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altri articoli 2016

Graduatorie fatte il 15 settembre gli insegnanti saranno in classe
L’ufficio scolastico regionale assicura “Stavolta nessuna caccia al docente” In Toscana 3.184 i nuovi assunti

VALERIA STRAMBI su la Repubblica 4 Agosto 2017

IL 15 settembre tutti gli insegnanti, o quasi, saranno in classe. E i presidi non dovranno andare a caccia di professori fino a Natale. Si tratterebbe di una conquista non da poco, considerando che lo scorso anno e quello prima ancora molti studenti della Toscana hanno dovuto aspettare settimane o persino mesi prima di vedere arrivare il docente “ufficiale”, con la conseguenza di ritrovarsi con la cattedra vuota o con supplenti che cambiavano in continuazione. A rassicurare presidi e genitori è Domenico Petruzzo in persona, direttore generale dell’ufficio scolastico della Toscana: «Quest’anno non pensiamo di avere le criticità del passato spiega - se l’anno scorso abbiano nominato i ruoli solo il 13 settembre, questa volta abbiamo già concluso tutte le graduatorie del concorso e fatto le nomine per la secondaria, l’infanzia e la primaria. Per quanto riguarda le graduatorie a esaurimento provinciali, invece, dopo aver fatto lo scorrimento entro l’8 agosto, i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 12 per individuare dal curriculum i docenti più consoni al progetto del proprio istituto».

Una tabella di marcia serrata, voluta dal Miur proprio per evitare il caos dello scorso anno. «La macchina si è messa in moto per tempo e la procedura online ha agevolato le operazioni, anche se c’è stato qualche errore che stiamo verificando in queste ore conferma Alessandra Faini della Cgil Flc regionale - il problema è che questa fretta ha richiesto un lavoro enorme per le segreterie e lo stesso personale degli uffici scolastici deve lavorare giorno e notte. A Lucca c’è anche chi è stato richiamato dalle ferie».

In tutta la Toscana, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, sono 3.184 i nuovi insegnanti assunti che si preparano a prendere servizio. A questi si aggiungono i 532 del sostegno, dei quali appena 24 alle superiori. Grande infornata di docenti di educazione fisica (79 alle medie e 86 alle superiori), ma anche di matematica (224 alle medie e 44 alle superiori, cui si sommano i 61 di matematica e fisica). Per inglese 60 assunzioni alle medie e 68 alle superiori, per latino e greco solo 6. Dodici i posti per chi insegna discipline giuridiche e 5 per storia dell’arte.

Dopo aver riempito le caselle dei “posti fissi” restano però da assegnare le supplenze: «Per il 1 settembre approveremo le nuove graduatorie di istituto - aggiunge Petruzzo - che non si aggiornavano da tre anni». Fine dell’incubo per i presidi che proprio non riuscivano a trovare insegnanti di materie scientifiche? «Staremo a vedere - conclude Faini - sappiamo che le domande sono state tantissime, ma ancora ignoriamo su quali materie».

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Sostegno: i prof assunti sono solo 24

Uno a Firenze, due ad Arezzo, cinque a Pisa, nessuno a Siena e Grosseto. I sindacati: “Da settembre sarà il solito balletto di supplenti”. Per coprire i posti i presidi dovranno ricorrere a docenti non formati o a neolaureati
Su 9.990 cattedre in tutta la Toscana, meno della metà sono riservate al ruolo

VALERIA STRAMBI su la Repubblica 2 Agosto 2017

RAPPRESENTANO il loro collegamento con il mondo esterno. Li fanno divertire, interessare, riescono ogni giorno ad accendere una luce nei loro occhi e nei loro cuori. Non semplici insegnanti di sostegno, ma compagni di avventure. Eppure a settembre la maggior parte degli studenti disabili della Toscana troverà in cattedra docenti “stagionali”. Un anno insieme e poi di nuovo i saluti. Un copione che si ripete ormai da troppo tempo, ma che quest’anno avrebbe dovuto essere diverso grazie alle quasi 52mila assunzioni annunciate dal ministero dell’Istruzione e grazie alla lunga lista di docenti di sostegno che avevano vinto il concorsone nel 2016 e che non aspettavano altro che di prendere servizio nelle scuole della regione. E invece è arrivata una nuova beffa e a rimetterci di più saranno gli insegnanti di sostegno delle superiori, che si preparano ad affrontare un’altra annata in ‘stand by’.

