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altri articoli 2016

Vigile di quartiere a Firenze, i dubbi e le richieste della Fp Cgil: "Si investa nel lavoro pubblico"

Vigile di Quartiere a Firenze, la Fp Cgil: “Non sia solo un’operazione per rifarsi il look. Promettono 50 assunzioni, ma ancora non c’è il bando. Chiediamo che si investano risorse per il lavoro pubblico”

Era l'anno 2002 e le cronache cittadine annunciavano la nuova organizzazione della Polizia Municipale con l'arrivo del “Vigile di Quartiere”. Era l'anno 2013 e la nuova Comandante (Antonella Manzione) presentava la nuova rivoluzione del Corpo di Polizia Municipale, annunciando la nascita di un nuovo reparto denominato “Nucleo di prossimità”. Si arriva ad oggi, con una mega presentazione sulla stampa cittadina del nuovo vigile di quartiere, inaugurando la nuovissima “Polizia di comunità”.

Tutto ciò viene presentato come se fino ad ora le domande e le segnalazioni dei cittadini non avessero avuto ascolto, e la mancanza di risoluzione dei problemi fosse un problema della Polizia Municipale, che anche senza il tablet gestiva e richiedeva a tutti i soggetti interessati la soluzione dei problemi di non propria attinenza. Il problema è che, nonostante la buona volontà di chi ogni giorno faceva il proprio lavoro, i problemi non sempre venivano risolti.
Arriva poi adesso un’altra promessa: aumentare l'organico per non ridurre altri servizi. L’assessore Gianassi promette 50 assunzioni a marzo, ma il Concorso Pubblico non è ancora stato bandito. Perché non ci fidiamo più degli annunci? Perché nessuna delle riorganizzazioni della Polizia Municipale a Firenze è andata a buon fine, anzi tutte sono servite all’Amministrazione Comunale per rifarsi il look, utilizzando la Polizia Municipale per risolvere i problemi dei cittadini che la politica non è più in grado di intercettare nella giusta dimensione. E una storia analoga la potremmo scrivere anche per altri servizi importanti per questa città.

Quello che noi chiediamo è che i rappresentanti dell'Anci che governano Firenze si facciano parte attiva per chiedere all’Aran l’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto, e siano di sostegno alle giuste rivendicazioni delle Organizzazioni Sindacali, assegnando le necessarie risorse per ridare dignità al lavoro pubblico, che non deve essere solo oggetto di lustro per accattivarsi i cittadini, bensì motore di sviluppo e di crescita per il Paese.

Firmato: Fp Cgil Firenze


IL TESTO COMPLETO DEL DOCUMENTO DI FP CGIL FIRENZE

Era l'anno 2002 e le cronache cittadine annunciavano la nuova organizzazione della Polizia Municipale con l'arrivo del “Vigile di Quartiere”. Nuove assunzioni, nuovo Comandante (Alessandro Bartolini), nuova Vice (Patrizia Verrusio) e il varo da parte della Giunta Domenici del nuovo servizio denominato “Vigile di quartiere” con lo scopo di diventare il sensore dell'Amministrazione Comunale e delle altre istituzioni sul territorio. Applaudito da tutti, compreso il Prefetto, per avviare politiche integrate di sicurezza, mediazione sociale, risoluzione dei conflitti. Su questa nuova modalità organizzativa della Polizia Municipale, la Funzione Pubblica Cgil organizza nel 2004 una giornata di approfondimento per capire come inizia la trasformazione del tessuto sociale e come cambia la figura del “vigile urbano”, da controllore del traffico ad operatore sul territorio, assumendo anche compiti delle altre forze di polizia. Le nostre proposte in merito rimangono inascoltate.

Nell'anno 2004 l'esperienza del vigile di quartiere è già tramontata, lanciata come “fiore all'occhiello” è miseramente finita nel dimenticatoio per far fronte a vecchi e nuovi impegni, vedi l'antiabusivismo commerciale. Era l'anno 2013, la nuova Comandante (Antonella Manzione) presenta la nuova rivoluzione del Corpo di Polizia Municipale, annunciando la nascita di un nuovo reparto denominato “nucleo di prossimità”, composto dai nuovi assunti, che si muoveranno a piedi, seguendo un programma di georeferenziazione per la mappatura del rischio, coordinato e realizzato dai servizi informativi del Comune. La Comandante promette anche meno personale in borghese, meno personale al servizio interno, e molto più personale in servizio all'esterno.

Al “nucleo di prossimità” viene assegnato personale di nuova nomina, che presto raggiunge circa 50 unità, e che, come spiega la Comandante, dovrà agire nelle aree critiche, solo a piedi e all'interno del comparto città sicura.

La riorganizzazione dura poco perché arriva l'anno 2014 e la Comandante Manzione, oltre ad avere avuto anche l'incarico di Direttore Generale del Comune, lascerà Firenze per seguire il premier Matteo Renzi a Roma al Dipartimento Giuridico del Governo. La città rimane senza Comandante e naufraga ancora una volta qualsiasi progetto di riorganizzazione della Polizia Municipale.

Il Sindaco Nardella alla ricerca di un nuovo Comandante opta per una soluzione interna, riportando l'ex Comandante Seniga (prima di Bartolini) a Capo dei Vigili (maggio 2014) promettendo, causa prossimo pensionamento di Seniga, di reperire quanto prima una figura di Vice Comandante che dovrà sostituirlo al momento del pensionamento. La selezione non è mai avvenuta.

Seniga gestisce l'emergenza di un Corpo ormai allo sbando, nessuna innovazione questa volta, nessuna promessa, ma una difficile vertenza sindacale che inizia nel 2015 e si protrae fino a tutto il 2016, dovuta essenzialmente alla volontà dell'Amministrazione Comunale di cambiare i requisiti per l'esonero dal lavoro notturno, allontanare dalla Direzione tutto il personale non più idoneo ai servizi interni e le annose rivendicazioni di carattere salariale che si concluderanno con la firma del contratto decentrato nel luglio 2017.

Da parte dell'Amministrazione emerge la necessità di ostentare ancora una volta una mini rivoluzione: più vigili in strada, per contrastare l'abusivismo commerciale che diventa una priorità del Sindaco Nardella.

L'operazione è un grande boomerang: si allontana dalla Polizia Municipale, per dirottarlo presso altre Direzioni, personale non più idoneo ai servizi esterni, ma utilissimo a svolgere funzioni interne non solo di carattere amministrativo, ma di front office, centrale operativa e altro. Con la conseguenza che personale idoneo dovrà sostituirlo (!!!). Ottobre 2016: Seniga va in pensione e si procede a una soluzione interna per la figura di Vice Comandante (Maccioni, Dirigente alle Risorse Umane). D'altronde tutte le promesse di recuperare una struttura di Comando alla Polizia Municipale non hanno avuto nessun esito.
In una fase di grande vertenzialità per il Corpo, la “fragilità” della struttura è avvertita pesantemente. L'Assessore Gianassi interpreta il ruolo di “sceriffo” di cioniana memoria...

Giugno 2017: viene nominato il nuovo Comandante Alessandro Casale, scelto da Nardella per il profilo più operativo, da strada .
Con la nuova macrostruttura approvata dalla Giunta una settimana fa si elimina di nuovo il posto di Vice Comandante Vicario, istituendo il posto di servizio Supporto Giuridico Amministrativo Polizia Municipale, scelta criticata, tra altre, dalla Funzione Pubblica Cgil con nota del 26/09 u.s.
L'incarico di questo nuovo servizio è vacante e temporaneamente ricoperto da Maccioni fino al 25/10/2017, poi si vedrà… Si arriva ad oggi, 4/10/2017, con una mega presentazione sulla stampa cittadina del nuovo vigile di quartiere, inaugurando la nuovissima Polizia di comunità,, un vigile per amico, vicino alla gente. Grande operazione mediatica, con l'illustrazione da parte di Nardella dei Security point, delle fasce al braccio, del palmare, della scacchiera sopra la visiera del cappello e del contingente reclutato. I cosiddetti Agenti volontari sono quasi tutti dell'ex Reparto Prossimità, il quale viene sciolto per confluire nella polizia di Comunità, più altri, appartenenti ai reparti territoriali che hanno fatto richiesta. Gli agenti del reparto Prossimità non avevano molte scelte, in questo senso sono “volontari”....

Tutto ciò viene presentato come se fino ad oggi le domande e le segnalazioni dei cittadini non avessero avuto ascolto e la mancanza di risoluzione dei problemi fosse un problema della Polizia Municipale, che anche senza il tablet gestiva e richiedeva a tutti i soggetti interessati la soluzione dei problemi di non propria attinenza. Il problema è che la sinergia non ha mai funzionato e nonostante la buona volontà di chi ogni giorno faceva il proprio lavoro, i problemi non sempre venivano risolti. Altra promessa: aumentare l'organico per non ridurre altri servizi: l'Assessore Gianassi promette 50 assunzioni a marzo, ma il Concorso Pubblico non è ancora stato bandito.

Perché non ci fidiamo più degli annunci?
Perché, come abbiamo dimostrato in questa sintetica storia delle riorganizzazioni della Polizia Municipale a Firenze, nessuna è andata a buon fine, anzi tutte sono servite all’Amministrazione Comunale per rifarsi il “look”, utilizzando la Polizia Municipale per risolvere i problemi dei cittadini, che la “politica” non è più in grado di intercettare nella giusta dimensione.

E una storia analoga la potremo scrivere anche per altri servizi importanti per questa città.
Quello che noi chiediamo è che i rappresentanti dell' ANCI che governano Firenze si facciano parte attiva per chiedere all’ARAN l’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto e siano di sostegno alle giuste rivendicazioni delle Organizzazioni Sindacali, assegnando le necessarie risorse per ridare dignità al lavoro pubblico, che non deve essere solo oggetto di lustro per accattivarsi i cittadini, bensì motore di sviluppo e di crescita per il Paese.

Notizia del: mer 04 ott, 2017

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Scuole infanzia di Firenze, fuga delle insegnanti verso lo Stato. La Fp Cgil: "Sfiducia verso il Comune"

Scuole dell’infanzia a Firenze, ben 17 insegnanti hanno scelto il ruolo allo Stato e saranno “rimpiazzate” da altrettante precarie. La Fp Cgil: “Una vera fuga per garantirsi un futuro, nessuno si fida più dell’operato del Comune la cui politica produce gravi danni”

Come previsto e più volte annunciato dalla Funzione Pubblica Cgil, la politica dell'appalto nelle scuole dell'infanzia comunali, ostinatamente perseguita dalla Giunta Nardella/Giachi, sta producendo gravi danni.

Ben 17 insegnanti comunali hanno scelto il ruolo allo Stato e verranno “rimpiazzate” da altrettanti insegnanti precari per almeno tutto l'anno scolastico che sta iniziando.

La fuga verso lo Stato ha una sola motivazione: la mancanza di certezza per queste insegnanti di poter continuare a svolgere la propria professione, per la quale hanno studiato, si sono laureate e hanno vinto un concorso in Comune.

La politica di Palazzo Vecchio, con l'estensione a tutte le scuole comunali del modello misto con il privato sociale, va nella prospettiva, insieme alla statalizzazione di alcune sezioni, di relegare a un ruolo sempre più residuale il servizio scolastico del Comune e così, senza prospettive, l'opzione per la scuola statale è scontata perché, almeno per ora, garantisce continuità alla funzione docente.

