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altri articoli 2016

Autostrade Lunghe code ai caselli Cgil: sciopero riuscito

R.R. dal Corriere Fiorentino 19 Aprile 2017

In Toscana l’adesione allo sciopero dei lavoratori delle autostrade è stata «massiccia, superiore al 70 per cento» e «si sono verificate lunghe code ai caselli: quelli fiorentini in primis, forti criticità sull’asse Firenze-Prato-Lucca». A dirlo è Alessio Ammannati della Filt Cgil Toscana in merito allo sciopero iniziato alle 22 di lunedì di Pasquetta e concluso ieri sera alla stessa ora. Proprio per evitare i disagi e tutelare i cittadini, la Cgil aveva chiesto ai gestori della rete autostradale di lasciare «aperti i varchi al casello, anteponendo la sicurezza agli incassi», perché «nessun pagamento è dovuto in caso di passaggio al varco aperto e qualsiasi lettera di pagamento è illegittima, cosi come l’uso della telecamera per verificare chi passa con le barriere aperte durante lo sciopero».

Sciopero concessionarie autostradali, in Toscana massiccia adesione. La Filt Cgil: "Lasciare i varchi aperti"

Sciopero lavoratori concessionarie autostradali, in Toscana massiccia adesione. La Filt Cgil: “Lasciare i varchi aperti”

 “In Toscana massiccia adesione, superiore al 70%, allo sciopero dei lavoratori delle concessionarie autostradali, e si sono verificate lunghe code ai caselli: quelli fiorentini in primis, forti criticità sull’asse Firenze-Prato-Lucca”: così Alessio Ammannati (Filt Cgil Toscana) commenta l’agitazione nazionale (indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl) che ha visto anche una manifestazione (molto partecipata) a Roma, presso la sede del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Inoltre, “i gestori della rete autostradale potrebbero evitare disagi e tutelare la sicurezza del cittadino lasciando aperti i varchi al casello, anteponendo la sicurezza agli incassi": è quanto chiede la Filt Cgil (lo sciopero è fino alle 22), spiegando che "il sindacato da parte sua ha rispettato le regole di proclamazione dello sciopero ed escluso tutti gli addetti preposti alla sicurezza della strada". "Nessun pagamento - sottolinea la federazione dei trasporti - è dovuto in caso di passaggio al varco aperto e qualsiasi lettera di pagamento è illegittima, cosi come l'uso della telecamera per verificare chi passa con le barriere aperte durante lo sciopero". "Dove ci fossero disagi - evidenzia la Filt - non prendiamocela con il sindacato e i lavoratori, ma con le concessionarie che, anche contro il parere del ministero dei Trasporti, stanno in alcuni casi unilateralmente levando il personale al casello, pensando che con l'automazione si possa fare tutto, con più guadagni, taglio del personale e meno sicurezza per gli automobilisti".

A motivare lo sciopero di oggi, anzitutto, la questione del presidio fisico "h24" ai caselli. La Struttura di vigilanza delle concessionarie autostradali (Svca) e il ministero competente hanno di recente ribadito (con una nota del 7 febbraio e nell’incontro del 28 marzo scorsi) “la necessità di presidiare il casello h24 al fine di garantire la qualità del servizio e la sicurezza dell’utenza”. Un obbligo che “diverse società continuano a non adempiere, mentre molte altre avanzano pretese nel tentativo di non garantire la presenza del personale di esazione h24 al casello”. I sindacati, infine, sottolineano “l'incertezza con la quale viene affrontato il tema delle concessioni scadute e in scadenza” e non escludono “l'opportunità di valutare il loro ritorno a una gestione pubblica”. Un’incertezza che “nuoce non solo all'occupazione del settore, ma anche alla qualità di un pubblico servizio che non può e non deve essere lasciato alle volontà di puro profitto delle concessionarie, ma restare a servizio del paese per garantire la libera circolazione delle persone”. “Chiediamo anche all’azienda maggiori investimenti nella manutenzione della infrastruttura”, conclude Ammannati.