In tutta la Toscana sono solo 24 le nuove assunzioni per licei e istituti tecnici e professionali: appena una a Firenze, due ad Arezzo, due a Livorno, tre a Lucca, due a Massa Carrara, cinque a Pisa e cinque a Pistoia — le più fortunate — quattro a Prato e nemmeno una a Siena e a Grosseto. «Sono numeri assurdi, che non riescono in alcun modo a garantire stabilità ai più di 12mila alunni disabili che studiano in Toscana — accusa Bernardo Croci, coordinatore dell’Ande (Associazione nazionale docenti ed educatori) — pur avendo un grande bacino di personale specializzato e formato, il Miur ha preferito far rimanere tutto nella precarietà. Le scuole dovranno attingere a supplenti non abilitati o andare a caccia di neolaureati all’interno delle università, esattamente come è successo lo scorso anno, con la conseguenza di disorientare ancora di più i ragazzi».

Uno scenario che, secondo i sindacati, porterà gli stessi problemi dello scorso anno: «La situazione si ripresenta critica — conferma Daniele Monticelli, segretario generale della Cgil Flc Toscana — perché a fronte di un’esigenza sempre maggiore di insegnanti di sostegno con le competenze necessarie per seguire i ragazzi disabili, si è risposto con 24 misere assunzioni alle superiori e con altre 24 trasformazioni di posti precari in posti di ruolo. A settembre si ricomincerà così con il solito balletto delle supplenze». Su 9.990 posti destinati agli insegnanti di sostegno in tutta la Toscana, più della metà andranno a precari: 5.156 contro i 4.834 riservati al ruolo. A Firenze, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, sono 1.172 le caselle da riempire con i supplenti, ad Arezzo 511, a Grosseto 297, a Livorno 480, a Lucca 596, a Massa Carrara 274, a Pisa 674, a Pistoia 534, a Prato 345 e a Siena 270. 

Ma le scuole dove andranno a prenderli? «Nella migliore delle ipotesi i supplenti saranno gli stessi vincitori del concorso che si troveranno ancora a fare i precari pur avendo superato la selezione — precisa Croci — in tutti gli altri casi, invece, si tratterà di docenti privi di abilitazione sul sostegno e quindi inadeguati a seguire i ragazzi disabili». Ma il paradosso più grande è che i docenti di sostegno già assunti, con tanto di abilitazione e anni di esperienza alle spalle, non mancherebbero. «L’anno scorso 30 colleghi di Firenze delle superiori sono stati spediti in nord Italia a causa dell’errore commesso dall’algoritmo del Miur — rivela Croci — Quest’anno si è tentato di rimediare attraverso la mobilità straordinaria, che in teoria avrebbe dovuto permettere a queste persone di fare ritorno stabile nella loro regione. Su 30 richieste, ne sono state soddisfatte zero. 

La maggior parte sono rimasti a Gorizia o a Verona, e soltanto in sei sono stati dirottati sulla Toscana, a Prato e Pistoia». L’ultima carta da giocare per questi insegnanti è chiedere l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria, vale a dire ottenere dal Miur un ulteriore anno di ‘permesso’ per rimanere a Firenze: «Purtroppo i criteri sono molto più stringenti di prima — spiega Croci — se l’anno scorso bastava avere una zia in città per fare richiesta, ora occorre avere una parentela di primo grado o essere sposati o conviventi. Il timore è che docenti assunti e specializzati debbano davvero fare le valigie e salutare i loro studenti, mentre qui ce ne sarebbe un bisogno vitale».

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Pensionamenti e concorso fantasma scuole senza presidi

Molti istituti rischiano di non avere dirigente scolastico Chi ha già un incarico principale dovrà tappare i buchi

“A Firenze la situazione non è mai stata così grave” afferma Paola Pisano della Cgil Flc

Valeria Strambi su la Repubblica 12 Luglio 2017

BANCHI vuoti, corridoi silenziosi e lavagne senza neppure una scritta. Se in questi giorni d’estate nelle scuole non c’è traccia di studenti, a settembre a mancare potrebbero essere i presidi. Sempre più istituti della Toscana rischiano infatti di ritrovarsi senza un dirigente scolastico “fisso”. Com’è possibile? Complici i tanti pensionamenti e l’assenza di una data certa per il prossimo concorso che dovrebbe reclutare nuovi presidi, le poltrone restano scoperte, e a “tappare i buchi” dovranno essere dirigenti che hanno già un incarico principale su un altro istituto. Con il risultato di trascorrere un paio di giorni in una scuola e gli altri quattro in un’altra anche molto lontana o, peggio, di dover risolvere i problemi attaccandosi al telefono.