L'esodo è la dimostrazione che nessuno si fida più dell'operato del Comune e mai come quest’anno la fuga verso lo Stato ha raggiunto tali livelli, coinvolgendo per altro anche il personale delle Cooperative che, a sua volta, emigra verso un lavoro stabile, sicuro e meglio retribuito.

L'ostinazione di questa Amministrazione, che sempre si è sottratta al confronto per costruire una scuola “possibile e sostenibile”, raccoglie purtroppo i suoi frutti: quest'anno molti insegnanti precari, molto turn over e grande incertezza sull'organizzazione del rinnovato “modello scolastico” che prevede pure l'alternanza fra insegnanti comunali e personale delle cooperative; in merito Giachi dichiarava che è un obbligo mantenere la distinzione tra questo personale.
La Fp Cgil ha iniziato a dare il proprio contributo di idee per una scuola con un futuro credibile dal 2012 (Convegno “La scuola dei piccoli è una grande scuola”) convinta che la scuola comunale rappresenti una grande potenzialità per il territorio e, per questo, si debba costruire una prospettiva, anche se le risorse fossero minori.

Un progetto di sostenibilità della scuola dell'infanzia è possibile: investiamo nel pubblico, basta con politiche a sostegno dell'iniziativa privata, fermiamo l'esodo delle insegnanti e investiamo in occupazione stabile e qualificata.

Firmato: Fp Cgil Firenze

Notizia del: gio 14 set, 2017

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«Sani e robusti» non basta più Vigili-poliziotti, con tanti dubbi

Il nodo della formazione, i test che mancano. I sindacati: la sicurezza non spetta a noi, ma i sindaci...

Marzio Fatucchi dal Corriere Fiorentino 2 Agosto 2017

Per entrare nella polizia municipale fiorentina, solo dal 2000 è previsto un corso-concorso, con sette prove (dall’informatica al diritto alla cultura generale, c’è anche un colloquio con lo psicologo); per superare la seconda fase basta la «sana e robusta costituzione», unici esclusi quelli effetti da nanismo. Eppure, negli ultimi 20 anni, il ruolo dei vigili urbani è molto cambiato, avvicinandosi sempre di più a quello delle altre forze dell’ordine. E l’aggressione dell’altro ieri in via Marconi — durante la quale sembra che l’ispettore della municipale avesse la pistola con il colpo in canna e senza la sicura, come invece vorrebbero le regole — ha riaperto il dibattito. Su cui sono intervenute anche le Rsu di Palazzo Vecchio, con una comprensibile «solidarietà» ai colleghi, ma soprattutto chiedendo al Comune «il massimo impegno per garantire la sicurezza degli operatori attraverso procedure operative, formazione e idonee dotazioni strumentali». C’è qualcosa che non va?

«Le indagini chiariranno quanto successo — spiega Mauro Comi, delle Rsu-Cgil dei vigili — ma il punto è che ormai ci troviamo, come polizia municipale, a intervenire prima e più frequentemente, rispetto ad altre forze dell’ordine». E nei casi più disparati. Per spiegare questa estensione di ruoli e funzioni avvenuta in 20 anni, il sindacalista racconta un aneddoto: «Quando sono entrato io, nel secolo scorso, mi spiegavano che durante le manifestazioni la polizia e i carabinieri tenevano la piazza, i vigili bloccavano il traffico». Mentre ora, oltre a tutti i ruoli amministrativi precedenti (annona, edilizia, supporto di polizia giudiziaria, regolazione del traffico, incidenti), siamo passati all’antiabusivismo, al controllo del territorio, all’antidegrado, con ruoli operativi «per un corpo che non è militarizzato».

«Adesso facciamo corsi interni a fine concorso, un po’ di scrematura può avvenire anche lì» spiega Comi. E dopo, la formazione è sufficiente? Forse no, ma per i sindacati il problema è l’estensione delle funzioni, a volte introdotte quasi a «sorpresa»: «Bisognerebbe capire quali sono le mansioni prevalenti: la nostra legge quadro, del 1986, dice che il compito prioritario è far rispettare il codice della strada». Quindi l’ordine pubblico è in subordine? «Non ci dovrebbe essere, siamo ausiliari di pubblica sicurezza. Dalla separazione dei ruoli che c’era una volta, ora invece ci fanno fare di tutto, anche perché i sindaci hanno un approccio “securitario” ai regolamenti comunali. I nostri sindaci per farsi rieleggere devono fare alcune cose, dal vietare di far sedere gli extracomunitari alle multe alle prostitute. Ormai però nessun sinistro viene rilevato da un’altra forza dell’ordine, a meno non ci siano coinvolti i feriti».

Troppi compiti assieme, dicono i sindacati. Ma, dunque, cosa fare? «Ci vuole una formazione continua, deve essere ripetuta, legata ai compiti che svolgi. Persino l’abbigliamento dovrebbe cambiare: una roba che consente di “acchiapparti” bene in caso di rissa, non è adatta. Gli spray devono funzionare, non far arrabbiare e basta chi devi fermare» dice Comi, ricordando la polemica per quelli distribuiti per un periodo ai vigili e che si disperdevano nell’aria, «raggiungendo a fatica l’obiettivo, più volte colpendo i colleghi». Perché la vera «pistola spray» ai vigili non è consentita dalla legge. Anche se quelli di Firenze sono stati tra i primi, in Italia, ad avere la pistola.

«Massima disponibilità al confronto con i sindacati su formazione e dotazioni degli agenti», apre alle Rsu l’assessore alla sicurezza di Palazzo Vecchio, Federico Gianassi. Ma sull’esplosione delle funzioni? «Fanno tanti servizi impegnativi, compreso l’antiabusivismo, l’antimovida molesta, la liberazione di occupazioni. Sappiamo che fanno di tutto — risponde Gianassi — E molti di questi ruoli sono impegnativi dal punto di vista della prestanza fisica». Quindi, nel prossimo concorso, da 50 agenti, si punterà alla «prestanza fisica»? Ora non è possibile: ma, trapela da Palazzo Vecchio, verranno inseriti test fisici più stretti e «impegnativi». E sul tema delle divise, delle dotazioni? «Ho sempre ascoltato — continua l’assessore — gli agenti “su strada”, sono quelli che meglio conoscono le esigenze». Infatti, gli agenti in borghese furono dotati di fondine ad hoc, al posto dei marsupi nei quali erano costretti a tenere, in modo scomodo e poco sicure, le pistole. Ma su altri aspetti ci sono ancora problemi: «Per esempio, lo “spallaccio”, la cintura da spalla che serve a riequilibrare il peso della pistola: è quasi una maniglia per chi aggredisce. Ed infatti altre forze di polizia se lo sono tolti» dice Comi. «Tutte le indicazioni che vengono dalla base, vanno ascoltate e verificate. Se fattibili, siamo pronti ad approntare le modifiche necessarie», ribatte Gianassi.

01/08/2017

Polizia Municipale, l’assessore Gianassi risponde all’Rsu: “Massima disponibilità a confronto su formazione e dotazioni”

“Massima disponibilità al confronto con i sindacati su formazione e dotazioni degli agenti”. L’assessore alla sicurezza urbana e Polizia Municipale Federico Gianassi risponde così alle richieste dell’Rsu all’indomani del grave fatto avvenuto in via Marconi.
“Su questi temi è già stato fatto un percorso e da parte mia c’è sempre stata la massima disponibilità ad ascoltare le richieste dei sindacati. Nei prossimi il nuovo comandante convocherà i rappresentanti dei lavoratori per fare il punto della situazione, anche alla luce degli ultimi episodi” conclude l’assessore Gianassi. (mf)

R.S.U.

RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA

Comune di Firenze

Comunicato stampa 

La RSU del Comune di Firenze esprime la propria solidarietà ai lavoratori della Polizia Municipale che ieri mattina hanno subito un’aggressione da parte di un individuo del quale erano stati segnalati dai cittadini comportamenti anomali.

La RSU chiede all’Amministrazione Comunale il massimo impegno per garantire la sicurezza degli operatori della Polizia Municipale attraverso procedure operative, formazione e idonee dotazioni strumentali.

p. la RSU Comune di Firenze

Mauro Comi

31/07/2017 Sottrae pistola ad agente e spara, arrestato per tentato omicidio e trasferito a Sollicciano

È stato arrestato per tentato omicidio e trasferito nel carcere di Sollicciano l’uomo che questa mattina, nel corso di una colluttazione in seguito a un controllo, ha sottratto la pistola a un agente della Polizia Municipale. L’uomo, risultato dai controlli successivi un giovane straniero originario del Sudan, è riuscito a esplodere alcuni colpi che non hanno colpito gli agenti soltanto grazie alla loro prontezza che ha consentito di dirigere verso il basso la canna della pistola. Gli agenti, rimasti feriti nel corso della colluttazione, sono stati in ospedale per le cure e sono stati dimessi nel pomeriggio. Il sindaco Dario Nardella e l’assessore alla sicurezza urbana e Polizia Municipale Federico Gianassi hanno telefonato agli agenti per esprimere la vicinanza e il ringraziamento dell’Amministrazione e della città per il modo con cui hanno evitato che questo grave episodio potesse avere conseguenze drammatiche. (mf)

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Firenze, 1 luglio 2017

Asili nido, arrivano i “ buoni servizio” per chi non entra

L’INFANZIA CONTRIBUTI FINO A 400 EURO PER PAGARE LA RETTA DI STRUTTURE PRIVATE ACCREDITATE

Scontro tra Cgil e vicesindaca Giachi sui numeri delle liste d’attesa

da la Repubblica 4 Luglio 2017

CALANO le domande per iscrivere i figli agli asili nido di Firenze e di conseguenza le liste d’attesa sono più contenute. Se il risultato finale è di per sé positivo, la Cgil lancia comunque l’allarme: «Sono 623 i bambini in lista di attesa, e la diminuzione si è avuta perché le richieste sono state 315 in meno (-14,77%) rispetto allo scorso anno. Il calo preoccupa perchè potrebbe essere in parte dovuto al disorientamento delle famiglie, per i problemi di gestione riscontrati l’anno scorso e per le modifiche nei tempi e nelle modalità delle domande. E possiamo inoltre attribuire questo dato alla crisi economica che rende inaccessibile il servizio a molte famiglie, anche per le tariffe impegnative». Immediata la replica della vicesindaca e assessora all’educazione del Comune di Firenze, Cristina Giachi, che “corregge” i dati forniti dal sindacato: «Sono 467 e non 623 i bambini in lista di attesa per gli asili nido, con 138 posti ancora disponibili cui potranno essere abbinate le domande in attesa. E la tariffa media di 230 euro a famiglia non ha subito aumenti». Ma non solo, Giachi annuncia un’opportunità in più per i genitori: «Si dimentica un’importante novità che riguarda la possibilità di iscrivere, con la nuova scadenza di settembre, anche i bambini nati entro il 31 agosto di quest’anno. Una scelta che fa del Comune di Firenze una delle amministrazioni più all’avanguardia: qui gli asili nido aprono le porte ai bambini di tre mesi d’età, altrove a quelli nati entro il 31 maggio 2017».

La Cgil è comunque soddisfatta per la pubblicazione, da parte del Comune, del bando che ripristina il “buono servizio”. Uno strumento che lo scorso anno, secondo il sindacato, era stato modificato in peggio: «Le domande vanno presentate entro il 16 luglio e le famiglie in lista di attesa, secondo l’ordine della graduatoria, potranno avere un contributo fino a 400 euro mensili per pagare nei nidi privati accreditati la stessa retta prevista con il proprio Isee nei nidi d’infanzia comunali ». Anche su questo punto la vicesindaca precisa: «La Regione Toscana ha modificato, su richiesta esplicita proprio del Comune di Firenze, le modalità di accesso. Si tratta di cambiamenti che garantiscono quest’anno di snellire, e di molto, le procedure». (v.s.)