Notizia del: mar 18 apr, 2017

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Ataf (Firenze), il 16 giugno sciopero di 4 ore. La Rsu: "Bisogna migliorare il servizio e il lavoro degli autisti"

Ataf (Firenze), domani venerdì 16 giugno sciopero dei lavoratori per 4 ore nel pomeriggio. Lulurgas (Filt Cgil): “Stiamo vedendo la faccia peggiore della privatizzazione”

Ataf: domani venerdì 16 giugno sarà sciopero di 4 ore dei lavoratori (sciopero indetto dalla Rsu) per 4 ore, dalle 15:15 alle 19:15. “È caduto nel vuoto anche l'ultimo invito del Comune verso Ataf affinché si riuscisse ad avere un confronto sereno e costruttivo tra noi lavoratori e l'Azienda - dice Michele Lulurgas, membro Rsu per Filt Cgil -. Purtroppo in questo periodo stiamo vedendo la faccia peggiore della privatizzazione, la mera ricerca del profitto a tutti i costi a scapito di chiunque, cittadini, Firenze stessa, lavoratori, ed in tutto questo gli autisti sono forse gli unici a cercare di tenere il servizio sulle proprie spalle. Per quanto ancora questa situazione deve durare? Vogliamo arrivare in queste condizioni a febbraio 2018? Comune e città metropolitana comincino a fare i conti in tasca all'Azienda e la invitino a progettare un servizio funzionante, che necessariamente passa anche per il miglioramento delle condizioni di lavoro di chi guida i bus”.

LA NOTA DELLA RSU DI ATAF

Le grandi contraddizioni di Ataf:
- Bilancio risanato in pochi anni di gestione, che ora produce utile di esercizio!
- Ricavi da vendita di biglietti e abbonamenti che, secondo stime RSU, hanno registrato una crescita del + 20%! Un record.
- In un anno 600.000 euro ricevuti dal Comune di Firenze e 150.000 dalla Città Metropolitana per l’istituzione delle 15 riserve speciali per il miglioramento del servizio.
- Ulteriori risorse previste dal Comune di Firenze (400.000 euro annui, sottoscritti nell’incontro con il Sindaco) per il potenziamento del servizio.
- Il numero di dipendenti è passato dai 1300 circa del 2012 ai 1000 circa del 2017, dei quali 70 in distacco da Busitalia.
- Il numero dei km prodotti è costante, nonostante i trecento dipendenti in meno, dimostrando concretamente la grande produttività raggiunta!

PER LA DIRIGENZA NON ABBASTANZA, INFATTI…

- Nessun provvedimento per la sicurezza del personale viaggiante e dei passeggeri!
- Nessun premio di risultato per la produttività dei dipendenti!
- Le 15 riserve speciali nella realtà sono solo 12… e le 3 rimanenti che fine hanno fatto?
- Nessun seguito alle promesse di assorbire in Ataf il personale in distacco da Busitalia.
- Nessun provvedimento per il problema dei tempi di raggiungimento e degli straordinari obbligatori in caso di ritardi in linea.
- Nessun adeguamento dei tempi di percorrenza delle linee al caos cittadino.
- Nessuna mensa e nessun buono pasto per chi lavora nei giorni festivi e con i turni salta pasto.
- Turni notturni e di Sala Radio decisi senza confronto, con annesso straordinario obbligatorio.
- Personale addetto alla manutenzione carente e senza turnover da troppo tempo.
- Trasferimenti di personale da Ataf a Busitalia negati ingiustamente, dopo che l’azienda stessa aveva chiesto la disponibilità al trasferimento (beffa!).