«A Firenze la situazione non è mai stata così grave — denuncia Paola Pisano, segretaria provinciale della Cgil Flc — quest’anno le scuole in reggenza erano 18 su 108, a settembre aumenteranno sicuramente, considerando che 15 presidi sono andati in pensione. Assurdo che quasi un terzo dei nostri istituti non abbia un proprio dirigente. La buona scuola che affidava ai presidi enormi responsabilità sull’efficienza e l’efficacia del sistema scolastico, finisce per lasciare le scuole senza dirigenti». La speranza è che da qui all’inizio dell’anno vengano assunti nuovi presidi attingendo alle graduatorie — non ancora esaurite — di altre regioni d’Italia, così come avvenuto in passato, ma anche questo potrebbe non bastare: «Lo scorso anno sono arrivati otto presidi da Napoli, ma non è detto che anche questa volta si riescano a trovare persone che accettino di venire qua», aggiunge Pisano.

Quel che è certo è che a settembre cambieranno le cose per molte scuole toscane. A chiedere e ottenere il trasferimento da un istituto all’altro sono stati ben 46 dirigenti scolastici in tutta la regione. A Firenze resta senza preside il comprensivo Compagni-Carducci, guidato fino a oggi dalla professoressa Lucia Bacci, che lascia per andare a dirigere i licei “Giovanni da San Giovanni” a San Giovanni Valdarno. Ma la ex “scuola dell’amianto” che nel giro di un anno dovrebbe rinascere come un istituto all’avanguardia con tanto di serra biodinamica e teatro all’aperto, non sarà l’unica ad andare in reggenza. Rimangono senza preside anche il comprensivo Puccini e il comprensivo Pieraccini di Firenze: quest’ultimo, proprio nei mesi scorsi, era stato al centro delle polemiche perché 15 insegnanti avevano chiesto il trasferimento per “scappare” dalla preside. 

La dirigente, Maria Luisa Rainaldi, prenderà il posto di Marco Panti — che va in pensione — al comprensivo Caponnetto di Bagno a Ripoli. Andrà in pensione anche Valerio Vagnoli, che dopo anni lascia lo scettro dell’istituto alberghiero Saffi di Firenze a Francesca Lascialfari, che a sua volta cede il Salvemini — Duca D’Aosta a Luca Stefani, ex preside del comprensivo di Rufina. Anche il liceo artistico di Porta Romana cambia di nuovo guida: dopo la parentesi di un anno con Angela Pecetta (che va in pensione), si prepara alla dirigenza di Laura Lozzi, che viene dalla direzione didattica di Empoli. In pensione anche Giulio Mannucci, preside della scuola nella quale ha insegnato per anni Agnese Renzi: il Balducci di Pontassieve, che ora passa a Claudio Ermini. Infine, saluta la sua scuola per andare in pensione anche Annamaria Gabellini, preside dell’istituto Elsa Morante- Ginori Conti. Cambiamenti in vista anche ad Arezzo, dove Alessandro Artini, che in questi mesi ha guidato la protesta contro la valutazione dei presidi e l’aumento esponenziale delle incombenze burocratiche, si sposta dall’Isis Buonarroti-Fossombroni all’Itis Galilei.

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Liceo musicale, boom di richieste

Impossibile accontentare tutti

E gli studenti scendono in piazza

Elettra Gullè su la Nazione 7 Luglio 2017

I RAGAZZI sono bravissimi a suonare. Invece il Ministero dovrebbe proprio ‘cambiare musica’.
Il liceo musicale Dante raccoglie sempre più consensi, ma non passa anno senza che qualche ragazzo debba rinunciare al suo sogno, dato che una scuola simile non esiste in tutta la nostra provincia. Per il prossimo anno scolastico ci sono 71 domande, ma le sezioni che saranno concesse sono appena due. Ecco perché ieri mattina sono scesi in piazza Cgil e Cisl che, insieme a docenti e studenti, hanno lanciato un appello alle istituzioni scolastiche affinchè sia concessa quella sezione in più che consentirebbe a tutti i ragazzi di proseguire lo studio della musica. Allievi e professori hanno messo in scena un presidio-concerto davanti alla sede di piazza della Vittoria. Un modo per dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, che il musicale fiorentino è una vera eccellenza.

