Home stampa la pagina

Indice argomenti e foto


Per stampare una parte della pagina (per es. un solo articolo) occorre: 1) evidenziare la parte da stampare;
2) Aprire il menù FILE e poi quello STAMPA; 3) scegliere SELEZIONE nella casella INTERVALLO DI STAMPA

 

altri articoli 2016

"L'involuzione della specie Ata": scuola, flash mob Flc Cgil a Firenze con allarme e rivendicazioni

“L’involuzione della specie Ata (Assistenti, Tecnici, Ausiliari), nuova frontiera del darwinisimo”: scuola, stamani a Firenze flash mob di Flc Cgil e lavoratori. “Troppi carichi di lavoro, istituti al collasso, vanno incrementati gli organici e va data la possibilità di sostituire il personale”. Le storie di Rosa, Giovanni e Francesco. Annunciata per settembre una grande mobilitazione

Un altro anno di scuola è passato... e niente è cambiato! Nelle scuole fiorentine lo stillicidio del personale Ata (Assistenti, Tecnici, Ausiliari) prosegue in modo implacabile:
1) i tagli all'organico hanno prodotto scuole al collasso, mancanza di vigilanza e assistenza degli alunni, lavoro che si accumula sulle scrivanie del personale di segreteria, assistenti tecnici che devono seguire più laboratori in contemporanea; rispetto all'anno scorso le scuole fiorentine hanno dovuto fare a meno di circa 40 collaboratori scolastici;
2) anche l'ultima Legge di Stabilità ha pensato bene di perpetuare la norma-capestro che impedisce la nomina di supplenti, sia per sostituire il personale delle segreterie (in sostanza mai sostituibile), sia per i collaboratori (per assenze inferiori a sette giorni);
3) la recente approvazione delle Deleghe previste dalla fallimentare legge 107/15 (la cosiddetta Buona Scuola) prevede aumento dei carichi di lavoro del personale, nuove competenze, nuovi e più gravosi incarichi, ovviamente senza formazione e senza riconoscimento economico.

La Flc Cgil stamani, davanti all’Ufficio Scolastico Regionale di Firenze, insieme ai lavoratori ha messo in scena un flash mob sul concetto de “l'involuzione della specie Ata”, che si adatta darwinianamente all'ambiente e alle circostanze, con lavoratori che arrivano fino ad avere a volte anche quattro gambe, cinque braccia e una capacità multitasking non banale: questo raffigurava, in disegni, il manifesto esposto durante l’iniziativa, all’interno della quale dei lavoratori hanno raccontato la propria storia. Come Rosa, Direttore amministrativo al Liceo Agnoletti di Sesto, che ha un collega assente da mesi e altri con cui dividersi i maggiori carichi di lavoro, tra varie difficoltà; come Giovanni, collaboratore scolastico dell’istituto Comprensivo di Rufina: “Negli anni che passano siamo sempre meno in servizio, con maggiori richieste di disponibilità e con più mansioni”; come Francesco, assistente tecnico del Sassetti Peruzzi di Firenze, che spiega come “ormai questa figura sia stata spostata dalla didattica alle manutenzioni, un vero e proprio cambio di professione”. Nell’occasione, sono state ribadite le richieste del sindacato a Usr e Ministero sul fronte Ata, dall’incremento degli organici alla possibilità di sostituire il personale fino ad una più equa distribuzione del lavoro. Infine, la Flc Cgil ha annunciato una grande mobilitazione sulla questione Ata per il prossimo settembre.

Notizia del: gio 08 giu, 2017

inizio pagina


Nuove cattedre vecchi problemi licei musicali i più penalizzati

In Toscana solo 115 insegnanti di ruolo. I sindacati protestano: “Non siamo soddisfatti dei numeri”

da la Repubblica 21 Maggio 2017

GLI alunni diminuiscono, ma arrivano nuovi insegnanti di ruolo. Sempre troppo pochi però, secondo i sindacati. Se l’anno scolastico è ormai agli sgoccioli, cominciano a trapelare i primi dati sul numero di cattedre in più previste a settembre in Toscana. Appena dieci giorni fa il ministero dell’Istruzione ha annunciato che in estate ci sarà un’infornata complessiva di 52mila docenti sul territorio nazionale, che si distribuiranno su 15.100 posti finora coperti da supplenti, 21mila rimasti liberi per pensionamenti e 16mila già vuoti perché non assegnati lo scorso anno. Cifre che sembrerebbero promettere bene ma che, a oggi, si traducono in pochi spiccioli per la nostra regione.