Notizia del: gio 15 giu, 2017

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Ztl no stop, navette semivuote Cgil: “Di giorno mancano autisti” 

Quindici mezzi rimasti fermi perché chi doveva guidarli aveva fatto la notte Secondo i sindacati i turni sono calcolati su tempi di percorrenza che non sono più reali

ILARIA CIUTI da la Repubblica 10 Giugno 2017

CHI sta ore a aspettare un bus. E chi lo snobba. Ieri mattina sono saltate infinite corse e c’era la folla alle fermate. La notte tra giovedì e ieri, in appoggio alla Ztl quasi non stop dal giovedì al sabato appena inaugurata, i bus hanno girato fino alle 2,30, ma quasi vuoti. Nessuno o quasi è salito sulle sei linee forti (6,11,14, 17, 22 e 23) che, tramite 400 mila euro del Comune, hanno avuto due vetture in più ognuna con relativi autisti per rinforzare l’orario. Nessuno sulle navette, e menomale che Car2Go regala fino al 30 giugno l’iscrizione gratuita e 5 euro di guida in omaggio. Quanto ai bus, la Filt Cgil denunzia che il contrappeso di un’operazione che sembrava utile ma che si è rivelata deludente, a meno che nel tempo le abitudini cambino, sono stati 15 bus fermi durante la difficile giornata di ieri. Perché mancavano gli autisti che avevano fatto i turni di notte. Il segretario Filt, Andrea Gambacciani, chiede «che le risorse aggiuntive siano impiegate per nuove assunzioni, migliori manutenzioni delle vetture e la riorganizzazione dei turni di lavoro per gli autisti oggi troppo stressati». I quali venerdì 16 sciopereranno dalle 15,15 alle 19,15.

Una catena inquietante. Il traffico aumenta, i cantieri tirano l’ultima affannosa volata, aperti tutti insieme per una tramvia da finire il 14 febbraio 2018. Risolverà molte cose, magari però funzionerà davvero solo a giugno e c’è un anno da passare. Né esiste più all’orizzonte la mitica gara regionale che avrebbe riorganizzato tutto, come si diceva ogni volta. Da sette anni i bus fiorentini senza più contratto viaggiano tramite un ordine di servizio provvisorio emanato ogni mese dalla Metrocittà. Così, per qualsiasi vero cambiamento tutti, sia azienda che enti locali, hanno sempre rimandato alla gara. Invece il consiglio di Stato l’ha rinviata a chissà quando. E bisognerà riorganizzarsi da soli. Tra le rivendicazioni degli autisti una riguarda i tempi di percorrenza dei bus. Sostengono da tempo che l’orario per fare un determinato percorso, stabilito ormai molti anni fa, non corrisponde più a quello necessario, stante la crescita di traffico anche indipendentemente dai cantieri. Succede così che i turni degli autisti, calcolati in base a quei tempi di percorrenza, vanno all’aria, perché quando uno smonta l’altro è troppo lontano per sostituirlo. «Nell’ultima settimana – racconta Michela Lulurgas che guida l’11 - su cinque sostituzioni me ne sono arrivate solo due». Il che significa che l’autista a fine turno deve portare il bus al primo capolinea e tornare al deposito: metà corsa salta. Endemici, dicono gli autisti, gli orari dissestati di 11, 20, 6, 12, 2, 17, solo per fare alcuni esempi. E i cantieri non hanno aiutato.

L’azienda non dà torto agli autisti ma oppone che il trasporto pubblico è pagato da Metrocittà e Comune, che la cifra è calcolata in base a chilometri e velocità commerciale e che, allungando il tempo dei percorsi, si diminuisce la velocità commerciale e i soldi non bastano più. L’azienda sostiene anche che, se non sono Metrocittà e Comune a ricalcolare la velocità commerciale e su questa base aumentare i finanziamenti, da parte sua non farà niente. Ma gli enti locali non sembrano avere le casse piene e il cane si morde la coda. Tutti avevano rimandato alla gara? Ora bisognerà fare qualcosa da soli. Come bisognerà farlo per riorganizzare, a questo punto Comune e Ataf e non più la gara, le linee dei bus in funzione della tramvia. Bisogna cancellare i doppioni, disegnare le linee che portano al tram. L’azienda aveva chiesto e il sindaco Nardella acconsentito, di aprire subito un tavolo per iniziare a lavorare. Non si vede ancora niente nonostante il lavoro sia enorme e la tramvia vicina.

