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altri articoli 2017

Nuovi licenziamenti alla Rifle di Barberino del Mugello, Filctem Cgil e Femca Cisl preparano mobilitazioni

Nuovi licenziamenti alla Rifle di Barberino del Mugello. Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze: “Rifle sta attuando una vera e propria ristrutturazione aziendale. Ma perché allora non ricorrere agli ammortizzatori sociali?”. In arrivo mobilitazioni

Venerdì 10 novembre, a soltanto un mese di distanza, la RIFLE di Barberino di Mugello ha licenziato altri 2 lavoratori, anche in questo caso, come a ottobre, le lettere sono state consegnate senza preavviso ai due lavoratori coinvolti. Nonostante le proteste dei lavoratori, lo sciopero di un mese fa e le rassicurazioni date alla Regione dai dirigenti di RIFLE (secondo i quali i 3 licenziamenti di ottobre erano una “operazione chirurgica”), la riduzione del personale continua a ritmo serrato. Non sono soltanto i licenziamenti a gravare sui lavoratori della RIFLE, infatti, oltre alla riduzione di 5 posti di lavoro (numero che potrebbe essere ancora parziale), l'azienda ha richiesto a molte lavoratrici, di accettare una riduzione dell'orario di lavoro. La richiesta (o forse una minaccia?) è di quelle da far tremare i polsi, o si accettano le riduzioni dell'orario di lavoro, e conseguentemente del salario, oppure l'azienda procederà con ulteriori licenziamenti.

Ormai il quadro è chiaro, RIFLE sta attuando una vera e propria ristrutturazione aziendale, i numeri di bilancio di RIFLE parlano di una forte crisi e l'azienda sta procedendo, senza mezzi termini, a tagliare posti di lavoro.Sappiamo che i licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro comportano pesanti conseguenze sulle situazioni familiari di chi li subisce, e allora ci chiediamo, come mai non si è scelto l'utilizzo degli ammortizzatori sociali?Si possono adottare il contratto di solidarietà, oppure la cassa integrazione straordinaria per crisi, che consentirebbero all'azienda la necessaria riduzione dei costi e ai lavoratori di riorganizzare le proprie famiglie.Nei prossimi giorni organizzeremo una nuova assemblea sindacale e chiederemo nuovamente la convocazione dell'Unità di crisi lavoro della Regione, inoltre ci riserviamo nuove forme di lotta che decideremo insieme ai lavoratori.

Firmato: Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze

Notizia del: lun 13 nov, 2017

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Vertici Rifle da Simoncini Si riaccende l’ottimismo

da la Nazione 18 Ottobre 2017

DOPO aver incontrato sindacati e sindaco di Barberino, ieri il consigliere per il lavoro del presidente regionale Rossi, Gianfranco Simoncini, ha visto a Firenze anche i rappresentanti della Rifle&Co, e al termine ha sottolineato che «ci possono essere i presupposti per il recupero di un corretto clima di relazioni sindacale, dopo i tre licenziamenti avvenuti nelle settimane scorse». Nell’incontro Salvatore Insinga, presidente della holding G.Brand che controlla l’azienda (il gruppo ha 180 dipendenti, dei quali una cinquantina nell’area fiorentina, 35 a Barberino, oltre agli addetti allo spaccio aziendale e al negozio ai Gigli) ha dato un quadro aggiornato sugli investimenti e le strategie in campo per il rafforzamento della Rifle sul mercato nazionale e soprattutto su quello estero, e per la salvaguardia della presenza di una manifattura storica.

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Per Rifle pronti alla mobilitazione

"Manifesteremo tutti all'Outlet"

La rabbia del sindaco dopo i tre licenziamenti

di PAOLO GUIDOTTI su la Nazione 5 Ottobre

UNA FERITA aperta la vicenda dei tre licenziamenti alla Rifle &co. di Barberino di Mugello. E ieri dall’assemblea dei lavoratori, preoccupati per il loro futuro, viene la richiesta di intervento dell’Unità di crisi della Regione Toscana. All’assemblea ha partecipato anche il sindaco di Barberino Giampiero Mongatti: «Questa materia non è competenza diretta del sindaco o dell’amministrazione comunale – ha detto Mongatti – ma ci riguarda lo stesso, perché quel che accade ha conseguenze sull’intera comunità. E ho partecipato perché volevo capire meglio cosa sta accadendo. Due sono le questioni: la prima è l’esigenza dell’azienda di riorganizzarsi e ristrutturarsi, la seconda è la modalità con cui si sono licenziati questi tre dipendenti. Molto meglio sarebbe stato informare i rappresentanti dei lavoratori; così invece non si è neppur tenuto conto della dignità delle persone, con una comunicazione all’improvviso: c’è anche un risvolto umano, con modi sicuramente da stigmatizzare. Ma è altrettanto importante capire bene gli scenari futuri, anche a fronte del cambiamento dell’assetto societario: a noi interessa che questa azienda rimanga e si rafforzi. E quanto ai licenziamenti, auspico che cose del genere non si ripetano, e che l’episodio sia stato solo un passo falso». 

INTANTO il sindacato ha incontrato due membri del nuovo cda della Rifle – dove al gruppo Fratini si è affiancato un fondo di finanziamento svizzero – nella sede di Confindustria a Firenze: «Ci hanno detto – spiega Alessandro Picchioni della Cgil – che c’è fretta di mettere in ordine i conti dell’azienda. Noi abbiamo fatto presente che le modalità sono inaccettabili e abbiamo chiesto un business plan per il futuro dell’azienda. Si sono impegnati a presentarci le loro proposte. E abbiamo capito che non si escludono altri licenziamenti, anche se non a breve». 

SINDACATO e lavoratori non abbassano la guardia: «Se non arriveranno risposte o saranno inadeguate – conclude Picchioni – siamo pronti a mettere in campo ulteriori azioni di lotta, guardando anche verso l’Outlet di Barberino dove l’azienda ha un negozio. E pensiamo a uno sciopero di tutti i negozi Rifle, con concentramento nei pressi dell’Outlet».

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Assemblea alla Rifle (Barberino del Mugello): in arrivo nuove lotte. La Filctem Cgil Firenze incalza l'azienda

Vertenza Rifle (Barberino del Mugello): stamani assemblea dei lavoratori, chiesta l’apertura del Tavolo di crisi in Regione, si temono nuovi tagli. La Filctem Cgil Firenze: “L’azienda si faccia carico del problema sociale aperto coi tre licenziamenti di lunedì. Pronti a nuove azioni di lotta, guardando anche verso l’Outlet di Barberino del Mugello dove l’azienda ha un negozio”

Rifle (Barberino del Mugello): dopo i tre licenziamenti senza preavviso comunicati lunedì, e lo sciopero dei lavoratori di ieri, stamani si è svolta l’assemblea del personale alla presenza del sindaco di Barberino del Mugello (segno dell’importanza che riveste la fabbrica per il territorio) e della Filctem Cgil. L’assemblea ha deciso di chiedere l’apertura di un Tavolo di crisi in Regione Toscana, temendo che in futuro possano esserci nuovi tagli di personale. “Ci opponiamo ai tre licenziamenti e abbiamo chiesto all’azienda di farsi carico del problema sociale che aprono: l’azienda ci ha detto che su questo ci formulerà delle proposte. In ogni caso, se non arriveranno risposte o saranno inadeguate, siamo pronti a mettere in campo ulteriori azioni di lotta, guardando anche verso l’Outlet di Barberino del Mugello dove l’azienda ha un negozio”, ha detto al termine dell’assemblea Alessandro Picchioni (Filctem Cgil Firenze).

Notizia del: mer 04 ott, 2017

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Rifle (Barberino del Mugello): licenziati tre lavoratori, scatta lo sciopero. La protesta Filctem Cgil Firenze

Rifle, la storica azienda di jeans di Barberino del Mugello, licenzia senza preavviso tre lavoratori: il personale per protesta si mette in sciopero. Picchioni (Filctem Cgil Firenze): “Decisione inaccettabile dell’azienda. E’ un segnale che lancia la nuova gestione? I lavoratori si opporranno a chi attacca la loro dignità”

Barberino del Mugello, 3-10-2017 - Rifle (Barberino del Mugello): i lavoratori stamani si sono messi in sciopero per tutta la giornata. La mobilitazione scaturisce a fronte dei licenziamenti comunicati nella giornata di ieri, lunedì 2 ottobre, senza alcun preavviso, a tre dipendenti della sede di Barberino del Mugello (viale Matteotti 2), nella quale risultano occupati circa 36 dipendenti dei 180 complessivi della storica azienda di jeans sul territorio nazionale.