“Perché interrompere un percorso così bello e coinvolgente?”, si domandano, indignati, i sindacati. “L’ennesima beffa – accusa Paola Pisano dell’Flc-Cgil -. Dopo i vari proclami della Buona scuola, che doveva incentivare le arti e sostenere le inclinazioni dei ragazzi, eccoci qua a denunciare per l’ennesima volta tagli su tagli”.

Sono dieci gli aspiranti allievi del musicale che stando così le cose rimarranno fuori. Mentre chi sarà ammesso dovrà studiare in due “classi-pollaio”. “Invece, soprattutto in un istituto come questo occorre che le classi non diventino ghetti sovraffollati”, aggiunge Antonella Velani della Cisl. Oltretutto al musicale ci sono il 30% di allievi con certificazioni di vario tipo.

“Siamo riusciti a risolvere il problema della stabilizzazione dei docenti, ma non quello dell’accoglienza – prosegue Velani -. È da sette anni che il musicale è costantemente in crescita”.

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Scuola: sindacati, serve nuova sezione liceo musicale Firenze

Attivare una terza sezione per la prima superiore del liceo musicale Dante di Firenze: è l'obiettivo dell'appello rivolto da Cisl Scuola e Flc-Cgil, insieme a docenti, famiglie e agli alunni dell'istituto, alle forze politiche e istituzionali. Per lanciarlo, oggi, i sindacati hanno dato vita a un presidio davanti alla sede del liceo, in piazza della Vittoria, con un concerto tenuto dai docenti, "che - è stato evidenziato - sono musicisti e concertisti affermati". 

"Occorre che le classi - hanno spiegato Antonella Velani della Cisl Scuola e Paola Pisano della Flc-Cgil - non diventino ghetti sovraffollati, nei quali la cura e l'attenzione verso tutte le individualità siano subordinate alla pura e semplice sopravvivenza". A fronte di 64 iscritti in entrata per l'anno scolastico 2017/18, e di 7 alunni in attesa di ammissione, con sole due classi prima "si renderà impossibile l'accesso a tutti i richiedenti - è stato ancora spietato dai sindacati - o, in alternativa, si andranno a costituire classi prime in clamoroso sovraffollamento, con grande difficoltà di gestione quotidiana delle lezioni".(ANSA).

Notizia del: gio 06 lug, 2017

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Liceo Musicale 'sold-out' a Firenze, presidio-concerto docenti contro numero chiuso e/o classi pollaio

Domani giovedì 6 Luglio, ore 11,00-13, piazza della Vittoria, Firenze. Presidio-concerto dei docenti, musicisti e concertisti affermati, contro il rischiodel numero chiuso e/o delle classi pollaio. Incontro stampa con Cisl Scuola e Flc Cgil alle ore 12,00
Presidio ‘musicale’ domani mattina, giovedì 6 luglio, in piazza della Vittoria a Firenze, davanti al Liceo Musicale Dante, per scongiurare il rischio del numero chiuso o delle classi pollaio.

Questa è infatti l’alternativa di fronte all’incapacità del sistema scolastico di gestire il successo, in termini di iscrizioni, del Liceo Musicale.
Un paradosso contro il quale si mobilitano, con il sostegno dei sindacati di categoria, i docenti del Liceo, che sono anche musicisti e concertisti affermati e che domani mattina, dalle 11,00 alle 13,00, terranno un singolare presidio-concerto davanti alla sede del Liceo.
Alle 12,00 i docenti e i rappresentanti di Flc-Cgil e Cisl Scuola incontreranno la stampa per spiegare nel dettaglio la situazione vissuta in questi anni dal Liceo Musicale e per lanciare il loro appello all’amministrazione.