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Rsu Ataf Gestioni Srl, viaggiando a fari spenti nella notte. Scelte unilaterali su servizio notturno. Sindacati contrari

Scelte unilaterali su straordinario forzato e servizio aggiuntivo notturno su richiesta del comune. E sempre di notte cessione a Li Nea delle linee D e C3. Rsu contraria. Il comunicato della Rappresentanza Sindacale Unitaria e il commento di Michele Lulurgas (Rsu Filt Cgil)

Nel mese di maggio 2017 la RSU di ATAF Gestioni ha aperto una vertenza con il Comune di Firenze e con ATAF Gestioni per denunciare lo stato penoso del servizio di TPL urbano e chiedere condizioni di lavoro migliori per gli autisti fiorentini; nel primo incontro, svoltosi in Comune, il sindaco Nardella ha promesso migliorie nella viabilità ed ha messo a disposizione 400.000 Euro per poter migliorare il servizio, (dei quali 200.000 pare già riscossi da ATAF Gestioni…) chiedendo un incremento delle corse notturne per alcune linee; nella stessa sede l’Azienda aveva mostrato ottime intenzioni e si era detta disponibile a passi nei confronti dei lavoratori.

Mentre aspettiamo ancora le determinazioni del Comune in merito alle migliorie da fare, abbiamo incontrato l’Azienda in Prefettura, la quale non ha tenuto fede alle proprie promesse e ci ha costretto alla proclamazione dello sciopero, che è indetto per il 16/06/2017 dalle 15.15 alle 19.15.

Nella giornata di ieri la Commissione Turni della RSU è stata convocata da ATAF Gestioni, per essere semplicemente informata sul servizio notturno aggiuntivo richiesto dal Comune di Firenze. Oltre alla generale improvvisazione su come organizzare la turnazione del servizio, magari ampliando il gruppo delle notti, dove ci sono richieste, in tale sede siamo stati messi a conoscenza di due decisioni unilaterali che trovano la RSU totalmente contraria e totalmente scavalcata: l’imposizione di un’ora di straordinario forzato agli addetti al servizio (A.d.E.) in servizio di notte, che dovranno smontare alle 3 anziché alle 2, e la cessione della linee C3 e D a Li-Nea nelle ore del servizio notturno.

Quando si aprono delle vertenze contro i datori di lavoro, lo si fa con l’intenzione di risolvere i problemi che si presentano nella vita quotidiana dei dipendenti; ci sembra invece di poter affermare che l’intenzione di ATAF Gestioni non è quella di voler risolvere od anche mitigare i problemi, ma addirittura di crearne di nuovi, ed è superfluo sottolineare come la RSU sia contraria a questo percorso.

Ci rivolgiamo anche al sindaco Dario Nardella, di fronte al quale ATAF si era proposta di cambiare il proprio atteggiamento, riconoscendo ai lavoratori la propria parte di sacrifici per gli ottimi risultati sventolati in Comune: si faccia garante degli impegni presi e richiami ATAF ad un diverso atteggiamento, per il bene dei cittadini e degli utenti del bus, o lo sciopero del 16 sarà solo il primo di tanti. (RSU ATAF GESTIONI S.r.l.)

Sulla situazione interviene il rappresentaante Filt Cgil dentro nella Rsu Ataf Gestioni Srl Michele Lulurgas che “sottolinea l'atto grave ed unilaterale dell'azienda che, in un momento di scontro come questo continua a buttare benzina sul fuoco invece di cercare un confronto con le organizzazioni. Di fronte al Sindaco hanno mostrato disponibilità ed in azienda invece si visto tutt'altro”.

Notizia del: mar 06 giu, 2017

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Ataf Firenze, sciopero in arrivo. Lulurgas (Filt Cgil): "L'azienda ignora le richieste degli autisti"

Ataf Firenze: incontro in Prefettura tra Rsu, Istituzioni e azienda, proclamato sciopero di 4 ore. Lulurgas (membro Rsu-Filt Cgil): “C’è grossa insoddisfazione, l’azienda non è venuta incontro ai lavoratori circa le richieste per migliorare la condizione di chi guida e il servizio”

