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altri articoli 2016

Maestrelli, salvataggio più difficile Lievitati i debiti: da 5 a 8,6 milioni

I 27 lavoratori ricevono le lettere di licenziamento dal curatore nominato dal giudice fallimentare
e scoprono che l'azienda non pagava l'Irpef. La Cgil: «Complicato ora rilevarla con la cooperativa»

Mario Neri dal Tirreno 1 Luglio 2017

VINCILa lotta adesso dovrà cominciare fuori dai cancelli. E sarà interiore, giocata su un interrogativo e la voglia di fare una scommessa. Vale la pena provare a riesumare la Maestrelli? Che per la cartotecnica e i suoi operai sia cominciata una nuova era lo si capisce guardando lo stabilimento da viale Togliatti. Niente più presidio. È finita l'occupazione, anche quella simbolica nel giardino dopo l'arrivo dei sigilli del tribunale di Firenze alle macchine sono spariti. Addio cartelli con la scritta «Né licenziati né pagati». 

Da ieri l'azienda non ha più dipendenti, il curatore nominato dal giudice fallimentare ha consegnato le lettere di licenziamento ai 27 operai rimasti. Questo momento, per effetto di uno dei tanti paradossi che accompagnano la crisi di questa azienda e la vita dei suoi lavoratori da quasi cinque mesi, era atteso come una liberazione. Uomini e donne della Maestrelli speravano di poter utilizzare l'indennità di disoccupazione per costituire una cooperativa, avanzare una proposta al giudice e convincerlo a dar loro una possibilità per rivitalizzare la produzione. «Ma adesso - ammette Salvatore D'Amico, responsabile della Slc-Cgil - questo scenario si complica, sia per i tempi che nel frattempo si sono dilatati enormemente sia per le scoperte fatte oggi (ieri, ndr) sulla reale situazione finanziaria della società». 

Insieme alla lettere, il curatore ieri ha portato anche la sentenza. E adesso si sa che i debiti collezionati in questi anni dal patron Mauro Maestrelli non ammontano a 5 milioni come ricostruito nelle proiezioni dai sindacati, ma a ben 8,6 milioni di euro, di cui 4 per debiti tributari. Il patron era in arretrato con le imposte, l'Irpef. «Le nostre proiezioni - dice D'Amico - si basavano sui vecchi bilanci, e non abbiamo mai potuto vedere il consuntivo 2016. Ed è chiaro che adesso la strada per la cooperativa si faccia più impervia. Sono passati quattro mesi e mezzo dallo stop alla produzione. Da tre mesi non ricevevano stipendio, e anche la Naspi comincerà ad arrivare ad agosto». 

Per ora sono 10 o 11 i lavoratori intenzionati a provarci. In fondo anche Legacoop si era detta disponibile a sostenere finanziariamente l'operazione. «Ma non sarà facile riallacciare i rapporti con clienti che si saranno certamente riposizionati sul mercato. E quell'esposizione debitoria è una zavorra». Per formulare una proposta al giudice c'è tempo fino ai primi di settembre. Il 19 ottobre, poi, ci sarà l'assemblea dei creditori. E chi deve riscuotere dalla Maestrelli vorrà essere sicuro di poter riprendere i propri soldi. 

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Cartotecnica Maestrelli incontro con il curatore

Naspi più vicina

da la Nazione 30 Giugno 2017

QUESTA volta dovrebbe essere quella buona. I dipendenti della Cartotecnica Maestrelli, i 27 dei 33 che ancora sono rimasti in carico all’azienda, stamani saranno di fronte al curatore fallimentare per firmare le lettere di licenziamento. E’ un passo per riuscire ad accedere alla Naspi, ma anche per liberarsi da quello che, per qualcuno, assomiglia tanto a un giogo: in tanti hanno trovato un altro impiego, ma non se la sentono di licenziarsi. Le lettere dovrebbero rispettare l’accordo che i sindacati avevano trovato con la proprietà al tavolo convocato in città metropolitana. Un’intesa vantaggiosa per gli operai, che non lavorano da febbraio e non riscuotono da mesi. Per qualcuno l’accesso alla Naspi potrebbe voler dire avere soldi da investire nella costituzione di una cooperativa con cui dare continuità al lavoro aziendale.

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Presidio davanti alla Maestrelli

Cresce la rabbia dei lavoratori

IN VIALE TOGLIATTI A SOVIGLIANA

da la Nazione 27 Giugno 2017

OPERAI ancora sul piede di guerra di fronte ai cancelli della Cartotecnica Maestrelli, dove ieri sono stati appesi nuovi striscioni per manifestare contro il fallimento della società e la situazione in cui i lavoratori sono costretti a vivere ormai da tempo.

L’attesa è per le lettere di licenziamento che dovrebbero arrivare nelle prossime ore. L’accordo era stato raggiunto con la società, ma il fallimento e la nomina del curatore hanno rimesso tutto in discussione. E’ con lui che bisognerà parlare per capire se e come gli operai potranno liberarsi.

L’obiettivo dei sindacati è quello di far rispettare l’intesa trovata al tavolo della Città metropolitana. I licenziamenti sono fondamentali perchè in questo modo gli operai avranno accesso alla Naspi: qualcuno di loro potrebbe richiederne il versamento anticipato e provare ad investire la cifra nella costituzione di una cooperativa che possa dare continuità al lavoro della Maestrelli.

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Lavoro: fallita Cartotecnica Maestrelli, sigilli ad azienda Nuovo presidio 27 lavoratori che ora puntano a cooperativa

È stato dichiarato il fallimento e sono stati apposti i sigilli alla Cartotecnica Maestrelli di Vinci (Firenze), da alcuni mesi in crisi e i cui lavoratori per settimane avevano occupato il sito industriale. In tutto 27 i dipendenti che, presumibilmente la prossima settimana, riceveranno le lettere di licenziamento. Questa mattina la Cgil Empolese Valdelsa ha convocato una conferenza stampa assieme ai lavoratori che hanno dato vita a un nuovo presidio di fronte all'azienda. La prospettiva adesso è che, una volta attivati gli ammortizzatori sociali della Naspi, i lavoratori possano costituire una cooperativa per riprendere in gestione lo stabilimento.

 "Si è perso moltissimo tempo - commenta Salvatore D'Amico della Slc-Cgil - in quanto il concordato in bianco doveva essere lo strumento che avrebbe permesso all'amministrazione aziendale di poter prendere delle decisioni per i lavoratori e per il futuro dell'azienda. Così purtroppo non è stato". (ANSA).

Notizia del: gio 22 giu, 2017

Maestrelli, adesso c’è il fallimento

L’azienda ha debiti per 5 milioni

E' arrivata la sentenza del tribunale. Il futuro rimane sempre incerto

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 16 Giugno 2017

LA CARTOTECNICA Maestrelli è fallita. Gli operai lo hanno appreso nella tarda mattinata di ieri, quando il tribunale fallimentare di Firenze ha finalmente comunicato la sentenza. I debiti accumulati dalla proprietà nel corso degli ultimi anni erano troppi ingenti per pensare a un piano di continuità aziendale: secondo i giudici che si sono espressi, quella della bancarotta era davvero l’unica via percorribile. Si chiude così un’esperienza nel settore del packaging e degli espositori durata oltre 50 anni, una storia gloriosa terminata davvero nel peggiore dei modi.

A RIMETTERCI non è solo la proprietà, ma anche i 33 operai che adesso si trovano senza lavoro. Qualcuno di loro ha già trovato un’occupazione alternativa, altri sono in attesa di conoscere il proprio destino. Contestualmente al fallimento è stato nominato un curatore che si occuperà di liquidare i creditori, ma anche della questione dei licenziamenti. Eh già, perché proprio nel momento in cui operai e sindacati attendevano le lettere firmate dalla proprietà è arrivata la sentenza del giudice che di fatto azzera tutto.

«VALE L’ACCORDO che abbiamo stretto nell’incontro alla Città Metropolitana – spiega Salvatore D’Amico della Cgil – ma ancora una volta ci troviamo punto e a capo. I dipendenti sono arrabbiatissimi: se la proprietà avesse firmato prima i licenziamenti adesso sarebbero tutti liberi di fare quello che meglio credono, invece adesso sono sempre legati all’azienda». Toccherà quindi al curatore firmare una ad una quelle lettere: nei prossimi giorni ci sarà un incontro col giudice per capire come muoversi da quel punto di vista. Non dovrebbero esserci sorprese, ma i tempi si allungano e il nervosismo sale. Sul fronte della cooperativa, invece, molto dipenderà dalle decisioni del commissario liquidatore sul futuro dell’immobile e dei macchinari, sul piano di rientro e sulle pretese dei creditori.

I DEBITI della Cartotecnica Maestrelli dovrebbero aggirarsi intorno ai 5 milioni di euro. E’ in questa fase che potrebbero arrivare nuove manifestazioni di interesse: non è insomma da escludere a priori che qualcuno si interessi all’azienda e cerchi di rilevarla, così come non è impensabile che parte degli operai, su indicazione di Lega Coop, si costituiscano davvero in cooperativa. Per il momento il presidio rimane. E con esso una grande amarezza.

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Maestrelli, ultime ore di attesa
Sono in arrivo i licenziamenti

L’incertezza continua, ma il presidio non verrà allentato

Tommaso Carmignani da la Nazione 15 Giugno 2017

ORMAI è un dato di fatto: quando di mezzo c’è la Cartotecnica Maestrelli la tempistica è sempre un grosso punto interrogativo. Ne sanno qualcosa gli operai che ormai da quattro mesi stanno mantenendo un presidio di fronte ai cancelli della fabbrica in viale Togliatti a Sovigliana. Nella giornata di ieri, come da accordi presi al tavolo regionale, attendevano le lettere di licenziamento firmate dalla proprietà, ma le missive si sono fatte attendere e gli animi sono immediatamente tornati a surriscaldarsi. E dire che la Cgil, nell’assemblea che si è svolta ieri mattina, aveva prontamente illustrato l’intesa trovata col patron nella giornata di martedì.

IN QUESTO MODO i dipendenti, ricevendo un preavviso che varia da uno a quattro mesi a seconda delle competenze e del lavoro svolto negli anni, avrebbero avuto modo di liberarsi. Per qualcuno è l’opportunità ideale per andare in cerca di un altro lavoro, mentre altri si dicono pronti ad investire questi soldi e quelli della Naspi nel nuovo progetto di cooperativa al vaglio di Lega Coop. Tutto dipende naturalmente dalla decisione del giudice riguardo al fallimento dell’azienda, ma la sentenza non è ancora arrivata e i lavoratori iniziano a perdere la pazienza. Si era anche paventata l’ipotesi che con l’arrivo delle lettere di licenziamento anche il presidio sarebbe stato allentato, ma la verità è che la tensione sta nuovamente salendo e gli operai attendono risposte concrete già per la giornata di oggi. Ogni singolo lavoratore dovrà vedersi firmata quella lettera di licenziamento che di fatto lo svincola da tutti gli accordi con la Maestrelli: se questo non accadrà nelle prossime ore non è escluso che gli animi tornino a surriscaldarsi. E non per colpa del clima.

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Cartotecnica Maestrelli Né sentenza, né soldi

I dipendenti devono avere 700mila Euro

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 14 Giugno 2017

UN ALTRO passo nella vicenda della Cartotecnica Maestrelli è stato compiuto. In attesa della sentenza del tribunale di Firenze che potrebbe sancire il fallimento della ditta, ieri in Regione è stato ratificato l’accordo per il licenziamento collettivo dei 33 dipendenti che sono ancora in carico all’azienda. La decisione arriva in seguito a un lungo percorso che i sindacati hanno tentato più volte di intraprendere con la proprietà, costretta poi dal giudice e dalla regione a sedersi finalmente a un tavolo. L’intesa prevede il licenziamento con un preavviso che va da uno a quattro mesi a seconda del livello di ciascun operaio: al termine di questo periodo scatteranno per tutti i 18 mesi della Naspi.

«SE INVECE di aspettare tutto questo tempo avessero firmato prima l’accordo che gli avevamo proposto avrebbero risparmiato. Invece i proprietari hanno sempre rifiutato il confronto – spiega Salvatore D’Amico della Cgil – e adesso dovranno versare il preavviso a tutti i lavoratori». Dopo quattro mesi di presidio davanti ai cancelli, quello del licenziamento collettivo rappresenta paradossalmente un passo avanti. I dipendenti, se non altro, avranno modo di cercare un altro lavoro e avranno accesso agli ammortizzatori sociali. Il prossimo step è previsto oggi, quando all’interno della Maestrelli si terrà un’assemblea coi sindacati in cui verrà deciso il da farsi.