03/07/2017

Asili nido, Giachi: «Sono 467 e non 623 i bambini in lista di attesa»

La vicesindaca replica alla Cgil: «Il Comune ha introdotto un'importante novità: potranno iscriversi anche i bambini di tre mesi d'età»

«Sono 467 e non 623 i bambini in lista di attesa per gli asili nido di Firenze, con 138 posti ancora disponibili cui potranno essere abbinate le domande in attesa. E la tariffa media di 230 euro a famiglia non ha subito aumenti». É quanto precisa la vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi commentando i dati presentati dalla Cgil. «Si dimentica poi un'importante novità - ha aggiunto – che riguarda la possibilità, da parte delle famiglie, di poter iscrivere, con la nuova scadenza di settembre, anche i bambini nati entro il 31 agosto di quest'anno. Si tratta di una scelta che fa del Comune di Firenze una delle amministrazioni più all'avanguardia del nostro Paese: nella nostra città gli asili nido aprono le porte ai bambini di tre mesi d'età, altrove a quelli nati entro il 31 maggio 2017».
«Quanto al 'buono servizio' erogato alle famiglie in lista di attesa che cosi possono iscrivere i propri figli ai nidi d'infanzia privati accreditati – ha proseguito la vicesindaca – la Regione Toscana ha modificato, su richiesta esplicita proprio del Comune di Firenze, le modalità di accesso. Si tratta di cambiamenti che garantiscono quest'anno di snellire, e di molto, le procedure». (fn)

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Contratto decentrato al Comune di Firenze, ok dall'assemblea dei lavoratori. Soddisfatta la Fp Cgil

Contratto decentrato al Comune di Firenze, i lavoratori approvano l’intesa siglata tra amministrazione e Rsu. La Fp Cgil: “Bene, l’accordo segna una positiva inversione di tendenza. Ora si apre la fase della conquista di un nuovo Contratto nazionale”

Dopo la firma della preintesa per il rinnovo del contratto decentrato al Comune di Firenze (il 15 giugno scorso tra Rsu, organizzazioni sindacali e amministrazione), oggi l’assemblea dei lavoratori, riunita al Teatro dell’Opera in due sessioni, ha votato sì all’intesa (98,5% favorevoli). La Funzione Pubblica Cgil “esprime soddisfazione per il voto dei lavoratori, che hanno colto il valore di questo risultato che rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alle vicende degli ultimi anni (Mef e Corte dei Conti), durante i quali si sono ridotte risorse alla contrattazione decentrata e si sono imposti notevoli sacrifici ai lavoratori. La fase che si apra adesso è la conquista di un nuovo e rinnovato Contratto Nazionale di Lavoro, che ridistribuisca salario e diritti ai lavoratori pubblici”.

E’ un contratto decentrato, quello firmato per i dipendenti del Comune di Firenze, che ha cercato di tenere insieme i bisogni e le aspettative di tutti i dipendenti, provando a redistribuire risorse e diritti. Questi i punti qualificanti:
· Sul sistema incentivante: almeno il 60% delle risorse variabili da destinare alla produttività collettiva
· Sull’incentivo economico per gli educatori asili nido: la quota settimanale viene elevata causa la volontà dell’Amministrazione di allungare il calendario scolastico fino al 17 luglio (confermato progetto speciale per tutto il personale)
· Telelavoro: precisazioni sul riconoscimento degli istituti economici
· Progressioni Economiche Orizzontali: dopo 9 anni di blocco si riavvia il meccanismo a partire da coloro che sono in prima posizione economica, per poi estenderla negli anni successivi a tutte le posizioni economiche
· Attività disagiata: si riafferma ciò che abbiamo sempre sostenuto, ripristinando l’indennità fino a 90 euro mensili
· Particolari responsabilità: si amplia la forbice per i responsabili di processo e procedimento e si riscrive la responsabilità di squadra e di risultato per tutta la categoria B
· Rivisitazione del sistema di valutazione riducendo la forbice parametrale (da 100 a 195, passando da 100 a 150)
· Impegno della Parte Pubblica a presentare una proposta organizzativa con l’obiettivo di raggiungere una più equilibrata distribuzione delle risorse del fondo
· Liquidazione progetti speciali nel mese di giugno e produttività 2016 entro il mese di settembre
· Percorsi di riqualificazione e sviluppo professionale per i dipendenti oggetto di cambio di profilo amministrativo

Notizia del: ven 30 giu, 2017

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Intesa coi vigili: torna l’indennità di disagio

dal Corriere Fiorentino 16 Giugno 2016

Palazzo Vecchio e sindacati firmano l’accordo per il contratto integrativo. Dopo due anni di braccio di ferro e una raffica di scioperi, specie sul fronte della polizia municipale, la sfida tra Comune e lavoratori sembra essere arrivata ad una svolta. L’amministrazione ha infatti confermato il fondo per il salario accessorio con circa 20 milioni di euro l’anno, cambiando però i criteri per l’assegnazione delle voci integrative dello stipendio. 

Alla firma di ieri con Cgil, Cisl, Uil potrebbe arrivare nei prossimi giorni anche il via libera da parte del Csa, sindacato indipendente ma anche il più rappresentativo tra i vigili, che prima sottoporrà l’accordo agli iscritti. È proprio l’integrativo della polizia municipale il punto politicamente più rilevante dell’intesa di ieri, che arriva dopo almeno dieci giornate di sciopero nell’ultimo anno e mezzo. Agli agenti vengono infatti riconosciute indennità di disagio che erano state ridotte in maniera sensibile nel 2014. Adesso, per gli agenti impegnati in servizi come, ad esempio, anti abusivismo e anti movida di notte, il nuovo contratto decentrato prevede indennità mensili lorde di 30, 60 e 90 euro, a seconda del tipo di servizi. «È stato un accordo tutt’altro che facile — spiega l’assessore Gianassi — Siamo soddisfatti».

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Fp Cgil Firenze Vs Vicesindaca e Assessora all'educazione Cristina Giachi. Palazzo Vecchio preferisce lo scontro

Ancora una volta l’amministrazione di Palazzo Vecchio preferisce lo scontro e rifiuta il confronto. Nel comunicato emesso da Palazzo Vecchio che riporta l'intervento nel Consiglio Comunale di lunedì 29 maggio della Vice Sindaco è necessario fare un po' di chiarezza .
L’assessora afferma che “le condizioni di lavoro differenti non sono da imputare al Comune quanto a chi le ha stabilite: c'è gia una differenza tra le insegnanti della scuola statale e quella comunale ma nessuno, in questo caso, grida allo scandalo ...la differenza ulteriore con i lavoratori della cooperativa....è compito che spetta ai soggetti depositari delle politiche del lavoro, a coloro che sottoscrivono i contratti di lavoro, non al Comune....

Ancora una volta si fa un uso distorto della verità e si imputa responsabilità alle Organizzazioni Sindacali , quindi cerchiamo, ancora una volta, di spiegare alla Vice Sindaco le questioni contrattuali.
La differenza di contratto tra la scuola statale e quella comunale non è assolutamente un problema ed infatti non abbiamo bisogno di gridare allo scandalo.
Il Contratto Nazionale delle Autonomie Locali ( art. 30 CCNL 14/09/2000) prevede la figura del docente nelle scuole materne e regolamenta l'orario di lavoro, il calendario, le attività di programmazione, le indennità.

Questo perché la Scuola Comunale è sempre esistita, ancor prima della statale, e il Contratto di lavoro ( sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali) ha previsto la figura del docente (categoria C).
Quindi nessun problema.

Altra questione riguarda il Contratto di Lavoro delle Cooperative Sociali che NON prevede la figura del docente nella classificazione del personale ( art. 47 CCNL ….) ma soltanto dell'educatore
Non a caso la nostra reiterata richiesta è sempre stata quella di applicare un Contratto Nazionale della scuola non statale ( ne esistono diversi) e tamponare o comunque ridurre un danno al personale della cooperativa.
E' compito del Comune imporre l'applicazione di un contratto nazionale che preveda la figura del docente e indicarlo nel Bandi di Appalto, non è compito nostro.

La nostra richiesta è sempre stata questo e non temiamo di essere smentiti.
Infine rispetto alla dichiarazione sempre della Vice Sindaco... nei prossimi anni avremo meno bisogno di scuola dell'infanzia ...noi crediamo invece che assegnare al servizio educativo e scolastico pubblico un ruolo residuale, contraddice la necessità di investire in questi servizi proprio per sostenere la crescita demografica, l'occupazione dei genitori e la creazione di buoni posti di lavoro, mantenendo la qualità.
Suggeriamo inoltre alla Vice Sindaco di non sorridere troppo rispetto allo sciopero dell'infanzia di lunedì 29 maggio; l'adesione di tante lavoratrici e lavoratori degli Asili Nido e della Scuola dell'Infanzia meritano rispetto e sopratutto di essere ascoltati .
Le assunzioni e i passaggi da part time a full time non saremo certo noi a non riconoscerli, ma le novità legislative, alle quali l'ANCI in primis ha applaudito non sono state recepite da questa Amministrazione e molto di più si poteva fare in termini di assunzione nei servizi educativi scolastici, per scongiurare l'appalto dell'Asilo Nido Grillo Parlante e per ridiscutere le modalità dell'appalto nella Scuola dell'Infanzia.

Fp Cgil Firenze

Notizia del: mer 31 mag, 2017

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Sciopero degli asili nido

Adesioni all'80%

"Stop esternalizzazioni"

Il Comune: «Nessuno smantellamento»

Elettra Gullè da la Nazione 30 Maggio 2017

«QUANDO tutto sarà privato, anche tu sarai privato… di tutto». È solo uno degli striscioni che hanno sventolato le 500 maestre degli asili nido del Comune di Firenze che, al grido di ‘Assumere si può e si deve’, hanno sfilato per le vie del centro. Con loro anche tante mamme coi loro bambini. «Siamo tutti uniti nel dire no agli appalti», spiegano le insegnanti, che hanno poi concluso il loro coloratissimo corteo organizzato dalla Rsu del Comune di Firenze con un sit-in proprio sotto le finestre di Palazzo Vecchio. Lo sciopero, spiegano i sindacati, è stato proclamato dopo che l’amministrazione ha deciso di appaltare un altro asilo nido, il Grillo Parlante, e di esternalizzare le attività educative e di ampliamento dell’offerta educativa di ulteriori tre scuole dell’infanzia: Cadorna, Capponi e Andrea del Sarto. Insomma, gli scenari paventati dal comitato L’infanzia non si appalta si stanno delineando. «Una politica tutta a svantaggio dei nostri figli», puntano il dito le mamme. I sindacati parlano di «un’altissima adesione» allo sciopero, pari all’80%. Le lavoratrici, spiegano dall’Unione sindacale di base, sono scese in piazza «non per una rivendicazione corporativa», ma per «difendere il servizio pubblico», che è un «bene comune di tutti». L’Usb non usa mezzi termini parlando di «un attacco portato avanti in grande stile dalla giunta Pd guidata da Nardella». Eppure, aggiungono i sindacati, «l’attuale normativa permette di poter riassumere tutto il personale». Oltretutto, «esistono anche graduatorie dalle quali il Comune potrebbe attingere». «Basta con la precarizzazione del lavoro che mortifica esperienze e professionalità«, osservano Flavio Gambini e Osvaldo Annunziata della Uil.

