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Aci, lavoratori in agitazione per la Legge Madia: a Firenze assemblee e uffici chiusi il 25 maggio

Aci, lavoratori in agitazione per le criticità della Legge Madia: a Firenze domani giovedì 25 maggio assemblea (con chiusura di alcuni uffici)

I lavoratori di Aci sono in Stato di agitazione (indetto a livello nazionale da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Usb): domani giovedì 25 maggio a Firenze saranno in assemblea in via D’Annunzio 99 dalle 8 alle 12,30. Quello di domani è il terzo giorno di assemblea, dopo quelli di ieri e di oggi nello stesso orario (la conseguenza per i servizi è stata e sarà domani la chiusura totale dello sportello Pra - Pubblico Registro Automobilistico - e la chiusura parziale dell’Ufficio assistenza bollo).

LA VICENDA

Gli Uffici Territoriali del Pubblico Registro Automobilistico sono in stato di agitazione in tutta Italia contro il risultato della legge delega Madia, che doveva mirare alla semplificazione dei documenti di circolazione con consistenti risparmi per i cittadini e sta invece generando un provvedimento legislativo (schema di decreto attuativo A.G. 392 bis) che:

- prevede da luglio 2018 la creazione di un “documento unico” di circolazione emanato dalla Motorizzazione, ma generato da una “navetta” poco comprensibile dei dati tra gli archivi del Ministero dei Trasporti (MIT) e del PRA;

- non determina alcun tangibile risparmio per il cittadino: l'imposta provinciale di trascrizione (minimo 150 euro) non viene ridotta, l'importo delle marche da bollo non viene diminuito (minimo 64 euro), le future tariffe di Motorizzazione e Pra sono lasciate nel vago e rinviate ad un successivo decreto, prevedendo solo che non potranno essere superiori al loro attuale ammontare (sic!);

- rischia di eliminare la pluralità di forme di pagamento delle pratiche (contanti, assegni circolari e moneta elettronica) a “favore” dell'uso dei bollettini postali (uno per ogni voce di pagamento) con un'ulteriore tassazione occulta (1,78 euro l'uno);

- non chiarisce i tempi di rilascio del nuovo “documento unico”, mentre oggi gli Uffici del Pra (ma anche quelli della Motorizzazione) sono tecnicamente in grado di rilasciare “a vista” la carta di circolazione aggiornata e il certificato di proprietà (che da ottobre 2015 viene rilasciato in forma digitale, realizzando uno dei pochi esempi di documento elettronico rilasciato dalla Pubblica Amministrazione);

- non realizza l'interoperatività dei due archivi, prevista dalla legge delega Madia, minando così la certezza della proprietà dei mezzi, che si riflette sulla sicurezza dei cittadini e sulla corretta azione della Pubblica Amministrazione;

- riduce il numero di uffici pubblici a cui presentare direttamente le pratiche (88 sedi Mctc, già da anni in difficoltà per la carenza di personale) spingendo i cittadini a rivolgersi agli operatori privati, con aggravio dei costi;

- mette in crisi i livelli occupazionali della società che gestisce il sistema informatico Pra (Acinformatica, 600 lavoratori concentrati nella sede di Roma) e nel breve periodo mette a rischio il posto di lavoro dei dipendenti ACI (2900 unità su 106 uffici provinciali), dipendenti pubblici i cui stipendi non sono a carico del bilancio dello Stato, ma di una parte della tariffa (massimo 27 euro) pagata dal solo utente che presenta la pratica. Tariffa che finanzia attività come il Pra a domicilio, che consente alle persone anziani e disabili o comunque in difficoltà di effettuare la pratica direttamente in casa propria o all'ospedale.