GLI OPERAI dovrebbero ricevere le lettere di licenziamento da far firmare alla proprietà, ma sono ancora in attesa dei tre mesi di stipendio che non hanno riscosso e delle liquidazioni che dovranno percepire. Nel complesso la cifra ammonta a quasi 700mila euro. C’è poi il discorso legato alla cooperativa e alla possibilità, per qualcuno, di provare a dare continuità al lavoro della cartotecnica. E’ un’eventualità per cui da tempo sta lavorando Lega Coop, ma molto in questo senso dipenderà dalla decisione del tribunale fallimentare di Firenze in merito al futuro dell’azienda. Se, come sembra, verrà decretato il fallimento con conseguente nomina di un curatore diventerà lui il punto di riferimento col quale parlare. Il problema è legato alla tempistica: la ditta è ferma ormai dai primi di febbraio e la sentenza che doveva arrivare a fine maggio continua a slittare.

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Maestrelli, partono i 33 licenziamenti

Il giudice li impone all'azienda: dovrà spedire le lettere per completare la procedura di concordato. Slitta la decisione sul fallimento

Mario Neri dal Tirreno 13 Giugno 2017

EMPOLI Ora quei cartoni sullo spartitraffico di viale Togliatti probabilmente spariranno. Gli operai dovranno ripiegarli nello stabilimento. «Né licenziati né pagati», c'è scritto. Segno evidente di un paradosso che imprigiona i 33 lavoratori della cartotecnica Maestrelli da tre mesi. Resteranno ancora lì, in trincea. Ad occupare la fabbrica, in una resistenza quasi "proletaria" che sembra da amarcord in un'era del mercato che, a stare all'ultimo report Istat sulla geografia della società italiana, ha polverizzato la classe operaia. I licenziamenti stanno per arrivare. Sono un diktat, l'unica decisione presa finora dal collegio di giudici del tribunale di Firenze sul futuro della fabbrica di Sovigliana. «Lo abbiamo scoperto soltanto alla fine della scorsa settimana - dice Salvatore D'Amico, segretario della Slc Cgil - il giudice ha imposto all'azienda di avviare la procedura di licenziamento». Si tratta di un passaggio tecnico, ma certo per i lavoratori la conferma definitiva di una crisi irreparabile. «In una procedura di concordato in si chiede sostanzialmente di andare verso il fallimento - continua il sindacalista - era anomalo che la società non avesse ancora licenziato». 

Da mesi infatti gli operai della Maestrelli e le loro famiglie erano ostaggio di una situazione surreale: senza stipendio, una procedura di concordato e per i licenziamenti collettivi avviata ma mai concretizzata davvero. Oggi invece azienda, sindacati e rappresentanti dei lavoratori sono convocati a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, sede della Città Metropolitana, per decidere tempi e effetti della vertenza e dell'apertura della mobilità. Da due mesi però le buste paga erano già state azzerate, sebbene la produzione fosse ferma non era mai stata dichiarata tale ufficialmente. Per questo le buste a zero euro erano state vissute da tutti come una provocazione, che li aveva convinti a proseguire nell'occupazione dello stabilimento. «Quegli stipendi dovranno essere pagati», avverte D'Amico.«Non ci fermiamo, andiamo avanti», ripetono gli operai a Sovigliana. Perché sulla Maestrelli manca ancora la decisione fondamentale. È slittata ancora la sentenza attesa da settimane che deciderà il futuro della cartotecnica. «Il tribunale si è preso ancora qualche giorno, il verdetto potrebbe arrivare nelle prossime ore», avverte D'Amico. In ballo rimangono due ipotesi. 

Quella del fallimento, con la palla che passerebbe in mano ad un curatore. O quella di un nuovo concordato in continuità gestito da un commissario incaricato di valutare le manifestazioni di interesse pervenute. Prima fra tutte quella della di far ripartire lo stabilimento e la produzione con una cooperativa costituita dagli stessi lavoratori della Maestrelli, che hanno anche comunicato la volontà - indipendentemente dalla decisione del tribunale - di utilizzare i soldi della Naspi per rafforzare la loro impresa ricevendo peraltro l'appoggio di Legacoop, pronta a sostenere l'avvio della produzione finanziando l'operazione. Il piano di fattibilità della federazione di cooperative prevede, fra le soluzioni, di mantenere il sito produttivo lì prendendo in affitto l'immobile e le macchine. Sia nel primo che nel secondo caso, infatti, rimarrà aperta la possibilità di rilevare l'attività e salvaguardare i posti di lavoro, ma certo con procedure e condizioni differenti.

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Maestrelli, la decisione del tribunale slitta ancora

t. c. su la Nazione 8 Giugno 2017

SLITTA ancora la sentenza sulla Maestrelli e la pazienza degli operai è ormai al limite. Era attesa per ieri mattina la decisione del giudice sul futuro della ditta di Sovigliana, ma dal tribunale fallimentare di Firenze è arrivata la notizia di un ulteriore ritardo: il collegio ha chiesto altri due giorni di tempo per studiare a fondo le carte e quindi la sentenza è attesa per domani o lunedì. Un’attesa snervante per i dipendenti che da mesi vanno avanti col presidio permanente di fronte alla fabbrica. Da un lato l’eventualità del fallimento, dall’altra quella del proseguimento della procedura di concordato: in tutti e due i casi, gli operai sperano di riuscire a portare avanti la procedura per la costituzione di una cooperativa con cui dare continuità al lavoro aziendale. Da risolvere c’è poi la questione del licenziamento collettivo: fermi da febbraio i lavoratori non riscuotono da tre mesi ma sono ancora formalmente legati alla ditta. Intanto domani dalle 18.30 ci sarà un nuovo apericena di fronte ai cancelli della fabbrica per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica e autofinanziarsi in vista di un futuro che appare quanto mai incerto.

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La Lega ha dato il via libera

"La Coop alla Maestrelli si può fare"

Ieri un aperitivo solidale per i dipendenti anche con le Rsu della zona

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 2 Giugno 2017

COOPERATIVA, si può. E’ l’ultima novità in ordine di tempo che emerge dalla vicenda della Cartotecnica Maestrelli, la ditta di Sovigliana a un passo dalla chiusura. Per il prossimo 7 giugno è attesa la sentenza del giudice che stabilirà se ci sono i margini per prolungare il concordato (con conseguente nomina di un commissario) o se invece l’unica strada percorribile sarà quella del fallimento.

Intanto una notizia incoraggiante arriva da Lega Coop: l’idea degli operai, circa una quindicina, è fattibile. Investirebbero i soldi della Naspi come garanzia per la costituzione della cooperativa (circa 50/60mila euro): l’operazione è praticabile perché, nel momento in cui verrà trovato l’accordo per il licenziamento collettivo, loro avranno diritto a chiedere un anticipo sull’indennità di disoccupazione per aprire un’attività.

Sempre secondo Lega Coop, in base all’analisi dei documenti forniti dalla proprietà, ci sono tutti i presupposti per rilanciare l’azienda e riportare il fatturato a 1,4 milioni di euro l’anno. L’immobile resterebbe di proprietà della Maestrelli e con i soldi dell’affitto pagati dalla nuova società si potrebbe provvedere alla liquidazione progressiva dei creditori. I debiti al momento ammontano a circa 5 milioni di euro.

«Crediamo che sulla carta sia tutto fattibile – dice Salvatore D’Amico della Cgil – ma attendiamo la decisione del giudice». Intanto gli operai hanno inoltrato un esposto all’Inps dopo la vicenda delle buste paga: in un primo momento l’azienda aveva calcolato come ore di assenza quelle del presidio, poi, il giorno successivo, aveva provveduto a inoltrare le buste con le cifre corrette, ma anche in questo caso ci sarebbero state delle irregolarità.

«Siamo tuttavia molto tranquilli – dice ancora D’Amico – perché finchè loro rimangono dipendenti della Maestrelli hanno diritto allo stipendio. Il problema è che non riscuotono da tre mesi».

NELLA GIORNATA di ieri, poi, c’è stato un bell’apericena a cui hanno partecipato anche le Rsu di importanti aziende del territorio (Colorobbia, Sammontana e Bitossi) in segno di solidarietà, oltre alla Fiom e alla Spi Cgil. Grazie ai commercianti e ai residenti della zona, inoltre, è stata indetta una raccolta di beni di varia necessità da destinare agli operai senza lavoro. Un gesto di solidarietà a cui potrebbe seguire una sottoscrizione delle altre Rsu coi dipendenti delle diverse imprese locali.

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Maestrelli, apericena solidale per i lavoratori

Bar e negozi di viale Togliatti si mobilitano: allo stabilimento un’iniziativa per aiutare i dipendenti 

di Marco Pagli sul Tirreno 1 Giugno 2017

EMPOLI. Un apericena dentro e fuori la fabbrica per tenere accesa l’attenzione e testimoniare la vicinanza di un’intera comunità ai lavoratori della Cartotecnica Maestrelli. Oggi, a partire dalle 18,30, lo stabilimento di viale Togliatti a Sovigliana diventerà il palcoscenico di un’iniziativa che dice molto della solidarietà che la vicenda dei 33 operai ha saputo suscitare. Non solo quella del mondo politico e delle rappresentanze sindacali delle varie realtà produttive della zona, che sono state espresse in massa in queste settimane. Ma anche quella dei singoli cittadini e aziende. L’apericena, infatti, sarà realizzata anche grazie al contributo di locali, bar e attività che hanno sede in viale Togliatti.

«Vogliamo ringraziare tutti gli esercizi, gli ex clienti e i fornitori che hanno contribuito - spiegano gli operai, che continuano ad occupare la fabbrica giorno e notte dai primi di aprile – per noi è importante sentire la vicinanza di quante più persone possibili e sapere di avere la comunità dalla nostra parte». L’iniziativa è organizzata dalla Slc Cgil, che in questi mesi ha seguito in prima linea la vicenda dell’azienda di Sovigliana. Una vicenda precipitata nel marzo scorso, quando la proprietà ha richiesto l’apertura di un concordato in bianco al tribunale di Firenze. Fin dall’inizio era stato chiaro l’intento di voler cessare l’attività, nonostante le commesse che ancora la Maestrelli continuava ad avere. 

Oltre tre mesi di calvario per i 33 operai dell’azienda, per i quali ancora non si è concretizzata la procedura di licenziamento collettivo che pure era stata aperta quasi subito. Al centro dello scontro tra i lavoratori e la proprietà continua ad esserci la possibilità di essere liberati, senza dover rassegnare le dimissioni, per poter accedere agli ammortizzatori sociali e rispondere ad eventuali offerte che arrivano da altre realtà produttive (che per alcuni si sono già manifestate).

La situazione dovrebbe essere ad un passo dalla svolta. Dopo il rinvio della sentenza del tribunale di Firenze, attesa il 17 maggio scorso, il collegio giudicante tornerà ad esprimersi il prossimo 7 giugno. In quella sede sarà deciso se concedere un concordato in continuità con la regia affidata ad un commissario nominato dal tribunale o decretare il fallimento, mettendo tutto nelle mani del curatore fallimentare. Ma resta in piedi l’ipotesi della cooperativa costituita dagli stessi lavoratori.

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Maestrelli, ecco la data del ‘d-day’ La decisione del giudice il 7 giugno

Il tribunale fallimentare ha chiesto altri documenti alla proprietà

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 26 Maggio 2017

I DIPENDENTI della Cartotecnica Maestrelli dovranno attendere fino al prossimo 7 giugno per conoscere il destino della propria azienda, finito nelle mani del giudice dopo la crisi che l’ha coinvolta negli ultimi anni. La sentenza era attesa per le scorse settimane, ma il collegio ha chiesto un’integrazione di documenti perché quelli forniti in un primo momento dalla proprietà non sono stati considerati sufficienti per prendere una decisione sul futuro della ditta e dei suoi lavoratori. La partita si gioca sostanzialmente su due fronti: da un lato il fallimento, che comporterebbe la nomina di un curatore, dall’altro l’avvio della procedura di concordato in continuità che potrebbe un commissario ad assumere potere decisionale all’interno della fabbrica che nel frattempo è ferma da mesi. Per quanto riguarda i lavoratori, si tratterebbe di una possibilità propedeutica alla realizzazione di una cooperativa, ma anche di un tentativo per valutare eventuali altre manifestazioni di interesse. Per questo i dipendenti hanno dato mandato esplorativo a Lega Coop: il loro scopo è scendere in campo in prima persona per dare un futuro all’azienda.

A PROPOSITO dei dipendenti: le 33 persone ancora impiegate, diventate nel frattempo 32 dopo il licenziamento in forma autonoma di una di loro, attendono con ansia la decisione del giudice per capire anche che piega prenderà la procedura di licenziamento: se si optasse per il fallimento sarebbero praticamente liberi e avrebbero una corsia preferenziale nella lista dei creditori (devono riscuotere tre mensilità e tutte le liquidazioni), altrimenti toccherebbe al commissario trovare un accordo coi sindacati per l’eventuale procedura di licenziamento collettivo.

NEI GIORNI scorsi, poi, è arrivata quella che è stata definita «l’ennesima provocazione da parte della proprietà», che a causa dell’occupazione portata avanti da settimane ha inviato delle buste paga in bianco. In sostanza gli operai sono stati considerati assenti dal posto di lavoro e quindi lasciati senza stipendio. In realtà ieri gli animi sono tornati a placarsi dopo l’arrivo delle buste paga corrette, quelle in cui si comunicavano gli stipendi per ognuno dei dipendenti. «Evidentemente hanno voluto provocare in un momento in cui la tensione è già alta – dicono gli operai – e adesso non vediamo l’ora di arrivare al 7 giugno».