“Una decisione inaspettata che viene da un'azienda che tra l'altro aveva recentemente visto l’ingresso di un fondo di investimenti, lo svizzero Kora Investments - spiega Alessandro Picchioni della Filctem Cgil -. Eravamo in attesa di essere convocati per conoscere il piano di rilancio; con l’ingresso del nuovo fondo contavamo di esserci messi alle spalle la fase più critica e invece ci troviamo davanti ad questa decisione inaccettabile. I lavoratori sono stati licenziati per motivi economici senza che l’azienda si curasse di dare una minima spiegazione e provasse una ricollocazione in altre posizioni organizzative”. La motivazione del provvedimento quindi sarebbe semplicemente il fatto che all'interno dell'azienda sia venuta meno la necessità delle funzioni svolte dalle tre persone in questione. Fatto ancora più strano visto che la Rifle, pur nelle mille difficoltà affrontate in tanti anni, non aveva mai usato tali modalità nel rapporto con i dipendenti, con il sindacato e con il territorio. Conoscendo la famiglia Fratini, c’è da chiedersi se fossero a conoscenza della gestione di questi licenziamenti. E c’è da chiedersi anche se il fondo d’investimento appena entrato (che la Filctem Cgil incontrerà questo pomeriggio in Confindustria a Firenze) approvi queste modalità. “Dobbiamo pensare - si chiede Picchioni - che questo sia un primo segnale che la nuova gestione di Rifle ha dato ai suoi dipendenti? E ancora, è questo un primo segnale di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi? I lavoratori temono che l'episodio possa ripetersi e hanno tutte le intenzioni di fermare questo tipo di procedimenti, perché sono un attacco diretto alla dignità dei lavoratori”.

Notizia del: mar 03 ott, 2017

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Lavoro: crisi Malo,ChiantiBanca finanzia Cigs per 20 addetti

ChiantiBanca stanzia 100 mila euro per finanziare la cassa integrazione straordinaria di venti dipendenti della Malo, l'azienda fiorentina del cashmere che vive un periodo di crisi. L'operazione, condotta a termine in collaborazione con Fidi Toscana e con l'intervento a monte della Regione Toscana, consentirà di "traghettare" i dipendenti dell'azienda all'effettivo ingresso in Cigs, garantendo il sostegno per le mensilità che, senza l'intervento della banca, non sarebbero state erogate tempestivamente.

 "La nostra banca - ha dichiarato il direttore generale di ChiantiBanca, Mauro Focardi Olmi - si è da sempre contraddistinta per sostenere fattivamente le varie realtà del territorio, in un'ottica di reciproca collaborazione che costituisce la forza dell'economia locale. Sono felice che il nostro intervento abbia contribuito alla serenità di venti famiglie". "In un momento di grande difficoltà, anche dell'economia locale in generale - ha affermato Alessandro Picchioni (Filctem-Cgil) - è stata data una grande risposta sia per i lavoratori, che direttamente ne hanno beneficiato, che per l'azienda". (ANSA).

Notizia del: mar 07 nov, 2017

Malo, lunedì inizia la ‘cassa’ Cento i lavoratori coinvolti

I sindacati lanciano un messaggio agli aspiranti acquirenti

da la Nazione 7 Ottobre 2017

LUNEDÌ inizia la cassa integrazione straordinaria a rotazione per i 60 addetti di Campi Bisenzio e i 38 di Piacenza della Malo: i sindacati tornano a chiedere certezze sul futuro e chiarezza sugli investitori. L’accordo sulla cigs è stato siglato a Roma, lo ricordiamo, il 28 settembre scorso al ministero del Lavoro e va in parallelo con la richiesta di concordato preventivo presentata dall’azienda in tribunale. La Malo, dal 1973, produce capi pregiati di abbigliamento in cachemire, uomo e donna e sta vivendo una stagione «strana»: la richiesta di cigs, la necessità di evadere gli ordini e quella di trovare al più presto nuovi investitori perchè c’è bisogno di liquidità. La rotazione è l’unico sistema per tenere in piedi la produzione, almeno fino a tutto novembre. 

«L’azienda – dicono i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl – ha sì sottoscritto impegni importanti nell’accordo sindacale, ma ad oggi sono soltanto sulla carta e devono iniziare a concretizzarsi. I tempi sono stretti e siamo già in ritardo: sono trascorsi 9 mesi da quando abbiamo denunciato il grave stato di crisi, e troppo tempo è stato perso dall’azienda prima negando lo stato di crisi e successivamente avanzando promesse mai realizzate. Negli ultimi giorni abbiamo appreso dell’interesse crescente di una cordata di imprenditori guidata da Luciano Donatelli, presidente della società Ld Consulting: leggiamo addirittura che sarebbero avvenuti contatti con i sindacati, cosa che dobbiamo smentire. In ogni caso la prendiamo come una disponibilità ad aprire un confronto, che ci auguriamo chiaro. La sede dove incontrarci è il tavolo istituzionale con Regione Toscana e Emilia Romagna, è il luogo più idoneo dove avviare un confronto. E sappia Donatelli che abbiamo un interesse sconfinato a conoscere i suoi piani». La Malo spa, sino ad oggi, ha sempre pagato gli stipendi ai lavoratori ma l’acquisto della materia prima (il filato) è andato avanti col contagocce e questo ha portato a scarsi rifornimenti nei negozi. M. Serena Quercioli

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Vertenza Malo (Campi Bisenzio), Filctem e Femca Firenze: "Se ci sono imprenditori interessati si facciano avanti"

Vertenza Malo (Campi Bisenzio): nonostante l’accordo sulla Cassa integrazione resta la preoccupazione su vari fronti. Filctem Cgil e Femca Cisl: “Se ci sono imprenditori interessati all’acquisto, si facciano avanti con fatti concreti”

Vertenza Malo (Campi Bisenzio): il recente accordo di cassa integrazione non ha placato la preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati per il futuro dell’azienda di cashmere. È ancora molto alta la paura, visto che l’azienda ha sì sottoscritto impegni importanti nell’accordo sindacale e nella richiesta di concordato presentata in tribunale, ma ad oggi sono soltanto sulla carta e devono iniziare a concretizzarsi.

I tempi sono stretti e siamo già in ritardo: sono trascorsi 9 mesi da quando Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze hanno denunciato il grave stato di crisi, e troppo tempo è stato perso dall’azienda prima negando lo stato di crisi e successivamente avanzando promesse mai realizzate. Negli ultimi giorni abbiamo appreso dalla stampa dell’interesse crescente di una cordata di imprenditori guidata da Luciano Donatelli, presidente della società di consulenza LD Consulting: leggiamo addirittura che sarebbero avvenuti contatti con i sindacati, che dobbiamo smentire. In ogni caso vogliamo valutare positivamente e prendere come una disponibilità ad aprire un confronto, che ci auguriamo finalmente chiaro.

La sede dove incontrarci è facilmente individuabile: il tavolo istituzionale con Regione Toscana e Emilia Romagna, è il luogo più idoneo dove avviare un confronto, sappia Donatelli che abbiamo un interesse sconfinato a conoscere i suoi piani. Quello che è certo, qualsiasi sarà il piano per salvare l’azienda, è che dovrà essere messa in campo una ricapitalizzazione in tempi brevi. L’attuale proprietà e chiunque intenda prendere impegni per il salvataggio della Malo sappia che i lavoratori e le Rappresentanze Sindacali tutte si aspettano fatti concreti e non false promesse.

Firmato: Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze

Notizia del: ven 06 ott, 2017

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Malo, operai in cassa integrazione «E’ la soluzione meno drammatica»

Per i cento lavoratori la misura straordinaria durerà un anno

di M. SERENA QUERCIOLI su la Nazione 29 settembre 2017

CASSA INTEGRAZIONE straordinaria per i cento lavoratori della Malo di Campi Bisenzio e Piacenza, dal 9 ottobre per un anno, a rotazione. E’ stato siglato ieri a Roma al Ministero del Lavoro l’accordo per la storica azienda che produce, dal 1973, capi di abbigliamento in cachemire. Al tavolo in via Fornovo c’erano l’azienda e i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl mentre fuori stazionavano i dipendenti in sciopero, con lo striscione, arrivati in pullman da Firenze. 

LA CERTEZZA è che la produzione potrà proseguire per non perdere gli ordini e nessun dipendente andrà in cigs a zero ore. «E’ la soluzione meno impattante – commenta Mirko Zacchei della Femca Cisl – ma dovrà essere accompagnata da un serio piano industriale. La cassa integrazione a rotazione è l’unico modo per tenere dentro i 98 lavoratori che rappresentano la capacità produttiva della Malo». 

NON SONO ancora stati stabiliti i giorni di ’cassa’ che gli operai dovranno fare ogni mese (e di conseguenza non si possono fare previsioni sulle decurtazioni salariali) perché nello stabilimento di Piacenza c’è molto lavoro sino a novembre. E purtroppo non ci sono neppure elementi aggiuntivi alle indiscrezioni già trapelate sui probabili nuovi investitori». 

NELLO STABILIMENTO di Campi, in via Gattinella, lavorano 60 persone e altre 38 sono nella fabbrica di Borgonovo Val Tidone (Piacenza). La Malo (di proprietà di un fondo di investimenti a capitale straniero e con cda dimissionario) già da prima dell’estate era alla ricerca di un nuovo investitore in grado di garantire liquidità, prospettive e tutela di lavoratori e creditori. «C’è una cordata di due-tre investitori per l’acquisizione di Malo – ha detto nei giorni scorsi Luciano Donatelli, l’advisor incaricato di questa ricerca – e si tratta di investitori italiani, ma potrebbe esserci anche un grosso retailer americano». Insomma, i giochi sono ancora aperti. 

