienda, che contesta il pronunciamento del tribunale, il lavoratore avrebbe partecipato all'attività sindacale solo la mattina. Mentre nel pomeriggio sarebbe rimasto a casa. «Era la prima volta che procedevamo ad un controllo su un permesso - spiegano da Coin Service - e abbiamo accertato che il lavoratore è entrato nella sede del sindacato a Empoli alle 9 di mattina ed è uscito alle 12, quando l'iniziativa a cui doveva prendere parte era a Firenze. In ogni caso, se anche avesse partecipato, lo avrebbe fatto per un'ora e mezzo. Inoltre, le verifiche hanno dimostrato che lo stesso lavoratore nel pomeriggio è rimasto a casa ed è stato visto mentre portava in giro il cane. Ci è sembrato un comportamento non rispondente alle norme perché il permesso era stato utilizzato per fini personali e abbiamo deciso di adottare un provvedimento di sospensione». Diverso, però, il parere del giudice che ha accolto l'istanza promossa dalla Filcams Cgil. Secondo gli stessi sindacalisti, infatti, il lavoratore aveva partecipato all'evento organizzato la mattina e nel pomeriggio era comunque a disposizione per l'attività sindacale. «Rimaniamo sorpresi e valuteremo se impugnare la sentenza - spiegano dall'azienda - e ricorrere in appello».

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Filcams Cgil Firenze e Toscana, record di iscritti. Oggi l'assemblea al PalaCongressi nel capoluogo

17mila iscritti: record per la Filcams Cgil Firenze, oggi l'assemblea di 300 delegati al PalaCongressi. Il segretario Bianchi: "Risultato che ci responsabilizza". Ecco l'identikit dei tesserati: maggioranza donne, crescono quelli in disoccupazione. Record anche a livello regionale: infranto il muro dei 60mila iscritti Filcams. Via alla campagna per la Carta dei diritti ("il Parlamento la discuta") e per i due referendum (stop voucher, responsabilità solidale negli appalti). Gli interventi e le parole di Cinzia Bernardini (segretaria generale Filcams Cgil Toscana), Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana) e Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze)

Firenze, 3-2-2017 - Stamani al PalaCongressi di Firenze in piazza Adua si è svolta l'assemblea di 300 delegati della Filcams Cgil Firenze: per la prima volta la categoria che si occupa dei lavoratori di commercio, servizi, turismo ha toccato quota 17mila tessere (sul 2016). "È un record, merito dell'attività del gruppo dirigente, della struttura, dei delegati e del mondo dei servizi della Cgil - ha detto aprendo i lavori dell'assemblea Massimiliano Bianchi, segretario generale Filcams Cgil Firenze -. Oggi siamo qui non per autocelebrarci ma per riconoscere la responsabilità delle sfide che abbiamo di fronte, coi tanti problemi legati ai lavoratori e al mercato del lavoro". Infatti l'iniziativa di oggi è stata anche occasione per lanciare la mobilitazione di tutta la Cgil su due fronti: la forte richiesta dell'avvio parlamentare della discussione sulla proposta di legge della Carta dei Diritti universali del lavoro e la campagna per i due referendum proposti dal sindacato (uno per abrogare i voucher, l'altro per la responsabilità solidale negli cambi d'appalto).

Al PalaCongressi sono intervenute anche, nell'ordine, Cinzia Bernardini (segretaria generale Filcams Cgil Toscana), Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana, già segretaria generale Filcams Cgil Toscana) e Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze). In mezzo a loro, ci sono stati interventi di delegati e delegate. Ha detto Bernardini: "Il tesseramento è una priorità politica, misura la nostra rappresentanza, qui a Firenze è stato raggiunto un importante risultato che dà forza alla campagna Cgil per la Carta e i due referendum, che parlano di temi come voucher e appalti molto sentiti dai lavoratori della nostra categoria. Anche nel resto della Toscana la Filcams cresce pur in questi anni di crisi: abbiamo infranto il muro dei 60mila iscritti a livello regionale, un record. Ringrazio tutti voi".

Ha aggiunto Angelini: "Voi delegati siete la spina dorsale di questa organizzazione, avete un impegno molto grande. La Filcams, dalla quale provengo, è stata una delle categorie che ha capito prima come stava cambiando il mondo del lavoro e come dare risposte nuove, visti i grandi processi di trasformazione dei settori. Per la battaglia sulla Carta e sui due referendum sarà importante che ognuno di noi, a tutti i livelli, porti un pezzo di sé e del suo impegno. Con queste iniziative i temi del lavoro sono tornati al centro dell'attenzione, voi conoscete bene le questioni dei voucher e degli appalti, quindi è ora di uno scatto d'orgoglio per fare il passo successivo".

Ha concluso Galgani: "17mila iscritti rappresentano un grande risultato, raggiunto non per caso ma perché i lavoratori e le lavoratrici hanno sentito che la Filcams e la Cgil erano loro vicine. Diritti e salari peggiorano e i bisogni di chi lavora aumentano, e la nostra organizzazione deve sapere ascoltare questo disagio. 17mila iscritti devono essere per tutti noi non un punto d'arrivo ma di ripartenza, perché vogliamo crescere nella rappresentanza soprattutto di chi ha meno diritti. Ci misureranno su quanti iscritti abbiamo ma anche su quanta gente mobiliteremo nelle campagne per la Carta e i due referendum. Stamani qui si respira grande senso di appartenenza, questo orgoglio deve guidarci nelle sfide che ci attendono. Se il lavoro non è dignità e libertà non è lavoro".

I NUMERI
Al PalaCongressi Marco Bombini (Filcams Cgil Firenze) ha illustrato i numeri sugli iscritti 2016 della categoria su Firenze e provincia: in totale sono 17.010, di cui circa 11mila donne (il trend di aumento degli iscritti si rileva dagli ultimi dieci anni). Il grosso degli iscritti sono tra i 36 e i 55 anni, circa 2.900 tra i 26 e i 35 anni, 596 sono gli under 25. Nel totale, 2.826 sono stranieri. I nuovi iscritti del 2016 risultano 5.150, +389 sul 2015. Colpisce il dato sugli iscritti in disoccupazione: erano 51 nel 2005, sono stati circa 4mila nel 2016. Capitolo delegati: 294 femmine, 188 maschi.

Notizia del: ven 03 feb, 2017

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Voto Rsu Esselunga Novoli (Firenze), la Filcams Cgil a Usb: "No a lezioni di democrazia da chi offende"

Voto Rsu all’Esselunga di Novoli (Firenze), la Filcams Cgil replica a Usb: “Ci hanno accusato di essere corrotti, per questo abbiamo sospeso la procedura: non accettiamo lezioni di democrazia da chi offende. Abbiamo rinnovato la Rsu in ogni negozio fiorentino, solo lì sono capitati problemi di questo tipo”

“Un volantino della Usb appeso nella bacheca sindacale del negozio ci accusava testualmente di essere corrotti, in riferimento ad un accordo nazionale sottoscritto sul welfare; per questo abbiamo deciso di sospendere la procedura delle elezioni Rsu, in attesa che la stessa Usb ci chiedesse formalmente scusa. Ciò non è avvenuto e noi non possiamo intraprendere una contesa democratica su queste basi. Altro che ‘disdire una elezione se la campagna elettorale va male’, altro che paura di perdere. Qui si tratta delle elementari regole di rispetto. Non accettiamo lezioni di democrazia da chi offende”: così, sul caso del voto Rsu all’Esselunga di Novoli a Firenze, la Filcams Cgil replica alla Usb secondo la quale, come si legge su un comunicato pubblicato su alcuni media,“certe organizzazioni sindacali, dopo essersi cucite addosso le regole per le elezioni, non le rispettano, ogni qualvolta temono di perdere pezzetti di rappresentanza”.

Ieri è uscita la notizia in base alla quale il Tribunale del lavoro ha accolto il ricorso di Usb sul voto Rsu all’Esselunga di Novoli, giudicando antisindacale la condotta dell’azienda che non acconsentiva a fornire a Usb gli strumenti di base per effettuare l’elezione, dopo che la Filcams Cgil e altri sindacati avevano comunicato di sospendere la procedura del rinnovo Rsu.

Aggiunge la Filcams Cgil: “Abbiamo rinnovato la Rsu in tutti gli altri negozi Esselunga di Firenze e provincia, in ogni punto siamo risultati il primo sindacato: noi andiamo per il voto ovunque, e spesso - lo ricordiamo solo perché Usb ci accusa di temere perdite di rappresentanza - vinciamo. Solo a Novoli sono capitati problemi di questo tipo. Noi adesso rispettiamo la sentenza del Tribunale del lavoro, nelle prossime ore valuteremo il da farsi e lo comunicheremo”.

Notizia del: mar 28 nov, 2017

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Dipendente picchiata all'Esselunga a Firenze, l'allarme della Filcams Cgil: "Serve più sicurezza"

Dipendente picchiata da un uomo all’Esselunga di Novoli, la Filcams Cgil: “Forte preoccupazione, in passato episodi di minacce. L’azienda tuteli la sicurezza di chi fa solo il suo mestiere, soprattutto le donne”. Sullo sfondo, il problema dei cosiddetti “accaparratori”: sindacato pronto a costituirsi parte civile

Ieri al supermercato Esselunga in via di Novoli a Firenze una lavoratrice, addetta alla vigilanza, è stata colpita con due pugni al volto da un uomo, poi denunciato alla polizia. Secondo lui, a quanto si apprende dalle cronache, lei lo stava osservando in modo troppo insistente e ingiustificato mentre pagava alla cassa automatica (carrello strapieno). “Esprimiamo forte preoccupazione per quanto accaduto, già in passato si sono verificati episodi di minacce alle lavoratrici ‘colpevoli’ solo di essersi attenute alle disposizioni aziendali - dice Francesca Battistini di Filcmas Cgil Firenze -. Noi continuiamo a sollecitare l’azienda affinché metta in campo tutte le azioni necessarie alla sicurezza dei lavoratori e in particolare delle lavoratrici, che più di altri sono costrette a incrociare questi ‘signori’ alle casse. Le lavoratrici non devono mai essere lasciate sole”. Il tutto senza contare che, a detta di alcuni testimoni, l’uomo sarebbe tornato, dopo la denuncia, a fare la spesa tranquillamente in quel supermercato.

Sullo sfondo, il problema che da mesi colpisce vari punti della grande distribuzione cittadina: l'accaparramento dei prodotti in offerta da parte dei cosiddetti “accaparratori” operanti per organizzazioni sospette (lo scopo sarebbe di rivendere i prodotti in una sorta di “borsa nera”). Aggiunge Battistini: “Sappiamo che l’azienda si è messa a disposizione degli organi competenti per combattere questi episodi: anche noi siamo a disposizione, pronti anche a costituirci parte civile per tutelare chi lavora”.

Notizia del: mer 12 lug, 2017

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NOVITA’ TARGATA ESSELUNGA

Premi di risultato in asili nido e rette scolastiche 
Accordo innovativo per 22mila dipendenti

Mariacristina Bertolini, direttore generale, è partita dall’esperienza aziendale: «I nostri dipendenti sono soprattutto donne, avevano bisogno di tempo e di servizi flessibili».