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l'ultima BEFFA

Zero euro in busta paga per trenta lavoratori

di Marco Pagli sul Tirreno 25 Maggio 2017

EMPOLI Una busta paga da fantasmi. Per i lavoratori - una trentina dei totali 33 - della cartotecnica Maestrelli di Sovigliana l'ultima amara sorpresa si chiama busta in bianco. A differenza del mese precedente, anch'esso trascorso con la produzione ferma, ad aprile le ore conteggiate sono state considerate assenze. Inevitabile la rabbia dei dipendenti, che continuano a rimanere ostaggio di una situazione surreale e che mantengono l'occupazione della fabbrica, e del sindacato che annuncia battaglia. «L'azienda per il mese di aprile ha deciso di fare le buste paga in bianco - spiega Salvatore D'Amico della Slc Cgil - in sostanza le ore di lavoro sono state segnate come assenze e quindi l'importo netto è risultato zero. Si tratta di una forzatura palesemente irregolare, dal momento che a termini di legge se i lavoratori continuano a risultare assunti decorre la retribuzione. È l'ennesima provocazione nei confronti degli operai che dall'inizio del concordato sono bloccati senza che il licenziamento sia mai stato concretizzato. Temiamo che sia un tentativo di esasperare gli animi in modo da arrivare ad una riappropriazione forzosa dello stabilimento. Ma non ci riusciranno». 

A destare l'incredulità dei lavoratori è anche il fatto, come accennato, che la busta del mese precedente era stata conteggiata regolarmente sebbene l'importo non sia ancora stato pagato. Insomma, a livello contabile era corretta e se non verrà saldata i dipendenti potranno impugnarla ed essere messi nel novero dei creditori in caso di fallimento. Una cosa che non sarà possibile con la busta di aprile, dal momento che non c'è nessun importo non pagato da rivendicare. «Avevamo già contattato l'ufficio di consulenza che ha redatto le buste - prosegue D'Amico - dicendo che erano irregolari. Ma la proprietà continua a dire che non farà marcia indietro. A questo punto come Slc manderemo una comunicazione ufficiale alla proprietà in cui denunciamo l'illegittimità dei documenti e ci riserviamo di presentare un conteggio degli importi. La cosa paradossale è che nell'incontro in sede istituzionale che abbiamo avuto anche con la proprietà i tecnici avevano specificato bene che la retribuzione era dovuta fintanto che i dipendenti non fossero stati licenziati». E proprio sulla procedura di licenziamento, aperta dall'azienda alla fine di marzo scorso, il sindacato nei giorni scorsi aveva tentato di raggiungere un accordo con la proprietà per liberare i lavoratori che ne avessero fatto richiesta. Ma il tentativo non è andato a buon fine, nemmeno quando la palla è passata nelle mani della Regione con gli incontri fissati che sono stati disertati dai vertici aziendali. 

Ma le irregolarità denunciate da lavoratori e sindacati non finiscono qui. E viene anche sollevato il sospetto che per alcuni dipendenti il trattamento non sia stato il medesimo e che la busta di aprile sia stata conteggiata regolarmente. «Abbiamo il fondato dubbio che l'azienda abbia adottato trattamenti differenti nei confronti di alcuni lavoratori - afferma ancora il referente Cgil - e ciò rappresenterebbe una ulteriore scorrettezza. Inoltre, sulla busta di uno degli operai non sono stati conteggiati dei giorni di ferie che erano stati chiesti. Mentre in un altro caso non è stato inserito il periodo di malattia regolarmente richiesto con tanto di certificato medico».

La decisione sul concordato slitta a giugno

La decisione del tribunale sul futuro della Maestrelli è stata rinviata alle prossime settimane. Il 17 maggio scorso, infatti, nella seconda udienza fissata in tribunale il collegio giudicante aveva chiesto ulteriori documenti ad integrazione di quelli consegnati durante il primo incontro. Il rinvio della sentenza ha parzialmente accolto la richiesta della proprietà di aggiungere un altro mese ai tre precedentemente concessi per il concordato in bianco. Anche se il periodo concesso è vincolato alla presentazione degli atti e ha una durata minore rispetto a quanto chiesto. Un modo per raccogliere ulteriori informazioni utili a prendere una decisione attesa con trepidazione dai lavoratori. Gli scenari rimangono due. Da una parte c'è la dichiarazione di fallimento. In questo caso l'attività cesserebbe con la palla che passerebbe nelle mani di un curatore fallimentare. Dall'altra la possibilità di concedere un concordato in continuità. L'attività rimarrebbe congelata, con un commissario nominato dal giudice a guidare le operazioni in sostituzione dell'ad che finora ha portato avanti l'attività ordinaria. L'obiettivo sarebbe quello di trovare una via d'uscita allo stallo produttivo, valutando le manifestazioni d'interesse presentate. Nel primo caso verrebbero immediatamente liberati i lavoratori. Nel secondo caso, invece, sarebbe il commissario a dover chiudere un accordo per il licenziamento dei dipendenti per poi dedicarsi alla valutazione delle offerte, tra le quali rimane anche quella della cooperativa costituita dai lavoratori. (m.p.)

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Lavoro, ore di ansia alla Maestrelli

Sull'azienda lo spettro del fallimento

I 33 dipendenti "resistono" in attesa del verdetto del tribunale

Tommaso Carmignani su la Nazione 23 Maggio 2017

SONO ore di attesa di fronte ai cancelli della Cartotecnica Maestrelli, ditta di espositori ed imballaggi con sede in viale Togliatti a Sovigliana (Vinci). Gli operai, fermi da mesi, sono ancora in attesa di un verdetto dal tribunale fallimentare di Firenze: vogliono capire cosa succederà all’azienda, alle prese ormai da tempo con una crisi irreversibile.

SI È PARTITI un anno fa con la richiesta di 11 licenziamenti fino ad arrivare all’annuncio, all’inizio del 2017, dell’avvio di una procedura di concordato in bianco che ha portato in poche settimane alla cessazione della produzione. Da lì in poi è stata un’escalation di eventi che non ha fatto altro che aumentare il nervosismo: l’amministratore delegato Cesare Michelin e i proprietari hanno sempre rifiutato il confronto con le parti sindacali e i 33 operai rimasti, arrivando perfino a disertare il primo tavolo regionale indetto dal presidente Rossi per discutere della crisi. Tra i motivi potrebbe esserci la volontà precisa di portare l’azienda alla chiusura: ogni mossa, giurano i sindacati, è andata in questa direzione.

I DIPENDENTI, però, hanno comunque deciso di affidare a Lega Coop il compito di esplorare la fattibilità di una cooperativa che rilevasse l’azienda. In quel momento è sembrato aprirsi uno spiraglio con la stessa proprietà, ma nel momento in cui si è arrivati a trattare l’accordo sindacale per il licenziamento collettivo c’è stato un nuovo dietrofront.

I VERTICI della Maestrelli, nonostante l’intervento e le sollecitazioni da parte delle istituzioni, si sono nuovamente trincerati nel silenzio. E’ notizia della scorsa settimana, quando gli operai, che nel frattempo mantengono un presidio permanente all’interno della fabbrica, hanno inscenato una nuova protesta davanti ai cancelli che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. La situazione è sempre rimasta nei limiti della norma, ma la battaglia va avanti.

AL LORO FIANCO c’è la Cgil, sconcertata anch’essa dal comportamento della proprietà. Adesso che i termini del concordato in bianco sono scaduti, si attende la decisione del giudice fallimentare che potrebbe stabilire la bancarotta dell’azienda (e quindi la nomina di un curatore) o il concordato in continuità.

SAREBBE una mossa propedeutica alla realizzazione di una cooperativa, ma quel che conta, dicono operai e sindacati, è che indipendentemente dalla decisione del tribunale gli interlocutori saranno altri e che i tempi del confronto con i titolari è finito. In un senso o nell’altro, il destino della Maestrelli è a un bivio.

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Maestrelli, il giudice prende tempo

Oggi o domani la decisione sul futuro dei dipendenti

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 18 Maggio 2017

IL DESTINO della Cartotecnica Maestrelli potrebbe decidersi tra oggi e domani. Nella giornata di ieri, infatti, era in programma l’udienza che avrebbe potuto decretare il fallimento della società e la nomina di un curatore o il proseguimento della procedura di concordato. In realtà ha prevalso la terza opzione, quella cioè della riserva.

SIGNIFICA che il giudice, insieme ad una commissione composta da tre persone, si è riservato un altro po’ di tempo per valutare con attenzione le carte in suo possesso. «Crediamo – dice Sergio Luschi della Cgil – che entro la fine della settimana arriverà una risposta definitiva. A questo punto va bene tutto». Secondo Sergio Luschi infatti, non è il caso di fare il tifo né per il fallimento né per il proseguimento del concordato. Le ipotesi sul tavolo sono sempre le stesse, ma da parte dei lavoratori non ci sono grosse preferenze. «La possibilità della cooperativa resterebbe in piedi – aggiunge Luschi – Conterà avere finalmente un interlocutore, cosa che non c’è mai stata». L’unica strada al momento percorribile per tentare di salvare il lavoro dei 33 operai è quella della cooperativa, la cui fattibilità è sempre allo studio di Lega Coop. Un’ipotesi che resterebbe in piedi sia nel caso in cui il giudice decretasse il fallimento della ditta sia che propendesse per il proseguimento del concordato. Gli operai continuano a mantenere il presidio davanti ai cancelli della Maestrelli a Sovigliana e dopo le tensioni di martedì mattina (nella foto un momento della contestazione andata in scena in viale Togliatti) sembra tornata anche la calma. Uno dei compiti del curatore, o del commissario, sarà analizzare la posizione degli stessi dipendenti: dopo aver tentato invano di trovare un accordo per la Naspi (indennità di disoccupazione) con la proprietà, i sindacati non vedono l’ora di poter discutere a un tavolo istituzionale con un nuovo interlocutore.

AL MOMENTO quello che rimane è sostanzialmente una grande amarezza per l’intera vicenda della Maestrelli: i primi guai, iniziati nel 2015 col licenziamento di 11 dipendenti, non lasciavano presagire nulla di buono, ma in pochi si sarebbero aspettati un finale così per un’azienda storica del territorio. La rabbia degli operai deriva soprattutto dal modo in cui, dicono, sono stati trattati, con continui rimpalli e muri di gomma da parte della proprietà e dell’amministratore delegato Cesare Michelin.

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Maestrelli, salta il vertice in Regione

Si scatena la rabbia dei dipendenti

«Scusate, noi non veniamo»: l’avviso in una mail della proprietà

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 17 Maggio 2017

IL BANCO è saltato definitivamente nella mattinata di ieri. Nel momento in cui i sindacati e una delegazione di lavoratori della Cartotecnica Maestrelli si stavano recando a Firenze per discutere intorno a un tavolo regionale l’accordo sul licenziamento collettivo, i proprietari della ditta con sede in viale Togliatti a Sovigliana erano a Empoli, nell’ufficio del loro avvocato. Le parti si sarebbero dovute incontrare nel capoluogo e mettere nero su bianco un accordo economico trovato a parole due giorni fa, ma non è successo, ed è la seconda volta. E’ accaduto invece che una mail, arrivata qualche minuto prima dell’orario stabilito per l’incontro, abbia scatenato un putiferio. «Noi non veniamo, chiediamo scusa»: questo era sostanzialmente il testo della missiva, firmata dai proprietari, che sindacati e dipendenti hanno accolto come una doccia gelata. Tanto è bastato quindi per scatenare la rabbia dei lavoratori, che una volta tornati in ditta hanno inscenato una veemente (ma comunque pacifica) protesta.

Un sacchetto della spazzatura che vola nel giardino di fronte alla fabbrica, i tamburi che battono a ripetizione, le sirene che risuonano e che stordiscono: gli operai non ne possono più e tuonano nei confronti dei coniugi Maestrelli, che vivono accanto allo stabilimento ed hanno la maggioranza delle quote societarie. Sono loro che avrebbero dovuto presentarsi in Regione per trattare il licenziamento, anche perché l’amministratore delegato Cesare Michelin è uccel di bosco da quasi un mese. A un certo punto intervengono anche le forze dell’ordine, richiamate dagli stessi proprietari, con tre pattuglie dei carabinieri e una volante della polizia.

Anche loro comprendono la rabbia dei lavoratori, ma devono assicurarsi che tutti mantengano la calma: obiettivo raggiunto. Così, intorno alle 13, poliziotti e carabinieri se ne vanno e gli operai, placate le acque, preparano il pranzo davanti ai cancelli della ditta. Ma come mai i Maestrelli non si sono presentati? Il motivo, almeno ufficialmente, pare lo stesso che aveva addotto l’amministratore Michelin: l’accordo per il licenziamento è un provvedimento straordinario che non può essere fatto dalla proprietà in sede di concordato senza l’autorizzazione del giudice.