LA MALO, pur navigando in grandi difficoltà finanziarie, ha sempre versato gli stipendi ai dipendenti ma è rimasta indietro con i pagamenti ai fornitori, e nell’ultimo anno la materia prima, il filato, è stata acquistata col contagocce, rallentando le produzioni, il rifornimento degli oltre 200 negozi fra monomarca e plurimarca in Italia e nel mondo. Soddisfazione per l’accordo è stata espressa dal sindaco di Campi Emiliano Fossi: «Adesso lavoriamo per trovare una soluzione in grado di rilanciare l’azienda. L’accordo permetterà alla Malo di continuare l’attività e preserverà il lavoro dei dipendenti». Nei prossimi giorni il consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, convocherà una nuova riunione del tavolo di crisi aperto in Regione.

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Vertenza Malo (Campi Bisenzio): il 28 settembre sciopero e incontro al Ministero a Roma con presidio

Vertenza Malo (Campi Bisenzio): domani giovedì 28 settembre sciopero e incontro al Ministero a Roma, dove i lavoratori andranno in pullman per fare un presidio in concomitanza della riunione (ore 10:30)

Vertenza Malo: la crisi della ditta di cashmere di Campi Bisenzio sarà oggetto domani giovedì 28 settembre di un incontro al Ministero del lavoro a Roma (via Fornovo, ore 10:30, sarà presente anche un rappresentante dell’azienda). I lavoratori di Malo, riuniti in assemblea stamattina nella sede di Campi Bisenzio, hanno deciso uno sciopero di 8 ore per la giornata di domani ed è stato organizzato un pullman per andare a Roma: qui ci sarà un presidio in concomitanza dell'incontro. Spiegano i lavoratori: “Facciamo sciopero perché riteniamo poco credibile il Piano industriale, inoltre non condividiamo le idee dell'azienda. Non servono soluzioni fantasiose costruite al solo fine di ottenere la Cassa integrazione straordinaria. Chiederemo garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e per la riqualificazione degli stabilimenti di Campi e Piacenza”.

Firmato: Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze

Notizia del: mer 27 set, 2017

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Malo (Campi Bisenzio): non si vede l'uscita dalla crisi, in arrivo nuove mobilitazioni dei lavoratori

Crisi Malo (Campi Bisenzio), attività della fabbrica alla paralisi: in arrivo nuove mobilitazioni dei lavoratori (sciopero e manifestazione). Cgil e Cisl di categoria: “L’azienda intende vendere i ‘gioielli di famiglia’, il negozio di via Montenapoleone a Milano, e dare all’esterno la licenza di produzione per i mercati esteri strategici”. Grossi dubbi sull'impegno della proprietà a cedere l’azienda come promesso, richiesta alla Regione di riattivare il Tavolo di Crisi

Crisi Malo (storica azienda di cashmere di Campi Bisenzio, 60 dipendenti da sommare ad altri 40 dello stabilimento emiliano di Borgonovo): a breve saranno annunciate da Filctem Cgil e Femca Cisl nuove iniziative di mobilitazione dei lavoratori (sciopero e manifestazione in vista).

Motivo: la perdurante mancanza di prospettive per l’azienda. Quest’ultima, negli ultimi incontri al Ministero, ha chiesto la Cassa Integrazione Straordinaria con esito negativo; nel Piano Industriale mancano gli investimenti necessari al rilancio degli stabilimenti produttivi, e la proprietà ha intenzione sia di vendere i “gioielli di famiglia”, cioè il negozio di via Montenapoleone a Milano, sia di dare all’esterno la licenza di produzione per il mercato estero di Cina e Usa. L’azienda ha inoltre chiesto al Tribunale di accedere al Concordato preventivo. Parallelamente, non si registrano passi avanti sull’impegno a cedere l’azienda stessa che la proprietà aveva preso. Attualmente, poi, non essendo stata fatta alcuna ricapitalizzazione, nella fabbrica di Campi Bisenzio si è alla paralisi dell’attività per mancanza di liquidi: non si possono produrre gli ordinativi, manca persino il filato.

Per tutte queste ragioni, e in particolare per il necessario impegno della proprietà a cercare di vendere l’azienda, Filctem Cgil e Femca Cisl hanno scritto ieri alla Regione per ottenere la riapertura del Tavolo di Crisi.

Firmato: Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze

Notizia del: ven 15 set, 2017

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Malo, riunito il tavolo in Regione: garantire risorse per le produzioni della nuova stagione

1 Agosto 2017

FIRENZE – Garantire subito risorse fresche per consentire la piena produzione per la prossima stagione e tenere aperte le prospettive produttive anche per quelle successive, in modo da favorire futuri assetti proprietari. E' stato questo l'invito che il consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, ha rivolto ai rappresentanti della Malo di Campi Bisenzio dal tavolo riunito stamani in palazzo Strozzi Sacrati. Alla riunione, oltre a sindacati e azienda, erano presenti anche l'assessore allo sviluppo economico di Campi Eleonora Ciambellotti e un rappresentante della Regione Emilia-Romagna, dove si trova l'altro stabilimento della Malo.

L'incontro era stato chiesto dalle organizzazioni sindacali in previsione della riunione, prevista a fine mese al Ministero del lavoro, per esaminare la richiesta della Malo di accedere alla cassa integrazione per crisi. I rappresentanti dell'azienda hanno spiegato che così si intende favorire l'ingresso di nuovi investitori in Malo.

Ed è proprio su questo aspetto che Simoncini ha chiesto a Malo l'impegno a dare certezze ai lavoratori determinando, attraverso un progetto industriale sostenuto da una compagine proprietaria rafforzata, le condizioni perché i sindacati  possano firmare l'accordo per la cassa integrazione e garanzie per il futuro produttivo dell'azienda.

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Malo, no alla ‘cassa’ straordinaria 

E i lavoratori pensano di occupare

Tensione all’assemblea: «Manca un vero piano industriale»

M. Serena Quercioli da la Nazione 20 Luglio 2017

AL RIENTRO dalle ferie, il 21 agosto, i dipendenti della Malo di Campi Bisenzio potrebbero andare direttamente in cassa integrazione. Lo scenario per i 60 lavoratori dello stabilimento di Capalle e per i 38 di Borgonovo Val Tidone si fa sempre più incerto, tanto che non escludono l’ipotesi di occupare la fabbrica. Oggi ci sarà un incontro fra azienda, rsu e sindacati per decidere delle ferie. La Malo dal 1973 produce capi di abbigliamento in pregiato cachemire ma nell’ultimo decennio ha vissuto passaggi di proprietà, ristrutturazioni aziendali e sussite un forte indebitamento, tanto che le materie prime come i filati vengono acquistate col contagocce. Ieri mattina assemblea in cortile per i dipendenti con i sindacati Cgil e Cisl del tessile. 

«Un’azienda come questa – ha detto Mirko Zacchei della Femca Cisl – deve ripartire dai lavoratori, metterli al centro della situazione. Non può pensare di mandar via la forza lavoro e poi vendere il marchio. Abbiamo già passato 10 mesi senza risposte, abbiamo effettuato le 48 ore di sciopero proclamate e utilizzato tutte le ore a disposizione per le assemblee, tanto che l’azienda lo fa persino notare in un momento in cui non acquistano neppure il filato». 

L’ATTUALE compagine della Malo è formata da imprenditori stranieri in cerca di un compratore: l’ultima ipotesi, avanzata al tavolo della Regione qualche settimana fa, era quella della cassa integrazione straordinaria ma non ci sarebbero i presupposti per ottenere l’assenso dal ministero. I dipendenti si stanno confrontando sulla possibilità di occupare l’azienda come segnale forte e inequivocabile per far sopravvivere questa realtà produttiva che è un’eccellenza in Italia e all’estero. Ieri i sindacalisti hanno illustrato come funziona l’occupazione. 

«La scelta della cassa integrazione straordinaria – ha detto Monica Biagiotti della Filctem Cgil – è inaccettabile perché mancano i presupposti, non c’è un piano industriale vero, non meramente finalizzato a chiedere l’ammortizzatore sociale. Inoltre, dall’advisor non sono ancora arrivate novità circa l’ingresso di nuovi soci o acquirenti». L’assemblea dei lavoratori ha deliberato di richiedere alla Regione l’attivazione del tavolo dell’unità di crisi, per ottenere risposte sul capitolo degli investimenti e su quello del possibile ingresso di nuovi soci o acquirenti.

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E' deciso, la Malo in vendita

il 10 luglio nuovo incontro

Ieri l’azienda ha confermato il proprio piano

M. Serena Quercioli da la Nazione 30 Giugno 2017

LA MALO è in vendita. Non ci sarà nessun piano di risanamento nè di investimenti, come annunciato nei mesi scorsi. Il gruppo di imprenditori stranieri che alcuni anni fa aveva rilevato la storica azienda di cachemire di Campi Bisenzio ieri ha annunciato di aver incaricato un «advisor» per la ricerca di un compratore. Ieri mattina, in Regione, si è svolto l’incontro fra sindacati Filctem Cgil-Femca Cisl di Firenze e i manager alla presenza dell’assessore Gianfranco Simoncini. Nel frattempo i dipendenti manifestavano in piazza Duomo. Erano presenti anche i delegati della Regione Emilia Romagna e i sindacati piacentini poichè uno stabilimento che occupa 38 persone è a Borgonovo (Piacenza) mentre in quello di Campi lavorano 60 persone. La Regione ha proposto di indire per il 10 luglio un altro incontro tra le parti con la presenza dell’advisor stesso, per fare il punto della situazione. 