DALLA PARTE dei lavoratori dei nidi anche la Cgil, che ha colto l’occasione per ribadire la sua «contrarietà alla politica di Palazzo Vecchio», che va nella prospettiva di assegnare «un ruolo residuale al servizio educativo e scolastico pubblico». Ribatte piccata la numero due di Palazzo Vecchio Cristina Giachi: «L’amministrazione sta utilizzando tutti gli strumenti che la legge consente per far fronte ad un’organizzazione dei servizi che sia economica e sostenibile e che dunque possa reggersi nel tempo». «Ricorrere agli appalti – aggiunge –- non significa smantellare il servizio pubblico, che resta tale quando, come in questo caso, è controllato, amministrato e vigilato dal Comune». «Fa infine sorridere – conclude Giachi, - uno sciopero proprio nell’anno in cui assumiamo di più: 20 assunzioni in tutto, con molti passaggi da part time a full time».

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Asili nido, il 29 maggio sciopero a Firenze. Galgani e Giorgetti (Cgil e Fp Cgil): "No alle esternalizzazioni"

Asili nido e scuole per l’infanzia comunali, a Firenze lunedì 29 maggio sciopero dei lavoratori (dalle 10 corteo con la Rsu per le vie del centro). Galgani (Cgil Firenze) e Giorgetti (Fp Cgil Firenze): “No alle esternalizzazioni delle attività, no al lavoro precario e con meno tutele, assumere si può e si deve. Le scelte del Comune hanno un carattere ideologico, serve investire sul pubblico per migliorare la qualità del lavoro e del servizio”

Per lunedì 29 maggio è stato proclamato dalla Rsu del Comune di Firenze uno sciopero generale (per l'intera giornata) delle lavoratrici e dei lavoratori degli asili nido e delle scuole dell'infanzia comunali (0-6 anni). Nell’occasione, è previsto un corteo che partirà alle 10 da piazza Santa Maria Novella per arrivare in Palazzo Vecchio (lato via dei Gondi), con itinerario Via dei Fossi, Ponte alla Carraia, Lungarno Guicciardini, Ponte S.Trinità, Lungarno Acciaiuoli, Por S.Maria, Via Calimala, Piazza della Repubblica, via Roma, Piazza Duomo, via del Proconsolo, Piazza San Firenze.

Le parole di Paola Galgani (segretaria generale della Cgil fiorentina) e di Alessandro Giorgetti (segretario generale Fp Cgil Firenze) a sostegno dello sciopero e della manifestazione:

“Lo sciopero è stato proclamato in seguito alla decisione del Comune di Firenze di appaltare un altro asilo nido, il Grillo Parlante, ed esternalizzare le attività educative e di ampliamento dell'offerta educativa di ulteriori tre scuole dell'infanzia: Cadorna, Capponi e Andrea del Sarto. Tutto questo in controtendenza rispetto alle novità legislative che, a differenza degli anni precedenti, consentono la possibilità di assumere nuovo personale in sostituzione dei pensionamenti così da mantenere i servizi pubblici, ed individuano attraverso la Riforma del sistema integrato 0/6 anni un percorso di potenziamento con l'obiettivo di includere gli asilo nido nei servizi scolastici.

Ribadiamo la nostra contrarietà alla politica di Palazzo Vecchio che va nella prospettiva di assegnare un ruolo residuale al servizio educativo e scolastico pubblico, che invece potrebbe essere una grande opportunità di investimento a sostegno della crescita demografica, dell'occupazione dei genitori e della creazione di buoni posti di lavoro. Invece, appaltando i servizi, l'amministrazione comunale continua sulla strada del lavoro precario, con meno salario e tutele, creando anche un danno alla collettività perché i costi degli appalti sono superiori alla gestione diretta. Tutto questo senza curarsi neanche dei tanti precari delle graduatorie dei concorsi pubblici, che da anni lavorano per il Comune di Firenze con contratti a tempo determinato e che ancora una volta vedranno sfumare un posto di lavoro stabile.

E' chiaro che le scelte dell'amministrazione comunale di Firenze hanno un carattere ideologico che non trova giustificazioni né normative né economiche. Senza un progetto vero di sostenibilità della scuola dell'infanzia da una parte, e riducendo sempre più la gestione pubblica del servizio 0/3 dall'altra, persegue nella politica a sostegno all'iniziativa privata indirizzando le risorse in quella direzione. Mentre servirebbe ampliare il servizio per rispondere alla domanda delle famiglie. Per tutto questo, e per sostenere la giusta lotta di tutti coloro che operano nei Servizi 0/6, la Funzione Pubblica Cgil e la Camera del Lavoro saranno in piazza lunedì 29 maggio a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero”.

Notizia del: ven 26 mag, 2017

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RSU - RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA COMUNE DI FIRENZE

Per diversi anni il blocco delle assunzioni nei comuni ha messo in sofferenza i servizi per i cittadini. Oggi però la legge parla chiaro:

ASSUMERE SI PUÒ!!!

Il Comune di Firenze invece appalta asili nido e scuole comunali e porta avanti una (cattiva) politica che:

facilita l’ingresso dei privati alla gestione dei servizi e alimenta una concorrenza al ribasso

provoca una progressiva e inarrestabile diminuzione della gestione diretta e distrugge un patrimonio di esperienze e professionalità riconosciuto come eccellenza nella nostra città

peggiora le condizioni di quanti operano nei servizi mettendo a rischio la continuità e qualità del lavoro educativo

ignora le indicazioni della comunità europea in merito al riconoscimento professionale e salariale di chi si occupa dell’educazione delle bambine e dei bambini

ECCO PERCHÉ LUNEDÌ 29 MAGGIO NOI LAVORATRICI E LAVORATORI DI NIDI E SCUOLE

SCIOPERIAMO

SE COME NOI VOLETE DIFENDERE I DIRITTI DEI BAMBINI, DI LAVORATRICI E LAVORATORI, E VOLETE LA SOPRAVVIVENZA DI ASILI NIDO E SCUOLE COMUNALI DI QUALITÀ, SE VOLETE DIRE NO ALLA POLITICA DEGLI APPALTI

LUNEDÌ 29 MAGGIO 2017

PARTECIPATE ALLA

MANIFESTAZIONE

con corteo che partirà da

Piazza Santa Maria Novella , alle ore 10,00

per concludersi in Palazzo Vecchio (lato via dei Gondi)

Vi aspettiamo per dire insieme a noi che per l’educazione e l’istruzione: PUBBLICO È GIUSTO

e perché oggi ASSUMERE SI PUÒ E SI DEVE!

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ASILO NIDO E SCUOLE DELL'INFANZIA: 

Inaccettabili le dichiarazioni del Capogruppo P.D.

La verità sta nei numeri: è proprio quello che pensiamo anche noi!!

Le vicende che riguardano le assunzioni nei servizi educativi e scolastici vanno raccontate come si deve. 

Il Comune di Firenze adotta un piano occupazionale per scuola e asili nido al di sotto delle possibilità consentite dalle norme sul turn over, a fronte dei pensionamenti e della reale possibilità di assumere personale dalle graduatorie dei concorsi pubblici si sceglie di appaltare i servizi:

q 12 sezioni di scuola dell'infanzia per un costo superiore a 400.000 euro

q 1 Asilo Nido (Grillo Parlante) per un costo superiore a 500.000 euro

 Le assunzioni necessarie per non appaltare le 12 sezioni di scuola dell'infanzia (inferiori a 300.000 euro) e per evitare l'appalto di un ennesimo servizio 0/3 sarebbero costate molto meno: su questa verità non temiamo di essere smentiti.

La scelta adottata dal Comune di Firenze, vedi dichiarazioni dell’Assessore Gianassi, è quella di esternalizzare i servizi: la scusa, da sempre utilizzata da Giachi e Gianassi, che il blocco del turn over non consentiva assunzioni, era una “bufala” e adesso si confessano pubblicamente.

Vorremmo pertanto che anche il Capogruppo P.D. si documentasse, sapendo che l'appalto significa “lavoro pagato meno”, tutele contrattuali inferiori, lavoro precario.

Per tutto questo siamo contrari a questa scelta e la Funzione Pubblica Cgil sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola dell'infanzia e degli Asili Nido in occasione dello sciopero proclamato dalla RSU il prossimo 29 maggio.

Firenze, 17 maggio 2017

Funzione Pubblica Cgil

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I NIDI NONOSTANTE LE PROTESTE DI FAMIGLIE ED EDUCATORI NEGLI ASILI RIMANE IL “DOPPIO REGIME”

Ma Palazzo Vecchio non rinuncia alle coop esterne nelle scuole

La vicesindaca Giachi è categorica: “Non ci sono le condizioni per cambiare politiche”

Per asili e materne rimarrano gli appalti esterni

da la Repubblica 5 Maggio 2017

NON solo lo sblocco generale del 75%. Per gli educatori lo sblocco del turn-over è del 100%. Non è arrivato il momento di invertire la rotta negli asili nido e nelle materne? Di riportare a gestione diretta, con personale comunale, quelle attività che oggi vengono esternalizzate con appalti esterni?

È la domanda che «le educatrici della graduatoria del concorso pubblico a tempo indeterminanto per educatore di asilo nido» pongono a Palazzo Vecchio con una lettera aperta al sindaco Dario Nardella, alla vice e responsabile scuola Cristina Giachi e all’assessore al personale Federico Gianassi: «Chiediamo di rivedere la vostra scelta rispetto all’appalto e di procedere invece con l’assunzione di personale mediante scorrimento delle graduatorie». Ma la risposta di Palazzo Vecchio non cambia.

«Non ci sono le condizioni per cambiare politiche», ribatte la vicesindaca Cristina Giachi. Neppure con lo sblocco del turn-over: «Non ci sono margini, non ci sono le risorse sufficienti per cambiare. D’altra parte ilo modello che abbiamo creato funziona e non vedo il motivo per cui si dovrebbe cambiarlo», aggiunge la responsabile istruzione di Palazzo Vecchio. Niente da fare dunque. Se fino ad oggi, il ricorso agli appalti esterni per i nidi e per le ore pomeridiane delle materne è stato motivato con la scarsità delle risorse disponibili, altrettanto si fa adesso per spiegare che si va avanti sulla strada già intrapresa. Nel senso che si continua così, senza per il momento aggiungere altre esternalizzazioni: «Non faremo altre per adesso », assicura comunque la vicesindaca alle educatrici della graduatoria che hanno scritto la lettera.

«La maggior parte di noi da settembre 2014 presta servizio presso i nidi con contratti a tempo determinato e rappresentiamo una garanzia in termini di qualità e continuità per i servizi del territorio», si legge nella lettera inviata al Comune. Le educatrici hanno accolto con favore la decisione di assumere 17 educatrici nel 2017: «Tuttavia, considerando lo sblocco al 75% del turn-over, restiamo fortemente perplesse rispetto alla vostra decisione di appaltare l’ennesimo nido, il ‘Grillo Parlante’ », scrivono anche nella lettera. Ma la risposta che arriva loro da Palazzo Vecchio non lascia spazio. «Garantiamo la continuità del modello fin qui seguito», tiene a dire anche l’assessore al personale Federico Gianassi. Che però avverte: «Il modello però non cambia». Del resto, fa presente il responsabile del personale, «se si volessero adesso re-internalizzazre i servizi gestiti oggi attraverso appalti nesterni, servirebbe un piano di assunzioni in grado di portare dentro l’amministrazione personale ben superiore a quello che se ne va». (m.v.)