Notizia del: mer 05 lug, 2017

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"L'involuzione della specie Ata": scuola, flash mob Flc Cgil a Firenze con allarme e rivendicazioni

“L’involuzione della specie Ata (Assistenti, Tecnici, Ausiliari), nuova frontiera del darwinisimo”: scuola, stamani a Firenze flash mob di Flc Cgil e lavoratori. “Troppi carichi di lavoro, istituti al collasso, vanno incrementati gli organici e va data la possibilità di sostituire il personale”. Le storie di Rosa, Giovanni e Francesco. Annunciata per settembre una grande mobilitazione

Un altro anno di scuola è passato... e niente è cambiato! Nelle scuole fiorentine lo stillicidio del personale Ata (Assistenti, Tecnici, Ausiliari) prosegue in modo implacabile:
1) i tagli all'organico hanno prodotto scuole al collasso, mancanza di vigilanza e assistenza degli alunni, lavoro che si accumula sulle scrivanie del personale di segreteria, assistenti tecnici che devono seguire più laboratori in contemporanea; rispetto all'anno scorso le scuole fiorentine hanno dovuto fare a meno di circa 40 collaboratori scolastici;
2) anche l'ultima Legge di Stabilità ha pensato bene di perpetuare la norma-capestro che impedisce la nomina di supplenti, sia per sostituire il personale delle segreterie (in sostanza mai sostituibile), sia per i collaboratori (per assenze inferiori a sette giorni);
3) la recente approvazione delle Deleghe previste dalla fallimentare legge 107/15 (la cosiddetta Buona Scuola) prevede aumento dei carichi di lavoro del personale, nuove competenze, nuovi e più gravosi incarichi, ovviamente senza formazione e senza riconoscimento economico.

La Flc Cgil stamani, davanti all’Ufficio Scolastico Regionale di Firenze, insieme ai lavoratori ha messo in scena un flash mob sul concetto de “l'involuzione della specie Ata”, che si adatta darwinianamente all'ambiente e alle circostanze, con lavoratori che arrivano fino ad avere a volte anche quattro gambe, cinque braccia e una capacità multitasking non banale: questo raffigurava, in disegni, il manifesto esposto durante l’iniziativa, all’interno della quale dei lavoratori hanno raccontato la propria storia. Come Rosa, Direttore amministrativo al Liceo Agnoletti di Sesto, che ha un collega assente da mesi e altri con cui dividersi i maggiori carichi di lavoro, tra varie difficoltà; come Giovanni, collaboratore scolastico dell’istituto Comprensivo di Rufina: “Negli anni che passano siamo sempre meno in servizio, con maggiori richieste di disponibilità e con più mansioni”; come Francesco, assistente tecnico del Sassetti Peruzzi di Firenze, che spiega come “ormai questa figura sia stata spostata dalla didattica alle manutenzioni, un vero e proprio cambio di professione”. Nell’occasione, sono state ribadite le richieste del sindacato a Usr e Ministero sul fronte Ata, dall’incremento degli organici alla possibilità di sostituire il personale fino ad una più equa distribuzione del lavoro. Infine, la Flc Cgil ha annunciato una grande mobilitazione sulla questione Ata per il prossimo settembre.

Notizia del: gio 08 giu, 2017

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Nuove cattedre vecchi problemi licei musicali i più penalizzati

In Toscana solo 115 insegnanti di ruolo. I sindacati protestano: “Non siamo soddisfatti dei numeri”

da la Repubblica 21 Maggio 2017

GLI alunni diminuiscono, ma arrivano nuovi insegnanti di ruolo. Sempre troppo pochi però, secondo i sindacati. Se l’anno scolastico è ormai agli sgoccioli, cominciano a trapelare i primi dati sul numero di cattedre in più previste a settembre in Toscana. Appena dieci giorni fa il ministero dell’Istruzione ha annunciato che in estate ci sarà un’infornata complessiva di 52mila docenti sul territorio nazionale, che si distribuiranno su 15.100 posti finora coperti da supplenti, 21mila rimasti liberi per pensionamenti e 16mila già vuoti perché non assegnati lo scorso anno. Cifre che sembrerebbero promettere bene ma che, a oggi, si traducono in pochi spiccioli per la nostra regione.

I posti aggiuntivi destinati a insegnanti di ruolo saranno 115 in tutta la Toscana. Questo significa che l’organico di diritto, vale a dire la platea di docenti che hanno un contratto a tempo indeterminato, passerà da 36.770 del 2016/17 a 36.885 del 2017/18. Le 115 nuove cattedre, però, dovranno essere suddivise tra le dieci province toscane e tra i diversi ordini di scuola, dalle materne alle superiori. A questa cifra vanno poi aggiunte le 24 cattedre in più destinate al sostegno.