«Promesse ne abbiamo sentite tante – commenta Alessandro Picchioni di Filctem Cgil Firenze – ci riserviamo di verificare quando ci saranno cose concrete. In attesa del 10 luglio manteniamo lo stato di agitazione, riservandoci la possibilità di agitazioni qualora l’azienda non mantenga gli impegni». La Malo potrebbe essere venduta totalmente o parzialmente (già mesi addietro i proprietari avevano annunciato la vendita dello stabilimento di Piacenza) e la domanda principale è: il nuovo proprietario sarà italiano o straniero? La Malo è nata in Italia nel 1973 dall’idea dei fratelli Canessa ma negli anni novanta è iniziato il periodo dei passaggi di proprietà a fondi di investimento stranieri e gradualmente è sopraggiunta la crisi finanziaria. La produzione della Malo intanto prosegue ma a ritmo lento.

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Vertenza Malo (Campi Bisenzio): un advisor in cerca di compratori. Presidio dei lavoratori a Firenze

Vertenza Malo (Campi Bisenzio): la dirigenza ha dato l’incarico ad un advisor per la cessione totale o parziale dell’azienda. Oggi a Firenze l’incontro istituzionale in Regione e il presidio dei lavoratori in piazza Duomo. Il 10 luglio nuovo summit. La Filctem Cgil: “Resta lo Stato di agitazione”

Vertenza Malo (storica azienda di cashmere in crisi con sede a Campi Bisenzio e a Borgonovo in provincia di Piacenza): oggi a Firenze si è svolto l’incontro tra Regione Toscana, Filctem Cgil-Femca Cisl di Firenze e azienda (presenti anche Regione Emilia Romagna e i sindacati piacentini). La dirigenza ha fatto sapere di aver dato mandato a un advisor per una cessione totale o parziale dell’azienda, e ha fatto capire che ci potrebbero essere già degli interessamenti. Alla luce di ciò, la Regione ha proposto di indire per il prossimo 10 luglio un altro incontro tra le parti con la presenza dell’advisor stesso, per fare il punto della situazione. Dice Alessandro Picchioni di Filctem Cgil Firenze: “Promesse ne abbiamo sentite tante, ci riserviamo di verificare quando ci saranno cose concrete. In attesa del 10 luglio manteniamo lo Stato di agitazione, riservandoci la possibilità di agitazioni qualora l’azienda non mantenga gli impegni”. In concomitanza dell’incontro istituzionale di oggi, i lavoratori della Malo hanno fatto un presidio in piazza Duomo davanti alla sede della Regione Toscana.

Notizia del: gio 29 giu, 2017

 

Vertenza Malo: il 29 giugno presidio dei lavoratori a Firenze durante la riunione del tavolo istituzionale

Vertenza Malo (azienda di cashmere di Campi Bisenzio): domani giovedì 29 giugno presidio dei lavoratori dalle 10 alle 12 in piazza Duomo 10 a Firenze davanti alla sede della Regione Toscana, in concomitanza della riunione del tavolo tra l’istituzione, l’azienda e Cgil-Cisl di categoria. Presenti anche Regione e sindacati dell’Emilia Romagna

Vertenza Malo: per la storica azienda di cashmere di Campi Bisenzio (con una sede anche a Borgonovo in provincia di Piacenza), in crisi da diversi mesi, domani giovedì 29 giugno è un giorno cruciale. Presso la sede della Regione Toscana è infatti previsto alle ore 10 l’incontro che vedrà al tavolo la Regione Toscana stessa con la Regione Emilia Romagna, l’azienda, i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl di Firenze e Piacenza. Nell’occasione, dalle 10 alle 12, è in programma un presidio dei lavoratori a Firenze in piazza Duomo 10 davanti alla sede della Regione Toscana. Al termine dell’incontro, i sindacalisti saranno a disposizione della stampa per illustrare i contenuti della riunione.

Notizia del: mer 28 giu, 2017

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Malo, la Regione convoca due nuovi incontri la prossima settimana

9 Giugno 2016

FIRENZE - La Regione convocherà due incontri, rispettivamente con i rappresentanti della società e con le organizzazioni sindacali, per affrontare in maniera organica i problemi dello stabilimento di Campi Bisenzio di Malo, prestigiosa azienda di abbigliamento con sede anche in Emilia. E' stato deciso oggi nel corso dell'incontro convocato dal consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini e al quale hanno partecipato i rappresentanti del Comune di campi Bisenzio, della Provincia di Piacenza, della Regione Emilia Romagna, delle organizzazioni sindacali toscane ed emiliane.

Simoncini ha informato i presenti degli incontri avuti nei giorni scorsi con il management aziendale dal quale è stato informato delle avvenute dimissioni del presidente e di una parte del consiglio di amministrazione di Malo. Attualmente sono in corso le procedure per il rinnovo del comnsiglio.

L'auspicio della Regione è quello che, la prossima settimana, possa essere presenti agli incontri convocati in Regione per venerdì 16 giugno, la nuova compagine aziendale.  In quell'occasione si potrà riaprire un confronto su un piano industriale credibile, che possa permettere, superando le preoccupazioni dei lavoratori, dare nuove garanzie di un rilancio dell'azienda.

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Presidio dei sindacati davanti alla Regione

da la Nazione 9 Giugno 2017

VERTENZA Malo: oggi alle 12 è previsto un incontro tra Regione e Filctem Cgil-Femca Cisl: nell’occasione, ci sarà un presidio dei lavoratori davanti alla sede della Regione Toscana in piazza Duomo.
L’azienda di cachemire che ha sede anche a Campi Bisenzio ha annunciato un piano di ristrutturazione che mette a rischio decide di posti di lavoro. Istituzioni e sindacati scendono in campo al fianco dei lavoratori.

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Tutti col fiato sospeso per "Malo"

Le lanterne accendono la speranza

Il 9 Giugno incontro decisivo

M. Serena Quercioli sul la Nazione 1 Giugno 2017

DUE SU quattro componenti del cda di Malo spa si sono dimessi e la situazione ora si complica. Tante piccole lanterne hanno illuminato ieri sera via Gattinella, la strada di Capalle dove lavorano i 60 dipendenti dell’azienda dei quali 20 rischiano già il posto di lavoro. I sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl insieme alla rsu hanno organizzato questa singolare manifestazione per «tenere accesa» la speranza sul futuro di Malo, impresa leader nella produzione di capi in cachemire. All’appello hanno risposto anche le forze politiche: il Pd, Sinistra Italiana, Forza Italia e l’assessore allo sviluppo economico Eleonora Ciambellotti.

«La Regione - dice Monica Biagiotti della Cgil - ha convocato le parti per il 9 giugno. Speriamo l’azienda si presenti. Intanto abbiamo saputo del cda dimissionario, il bilancio 2015 non è ancora chiuso, alcuni fornitori hanno fatto decreti ingiuntivi, lo stabilimento di Piacenza sarà chiuso. L’azienda è insomma alla deriva».

La regolarità nel pagamento degli stipendi non basta a tranquillizzare i dipendenti: da tempo chiedono un piano industriale, la ricapitalizzazione e poter continuare a produrre. La collezione primavera-estate 2018 infatti è già a rischio. Tutti gli addetti e molti familiari hanno aderito a questa protesta silenziosa ma luminosa perché Malo in fondo resta una stella del made in Italy.

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Malo, venerdì 9 giugno nuovo incontro in Regione con istituzioni e sindacati

30 Maggio 2017

FIRENZE – Convocato dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, venerdì 9 giugno si terrà un nuovo incontro sulla situazione di crisi della Malo di Campi Bisenzio.

Alla riunione, che si svolgerà in Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione, sono stati invitati le istituzioni locali e i rappresentanti sindacali degli stabilimenti di Campi e di Borgonovo (Piacenza).

Lanterne per la Malo: il 31 maggio presidio Rsu davanti alla sede dell'azienda a Campi Bisenzio

Lanterne per la Malo “per fare luce sulla crisi”: presidio di lavoratori, Rsu, Filctem Cgil e Femca Cisl davanti all’azienda (Campi Bisenzio, via della Gattinella 6) domani mercoledì 31 maggio alle 21. Sono invitate istituzioni, forze politiche e cittadinanza

I lavoratori della Malo accenderanno delle lanterne per rappresentare simbolicamente la propria volontà di fare luce sul futuro dell’azienda, che versa in un grave stato di crisi: occorrono soluzioni immediate. Tutti i cittadini, i lavoratori, i rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali, i rappresentanti delle forze politiche sono invitati a partecipare all'evento. Appuntamento coi lavoratori, Rsu, Filctem Cgil e Femca Cisl domani mercoledì 31 maggio alle ore 21 davanti alla sede della Malo a Campi Bisenzio (Firenze) in via Gattinella 6.

Notizia del: mar 30 mag, 2017

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Crisi Malo, un altro sciopero

I lavoratori bocciano il piano aziendale

M. Serena Quercioli da la Nazione 25 Maggio 2017

MALO, l’azienda non dà disponibilità alla Regione per l’apertura di un tavolo sulla crisi del marchio del cachemere, con sede a Campi Bisenzio e non è in grado nei prossimi giorni di indicare nemmeno una possibile ed eventuale data. Così lavoratori e le lavoratrici hanno effettuato un’ora di sciopero dalle 10 alle 11, con assemblea nel piazzale di via Gattinella. Lunedì 15 maggio, lo ricordiamo, i dipendenti di Campi e di Borgonovo (Piacenza) scioperarono per 8 ore con un sit-in davanti al negozio Malo in via Montenapoleone a Milano. 