«Funzionari della regione – dicono gli operai – ci hanno spiegato invece che non è così. Avrebbero potuto firmarlo eccome». I dipendenti, in pratica, chiedono la possibilità di svincolarsi dall’azienda a costo zero per entrambi, senza avere quindi l’obbligo del preavviso. Per farlo erano disposti anche a rinunciare a una delle mensilità che ancora devono ricevere. La ditta dice no e il motivo potrebbe essere legato agli oltre 700mila euro di liquidazione complessiva che spetta ai 33 dipendenti, diventati nel frattempo 32 perché uno di essi ha trovato lavoro e ha preferito licenziarsi. «Non abbiamo mai visto una cosa del genere in zona – dice Salvatore D’Amico della Cgil – perché è dal 3 marzo che questa azienda rifiuta il confronto in tutte le sedi. E’ una cosa gravissima».

L’azienda di Sovigliana al bivio Concordato, oggi il giudice decide

I lavoratori per salvarsi puntano ancora all'ipotesi di cooperativa

E ADESSO che succede? Il futuro della Cartotecnica Maestrelli è sostanzialmente a un bivio: è attesa per le 11 di oggi la decisione del giudice che arriva allo scadere dei 90 giorni stabiliti per il concordato in bianco. Da Firenze potrebbe anche giungere, ed è al momento l’ipotesi più probabile, la notizia del fallimento immediato della ditta, il che comporterebbe la nomina di un curatore che avrebbe, tra i vari compiti, anche quello di occuparsi dei lavoratori, la cui posizione di creditori nei confronti dell’azienda sarebbe comunque privilegiata rispetto a tanti altri. D’altro canto esiste ancora l’eventualità, che poi è quella per cui fanno il tifo i sindacati e gli stessi operai, che la procedura per il concordato venga concessa: in quel caso il commissario dovrebbe esplorare nuovamente la possibilità che il lavoro della Maestrelli prosegua sotto forma di cooperativa.

Gli operai che hanno dato disponibilità non sono pochi e Lega Coop è da tempo impegnata negli studi di fattibilità, ma il timore è che, dopo tre mesi in cui i macchinari della ditta sono fermi, non ci siano più i margini per riprendere la produzione e che quindi quella del fallimento possa essere l’unica strada percorribile. La proprietà della Cartotecnica, invece, sembra sperare ancora nella possibilità di un concordato: così si tratterebbe di trovare un accordo coi creditori per scongiurare il fallimento, ma i debiti dell’azienda non sono pochi e superano i 5 milioni di euro, dice il sindacato.

«Noi – dice Salvatore D’Amico della Cgil – speriamo che il giudice voglia esplorare la possibilità di un concordato in continuità per formare la cooperativa e dare un futuro all’azienda. Altrimenti, per come ci sono stati presentati i conti, non potrà che dichiarare il fallimento della Cartotecnica». A discutere con gli operai c’è anche il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia. «Attendiamo la decisione del tribunale per capire se si va verso il concordato o verso il fallimento. Siamo nelle mani del giudice ma in ogni caso si farà un passo avanti importante. Lavoratori e istituzioni troveranno a questo punto un interlocutore, cosa che negli ultimi mesi non c’è mai stata». Il primo cittadino parla anche degli eventi di ieri mattina. «Non ci sono stati atti violenti, ma solo una protesta dei lavoratori, che è giusta e comprensibile. Loro sono qui da tre mesi – dice ancora Torchia – e non riescono ad avere un confronto o un dialogo con l’azienda. Al tavolo sindacale con la Città Metropolitana era fondamentale incontrarsi, ma purtroppo questo non è avvenuto e si sono scaldati gli animi. Fortunatamente non è successo niente di particolare».

La prossima puntata è attesa per la tarda mattinata di oggi. Soltanto allora i lavoratori della Maestrelli sapranno che destino attende la loro azienda e se all’interno di quelle mura in viale Togliatti c’è ancora un futuro. Per il momento va avanti il presidio, con la speranza, a questo punto nemmeno troppo concreta, che un giorno i macchinari riprendano a girare e tutto quello che è successo negli ultimi mesi resti solo un vago ricordo. Tommaso Carmignani

Solidarietà agli operai da Parrini e Rossi

ANCHE l’onorevole ed ex sindaco di Vinci Dario Parrini esprime la sua posizione sulla vicenda della Cartotecnica Maestrelli. «Non capisco e non condivido la decisione della proprietà e del management di non presentarsi all’incontro fissato in Regione. Sappiamo tutti che la situazione è oggettivamente molto difficile. Proprio per questo è necessario confrontarsi al massimo, discutere per esplorare ogni via, non lasciare niente di intentato e scongiurare ogni equivoco o incomprensione. Qualsiasi cosa deciderà il giudice, non verrà meno l’impegno per dare prospettive a lavoratori comprensibilmente esasperati e angosciati. Non sono soli e non saranno soli».

Della questione si è occupato anche il presidente Enrico Rossi, che lo scorso primo maggio si era recato proprio alla Maestrelli per un pranzo insieme agli operai. Quel che stupisce è che l’accordo sulla parola tra i proprietari e i sindacati, trovato un paio di giorni fa, prometteva importanti vantaggi anche alla stessa Maestrelli. «C’era veramente la possibilità – dice il presidente Rossi – di consentire ai lavoratori l’accesso alla Naspi, garantendo al contempo un risparmio anche all’azienda. In ogni caso gli uffici regionali convocheranno, dopo l’udienza di domani, il commissario, nel caso di accettazione del concordato, o il curatore, nel caso di fallimento, per concludere la procedura di mobilità, anche alloscopo di garantire tutela ai dipendenti, che devono oltretutto ricevere stipendi arretrati».

Un sostegno, quello arrivato da parte delle istituzioni, che i lavoratori della Maestrelli hanno sempre ricevuto e che in più di un’occasione hanno anche avuto modo di apprezzare. «La Regione – conclude Rossi – continuerà a sostenere i lavoratori impegnati nel progetto di una cooperativa che possa far ripartire l’azienda». t.c.

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Lavoro: Toscana; Cartotecnica Maestrelli non va a tavolo Era convocato da Regione. Rossi, scelta non comprensibile

Una decisione non comprensibile e in contrasto con gli interessi stessi dell'azienda. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, esprime il suo stupore per la mancata presentazione, stamani, della Cartotecnica Maestrelli al tavolo regionale sulla procedura di mobilità, comunicata con una lettera che spiega la scelta con l'udienza in Tribunale sul fallimento in calendario domani. "Oggi c'era la possibilità - dice il presidente - di consentire ai lavoratori l'accesso alla Naspi, garantendo al contempo un risparmio anche all'azienda. In ogni caso - continua Rossi - gli uffici regionali convocheranno, dopo l'udienza di domani, il commissario, nel caso di accettazione del concordato, o il curatore, nel caso di fallimento, per concludere la procedura di mobilità, anche allo scopo di garantire tutela ai dipendenti, che devono oltretutto ricevere stipendi arretrati. La Regione - conclude - continuerà a sostenere i lavoratori impegnati nel progetto di una cooperativa che possa far ripartire l'azienda". (ANSA).

Lavoro: tensione a Cartotecnica Maestrelli dopo no tavolo Carabinieri in fabbrica, azienda denuncia danneggiamenti
I carabinieri sono intervenuti questa mattina all'interno della Cartotecnica Maestrelli di Sovigliana di Vinci (Firenze), azienda occupata dai suoi lavoratori dallo scorso aprile e sulla quale domani il giudice prenderà una decisione relativamente al concordato o sulla dichiarazione di fallimento che porterebbe al licenziamento di 33 persone. Secondo quanto appreso, la proprietà avrebbe chiesto l'intervento del 112 dopo esser venuta a conoscenza di un danno arrecato a una delle porte dell'azienda. Qualche momento di tensione dopo che i dipendenti sono venuti a conoscenza della mancata presenza della proprietà a un tavolo tecnico convocato per oggi. La direzione aziendale intanto starebbe mettendo in mano la situazione a dei legali per valutare la richiesta di far sgomberare il sito industriale. I militari non sono comunque intervenuti se non per un controllo di accertamento. (ANSA).

Notizia del: mar 16 mag, 2017

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Maestrelli, tra 7 giorni la decisione finale

Il tribunale deciderà se dare il via al fallimento oppure al concordato in continuità

Marco Pagli dal Tirreno 11 Maggio 2017

VINCISi è tenuta ieri negli uffici del tribunale di Firenze l'udienza preliminare per il concordato in bianco relativo alla cartotecnica Maestrelli. Il periodo di 90 giorni, chiesto dall'azienda con sede a Sovigliana, è arrivato a scadenza e la proprietà nell'incontro di ieri ha consegnato al giudice tutta la documentazione del caso sugli ultimi tre mesi di attività (piano di rientro con i creditori, eventuale rilancio e manifestazioni di interesse ricevute). Secondo le indiscrezioni la proprietà, rappresentata dall'amministratore delegato Cesare Michelin, avrebbe chiesto un periodo di proroga di ulteriori trenta giorni che, però, il giudice non avrebbe accordato. La prossima udienza è stata fissata per mercoledì prossimo, 17 maggio. In quella sede verrà resa nota la decisione del tribunale con una sentenza che potrà aprire sostanzialmente due scenari. Da una parte c'è il via libera al fallimento con la liquidazione immediata dell'attività. Dall'altra la possibilità di concedere un concordato in continuità per valutare le manifestazioni di interesse (tra le quali c'è anche quella avanzata dalla cooperativa costituita dagli operai Mestrelli) finora pervenute e vedere se ci sono margini per un rilancio.In quest'ultimo caso la palla passerebbe operativamente nelle mani del commissario nominato dal giudice. A lui spetterebbe di condurre le operazioni, analizzando i numeri e ascoltando le diverse parti in causa. Una soluzione, quest'ultima, che viene caldeggiata dai lavoratori della cartotecnica che stanno continuando ad occupare la fabbrica in attesa che venga presa una decisione sul loro futuro. «Stiamo arrivando al termine di tre mesi durissimi - commentano - speriamo che la partita venga presa in mano dal tribunale al più presto, in modo da uscire da un limbo che ci vede da due mesi in fabbrica senza riscuotere e senza la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali». Nonostante l'apertura, alla fine di marzo scorso, di una procedura di licenziamento collettivo da parte dell'azienda, la chiusura dell'operazione non c'è mai stata e gli operai (ce ne sono alcuni che nel frattempo avrebbero trovato ricollocazione) sono bloccati. 

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Per la Maestrelli oggi è il ‘giorno del giudizio’

L'amministratore delegato potrebbe non presentarsi mandando un avvocato

Sinistra Italiana ha donato ai lavoratori il ricavato dei fiori del Primo Maggio

Tommaso Carmignani da la Nazione 10 Maggio 2017

UN’IDEA più chiara del destino della Cartotecnica Maestrelli la si avrà probabilmente oggi, quando scadranno i 90 giorni per il concordato in bianco chiesto dall’azienda di viale Togliatti a Sovigliana. La proprietà si presenterà in udienza davanti al giudice e gli scenari che potrebbero aprirsi sono sostanzialmente tre. Il primo prevede la presentazione di un piano di rilancio aziendale, un’ ipotesi che però, stando alle mosse effettuate in questi mesi, appare piuttosto improbabile. Il secondo, invece, è quello in cui il giudice incaricato avvierà la procedura per il fallimento, mentre il terzo, che poi è quello auspicato dai lavoratori, va verso la costituzione della cooperativa con cui l’azienda potrebbe essere salvata. Per questo al tavolo ci sarà anche Lega Coop, che si muove per conto degli operai.

Secondo alcune indiscrezioni, l’amministratore delegato della Maestrelli, Cesare Michelin, potrebbe anche non presentarsi: tra le sue facoltà c’è quella di delegare l’avvocato. Dipendenti e sindacati vogliono capire anche se oltre alla soluzione della cooperativa ci siano altre manifestazioni di interesse, perché pare che qualcuno si sia fatto avanti per rilevare la ditta. L’ipotesi più temuta è quella del fallimento, anche alla luce degli ingenti debiti (si parla di oltre 5 milioni di euro) accumulati dalla Maestrelli nel corso degli ultimi anni. Sul fronte dei lavoratori, invece, è previsto un incontro venerdì in cui, al tavolo della Città Metropolitana, si cercherà un accordo sulla vertenza aziendale. 

Intanto agli operai arriva anche la solidarietà di Sinistra Italiana che attraverso la donazione di 140 euro ricavati dai contributi raccolti al corteo della Festa dei lavoratori a Empoli con i “fiori del Primo Maggio” ha voluto sostenere la loro causa. «Inizialmente questi fiori rossi artigianali, fatti di cartapesta come simbolo del Primo Maggio, serivivano per l’auto finanziamento. Vista la situazione dei lavoratori della Maestrelli, ci sembra giusto donare a loro il ricavato – racconta Irene, una giovane iscritta – per due motivi: il primo, per far sentire la nostra vicinanza, anche attraverso un gesto simbolico, ma concreto; il secondo per sensibilizzare l’opinione pubblica verso questa vicenda, perché a loro serve il sostegno di tutti».