Oggi la vertenza della Rsi di Ataf Gestioni contro l’azienda, per migliorare le condizioni di lavoro e una maggiore sicurezza del personale, è arrivata dal Prefetto come previsto dalla legge 146/90. Presenti anche il Comune di Firenze e la Città Metropolitana. Al termine dell’incontro, la RSU di Ataf Gestioni è costretta a proclamare una prima azione di sciopero di 4 ore. Michele Lulurgas (membro Rsu-Filt Cgil): “C’è grossa insoddisfazione, l’azienda non è venuta incontro ai lavoratori che da tempo stanno facendo grossi sacrifici in una fase difficile e stressante. Chiedevamo un po’ di respiro per alleggerire lo stato di chi guida, che adesso è oggettivamente in condizioni pesanti, e per migliorare il servizio, ma dalla controparte sono mancate assunzioni di impegni. Da qui la decisione della Rsu”.

IL COMUNICATO DELLA RSU

Purtroppo la Dirigenza Ataf, che nell’incontro con il Sindaco di Firenze dell’11 maggio scorso ostentava tranquillità e numeri in regola, oggi ha cambiato atteggiamento osteggiando una risoluzione condivisa dei problemi. Come se non fossero urgenti; come se non fossero importanti e cercando di prendere ulteriore tempo, come se in tutti questi mesi niente fosse accaduto.

In particolare, la RSU aveva chiesto fin da subito il riadeguamento dei tempi di raggiungimento, particolarmente quello da Peretola alla zona centrale, e la risoluzione del problema della mensa nei giorni in cui il servizio non è erogato; oltre a questo, avevamo chiesto che fosse chiarita una volta per tutte la problematica della pausa tra primo e secondo periodo di guida dei binatoni; risolte queste problematiche prioritarie e non più rimandabili, avremmo continuato la discussione sui punti in sospeso in azienda, continuando a tenere aperte le procedure di raffreddamento.

A fronte di una nostra richiesta di almeno 35 minuti di raggiungimento tra Peretola e Stazione, l'Azienda ci ha risposto proponendoci 33 minuti di raggiungimento, quando la loro iniziale disponibilità era stata di 32 minuti (!!!), ed addirittura insistendo per una riduzione sostanziale da 20 a 12 minuti del raggiungimento Cure-San Marco. Riguardo la mensa, la prima proposta aziendale consisteva in 4 Euro di buono pasto per un terzo dei turni domenicali, successivamente dando disponibilità a continuare la discussione in azienda, a proposito di un'eventuale apertura della mensa i giorni festivi. Per i problemi riguardanti i turni lunghi, la risposta aziendale, da noi ritenuta inaccettabile, è l'interpretazione aziendale dell'accordo del 11/12/2014, senza assicurare la pausa di almeno due ore tra una ripresa e l'altra.

Tirata giù la maschera, la vera Ataf probabilmente è questa. Un’Ataf diversa per ogni occasione, la quale difficilmente si spende per i dipendenti, ma che non esita a prendersi i meriti dei successi ottenuti. Come RSU vorremmo invece un’azienda attenta alle difficoltà e ai bisogni di chi lavora per lei, pronta al confronto vero, pronta a trovare soluzioni che siano migliorative per tutti. Per i motivi appena citati, che tra l’altro ricadono sulla qualità del servizio svolto, la RSU di Ataf Gestioni è costretta a proclamare una prima azione di sciopero di 4 ore.

Firmato: la Rsu di Ataf Gestioni

Notizia del: gio 25 mag, 2017

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Ataf Firenze, incontro Rsu-dirigenza: "Nessuna risposta". Continuano le procedure di raffreddamento

Oggi si è svolto in Ataf l’incontro previsto dalla Legge 146/90 sulla regolamentazione dello sciopero.

Nonostante la recente intesa sottoscritta con il Sindaco di Firenze, nella quale le parti hanno confermato il ruolo centrale del trasporto  pubblico e hanno condiviso una serie di iniziative per migliorarlo, l’azienda Ataf in questa sede non ha avuto un atteggiamento

costruttivo. Infatti, sui temi messi in evidenza dalla RSU nelle procedure di raffreddamento, in particolare sulle condizioni di lavoro (ivi compresi raggiungimenti e tempi di percorrenza) e sulla sicurezza a bordo, non ci sono state risposte concrete e nemmeno proposte su cui lavorare.