«Occorrono investimenti ben più forti degli attuali 20 milioni in 18 mesi annunciati che servirebbero a malapena a coprire le perdite dei prossimi esercizi»: spiegano le rsu aziendali, Filtem Cgil e Femca Cisl si esprimono su queste difficoltà che durano da mesi. Nelle assemblee i lavoratori hanno bocciato il piano della dirigenza che prevede 20 esuberi a Campi Bisenzio e 38 a Borgonovo e proclamato un pacchetto di 20 ore di sciopero per dire ‘no’ ai tagli prospettati dall’azienda. «E’ già troppo tardi – dicono i sindacati –, una buona parte della collezione è stata pregiudicata per le conseguenze della mancata liquidità e non arriverà in tempo nei negozi. Così si intacca la fiducia dei consumatori».

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Malo (Campi Bisenzio), stamani un'ora di sciopero: l'azienda non dà una data alla Regione per un incontro

Malo (Campi Bisenzio), stamani un’ora di sciopero dei lavoratori con assemblea: l’azienda non sa dare alla Regione una data per un incontro

L’azienda non dà disponibilità immediata alla Regione per un incontro sulla crisi della Malo (marchio di cashmere, sede a Campi Bisenzio), e non è in grado nei prossimi giorni di indicare nemmeno una possibile ed eventuale data: per questo stamani i lavoratori e le lavoratrici hanno effettuato un’ora di sciopero dalle 10 alle 11, con assemblea nel piazzale antistante la sede.

LA VICENDA

“Occorrono investimenti ben più forti degli attuali 20 milioni in 18 mesi annunciati che servirebbero a malapena a coprire le perdite dei prossimi esercizi”. Così rsu aziendali, Filtem Cgil e Femca Cisl dopo lo sciopero del 15 maggio con presidio davanti al negozio di Milano, in via Montenapoleone. Nelle assemblee i lavoratori hanno bocciato all’unanimità il piano della dirigenza che prevede 20 esuberi a Campi Bisenzio (Firenze) e 38 nello stabilimento di Borgonovo Val Tidone (Piacenza), e proclamato un pacchetto di 20 ore di sciopero, per dire no ai tagli prospettati dall’azienda. Proseguono i sindacati: “E’ già fin troppo tardi, una buona parte della collezione è stata pregiudicata per le conseguenze della mancanza di liquidità e non arriverà mai in tempo nei negozi, c’è il rischio che si intacchi la fiducia dei clienti e dei consumatori, ultimo baluardo da tutelare, insieme alla specializzazione del lavoro, per dare un futuro all’azienda”. “Chiediamo – concludono - che si dia corso al piano ambizioso di riqualificazione delle produzioni che l’azienda stessa ci aveva presentato all’inizio del 2017, che attraverso l’acquisizione di produzioni ‘esterne’ ottimizzi le capacità produttive e i costi aziendali”.

Notizia del: mer 24 mag, 2017

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Malo, la preoccupazione dei sindacati
La Regione convocherà i vertici dell'azienda

C'è grande preoccupazione tra i lavoratori per il perdurare della situazione di crisi della Malo di Campi Bisenzio, dove la produzione va a ritmo estremamente ridotto per le difficoltà di liquidità della società. A manifestarla, durante l'incontro convocato oggi in Regione dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, sono stati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Gli stessi sindacati hanno anche informato di aver avanzato loro proposte sul piano di rilancio e rafforzamento della Malo presentato nelle settimane scorse dall'azienda.

A fronte di tutto ciò, Simoncini ha annunciato che la settimana prossima la Regione convocherà i vertici della Malo per un nuovo confronto che sarà poi seguito, successivamente, da un incontro in plenaria con tutti i soggetti coinvolti nella vicenda.

19/05/2017 18.26
Regione Toscana

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CAMPI I VENTI OPERAI SI SONO RITROVATI CON I COLLEGHI DI PIACENZA IN VIA MONTENAPOLEONE

Malo, i dipendenti manifestano a Milano

M. Serena Quercioli da la Nazione 16 Maggio 2017

LO STRISCIONE rosso dell’rsu e le bandiere di Cgil e Cisl ieri hanno sventolato in via Montenapoleone a Milano. I dipendenti fiorentini ed emiliani della Malo insieme ai sindacati Filctem Cgil Emilia Romagna e Piacenza, Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze hanno manifestato davanti alle vetrine del noto marchio di abbigliamento in cachemire. Lo stabilimento di Campi conta 60 dipendenti, quello di Borgonovo Val di Taro 38. Per quest’ultimo è stata annunciata la vendita mentre su Campi si prospettano 20 esuberi. Lavoratori e sindacati chiedono un piano industriale ed investimenti che possano garantire un futuro all’impresa. 

«Ad oggi – spiega la nota dei sindacati – quello che ci viene promesso sono soltanto coperture economiche appena sufficienti a ripianare i debiti e nessuna idea di prospettiva. La Malo produce capi di altissima qualità, grazie alla professionalità delle operatrici costrette a lavorare con macchinari obsoleti e materie prime che non arrivano perché l’azienda non onora i fornitori». Le sigle sindacali e l’Rsu intendono coinvolgere le due Regioni in un tavolo di crisi.

Ferma la replica di Malo: «L’azienda – scrive Malo spa in una nota – dichiara di essere sorpresa e ritiene tali iniziative ingiustificate dal momento che ha sempre accolto con favore le richieste di confronto da parte delle rappresentanze sindacali di Toscana ed Emilia. Come da accordi presi negli ultimi incontri, Malo è ancora in attesa di ricevere le proposte da parte di rsu e organizzazioni sindacali, che non sono mai pervenute. Tali iniziative pregiudicano seriamente il proseguimento delle relazioni tra l’azienda, sindacati, clienti, fornitori e tutti gli altri stakeholder della società, mettendo a serio rischio lo sviluppo di Malo». L’azienda ricorda, infine, di aver sempre rispettato le scadenze amministrative e gli impegni (stipendi) verso i lavoratori.

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Vertenza Malo (Campi Bisenzio), sciopero e presidio a Milano con lavoratori fiorentini ed emiliani

Vertenza Malo (Campi Bisenzio): stamani sciopero e presidio a Milano con lavoratori fiorentini ed emiliani. Cgil e Cisl di categoria intendono coinvolgere le due Regioni in un tavolo di crisi

Oggi in via Monte Napoleone a Milano, davanti al negozio della Malo, tutti i lavoratori dei due stabilimenti di Firenze e Borgonovo hanno manifestato la loro preoccupazione per il futuro del loro posto di lavoro.

Chiediamo da tempo un piano industriale di prospettiva ed investimenti che possano garantire un futuro all'impresa. Ad oggi quello che ci viene promesso sono soltanto coperture economiche appena sufficienti a ripianare i debiti e nessuna idea di prospettiva. La Malo produce filati in cachemire di altissima qualità, grazie alla professionalità delle operatrici costrette a lavorare con macchinari obsoleti e materie prime che non arrivano perché l'azienda non onora i fornitori.

Le sigle sindacali e le Rsu intendono coinvolgere le due Regioni in un tavolo di crisi a tutela dei 100 posti di lavoro quasi totalmente occupati da lavoratrici.

Le amministrazioni comunali e provinciali dei territori coinvolti hanno già manifestato la loro solidarietà ai lavoratori in lotta (stamani la partenza del pullman da Borgonovo Val Tifone è stata salutata dal sindaco che ha voluto manifestare la sua vicinanza alle lavoratrici e lavoratori).

Firmato: Filctem Cgil Emilia Romagna e Piacenza, Filctem Cgil Firenze, Femca Cisl Firenze

Notizia del: lun 15 mag

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Vertenza Malo: il 15 maggio sciopero con presidio davanti al negozio di Milano in via Montenapoleone

Il tempo delle promesse si è concluso, occorre urgentemente passare ai fatti, da mesi attendiamo una ricapitalizzazione che non arriva mai.

Nel corso delle recenti assemblee i lavoratori hanno bocciato all’unanimità il piano della dirigenza che prevede 20 esuberi a Campi e 38 nello stabilimento di Borgonovo Val Tidone e proclamato un pacchetto di 20 ore di sciopero, per dire no ai tagli prospettati dall'azienda.

Occorrono investimenti ben più forti degli attuali 20 milioni in 18 mesi annunciati che servirebbero a mala pena a coprire le perdite dei prossimi esercizi, ma, purtroppo, apprendiamo che il CDA non ha ancora deliberato nulla su questi 20 milioni, rimandando ulteriormente la ricapitalizzazione e la possibilità di far ripartire l'azienda.

E' già fin troppo tardi, una buona parte della collezione è stata pregiudicata per le conseguenze della mancanza di liquidità e non arriverà mai in tempo nei negozi, c'è il rischio che si intacchi la fiducia dei clienti e dei consumatori, ultimo baluardo da tutelare, insieme alla specializzazione del lavoro, per dare un futuro all'azienda.