I lavoratori ACI non sono contrari al documento unico ma dicono NO ad una riforma farsa che non mantiene neanche uno dei vantaggi dichiarati :

- NON CI SONO RISPARMI NE' SEMPLIFICAZIONE PER IL CITTADINO

- IL SERVIZIO PUBBLICO VIENE DEPOTENZIATO A FAVORE DEL PRIVATO

- SI METTONO IN FORSE OLTRE 3000 POSTI DI LAVORO

Firmato: LAVORATORI DELL'UFFICIO TERRITORIALE ACI-PRA FIRENZE

Notizia del: mer 24 mag, 2017

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I lavoratori dell'ufficio territoriale Aci di Firenze contrari alla proposta di riforma del governo

Schema di decreto su Aci- Pra e Motorizzazione, una finta semplificazione che maschera uno svilimento delle professionalità di tutti i lavoratori Aci, una riforma sbagliata che penalizza cittadini e lavoratori Oggi le lavoratrici ed i lavoratori di ACI stanno protestando davanti al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione contro la riforma che introduce il documento unico dell’auto riformando i servizi gestiti da ACI e Motorizzazione. Contemporaneamente in tutti gli uffici ACI si stanno tenendo assemblee a sostegno della vertenza. I sindacati hanno chiesto da oltre un mese un confronto con i Ministri Madia e Del Rio per evidenziare le criticità per il servizio pubblico e per i lavoratori.

Il documento unico, delineato dallo schema di Decreto adottato dal Governo, non realizza alcun vantaggio per il cittadino: non sono previsti nè risparmi né semplificazione. Il decreto determina, invece, il venir meno dei servizi oggi garantiti dall’ACI e un'ulteriore complicazione delle procedure, con possibili aggravi di costi e perdita di tempo per i cittadini.

Il sistema di gestione regredirà che dall’attuale uso della moneta elettronica alla riesumazione del pagamento tramite bollettini postali, con un sistema anacronistico e non certo in sintonia con la modernizzazione del Paese che questo Governo dice di voler perseguire.
I costi restano invariati per IPT e bolli. I risparmi sulle tariffe non vengono quantificati, ma rinviati (forse) ad un successivo decreto .
Quello che il decreto realizza è una minore presenza di uffici pubblici sul territorio e minori servizi diretti all’utenza debole, con la necessità di ricorrere all’intermediazione privata e quindi con maggiori costi.

Il sistema delineato dalla riforma determinerà una minore affidabilità dei dati contenuti nel Pubblico Registro Automobilistico, con minore tutela per la proprietà dell’auto e per la collettività.
L’impianto del decreto mette infine seriamente a rischio i posti di lavoro dei lavoratori ACI e dei lavoratori delle società collegate, senza prevedere nessuna tutela.

Una finta semplificazione che maschera uno svilimento delle professionalità di tutti i lavoratori Aci, un danno per l’utenza , un arretramento del servizio pubblico a vantaggio dei privati e un sottovalutato impatto occupazionale, che porterà a possibili ulteriori fasi di conflittualità sociale. Una riforma sbagliata che penalizza cittadini e lavoratori
I lavoratori dell’ufficio territoriale Aci di Firenze

Notizia del: ven 07 apr, 2017

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Comunicato dell'assemblea dei lavoratori ACI Pubblico Registro Automobilistico di Firenze

I lavoratori della sede ACI di Firenze aderiscono allo stato di agitazione proclamato a livello nazionale dalle Organizzazioni Sindacali di Ente.

Si scusano con i cittadini per il disagio odierno e per quello che potrà generarsi nelle prossime settimane.

Il decreto legislativo per la razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà, approvato nel Consiglio dei Ministri di ieri pomeriggio, con un testo ancora solo parzialmente conoscibile, di certo non mantiene le promesse che sono state pubblicizzate sulla stampa:

Una riforma che doveva essere a costo zero e garantire un risparmio ai cittadini rischia di tradursi, se verranno confermate le notizie già riportate dalla stampa e l'impianto già "filtrato" dai boatos di Palazzo, in una controriforma a danno di cittadini e lavoratori.

A chi giova ?