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Primo Maggio Un giorno speciale per gli operai di Sovigliana

Un corteo carico di speranza

Il Presidente della Regione tra gli operai della Maestrelli

Tommaso Carmignani da la Nazione 3 Maggio 2017

PRIMO MAGGIO speciale per i lavoratori della cartotecnica Maestrelli, ancora impegnati nella battaglia contro la chiusura dell’attività. Il 10 maggio scadono i termini del concordato in bianco e la proprietà dovrà fornire risposte sul proprio futuro. Il giudice dovrà valutare le intenzioni dei titolari, ma anche le manifestazioni di interesse per rilevare la ditta. Tra queste c’è la proposta di Lega Coop, che agisce per conto degli operai. L’obiettivo è formare una cooperativa che mandi avanti la produzione e salvi il posto di lavoro a 33 dipendenti, che nel frattempo sono diventati 32 (uno si è licenziato). Lunedì gli uomini e le donne che mantengono da giorni il presidio permanente hanno pranzato col governatore Enrico Rossi.

«CHIEDIAMO che la proposta di Legacoop, arrivata dopo un concordato difficile – ha spiegato lo stesso Rossi – venga valutata attentamente, perché ci sembra credibile e capace di far uscire lo stabilimento dalla crisi. La Regione esprime la propria solidarietà ed è sempre stata presente al tavolo delle trattative, che ha visto insieme il responsabile dell’azienda e i sindacati. Se la soluzione della cooperativa tra dipendenti andrà in porto forniremo tutti gli strumenti di sostegno che possiamo mettere in campo».

UN RINGRAZIAMENTO arriva anche da parte degli operai. «Cogliamo l’occasione – scrivono in una nota – per un pensiero verso tutti coloro che hanno manifestato l’interesse e il supporto nel seguire la nostra situazione, a partire dalla solidarietà a noi giunta da molte realtà produttive del nostro territorio, grazie alla rappresentanza sindacale che ci aiuta, ci assiste e ci consiglia nell’affrontare al meglio la vicenda, ma anche alla Lega Coop Toscana con la quale stiamo affrontando l’ipotesi di costituirci in cooperativa, sia per la salvaguardia dei posti di lavori di coloro i quali ne volessero far parte, sia per non far morire una realtà produttiva del nostro territorio. Un grazie va anche alle istituzioni, in primo luogo al sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, che ormai da un anno si sta rendendo disponibile e interessato affinché si possa arrivare a una soluzione rapida, ma ringraziamo anche le varie forze politiche sia del territorio che della Regione fino ad arrivare ad alcune personalità di livello nazionale».

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Cartotecnica Maestrelli: Regione prosegua confronto e sostenga nascita cooperativa
All’unanimità il Consiglio regionale approva una mozione sulla storica azienda di Sovigliana, presentata dal Pd ed illustrata da Enrico Sostegni

All’unanimità il Consiglio regionale impegna la Giunta a proseguire nel confronto con i vertici aziendali della Cartotecnica Maestrelli e con i rappresentanti dei lavoratori per valutare le prospettive produttive ed occupazionali, come pure ogni misura utile per sostenere l’iniziativa dei lavoratori di costituire una cooperativa per rilevare l’azienda e rilanciarne l’attività. È quanto prevede una mozione del gruppo Pd, illustrata in aula da Enrico Sostegni, che ha ricordato come la storica azienda di Sovigliana (Vinci), leader nel settore degli imballaggi, non aveva mai avuto problemi, fino al 2015, quando una ristrutturazione ha determinato un piano di esuberi, che ha condotto all’uscita di undici lavoratori rispetto ai quindici previsti.

Nel marzo scorso i vertici aziendali hanno comunicato ai rappresentanti sindacali la volontà di cessare la produzione, aprendo la strada alla mobilità per i 33 lavoratori rimasti. L’azienda si è sempre rifiutata di partecipare agli incontri sollecitati dalla Regione, ma nelle ultime ore i lavoratori sono passati dal presidio all’occupazione dello stabilimento, spingendo la controparte a rivedere la sua posizione.

26/04/2017 18.07
Regione Toscana

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Una Coop per vivere

Svolta nella vertenza Maestrelli

I dipendenti si associano per salvare l’azienda

Irene Puccioni da la Nazione 22 Aprile 2017

I BUONI propositi adesso sono stati formalizzati. I lavoratori della Cartotecnica Maestrelli di Sovigliana hanno ufficialmente presentato la manifestazione d’interessi per dare vita a una cooperativa. La volontà è quella di poter dare continuità alla produzione dell’azienda di viale Togliatti, un tempo leader nel settore del packaging e nella produzione di astucci ed espositori in cartone. Al momento hanno dato disponibilità a costituirsi in coop una quindicina dei 33 operai. Ma se l’attività dovesse ripartire nulla vieterebbe l’assunzione di altri ex dipendenti della ditta. La manifestazione, tramite Legacoop, è stata inoltrata al Tribunale e alla Regione. «Da quest’ultima adesso attendiamo la convocazione di un tavolo per valutare la fattibilità dell’operazione – spiega Salvatore D’Amico della Slc-Cgil –. In questa fase è necessario che la proprietà si renda disponibile a fornire tutti i dati dell’azienda. Ci auguriamo dall’altra parte collaborazione e trasparenza, quelle che fino ad ora sono mancate».

IL PICCHETTO degli operai davanti alla ditta rimane. «Ormai non ci fidiamo più delle parole – continua D’Amico – Prima di Pasqua avevamo raggiunto un accordo sull’uscita senza preavviso di alcuni lavoratori che in queste settimane hanno ricevuto offerte da altre imprese del settore. Il giorno dopo Pasquetta la proprietà si è rimangiata tutto dicendo che prima avrebbe dovuto sentire il giudice che ha in mano la procedura di concordato in bianco. Questo atteggiamento ambiguo ha fatto naufragare l’accordo, allungando i tempi con il rischio di far perdere l’opportunità di ricollocamento a quegli stessi operai». Il sospetto di lavoratori e sindacati è che la proprietà della Maestrelli voglia portare in liquidazione l’attività. Il 10 maggio, con l’udienza fissata per la presentazione del concordato in bianco, verranno scoperte le carte: «In quella occasione – spiega ancora d’Amico – dovrà essere presentato un piano di ristrutturazione in funzione dei debiti. Lì si conosceranno finalmente le reali intenzioni dell’azienda».

IN OGNI CASO il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, si è detto contrario a qualsiasi tipo di speculazione edilizia in caso di chiusura della produzione. «Su questa particella non verrà cambiata la destinazione d’uso. E’ un sito ad uso produttivo e tale resterà. La volontà da parte dei lavoratori di costituire una cooperativa è un passo importante, e come amministrazione la sosteniamo».

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«Rischio speculazione edilizia sulla Maestrelli»

L’incontro coi vertici si è concluso con una fumata nera, Cgil all’attacco: «Precisa volontà di liquidare l’azienda»

dal Tirreno 20 Aprile 2017

VINCILa fumata nera in seguito all'ultimo incontro tra Maestrelli e sindacati ha raffreddato una trattativa che fino a pochi giorni sembrava ben avviata. Tanto da portare la Slc Cgil a parlare di una «precisa volontà di liquidare l'azienda» e a sollevare il sospetto di un «progetto di speculazione edilizia sull'area». Intanto, i lavoratori sono tornati ad occupare lo stabilimento di viale Togliatti a Sovigliana. Il faccia a faccia di martedì scorso tra l'amministratore delegato Cesare Michelin e i rappresentanti sindacali sembra aver, insomma, segnato un solco profondo tra le parti. Il tavolo è saltato su un punto decisivo, cioè l'uscita senza preavviso di alcuni lavoratori che in queste settimane hanno ricevuto offerte da altre imprese del settore. L'azienda ha preso tempo dicendo che il giudice, che dalla metà di febbraio scorso ha in mano la procedura di concordato in bianco, non era stato informato. E in questo modo ha fatto naufragare l'accordo, che adesso sarà discusso in Città metropolitana (ancora l'incontro non è stato fissato) allungando così i tempi e rischiando di far perdere l'opportunità di ricollocamento a quegli stessi operai. «Si trattava di una formalità, di cui il giudice non si occupa direttamente - attacca Salvatore D'Amico della Slc Cgil - l'accordo era praticamente fatto e l'azienda ha la responsabilità di aver bruciato questa possibilità. Adesso la pratica passerà al tavolo istituzionale e rischiamo di perdere un altro mese. Non ne possiamo più di questo atteggiamento ambiguo. Sono più di due mesi che la proprietà dice una cosa e poi ne fa un'altra. Ci sembra evidente che la loro volontà sia quella di liquidare l'attività e abbiamo il sospetto, nonostante l'amministrazione comunale abbia detto che non ci sarà un cambio di destinazione d'uso, che questo nasconda il progetto di una speculazione edilizia su un'area da oltre mille metri quadrati in una zona che negli anni ha goduto di una rivalutazione importante, specie a livello residenziale». 

Uno scenario, questo, che metterebbe a rischio anche il progetto della cooperativa dei lavoratori costituita per rilevare l'attività. «Noi continuiamo a lavorare a questo - continua D'Amico - ed entro la fine di questa settimana presenteremo la nostra proposta al commissario nominato dal tribunale. Se la proprietà effettivamente ha altri piani e deciderà di ignorare, come ha già fatto con le altre manifestazioni di interesse, anche questa proposta se ne dovrà assumere la responsabilità e a quel punto dovrà rimborsare i lavoratori». (m.p.)

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La Maestrelli di nuovo occupata

E' saltato l'accordo sui "preavvisi"

Intanto gli operai procedono con la costituzione della cooperativa

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 19 Aprile 2017

DOPO la schiarita dei giorni precedenti la Pasqua, tornano a incrinarsi i rapporti tra la proprietà della Cartotecnica Maestrelli e le rappresentanze sindacali che seguono la crisi dell’azienda. Quella di ieri doveva essere una giornata importante per i 33 lavoratori che attualmente si trovano impiegati nella fabbrica di espositori e imballaggi con sede in viale Togliatti a Sovigliana, ma l’accordo per i licenziamenti cercato dai sindacati con l’ad Cesare Michelin è saltato. «Ci ha risposto che la procedura per liberare i dipendenti che ne facessero richiesta senza costringerli a pagare il preavviso doveva essere discussa prima col giudice – spiega Salvatore D’Amico della Cgil – e a noi questo non sta bene. Avevamo concordato altro, ma lui parla di fraintendimento e i dipendenti, per l’ennesima volta, si sono sentiti presi in giro. Per questo va avanti l’occupazione».

La nuova frattura arriva dopo l’annuncio di un miglioramento nelle relazioni a margine dell’incontro in Regione della scorsa settimana e la decisione di ammorbidire il presidio, un presidio che però a questo punto torna nuovamente ad inasprirsi. Una nuova delegazione di operai ha dormito anche stanotte all’interno dei cancelli della fabbrica per sorvegliare i macchinari e i materiali rimasti. Ma cosa chiedevano i lavoratori? In pratica volevano la possibilità, per coloro che nel frattempo hanno trovato, o stanno trovando, occupazioni alternative, di licenziarsi senza preavviso, che nel caso della Maestrelli è anche piuttosto oneroso (si va da uno a quattro mesi). In altre parole, i dipendenti volevano la possibilità di andarsene senza dover pagare alla ditta la cosiddetta indennità: considerando la crisi e le difficoltà nel trovare nuove occupazioni a tempo indeterminato, per gli operai era un aspetto molto importante. 

Scaduti i termini per l’accordo sindacale, si tornerà quindi a discutere della procedura di licenziamento collettiva al tavolo istituzionale dell’area metropolitana.

Parallelamente va avanti il processo per la costituzione della cooperativa che potrebbe rilevare la Maestrelli e dare così continuità sia alla produzione aziendale che al lavoro di molti dei 33 dipendenti. Il percorso ha subìto un’accelerata nelle ultime ore e Legacoop, a cui gli operai hanno affidato il mandato la settimana scorsa, potrebbe riuscire a formare la cooperativa prima del week-end. A quel punto gli operai diventeranno interlocutori al tavolo tecnico per capire se la strada è percorribile e se la cartotecnica ha davvero tutte le ragioni per andare avanti. Potrebbe essere davvero l’ultimo tentativo per salvare un’azienda ferma ormai da più di un mese e sempre più vicina alla chiusura definitiva.

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Maestrelli, la coop è più vicina

La proprietà "apre" ai lavoratori

Soddisfacente la riunione in Regione, ma c’è ancora da lavorare

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 14 Aprile

LA CARTOTECNICA Maestrelli può sopravvivere sotto forma di cooperativa. E’ il risultato più importante maturato a margine del tavolo che si è svolto in Regione nel primo pomeriggio di ieri. Presenti da una parte l’amministratore delegato dell’azienda con sede in viale Togliatti a Sovigliana, Cesare Michelin, e dall’altro il consigliere per il lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini. Insieme a loro il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, il dipendente Cristiano Gherardini in rappresentanza degli operai e un dirigente di Legacoop.