Rivolgiamo l'ennesimo appello all'azienda che ha dichiarato di essere disposta ad accogliere richieste di confronto delle rappresentanze sindacali, chiediamo che si dia corso al piano ambizioso di riqualificazione delle produzioni che l'azienda stessa ci aveva presentato all'inizio del 2017, che attraverso l'acquisizione di produzioni “esterne” ottimizzi le capacità produttive e i costi aziendali.

Siamo determinati a portare avanti le nostre proteste ma, al contempo, disponibili a tornare al tavolo delle trattative nel caso arrivino i capitali e le opportune correzioni al piano aziendale. Per tutte queste ragioni, i lavoratori prcolamano 8 ore di sciopero per lunedì 15 maggio, con presidio nella tarda mattinata a davanti al negozio di Milano in via Montenapoleone.

Firmato: Rsu Malo Borgonovo e Campi Bisenzio, Filctem Cgil, Femca Cisl

Notizia del: lun 08 mag, 2017

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Crisi Malo, 20 ore di sciopero

Protesta in Via Montenapoleone

Sit in nel salotto buono di Milano contro 58 licenziamenti

M. Serena Quercioli da la Nazione 5 Maggio 2017

LA PROTESTA si annuncia di forte impatto: un presidio davanti al negozio Malo in via Montenapoleone. Nel salotto milanese un centinaio di lavoratori farà sentire la propria voce contro i licenziamenti. Ieri i 60 dipendenti di Capalle hanno bocciato all’unanimità il piano della dirigenza che prevede 20 esuberi a Campi e 38 nello stabilimento di Borgonovo Val di Taro. Proclamato un pacchetto di 20 ore di sciopero e le prime 8 ore la prossima settimana, appena pronti i permessi della questura di Milano, vedranno il sit in davanti alle vetrine del lusso per dire no ai tagli prospettati da Giedrius Pukas, imprenditore lituano che fa parte del gruppo dei proprietari di Malo.

«CON 20 esuberi – spiega Alessandro Picchioni della Filctem Cgil – si potrà risparmiare 1 milione di euro di stipendi, non di più. C’è un disavanzo da coprire di 6 milioni e i 20 milioni spalmati in 18 mesi serviranno solo alle spese contingenti e alla gestione ordinaria. La conseguenza è l’esternalizzazione delle produzioni, perciò respingiamo il piano dell’azienda e chiediamo di riqualificare le produzioni e tutelare l’occupazione investendo». I profili dei 20 esuberi ci sarebbero già, si tratta di addetti alla produzione e alla logistica con età media 40/50 anni: solo in due/tre casi ci può essere possibilità di prepensionamento. «E il cda – conclude Picchioni – non ha ancora deliberato nulla su questi 20 milioni». L’azienda che produce capi total look in pregiato cachemire replica con fermezza: «La Malo, che ha sempre accolto le richieste di confronto delle rappresentanze sindacali e delle Regioni Toscana ed Emilia Romagna, si dice sorpresa dalle ore di sciopero e dalla manifestazione proclamati da lavoratori e Cgil-Cisl, e ritiene che tali iniziative siano ingiustificate dal momento che, allo stato, nessuna decisione è stata presa formalmente». Malo sottolinea «l’impegno degli azionisti. E’ prevista una ricapitalizzazione da 20 milioni per sostenere i prossimi esercizi e supportare riorganizzazione e rilancio della società».

Fra i dipendenti c’è amarezza: «Ho visto colleghi piangere sul posto di lavoro perchè negli ultimi tempi è stato chiesto di produrre con più velocità ma non ci riuscivano. Perchè realizzare i capi con filati pregiati richiede tempo». Stefania, 47 anni, da 15 ogni giorno si fa la strada da Barberino di Mugello sino alla Malo dove entrò come operaia: «Quindici anni di lavoro vuol dire essere parte di una azienda. Ho iniziato con la smacchinatura, poi sono passata alle produzioni e al campionario. Ho imparato tanti punti di maglieria, siamo tutti lavoratori qualificati».

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Vertenza Malo (Campi Bisenzio): pacchetto di 20 ore di sciopero per dire no agli esuberi e per il rilancio

Vertenza Malo (Campi Bisenzio), 20 esuberi sulla sede fiorentina: le assemblee dei lavoratori e Cgil-Cisl varano un pacchetto di 20 ore di sciopero. Entro metà maggio previsto uno sciopero di 8 ore con manifestazione dei lavoratori a Milano nei pressi del negozio in via Montenapoleone

Vertenza Malo (azienda di cashmere di Campi Bisenzio): le assemblee dei lavoratori e Cgil-Cisl di categoria proclamano uno Stato di agitazione e varano un pacchetto di 20 ore di sciopero (valido sia per gli addetti della sede fiorentina sia per quelli della sede piacentina). Entro metà maggio è previsto uno sciopero di 8 ore con manifestazione di tutti i lavoratori a Milano nei pressi del negozio in via Montenapoleone.

4 Maggio 2017

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Crisi della Malo Assemblea per bloccare i venti esuberi

da la Nazione 3 Maggio 2017

MALO, esuberi in vista. Ieri incontro in Confindustria tra dirigenza e Cgil-Cisl: è emerso il piano che prevede 38 esuberi a Borgonovo (Pc) e 20 nella sede di via Gattinella a Capalle (oggi circa 60 dipendenti). Altro elemento che preoccupa sindacati e lavoratori: i 20 milioni di ricapitalizzazione serviranno per coprire il disavanzo finanziario e non come investimenti per il rilancio. La Malo, dal 1973, è leader nella produzione di capi in cachemire. Oggi il capitale è in mano a imprenditori stranieri.

Domani assemblea dei lavoratori a Campi, i sindacati respingono il piano: «Così si tagliano i costi produttivi con la conseguenza di esternalizzare le produzioni – dice Alessandro Picchioni della Filctem Cgil –. Il piano è un proseguimento dei tagli del passato. Alla Malo chiediamo di riqualificare le produzioni e tutelare l’occupazione investendo». A Campi solo due o tre dipendenti potrebbero essere ‘accompagnati’ alla pensione.
La Malo replica: «L’azienda è impegnata a proseguire le attività di sviluppo previste dal nuovo piano industriale e sottolinea l’impegno degli azionisti a sostenere la società attraverso l’iniezione di nuova finanza. E’ prevista, nei prossimi mesi, una ricapitalizzazione per un valore pari a circa 20 milioni per sostenere i prossimi esercizi e supportare la riorganizzazione e il rilancio della società».

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Malo (Campi Bisenzio): 20 esuberi, la Filctem Cgil si oppone. In arrivo mobilitazioni

Vertenza Malo (azienda di cashmere di Campi Bisenzio): oggi, presso la sede di Confindustria Firenze, si è svolto l’incontro tra dirigenza e Cgil-Cisl di categoria, da cui è emerso che gli annunciati 20 milioni di euro di ricapitalizzazione serviranno per coprire i disavanzi finanziari e non saranno usati come investimenti per il rilancio. Inoltre, la dirigenza prevede 38 esuberi sulla sede di Borgonovo (Piacenza) e 20 sulla sede fiorentina (che in totale conta oggi circa 60 dipendenti). “Così si tagliano i costi produttivi con la conseguenza di esternalizzare le produzioni. Respingiamo il piano dell’azienda, che è solo un proseguimento delle politiche di tagli del passato, e le chiediamo di riqualificare le produzioni e tutelare l’occupazione investendo. 

No agli esuberi, sì a investimenti veri”, dice Alessandro Picchioni di Filctem Cgil, che aggiunge: “Rileviamo anche che i 20 milioni di euro di cui si parla sono per ora sulla carta, ancora non sono passati al vaglio del Cda. Nei prossimi giorni faremo delle assemblee sindacali coi lavoratori per decidere iniziative di mobilitazione, attendiamo risposte dall’azienda”.

Notizia del: mar 02 mag, 2017

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Crisi Malo, rinviato il vertice

M. Serena Quercioli su la Nazione 28 Aprile 2017

MALO, l’incontro in Confindustria fra sindacati e proprietà è stato rinviato al 3 maggio per problemi della delegazione aziendale. Il lavoro nella sede di via Gattinella a Campi, circa 60 occupati, procede a piccoli passi. «Le nostre richieste – spiega Alessandro Picchioni della Filctem Cgil – restano di conoscere piano industriale e strategie occupazionali».

La Malo, nata nel ’73, produce abbigliamento in cachemire. Il gruppo negli anni è stato acquisito da fondi di investimento stranieri e ora fra i vertici aziendali c’è l’imprenditore russo Giedrus Pukas. «La Malo – prosegue Picchioni – ha una operatività minima, la produzione è in corso grazie a piccole iniezioni di capitale che permettono di pagare i fornitori dei filati ma tutto ciò è ben lontano da quello che può essere considerato un piano di rilancio come era stato annunciato». Il gruppo ha promesso investimenti per 25 milioni per il riposizionamento del brand Malo sui mercati mondiali.