I lavoratori della sede ACI di Firenze proseguiranno nello stato di agitazione per la tutela del servizio pubblico e dei livelli occupazionali e richiamano l'attenzione dei cittadini sulla reale portata della "riforma"

I lavoratori della sede ACI PRA di Firenze

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Troppo caldo, malori sotto il David

E all'Accademia scoppia la protesta

di ROSSELLA CONTE su la Nazione 18 Giugno 2017

I TURISTI sono appiccicati come sardine, assiepati uno vicino all’altro. Si muovono con insistenza alla ricerca di quel posto al fresco, a quanto pare sempre più proibito. Qualcuno si asciuga il sudore con dei fazzolettini poi gettati a terra. I ventagli si rincorrono, disegnano onde ma si muovono a vuoto. Sono tantissimi. Mai visti così tanti in un fazzoletto di pochi metri quadri. Troppo caldo all’Accademia, alcune delle più belle opere sembrano sciogliersi. E’ solo una percezione, per carità. E anche il David, come sempre in grande spolvero, guarda dall’alto questo concentrato ad alta gradazione di persone, in cerca solo di un po’ di aria da respirare. Siamo a Firenze, alla Galleria dell’Accademia, quarto in Italia per numero di visitatori dopo gli Uffizi, eppure sembra di trovarsi in un museo di paesi tropicali.

L’IMPIANTO non riesce a refrigerare le grandi stanze, il calore è insopportabile. L’aria irrespirabile, fuori 33 gradi. Dentro, per via della bolgia infernale, se ne percepiscono anche di più. Motivo: il cattivo funzionamento del condizionatore del piano terra. Una guida turistica ha accusato addirittura un malore. «Mi girava la testa – racconta Alessandra – sudavo freddo. Avevo dei clienti e pensavo di potercela fare. Invece, mi sono dovuta fermare per chiedere aiuto». Non è la sola in questi giorni. Tanto che le associazioni di guide turistiche Federagit e Agt hanno inviato una lettera alla direzione evidenziando la situazione di disagio dell’ultima settimana e chiedendo «un incontro per trovare una soluzione e parlare del futuro dell’Accademia».

«NON È un bel modo di accogliere i turisti – spiega Marco Verzì, presidente Federagit – in tanti non si reggono in piedi per via del caldo torrido, non vedono l’ora di scappare via». Verzì lo sa bene. Conosce il centro di Firenze come le sue tasche, scorrazza centinaia di visitatori da tutto il mondo quotidianamente. «Ho avuto clienti – prosegue – che nei giorni scorsi si sono quasi accasciati per terra… Il giro dell’Accademia dovrebbe essere la ciliegina sulla torta, in questi giorni è quasi una punizione per tanti». E’ dello stesso parere Laura Amerighi, presidente Agt: «Lavoriamo in condizioni estreme – aggiunge -, gli stranieri non fanno altro che prenderci in giro: ‘Siamo in Italia’, ci ripetono. E d’altra parte come dargli torto: non possiamo abbandonarli a queste temperature». Avventurarsi in un tour tra alcune delle più belle opere di Michelangelo, è un po’ come attraversare il grande imbuto dantesco dell’Inferno. Prima l’attesa snervante sotto il solleone per entrare, lo zigzag tra abusivi e bagarini e poi la visita guidata che toglie il respiro. In tutti i sensi.

I sindacati: "C'è da vergognarsi"

La Direttrice "Impianti inadeguati"

di OLGA MUGNANI su la Nazione 18 Giugno 2017

NEPPURE il David, lassù sul suo piedistallo, riesce ad avere un po’ di refrigerio. Ma almeno le per sue condizioni di salute-conservazione non ci sono pericoli. Chi invece i rischi li corre sono le migliaia di visitatori giornalieri e ancora di più i dipendenti e le guide turistiche.

Da giorni la Galleria dell’Accademia è un forno. Non che in estate il museo abbia mai avuto l’aria fresca di montagna, ma così è praticamente un inferno.

Lo conferma la direttrice Cecilie Hollberg, che è alle prese con un guasto all’impianto di climatizzazione e con i ritardi nel ripristino della rottura.

«In effetti si è verificato un problema al gruppo di refrigerazione del sistema di climatizzazione e stiamo aspettando che i tecnici vi pongano rimedio – spiega la direttrice dell’Accademia –. Il fatto è che l’impianto è vecchio di oltre quarant’anni, senza contare che ci sono sale dove addirittura non c’è alcun tipo di condizionamento. E tutto è quindi più difficile. Sono problemi non certo nuovi, di cui mi sto occupando fin dal mio arrivo due anni fa, ma per i quali serve tempo, risorse e spazio».