«I numeri del sostegno sono ridicoli e daremo battaglia — promette Paola Pisano della Cgil Flc di Firenze — così non si riesce assolutamente a sopperire alla grande richiesta che c’è in Toscana. Basti pensare che lo scorso anno gli alunni disabili erano più di 12mila e molti di loro hanno avuto docenti privi dell’abilitazione specifica e con incarichi a termine ». Quanto alle cattedre destinate all’insegnamento delle materie, la distribuzione non è ancora stata decisa: «Per il momento sappiamo che di queste 115, circa 28 andranno alla scuola dell’infanzia — aggiunge Pisano — mentre le restanti 87 saranno smistate tra elementari, medie e superiori. La maggior parte sarà comunque destinata alle medie, visto che è l’unico ordine di scuola che ha registrato un incremento di alunni». Alle scuole medie della Toscana si sono iscritti 800 studenti in più rispetto allo scorso anno, anche se il dato fiorentino registra un -13. Il calo più sostanzioso c’è stato alle elementari, dove si parla di almeno mille bambini in meno in tutta la regione. «Le superiori sono più o meno stabili, anche se i dati oscillano in maniera vertiginosa da provincia a provincia — continua Pisano — a Firenze, per esempio, ci sono 600 studenti in meno, mentre a Livorno 200 in più».

Le scuole dovranno far sapere qual è il loro fabbisogno, poi starà all’ufficio scolastico distribuire i posti. Un lenzuolo da tirare tra le varie province che appare comunque troppo corto: «Non siamo soddisfatti dei numeri tanto decantati dal Miur — denuncia Silvana Boccara della Gilda di Firenze — il consolidamento delle cattedre è un primo passo avanti, ma ancora debole». A essere penalizzati, secondo Boccara, i licei musicali: «Il Miur ha dato l’autorizzazione a una sola sezione per provincia. Questo significa che molti insegnanti delle medie che già insegnano strumento al liceo, non potranno essere stabilizzati lì e continueranno a tenere virtualmente occupate cattedre di ruolo alle medie che potrebbero andare ad altri».

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Insegnanti di sostegno in Toscana soltanto 24 “Una cifra ridicola”

da la Repubblica 19 Maggio 2017

IN Toscana torna l’incubo del sostegno. Dopo il pasticcio di quest’anno, costato attese lunghissime ai 12.557 studenti disabili della regione che hanno visto comparire dopo mesi insegnanti spesso neppure abilitati, c’è il rischio che il prossimo settembre vada in scena un copione simile. Quel che sembra inevitabile è che più della metà dei docenti di sostegno continueranno a essere precari. Sì, perché dalle tabelle sulle nuove assunzioni comparse in via ufficiosa sul sito di Orizzonte Scuola, ma confermate dai sindacati, sono riportati numeri sconcertanti. «Delle 15.100 cattedre che il ministero dell’Istruzione ha deciso di trasformare in posti di ruolo, 3.600 sono quelle dedicate al sostegno — denuncia Bernardo Croci, coordinatore dell’Ande (Associazione nazionale docenti ed educatori) — peccato che su 3.600 posti a livello nazionale, in Toscana ce ne siano appena 24. Una cifra ridicola, se si considera che le province sono 10 e che questi insegnanti dovranno essere distribuiti sulle scuole di ogni ordine e grado, dalla materna alle superiori». In pratica, a settembre, ogni provincia toscana potrà contare su una media di 2 insegnanti di sostegno in più rispetto allo scorso anno. «I docenti di ruolo sul sostegno erano 4.810 e ora diventeranno 4.834 — precisa Croci — ma la platea complessiva degli insegnanti di sostegno in tutta la regione supera di gran lunga la cifra di 12mila.

Questo dimostra che la tanto sbandierata stabilizzazione dei precari e il rientro dei colleghi di sostegno spediti fuori regione era una bufala. Non ci vuole molto a capire che la maggior parte dei docenti che insegnano a ragazze e ragazzi con bisogni educativi speciali continueranno ad avere contratti a termine». Guardando alle regioni del sud, le cifre salgono: in Sicilia i posti di sostegno che passeranno da organico di fatto a organico di diritto (cioè precari che otterranno il ruolo) sono ben 837, in Campania 810, in Puglia 755, in Calabria 376 e in Basilicata 131. Più contenuti i numeri al centro-nord: 67 in Lombardia, 32 in Veneto, 31 in Piemonte, 29 in Emilia, 11 in Liguria. 