L’unica proposta aziendale è stata quella di fissare un ulteriore incontro (senza nessuna certezza) a distanza di 7-10 giorni, che a questa RSU è sembrata eccessiva e provocatoria, visto l’alto numero di incontri già effettuati senza nessun passo in avanti!

Questa RSU ha portato al tavolo i problemi del personale già da diverso tempo. L’azienda ha dimostrato ampiamente di non avere nessuna urgenza nel risolvere i problemi segnalati, nonostante vadano ad incidere pesantemente sulla qualità lavorativa di centinaia di Lavoratori e sulla reale efficienza del servizio. Pertanto le procedure di raffreddamento continueranno in Prefettura, entro 10 giorni, con l’incontro previsto dalla Legge.

Firmato: RSU Ataf Gestioni Srl

Notizia del: mar 16 mag, 2017

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Ataf, accordo Comune-sindacati Cancellata protesta bus lumaca

Tra i punti: filo diretto tra sala radio dell’Ataf e quella della polizia municipale per interventi rapidi di sblocco, potenziamento del presidio della municipale sulle corsie preferenziali e installazione di 32 nuove porte telematiche

dal Corriere Fiorentino

Tra il Comune di Firenze e la Rsu Ataf non e’ una fumata bianca, ma quasi. Al termine del vertice voluto dal sindaco Dario Nardella e i sindacati, infatti, hanno deciso di sospendere la protesta dei «bus lumaca» fissata per lunedì prossimo e proclamata dopo lo stop allo sciopero imposto dal garante. Resta in piedi invece, sottolineano i sindacati, il presidio organizzato sotto Palazzo Vecchio lunedì prossimo alle 15. Un sit-in «a sostegno di quanto concordato nella giornata odierna». Anche perche’ «le procedure rimangono aperte nei confronti dell’azienda, con la quale ci incontreremo martedì 16 e alla quale, proprio alla luce di questa intesa e delle ulteriori risorse accordate, non permetteremo piu’ attenuanti».

Al termine della riunione, spiegano i sindacalisti, «e’ stato sottoscritto un verbale che lunedì prossimo sara’ sottoposto all’attenzione del Consiglio comunale e ufficializzato». Un atto su piu’ punti, tra questi: «la priorità assoluta» al trasporto pubblico; un filo diretto tra sala radio dell’Ataf e la sala operativa della polizia municipale per interventi rapidi di sblocco (con presenza carri attrezzi nelle zone segnalate dall’azienda); Il potenziamento del presidio della municipale sulle corsie preferenziali e l’installazione di 32 nuove porte telematiche. Inoltre c’e’ la revisione tempi semaforici in zona stazione e la conferma delle risorse gia’ stanziate, con ulteriore aggiunta di 400.000 euro per il miglioramento del servizio e l’accessibilità al centro storico.

«Siamo soddisfatti dell’intesa raggiunta», spiega alla Dire Massimo Milli della Rsu Faisa-Cisal, «anche se ora i punti concordati vanno attuati senza piu’ scuse». Michele Lulurgas, membro della Rsu in quota Filt Cgil, al termine dell’incontro si e’ detto «moderatamente positivo. Ora pero’ aspettiamo una verifica circa gli impegni che ha preso, sul rispetto dei quali monitoreremo costantemente». L’auspicio, continua, «e’ che anche nell’incontro con l’azienda di martedì prossimo ci sia uno spirito costruttivo verso i lavoratori, che stanno facendo ampiamente la loro parte sia sul bus sia nelle trattative sindacali, in un momento di estrema difficolta’ per la mobilita’ cittadina».

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Ataf Firenze, incontro Rsu-Nardella. Lulurgas (Filt Cgil): 'Giudizio moderatamente positivo, ora verifica su impegni presi'

Ora si auspica spirito costruttivo verso i lavoratori anche nel prossimo incontro con l’azienda

“Il giudizio circa l’incontro col sindaco è moderatamente positivo, ora però aspettiamo una verifica circa gli impegni che ha preso, sul rispetto dei quali monitoreremo costantemente. L’auspicio è che anche nell’incontro con l’azienda di martedì prossimo ci sia uno spirito costruttivo verso i lavoratori, che stanno facendo ampiamente la loro parte sia sul bus sia nelle trattative sindacali, in un momento di estrema difficoltà per la mobilità cittadina”: così Michele Lulurgas (Rsu Ataf Filt Cgil), dopo l’incontro di oggi della Rsu Ataf con il sindaco di Firenze Dario Nardella e altri soggetti.