Il pacchetto proposto non avrà plafond

da la Nazione 8 Maggio 2017

CONVERTIRE il premio di risultato 2017 in servizi welfare esentasse al 100%. È questa la novità per gli oltre 22mila dipendenti di Esselunga. L’accordo, siglato dall’azienda con i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltuc, arriva alla vigilia del premio di risultato, che sarà corrisposto questo mese. L’opzione welfare permetterà ai lavoratori di scegliere all’interno di un’ampia rosa di servizi, per genitori e non: mensa aziendale, spese inerenti l’educazione dei figli, le rette scolastiche e prescolastiche di asili nido, scuole dell’infanzia e dell’istruzione, mense scolastiche, servizio di trasporto scolastico, borse di studio in caso di promozione del figlio per scuole elementari, medie e superiori e anche, per i più grandi, le tasse universitarie. L’importo del premio di risultato resterà quello, in quanto non sarà tassato. L’iniziativa rientra in un percorso di attenzione al welfare avviato da Esselunga da molti anni. I dipendenti infatti possono già usufruire di opportunità come l’assistenza fiscale, permessi retribuiti per visite mediche, integrazioni di salario in caso di malattia e infortunio al 100%, permessi studio aggiuntivi, convenzioni, tessere prepagate per buoni spesa distribuite in alcuni momenti dell’anno.
Monica Pieraccini

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Filcams Cgil: register.it, azienda del gruppo Dada licenzia. Domani sciopero e presidio (10-12) largo Annigoni, Firenze

Prima dell'incontro, nel pomeriggio di venerdì, avevano già inviato le tre lettere di licenziamento all'Ufficio De Lavoro. 'Non ci servite più e non riusciamo ricollocarvi a meno che non accettiate di andare al call center demansionati e con stipendio ridotto...'

Succede anche questo. In tre, dipendenti di 1° livello della Register.it, società del Gruppo Dada Spa sono stati licenziati senza motivo, o forse un motivo c'è ma è meglio non esplicitarlo visto che la ragione ultima, e forse unica, è che sono antipatici a qualcuno che conta in azienda. Venerdì scorso c'è stato un incontro con le rappresentanze sindacali alle quali sono stati annunciati i tre licenziamenti, incontro anticipato, in mattinata, dall'invio delle lettere all'Ufficio del Lavoro, un comportamento rarissimo anche in tempi di relazioni sindacali complicate.

Le motivazioni addotte sono quelle che le mansioni dei tre non servono più e che non c'è possibilità di ricollocazione in azienda. Sicuramente non è vera la prima circostanza stante che del lavoro per loro è arrivato anche in giornata. Quanto poi alla impossibilità di ricollocazione, anche questo è falso stante che il licenziamento si può a evitare se si accetta un trasferimento al call center, ovviamente con demansionamento professionale e riduzione di stipendio.

Inaccettabile dicono lavoratori e rappresentanze sindacali.

Per domani sono state proclamate due prime ore di sciopero con presidio , ore 10 – 12, in Largo Annigoni a Firenze.

Notizia del: lun 30 gen, 2017

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Coop Borgo San Lorenzo (Pam), c'è l'accordo per la solidarietà. Filcams Cgil Mugello: 'Boccata d'ossigeno'

Cooperativa Borgo San Lorenzo (Pam), c’è l’accordo per la solidarietà: evitati esuberi. Fantini (Filcams Cgil Mugello): “La situazione resta critica ma è una boccata d’ossigeno”

E' stato raggiunto un accordo per far fronte alla situazione di crisi in cui versa da tempo la storica cooperativa di Borgo San Lorenzo, che commercializza il marchio Pam.

Le parti hanno sottoscritto un accordo di solidarietà che prevede fino a giugno una riduzione media dell'orario di lavoro del 20% oltre alla possibilità di uscite volontarie incentivate.

L'accordo, che era l'unico strumento a disposizione per evitare le eccedenze di personale dichiarate dalla cooperativa, è frutto di una lunga trattativa e prevede incontri intermedi per valutare l'evoluzione della situazione.

“Quest'accordo indubbiamente prevede sacrifici da parte dei lavoratori e rimette in gioco tutta l'organizzazione del lavoro. Ci auguriamo vivamente che possa essere non solo una boccata d'ossigeno per la cooperativa ma che possa servire come base per far proseguire l'attività dell'impresa anche per il futuro. La situazione rimane critica ma abbiamo un impegno della cooperativa a lavorare su tutti i fronti per cercare di riportare il bilancio in pareggio. Ci aggiorneremo costantemente per monitorare l'andamento dell'accordo ed i risultati ottenuti alla fine del periodo di solidarietà”, spiega Fabio Fantini (Filcams Cgil Mugello).

Notizia del: gio 26 gen, 2017

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Il gruppo Rovagnati acquista Pineider, Liberati (Filcams Cgil Firenze): "Bene, ora monitoreremo la nuova avventura"

Il gruppo Rovagnati acquista Pineider, la soddisfazione di Chiara Liberati di Filcams Cgil Firenze. “Premiata la lotta dei lavoratori, verificheremo l’andamento della nuova avventura”

Pineider è stata acquistata dal gruppo Rovagnati, la nota di Chiara Liberati di Filcams Cgil Firenze: “Pineider non deve morire è stato il nostro slogan dal lontano 2013, anno in cui si è manifestata la crisi che stava divorando uno dei marchi storici della incisoria in Italia e sopratutto uno dei simboli della nostra città. La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori unitamente alla Filcams Cgil, gli scioperi, gli incontri all'Unità di crisi che si sono susseguiti per due anni hanno dato finalmente i frutti sperati. Il gruppo Rovagnati ha acquisito la società riportandone il cuore a Firenze (Bagno a Ripoli - Vallina). Stipendi regolari, mantenimento dell'organico e un piano di rinascita e sviluppo era quello che chiedevamo. Crediamo e speriamo che il Gruppo Rovagnati possa essere l'azienda giusta per la rinascita di Pineider. Come dall'inizio di questa vicenda, la Filcams Cgil di Firenze sarà insieme alle lavoratrici ed i lavoratori - che saranno poco più di una quindicina -, verificando l'andamento di questa nuova avventura”.

Notizia del: ven 13 gen, 2017

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Se la grande distribuzione apre il 25 e 26 per i sindacati “sarà sciopero”

i.c. da la Repubblica 3 Dicembre 2017

Era moderna, si lavora anche il giorno di Natale o quello di Capodanno. Niente festa, né religiosa né laica nel commercio. I sindacati si oppongono, come fanno usualmente dai tempi delle liberalizzazioni degli orari dei negozi del governo i Monti nel 2012, dichiarando sciopero per i giorni delle feste natalizie. Non tanto per bloccare le vendite che sarebbe impossibile, spiegano, ma per dare copertura a quanti, tra commesse e commessi, vogliono restare a casa con figli e parenti o fuori con fidanzati o amici.

Il caso è soprattutto nella grande distribuzione. La punta dell’iceberg, raccontano i commessi, è Carrefour Express, ossia i piccoli supermercati di città della catena, che apriranno anche a Natale, dalle 8 alle 12 e per il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, come per Capodanno tutto il giorno. Zara terrà aperto per Santo Stefano e lo stesso farà Coin. « Stanno aperti il 26 soprattutto per approfittare delle rese dei regali - dice Francesca Battistini della Filcams Cgil - Si va a cambiare il regalo e si finisce per comprare anche altro » . Aperta il 26 anche Conad a seconda della misura dei negozi, aperti i più grandi, chiusi i più piccoli. Esselunga chiude Natale e Santo Stefano. Lo stesso la Coop che prevede 10 festività di riposo, compreso Capodanno, su 12 complessive.

Non solo i sindacati dichiareranno sciopero ma chiedono al governo di cambiare la norma. «I tempi sono maturi perché il governo ridiscuta quella che è diventata una vera deregulation » , dice il segretario della Filcams cittadina Massimiliano Bianchi, Spiega: « Non vogliamo tutte le domeniche chiuse ma neanche una liberalizzazione totale come questa che non ha portato né occupazione né incassi».

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No alle aperture domenicali si mobilitano le mamme

La Filcams Cgil: «Stiamo facendo assemblee con lavoratrici e lavoratori del centro commerciale
i marchi non vogliono fare passi indietro, presto altre iniziative contro "il sempre aperto"»

di Alessandro Marmugi sul Tirreno 15 Novembre 2017

EMPOLI Mesi di battaglie, di mobilitazioni, di manifestazioni. Tutti in campo per dare una regolamentazione seria ed efficace alle aperture domenicali delle grandi catene e dei centri commerciali. Una lotta che non si ferma e che riguarda in particolare il centro commerciale di Empoli dove da mesi i lavoratori chiedono una riduzione delle aperture alla domenica. La Filcams Cgil non ci sta e si prepara a nuove azioni. Sono in programma infatti manifestazioni e mobilitazioni a partire dall'inizio del 2018 per mettere un freno nel territorio dell'Empolese Valdelsa alla logica del sempre aperto. La vicenda empolese è tornata alla ribalta nelle ultime ore attraverso anche i media nazionali. La trasmissione di rete 4 "Dalla vostra parte" infatti è arrivata fino ad Empoli per raccontare la storia di Laura, mamma di due bambini che lavora al centro commerciale di via Sanzio, mostrando come si sviluppa una sua domenica di lavoro, una corsa continua da casa al lavoro, tra mille cose da fare. Erano state proprio le madri lavoratrici a partecipare in gran numero alla manifestazione di protesta del 10 giugno, scorso che aveva suscitato enorme clamore e che adesso potrebbe avere anche un seguito nei primi mesi del 2018. 

«La situazione empolese del lavoro domenicale è tornata all'attenzione dei media ma in queste settimane il lavoro della Cgil non si è mai fermato - spiega Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil -. Stiamo continuando a svolgere assemblee con i lavoratori del centro commerciale e con quelli che lavorano nelle catene della grande distribuzione. Le aperture domenicali devono essere regolamentate e a inizio del nuovo anno siamo pronti a tornare in pista per far sentire la voce dei lavoratori». 

Alla coraggiosa scelta di Unicoop Firenze di tenere chiusi molti dei suoi supermercati la domenica pomeriggio, compreso quello del centro di via Sanzio non è seguito l'allineamento delle grandi catene. «I marchi della distribuzione che si trovano all'interno del centro commerciale hanno aderito al sempre aperto e salvo qualche piccola eccezione non hanno voluto fare un passo indietro - sottolinea ancora Fabozzi -. Ma non possono esistere lavoratori con trattamenti diversi nella stessa realtà. Adesso ci saranno le festività ed è chiaro che in un periodo come questo un maggior numero di aperture sia contemplato, ma non può essere la norma per tutto l'anno».