E i sindacati non nascondono le loro preoccupazioni: «Questi numeri non coprono assolutamente il fabbisogno necessario e pensavamo che i posti da destinare alla stabilizzazione degli insegnanti di sostegno fossero di più — commenta Daniele Monticelli, segretario regionale della Cgil Flc — è vero che vanno aggiunte le assunzioni sui pensionamenti, ma si tratta di numeri bassi, che non superano quota 40. Quanto alle 16mila cattedre in tutta Italia rimaste vacanti e da assegnare, vedremo che succede ma le prospettive non sono buone». (v.s.)

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Fuga di professori dalla Pieraccini

Si riunisce un gruppo di genitori allarmati dal gran numero di domande di trasferimento presentate da docenti: “La preside troppo autoritaria”
“Non ci sono più le condizioni per lavorare serenamente ma è una sconfitta dover lasciare”
“Se il problema sono io”, commenta la dirigente, “sappiano che ho chiesto di andarmene”

v.s. da la Repubblica 17 Maggio 2017

LA “grande fuga” degli insegnanti. Sono più di 15 i docenti dell’istituto comprensivo Pieraccini di Firenze che si preparano a fare la valigia e a salutare i propri alunni. Questa volta, però, non c’entra la voglia di riavvicinarsi a casa o il semplice desiderio di cambiare scuola. All’origine della richiesta dei trasferimenti ci sarebbero grossi dissapori con la preside, Maria Luisa Rainaldi. «Non ci sono più le condizioni per lavorare serenamente – spiega un insegnante – sono anni che io e altri colleghi prestiamo servizio in questa scuola e certamente viviamo come una sconfitta il dover abbandonare i nostri studenti. Però, non vediamo altra via d’uscita per continuare a fare il mestiere che ci piace nel modo migliore possibile ». Sarebbero diversi gli episodi che hanno portato a un muro contro muro tra dirigenza e personale. C’è chi ha preferito rinunciare a portare i ragazzi in gita, chi è stato costretto a lasciare certi incarichi e chi si è visto togliere progetti che seguiva da anni. Per non parlare del numero degli studenti bocciati, che sarebbe diminuito “troppo drasticamente”. Un segnale di malcontento che aveva fatto capolino già lo scorso anno, quando l’intero consiglio d’istituto si era dimesso per divergenza di vedute. La preside, che preferisce non scendere nel merito, commenta: «La mia priorità è sempre stata la serenità della scuola e se qualcuno ha interesse a fare clamore, io richiamo tutti a pensare alla tranquillità dei ragazzi».

A confermare l’anomalia del numero spropositato di richieste di trasferimento anche la Cgil di Firenze: «Non capita tutti i giorni di avere una fuoriuscita così grande di insegnanti dalla stessa scuola – conferma Paola Pisano – 15 docenti della Pieraccini si sono rivolti a noi per avere un aiuto nel compilare la domanda, ma è una cifra indicativa considerando che c’è chi potrebbe essersi rivolto ad altri sindacati o chi potrebbe aver fatto tutto autonomamente». A far scattare il sospetto che le richieste non siano casuali anche il profilo dei docenti: «Sono tutti insegnanti di ruolo che lavorano lì da tanti anni. C’è poi chi ha parlato esplicitamente della difficoltà di rapporti con la preside». Gli insegnanti hanno comunque tempo fino a giugno per fare un passo indietro e ritirare la domanda. Intanto alcuni genitori proprio ieri hanno convocato un’assemblea generale per parlare della questione: «Siamo preoccupati e non vorremmo rinunciare ai nostri insegnanti – commenta la mamma di uno studente delle medie – in una classe ci sono ben 4 docenti che hanno chiesto di andarsene. Questo vuol dire salutare degli ottimi insegnanti di italiano, matematica, inglese, educazione tecnica solo perché la dirigente scolastica tende a imporre la propria volontà». Nelle scorse settimane a scuola è arrivato anche un ispettore dell’ufficio scolastico e, dopo che se n’è andato, ad alcuni degli insegnanti è stata ricordata la possibilità di chiedere il trasferimento. Un “suggerimento” vissuto come un vero e proprio invito ad andarsene. I genitori promettono di inviare una lettera all’amministrazione per fermare l’esodo. Mentre la preside, annuncia: «Se il problema sono io, questi insegnanti possono tranquillamente decidere di cambiare idea, visto che ho intenzione di chiedere io stessa il trasferimento per motivi personali».

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