I posti aggiuntivi destinati a insegnanti di ruolo saranno 115 in tutta la Toscana. Questo significa che l’organico di diritto, vale a dire la platea di docenti che hanno un contratto a tempo indeterminato, passerà da 36.770 del 2016/17 a 36.885 del 2017/18. Le 115 nuove cattedre, però, dovranno essere suddivise tra le dieci province toscane e tra i diversi ordini di scuola, dalle materne alle superiori. A questa cifra vanno poi aggiunte le 24 cattedre in più destinate al sostegno.

«I numeri del sostegno sono ridicoli e daremo battaglia — promette Paola Pisano della Cgil Flc di Firenze — così non si riesce assolutamente a sopperire alla grande richiesta che c’è in Toscana. Basti pensare che lo scorso anno gli alunni disabili erano più di 12mila e molti di loro hanno avuto docenti privi dell’abilitazione specifica e con incarichi a termine ». Quanto alle cattedre destinate all’insegnamento delle materie, la distribuzione non è ancora stata decisa: «Per il momento sappiamo che di queste 115, circa 28 andranno alla scuola dell’infanzia — aggiunge Pisano — mentre le restanti 87 saranno smistate tra elementari, medie e superiori. La maggior parte sarà comunque destinata alle medie, visto che è l’unico ordine di scuola che ha registrato un incremento di alunni». Alle scuole medie della Toscana si sono iscritti 800 studenti in più rispetto allo scorso anno, anche se il dato fiorentino registra un -13. Il calo più sostanzioso c’è stato alle elementari, dove si parla di almeno mille bambini in meno in tutta la regione. «Le superiori sono più o meno stabili, anche se i dati oscillano in maniera vertiginosa da provincia a provincia — continua Pisano — a Firenze, per esempio, ci sono 600 studenti in meno, mentre a Livorno 200 in più».

Le scuole dovranno far sapere qual è il loro fabbisogno, poi starà all’ufficio scolastico distribuire i posti. Un lenzuolo da tirare tra le varie province che appare comunque troppo corto: «Non siamo soddisfatti dei numeri tanto decantati dal Miur — denuncia Silvana Boccara della Gilda di Firenze — il consolidamento delle cattedre è un primo passo avanti, ma ancora debole». A essere penalizzati, secondo Boccara, i licei musicali: «Il Miur ha dato l’autorizzazione a una sola sezione per provincia. Questo significa che molti insegnanti delle medie che già insegnano strumento al liceo, non potranno essere stabilizzati lì e continueranno a tenere virtualmente occupate cattedre di ruolo alle medie che potrebbero andare ad altri».

inizio pagina

Insegnanti di sostegno in Toscana soltanto 24 “Una cifra ridicola”

da la Repubblica 19 Maggio 2017

IN Toscana torna l’incubo del sostegno. Dopo il pasticcio di quest’anno, costato attese lunghissime ai 12.557 studenti disabili della regione che hanno visto comparire dopo mesi insegnanti spesso neppure abilitati, c’è il rischio che il prossimo settembre vada in scena un copione simile. Quel che sembra inevitabile è che più della metà dei docenti di sostegno continueranno a essere precari. Sì, perché dalle tabelle sulle nuove assunzioni comparse in via ufficiosa sul sito di Orizzonte Scuola, ma confermate dai sindacati, sono riportati numeri sconcertanti. «Delle 15.100 cattedre che il ministero dell’Istruzione ha deciso di trasformare in posti di ruolo, 3.600 sono quelle dedicate al sostegno — denuncia Bernardo Croci, coordinatore dell’Ande (Associazione nazionale docenti ed educatori) — peccato che su 3.600 posti a livello nazionale, in Toscana ce ne siano appena 24. Una cifra ridicola, se si considera che le province sono 10 e che questi insegnanti dovranno essere distribuiti sulle scuole di ogni ordine e grado, dalla materna alle superiori». In pratica, a settembre, ogni provincia toscana potrà contare su una media di 2 insegnanti di sostegno in più rispetto allo scorso anno. «I docenti di ruolo sul sostegno erano 4.810 e ora diventeranno 4.834 — precisa Croci — ma la platea complessiva degli insegnanti di sostegno in tutta la regione supera di gran lunga la cifra di 12mila.

Questo dimostra che la tanto sbandierata stabilizzazione dei precari e il rientro dei colleghi di sostegno spediti fuori regione era una bufala. Non ci vuole molto a capire che la maggior parte dei docenti che insegnano a ragazze e ragazzi con bisogni educativi speciali continueranno ad avere contratti a termine». Guardando alle regioni del sud, le cifre salgono: in Sicilia i posti di sostegno che passeranno da organico di fatto a organico di diritto (cioè precari che otterranno il ruolo) sono ben 837, in Campania 810, in Puglia 755, in Calabria 376 e in Basilicata 131. Più contenuti i numeri al centro-nord: 67 in Lombardia, 32 in Veneto, 31 in Piemonte, 29 in Emilia, 11 in Liguria. 