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Pronta la mobilitazione dei dipendenti della grande distribuzione

dal Tirreno 8 Agosto 2017

Il tema delle aperture domenicali al centro commerciale di Empoli ma anche nei discount e negli altri supermercati dell'Empolese Valdelsa resta di stretta attualità. Dopo gli scioperi e le proteste la Cgil è pronta ad una grande mobilitazione a settembre, che coinvolgerà tutti i lavoratori del territorio occupati nell'ambito della grande distribuzione. «Faremo sentire la nostra voce - spiegano dalla Filcams Cgil - non si può continuare con queste aperture selvagge». La polemica sulle aperture domenicali al centro commerciale risale a inizio giugno, quando una circolare del consorzio che gestisce il centro informava che i negozi della galleria avrebbero dovuto restare aperti tutte le domeniche. Una decisione che aveva fatto scattare la protesta dei lavoratori che si erano organizzati con un presidio e uno sciopero. Unicoop aveva fatto poi sapere che i negozi avrebbero potuto scegliere autonomamente di restare chiusi, se volevano la domenica. Il tutto senza pagare penali o incorrere in sanzioni. Una scelta prima praticata da alcuni piccoli esercenti, che adesso ha coinvolto anche un gigante della grande distribuzione come Mediaworld.

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A rischio 15 posti di lavoro
«Ora intervenga la sindaca»

Dopo la chiusura di 2 negozi, la Cgil teme altri tagli e chiede aiuto alla politica
«Aperture domenicali, incassi a picco col supermercato aperto solo la mattina»

di Alessandro Marmugi sul Tirreno 8 Agosto 2017

EMPOLIContratti di affitto non rinnovati, lavoratori a rischio e nessun accordo sulle aperture domenicali. È caos al centro commerciale di Empoli, dove le ultime novità messe in atto dalla proprietà sembrano aver creato discreti malumori. Il restyling del centro, con l'addio di alcune attività che metterà a rischio posti di lavoro e le diatribe sulle aperture domenicali stanno facendo vivere un'estate caldissima ai negozianti e a tutti coloro che vivono il centro. A rischio 15 posti. A lanciare l'allarme sono ancora una volta i sindacati e in particolare la Filcams Cgil che chiede un intervento tempestivo alla politica locale. 

Tutto nasce dalla volontà del consorzio che gestisce il centro commerciale di via Sanzio di non rinnovare il contratto d'affitto ai negozi C'art e Maxitrendy. C'art chiuderà le saracinesche il 15 settembre, Maxitrendy invece a gennaio. A rischio ci sono 15 posti, quelli dei lavoratori nei due esercizi che da un giorno all'altro potrebbero ritrovarsi a piedi. «Le lettere di licenziamento ancora non sono arrivate - spiega Massimiliano Fabozzi di Filcams Cgil - ma la nostra paura è che i lavoratori, alcuni di loro con contratto a tempo indeterminato possano restare a piedi». 

Per questo il sindacato è pronto a far sentire la propria voce. Se dovesse arrivare la lettera di licenziamento si cercherà in primis di provare a reintegrare i lavoratori in altri negozi delle stesse catene. «Altrimenti - prosegue Fabozzi - proveremo a parlare con i nuovi marchi che prenderanno il posto di chi se ne andrà». Ma non sono escluse azioni legali, anche delle vertenze se le cose non dovessero risolversi. «Non si può, attraverso i contratti di affitto, mettere a rischio 15 famiglie», afferma Donatella Gargani. I sindacati non perdono tempo e chiedono subito un intervento della sindaca Brenda Barnini, con l'apertura di un tavolo per discutere del problema. «Non vogliamo che la politica affronti con superficialità quest'argomento - spiega ancora Donatella Galgani -. L'assessore Ponzo Pellegrini non può promettere altre locazioni ai negozi. Siamo ben lieti di accogliere la sua richiesta, ma non possono farsi vivi solo ogni tanto». Domeniche...bestiali. Ma a tenere banco sono anche le aperture domenicali dei negozi. 

Dopo gli scioperi e i presidi dei lavoratori dei negozi, per limitare le aperture della galleria commerciale la domenica (dopo che era stato deciso di tenere il centro aperto tutti i weekend), a fare scalpore è stata la decisione di Mediaworld. Il colosso dell'elettronica infatti ha deciso di chiudere il suo negozio all'interno del centro commerciale di Empoli per tutte le domeniche di agosto (sia al mattino che al pomeriggio) ed ha iniziato proprio quella appena passata. Una scelta a quanto pare dettata dai pochissimi incassi che i negozi hanno fatto registrare in queste domeniche di luglio. 

Un po' ha influito il periodo di vacanze, un po' la scelta di Unicoop di chiudere il proprio supermercato, all'interno del centro la domenica pomeriggio e di lasciarlo aperto solo al mattino. «Senza il supermercato aperto - gridano in coro i lavoratori - c'è stato un tracollo delle vendite e a molti non conviene aprire». Mancati introiti. Se prima la paura era che le continue domeniche diventassero un peso adesso si teme che i mancati introiti possano spingere Mediaworld a prendere decisioni clamorose. «In questa confusione che si è creata - spiegano in coro Fabozzi e Gargani - solo la politica ci può aiutare a regolamentare le aperture e a trovare una soluzione. Da più parti arriva l'input al ritorno alle due aperture domenicali, anche in questo caso è necessario aprire un tavolo e fra si che la politica possa finalmente regolamentare un settore che, dopo le liberalizzazioni introdotte dal governo Monti non ha più trovato pace».

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MediaWorld rimane chiuso, Cgil non ci sta: “Regolamentare le aperture domenicali al Centro*Empoli”

Fabozzi e Galgani definiscono "una giungla" la situazione formatasi a Empoli e invocano l'intervento della politica

7 Agosto 2017

Le aperture domenicali al Centro*Empoli tornano al centro della scena. Molti sono stati i cambiamenti in questa prima metà del 2017 e l’ultimo ha scontentato un po’ tutti, tanto da far diventare la questione più ‘politica‘ del dovuto. Il problema è rappresentato da MediaWorld e dalla sua decisione di rimanere chiusa per tutte le domeniche di agosto a prescindere dalle indicazioni.

Mentre la Coop rimane aperta solamente la mattina, il negozio di elettronica ha scelto controcorrente di chiudere per tutto il giorno. “Luglio era stato un mese di prova. L’azienda ha visto che la domenica pomeriggio gli introiti calavano vistosamente” ha spiegato Michele Cialdini, della Rsa di MediaWorld. La decisione ha preso in contropiede gli altri negozi e anche Filcams Cgil.

I rappresentati Massimiliano Fabozzi e Donatella Galgani hanno espresso il loro disappunto e hanno definito “una giungla” la situazione che si è creata al Centro*Empoli: “Ognuno fa quel che vuole e non va bene, bisogna regolamentare le aperture domenicali. Chiediamo un incontro urgente per capire come si muovono le aziende, deve essere la politica a decidere“. Per MediaWolrd invece si parla di qualche ammonizione, ma nessuna sanzione da parte del consorzio.

In pratica Filcams Cgil vuole il ritorno alla Legge Bersani: non c’è la volontà di rimanere a casa la domenica, ma di lavorare seguendo dei criteri definiti come per altre categorie di lavoratori. “Bisogna dare potere al sindaco e dire stop a questa liberalizzazione selvaggia. Dobbiamo trovare una formula. I politici si fanno vivi ogni tanto e non va bene. Il mercato non deve andare così, non devono decidere i manager ma i politici” hanno ammesso Fabozzi e Galgani.

I due sindacalisti hanno infine ricordato l’iniziativa di ottobre nella quale saranno invitate tutte le forze politiche che “possono aiutarci a modificare la legge Monti Fornero“, come hanno ricordato Fabozzi e Galgani.

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Centro*Empoli, Filcams Cgil risponde: “La politica non può farsi viva solo ogni tanto”

Due le strade proposte da Fabozzi e Galgani: un tavolo con le forze politiche o la vertenza

7 Agosto 2017

Siamo al fianco dei dipendenti, nessuno deve rimanere senza lavoro” è il grido di Filcams Cgil Empolese Valdelsa a proposito del Centro*Empoli. La vicenda è nota: alcuni negozi vedranno scadere a breve il contratto di affitto e in ballo c’è il futuro di alcuni lavoratori. Nello specifico si tratta di C’Art e Maxi Trendy Sport Fashion, che mettono assieme dieci lavoratori (quattro la cartoleria, sei il negozio di abbigliamento sportivo).

Di recente hanno fatto scalpore le parole di Uiltucs e, in particolar modo, dell’assessore Antonio Ponzo Pellegrini. I sindacalisti Massimiliano Fabozzi e Donatella Galgani hanno voluto rispondere: “Non ci sta bene che la politica affronti con superficialità l’argomento. L’assessore non può promettere un’altra locazione. Siamo ben lieti di accogliere una richiesta ma non ci va bene che i politici si facciano vivi ogni tanto“.

Fabozzi e Galgani hanno quindi proposto due strade per porre rimedio alla vicenda. La prima è l’apertura di un tavolo con le forze politiche del territorio e soprattutto col sindaco Brenda Barnini, perché la volontà di Filcams Cgil è che i lavoratori possano essere reintegrate; la seconda invece, in extremis, è rappresentata dalle vertenze.

In pratica i dieci dipendenti ancora non hanno ricevuto la lettera di licenziamento e quindi c’è la possibilità che le rispettive aziende possano ‘spostarli’ in altri luoghi. C’Art dovrà chiudere il 15 settembre, Maxi Trendy il 31 dicembre, ma quello che colpisce Fabozzi e Galgani è che si tratta di due attività che non andavano male, soprattutto per quanto concerne il negozio sportivo.

Il sindacato deve ancora valutare il contratto di affitto stipulato dalle aziende con Unicoop Firenze e quindi deve studiare gli accordi commerciali tra le parti. Per il momento, assicurano i rappresentanti Cgil, i lavoratori non andranno a casa: “Dobbiamo capire la natura del rinnovo e analizzare cosa sta succedendo. In caso di vertenza ci sarà anche difesa legale per i lavoratori“.

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LE APERTURE DOMENICALI

MDP si schiera con il sindacato

"Torniamo alla riforma Bersani"

da la Nazione 8 Luglio 2017

IL SINDACATO del commercio della Cgil, la Filcams, chiedeva qualche giorno fa dov’è la politica in relazione alle aperture domenicali dei centri commerciali e dei discount e all’utilizzo disinvolto dei lavoratori con poco rispetto dei loro diritti. La prima risposta arriva da Articolo 1-Mdp, che si dice a fianco dei lavoratori. e della Cgil che li tutela, sia a livello locale che parlamentare.

«Mdp – dice Denise Latini (nella foto), esponente del movimento – denuncia da sempre come inaccettabile il mancato rispetto delle norme e l’eccessivo uso di forme contrattuali non corrette o degli stagisti, a cui vengono fatti svolgere gli stessi lavori e per lo stesso numero di ore di un qualsiasi dipendente ma con una retribuzione di gran lunga inferiore, il ricorso alle ore di straordinario senza limitazioni e magari corrisposte a nero. Siamo critici anche sulla totale liberalizzazione delle aperture degli esercizi commerciali per il condizionamento della vita delle persone. Un concetto di consumismo errato porta a ritenere che un orario permanente di apertura dei centri commerciali favorisca l’incremento dei consumi, mentre in realtà l’unica maniera per ottenere questo risultato è creare posti di lavoro e aumentare i salari, cosa di cui nessuno si sta preoccupando».