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Rilancio Malo, missione in due anni

Nuovo summit sul piano industriale

Firenze, la sfida di Pukas. I sindacati: "Difficile che qualcuno investa"

M. Serena Quercioli da la Nazione 19 Aprile 2017

UN RILANCIO del marchio Malo a livello internazionale e la ricerca di una sostenibilità aziendale. Giedrius Pukas, imprenditore di origini lituane che si è formato negli Usa e nuovo presidente della Malo, azienda di Campi Bisenzio leader nella produzione di capi di abbigliamento in cachemere e il 27 aprile sarà a Firenze nel palazzo di Confindustria per un nuovo incontro con le parti sociali, dopo la presentazione del piano industriale alla Regione. Pukas, con il gruppo titolare della società, ha parlato di investimenti per 25 milioni nei prossimi due o tre anni per riportare Malo allo splendore di 15 anni fa. Lo stabilimento di Campi rientra fra le priorità: resterà centro di eccellenza e gli investimenti saranno destinati al restyling tecnologico, oltre che a delineare nuove linee di produzione, gestione delle risorse umane e marketing. Meno positive le notizie per lo stabilimento a Borgonuovo (Piacenza) dove lavorano 37 persone: qui si profila la possibilità per i dipendenti di rilevare l’azienda (continuando a lavorare per Malo) o trovare un gruppo disponibile ad acquisirlo. «La Malo – informa l’azienda tramite l’ufficio stampa – si è impegnata al massimo nel confronto sindacale e soprattutto la qualità del prodotto non è mai venuta meno. In gioco non ci sono solo i posti di lavoro, ma il rilancio del brand». 

La Malo occupa circa 60 addetti che, da mesi, vivono con apprensione per il loro futuro: da dicembre a marzo si sono susseguiti scioperi e presidi davanti ai cancelli per chiedere chiarezza sul piano industriale. I sindacati guardano con scetticismo ai progetti di Pukas: «Sono stati promessi 20/25 milioni di euro in 18 mesi – sottolinea Alessandro Picchioni, Filctem Cgil – ma è difficile credere che qualcuno possa finanziare l’azienda nell’immediato. La produzione per il 40/50% è già esternalizzata e se a Firenze verranno realizzati solo i campionari vorrebbe dire lavorare solo sei mesi l’anno. La produzione viene distribuita fra ditte di Emilia Romagna, Veneto e qualcosa in Toscana. Per Piacenza eravamo a conoscenza che il sito ha macchinari un po’ obsoleti e quindi c’è poco interesse a mantenerlo attivo. Hanno chiuso il negozio a Los Angeles, ma gli investimenti dovrebbero servire a raddoppiare il fatturato e puntare su determinati mercati». I filati sono stati recapitati dai fornitori nello stabilimento di via Gattinella anche se «contingentati», la produzione è ripartita ma lo scenario futuro resta nella penombra.

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Malo, presentato in Regione il piano di rilancio. Prosegue il confronto sul futuro dell'azienda

13 Aprile 2017

FIRENZE – Confronto stamani in Regione sul piano di rilancio e rafforzamento della Malo, la storica azienda di maglieria di Campi Bisenzio. Convocati dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, erano presenti l'assessore di Campi Bisenzio, Eleonora Ciambellotti, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della società.

E' stato il presidente del consiglio d'amministrazione della Malo, Giedrius Pukas, a illustrare le linee del piano, sulle cui basi proseguirà il confronto in sede sindacale.

La Regione, ha confermato Simoncini, rimarrà a disposizione delle parti per seguire tutta la fase di discussione e confronto sul futuro produttivo della Malo.

Alla riunione in Palazzo Strozzi Sacrati hanno partecipato anche i rappresentanti sindacali di categoria della provincia di Piacenza, dove, a Borgonovo, è attivo un altro stabilimento.

Vertenza Malo (Campi Bisenzio): l'azienda vuole esternalizzare, la Filctem Cgil dice no. Si apre trattativa

Malo (Campi Bisenzio): vertice in Regione, l’azienda vuole esternalizzare le produzioni. La Filctem Cgil dice no (“così è a rischio l’occupazione”): si aprirà un tavolo di trattativa nelle prossime settimane

Vertenza Malo, storica azienda di cashmere di Campi Bisenzio in mano a una holding russa: stamani si è svolto l’incontro tra Regione, sindacati e azienda. La dirigenza ha presentato un Piano industriale che prevede di esternalizzare le produzioni, sia nello stabilimento piacentino che in quello fiorentino. “Diciamo no a questa scelta, che metterebbe a rischio una parte dei circa 60 lavoratori di Campi. Abbiamo chiesto all’azienda di non procedere, chiediamo una prospettiva occupazionale, non vogliamo posti di lavoro a rischio”, dice Alessandro Picchioni di Filctem Cgil. L’azienda si è detta pronta ad ascoltare le controproposte sindacali prima di muoversi: ci saranno due incontri sindacati-dirigenza, nelle prossime settimane, cui seguirà un altro summit in Regione. Sempre la dirigenza stamani ha annunciato una ricapitalizzazione da 20 milioni di euro che tuttavia lascia Picchioni “scettico, perché è stata promessa da mesi ma ancora non si è vista”.

Notizia del: gio 13 apr, 2017

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Il futuro della Malo si deciderà il 13 aprile

Ieri sessanta addetti hanno scioperato per 8 ore

M. Serena Quercioli da la Nazione 29 Marzo 2017

MALO, i lavoratori dovranno aspettare il 13 aprile per sapere se l’azienda presenterà un piano industriale. E’ fissato per quella data il tavolo di concertazione negli uffici della Regione Toscana, con tutte le parti sociali e ieri i 60 addetti hanno scioperato per 8 ore con presidio davanti ai cancelli in via Gattinella a Capalle. La ricapitalizzazione che era stata annunciata per i primi dell’anno non c’è stata e il lavoro va avanti a ritmo ridotto del 50%. «Ci sono poche produzioni da fare – spiega Alessandro Picchioni della Cigl Filctem – perché la Malo è in arretrato con i pagamenti verso i fornitori i quali, di conseguenza, non hanno recapitato il filato per le nuove collezioni. Il danno si ripercuoterà sui negozi monomarca e su quelli serviti che non riceveranno la merce. E senza merce non si vende. Purtroppo c’è poca fiducia nella solidità dell’azienda, nonostante gli stipendi per ora sono stati pagati. La Malo ha proposto le le cosiddette ferie forzate ai lavoratori ma non lo riteniamo corretto: la preoccupazione è per il futuro dell’azienda e dei dipendenti, così non si può andare avanti». La Malo è un azienda leader in Italia nella produzione di capi di abbigliamento in pregiato cachemire, nata in Italia nel 1973 e passata attraverso varie proprietà tramite i «fondi di investimento». 

La qualità del prodotto in cachemire per fortuna non è mai scesa tanto che i negozi Malo sono ancora sparsi in tutto il mondo e nelle location di lusso ma i piani industriali proposti dagli ultimi due manager sono stati bocciati dalla proprietà. Perché? Perché richiedevano investimenti. Lo sciopero è stato proclamato dalla Cigl Filctem e dalla Cisl Femca e vede tutti i lavoratori, uomini e donne di età fra i 30 e i 50 anni, uniti per tentare di salvare questo brand. «Ci auguriamo – dice Gianluca Valacchi della Cisl Femca – di incontrare prima del 13 aprile i manager e la proprietà e che illustrino un valido piano industriale». I sindacati non escludono altre mobilitazioni prima del 13 aprile.

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Malo (Campi Bisenzio), sciopero e presidio davanti ai cancelli dell'azienda. Il 13 aprile incontro in Regione

Malo (azienda di cashmere con 60 addetti a Campi Bisenzio), oggi sciopero (adesione altissima) e presidio di lavoratori, Filctem Cgil e Femca Cisl davanti ai cancelli dell'azienda a Capalle. I sindacati: “L'azienda è a rischio. Attendiamo un Piano industriale”. Il 13 aprile incontro in Regione con la proprietà, possibili altre iniziative di lotta

Venerdì scorso i lavoratori della Malo (azienda in mano a una holding di soci russi che produce cashmere, con oltre 60 addetti a Campi Bisenzio) hanno scioperato un’ora per dire “no” alla condotta dell’azienda che vuole mettere i dipendenti in ferie forzate. Ma a preoccupare la Filctem Cgil e la Femca Cisl di Firenze è anche e soprattutto la situazione generale: l’azienda è in ristrettezza economiche (tanto da non poter rispettare le commesse perché manca il filo per tessere), si sono fatte scelte industriali sbagliate in passato, si attende la presentazione di un Piano industriale. “Il futuro dell’azienda è a rischio se non si trovano nuovi capitali”, dicono da Filctem Cgil e Femca Cisl. Che stamani, insieme ai lavoratori, hanno fatto un presidio di fronte ai cancelli dell'azienda in occasione della giornata di sciopero (adesione altissima). Il 13 aprile è previsto un incontro in Regione sulla vertenza: sarà presente anche la proprietà di Malo. Fino a quella data, i sindacati si riservano la possibilità di organizzare altre iniziative di lotta.