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LETTERA APERTA A CITTADINI E ORGANI DI STAMPA

Alla cortese attenzione di Sindaco di Firenze Dario Nardella

OGGETTO: Richiesta di ulteriori assunzioni per il completo reintegro del personale educatore ed esecutore negli asili nido, mediante lo scorrimento delle graduatorie a tempo indeterminato. 

Egregi tutti,

siamo le educatrici asilo nido presenti nella graduatoria per l’assunzione a tempo indeterminato approvata con determinazione dirigenziale n. 5560 del 22.07.2014. Oltre ad avere titoli di studio idonei e qualificanti, abbiamo dovuto superare diverse selezioni, in gara concorsuale.

La maggior parte di noi da settembre 2014 presta servizio presso i nidi d’infanzia del Comune di Firenze con contratti a tempo determinato. Ormai siamo diventate una risorsa preziosa all'interno dei servizi educativi, dove siamo conosciute ed apprezzate da colleghi, bambini e famiglie.

Rappresentiamo, quindi, una garanzia in termini di qualità e continuità per i servizi del territorio.

Abbiamo appreso con piacere l'approvazione del Piano del Fabbisogno del Personale per l'anno 2017 che prevede, tra le altre, la decisione di assumere 17 educatrici negli asili nido.

Tuttavia, considerando che il Consiglio dei Ministri con il DL 50/2017 ha sbloccato il turn over negli Enti Locali, facendolo passare dal 25% al 75%, restiamo fortemente perplesse rispetto alla Vostra decisione di appaltare l'ennesimo nido: il Grillo Parlante (10 educatori, 1 cuoco e 4 esecutori ).

In un quadro sociale e politico come quello attuale, in cui ai comuni viene data la possibilità di continuare ad investire sulla gestione diretta dei servizi all'infanzia, ci domandiamo come sia possibile che si scelga di dare in appalto un altro nido.

Poiché già la legge n. 160 approvata ad agosto 2016 ha sbloccato fino al 100 % il turn-over per gli educatori mentre quello per gli esecutori rientra in quella complessiva possibilità assunzionale che, a livello di Ente, è triplicata rispetto a prima, Vi chiediamo quale vantaggio ci possa essere nella decisione di esternalizzare il servizio, considerato che: 

• i servizi appaltati prevedono un costo gestionale più elevato rispetto alla gestione diretta;

• gli educatori pensionati e in via di pensionamento sono prevalentemente inquadrati in categoria D, mentre il personale che dovrebbe essere assunto entrerebbe inquadrato in categoria C (rappresentando la gestione diretta una forma di risparmio);

• il personale delle cooperative viene scelto in modo arbitrario: senza aver passato nessuna prova concorsuale, talvolta addirittura senza titoli di studio e con un quadro contrattuale precario e fortemente sottopagato.

Chiediamo pertanto di rivedere la Vostra scelta rispetto all'appalto e di procedere, invece, con l'assunzione di personale mediante scorrimento delle graduatorie interessate.

Tenendo a ricordarVi ancora una volta che, come espresso dalle Linee Guida del Comune di Firenze, i bambini hanno bisogno di riferimenti relazionali stabili e sicuri, il nostro interesse di cittadini e cittadine è quello di costruire un ambiente il più possibile sereno a partire dai caregiver fino ad arrivare ai fruitori del servizio, bambini e genitori, in un’ottica di mantenimento del servizio pubblico a gestione diretta.

RingraziandoVi per l’attenzione, restiamo in attesa di una Vostra risposta.

Le educatrici della graduatoria del concorso pubblico

a tempo indeterminato per educatore asilo nido

Firenze, 4 Maggio 2017

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R.S.U.

Rappresentanza Sindacale Unitaria

Comune di Firenze

LETTERA APERTA A TUTTI I CITTADINI E AGLI ORGANI DI STAMPA

 Al Sindaco del Comune di Firenze Dario Nardella

Oggetto: PREVISIONI PIANO OCCUPAZIONALE PER PERSONALE SERVIZI INFANZIA ALLA LUCE DEL DECRETO ENTI LOCALI 2017 CHE INNALZA IL LIMITE DEL TURN OVER AL 75%.

Con questa lettera aperta a cittadini e organi di stampa, la scrivente RSU chiede a codesta amministrazione l’immediata revisione del piano occupazionale che, pur in presenza dello sblocco delle assunzioni dal 25% al 75% del turn-over, continua a prevedere un numero molto limitato di assunzioni. 

In particolare, la richiesta è qui volta al completo reintegro del personale dei servizi all'infanzia attualmente gestiti dal Comune, per cui ancora una volta si ricorre agli appalti: la scelta riguarda un altro nido, il Grillo Parlante, le scuole dell’infanzia a cui è stato esteso l’appalto pomeridiano e le ludoteche, che a loro volta vedono incrementare i servizi gestiti in appalto.

Come è noto, da settembre 2016 era già possibile procedere al totale reintegro del personale educatore e insegnante ma, con la scusa dei limiti imposti entro il complessivo limite del 25% per il personale esecutore, avete giustificato ancora una volta il ricorso agli appalti. Ora basta!!! Grazie all’ANCI (di cui, inverosimilmente, siete parte fattiva e integrante) che si è battuta per la manovra sullo sblocco delle assunzioni - rivolta a tutte le categorie di lavoratrici e lavoratori dei comuni - oggi si può assumere anche il personale esecutore.

La scelta di non assumere significa oggi che la vostra politica va in direzione di un pauroso impoverimento dei servizi pubblici. Le indicazioni legislative indicano una chiara salvaguardia dei servizi comunali, almeno di quanto rimasto della gestione diretta, ma voi perseverate in una direzione che distorce la parola pubblico riducendolo a una forma indiretta di controllo e di finanziamento dei privati. 

Lo ripetiamo: nel sistema integrato dei servizi, a Firenze, così come nel resto della Toscana, la gestione diretta dei servizi diventa sempre più residuale e questo significa mettere a rischio la sopravvivenza e integrità di un modello di qualità educativa che si è affermato nel pubblico. La frammentazione delle gestioni riteniamo che non possa che impoverire la qualità, soprattutto laddove i privati “in gara” offrono servizi con un costo a bambino sempre più basso e che mal si concilia con il mantenimento di buoni standard. Se non sul breve termine, il rischio è senz’altro presente sul lungo termine, quando inevitabilmente può crearsi un allentamento del controllo pubblico. Ma anche laddove la qualità venisse mantenuta, sappiamo che si creano intere fasce di lavoratrici e lavoratori sottopagati, il cui lavoro (quasi sempre precario) è “offeso” da tutele e salari e davvero poco dignitosi.

Abbiamo una graduatoria a tempo indeterminato di educatrici ed educatori meritevoli che hanno superato un concorso difficilissimo, tra migliaia di concorrenti. Da anni queste persone sono precarie, lavorano a tempo determinato, e con competenza e professionalità mantengono alta la qualità dei servizi. Oggi, a causa di una previsione occupazionale - spalmata nei prossimi 3 anni - assolutamente risicata, molte di loro rischiano di non essere assunte. Dovete rispondere a queste persone, che dopo anni di studio e di impegno nei servizi, verranno messe da parte. E pensare che quest’anno basterebbe una manciata di assunzioni per non appaltare un altro servizio e dare almeno ad alcune di loro quella stabilità, dignità e riconoscimento che meritano!!! 

Intanto, contro ogni norma di correttezza nelle relazioni sindacali, non avete mai risposto in maniera ragionata alle domande relative al costo degli appalti, al confronto tra questo e la gestione diretta. Non avete messo nero su bianco (come richiesto) l’evidenza che, oggi, reintegrare il personale significa spendere per quel personale molto meno del passato, a causa dell’impoverimento dei salari pubblici, via via privi di progressioni economiche e di indennità accessorie. E così state venendo meno ad ogni pratica di trasparenza e di chiarezza, verso di noi rappresentanze sindacali ma anche verso i cittadini, riguardo soprattutto al vostro indirizzo politico, che oggi sembra privilegiare in maniera evidente l’appalto dei servizi alla gestione diretta.

Se è vero, come noi pensiamo, che l’appalto è la forma gestionale che preferite, dovete dirlo in maniera chiara, non solo a noi lavoratori, ma anche ai cittadini che vi hanno permesso di amministrare questa città 

Noi lo diremo ad ogni occasione: non assumere oggi significa spostare negli appalti quanto recuperate dal mancato reintegro del personale, e delegare ad altri la cura e l’educazione delle nostre bambine e dei nostri bambini.

E lo diremo anche in piazza, a voce alta, in occasione dello sciopero - di nidi e scuole comunali - che abbiamo proclamato per il prossimo lunedì 29 maggio 2017.

BASTA CON GLI ALIBI!

ASSUMERE SI PUÒ E SI DEVE!

RSU Comune di Firenze

Firenze, 3 maggio 2017

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Sblocco turn over al 75%, Fp Cgil Firenze Vs sindaco Nardella. Adesso quale scusa inventeranno per non fare assunzioni?

Il Consiglio dei Ministri approva lo sblocco del turn over nei Comuni, che passa dal 25 al 75%: l' Anci lo rivendica come un successo dei Sindaci.... Adesso vorremmo capire dal sindaco Nardella se condivide questa “vittoria” dell'Anci e vorremmo sapere come pensa di applicarla nel suo comune...

Il Piano del Fabbisogno di Personale per l'anno 2017 è stato approvato dalla Giunta considerando un turn over al 25% e prevede l'assunzione, a fine anno, di circa 60 unità (compresi gli appartenenti alle categorie protette) tra amministrativi, tecnici e qualche unità di esecutore servizi educativi.

Il piano straordinario per scuola infanzia e asili nido (consentita la copertura del turn over al 100%) ha prodotto un magrissimo risultato, infatti Nardella e Giachi appaltano l'Asilo Nido “Grillo Parlante” ed estendono lo sciagurato appalto pomeridiano nelle scuole dell'infanzia.

I posti vacanti al 01/09/2017 negli Asili Nido saranno ancora molti (17 educatori a tempo pieno e 19 a part time), mentre nella scuola dell'infanzia saranno oltre 100 i posti vacanti di insegnante.

Tutto questo perché, come riferito dall'Assessora Giachi, il turn over al 25% bloccava l'assunzione di personale non docente!

E adesso: quale scusa escogiteranno ? I provvedimenti di austerità sugli organici dei dipendenti comunali hanno prodotto, negli ultimi cinque anni, una flessione del 3,6%, riducendo vistosamente gi addetti nei Comuni italiani; al Comune di Firenze il personale in servizio cala di circa 1000 unità rispetto alla dotazione organica effettiva, ricorrendo a forme di esternalizzazione nel sociale, nell'educativo scolastico e utilizzando la mobilità dalle Province per le funzioni tecnico amministrative.

La domanda è d'obbligo: se non esiste più un blocco esoso del turn over che impedisce le assunzioni, quanto costa appaltare i servizi?

Quanto costa appaltare il “Grillo Parlante” e quanto sarebbe costato assumere 10 educatori, 1 cuoco e 4 esecutori?

Quanto costa appaltare le sezioni pomeridiane di 4/5 scuole e quanto sarebbe costato assumere le insegnanti e gli esecutori necessari?

Quanto costa affidare alla S.A.S. le attività di manutenzione e gestione dei cimiteri comunali?