11 Maggio 2017

Mobilità e cantieri, incontro del sindaco Nardella con sindacati Ataf e azienda
Messa a punto degli impianti semaforici tramviari nella zona della Stazione, potenziamento della protezione delle corsie preferenziali, misure di mobilità volte ad incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico

Questa mattina si sono incontrati Amministrazione comunale presenti il sindaco Dario Nardella, l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti, il direttore della mobilità Vincenzo Tartaglia e il vicecomandante della Polizia Municipale Marco Maccioni, le Rsu di Ataf e le organizzazioni sindacali e l’azienda per confrontarsi sulle problematiche evidenziate dai sindacati sulla mobilità in città.

Dopo un'ampia e costruttiva discussione è stato condiviso un percorso relativamente a una serie di iniziative da mettere in atto da parte dei tre soggetti e in particolare a conclusione degli interventi il sindaco Nardella, per quanto riguarda l'Amministrazione, si è impegnato a mettere in atto misure ulteriori per migliorare la situazione della mobilità legata alla presenza dei cantieri della tramvia, in particolare su alcuni punti: la messa a punto degli impianti semaforici tramviari nella zona della stazione, in particolare su via Jacopo da Diacceto e via Orti Oricellari. Ancora il potenziamento della protezione delle corsie preferenziali con l'installazione di una trentina di porte telematiche e di cordoli a partire da settembre. Inoltre l'adozione di misure di mobilità volte ad incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico per l'accesso al centro, quali l'estensione degli orari della ztl notturna nel centro storico e il concomitante potenziamento dei servizi di Tpl. 

E continuando l'intervento della Polizia Municipale sui casi di sosta irregolare di veicoli privati che comportano rallentamenti o blocchi del servizio pubblico anche trovando forme di coordinamento e comunicazione diretta fra la centrale operativa Ataf e quella della Polizia Municipale ed individuando sin da subito, in collaborazione con la sala radio, i punti critici per organizzare il servizio di rimozione. E infine lo studio e il coordinamento dei provvedimenti di mobilità da adottare per le manifestazioni alla Fortezza, in particolare per gli eventi di Pitti, tenendo conto anche della prossima apertura del nuovo sottopasso su viale Strozzi prevista per il primo giugno.

Il sindaco ha confermato l'impegno economico dell'Amministrazione già in atto per migliorare la velocità commerciale delle linee in presenza dei cantieri, che ad oggi ammontano a circa 600mila euro l'anno a carico del Comune e circa 150mila euro a carico della Città Metropolitana. Inoltre verranno destinati a potenziare il servizio, anche alla luce delle nuove misure di ztl, ulteriori 400mila euro per migliorare l'accessibilità al centro storico.

Il sindaco ha sottolineato l'importanza della partecipazione anche dei sindacati Ataf al tavolo di coordinamento dei cantieri della tramvia, che si svolge con cadenza settimanale, e ha invitato tutti i soggetti presenti all'incontro a mantenere aperto un tavolo di confronto volto, oltre che a risolvere le problematiche contingenti legate alla fase dei cantieri, anche alla verifica dell'assetto ottimale della mobilità pubblica a regime con l'entrata in funzione delle tramvie. Si prevede una prima verifica con la convocazione del tavolo entro la fine di settembre.