E i sindacati non nascondono le loro preoccupazioni: «Questi numeri non coprono assolutamente il fabbisogno necessario e pensavamo che i posti da destinare alla stabilizzazione degli insegnanti di sostegno fossero di più — commenta Daniele Monticelli, segretario regionale della Cgil Flc — è vero che vanno aggiunte le assunzioni sui pensionamenti, ma si tratta di numeri bassi, che non superano quota 40. Quanto alle 16mila cattedre in tutta Italia rimaste vacanti e da assegnare, vedremo che succede ma le prospettive non sono buone». (v.s.)

inizio pagina

Fuga di professori dalla Pieraccini

Si riunisce un gruppo di genitori allarmati dal gran numero di domande di trasferimento presentate da docenti: “La preside troppo autoritaria”
“Non ci sono più le condizioni per lavorare serenamente ma è una sconfitta dover lasciare”
“Se il problema sono io”, commenta la dirigente, “sappiano che ho chiesto di andarmene”

v.s. da la Repubblica 17 Maggio 2017

LA “grande fuga” degli insegnanti. Sono più di 15 i docenti dell’istituto comprensivo Pieraccini di Firenze che si preparano a fare la valigia e a salutare i propri alunni. Questa volta, però, non c’entra la voglia di riavvicinarsi a casa o il semplice desiderio di cambiare scuola. All’origine della richiesta dei trasferimenti ci sarebbero grossi dissapori con la preside, Maria Luisa Rainaldi. «Non ci sono più le condizioni per lavorare serenamente – spiega un insegnante – sono anni che io e altri colleghi prestiamo servizio in questa scuola e certamente viviamo come una sconfitta il dover abbandonare i nostri studenti. Però, non vediamo altra via d’uscita per continuare a fare il mestiere che ci piace nel modo migliore possibile ». Sarebbero diversi gli episodi che hanno portato a un muro contro muro tra dirigenza e personale. C’è chi ha preferito rinunciare a portare i ragazzi in gita, chi è stato costretto a lasciare certi incarichi e chi si è visto togliere progetti che seguiva da anni. Per non parlare del numero degli studenti bocciati, che sarebbe diminuito “troppo drasticamente”. Un segnale di malcontento che aveva fatto capolino già lo scorso anno, quando l’intero consiglio d’istituto si era dimesso per divergenza di vedute. La preside, che preferisce non scendere nel merito, commenta: «La mia priorità è sempre stata la serenità della scuola e se qualcuno ha interesse a fare clamore, io richiamo tutti a pensare alla tranquillità dei ragazzi».

A confermare l’anomalia del numero spropositato di richieste di trasferimento anche la Cgil di Firenze: «Non capita tutti i giorni di avere una fuoriuscita così grande di insegnanti dalla stessa scuola – conferma Paola Pisano – 15 docenti della Pieraccini si sono rivolti a noi per avere un aiuto nel compilare la domanda, ma è una cifra indicativa considerando che c’è chi potrebbe essersi rivolto ad altri sindacati o chi potrebbe aver fatto tutto autonomamente». A far scattare il sospetto che le richieste non siano casuali anche il profilo dei docenti: «Sono tutti insegnanti di ruolo che lavorano lì da tanti anni. C’è poi chi ha parlato esplicitamente della difficoltà di rapporti con la preside». Gli insegnanti hanno comunque tempo fino a giugno per fare un passo indietro e ritirare la domanda. Intanto alcuni genitori proprio ieri hanno convocato un’assemblea generale per parlare della questione: «Siamo preoccupati e non vorremmo rinunciare ai nostri insegnanti – commenta la mamma di uno studente delle medie – in una classe ci sono ben 4 docenti che hanno chiesto di andarsene. Questo vuol dire salutare degli ottimi insegnanti di italiano, matematica, inglese, educazione tecnica solo perché la dirigente scolastica tende a imporre la propria volontà». Nelle scorse settimane a scuola è arrivato anche un ispettore dell’ufficio scolastico e, dopo che se n’è andato, ad alcuni degli insegnanti è stata ricordata la possibilità di chiedere il trasferimento. Un “suggerimento” vissuto come un vero e proprio invito ad andarsene. I genitori promettono di inviare una lettera all’amministrazione per fermare l’esodo. Mentre la preside, annuncia: «Se il problema sono io, questi insegnanti possono tranquillamente decidere di cambiare idea, visto che ho intenzione di chiedere io stessa il trasferimento per motivi personali».

inizio pagina