Siamo noi a rivendicare lo sblocco del turn over, frutto anche della nostra battaglia, e pretendiamo assunzioni e stabilizzazioni di tanti precari e vogliamo anche la verità da parte di Nardella-Giachi sulla disastrosa politica del personale al Comune di Firenze che non ci sembra in sintonia con l'Associazione di cui fanno parte.......

FP CGIL Firenze

Notizia del: mer 12 apr, 2017

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RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA DEL COMUNE DI FIRENZE

Ai genitori, ai cittadini e agli organi di stampa

Giovedì 6 Aprile 2017 si svolge l'Open Day degli Asili Nido Comunali

Volantinaggio di fronte all’Asilo Nido Grillo Parlante - Via di Mantignano 160/a a partire dalle ore 16.00

In questa occasione tutti coloro che vogliono iscrivere il proprio figlio/a all'Asilo Nido potranno visitare le strutture educative del Comune di Firenze.  

Tra queste, l’Asilo Nido “Grillo Parlante” però non sarà più a gestione diretta il prossimo anno educativo, ma sarà dato in appalto; le educatrici di questo Nido e tutto il personale dovranno lasciare il loro posto di lavoro per andare a lavorare in altri nidi: verrà così smembrato il prezioso lavoro che hanno condiviso e costruito insieme negli anni.

 

SONO ANNI CHE IL COMUNE DI FIRENZE PERSEGUE

LA POLITICA DEGLI APPALTI

E NON INVESTE NELLA SALVAGUARDIA

DELLA GESTIONE DIRETTA DEI NIDI, CHE DIMINUISCE

DI ANNO IN ANNO

Quest’anno, in particolare, la rinuncia alla gestione diretta non ha scuse: una legge dello Stato permette di assumere le educatrici vincitrici di concorso pubblico, oggi in graduatoria, in modo da coprire il personale che va in pensione. 

PERCHE' SIAMO CONTRARI ALL’APPALTO?

• perché non vogliamo che venga distrutto un patrimonio di esperienze e professionalità che continua a essere un'eccellenza nella nostra città,

• perché significa che il personale sarà precario, con retribuzioni basse che non equivalgono a un giusto riconoscimento professionale, e che lavorerà in condizioni che mettono a rischio la qualità.

PERCHE' DOBBIAMO PRETENDERE CHE SI INVESTA

SUI SERVIZI A GESTIONI DIRETTA?

• perché investire sui servizi di sicura e consolidata qualità per i bambini significa poter contare su un modello educativo che tutela i loro diritti ad una crescita equilibrata attraverso numeri adeguati di educatrici qualificate, non sempre garantiti nelle realtà private,

• perché vogliamo creare lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito, senza ingiuste differenze contrattuali, con personale competente e selezionato con trasparenza, le cui condizioni rispettino i valori indicati dalla comunità europea in modo da assicurare la qualità dell’intervento educativo.  

PER QUESTO VI CHIEDIAMO DI SOSTENERE LA NOSTRA LOTTA E

IL VOSTRO DIRITTO AD UN NIDO DI QUALITA'

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IL FLASH MOB DEGLI EDUCATORI

“Basta appalti nei nidi assumere ora si può”

v.s. su la Repubblica 28 Marzo 2017

«BASTA appalti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, assumere si può e si deve». La protesta delle insegnanti, con tanto di flash mob sotto Palazzo Vecchio, si colora di palloncini, disegni e lettere giganti, ma è ferma e decisa. «Non possiamo restare a guardare mentre il Comune sceglie di estendere l’appalto pomeridiano a tutte le scuole dell’infanzia, oltre che all’asilo nido Il Grillo Parlante », hanno spiegato gli organizzatori durante il presidio di ieri. Tanto più che ora esiste una norma che permetterebbe un’inversione di marcia: «Si apre una stagione di lotta perché si sceglie di continuare in questa direzione nonostante la legge 160, approvata ad agosto 2016, permetta di assumere tutto il personale educativo e scolastico necessario a mantenere l’attuale gestione diretta – ha specificato Chiara Tozzi della Cgil Funzione pubblica – non ci sono vincoli, ma si persegue una politica che alimenta la gestione privata dei servizi educativi e delle scuole, che vanta la convenienza di risparmiare sul personale, spesso precario e sottopagato».

La Rsu ha anche lanciato una proposta: «Chiediamo un confronto reale, non questionari o sondaggi che non sono in grado di fotografare le cose come stanno. Appaltiamo completamente alcune scuole, se non si può fare altrimenti, ma le altre manteniamole a gestione interamente comunale senza spezzare mattine e pomeriggi ». Immediata la reazione della vicesindaca, Cristina Giachi: «Non è vero che non facciamo assunzioni. Tra scuole dell’infanzia e asili nido quest’anno assumiamo 20 persone e facciamo 34 passaggi da tempo parziale a tempo intero. Potremmo certo fare appalti verticali per cui alcune scuole diventerebbero interamente a gestione privata e altre resterebbero al Comune, ma a noi interessa proprio l’interazione tra pubblico e privato e questo modello misto è una scelta pensata che permette una maggiore flessibilità e anche ottimi risultati».

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Infanzia: Firenze; protesta addetti, no turno pomeriggio a coop

Flash mob, con girotondo davanti a Palazzo Vecchio dei lavoratori delle scuole per l'infanzia di Firenze: motivo della protesta, la decisione, già svariate volte contestata oltre che dagli addetti del settore anche da alcune famiglie, di appaltare il turno pomeridiano degli asili a cooperative private, progetto partito negli anni scorsi come sperimentazione e poi via via esteso a tutti gli istituti. I lavoratori hanno esposto cartelli e striscioni con varie scritte, tra le quali " L'infanzia non si appalta" , "i nidi sono un bene comune". Poco prima avevano assistito per breve tempo ai lavori del Consiglio comunale: lasciando la sala avevano scandito in coro lo slogan "assumere si può, assumere si deve". (ANSA).

Notizia del: lun 27 mar, 2017

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Rappresentanza Sindacale Unitaria - Comune di Firenze

A tutte le lavoratrici e lavoratori, ai genitori, ai cittadini

e agli organi di stampa

Dopo l'annuncio dell'Amministrazione Comunale di voler procedere, anche quest’anno, all'appalto di un altro asilo nido, il Grillo Parlante, e di voler estendere l’appalto pomeridiano a tutte le scuole dell’infanzia comunali, si sono svolte due Assemblee sindacali indette dalla RSU, a cui hanno partecipato la stragrande maggioranza di lavoratrici e lavoratori del settore. Entrambe hanno dato mandato alla RSU di aprire uno Stato d’agitazione, oggi consolidato a seguito dell’esito negativo delle procedure di raffreddamento in Prefettura. 

Si apre una stagione di lotta e di protesta perché ancora una volta il nostro Comune sceglie di appaltare nonostante oggi la legge n.160, approvata ad agosto 2016, permetta di assumere tutto il personale educativo e scolastico necessario a mantenere l’attuale gestione diretta. Non ci sono vincoli, ma si persegue una politica che alimenta la gestione privata dei servizi educativi e delle scuole, ormai di gran lunga prevalente, che vanta la convenienza di “risparmiare” sul personale, spesso precario e sottopagato, e con una “flessibilità” che coincide spesso con cattive condizioni di lavoro. 

Diminuiscono invece gli asili nido comunali, con la conseguente distruzione di un patrimonio fatto di esperienze ventennali e di professionalità, che non supportato da un equilibrato reintegro delle persone che vanno in pensione, non avrà un futuro. Non può essere il risparmio l’obiettivo da perseguire, ma è la finalità educativa il motore di un servizio alla persona così delicato, i cui standard di qualità oggi sono messi gravemente a rischio da interessi privati e logiche di mercato.

Per dire tutti insieme:

NO ALLA (CATTIVA) POLITICA DEGLI APPALTI

siete tutte e tutti invitati a partecipare al

PRESIDIO / FLASH MOB

che si terrà

LUNEDÌ 27 MARZO 2017 DALLE ORE 14 ALLE ORE 16

IN PALAZZO VECCHIO - LATO VIA DEI GONDI*

perché per l’educazione e l’istruzione:

PUBBLICO È GIUSTO

e perché oggi

ASSUMERE SI PUÒ E SI DEVE!

BASTA ALIBI!!!

*in concomitanza con un’interrogazione in Consiglio Comunale sul tema degli appalti

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Appalto servizio pomeridiano della scuola dell'infanzia, Flc Cgil Firenze Vs sentenza Tar Toscana

Per il sindacato c'è una evidente lesione delle norme contenute nel Testo Unico in materia di istruzione che disciplina, tra le altre cose, composizione, competenze e poteri del Collegio dei Docenti.

La FLC CGIL Firenze non condivide le motivazioni della sentenza del TAR per la Toscana che rigetta il ricorso dei genitori contro l’appalto del servizio pomeridiano della scuola dell’infanzia. Rileva soprattutto l’evidente lesione delle norme contenute nel Testo Unico in materia di istruzione che disciplina, tra le altre cose, composizione, competenze e poteri del Collegio dei Docenti.

La sentenza stabilisce infatti che i docenti assunti con appalto hanno tra i propri obblighi quello di partecipare “ ad incontri per la condivisione e la verifica del piano di offerta formativa, insieme al personale insegnante comunale”, nonché “ la predisposizione e gestione delle attività quotidiane con i bambini, programmate in collaborazione con il personale del plesso ”. La stessa sentenza afferma infine che il personale della cooperativa in appalto svolge mansioni assimilate a quelle degli insegnanti dipendenti del Comune. In pratica si stabilisce che il personale dell’appalto debba partecipare ai lavori degli organi collegiali, ma senza alcun diritto di voto, senza poter direttamente incidere sulle decisioni determinanti il Piano dell’Offerta Formativa, e quindi l’azione educativa attraverso cui la scuola realizza i suoi contenuti . Tutto ciò non trasforma i docenti in appalto in docenti a pieno titolo!

Nell’affermare che i “docenti appaltati” non hanno tutti i poteri decisionali previsti dall’ordinamento scolastico, in difformità dal Testo Unico, si determina, in senso più generale, che possa esistere una figura di docente mero esecutore di decisioni deliberate da Organi Collegiali da cui è escluso come parte attiva.

In questo modo viene modificata la struttura democratica dei Collegi da organo partecipato obbligatoriamente da tutti i soggetti che svolgono un’attività didattica, a istituzione limitata a una parte selezionata del corpo docente, che impone le proprie decisioni ai colleghi esclusi.

La FLC CGIL di Firenze rileva infine che sussistano anche profili di illegittimità costituzionale perché si viola il principio di libertà di insegnamento, in quanto i “docenti appaltati” sono costretti a svolgere attività didattiche che non hanno potuto determinare con il loro voto, negando così il diritto dei bambini ad avere interventi educativi uniformi e collegialmente determinati.