Notizia del: mar 28 mar, 2017

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Malo (Campi Bisenzio), 28 marzo sciopero e presidio davanti all'azienda che vuole mettere lavoratori in ferie forzate

Malo (azienda di cashmere con 60 addetti a Campi Bisenzio), domani martedì 28 marzo sciopero e presidio di lavoratori, Filctem Cgil e Femca Cisl davanti ai cancelli dell'azienda (ore 10-12, via della Gattinella 6, Capalle). I sindacati: “L'azienda è a rischio e vuole mettere i lavoratori in ferie forzate. Attendiamo un Piano industriale”Venerdì scorso i lavoratori della Malo (azienda in mano a una holding di soci russi che produce cashmere, con oltre 60 addetti a Campi Bisenzio) hanno scioperato un’ora per dire “no” alla condotta dell’azienda che vuole mettere i dipendenti in ferie forzate. Ma a preoccupare la Filctem Cgil e la Femca Cisl di Firenze è anche e soprattutto la situazione generale: l’azienda è in ristrettezza economiche (tanto da non poter rispettare le commesse perché manca il filo per tessere), si sono fatte scelte industriali sbagliate in passato, si attende la presentazione di un Piano industrial. “Il futuro dell’azienda è a rischio se non si trovano nuovi capitali”, dicono da Filctem Cgil e Femca Cisl. Per domani martedì 28 marzo è previsto un nuovo sciopero, stavolta per tutta la giornata, con presidio davanti ai cancelli dell’azienda (via della Gattinella 6, Capalle) dalle ore 10 alle ore 12.

Notizia del: lun 27 mar, 2017

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Scioperi alla Malo (Campi Bisenzio), l'allarme di Filctem Cgil e Femca Cisl Firenze. "Serve un Piano industriale"

Malo (azienda di cashmere con 60 addetti a Campi Bisenzio), oggi e martedì prossimo sciopero. Cgil e Cisl Firenze di categoria: “Manca il filo per tessere, l’azienda è a rischio e vuole mettere i lavoratori in ferie forzate. Serve un Piano industriale” Oggi i lavoratori della Malo (azienda in mano a una holding di soci russi che produce cashmere, con oltre 60 addetti a Campi Bisenzio) hanno scioperato un’ora per dire “no” alla condotta dell’azienda che vuole mettere i dipendenti in ferie forzate. Ma a preoccupare la Filctem Cgil e la Femca Cisl di Firenze è anche e soprattutto la situazione generale: l’azienda è in ristrettezza economiche (tanto da non poter rispettare le commesse perché manca il filo per tessere), si sono fatte scelte industriali sbagliate in passato, manca la presentazione di un Piano industriale che la dirigenza aveva promesso per la fine di marzo ma che è stata rinviata a data da destinarsi. “Il futuro dell’azienda è a forte rischio se non si trovano nuovi capitali, occorre il nuovo Piano industriale”, dicono da Filctem Cgil e Femca Cisl. Martedì 28 marzo è previsto un nuovo sciopero, stavolta per tutta la giornata, con presidio davanti ai cancelli dell’azienda.

Notizia del: ven 24 mar, 2017

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Malo, missione rilancio Cambia il direttore retail

da la Nazione 22 Febbraio 2017

ENTRO marzo Malo Spa, storico marchio italiano leader nella produzione di maglieria in cashmere di lusso, dovrà presentare il piano industriale. A partire proprio dal mese prossimo, Barbara Bonalumi in qualità di nuovo direttore retail. Spiragli dunque sulla crisi aziendale e sul destino dei 60 dipendenti dello stabilimento storico di Sesto Fiorentino. Bonalumi, 46 anni, proviene da Loro Piana, dove ha maturato un’esperienza di quindici anni ha lavorato anche in Calvin Klein come Store Manager a Milano e Londra. Giedrius Pukas, presidente di Malo Spa, è fiducioso. «La nomina di Barbara Bonalumi rientra nei piani di riposizionamento e rilancio a livello nazionale e anche internazionale».

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Malo, oggi incontro Regione, istituzioni, azienda, sindacati

25 Gennaio 2017

FIRENZE - Sarà convocato per i primi giorni di marzo il prossimo incontro fra Regione Toscana, rappresentanti dell'azienda Malo, istituzioni e organizzazioni sindacali per l'illustrazione del nuovo piano industriale. 

Prima di questa data sarà messo in calendario un incontro con la proprietà. Sono queste le novità emerse dall'incontro convocato oggi in Regione e al quale hanno partecipato, oltre al consigliere del Presidente Rossi Gianfranco Simoncini, il sindaco di Campi Emiliano Fossi e le organizzazioni sindacali aziendali e provinciali di categoria. 

L'incontro ha fatto seguito a due precedenti riunioni con azienda e sindacati per fare il punto sulle prospettive. Nel corso dell'incontro di stamani, i rappresentanti della società hanno fatto presente che si sta lavorando al nuovo piano industriale dell'azienda che sarà predisposto entro febbraio. I contenuti del piano saranno, come si è detto, illustrati nel corso dell'incontro già programmato per marzo.

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L’INCONTRO LA REGIONE HA CONVOCATO L’AZIENDA E HA OTTENUTO GARANZIE PER IL FUTURO

Malo, si riaccende la speranza per i sessanta lavoratori

da la Repubblica 12 Gennaio 2017

SCHIARITA sul futuro della Malo di Campi Bisenzio, storica eccellenza della produzione di cashmere di alta qualità, dopo il summit di ieri in Regione con la proprietà russa. «Non c’è alcuna crisi in atto, la Malo intende proseguire nell’attività di rafforzamento produttivo», è quanto hanno sostenuto i rappresentanti dell’azienda nel corso dell’incontro, a Palazzo Strozzi Sacrati, convocato dal consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini con il Comune di Campi Bisenzio, Confindustria. L’impegno per il rilancio e le iniziative per favorire una positiva ripresa delle relazioni sindacali saranno il fulcro di un nuovo incontro che si è deciso di convocare per il prossimo 25 gennaio. L’appuntamento si svolgerà sempre in Regione, con i rappresentanti aziendali, le organizzazioni sindacali, Confindustria e il Comune di Campi Bisenzio. Appena sarà possibile è previsto da Regione e Comune un nuovo incontro con la proprietà dell’azienda.

La Malo fa capo ad una holding russa. Sono 60 i dipendenti che lavorano nello stabilimento i Campi Bisenzio, mentre altri 30 lavoratori sono impiegati nella sede di Borgonovo, nel piacentino. L’allarme tra i lavoratori si era diffuso subito dopo Natale, a seguito di segnalazioni provenienti da fornitori dell’azienda che sostenevano di non essere stati regolarmente pagati. Secondo il sindacato, l’azienda, che opera nel settore dell’alta gamma, accumula perdite mensili pesanti e avrebbe avuto bisogno di una ricapitalizzazione da almeno 2 milioni di euro. Da qui lo sciopero del 27 dicembre per chiedere “chiarezza” alla proprietà, e il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento della piana fiorentina. «I lavoratori e le lavoratrici, che sono la maggioranza - affermarono in quella occasione Monica Biagiotti (Filctem-Cgil) e Mirco Zacchei (Femca-Cisl) - sono preoccupatissimi, delusi e allarmati. Il tempo stringe, l’azienda presenti un piano industriale di rilancio che risani la situazione: si sono persi troppi soldi negli ultimi due anni a causa di scelte industriali sbagliate ».

Le richieste di apertura del tavolo dell’unità di crisi della Regione e di convocazione non sono andati delusi. E nel primo incontro di ieri la Regione ritiene di aver ottenuto rassicurazioni sul futuro dell’azienda.

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Malo, fumata nera Incontro rinviato

da la Nazione 4 Gennaio 2017

CONVOCARE un incontro con gli amministratori della Malo nei primi giorni della prossima settimana, per capire le misure anticrisi da adottare per l’azienda. E’ l’impegno che Regione e Comune di Campi Bisenzio hanno preso ieri con i sindacati a conclusione dell’incontro con il consigliere Simoncini e il sindaco Fossi. I sindacati hanno espresso preoccupazione per la situazione dell’azienda di moda. Sono 60 i dipendenti del sito di Campi Bisenzio. Altri 30 lavoratori sono impiegati nel piacentino.

Crisi Malo, nella prossima settimana confronto con gli amministratori dell'azienda

3 Gennaio 2017

FIRENZE – Convocare un incontro con gli amministratori della Malo nei primi giorni della prossima settimana, per capire quali misure si intendano assumere per affrontare il grave stato di sofferenza dell'azienda. E' questo l'impegno che Regione Toscana e Comune di Campi Bisenzio hanno preso stamani con le organizzazioni sindacali a conclusione dell'incontro che si è tenuto a palazzo Strozzi Sacrati, presenti il consigliere per il lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini, e il sindaco Emiliano Fossi.

I rappresentanti sindacali hanno espresso la loro forte preoccupazione per la situazione della storica azienda fiorentina. In mancanza di un serio piano di rilancio industriale e di un adeguato piano di investimenti, hanno sostenuto, le prospettive della Malo potrebbero complicarsi ulteriormente e in tempi rapidi. Preoccupazione pienamente condivisa da Regione e Comune, che hanno subito annunciato l'iniziativa di un confronto con i vertici della società: occasione, ha precisato Simoncini, anche per affermare la disponibilità della Regione a sostenere, con gli strumenti a sua disposizione, l'obiettivo di salvaguardare l'occupazione e il patrimonio di competenze dell'azienda.

Sono 60 i dipendenti che lavorano nello stabilimento Malo di Campi Bisenzio. Altri 30 lavoratori sono impiegati nella sede di Borgonovo, nel piacentino

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