FIN DA SUBITO è emersa la richiesta, da parte delle istituzioni, di sondare il terreno per la realizzazione di una cooperativa: lo scopo è quello di dare continuità alla produzione della cartotecnica e di salvaguardare in toto il lavoro dei 33 operai ed il futuro delle loro famiglie. L’azienda si è mostrata collaborativa, permettendo così alla Lega, che agisce per conto dei dipendenti, di accedere ai documenti che nelle prossime ore consentiranno agli esaperti di prendere visione dello stato in cui versa la ditta. A spaventare è il fatto che l’azienda, ferma ormai da quasi un mese, potrebbe perdere il suo intero portafogli clienti se non si corre alla svelta ai ripari. La partita, quindi, si gioca sulla fattibilità reale di una cooperativa e sull’utilità che quest’ultima potrebbe avere. Per farla breve, si insisterà su questa strada soltanto se potrà produrre effetti concreti ma dopo le incomprensioni delle scorse settimane, i silenzi della proprietà e la rabbia degli operai, questo è già un importante passo avanti.

Il tavolo andrà quindi di pari passo con la procedura di concordato in bianco aperta lo scorso febbraio: tra gli interlocutori di Legacoop, delle istituzioni e dei sindacati ci sarà quindi anche il magistrato incaricato di seguire il procedimento.

«SUL TAVOLO istituzionale – spiega il sindaco Torchia – è stata evidenziata la volontà dei lavoratori. La proprietà l’ha accolta positivamente e adesso seguirà una formale richiesta per costituire la cooperativa. Quest’ultima sarà sottoposta anche al magistrato che si occupa del concordato. E’ evidente che la proposta sarà subordinata alla valutazione della fattibilità dell’operazione: bisognerà capire se questa cooperativa potrà stare in piedi, ma la buona notizia è che finalmente c’è stato un dialogo. Valuto positivamente l’incontro, ringrazio sia i lavoratori che Lega delle cooperative». Soddisfazione anche da parte dei sindacati, che hanno accolto l’incontro di ieri come una vittoria. L’occupazione della fabbrica è stata interrotta dopo tre giorni, ma il presidio andrà comunque avanti. «E’ stato avviato un percorso per la costituzione di una cooperativa e il riavvio della produzione – dice Salvatore D’Amico della Cgil – anche se tutto questo poteva essere fatto prima».

I sindacati avranno un incontro con la proprietà, previsto per la giornata di martedì, in cui discutere del futuro degli operai e della procedura di licenziamento collettivo avviata nelle scorse settimane. Si tratteranno le posizioni di quei dipendenti che intendono ‘lasciare’ perché nel frattempo hanno trovato altre occupazioni, ma anche di quelli che attendono le lettere di licenziamento.

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Vertenza Maestrelli, slitta l’incontro

Gli operai continuano l’occupazione

Il summit tra la proprietà e la regione si terrà oggi a Firenze

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 13 Aprile 2017

SLITTA l’incontro in Regione tra l’amministratore delegato Cesare Michelin e il consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, per parlare del futuro della Cartotecnica Maestrelli. Inizialmente previsto per la giornata di ieri, è stato rimandato a oggi, anche se a tal proposito arrivano voci contrastanti. La proprietà parla di fraintendimento, sottolineando come il giorno stabilito fosse sempre stato questo, ma gli operai, che inizialmente avevano capito altro, non si fidano e per questo rimangono all’erta.

PROSEGUE quindi l’occupazione della fabbrica, giunta ormai al terzo giorno. Anche stanotte un presidio di dipendenti è rimasto a dormire all’interno dei cancelli per assicurarsi che tutto rimanga com’è. Si attende adesso con fiducia il vertice tra Michelin e la Regione, anche e soprattutto per capire l’effettiva possibilità di costituire una cooperativa e dare un futuro all’azienda e ai 33 lavoratori che attualmente rimangono al suo interno. Per farlo gli stessi dipendenti hanno dato mandato a Lega Coop, che quindi dovrà assumere un ruolo centrale all’interno del tavolo. Intanto, per dare forza al confronto con la proprietà della Cartotecnica e con le rappresentanze sindacali, arriva anche una mozione presentata ieri in consiglio regionale dal consigliere Enrico Sostegni. Sull’iniziativa interviene anche il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, evidenziando come «la cooperazione fra tutte le istituzioni sia una condizione necessaria per trovare uno spiraglio in una vicenda così complessa e delicata per tante famiglie del nostro territorio».

QUESTO invece il commento di Sostegni: «Fin dall’inizio di questa vicenda – spiega – i lavoratori hanno contattato le istituzioni che hanno da subito cercato di coinvolgere la proprietà al fine di individuare una prospettiva per l’azienda, nella convinzione che possa continuare ad avere un ruolo importante sul mercato. La chiusura manifestata per lungo tempo dei vertici aziendali ha complicato fin dall’inizio questo percorso, anche se nelle ultime ore pare essersi aperto uno spiraglio con la decisione della proprietà di sedersi al tavolo promosso dal consigliere del presidente Rossi per le questioni del lavoro  Gianfranco Simoncini e valutare così possibili soluzioni per garantire almeno la salvaguardia dell’occupazione».

«E’ NECESSARIO fare ogni tentativo – conclude Sostegni – per dare speranza ai lavoratori e alle loro famiglie e per continuare a tenere in vita una storica azienda che rappresenta un’esperienza di alto valore per tutto il territorio».

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Grandi Molini e Cartotecnica Maestrelli: "Di fronte alla crisi le aziende rispondono in maniera arrogante e irresponsabile

“La Toscana è attraversata da numerose crisi aziendali caratterizzate dal comportamento sempre più arrogante e ostile da parte delle proprietà”. A dirlo è la senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia, dopo aver appreso che la Grandi Molini di Livorno non solo ha confermato i 17 licenziamenti annunciati, ma ha anche rifiutato le procedure di mobilità. “Un atteggiamento semplicemente irresponsabile. Assieme al consigliere regionale Paolo Sarti abbiamo incontrato due giorni fa i lavoratori della Grandi Molini un'azienda che si è dimostrata nei fatti priva di qualunque responsabilità di impresa. A Livorno la crisi economica è già sufficientemente feroce, non si sente il bisogno di ulteriori licenziamenti collettivi, che sono oltretutto ingiustificati. Ma grazie al Jobs Act oggi si licenzia e domani si riassume con contratti a tutele crescenti, pensando solo ai risparmi economici per le aziende e mettendo in ginocchio un tessuto sociale e una comunità già in difficoltà”.

“I lavoratori hanno già dimostrato ed espresso la volontà di non lasciare indietro nessuno, mentre l'azienda non risponde neanche alle richieste di confronto. Vedremo se il 20 aprile si presenteranno all'incontro al Mise. Rifiutare il ricorso agli ammortizzatori sociali, che avrebbero permesso ai lavoratori di sopravvivere per questi 20 mesi in fase di passaggio, è da irresponsabili”.

“E purtroppo la Grandi Molini è in buona, anzi in cattivissima compagnia. Pensiamo alla Cartotecnica Maestrelli di Sovigliana, a Empoli, dove i dipendenti, 33 in questo caso, stanno occupando lo stabilimento, dopo giorni di presidio in un contesto analogo a quello livornese. Per salvaguardare i posti di lavoro hanno anche proposto di costituirsi in cooperativa, ma l'azienda ha risposto con il concordato in bianco e rifiutando le proposte di acquisto. Come Sinistra Italiana continueremo ad ascoltare e supportare i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendali, auspicando anche un intervento ‘forte’ da parte delle istituzioni, soprattutto del Governo”.

Notizia del: mer 12 apr, 2017

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C’E’ LUCE SULLA MAESTRELLI

L'Azienda dice sì al vertice in Regione

Tommaso Carmignani da la Nazione 12 Aprile 2017

UN PICCOLO spiraglio di luce nella vicenda della Cartotecnica Maestrelli. L’occupazione voluta dai dipendenti e portata avanti nelle ultime 24 ore ha già prodotto i primi frutti. L’amministratore delegato Cesare Michelin, nel primo pomeriggio di ieri, ha infatti incontrato le rappresentanze sindacali degli operai, oltre a Salvatore D’Amico e Sergio Luschi della Cgil. Cosa più importante, ha accettato di partecipare al tavolo regionale col consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini: l’incontro è previsto per la giornata di oggi e la speranza è che il colloquio ponga le basi per il salvataggio dell’azienda in crisi.

UN RUOLO determinante l’ha giocato anche l’onorevole del Pd ed ex sindaco di Vinci Dario Parrini: è stato lui il primo ad avviare i contatti con Michelin per convincerlo a intavolare la discussione. Scopo delle istituzioni è quello di salvaguardare in primis il lavoro dei 33 operai e il futuro delle loro famiglie. Dal vertice di ieri coi sindacati, oltre alla promessa di partecipare al tavolo in Regione, è spuntato anche un accordo che riguarda gli stessi lavoratori e che consente a chi abbia trovato un’altra occupazione di svincolarsi dalla Maestrelli prima dell’arrivo delle lettere di licenziamento. L’amministratore Michelin e i sindacati si sono dati poi appuntamento alla prossima settimana per discutere la posizione degli altri operai.

IN REGIONE, invece, si parlerà delle manifestazioni di interesse arrivate nei giorni scorsi e della possibilità per gli stessi dipendenti di costituire una cooperativa e rilevare l’azienda. Non dimentichiamoci che sono stati loro a dare mandato a Lega Coop di esplorare e vagliare anche questa possibilità.

UN SUGGERIMENTO in questo senso è arrivato anche dall’onorevole di Forza Italia Renata Polverini, vice presidente della commissione lavoro della Camera. La deputata ha visitato la fabbrica nel tardo pomeriggio di ieri, parlando con gli operai e con lo stesso Michelin, sottolineando al tempo stesso l’importanza del percorso regionale e rimarcando la vicinanza delle istituzioni. Intanto l’occupazione andrà avanti almeno fino a martedì, giorno in cui ci sarà il nuovo incontro tra l’ad e i sindacati.

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La lunga notte degli operai dentro la fabbrica occupata «Son qui dal 1987: è casa mia»

di TOMMASO CARMIGNANI

LA LUNGA notte degli operai comincia intorno alle 18. Quando in altri tempi scoccava l’ora di timbrare il cartellino, salutare i colleghi e fare ritorno a casa, adesso è proprio lì che si serrano le fila. Perché occupare non vuol dire solamente alzare due bandiere, piazzare qualche striscione darci dentro di fischietto. Occupare vuol dire manifestare, dimostrare, resistere. I 33 dipendenti della Cartotecnica Maestrelli, in queste ore, stanno scoprendo un’unità di intenti che probabilmente neanche loro credevano di avere. Forti nella crisi, per superare le difficoltà.

E COSÌ, dopo la decisione di chiudere i cancelli per impedire che la proprietà e l’amministratore delegato dell’azienda, Cesare Michelin, mettano piede all’interno della fabbrica, ecco che i dipendenti della Maestrelli hanno deciso di giocarsi il tutto per tutto. Qui non entra nessuno, il presidio è permanente e resterà tale finchè non verrà attivato un tavolo tecnico per discutere della crisi. Per provare a costituire una cooperativa, per valutare le manifestazioni di interesse, per cercare di salvare il lavoro di 33 operai e delle loro famiglie. «Ci siamo organizzati – spiega Andrea Fondelli, responsabile sindacale della Cartotecnica Maestrelli – e abbiamo deciso di rimanere qui in 7 per trascorrere la prima notte. E’ andato tutto bene, anche se io, personalmente, non ho dormito».

UNA FABBRICA non è un albergo e così i dipendenti si sono organizzati con giacigli di fortuna, provando a chiudere un occhio su qualche poltrona qua e là. Molti di loro sono qui da più di 20 anni e dell’azienda conoscono vita, morte e miracoli, ma probabilmente non avrebbero mai immaginato che un giorno avrebbero anche dormito al suo interno. E’ ad esempio il caso di Massimo Bonistalli, un altro di quelli che la prima notte di occupazione l’ha passata all’interno della cartotecnica. «Lavoro qui dal 1987 è quindi me la sento anche un po’ mia. C’è tanta rabbia nel vedere quello che è successo, l’amministratore ha lasciato soli i proprietari anziani, mentre con noi – commenta – si rifiuta costantemente di parlare».

LA VITA, comunque, scorre tranquilla all’interno della fabbrica. Laddove, fino a ieri, si pensava a realizzare imballaggi ed espositori in cartone, ora ci si organizza per passare la giornata. Gli operai hanno un televisore, qualcuno chiede di guardare la Juventus che affronta il Barcellona in Champions League, altri pensano a preparare da mangiare. Si fa colletta, si pensa alla spesa, si preparano il pranzo e la cena. «Da questo punto di vista – dice Cristiano Gherardini – siamo organizzati. Facciamo da mangiare all’interno della mensa, stiamo insieme, cerchiamo di fare quadrato». L’augurio è che il presidio e l’occupazione servano a qualcosa. «Speriamo che il messaggio arrivi forte e chiaro a chi di dovere», conclude Simone Fossi, riaccompagnato dalla moglie dopo una doccia. Anche lui ha passato la notte alla Maestrelli. Anche lui, come gli altri, spera di tornare presto a varcare i cancelli della fabbrica per fare quello per cui è pagato: semplicemente lavorare.