A RALLENTARE i tempi per il ripristino del guasto, pare che siano anche gli ambienti in cui sono installati gli impianti, ossia stanzini piccoli, stretti e sotterranei.

«Ma nonostante tutte queste difficoltà spero che a giorni si possa sistemare tutto – prosegue Cecilie Hollberg –. Voglio in ogni caso rassicurare sulla conservazione delle opere: loro stanno tutte bene, dalle sculture ai dipinti, e non corrono alcun pericolo, perché sono continuamente monitorate e sotto controllo. Sono invece molto dispiaciuta per i miei custodi e per i visitatori che in effetti devono sopportare il caldo».

Ciò che è particolarmente deleterio per le opere d’arte sono gli sbalzi di temperatura. Ma nelle ampie sale dell’Accademia il termometro è abbastanza costante, anche se purtroppo con bollori equatoriali.

«NON È un disagio improvviso, ma è da tempo che l’impianto di climatizzazione dell’Accademia non funziona bene – afferma Giulietta Oberosler della Cgil –. Adesso con la rottura di un gruppo di refrigerazione è un disastro. Ci rendiamo conto che la direttrice si trova a gestire scelte fatte nel passato, ma non possiamo tollerare che i lavoratori e i turisti arrivino ad avere problemi fisici. Per cui se si dovessero ripetere gli episodi di malessere accaduti negli ultimi giorni, ci rivolgeremo alle autorità competenti, a cominciare dalla Asl».

Ad aggravare la situazione c’è il fatto dell’impossibilità in molte stanze di aprire le finestre per far circolare l’aria. E questo proprio per non alterare all’improvviso il microclima indispensabile alla conservazione delle opere d’arte.

«Gli unici ambienti climatizzati bene sono le sale degli strumenti musicali e il primo piano – prosegue Oberosler – . Nella gipsoteca, dove ci sono i gessi, abbiamo chiesto di portare almeno qualche condizionatore portatile, ma per ora ci è stato risposto di no».

Disagi pesanti anche per i dipendenti alla biglietteria e per i custodi di tutto il piano terra.

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Maggio a Firenze : piccoli palchi crescono, tornano i matrimoni vip e si riapre il Vasariano (ma solo se hai molti, molti, molti soldi)

Questo scorcio di mese è tutto un fiorire di iniziative, a Palazzo Pitti.

Dopo il matrimonio in stile Bollywood che nel novembre 2015 ha “occupato “ per una settimana il Cortile dell'Ammannati, sabato 27 maggio sono stati la Limonaia Grande e la Vasca dell'Oceano di Boboli ad ospitare il Wilkinson – Schor Wedding. Luoghi che sono stati restaurati per recuperare il loro splendore e la loro funzionalità, luoghi che garantiscono la conservazione  e la tutela di collezioni di agrumi rari (e a volte unici), luoghi che hanno ospitato mostre e allestimenti teatrali memorabili divengono location che farebbero la felicità di qualsiasi wedding planner possa contare su clienti dal budget illimitato.

Già, ma perché non hanno usato di nuovo il Cortile dell'Ammannati? Ci hanno già festeggiato un addio al celibato travestito da cena aziendale …

Ops. Dalla scorsa settimana il Cortile dell'Ammannati è occupato dal palco per la stagione estiva del Maggio Musicale (i cui dati trainano al rialzo la performance dell'Opera di Firenze). Mi capita così di confrontare due foto che ho scattato a distanza di un anno dal finestrone all'ingresso della Palatina:

Maggio 2016 : palco di dimensioni limitate, lascia libero l'accesso al Giardino di Boboli (portone sulla destra)

 

Maggio 2017 : il palco occupa il 50% del Cortile dell'Ammannati, impedendo l'accesso al Giardino di Boboli (portone sulla destra). Quell'accesso è anche via di fuga per il Palazzo e il Giardino. Insomma un bel tappo per la sicurezza e la fruizione dello spazio museale. La quinta di destra affoga pure la visuale che si può godere dai tavolini esterni della Caffetteria, se la si vuol vedere dal lato “commerciale”.  Certo che il palco è cresciuto parecchio: forse il legno si è gonfiato con l'umidità.