«Il movimento pensa che si debba tornare alle condizioni della riforma Bersani – sostiene il deputato fiorentino di Mdp Filippo Fossati – e riteniamo necessario riportare il tema nel dibattito parlamentare, presentando un provvedimento in questo senso». «Ne parleremo con le organizzazioni sindacali», chiude Denise Latini.

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Aperture domenicali, il nodo stagisti

"Vengono usati come dipendenti"

Il sindacato accusa: «Hanno meno tutele e sono pagati poco»

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 7 Luglio 2017

SCIOPERI e vertenze, ma anche un controllo forte sulle prossime mosse delle catene della grande distribuzione. La Cgil è nuovamente sul piede di guerra e denuncia le condizioni dei lavoratori nella guerra delle aperture domenicali. «Se la Coop ha applicato una scelta di natura etica, chiudendo 60 negozi su 100 nei festivi e facendo sì che gli altri 40 restino aperti solo la mattina – tuonano Massimiliano Fabozzi e Donatella Galgani della Filcams Cgil (nella foto) – diverso è il discorso per quanto concerne Conad, Penny Market e Euro Spin. Questi gruppi, oltre a non chiudere praticamente mai, utilizzano gli stagisti in maniera impropria, cioè come dipendenti in piena regola. In questo modo si hanno meno tutele e sopratutto uno stipendio molto più basso, che si aggira intorno ai 470 euro. Ce lo dicono gli iscritti ed è chiaro che non può andare avanti così».

La denuncia dei sindacati è soprattutto nei confronti della politica. «Sappiamo – dicono ancora Fabozzi e Galgani – che la colpa è di Monti e del suo decreto sulle liberalizzazioni, ma ma dove sono i nostri parlamentari locali, leggi Parrini, Cantini e Lotti? Dove sono i nostri amministratori e come mai non fanno niente? Siamo di fronte ad una situazione insostenibile. La nostra vertenza va avanti e annunciamo fin da ora che a ottobre ci muoveremo in maniera massiccia con scioperi e volantinaggi se le cose non saranno cambiate».

Tra le altre situazioni denunciate dagli stessi lavoratori dei discount c’è quella di chi si trova costretto a timbrare il cartellino alla fine del proprio turno, ma poi è costretto a continuare a lavorare. Lo straordinario viene quindi retribuito, poi, a nero.

«Ci sono gruppi che stanno investendo molto su questo territorio – spiega il sindacato – come ad esempio Eurospin che presto aprirà a San Miniato e Montelupo Fiorentino. Una società in espansione deve rispettare le leggi e i contratti nazionali. Il nostro obiettivo è quello di tornare alla legge Bersani, precedente a quella di Monti, che prevedeva 11 aperture domenicali all’anno e che soprattutto consentiva ai territori di regolarsi a seconda delle proprie esigenze. In questo chiediamo aiuto anche alle associazioni di categoria. Si dicono dalla nostra parte, ebbene ci diano una mano».
Un commento finale anche sulla situazione del Centro Empoli. «La Coop è aperta solo la domenica mattina – dice Donatella Galgani – mentre gli altri si sono sostanzialmente autoregolati, ma sappiamo che molti di loro fanno fatica a tenere aperto anche il pomeriggio».

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Domeniche d’apertura al Centro*Empoli, Filcams-Cgil chiede conferme a Confesercenti, Confcommercio e Federdistribuzione

23 Giugno 2017

“La Filcams Cgil prosegue con le iniziative di lotta a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del Centro*Empoli e chiede chiarezza alle associazioni di rappresentanza dei commercianti. Ma i vostri associati chiudono la domenica pomeriggio nel centro commerciale di Empoli? Alla Filcams Cgil Firenze risulta di no. Il sindacato chiede coerenza!

“Chiediamo a Confesercenti, Confcommercio e Federdistribuzione se hanno svolto la loro azione nei confronti dei loro associati per far chiudere la domenica pomeriggio per dare ai loro dipendenti la possibilità di stare con le famiglie e vivere i loro affetti, visto anche che diversi negozi della galleria restano chiusi”, sottolinea la Filcams Cgil di Firenze.

Ci pare invece che negozi associati alle tre organizzazioni di rappresentanza di categoria rimangono aperti.

Si può comprendere Federdistribuzione che fa del sempre aperto la sua politica e non partecipò al confronto con le istituzioni sul tema delle aperture, snobbando di fatto la vicenda, ma non comprendiamo Confesercenti e Confcommercio che nelle parole dicono che il sempre aperto non è la loro politica ma in questo caso non vi è coerenza, precisa la Filcams cgil di Firenze. È l’ora della chiarezza!

Vorremmo essere smentiti che nessun aderente a Confesercenti e Confcommercio della galleria commerciale di Empoli rimane aperto la domenica pomeriggio dicendo a chiare lettere che la Filcams cgil Firenze si sbaglia.

Altrimenti, se fosse vero il contrario, come sembra alla Filcams Cgil di Firenze, si invitino i loro associati a rimanere chiusi per coerenza!

L’assemblea sindacale dei lavoratori e lavoratrici del centro commerciale di Empoli che si è tenuta ieri sera, ha ribadito che manterrà alta la mobilitazione intorno a tale vicenda. Per questo motivo domenica 2 luglio è previsto un volantinaggio delle lavoratrici e dei lavoratori presso il Centro*Empoli!”

Fonte: Filcams Cgil Empoli

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«No al lavoro di domenica, noi non siamo essenziali»

Lettera aperta dei dipendenti del Centro Commerciale

Tommaso Carmignani da la Nazione 17 Giugno 2017

NON si placano le polemiche sulle aperture domenicali al Centro Empoli. Per questo una parte dei lavoratori e delle lavoratrici dei negozi si mobilitano con una lettera aperta in cui sottolineano le problematiche emerse negli ultimi mesi, come ad esempio la divisione profonda tra chi è convinto che convenga rimanere aperti anche nei festivi e chi invece rivendica il sacrosanto giorno di riposo. «Le motIvazioni della protesta erano fondate quando abbiamo detto tutti fuori, perché la scelta di rimanere aperti la domenica pomeriggio – scrivono – era una volontà degli esercenti più oltranzisti che vedono soltanto nel guadagno il lume della propria azione, senza guardare alle dinamiche delle condizioni di lavoro e di vita di un comparto, quello del commercio, fatto soprattutto da madri di famiglia. Contro questa volontà le lavoratrici e i lavoratori del Centro Empoli sono consapevoli che la lotta dovrà continuare. Non è vero che un altro consumo è possibile. Qualcuno ha commentato che anche i lavoratori dei servizi pubblici essenziali lavorano la domenica: è vero, ma non le lavorano tutte e 52 come succede a quelli del commercio, che un servizio essenziale non è. Alcune associazioni datoriali sostengono inoltre che il ‘sempre aperto’ è uno sbaglio, condividendo la battaglia al fianco di coloro che si battono per fermare questa politica, inaugurata dallo scellerato provvedimento Monti sulle liberalizzazioni».

«NON È VERO – dicono ancora – che questo ha aumentato i livelli occupazionali, ha solo peggiorato la qualità della vita dei lavoratori. Non tutte le aziende sono in grado di garantire il turnover, non tutte le aziende sono in grado di stare aperte tutte le domeniche. Per questo inviamo un appello affinchè le associazioni di rappresentanza degli esercenti invitino i propri associati del Centro Empoli a rimanere chiusi la domenica pomeriggio, altrimenti le loro battaglie risultano essere incoerenti, oppure fallaci nel momento in cui si ha l’occasione di praticarle. Se così fosse allora sarebbe una vera incoerenza. Ci battiamo contro un commercio bulimico che non soddisfa più né chi compra, né chi acquista la merce».

Appello alle associazioni «Fate star chiusi i negozianti»

ANCHE la Filcams Cgil si schiera a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici del Centro Empoli alle prese con la polemica delle aperture domenicali. Sono quindi in programma assemblee per la settimana prossima nelle quali saranno decise iniziative a sostegno della vertenza. Alcune associazioni datoriali hanno anche dichiarato di sostenere le iniziative promosse dal sindacato, perché secondo loro «le politiche del sempre aperto sono sbagliate». Da qui l’appello della Cgil. «A queste associazioni chiediamo coerenza, tenete abbassate le saracinesche dei vostri associati. La legge Monti è scellerata, l’unico risultato ottenuto – scrive la Filcams in una nota – è il peggioramento della qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori. L’occupazione non ne ha tratto giovamento, ma anzi stiamo perdendo dei posti perché non tutti gli esercenti possono permettersi il turn over e quindi sono costretti a lavorare tutte le domeniche. Nemmeno nei servizi pubblici essenziali funziona così e per questo il sindacato non smobilita e resta al fianco dei lavoratori». t. c.

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Summit sugli orari del Centro Coop

"Una discussione che va allargata"

Vertice fra istituzioni, sindacati e categorie. Ma la protesta non si placa

Ilaria Papini da la Nazione 13 Giugno 2017

SI ESTENDE a un livello territoriale più ampio la battaglia per la chiusura pomeridiana domenicale del Centro Coop di Empoli. Ieri 12 Filcams-Cgil, Unicoop Firenze, Confesercenti, Confcommercio, e Cna si sono riuniti presso l’Unione dei comuni di Empoli per discutere in merito alle proteste dei giorni scorsi relative alla decisione di Unicoop di tenere chiuso il supermercato di via Sanzio la domenica pomeriggio e della contestuale decisione di alcuni negozi della galleria commerciale di tenere, invece, le saracinesche alzate, provocando lo sciopero dei lavoratori.

«TUTTE le parti intervenute hanno espresso un grande apprezzamento per la decisione presa da Unicoop, la quale ha differenziato in senso positivo la cooperativa dalle altre catene, e ringraziano quest’ultima per aver preso parte all’incontro – ha detto Alessio Falorni, delegato al commercio e alle attività produttive dell’Unione, oltre che sindaco di Castelfiorentino –. Tutti gli intervenuti, in particolare la Cgil, hanno stabilito in sede di dibattito che la discussione sulle aperture pomeridiane della domenica dovrà essere spostata a un livello territoriale più ampio e verrà estesa anche alle catene commerciali di altri marchi. Questo tema sarà inoltre al centro di un’importante campagna informativa che Cgil porterà avanti nelle prossime settimane».

LA PROTESTA, che vede protagonisti i dipendenti delle attività della galleria commerciale di via Sanzio, è scoppiata in seguito alla decisione del Consorzio Centro Empoli di estendere l’orario di apertura dei negozi della struttura a tutte le domeniche pomeriggio; questo, nonostante la decisione contraria di Coop. Filcams-Cgil ha quindi indetto uno sciopero per tutto il pomeriggio di domenica, che ha riscontrato un’altissima adesione. Molti punti vendita della galleria sono rimasti chiusi per tutto il pomeriggio, uniformandosi all’orario del supermercato.