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Cartotecnica Maestrelli: Cgil, occupazione continua fino a tavolo istituzionale. Disponibili ad incontro in sede sindacale

I lavoratori della Cartotecnica Maestrelli hanno iniziato un presidio il 30 Marzo per impedire lo svilimento delle attrezzature industriali e l’alienazione di beni di produzione. Dopo dieci giorni hanno deciso di occupare lo stabilimento per chiedere e sollecitare un confronto con l’azienda che si è negata persino in sede istituzionale.
Oggi è pervenuta la proposta, tramite un tentativo di mediazione di una parte istituzionale, di smobilitare l’occupazione con la vaga promessa di un incontro.
I lavoratori e la SLC Cgil riuniti in assemblea ribadiscono la disponibilità ad incontrare l’azienda sia in sede sindacale per la procedura di licenziamento collettivo attivata in data 3 Marzo, sia in sede istituzionale al fine di valutare eventuali manifestazioni di interesse da parte di terzi compresa l’ipotesi di attivare una cooperativa di lavoratori a cui essi hanno dato mandato tramite Lega Coop.
All’attivazione del tavolo istituzionale siamo disponibili a smobilitare l’occupazione

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Maestrelli, vertenza incandescente

Gli operai si chiudono nell’azienda

"Non entra più nessuno finchè non avremo risposte sul nostro futuro"

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 11 Aprile 2017

LA FABBRICA è occupata. Non si entra e non si esce senza il permesso degli operai, che sono passati dalle parole ai fatti. E così, dopo il presidio andato avanti per tutta la scorsa settimana, i dipendenti della Cartotecnica Maestrelli hanno perso la pazienza. Chiedono un confronto con l’amministratore delegato Cesare Michelin, vogliono risposte sul futuro dell’azienda, si dicono pronti a costituire una cooperativa ma fino ad oggi si sono sempre scontrati con un muro di gomma. Non è servito a nulla nemmeno l’intervento dei sindacati e delle istituzioni, perché la proprietà, mercoledì scorso, ha rifiutato di sedersi al tavolo tecnico istituito in Regione per discutere della crisi.

MORALE della favola, la situazione è esattamente quella di un mese e mezzo fa: fabbrica inattiva, operai in attesa del licenziamento, procedura di concordato in bianco che va avanti e chiusura ormai imminente. «Ci sentiamo ostaggio dei titolari – dicono i dipendenti – ed è per questo che abbiamo trasformato il presidio in occupazione. Qui non entra nessuno finchè non avremo delle risposte». Non è entrato nemmeno lo stesso Michelin, atteso per tutta la giornata di ieri. L’amministratore delegato, forse allertato da qualcuno, non si è presentato di fronte ai cancelli della Maestrelli. Nessun cenno, nessuna parola. «La scelta di non presentarsi al tavolo regionale – spiegano i sindacati, con Salvatore D’Amico e Sergio Luschi della Cgil a dar manforte agli operai – è stata gravissima. E’ per questo che i dipendenti hanno deciso di passare dalle parole ai fatti: chiediamo l’attivazione di un tavolo per discutere del futuro dell’azienda e dei licenziamenti. Sappiamo che ci sono state manifestazioni di interesse, ma la procedura del concordato in bianco autorizza la proprietà ad assumere questo tipo di atteggiamento. Il problema è che rispettare i tempi vuol dire rischiare che la Maestrelli muoia del tutto».

SECONDO dipendenti e sindacati il lavoro non mancherebbe: ci sarebbero insomma tutti i presupposti per dare continuità ad un lavoro che in viale Togliatti a Sovigliana va avanti ormai da 50 anni. Sul fronte del concordato, aperto a inizio febbraio, i tempi arrivano fino a un massimo di 120 giorni: si rischia che in questo lasso di tempo anche i pochi clienti che in teoria sarebbero rimasti decidano di abbandonare la nave. Per i licenziamenti, invece, si può andare fino a un massimo di 75 giorni in sede istituzionale. «Il fatto che non siano arrivate le lettere – dice Luschi – costringe gli operai a rimanere in attesa. Qualcuno di loro avrebbe anche trovato altri impieghi, ma è ancora vincolato. Gli è stato detto di dare le dimissioni, ma in questo modo perderebbero i benefici degli ammortizzatori fiscali».

SEMPRE in piedi l’ipotesi di una cooperativa. «Abbiamo dato mandato a Lega Coop di esplorare questa possibilità intorno al tavolo regionale – spiega Andrea Fondelli, responsabile sindacale della Maestrelli – e gran parte degli operai sarebbe pronta a scommettere ancora sul futuro dell’azienda, ma senza un confronto con la società è impossibile andare avanti. In altre parole, ci sentiamo presi in ostaggio. E finchè non saremo ascoltati andremo avanti con l’occupazione». Bandiere e striscioni campeggiano adesso di fronte ai cancelli, ma dal fronte opposto, cioè dall’amministratore Michelin, non è arrivata risposta. Anche il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, insieme alle istituzioni e alle opposizioni, segue la vicenda. Tutti dalla parte della Maestrelli, ma con un futuro che appare sempre più incerto.

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Cartotecnica, un futuro da coop Gli operai impegnati con la Regione

Ieri all'Incontro fiorentino il sindaco di Vinci Torchia e Legacoop

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 6 Aprile 2017

I LAVORATORI in prima fila per salvare l’azienda. E’ il nuovo atto della vicenda della Cartotecnica Maestrelli, la fabbrica di Sovigliana ormai a un passo dalla chiusura. I 33 operai non lavorano da tre settimane e da una decina di giorni hanno indetto un presidio di fronte ai cancelli per ‘sorvegliare’ le mosse della proprietà. Nella mattinata di ieri si è svolto un incontro in Regione in cui è emersa la volontà, da parte delle istituzioni, di sostenere gli stessi lavoratori nell’ipotesi di costituire una cooperativa per rilevare le attività dell’azienda di Vinci.

Tutto questo nelle more del percorso aperto dai sindacati per quanto riguarda il confronto con l’azienda sugli ammortizzatori sociali, alla luce della grave crisi che si è aperta e dell’annuncio di messa in mobilità per tutti i 33 dipendenti. Nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri negli uffici regionali erano presenti il consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini, il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, il consigliere regionale Enrico Sostegni e una delegazione di Legacoop in rappresentanza del comitato dei lavoratori. L’incontro ha sostituito quello previsto con l’azienda, che aveva comunicato la sua indisponibilità ad incontrare le istituzioni, un comportamento che già nei giorni scorsi era stato fortemente criticato dalla Regione. La costituzione della cooperativa potrebbe evitare la chiusura dell’attività e darebbe risposte occupazionali. Per questo la Regione metterebbe a disposizione tutti i suoi strumenti che sono stati illustrati nel corso della riunione, come gli aiuti previsti sulla base della legge regionale per il sostegno all’imprenditoria giovanile femminile e per lavoratori con ammortizzatori sociali.

La Regione ha preso anche l’impegno di ricontattare la società per favorire l’apertura di un tavolo di confronto tra quest’ultima e il comitato dei lavoratori che possa permettere di valutare da entrambe le parti la possibilità di percorrere l’ipotesi della costituzione della cooperativa, senza naturalmente compromettere il percorso del confronto sindacale aperto dalla crisi che procederebbe in parallelo.

«E’ stata una riunione molto utile, sul tavolo è stata evidenziata la volontà dei lavoratori di costituire una cooperativa – dice il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia – e abbiamo quindi come obiettivo quello di valutare tutte le strade possibili per salvare l’attività produttiva. I lavoratori hanno il sostegno di Legacoop, ma dalla loro parte ci sono anche l’amministrazione di Vinci e la Regione». Il problema è capire i margini di manovra. «E’ fondamentale – spiega ancora Torchia – capire se esistono i presupposti per creare una cooperativa, abbiamo bisogno e necessità di dialogare con l’azienda e ci auguriamo che la proprietà risponda. Crediamo che il confronto possa aiutare sia i lavoratori che l’azienda a uscire dalla situazione in cui si trova».

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Maestrelli, lo schiaffo dell’azienda Non andrà al vertice in Regione

Dura nota da Firenze: "Atto grave, viene impedita la mediazione"

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 1 Aprile 2017

LA PROPRIETA’ della Cartotecnica Maestrelli diserterà l’incontro in Regione previsto per mercoledì, confermando le parole dell’amministratore delegato Michelin e certificando la frattura ormai insanabile che si è venuta a creare con gli operai e le rappresentanze sindacali. A comunicarlo è la Regione stessa. «Stigmatizziamo – si legge in una nota – il comportamento dell’azienda che ha comunicato la sua indisponibilità a partecipare all’incontro convocato tra istituzioni e azienda per il prossimo 5 aprile dal consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini per fare il punto sulla grave crisi aziendale».

SI TRATTA, secondo il consigliere del presidente, di un atteggiamento con pochissimi precedenti nell’attività dell’unità di crisi regionale, ma che, soprattutto, impedisce alla Regione di svolgere il suo ruolo di mediazione, rischiando di far crescere ulteriormente la tensione sociale. «Nel prendere atto della grave decisione – si legge ancora – la Regione invita l’azienda a superare questa posizione e a consentire in tempi rapidi un’apertura di un confronto con le istituzioni».

INTANTO PROSEGUE, almeno fino a mercoledì, il presidio degli operai di fronte ai cancelli della ditta in viale Togliatti a Sovigliana. «Siamo qui a vigilare affinchè non si verifichino fatti simili a quelli di giovedì – spiega il responsabile sindacale, Andrea Fondelli – quando la proprietà ha tentato di portar via delle lastre in alluminio necessarie alla lavorazione. Il signor Michelin ha parlato di atto di ordinaria amministrazione, ma per noi non lo era». Durissima la reazione degli operai e della Cgil all’intervista rilasciata dallo stesso amministratore delegato della Maestrelli. «Noi siamo convinti che la ditta abbia un futuro, ci sono aziende come la nostra che continuano a lavorare, ci sono manifestazioni di interesse per rilevare l’attività – spiega ancora Fondelli – e non accettiamo certe dichiarazioni. Dite che ci ha invitato a fare cooperativa? Noi saremmo anche d’accordo, ma non alle condizioni che vorrebbe lui. A questo punto speriamo di arrivare presto ad avere come interlocutore il commissario nominato in sede di concordato, perché è chiaro che con la proprietà non c’è dialogo».

INTANTO arrivano messaggi di sostegno nei confronti dei dipendenti che stanno occupando e sorvegliando l’ingresso della fabbrica. «La segreteria dello Spi Cgil – si legge in una nota – esprime solidarietà ai lavoratori. E’ assolutamente necessario che l’azienda dialoghi con le istituzioni e col sindacato per evitare i licenziamenti e dismettere un’altra storica azienda del territorio». Messaggi simili anche da parte dei lavoratori di Alia, della Colorobbia, della Revet e della Filctem Cgil.

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Cartotecnica Maestrelli, Regione stigmatizza comportamento azienda

31 Marzo 2017

FIRENZE - La Regione stigmatizza il comportamento dell'azienda Cartotecnica Maestrelli che ha comunicato la sua indisponibilità a partecipare all'incontro convocato tra istituzioni e azienda per il prossimo 5 aprile dal consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini per fare il punto sulla grave crisi aziendale.

Si tratta, secondo il consigliere del presidente, di un atteggiamento con pochissimi precedenti nell'attività dell'Unità di crisi regionale, ma che, soprattutto, impedisce alla Regione di svolgere il suo ruolo di mediazione, rischiando di far crescere ulteriormente la tensione sociale.

Nel prendere atto della grave decisione, la Regione invita l'azienda a superare questa posizione e a consentire in tempi rapidi un'apertura di un confronto con le istituzioni, mettendo i suoi strumenti a disposizione per favorire l'avvio di un dialogo fra parti .

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Presidio permanente alla "Maestrelli"

Spettro licenziamento per 33 operai

Blocco ai cancelli contro il trasferimento delle lastre per la produzione

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 31 Marzo 2017

IL FUTURO della Cartotecnica Maestrelli è ormai a un bivio. Da ieri i 33 operai hanno indetto un presidio permanente che andrà avanti a oltranza. I sindacati sono con loro, l’obiettivo è capire quale destino attende l’azienda che da 50 anni produce espositori e imballaggi e che adesso è a un passo dalla chiusura. E’ stata quindi una mattinata decisamente calda, quella di ieri, iniziata con l’occupazione della fabbrica e il blocco dell’ingresso con un fuoristrada. Lo scopo era impedire a un camion di rimuovere e portare via le lastre in alluminio che consentono di svolgere una parte significativa della produzione. Per gli operai si trattava di un atto gravissimo da parte della proprietà, un altro segnale evidente di come la volontà della famiglia Maestrelli sia quella di smobilitare la fabbrica e avviare la chiusura. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che prima hanno parlato con gli operai e poi con l’amministratore della ditta, Cesare Michelin. Tutto è rimasto nella norma e non ci sono state tensioni particolari.