Visto che sono idealmente affacciata dalla Palatina mi viene pure in mente che oggi questa Galleria offrirà quello che è stato rifiutato dall'Acropoli di Atene: la sfilata Cruise della maison Gucci. Non in Sala Bianca, rinverdendo i fasti degli anni '70 e '80, ma lungo sale dell'esposizione permanente (Brera docet). Gli ospiti (forse 400) saranno accompagnati dagli Uffizi a Palazzo Pitti attraverso il Corridoio Vasariano.

Ma non era chiuso da novembre 2016 per lavori di adeguamento strutturale (realizzazione di due uscite di sicurezza) in previsione della riapertura, il 27 maggio 2018? I Vigili del Fuoco avevano dato un'autorizzazione temporanea, da agosto a novembre 2016. Poi tutto doveva essere chiuso, accessibile solo alle ditte incaricate dei lavori.

Cosa è cambiato da allora? Nuova autorizzazione dei Vigili del Fuoco a situazione immutata? Ci sono eventi che godono di uno status particolare? Si è vociferato di una visita al Vasariano nel corso del G7 della Cultura (con un numero esiguo di partecipanti): lì sussistevano ragioni istituzionali (sic)... le medesime valgono per un'iniziativa commerciale, per quanto lautamente compensata? Boatos interni riportano di un "rafforzamento della sicurezza" con la presenza di ambulanze nel Cortile degli Uffizi e all'uscita del Vasariano e di un piccolo nucleo di VV.FF. sempre presso l'uscita del Vasariano: se questa è la soluzione per rendere accessibile il Vasariano, perché non viene applicata quotidianamente, rendendo così fruibile a tutti il Corridoio?

Caro Dott. Schmidt, mi ricordo che si era scandalizzato per le visite al Vasariano pagate fino a 150 euro a persona. E che si era impegnato a riaprire il Corridoio al costo del biglietto base, rendendolo parte di un percorso “democratico” e non oggetto di un'esperienza per pochi. Oggi però Lei conferma che il denaro può comprare tutto, anche il brivido del proibito, il buon senso e la parola data.

                                                FP CGIL

                                            Il Coordinatore Regionale Mibact

                                                 Giulietta Oberosler

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Comunicato Stampa

Il Nuovo Granduca e il Cuoco

Ci chiediamo se faccia parte della strategia di valorizzazione dei musei autonomi del Mibact veder girare per le sale della Galleria Palatina di Firenze, in orario di apertura al pubblico, un cuoco in divisa (perfetta, con tanto di cappello bianco svettante) e pentola di minestra fumante : abbiamo un cooking show tra le iniziative per allettare nuovi fruitori ?

O se piuttosto non si tratti di un atto di amorevole soccorso del già ribattezzato Nuovo Granduca Eiker D. Schmidt nei confronti dei suoi dipendenti, viste le notorie condizioni climatiche della Galleria Palatina, che garantiscono crioterapia gratuita a chi ha il dovere di permanervi in turno di lavoro: si sa, un brodino caldo aggiusta lo stomaco e scalda il fisico (anche se dicono fosse una vellutata).

Pare invece si sia trattato dell'attività di allestimento del catering per un evento (ovviamente pagato) di un noto stilista locale, già motore negli anni di altri eventi nel complesso delle Gallerie degli Uffizi (sfilata, cena,...).

La domanda nasce spontanea : non si poteva allestire il catering a museo chiuso, dalle 19 in poi ? Oppure scegliere un percorso diverso, evitando che la zuppa sfilasse davanti ai ritratti di Tiziano e Raffaello ? Giusto per non dare l'impressione che pagando si possa fare proprio tutto in un museo, magari pure farsi toeletta nella Ritirata della Granduchessa prima di accogliere i graditi ospiti del proprio evento .... o forse nell'affitto dei locali è già previsto?

Già il faccione di Karl Lagerfeld ha campeggiato mesi, incombendo sulla Velata ....  quale limite ci poniamo ?

Rendere accessibile ed attrattivo un luogo della cultura non significa questo. Questo si fa a casa propria, non nella casa di tutti.

E di certo il Granduca (quello vero) la minestra dal salotto buono non l'avrebbe mai fatta passare.

Fp CGIL Firenze
Giulietta Oberosler

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