«ADESSO – sottolineano i sindacalisti della Filcams-Cgil – chiederemo anche alle associazioni di rappresentanza degli esercenti di invitare i loro iscritti a rimanere chiusi la domenica pomeriggio, per dare il segnale che un altro modello di consumo è possibile, in attesa di un cambio della legge Monti, che ha selvaggiamente liberalizzato il settore».

INTANTO Unicoop sottolinea nuovamente che non verrà applicato nessun tipo di sanzione per le attività del centro commerciale che decideranno di rimanere chiuse la domenica pomeriggio.

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Commessi in sciopero in via Sanzio 

No all’apertura pomeridiana festiva

di BRUNO BERTI su la Nazione 11 Giugno 2017

LA RIVOLTA di commessi e commesse dei negozi del Centro*Empoli per gli orari domenicali ieri si è materializzata con uno sciopero con presidio sulla ‘terrazza’ della struttura dalle 10 alle 12. Oggi, primo giorno con le nuove regole stabilite da Unicoop per il supermercato (domenica pomeriggio di chiusura), i dipendenti dei negozi incroceranno le braccia dalle 13,30 in poi. In alcuni casi anche con l’accordo dei titolari dei negozi, come la libreria Rinascita, convinti che il lavoro nel settore della distribuzione non debba essere una sorta di condanna.

La questione è nata quando Unicoop ha preso, rompendo il fronte della grande distribuzione incline ad aprire sempre e comunque, una decisione ‘pesante’: i supermercati più piccoli la domenica saranno chiusi la domenica e in una serie di festività, mentre quelli più grandi, come il gigante di via Sanzio, saranno aperti solo la domenica mattina fino alle 13,30. Ai negozi della galleria commerciale era stato chiesto di esprimere la loro preferenza sugli orari e la maggioranza ha optato per l’apertura fino a sera.

LA DECISIONE di Unicoop ha riaperto i giochi fornendo una possibilità per rivendicare orari più umani per chi lavora nei grandi centri commerciali. Il tema che sta alla base di tutto per Donatella Galgani e Massimiliano Fabozzi della Filcams-Cgil è quello di restituire dignità ai lavoratori. I sindacalisti hanno tastato il polso ai dipendenti durante l’assemblea con gli addetti di venerdì sera, a cui hanno preso parte anche alcuni titolari di negozi. Due ore e mezzo di discussione serrata, un impegno non da poco per gente che quel giorno aveva lavorato.

«I dipendenti sono arrabbiati – dicono Galgani e Fabozzi – perché vivono sulla loro pelle la ‘dannazione’ di dover lavorare in modo continuativo, con ben pochi riposi, e comunque con la prospettiva di non essere a casa nei giorni festivi. In assemblea un’addetta, sposata con un altro dipendente di un’azienda del Centro, lamentava di non poter vedere praticamente mai il figlio insieme al padre per effetto dei riposi compensativi che non collimano. E così è l’idea stessa di famiglia a sfumare. Unicoop ha fatto una grande apertura verso i lavoratori, vorremmo che anche tutti i titolari dei negozi avessero la stessa sensibilità verso i loro dipendenti».

DURANTE il presidio, in alcuni grandi negozi si è visto il direttore alla cassa, coadiuvato da chi ha il contratto a termine, mentre i dipendenti hanno scioperato. Ieri mattina è anche emerso il problema delle penali da pagare se si tengono chiusi i negozi. Su questo c’è il punto fermo di Unicoop, che, tramite Claudio Vanni, responsabile della comunicazione di Unicoop, ha detto che non ci saranno penali da pagare. Inoltre, per assurdo, se venissero fatte delle ‘multe’, lo stesso comportamento dovrebbe essere adottato per il padrone di casa, Unicoop, che ha deciso la chiusura il pomeriggio. E questa sembra davvero un’ipotesi irreale.

«La cooperativa ha preso una decisione coraggiosa»

«LA DECISIONE di Unicoop di tenere chiuso il supermercato la domenica pomeriggio è coraggiosa. Anche noi aderiremo chiudendo alle 13,30». Questo il commento di Tamara Guazzini, presidente della cooperativa Libreria Rinascita, intervenuta al presidio di ieri indetto dalla Filcams-Cgil. La protesta è stata decisa in seguito alla decisione della maggiorazna dei negozi del Consorzio Centro*Empoli di estendere l’orario di apertura dei negozi della galleria alla domenica pomeriggio, nonostante la scelta contraria di Unicoop. Una decisione che ha creato non poco malcontento tra i dipendenti delle attività commerciali: «La Coop è il ‘cuore del centro commerciale – dice Igor Degli Innocenti, dipendente di Obi –. Tenere chiuso il supermercato significa dimezzare la clientela che, nelle domeniche d’estate, è già ridotta». Cinzia Favaro, dipendente di Geox, aggiunge: «La maggior parte dei lavoratori della galleria non ha intenzione di sottostare a questa decisione. Quasi tutte le attività della struttura hanno massimo due dipendenti, rimanere aperti la domenica significa privarli anche del poco tempo libero rimasto». Una posizione condivisa pure da Laura Giaimo, anche lei al lavoro nel negozio Geox.

La presa di posizione dei lavoratori e del sindacato nei confronti della decisione del Consorzio è netta, anche se dalla Coop hanno precisato che nessun negoziante è obbligato a tener aperta l’attività la domenica pomeriggio. Il.Pa.

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Nuovo Centro commerciale Empoli, il 10 giugno sciopero e presidio Cgil contro le aperture domenicali

Nuovo Centro commerciale di Empoli (via Sanzio): domani sabato 10 giugno sciopero con presidio e conferenza stampa dalle 10 alle 12 davanti al negozio Obi. La Filcams Cgil: “No alle aperture ogni domenica pomeriggio”

Firenze, 9-6-2017 - Il Consorzio Centro Empoli ha deciso di tenere i negozi della galleria commerciale aperti tutte le domeniche pomeriggio: una decisione, al limite della provocazione, che ha innescato malcontento tra i lavoratori. La Filcams Cgil ha convocato tre assemblee dei lavoratori della galleria commerciale: ieri presso Mediaword, stamani e oggi pomeriggio presso Obi e stasera presso la Camera del lavoro di Empoli in via san Mamante 44.

La Filcams Cgil, al fine di difendere la dignità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del centro commerciale di Empoli, proclama uno sciopero di tutti i negozi della galleria commerciale per l'intera giornata di domani sabato 10 giugno e indice un presidio di tutti i lavoratori all’interno del centro commerciale stesso (davanti al negozio Obi), dalle 10 alle 12, con conferenza stampa.

Notizia del: ven 09 giu, 2017

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Domenica i negozi potranno stare chiusi Ma lo sciopero resta

Alessandro Marmugi dal Tirreno 9 Giugno 2017

EMPOLISarà un weekend di shopping a singhiozzo. Saracinesche abbassate domenica al centro Coop di Empoli. O almeno qualcuna. Già, dopo le polemiche degli ultimi giorni riguardo agli orari di apertura domenicale della struttura di via Sanzio, gli animi non si placano e oltre a non revocare lo sciopero in programma domani e indetto dalla Filcams Cgil, nel giorno di festa diversi negozi potrebbero restare chiusi. Dopo l'annuncio di Unicoop Firenze che ha deciso di far restare aperto il supermercato di via Raffaello Sanzio solo al mattino, lasciando la galleria commerciale aperta per l'intera giornata, e la decisione di numerose catene di spalleggiare questa decisione i lavoratori erano passati al contrattacco, manifestando il loro disappunto e organizzando scioperi ed assemblee. 

Dopo le rimostranze, Coop era scesa nuovamente in campo specificando che, eccezionalmente, nonostante la circolare fatta passare tra i negozi, gli esercenti avrebbero comunque potuto chiudere i negozi la domenica senza pagare delle penali. Un'apertura che è stata presa alla lettera da diversi esercenti, che domenica dunque potranno scegliere se aprire o meno. E alcuni di loro lo faranno, prendendosi quella libertà che chiedevano. La battaglia però, di lavoratori e sindacati non è certo conclusa. Adesso l'attenzione si sposta sulle grandi catene e sui loro lavoratori. Già, perché se i proprietari dei piccoli negozi potranno decidere se stare chiusi o meno, le grandi catene imporranno ai propri dipendenti di stare aperti. «La tensione è alta - spiega Massimilano Fabozzi della Filcams Cgil - che ha partecipato nelle scorse ore alle prime assemblee dei lavoratori. Dopo la scelta di Coop adesso ci aspettiamo anche quella delle grandi catene, che devono per forza fare un passo indietro. 

Per sabato (domani, ndc), lo sciopero è al momento confermato. I lavoratori vogliono far sentire la loro voce». Oggi gli incontri con i lavoratori proseguiranno e la Cgil oggi parteciperà a due assemblee, una al mattino è una al pomeriggio con i lavoratori di Obi. Domani invece ci sarà uno sciopero al quale hanno aderito circa 300 lavoratori. Si prevede dunque una mobilitazione importante, che coinvolgerà oltre la metà delle persone che lavorano all'interno del centro. Domenica pomeriggio invece, per la prima volta dall'apertura della struttura i negozi che vorranno, potranno tenere la saracinesca abbassata. Sarà dunque un fine settimana atipico per i clienti del Centro Empoli, anche se potrebbe essere solo un episodio sporadico. In attesa magari che anche il centro commerciale possa dottare un nuovo regolamento che metta tutti d'accordo. 

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E' rivolta al Centro Commerciale

Sciopero contro le domeniche aperte

Sabato la galleria dei negozi resterà chiusa. La Cgil all’attacco

r. e. da la Nazione 8 Giugno 2017

ESPLODE la bufera al centro commerciale di via Sanzio. La Filcams Cgil ha infatti proclamato, per l’intera giornata di sabato, uno sciopero di tutti i negozi della galleria commerciale, al tempo spesso annunciando un presidio dei lavoratori della struttura, oltre un centinaio di persone. Una decisione presa, scrive il sindacato in una nota a firma di Donatella Galgani e Massimiliano Fabozzi, «al fine di difendere la dignità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del centro commerciale di Empoli».

LA DECISIONE arriva poche ore dopo che il Consorzio Centro Empoli, a seguito di una consultazione fra i vari marchi che occuppano la galleria commerciale, ha dato il via libera alle aperture dei negozi della galleria stessa tutte le domeniche pomeriggio. Questo, nonostante la decisione della Coop di chiudere il supermercato alle 13.30 di ogni domenica a partire dalla prossima, 11 giugno. E se la decisione della Coop era ampiamente prevista (La Nazione lo aveva anticipato nei giorni scorsi), la mossa del Consorzio ha lasciato di stucco i dipendenti dei negozi della galleria, costretti a lavorare nei mesi estivi anche la domenica, quando la stragrande maggioranza della potenziale clientela preferirà di sicuro il mare e le spiagge. E così è arrivato il durissimo comunicato della Filcams Cgil, che parla di «malcontento innescato da tale decisione, al limite della provocazione».