Quanto al resto, i fatti sono chiari. Secondo gli operai della Cartotecnica, che coi sindacati hanno partecipato anche a un tavolo in Regione, la proprietà non sta rispondendo a precise domande che loro considerano lecite. La prima, e più importante, è questa: davvero la chiusura è la sola strada percorribile? Non esiste nessuna possibilità di dare continuità all’azienda? E ancora: le manifestazioni di interesse di cui i titolari avevano parlato sono davvero così irricevibili? In assenza di risposte la strada che si sta delineando è sostanzialmente un vicolo cieco per chi crede ancora in un futuro per la Cartotecnica.

LE PRIME avvisaglie della crisi c’erano state a dicembre 2015, quando la proprietà aveva avviato la messa in mobilità di 15 dipendenti. I licenziamenti, alla fine, erano stati 11 e così la forza lavoro, da 45 dipendenti, era scesa a 33. A metà dello scorso febbraio, poi, la famiglia Maestrelli aveva deciso il concordato in bianco, con proposta di liquidazione di tutti i creditori. Se ora questo non dovesse avvenire, la sola strada percorribile diventerebbe quella del fallimento. In nessun caso, dicono operai e sindacati, si vede da parte dei titolari la volontà di proseguire l’attività. La produzione è ferma ormai da quindici giorni, anche gli ultimi clienti se ne sono andati e i lavoratori si sono trovati costretti, loro malgrado, a incrociare le braccia.

«Il problema – dice Sergio Luschi della Cgil – è che non abbiamo mai avuto modo di confrontarci con la proprietà. Sappiamo che va avanti la procedura di concordato, che è stato nominato un commissario, sappiamo anche che ci sono state delle manifestazioni di interesse ma nessuno ce le ha illustrate. Abbiamo parlato di questo in Regione e ora aspettiamo che lo faccia anche la controparte». E mentre l’amministratore Michelin annuncia che probabilmente diserterà il tavolo, si sa che al momento non sono ancora arrivate le lettere di licenziamento collettivo, ma solo che l’azienda ha avviato la procedura per la messa in mobilità dei 33 dipendenti. Per adesso stanno ricevendo gli stipendi, ma sul fronte degli ammortizzatori sociali potranno beneficiare solo della Naspi che va da un minimo di 18 mesi a un massimo di 2 anni. «Anche in questo caso – dice Luschi – si poteva intervenire prima, perché se la procedura fossa stata aperta entro la fine del 2016 le tutele sarebbero state ben maggiori».

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IL SINDACO

"Fare di tutto per tutelare i dipendenti"

«SE MERCOLEDI’ l’amministratore della Maestrelli non verrà all’incontro che abbiamo fissato vorrà dire che non risponderà ad un invito del sindaco di Vinci e della Regione. In tal caso la considererei una cosa molto grave». Ad esprimere vicinanza ai dipendenti della Cartotecnica Maestrelli, nel tardo pomeriggio di ieri, c’erano anche il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e l’onorevole Dario Parrini. Vicinanza non soltanto a parole, ma anche nei fatti. Le istituzioni, infatti, sono sempre rimaste al fianco degli operai e adesso stanno mettendo in campo tutto l’impegno necessario per venire a capo della vicenda. «Ci stiamo muovendo in questo campo e stiamo cercando di capire il modo migliore per risolvere la situazione – spiega ancora lo stesso Torchia – e vediamo se dall’incontro di mercoledì potrà venir fuori qualcosa di importante. In ogni caso stiamo battendo anche altre strade, vogliamo fare tutto il possibile per salvaguardare il futuro degli operai e delle loro famiglie». t.c.

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«PAGHIAMO LA CRISI»

L'AD Michelin si difende dalle accuse

"Il blocco della fabbrica è un atto gravissimo"

«IL MIO DOVERE è quello di informare chi è iscritto a libro soci e non mi risulta che nessuna delle persone che si trova fuori dai cancelli lo sia». Siamo nel momento clou della protesta degli operai della Cartotecnica Maestrelli. All’interno dell’azienda, in contemporanea, si trova l’amministratore unico Cesare Michelin, l’uomo a cui i dipendenti chiedono risposte in merito alla crisi e alla chiusura ormai imminente. Poco da dire, a questo punto, sui motivi che hanno portato una ditta vecchia di 50 anni. «Come sapete – dice Michelin – dal 2008 ad oggi è in atto una crisi che non ha risparmiato nemmeno noi. Nonostante gli sforzi il risultato è questo».

Sullo stato dell’arte dell’azienda di Sovigliana, invece, il quadro è presto fatto. «A febbraio – dice l’amministratore – abbiamo inoltrato domanda di concordato in bianco. L’ente fallimentare ci ha concesso un termine che va da 60 a 120 giorni per formalizzare una proposta che consiste nella liquidazione dei creditori. Qualora i termini non fossero soddisfatti si avvierebbe la procedura di fallimento. Ad oggi non è vero, come ho sentito dire da qualcuno, che abbiamo portato i libri in tribunale. La differenza è sostanziale». Michelin la spiega poco dopo. «Se si chiede il fallimento – dice – la proprietà è spossessata del bene, mentre in questo caso restiamo in carica nel periodo stabilito. Il commissario che è stato nominato è, di fatto, un osservatore per conto del giudice. In questo lasso di tempo siamo autorizzati ad atti di ordinaria amministrazione come era ad esempio lo smaltimento delle lastre di alluminio che ci avrebbe permesso di far cassa e pagare gli stipendi degli operai».

Ed eccoci al dunque, cioè all’occupazione della fabbrica e al blocco dell’accesso che ha costretto il camion a scaricare le lastre, la cui vendita avrebbe fruttato circa 10mila euro. «Lo considero un gesto gravissimo e a chi afferma che questi soldi non sarebbero bastati per pagare i salari rispondo con una battuta e dico che il mare è formato da tante gocce. Se andrò al tavolo in Regione? Inizialmente pensavo di sì, ma ora penso di ritirare l’adesione. Le posizioni si sono allontanate dopo questi fatti: abbiamo avviato le procedure per la mobilità e scaduti i termini notificheremo i licenziamenti». Per l’amministratore della Maestrelli la soluzione per scongiurare la chiusura doveva arrivare dagli stessi operai. «Avevo proposto di costituire una cooperativa e dare continuità all’azienda. Chi più di loro – dice infine – poteva averne interesse?». Tommaso Carmignani

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“Cartotecnica”, vertice in Regione Si tenta di evitare i licenziamenti

La proprietà sarà invitata ad un incontro per chiarimenti sul futuro

Tommaso Carmignani da la Nazione 22 Marzo 2017

NUOVA puntata della vicenda Cartotecnica Maestrelli, la ditta di Sovigliana a rischio chiusura. I rappresentanti sindacali dei lavoratori hanno incontrato ieri mattina Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente della Regione Enrico Rossi per le questioni del lavoro. All’ordine del giorno la decisione dell’azienda di aprire una procedura di concordato in bianco e al tempo stesso di licenziare tutti i 33 i dipendenti. Presenti all’incontro anche il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e il consigliere regionale Enrico Sostegni, che ormai da tempo si stanno battendo per portare avanti le questioni degli operai.
I lavoratori si sono detti preoccupati ed hanno chiesto l’intervento di mediazione della regione Toscana, sottolineando il fatto che l’azienda (impegnata nella produzione e stampa di imballaggi ed espositori) potrebbe avere ancora un ruolo nel mercato futuro e che quindi la chiusura potrebbe ancora essere scongiurata.

I sindacati hanno inoltre ricordato che nel dicembre 2015 era già stato stretto tra l’azienda, i lavoratori e le istituzioni un patto che prevedeva la mobilità volontaria per 11 dipendenti a fronte di investimenti da parte della proprietà, che si sarebbe dovuta impegnare per dare un futuro sia alla ditta che ai suoi operai. Secondo le organizzazioni sindacali, l’azienda, pur consapevole delle difficoltà, non ha rispettato la seconda parte dell’accordo ed è per questo che non vogliono accettare lo scenario che si sta profilando.

Simoncini, in accordo con il sindaco di Vinci Torchia, ha deciso di convocare la proprietà, cioè la famiglia Maestrelli, per chiedere chiarimenti sulle prospettive aziendali (dato che la scelta di procedere con un concordato bianco lascia aperta la possibilità di dare continuità all’attività produttiva) e sul futuro dei 33 lavoratori che adesso rischiano il posto, ma per i quali si auspica anche l’utilizzo di ammortizzatori sociali.

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Cartotecnica Maestrelli, i lavoratori chiedono l'intervento della Regione

21 Marzo 2017

FIRENZE - I rappresentanti sindacali dei lavoratori della Cartotecnica Maestrelli di Sovigliana (Vinci, FI) hanno incontrato questa mattina il consigliere del presidente Enrico Rossi per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini. All'ordine del giorno la decisione dell'azienda di aprire una procedura di concordato in bianco e al tempo stesso la messa in mobilità di tutti e 33 i dipendenti. Presenti all'incontro anche il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e il consigliere regionale Enrico Sostegni.

I lavoratori si sono detti preoccupati ed hanno chiesto l'intervento di mediazione della Regione Toscana, sottolineando il fatto che l'azienda - che si occupa di produzione e stampa di imballaggi ed espositori - potrebbe avere ancora un ruolo nel mercato futuro.
I sindacati hanno inoltre ricordato che nel dicembre 2015 era già stato stretto tra l'azienda, i lavoratori e le istituzioni un patto che prevedeva la mobilità volontaria per 11 dipendenti a fronte di investimenti da parte della proprietà. Secondo le organizzazioni sindacali l'azienda, pur consapevole delle difficoltà, non ha rispettato la seconda parte dell'accordo.

Simoncini, in accordo con il sindaco Torchia, ha deciso di convocare la proprietà per chiedere chiarimenti sulle prospettive aziendali (dato che la scelta di procedere con un concordato bianco lascia aperta la possibilità di dare continuità all'attività produttiva) e sul futuro dei lavoratori, per i quali si auspica l'utilizzo di ammortizzatori sociali.  

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IN 33 SENZA UN LAVORO

La Cartotecnica Maestrelli licenzia

L'azienda di Vinci ha chiesto il concordato

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 9 Marzo 2017

TRENTATRÉ lavoratori a rischio, una proprietà che non sente ragioni, un fallimento che ormai sembra inevitabile. La crisi rischia di portar via un altro pezzo dell’industria locale e i sindacati sono già sul piede di guerra.

Succede a Sovigliana, alla Cartotecnica Maestrelli, impresa che opera nel settore da oltre 50 anni. La proprietà ha avviato le pratiche per il concordato in bianco ed ha presentato un procedimento di licenziamento collettivo per i suoi 33 dipendenti, che adesso rischiano di ritrovarsi senza lavoro. Per farsi sentire, operai e rappresentanze sindacali hanno indetto un presidio nella tarda mattinata di ieri: lo scopo è innalzare l’attenzione sulla situazione in cui versa l’azienda e sulle mosse, a loro avviso incomprensibili, che i titolari hanno intrapreso nel corso degli ultimi due anni.

«TUTTO è cominciato a dicembre 2015 – spiega Andrea Fondelli, responsabile Rsa della Cartotecnica Maestrelli – quando la proprietà ha avviato la messa in mobilità di 15 dipendenti. I licenziamenti, alla fine, sono stati 11 e così ci siamo ritrovati con l’attuale forza lavoro. Questo è stato il risultato di un accordo maturato a un tavolo provinciale, ma da lì in poi l’azienda ha sempre rifiutato il confronto, anche con le istituzioni». Duro il commento dei sindacati. «A metà dello scorso mese di febbraio – dice Salvatore D’Amico della Slc Cgil – la famiglia Maestrelli ha portato i libri in tribunale per avviare il concordato in bianco. Noi abbiamo chiesto un tavolo tecnico in Regione, ma sappiamo già che i titolari hanno intenzione di chiudere i battenti. Questo comporterebbe la perdita del lavoro per tutti i dipendenti». La rabbia deriva soprattutto dal comportamento della proprietà.

«QUI NON si sta cercando un modo per salvare l’azienda – dice ancora Fondelli – ma solo per gestire la chiusura». I debiti della ditta superano il milione di euro e il concordato in bianco sembra proprio l’anticamera del fallimento. Sindacati e lavoratori sono però a conoscenza di almeno due manifestazioni di interesse per rilevare l’azienda ed hanno chiesto con forza un tavolo tecnico in Regione. «Crediamo – dicono gli operai – che ci siano caratteristiche di continuità. La crisi di liquidità ha comportato la perdita di clienti, ma il settore non è morto. Il lavoro c’è. O meglio, ci sarebbe». Riguardo alle manifestazioni di interesse, però, i titolari hanno fatto sapere che non sarebbero proposte meritevoli di essere prese in considerazione, anche se le rappresentanze sindacali e la stessa Cgil vogliono prima vedere con i propri occhi di chi si tratta e quali sono le cifre in ballo. Per questo si attende con ansia la convocazione di un tavolo in regione: sarà lì che si giocherà il resto della partita.

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