Notizia del: gio 23 mar, 2017

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Fp Cgil Firenze: servizi infanzia; basta appalti, con lo sblocco del turn over fino al 75% si può e si deve assumere

Dopo l'annuncio dell'Amministrazione Comunale di procedere all'appalto di altri servizi all'infanzia, si sono svolte due Assemblee sindacali indette dalla RSU, che hanno registrato una grandissima partecipazione.
Le lavoratrici e i lavoratori degli Asili Nido e della Scuola dell'Infanzia hanno così potuto ascoltare dai rappresentanti sindacali quale sarà il loro futuro e quale il futuro dei servizi 0/6, che con tanta passione e tanta professionalità hanno contribuito a far sì che venissero riconosciuti un'eccellenza nella nostra città.
Il sistema educativo per l'infanzia sta subendo purtroppo una profonda evoluzione, dove convivono iniziative pubbliche e private che erogano medesimi servizi con finalità molto diverse tra di loro.
Mantenere la centralità del pubblico nel sistema educativo deve essere una nostra priorità e vogliamo che il Comune di Firenze utilizzi l'opportunità del Decreto Enti Locali per coprire il 100% del turn over nei servizi educativi scolastici,
Inoltre, da quanto si apprende da fonti del Governo, dovrebbe essere emanato un Decreto del Presidente del Consiglio che porti al graduale superamento degli attuali vincoli per il resto del personale (innalzamento dal 25% al 75%) oltre allo sblocco delle assunzioni per la Polizia Locale. Quindi ripristino delle condizioni per assumere amministrativi, tecnici e nel sociale.
Adesso non ci sono piu' scuse: si puo' e si deve assumere utilizzando le graduatorie valide per educatore e insegnante, creando lavoro dignitoso e servizi di qualita'.
Il Comune di Firenze si presenti alle procedure di raffreddamento in Prefettura con intenzioni diverse e torni ad ascoltare i lavoratori, aprendo il giusto confronto sull'appalto pomeridiano nelle scuole dell'infanzia e sulla necessità di mantenere a gestione diretta gli attuali asili nido comunali.

Funzione Pubblica Cgil

Notizia del: mar 21 mar, 2017

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L'amministrazione non ha garantito locali idonei per l'assemblea dei lavoratori degli asili nido, ledendo un diritto sindacale
Miriam Amato (AL): “L'amministrazione non ha garantito locali idonei per l'assemblea dei lavoratori degli asili nido, ledendo un diritto sindacale”

15 Marzo 2017

“Per l'assemblea dei lavoratori degli asili nido del 10 marzo scorso l'amministrazione non ha concesso un locale idoneo e i sindacati hanno dovuto prendere, per l'ennesima volta, una sala a pagamento e per questo presenterò un question time per il Consiglio Comunale di lunedì, quando sarà anche discussa una mia mozione per la concessione gratuita di spazi per le assemblea dei lavoratori, mozione già bocciata in commissione dai consiglieri PD”. E' indignata Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera, dopo il nuovo caso di inadempienza dell'amministrazione comunale che non ha garantito una sala idonea per le assemblee dei propri dipendenti, ledendo un diritto sindacale.

“E' previsto dallo Statuto del Lavoratori – aggiunge la consigliera – che garantisce il diritto alle riunioni sindacali sul posto di lavoro, e una sentenza del 2002 del Tribunale di Milano specifica come “comportamento antisindacale” il rifiuto del datore di lavoro di concedere un idoneo locale per lo svolgimento di un'assemblea di lavoratori. Ed è una bella contraddizione del Partito Democratico - prosegue Amato - che due mesi fa in commissione mi ha bocciato una specifica mozione per la garanzia dei locali per le assemblee sindacali con la scusa che l'amministrazione avrebbe provveduto in tal senso, quando invece il Comune di Firenze continua ad essere inadempiente”.

La consigliera si era già occupata del problema con numerose interrogazioni dalla primavera scorsa quando era accaduto che a un'assemblea sindacale era stato limitato e impedito l'accesso per motivi di sicurezza e inidoneità della sala concessa dal Comune.
“Dopo questo ultimo fatto i consiglieri del PD di Palazzo Vecchio devono rivedere la loro posizione – conclude Amato – e votare a favore della mia mozione in Consiglio, così da impegnare davvero la giunta per la concessione gratuita di sale per le assemblee sindacali idonee”. (s.spa.) 

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Un altro nido ai privati I sindacati dal prefetto

dal Corriere Fiorentino 11 Marzo 2017

Dal prossimo anno scolastico il nido «Il Grillo Parlante» di via di Mantignano, frequentato da circa 50 bambini, passerà ai privati. Ma le Rsu comunali, di fronte all’ennesima privatizzazione di un asilo pubblico, non ci stanno e nell’assemblea di ieri, a cui hanno partecipato 380 fra educatori, operatori e cuochi dei nidi, hanno dato il via libera alla procedura di raffreddamento: nei prossimi giorni, infatti, i sindacati saranno ricevuti dal Prefetto per un ultimo tentativo di mediazione con il Comune.

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Rappresentanza Sindacale Unitaria

Comune di Firenze

A tutti i genitori, ai cittadini e agli organi di stampa

Lo scorso venerdì 10 marzo 2017 si è svolta l’assemblea del personale degli asili nido, che ha visto partecipi la stragrande maggioranza di lavoratrici e lavoratori del settore. Ancora una volta viene condannata la scelta della nostra amministrazione di appaltare un altro nido comunale, il Grillo Parlante, nonostante la legge permetta di assumere il personale educativo necessario per mantenere la gestione diretta attuale. 

Una scelta che ormai ha i chiari connotati di una scelta ideologica e politica e non di una necessità dovuta a vincoli economici o normativi. La preoccupazione manifestata in assemblea è legata alla continua diminuzione dei servizi a gestione diretta, compresi quelli storici, con la conseguente distruzione di un patrimonio, fatto di esperienze ventennali e di professionalità, che non supportate da un equilibrato reintegro delle persone che vanno in pensione, non vede un futuro. 

Quello che si prospetta è invece il progressivo aumento dei servizi privati in convenzione e di quelli in appalto, ormai prevalenti, che vantano la convenienza di “risparmiare” sul personale, spesso precario e sottopagato, e con una “flessibilità” che è frutto solo di un impoverimento dei diritti.

Non l’obiettivo del risparmio, ma la finalità educativa dovrebbe essere il motore di un servizio alla persona così delicato, che invece rischia oggi di diventare preda di interessi privati e di logiche di mercato.

Quanti lavorano nei nidi comunali sono i primi testimoni della perdita di un valore costruito con anni di investimenti ed è per questo che, oggi più che mai, vogliono denunciare tutto questo agli occhi della cittadinanza, spesso ignara di un sistema che, nell’impoverire il lavoro, impoverisce anche il cuore dei servizi. Per questo, quelle lavoratrici e quei lavoratori, hanno dato mandato alla Rsu di aprire un percorso di protesta, da attuare, vista la gravità delle scelte in atto, anche con la forma estrema dello sciopero.

Lottiamo perché, in quanto garante di diritti

PUBBLICO È GIUSTO

e perché oggi

ASSUMERE SI PUÒ E SI DEVE!!!

 

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Quindici giorni in più nei nidi del Comune ma è subito polemica 
Il servizio ordinario viene esteso fino al 14 luglio 

I sindacati : “No al surplus di lavoro per le maestre” 

MARIA CRISTINA CARRATÙ su la Repubblica 10 Marzo 2017

LE famiglie si preparino: gli asili nido comunali, quest’anno, dureranno quindici giorni in più. Anziché a fine giugno come sempre (il 24, nel 2016, ma il calendario è variabile), termineranno il 14 luglio, per poi continuare sotto forma di servizi aggiuntivi su richiesta (e a pagamento individuale) nella settimana dal 17 al 21. Fino a metà del mese (teoricamente) “vacanziero” (in realtà lavorativo per la stragrande maggioranza delle famiglie), a occuparsi dei più piccoli continuerà dunque ad essere il servizio ordinario, i cui costi ulteriori sono stati già inseriti nella quota annua indicata alle famiglie al momento dell’iscrizione. Una novità deliberata da Palazzo Vecchio nel luglio del 2016, ma di cui in questi giorni gli uffici stanno nuovamente informando per mail gli utenti, così da sapere fin da ora (fino all’anno scorso era tutto concentrato all’ultimo tuffo, fra maggio e giugno) quanti hanno intenzione di lasciare i bambini ai nidi fino al 14 luglio, e quanti di utilizzare anche la settimana (a pagamento) fino al 21. 

«Si tratta» spiega la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi, «di un salto di qualità nell’offerta di un servizio decisivo per la maggioranza dei cittadini, che, con l’arrivo delle vacanze, faticano più del solito a conciliare vita familiare e lavoro ». Per la prima volta, infatti, tutti i nidi (e non solo la metà che fino al 2016 proseguiva con i servizi aggiuntivi) copriranno metà del mese più ‘difficile’ per chi lavora, i genitori potranno contare per tempo su un servizio certo, i bambini non dovranno cambiare nidi ed educatrici causa accorpamenti. «E non ci sarà da stupirsi» dice Giachi, «se ad iscriversi saranno in molti di più di prima». 

C’è però a chi la novità non piace per niente, e cioè la Cgil Funzione Pubblica, già in guerra col Comune per gli appalti esterni nei nidi e ora schierata anche contro il servizio estivo «esteso a tappeto» (di cui oggi le lavoratrici degli asili discuteranno in assemblea). «L’anno educativo (l’anno scolastico dei nidi, ndr) deve concludersi a fine giugno», si legge in un volantino delle Rsu, «l’offerta di luglio deve considerarsi aggiuntiva », ovvero retribuita a parte, e non considerata, come invece sostiene Palazzo Vecchio, parte dell’orario di lavoro annuale. Secondo il Comune, infatti, le 42 settimane lavorate previste dal contratto nazionale vanno calcolate al netto delle vacanze di Natale e di Pasqua (il che, anche alla luce di una sentenza della Cassazione, autorizza ad estendere l’impegno di lavoro alle due settimane di luglio). Ma le Rsu non ci stanno: «L’offerta di luglio ‘a richiesta’ è sempre esistita», è la tesi del sindacato, e «introdurre un surplus di lavoro in quel mese» viola le «leggi nazionali che riconoscono il lavoro educativo come gravoso e a rischio stress emotivo», mentre, si fa notare, a pagare il servizio saranno anche le famiglie che non utilizzeranno il servizio ». Inoltre, l’offerta «a tappeto non solo «non rientra nei criteri di economicità ed efficienza della gestione dei servizi», ma rischia di «incentivare l’utilizzo del nido anche in un periodo di diffusa stanchezza» dei piccoli, «limitando così il loro diritto al riposo, e quello dei genitori di trascorrere parte dell’anno» con i figli. 

Accuse secondo il Comune infondate: «Non è abbastanza offrire alle famiglie un servizio finalmente sicuro, e per tutti, fin dall’inizio dell’anno, senza accorpamenti forzati, senza stress da riadattamento? » replica Giachi. E se è vero che anche chi non utilizzerà il nido a luglio pagherà i bollettini fino al 14, i tanti bambini già in età da materna (oltre la metà, in media) potranno ritirarsi dal 24 senza pagare. 

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Rappresentanza Sindacale Unitaria Comune di Firenze

A tutti i genitori, ai cittadini e agli organi di stampa

Cresce di giorno in giorno il malcontento di lavoratrici e lavoratori dei nidi e almeno due sono le ragioni che venerdì 10 marzo li porterà a riunirsi in assemblea: l’appalto di un altro nido storico, il Grillo Parlante, pur in presenza di una legge che oggi permette il reintegro completo del personale educativo, e il calendario scolastico dei nidi che vede la prima quindicina di luglio, prima considerata aggiuntiva, oggi parte integrante del calendario scolastico (e a pagamento obbligato per tutti gli utenti, anche coloro che non lo utilizzano!!!)