IL SINDACATO, oltre alla proclamazione dello sciopero per la giornata di sabato, ha anche convocato assemblee di tutte le lavoratrici e lavoratori della galleria commerciale così articolate: oggi dalle 14 alle 16 presso Mediaworld, domani mattina e pomeriggio presso Obi e sempre domani dalle 21 presso la Cgil.

L’IMPRESSIONE è che la battaglia dei lavoratori e del sindacato per strappare il diritto a essere liberi durante le domeniche pomeriggio d’estate sia appena all’inizio. Anche se dalla Coop stessa si tiene a precisare che «noi non obblighiamo nessuno a tenere aperto e non ci sarà alcuna sanzione per quei negozianti che decideranno di tenere le saracinesche abbassate». Il problema sembra infatti nel rapporto fra i negozi dei grandi marchi e i loro dipendenti: ma in questo Coop non ha alcun titolo di intervento perché, dice la stessa cooperativa, non si può obbligare nessuno a restare chiuso.

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Unicoop Firenze taglia le aperture domenicali, Bernardini (Filcams Cgil Toscana): "Modello da seguire"

Unicoop Firenze e le aperture domenicali/festive, Bernardini (Filcams Cgil Toscana): “Scelta in controtendenza, per certi versi storica. Chiediamo agli altri marchi di seguire questo modello”. Su 104 punti vendita solo 40 aperti e solo la mattina, aumentano le Festività con chiusura

Unicoop Firenze ha deciso, rispetto alle aperture domenicali, che dall’11 giugno prevederà una riduzione complessiva delle aperture rispetto all'attuale situazione: su 104 punti vendita solo 40 (48 nel periodo estivo) staranno aperti ogni domenica (oggi sono 65), ma limitando l'apertura alla sola mattina, secondo criteri di presenza territoriale. Gli altri 64 negozi saranno sempre chiusi ad eccezione del periodo natalizio. E c’è un ulteriore intervento sulle Festività che porterà le chiusure da 7 (previste oggi dal Contratto integrativo aziendale) a 10.

L'Esecutivo, il Coordinamento e le Organizzazioni Sindacali regionali hanno espresso un giudizio positivo sulla decisione, dando atto alla Cooperativa di aver ricercato un equilibrio tra le esigenze dei soci e quelle dei lavoratori.

“Rispetto al contesto generale della Distribuzione Commerciale e della concorrenza, che ha sposato il ‘sempre aperto’ H24, quella di Unicoop Firenze è una scelta in controtendenza e col segno della distintività. Scelta per certi versi storica, che va incontro a parte delle nostre richieste e convinzioni. Unicoop Firenze dimostra così che si può fare commercio anche con logiche diverse: chiediamo agli altri grandi marchi della grande distribuzione privata e cooperativa di seguire questo modello che non prevede il ‘sempre aperto’. In Unicoop Firenze si è dimostrato che si può. Chiediamo inoltre di estendere la chiusura nel pomeriggio anche a tutti i negozi dei centri commerciali dove opera Unicoop Firenze”, dice Cinzia Bernardini, segretaria generale Filcams Cgil Toscana.

Notizia del: mer 07 giu, 2017

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Coop chiude la domenica ma obbliga i negozi ad aprire

di Alessandro Marmugi sul Tirreno 7 Giugno 2017

EMPOLI Il finale è di quelli che lascia tutti infelici e scontenti. Già, da una parte non se la ridono le grandi catene, e tantomeno i piccoli negozi. La Coop fa ancora una volta dietrofront sul calendario delle aperture domenicali del centro commerciale di via Raffaello Sanzio, ma il nuovo orario non sembra piacere a nessuno. Il centro, come stabilito da una circolare recapitata ieri mattina ai negozi, sarà aperto 355 giorni all'anno ma con una particolare differenziazione per la domenica. Il supermercato, lo spazio dove si vendono i generi alimentari, sarà aperto solo al mattino, dalle 8. 30 alle 13. 30. I negozi invece resteranno aperti l'intera domenica, dalle 9. 30 alle 20. 

Il passo indietro annunciato da Coop ci sarà, ma solo per i propri spazi. Una notizia che ha fatto letteralmente infuriare commercianti e dipendenti degli altri esercizi, pronti nelle prossime ore a dar vita a proteste eclatanti. Da mesi ormai va avanti la querelle tra gli esercizi della galleria commerciale e Coop sulle aperture domenicali. Dopo aver testato il "sempre aperto" di domenica, la cooperativa aveva deciso di fare una riflessione meditando un passo indietro. Era stata avviata una consultazione tra i vari esercizi commerciali per capire quali fossero le preferenze di proprietari e gestori in vista dell'estate. E il "sondaggio" aveva spaccato letteralmente in due gli esercenti. Una parte favorevole alle aperture domenicali (grandi catene in testa), un'altra a favore della chiusura o almeno a favore di due sole aperture a settimana. 

Il risultato della consultazione che ha coinvolto anche i dipendenti Coop ha fatto maturare una scelta controcorrente, che a qualcuno è sembrato una un passo indietro a metà. Già, perché come si ventilava Coop ha deciso di fare retromarcia e di tenere aperto al mattino, ma solo il supermercato. Tutto il resto dei negozi, dall'elettronica all'abbigliamento, dal bricolage alla ristorazione sarà sempre aperto tutti i giorni, mattina e pomeriggio, ad eccezione di 10 festività comandate. 

Alla fine però la decisione non sembra riscuotere molti favori. I piccoli negozianti dovranno fare gli straordinari per organizzare i turni e gestire il personale. Alcune delle grandi catene invece storcono un po'il naso perché pur contente delle aperture domenicali continue, dovranno fare i conti con la chiusura pomeridiana del supermercato che giocoforza porterà una riduzione dell'afflusso di clienti e forse anche un po'di confusione nei consumatori. Che già si interrogano, di fronte ai cartelli che all'esterno della struttura recitano "domenica aperto", anche se aperto non sarà proprio tutto. «Siamo senza parole - racconta Cinzia Favaro del negozio di abbigliamento e calzature Geox - le nostre richieste sono rimaste inascoltate. Se si voleva lanciare un segnale questo non era certo il modo. La Coop farà chiudere il suo supermercato nel pomeriggio e noi? Non potremmo decidere anche noi quando stare chiusi? Noi non possiamo, altrimenti ci becchiamo delle multe salatissime. Siamo pronti a far valere le nostre ragioni». 

Vogliono far sentire la loro voce i negozianti, che potrebbero, con il supporto dei sindacati, indire nel weekend una giornata di sciopero. Boicottaggio, insomma. «Siamo completamente in disaccordo con questa decisione - afferma Cecilia Maffei della Libreria Rinascita - Abbiamo manifestato il nostro pensiero anche in passato. Adesso non vogliamo che ci siano lavoratori di serie A e altri di serie B». Per molti, la soluzione migliore sarebbe ritornare al vecchio schema. «Il centro dovrebbe restare aperto 2 domeniche su 4 - dice Camilla Cerbioni di Maxi Trendy - e alternarsi con le aperture del centro. Il sempre aperto non da risultati. Aspettiamo di vedere cosa succederà con questa nuova formula, ma non credo che si vedranno risultati». Intanto però si parte e salvo nuove disposizioni i negozi chiuderanno solo per le feste comandante. Oltre a Natale Santo Stefano, capodanno ed Epifania saracinesche abbassate anche a pasqua e pasquetta oltre al 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno e il 15 di agosto. Domeniche di risposo sì, ma non per tutti.

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2 giugno Festa della Repubblica, Cgil-Cisl-Uil Toscana di categoria proclamano sciopero nel commercio

2 giugno Festa della Repubblica: Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana dichiarano l'astensione dal lavoro e lo sciopero per l’intera giornata. “No alle aperture nelle festività”

Anche per una festività importante come il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, la maggioranza delle attività commerciali starà aperta, anche in Toscana, con poche eccezioni, tra cui parte della Cooperazione.

Non è accettabile. La Festa della Repubblica è il simbolo unificante e di riconoscimento per tutti i cittadini del nostro Paese e non va sacrificata sull’altare del consumo!

Chiediamo a politici, deputati, senatori ed amministratori pubblici di adoperarsi perché in Parlamento venga approvata la modifica della Legge Monti sulla liberalizzazione degli orari e delle aperture commerciali.

Filcams, Fisascat e Uiltucs regionali sono da sempre contrarie alle aperture dei negozi per le festività civili e religiose e chiedono il rispetto del significato e del valore sociale che queste festività rappresentano per la comunità.

La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive non ha portato nessun aumento dei consumi e tanto meno dell’occupazione.
Anzi, sono solo peggiorate le condizioni di lavoro, gli orari, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori ed è aumentata la precarietà. No al sempre aperto! No al lavoro nelle Feste! Vogliamo piuttosto città più vivibili, all’insegna della cultura. Vogliamo la difesa degli spazi personali e collettivi per gli affetti e la socialità, per questo Filcams, Fisascat e Uiltucs della Toscana proclamano astensione dal lavoro e sciopero per l’intera giornata di domani 2 venerdì 2 giugno, e ricordano che sentenze della Cassazione sanciscono che il lavoratore può astenersi dal lavoro nelle festività.

Firmato: Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil Toscana

Notizia del: gio 01 giu, 2017

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25 aprile e Primo maggio, in Toscana i sindacati proclamano sciopero nel commercio

25 aprile e Primo maggio, Cgil-Cisl-Uil Toscana di categoria proclamano lo sciopero nel commercio. “Dopo Pasqua e Pasquetta, un altro no al sempre aperto”

“In occasione di Pasqua e Pasquetta abbiamo ascoltato e assistito a tante prese di posizioni pubbliche di politici e amministratori contro le aperture degli esercizi commerciali durante le festività: bene. Ora chiediamo a tutti di adoperarsi perché in Parlamento venga approvata la modifica della Legge Monti sulla liberalizzazione degli orari e delle aperture commerciali. Oltre alle parole vogliamo i fatti”, dicono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana, da sempre contrarie alle aperture dei negozi per le festività civili e religiose e chiedono il rispetto del significato e del valore sociale delle festività.

Aggiungono le tre sigle: “La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive non ha portato nessun aumento dei consumi e tanto meno dell’occupazione, come dimostrano le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della Grande Distribuzione che hanno scelto il ‘sempre aperto h24’. Sono cambiate, in peggio, solo le condizioni di lavoro, gli orari, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, è aumentata solo la precarietà. E’ inaccettabile, fermiamo questa deriva. Il commercio non è un servizio essenziale”.

Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono al Governo di modificare la Legge: “No al sempre aperto, no al sacrificare al consumo gli spazi di socialità, sì a un modello di commercio sostenibile, per città più vivibili, all’insegna della cultura, per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano”. Per queste ragioni, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana proclamano lo sciopero e l’astensione dal lavoro (intera giornata) per il 25 aprile e il Primo maggio (così come era stato fatto per Pasqua e Pasquetta), ricordando che sentenze della Cassazione sanciscono che il lavoratore può astenersi dal lavoro nelle festività.

Notizia del: ven 21 apr, 2017 

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Pasqua e Pasquetta: Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana proclamano sciopero nel commercio

Pasqua e Pasquetta: Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs proclamano sciopero nel commercio. “No al sempre aperto”. La lista (parziale) di chi apre e di chi tiene chiuso

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana ribadiscono la contrarietà alle aperture dei negozi per le prossime festività religiose di Pasqua e Pasquetta (domenica e lunedì prossimi) e chiedono il rispetto del significato e del valore sociale delle festività.

La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, con il passare degli anni, si è rivelata negativa, non ha portato nessun aumento dell’occupazione e nessun aumento dei consumi, come dimostrano le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della Grande Distribuzione che hanno scelto il “sempre aperto h24”. “Sono peggiorate le condizioni di lavoro, gli orari, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, è aumentata solo la precarietà. Quest'anno in Toscana molte attività commerciali staranno aperte per Pasquetta e alcune addirittura per Pasqua. Basta! E’ inaccettabile. Diciamo no a lavorare per le Feste, il commercio non è un servizio essenziale”, dicono Filcams, Fisascat e Uiltucs che riconfermano la necessità di modificare le norme sulle liberalizzazioni e chiedono al nuovo Governo di mettere mano alle Legge: “No al sempre aperto, sì a un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all’insegna della cultura e non del solo consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli, per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano”. Per queste ragioni le tre sigle proclamano lo sciopero e l’astensione dal lavoro per Pasqua e Pasquetta 2017 (intera giornata).

In centro a Firenze, Zara e Rinascente staranno aperti per Pasqua e Pasquetta. Coin (Firenze, Pisa, Livorno) sarà chiuso a Pasqua e aperto a Pasquetta. Gli ipermercati Carrefour e i negozi Pam Panorama saranno aperti a Pasquetta. I Gigli (Campi Bisenzio) saranno chiusi sia a Pasqua che a Pasquetta, così come i punti Unicoop Firenze (come stabilito da un accordo sindacale, che prevede sette festività intoccabili tra cui appunto quelle di domenica e lunedì prossimi). Esselunga sarà chiusa a Pasqua, mentre a Pasquetta molti negozi della catena saranno aperti.

Notizia del: mer 12 apr, 2017

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Rivolta contro le domeniche No a quattro aperture al mese

Salta l’incontro con associazioni e Unicoop, parte l’agitazione dei negozi:
«Vogliamo rimanere chiusi almeno due volte nell’arco dei trenta giorni»

di Chiara Capezzuoli sul Tirreno 25 Marzo 2017

EMPOLI Unicoop e domeniche lavorative: è polemica sulle aperture domenicali. Una questione che sta innescando perplessità e malcontento malgrado la legge non vieti il loro utilizzo continuativo. Attualmente la situazione è in stallo: inaugurate nel mese di novembre, le domeniche aperte al centro Coop di Empoli saranno oggetto di discussione a breve. Per il momento, infatti, i vertici non hanno ancora sentenziato se continuare o meno. Fatto sta che il malcontento continua a serpeggiare tra gli esercenti del polo commerciale che, tra spese in più e meno tempo da spendere con le famiglie, non sembrano gradire la nuova rotta intrapresa. Ad oggi l'impressione è che il prolungamento delle aperture domenicali sia una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere. E se da un lato Unicoop e il centro Coop tranquillizzato i vari esercenti, i commercianti appaiono irrequieti e desiderosi risolvere la questione una volta per tutte. A questo di somma il rinvio dell’incontro (al quale avrebbero dovuto partecipare le istituzioni, le associazioni di categoria e ovviamente Unicoop) che avrebbe dovuto concordare, o quanto meno provare a farlo, i vari orari di apertura. 

Questo per tutelare anche i lavoratori delle attività commerciali disseminate nel centro storico. «Siamo in attesa di una nuova convocazione e bisogna arrivare a un patto da gentiluomini - ha spiegato Sergio Luschi di Cgil - un patto dove si tengano in considerazione sia i lavoratori che la grande distribuzione ma anche le attività locali». Della stessa opinione anche Confcommercio. «La liberalizzazione consente di decidere liberamente gli orari di apertura e chiusura - spiega Franco Marinoni, direttore Confcommercio Toscana - è un fatto contro cui nulla possiamo a livello locale. Ma è chiaro che ha innescato un sistema di concorrenza in cui le piccole imprese rischiano di soccombere». Di fronte alle aperture domenicali del centro Coop, la paura è quella di veder perire le piccole e medie attività del centro storico. Il giro, però, sembra tenere l'urto e le aperture non spaventano. «Oltre al centro commerciale il problema è anche il commercio online - sostiene Lapo Cantini di Confesercenti - ma sono convinto che queste cose facciano meno paura oggi che di anni fa perché il centro storico è strutturato con gli eventi. Certo sottoscrivere una programmazione collettiva potrebbe essere un bel segnale». 

Fatto sta che i lavoratori del centro Coop stanno adesso vivendo una situazione di forte instabilità. E il mancato confronto tra le varie parti per la gestione degli orari ha scatenato un'inevitabile onda d'urto di frustrazione. Urge una soluzione rapida e condivisa per consentire a tutti di svolgere serenamente il proprio lavoro. «Il nostro programma di aperture domenicali dura fino ad aprile, poi non sappiamo cosa succederà - ha commentato Daniela Martini de La Rinascita - noi abbiamo dovuto prendere altri due addetti ma per chi non lo può fare è un problema. Così si rischia di mettere in ginocchio le piccole attività». «Stando all'interno del centro commerciale chiaramente dobbiamo attenerci alle regole ma con le due aperture domenicali al mese la situazione era migliore - racconta Camilla Cerbioni di Maxi Trendy - tra i costi e le vendite non si guadagna molto a stare sempre aperti». «Lavoriamo all'interno di un centro e una città abbastanza piccoli, quindi le persone che vengono sono sempre le stesse - conferma Elisa Baccanelli di C'Art - non è sempre facile lavorare sette giorni consecutivi. Credo sarebbe meglio tornare alle due aperture classiche». «Ci deve essere un regolamento gentiluomo territoriale - conferma Cinzia Favaro di Geox - la formula delle due domeniche mensili era rodata e funzionava. Sarebbe meglio tornare in quella direzione». Unicoop fa sapere che la questione resterà invariata durante questa fase di concertazione, finché una decisione non sarà presa ma il direttore del Consorzio Centro Empoli si dimostra fiducioso: «Ad aprile arriveremo a dare una risposta. Non è semplice per una cooperativa prendere una decisione perché si devono tenere in considerazione tanti elementi - spiega il direttore Roberto Arzilli - si devono considerare i pareri della cooperativa, dei negozi e quant'altro. Entro aprile arriverà la decisione».

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Negozi, la guerra delle domeniche

Commercianti e Cgil contro Coop

Lunedì è in programma un incontro decisivo all’Unione dei Comuni a Empoli

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 17 Marzo 2017

FINO a qualche anno fa era l’occasione per ritrovarsi e fare il punto sulle aperture domenicali. Si stilava un calendario al quale tutti, da regolamento, dovevano attenersi. Poi sono arrivate le liberalizzazioni: ognuno, oggi, può fare sostanzialmente quello che vuole e alzare la saracinesca del proprio negozio quando meglio crede. Il tavolo convocato per lunedì all’Unione dei Comuni, in piazza della Vittoria a Empoli, diventerà quindi l’occasione per capire quale piega prenderanno le cose sul territorio e se il tanto decantato patto tra gentiluomini, stilato all’indomani del decreto Monti per far sì che nell’Empolese Valdelsa restasse tutto com’era, vale ancora.

TUTTO NASCE dalla decisione del Centro Empoli di via Sanzio sulle aperture, da quando cioè anche Unicoop ha deciso che il centro commerciale doveva essere ‘operativo’ tutte le domeniche. Dalle proteste dei negozianti si è passati alle lamentele dei sindacati, subito sposate dalle associazioni di categoria. Se anche la Coop abbraccia la linea delle aperture selvagge, dicono loro, per il centro storico diventa una battaglia persa in partenza, perché i piccoli commercianti non hanno i mezzi per competere e per garantire la loro presenza 7 giorni su 7. Per la Cgil, invece, il problema si misura con i turni massacranti che vengono imposti ai lavoratori: va detto infatti che nei piccoli negozi del centro di via Sanzio la forza lavoro è limitata e ci sono persone che rischiano di non avere giorni liberi per diverse settimane.

DA QUI la decisione, da parte di Confesercenti e della stessa Cgil, di convocare un tavolo a cui è stata invitata anche Unicoop. L’incontro si terrà nella sede dell’ex Circondario e dovrebbe vedere la partecipazione anche di alcuni amministratori locali e di tutte le associazioni di categoria. Il sentore è che il Centro Empoli, dopo aver sperimentato dal formula delle quattro domeniche su quattro aperte, abbia deciso di proseguire con questa linea almeno fino all’estate.
«Vogliamo innanzitutto verificare se è così – spiega il responsabile di Confesercenti Empolese Valdelsa, Lapo Cantini – e nel caso chiedere loro di fare un passo indietro. In caso contrario, per il centro storico, sarebbe davvero un problema». Le associazioni di categoria, d’accordo col Comune, hanno appena finito di stilare un calendario di eventi per il 2017 molto ricco e variegato: gli appuntamenti coincidono sempre con i negozi aperti, ma si teme che la concorrenza spietata del centro commerciale possa ulteriormente dividere il pubblico di potenziali clienti. «Chiederemo un passo indietro anche perché – conclude Cantini – non vediamo sul territorio concorrenti in grado di mettere paura a Unicoop».

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LA DENUNCIA LA FILCAMS SUL CENTRO COMMERCIALE DI PONTE A GREVE

Aperti tutte le domeniche: le commesse si disperano

Il centro commerciale vicinissimo al centro di Scandicci sta influenzando con la sua settimana non stop anche i negozi cittadini

i.c. su la Repubblica 7 Marzo 2017

Non hanno la possibilità di fare i turni: così siamo costrette a esserci sempre La concorrenza spinge anche i commercianti di Scandicci ad adeguarsi UNA domenica dietro l’altra, sempre. Da agosto i commessi dei piccoli negozi dentro ai centri commerciali, che la domenica sono sempre aperti, non hanno mai potuto godersi un giorno di festa a casa. Lo fa sapere la Filcams- Cgil. Per la gioia di chi compra e per l’immagine, che tanto si invoca, di paese e città moderni a livello internazionale: ma in buona parte d’Europa e del mondo la domenica si fa festa. Per tutte queste gioie, commesse e commessi non passano una domenica con la famiglia, i bambini, gli amici. E per lo più si tratta di donne. Una vita insopportabile, protesta la Filcams che, insieme a Confesercenti, punta il dito sul centro commerciale dell’Unicoop di Ponte a Greve che è sul Comune di Firenze ma finisce, spiega Chiara Liberati della Filcams di Scandicci, per rendere schiavi anche i commessi dei negozi di vicinato di Scandicci. Questi ultimi, lavorando i loro simili dentro al centro commerciale (dove sono costretti ad adeguarsi agli orari del centro pena multa del gestore degli spazi), tirano la cinghia e restano aperti anche loro tutte le domeniche, timorosi di farsi risucchiare dalla concorrenza del centro lì vicino. 