PERCHÉ NO AL NUOVO CALENDARIO SCOLASTICO

perché chiediamo l’applicazione del nostro contratto, in analogia con quanto esso stabilisce per la scuola dell’infanzia: l’anno educativo deve concludersi a fine giugno mentre l’offerta di luglio - applicata ai nidi solo nelle città in cui c’è richiesta - deve considerarsi “aggiuntiva”

perché l’obbligo a pagare la prima quindicina di luglio rivolto anche ai genitori che non hanno stretta necessità del nido, significa incentivarne l’utilizzo in un periodo di diffusa e comprensibile stanchezza dei bambini. Si limita così sia il diritto al riposo dei bambini in tenera età, sia il diritto dei genitori a trascorrere una piccola parte dell’anno con i loro bambini (dovendo pagare il nido, è comprensibile che non vorranno vedersi decurtato lo stipendio dal congedo parentale…)

perché l’offerta di luglio - fino a 4 settimane - a richiesta è sempre esistita e non l’ha inventata questa amministrazione. La pretesa di “potenziare il servizio” allungando il calendario ordinario e facendo pagare anche chi non frequenta, dimostra non solo scarsa sensibilità rispetto ai bambini (sicuramente bisognosi di attenzioni individualizzate dopo 10 mesi di vita comunitaria) ma anche scarsa conoscenza del mestiere dell’educare: introdurre un surplus di lavoro a luglio che va oltre l’effettiva necessità dei genitori, significa non essere in linea con quelle leggi nazionali che oggi riconoscono il lavoro educativo come “gravoso” e a rischio di stress emotivo perché riteniamo che un’offerta a tappeto del servizio a luglio (e non - come è stato finora - in base alla domanda), non rientri in quei criteri di economicità ed efficienza nella gestione dei servizi spesso sbandierata dalla nostra amministrazione

 

PERCHÉ NO ALL’APPALTO

perché appaltare un altro nido nella nostra città significa continuare a svendere un esempio di pubblico “che funziona”, che ha prodotto qualità e cultura dell’infanzia

perché l’appalto produce cattivo lavoro e non vi è il riconoscimento professionale ed economico di lavoratrici e lavoratori del settore, che sono sottopagati e vivono in una perenne condizione di precarietà

perché le condizioni e la qualità del lavoro non possono che incidere nella qualità del servizio, gravemente messa a rischio perché significa continuare a incentivare e favorire la prevalenza delle gestioni private sul territorio (più che raddoppiata negli ultimi 10 anni) il cui tornaconto è spesso legato all’abbassamento degli standard qualitativi perché la dismissione di un modello educativo d’eccellenza come quello dei nidi comunali fiorentini, significa disperdere un patrimonio su cui il Comune ha fortemente investito da sempre

perché pubblico a gestione diretta è garanzia di diritti, di bambini, lavoratrici, lavoratori e cittadini.

Perché per l’educazione e l’istruzione
PUBBLICO È GIUSTO

e perché oggi 
ASSUMERE SI PUÒ E SI DEVE!!!

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Cooperative in tutte le scuole materne, ma la Cgil non ci sta

Sindacati contro vicesindaca. “Nonostante la deroga del blocco del turn over la scelta resta sempre quella degli appalti”

m.v. da la Repubblica 25 Febbraio 2017

MATERNE, gli appalti esterni fanno l’«en plein». E l’ormai storico conflitto tra Palazzo Vecchio deciso a ricorrere alle cooperative private e i sindacati contrarissimi ad ogni contratto esterno s’accende di nuovo. La vicesindaca con delega all’istruzione Cristina Giachi progetta di ricorrere agli appalti per le ore pomeridiani anche nelle ultime 14 sezioni di materne ancora a gestione diretta. E la stessa cosa conta di fare per un altro asilo nido.

A farlo sapere, curiosamente, non è Palazzo Vecchio. È la Cgil, che da anni si batte (invano) contro la scelta del Comune. Ma la vicesindaca conferma: in tutte le materne comunali i pomeriggi saranno presto appaltati al privato sociale: «Prevediamo nuove assunzioni ma dobbiamo far tornare i conti», spiega la responsabile istruzione della giunta Nardella. Solo che per i sindacati il punto è proprio questo, le assunzioni del personale.

«Nonostante la deroga del blocco del turn over per il personale educativo e scolastico, con la possibilità di arrivare a coprire il 100% della spesa sostenuta nell’anno scolastico 2015/2016», protesta la Cgil. Rilevando come invece «la scelta sia sempre la stessa». Cioè, si legge nella nota del sindacato, l’estensione dell’appalto pomeridiano nelle rimanenti 6 scuole: Lavagnini, Capponi, Cadorna, Rucellai, Andrea del Sarto Amendola. In più, la richiesta di statalizzazione delle scuole Villani e poi anche Lavagnini e Dionisi che già si avvalgono di appalti pomeridiani. A tutto ciò si aggiunge l’appalto al privato sociale di un ulteriore asilo nido. Troppo, per la Cgil.

«Rinunciare all’assunzione di pochi educatori preferendo appaltare un altro servizio è frutto di scarsa sensibilità al servizio pubblico», si osserva. E per questo, conclude il sindacato, tutti i dipendenti dei servizi in questioni «dovranno e sapranno reagire all’inesorabile declino del sistema educativo scolastico partecipando alle assemblee della Rsu e a tutte le iniziative di mobilitazione ».

La vicesindaca però reagisce a sua volta: «Non si dica che non si fanno assunzioni perché non è vero». Anzi, osserva: «Abbiamo previsto 20 nuove assunzioni per quest’anno e, sempre nel 2017, formalizzeremo il passaggio di 30 dipendenti dal part-time al tempo pieno». Il ricorso ai contratti esterni, secondo la responsabile istruzione di Palazzo Vecchio, non esclude cioè l’assunzione di nuovo personale.

O meglio, sostiene Giachi, è proprio grazie all’appalto dei pomeriggi alle cooperative, che «possiamo far quadrare i conti e assumere nuovo personale». E in pratica, secondo Palazzo Vecchio, grazie ai risparmi ottenuti con i contratti esterni per i pomeriggi si possono trovare le risorse per le nuove assunzioni destinate a coprire le ore di lezione mattutine.

Di fronte alla ragione dei numeri opposta fin dal primo momento dell’amministrazione comunale, però, la Cgil ribatte che in realtà gli appalti esterni sono il frutto di una precisa scelta politica della giunta Nardella. Una scelta che spinge la Cgil ad accusare Palazzo Vecchio di non voler aprire una discussione nel merito: «Non voler aprire un confronto sullo sciagurato modello organizzativo inaugurato con l’appalto pomeridiano nelle scuole significa peccare ancora una volta di protagonismo». Tanto più, osservano i sindacati, che le graduatorie per gli educatori di asili nido e per insegnante di scuola dell’infanzia sono ancora aperte e ancora in vigore.

Alle lavoratrici e ai lavoratori 

degli Asili Nido e delle Scuole dell'Infanzia

 Alla stampa cittadina

PROSEGUE LA POLITICA DELL'APPALTO DEI SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI DEL COMUNE DI FIRENZE

Si è svolto in data 23 febbraio l'incontro richiesto dalla FP Cgil e dalla RSU con la Vice Sindaco Giachi e l'Assessore Gianassi al fine di conoscere le reali intenzioni della Giunta sulle assunzioni negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia.

Nonostante il Decreto Enti Locali, che deroga dal blocco del turn over il personale educativo e scolastico, con la possibilità di copertura del 100% della spesa sostenuta nell'anno scolastico 2015/2016, il Comune di Firenze investe scarse risorse per il fabbisogno di scuole e asili nido, fermandosi a una copertura molto inferiore al 100% (circa il 40%);

nonostante le graduatorie vigenti a tempo indeterminato di Educatore Asili Nido e Insegnante scuola infanzia con tante idonee in attesa di un posto di ruolo (oggi tutte precarie)

LA SCELTA ANCORA UNA VOLTA E' LA STESSA

estensione dell'appalto pomeridiano nelle rimanenti 6 scuole (Lavagnini, Capponi, Cadorna, Rucellai, Andrea del Sarto, Amendola)

richiesta di statalizzazione delle scuole Villani, Lavagnini, Dionisi (la Villani e la Dionisi sono già in appalto pomeridiano)

appalto al privato sociale di un ulteriore Asilo Nido.

Sul versante assunzioni si prevedono n.10 assunzioni di educatori asili nido (part time), n. 8 insegnanti della scuola infanzia, n. 5 esecutori servizi educativi, oltre alla trasformazione di contratti da part time a full time di educatori (circa 30 unità).

La nostra critica è stata severa e circostanziata:

Tutte le lavoratrici e i lavoratori di questi servizi dovranno e sapranno reagire all'inesorabile declino del sistema educativo scolastico partecipando alle prossime assemblee indette dalla RSU e a tutte le iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione dei cittadini.

INVESTIRE NEI SERVIZI ALL'INFANZIA MANTENENDO QUALITA' E DIGNITA' DEL LAVORO E' L'UNICA STRADA PER INVESTIRE SUL FUTURO

FP CGIL Firenze

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Al Sindaco del Comune di Firenze

All'Assessore al Personale

All'Assessore all'Istruzione 

e p.c. Alla Delegazione trattante di Parte Pubblica

 OGGETTO: Piano straordinario di assunzioni.

            Facendo seguito alla nostra del 17 ottobre 2016 e al recente incontro svoltosi con l'Assessore Gianassi e la Vice Sindaco Giachi in data 19 dicembre, la scrivente FP Cgil sollecita l'Amministrazione Comunale ad informare e confrontarsi con la RSU e le OO.SS. riguardo alla situazione di precarietà che investe il Servizio 0/6 in materia di personale.

            Ribadiamo ancora una volta che alla luce del DL Enti Locali 2016 è consentito agli Enti Locali, al fine di assicurare la continuità e la qualità  dei servizi educativi scolastici , di destinare al “piano straordinario” l'intero ammontare della spesa di personale sostenuta nell'anno scolastico 2015/2016.

            Una scelta in tal senso deve, a nostra avviso, essere assicurata sopratutto alla luce delle vacanze in organico sia negli Asili Nido che nella Scuola dell'Infanzia. Tali “vacanze” organiche vengono al momento “coperte” con personale “precario”, idoneo nelle graduatorie del Concorso Pubblico a tempo indeterminato.

            Il DL Enti Locali ha facilitato la capacità di assunzione degli Enti Locali grazie allo sblocco del turn over, ma registriamo che l' Amministrazione fiorentina, a differenza di molte altre, non ha ancora approfittato di questa opportunità.

            Il nostro obiettivo resta quella di salvaguardare la gestione diretta di questi servizi che hanno garantito negli anni punti di assoluta eccellenza, che devono essere valorizzati.

            Pertanto sul fronte Asili Nido richiediamo la continuità della gestione diretta a partire dalle 32 strutture presenti sul territorio fiorentino e per la Scuola dell'Infanzia un confronto serio per affrontare le modalità organizzative introdotte dall'Amministrazione Comunale e le prospettive della scuola comunale, ormai snaturata dal modello gestionale dell'appalto pomeridiano. 

            Inoltre su questo aspetto vorremo conoscere quali sono i processi di dismissione verso lo Stato delle sezioni comunali.

            Ricordiamo ancora una volta che, senza un progetto credibile e di continuità della scuola comunale, proseguirà in maniera inesorabile l'abbandono delle insegnanti comunali verso lo Stato in mancanza di una prospettiva valida di tutela della propria professione.

            A fronte di tutto ciò richiediamo una convocazione urgente della RSU e delle OO.SS. al fine di essere debitamente informati sulle reali volontà dell'Amministrazione sul versante dei servizi educativi scolastici.

            Distinti saluti.

FP CGIL Firenze

Chiara Tozzi

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