«Ci rivolgeremo, Filcams e Confesercenti, al sindaco di Scandicci — dice Liberati — Poi, la Filcams si occuperà anche di Firenze». «Dal Salvaitalia del 2011 la liberalizzazione ha portato a un sempre più crescente numero di aperture domenicali e festive che hanno peggiorato vita e condizione lavorative», dice il sindacato. La grande distribuzione è sempre più aperta e non ci sono più margini di contrattazione, considera tristemente la Filcams: «Prima del 2011 contrattavamo il numero di aperture domenicali — dice Liberati — Ora non è più possibile». Ma mentre nei grandi supermercati si possono fare turni e anche assumere personale a tempo per permettere ai dipendenti qualche festa libera, nei piccoli negozi mancano risorse per qualsiasi contrato e, «se mai si sostituisce qualcuno lo si fa con i voucher aprendo un altro capitolo di sfruttamento», spiega Liberati. Così, i lavoratori dei piccoli negozi non hanno una domenica libera. «Abbiamo già manifestato la nostra contrarietà al lavoro domenicale, ma ormai è fatta. L’unica soluzione è ricominciare a contrattare e ci rivolgiamo alla politica tutta — conclude la sindacalista — Chiediamo di attivare in questo territorio un tavolo tra le istituzioni e le associazioni datoriali del settore, per costruire un protocollo d’intesa sull’argomento ». Che porti, sì, a qualche domenica lavorata ma non 52 di fila.

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Ponte a Greve

I sindacati frenano sulle domeniche

da la Nazione 5 Marzo 2017

NO ALLE aperture domenicali del centro commerciale di Ponte a Greve. Filcams Cgil, e Confesercenti uniti per chiedere un tavolo di concertazione tra categorie in modo da gestire la questione. Lunedì si terrà l’incontro per presentare questa iniziativa, ma anche per illustrare le ripercussioni sul territorio dalle aperture, ogni domenica, del Centro commerciale di Ponte a Greve.

«Filcams Cgil di Firenze – si legge in una nota – sta portando avanti per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione organizzata, sul tema del lavoro nelle giornate domenicali e festive. A fronte della non regolamentazione delle aperture domenicali e festive, infatti, in base al decreto cosiddetto Salvaitalia del 2011, la liberalizzazione ha portato a un crescendo numero di aperture domenicali e festive che di fatto hanno peggiorato le condizione lavorative e di vita in questo settore. L’assenza di una legge che regolamenti e normi il numero delle domeniche e festivi, sia a livello regionale sia territoriale, ha eliminato di fatto la contrattazione su tale tema. Non a caso è ciò che sta avvenendo presso il Centro commerciale di Ponte a Greve, dove da agosto scorso sono aperti tutte le domeniche».

APERTURE  DOMENICALI  DEI  CENTRI COMMERCIALI.  OGGI  LA CONFERENZA STAMPA DELLA FILCAMS A SCANDICC


E’ stata indetta per oggi una conferenza stampa presso la Camera del lavoro di Scandicci (via Ugo Foscolo 9, ore 11,30): nell’occasione, la Filcams Cgil illustrerà le ripercussioni sul territorio e sui lavoratori delle aperture, ogni domenica, del Centro commerciale di Ponte a Greve, e chiederà l’apertura di un tavolo con istituzioni e categorie per la gestione del fenomeno. Alla conferenza stampa sarà presente un esponente di Confesercenti Scandicci ed è invitato un rappresentante dell’amministrazione comunale.

Spiegano dalla Filcams Cgil: “Abbiamo voluto indire questa conferenza stampa nell'ambito della campagna che la Filcams Cgil di Firenze sta portando avanti per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione organizzata, sul tema del lavoro nelle giornate domenicali e festive. A fronte della non regolamentazione delle aperture domenicali e festive, infatti, in base al decreto cosiddetto Salvaitalia del 2011, la liberalizzazione ha portato ad un crescendo numero di aperture domenicali e festive che di fatto hanno peggiorato le condizione lavorative e di vita in questo settore. Da sempre la Filcams Cgil, si è dichiarata contraria alle incondizionate aperture domenicali e festive (Campagna “NO al sempre aperto” e “ La Festa non si Vende”). L'assenza di una legge che regolamenti e normi il numero delle domeniche e festivi, sia a livello regionale sia territoriale, ha eliminato di fatto la contrattazione su tale tema. Non a caso è ciò che sta avvenendo presso il Centro Commerciale di Ponte a Greve, che confina con il nostro territorio, dove da agosto scorso sono aperti tutte le domeniche. Chiediamo di attivare in questo territorio un tavolo tra le istituzioni e le associazioni datoriali del settore, in vista di costruire un protocollo d'intesa sull'argomento”.

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Centro Coop aperto tutte le domeniche «Non si vive più»

Negozianti e Sindacati protestano

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 20 Gennaio 2017

I CARTELLI di protesta sparsi nella notte tra sabato e domenica di fronte al Centro Empoli di via Sanzio sono stati la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ora anche i sindacati scendono in campo con forza per denunciare la situazione dei lavoratori del settore del commercio a qualche anno di distanza dalla legge Monti-Fornero sulle liberalizzazioni. Tutto nasce dalla decisione di Unicoop di uniformarsi alla concorrenza nella grande e media distribuzione sul territorio e di tenere aperto il Centro Empoli quattro domeniche su quattro. Per adesso è fino a marzo, ma la decisione potrebbe essere per sempre. Una tendenza ormai comune che costringe anche i piccoli imprenditori dei centri storici ad uniformarsi al trend per non rischiare di farsi schiacciare dai competitors.

«COSÌ NON VA, serve un tavolo di discussione», tuona la Filcams-Cgil. E gli esempi che arrivano dagli stessi lavoratori danno un quadro abbastanza inquietante di ciò che è diventato il commercio ai giorni nostri. «La Coop del Centro Empoli – spiega il delegato sindacale Maurizio Bagnoli – conta 200 dipendenti. Finché viaggiavamo su due domeniche di apertura riuscivamo a far lavorare solo i volontari, ma le quattro domeniche hanno avuto un impatto collettivo. E noi che siamo più grandi riusciamo comunque a fare dei turni, anche se con difficoltà».

PEGGIO se la passano i piccoli negozi del Centro Empoli, obbligati a rispettare, come da contratto, sia i giorni che gli orari di apertura. «Noi siamo in cinque – dice Cinzia Favaro di Geox – e riusciamo a malapena a fare il giorno di riposo infrasettimanale. Con quattro domeniche di apertura è impossibile averne una libera. E considerate che siamo aperti dalle 9 del mattino alle 9 di sera. Non abbiamo tempo né per noi stesse e nemmeno per le nostre famiglie».
Dubbi anche sull’effettiva produttività delle domeniche di apertura. «Noi – spiega Michele Cialdini, delegato Media World – abbiamo addirittura ridotto la forza lavoro e adesso facciamo fatica a coprire i turni. Ma del resto i datori di lavoro tendono sempre a massimizzare il profitto».

E MENTRE gli stessi lavoratori denunciano come in molti, nel periodo che va da novembre a gennaio, siano rimasti a riposo a malapena per Natale, i cosiddetti competitors di Unicoop se la passano pure peggio. «Da due anni a questa parte – dicono Elena Biondi di Penny Market e Stella Arato di Eurospin – siamo aperti 362 giorni su 365. Capite che anche con la logica dei turni diventa impossibile avere domeniche libere». La soluzione? Tutti d’accordo nel dire che «servirebbe una revisione della legge, ma anche dei paletti che tutelino i dipendenti nei contratti che vengono sottoscritti»

L’IPOTESI
"Tutelare i dipendenti serve accordo con le Associazioni"

UN ACCORDO territoriale con le associazioni di categoria per tutelare maggiormente i lavoratori. E’ quanto chiede la Filcams Cigl dell’Empolese Valdelsa per mettere un freno alle aperture selvagge dei negozi della piccola e grande distribuzione e dei centri storici. «Avendo riscontrato una crescente richiesta di contrattazione da parte dei lavoratori – spiegano Massimiliano Fabozzi e Donatella Galgani della Filcams – vorremmo che partisse una discussione con i delegati di categoria e con le forze politiche del territorio per risolvere questo problema. La legge sulle liberalizzazioni parla chiaro, ma i disagi di chi è costretto a lavorare tutte le domeniche e non ha più una vita sociale e privata sono sempre più estremi. Avevamo chiesto un tavolo già nei mesi scorsi, ma ci hanno risposto in pochissimi. Da qui a marzo faremo delle azioni per tutelare i dipendenti: non dobbiamo e non vogliamo penalizzare la libertà di scelta dell’imprenditore, ma è necessario normalizzare la vita dei lavoratori». t. c.

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Epifania, sciopero per evitare che con le feste si porti via anche i diritti di lavoratrici e lavoratori.

#LaFestaNonSiVende Gabrielli: "Continuiamo a sostenere la nostra contrarietà alle liberalizzazioni degli orari commerciali, e da molto tempo promuoviamo un’idea di programmazione che possa soddisfare le diverse esigenze"L'Epifania, oltre a tutte le feste, rischia di portarsi via anche "i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori". A ricordarlo con un tweet è la Filcams Cgil, che continua così la sua campagna #LaFestaNonSiVende contro le aperture indiscriminate di negozi e centri commerciali nei giorni festivi.

“Come Filcams – ha spiegato la segretaria generale nazionale Maria Grazia Gabrielli – continuiamo a sostenere la nostra contrarietà alle liberalizzazioni degli orari commerciali, e da molto tempo promuoviamo un’idea di programmazione che possa soddisfare le diverse esigenze, in una dimensione più umana e meno frenetica, rispettando le necessità delle aziende, dei consumatori, senza però danneggiare le tutele e i diritti dei lavoratori”.

In quest’ottica, l’invito al Governo è di arrivare quanto prima a sostituire il decreto “Salva Italia” del Governo Monti sulle Liberalizzazioni con una nuova regolamentazione per il settore commerciale. Il disegno di legge sulla limitazione delle aperture festive, approvato alla Camera a settembre del 2015, giace abbandonato in Senato. La proposta (parziale e – per la Filcams – insufficiente) prevede la possibilità di aprire le attività commerciali per un massimo di sei festività l’anno, nessun limite per le aperture domenicali, così come per le aperture 24 ore su 24. Restano così in vigore le liberalizzazioni decretate dal governo Monti. Anche quest'anno i sindacati di categoria di Cgil Cisl Uil Toscana, per permettere a chi comandato al lavoro volesse restarse in famiglia con figli e nipoti, ha proclamato lo sciopero del commercio per tutta la giornata del 6 gennaio 2017

Notizia del: gio 05 gen, 2017

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