Il sindaco Nardella infine chiesto all'azienda Ataf di mantenere alta l'attenzione su tutti gli aspetti di qualità del servizio, dalla comunicazione alle fermate alla pianificazione dei turni del personale, e di continuare nel confronto azienda-sindacati su tutti i temi sollevati.(mf)

11/05/2017 13.56
Comune di Firenze

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Mobilità e cantieri, il sindaco Nardella convoca i sindacati Ataf e l’azienda

Sono partite questa mattina, 9 maggio, le convocazioni per l’annunciato incontro tra il sindaco Dario Nardella, l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti, i sindacati di Ataf e i vertici dell’azienda
“Il sindaco aveva dichiarato che avrebbe incontrato i rappresentanti dei lavoratori e l’azienda prima dello sciopero del 15 maggio. E così sarà” sottolinea l’assessore Giorgetti replicando a chi ieri aveva lamentato la mancata convocazione della riunione, che è stata programmata per giovedì mattina.
“L’incontro sarà l’occasione per esaminare e discutere le problematiche evidenziate dai sindacati nell’ottica di individuare soluzioni costruttive” conclude l’assessore. (mf)

09/05/2017 14.10
Comune di Firenze

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Ataf, niente sciopero il 15 maggio
Ma bus lumaca e un presidio

Lo sciopero è stato revocato perché la commissione di garanzia ha contestato la regolarità della proclamazione della protesta

Niente sciopero di Ataf il 15 maggio ma 24 ore di «bus lumaca» e un presidio, a partire dalle ore 15.30 sotto Palazzo Vecchio durante i lavori del Consiglio comunale. È quanto annunciato dalla Rsu di Ataf Gestioni. Lo sciopero, spiega una nota, è stato revocato perché la commissione di garanzia ha contestato la regolarità della proclamazione della protesta.

La Rsu ha tuttavia deciso di non fermarsi e di rilanciare la propria azione lamentando che il sindaco di Firenze Nardella «ha recentemente dichiarato di volere un incontro prima del 15 maggio, cosa che ad oggi non è stata comunicata. Lo stesso discorso vale per l’azienda Ataf la quale da giorni non convoca un incontro nonostante i numerosi temi sul tavolo tra cui quelli riguardanti la sicurezza a bordo e le condizioni di lavoro». Pertanto, concludono i lavoratori, «viste le tante promesse fatte, la Rsu attiverà le procedure per poter proclamare una nuova azione di sciopero contro Comune di Firenze e Ataf Gestioni Srl».

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Ataf, Arianna Xekalos (Movimento 5 Stelle): Pieno sostegno ai lavoratori Ataf che, vedendosi sospendere la protesta organizzata per il 15 maggio, hanno organizzato un’intera giornata di “bus lumaca”

“Siamo totalmente d’accordo con i lavoratori Ataf che vedendosi sospendere la protesta organizzata per il 15 maggio, hanno organizzato un’intera giornata di bus lumaca.
Cos’altro possono fare? Ormai il servizio di trasporto pubblico, privatizzato, non funziona e le decisioni prese dal Comune, invece di aiutare, peggiorano la situazione.

Firenze si trova in una situazione di caos totale, ogni giorno i cittadini si svegliano chiedendosi quale strada dovranno percorrere e quale sarà chiusa.
Ogni giorno le auto in coda aumentano e ci arrivano segnalazioni di ogni tipo: cittadini che per poter percorrere ad esempio Piazza della Vittoria ci impiegano anche un’ora; per non parlare di quelli che devono andare da una parte dall’altra di Firenze, che sanno quando partano ma mai quando arrivano” afferma Arianna Xekalos, Consigliera Comunale del Movimento 5 Stelle.
“Da sempre ci battiamo affinché il trasporto pubblico locale possa essere migliorato. È inutile e superficiale chiedere ai cittadini di lasciare l’auto a casa se poi non gli si forniscono mezzi alternativi da utilizzare.

Dobbiamo garantire ai cittadini un servizio di trasporto pubblico efficiente, come dobbiamo tutelare i lavoratori. Non dimentichiamoci che autisti e controllori vengono quotidianamente martoriati, perché sono le prime e spesso le uniche persone a cui i cittadini, stanchi e stressati di aspettare autobus che non passano e di divenire sardine appena vi salgono, possano interfacciarsi. Per non parlare dei rischi sulla sicurezza che vivono questi lavoratori” conclude Arianna Xekalos. (s.spa.) 

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Trasporti: Nardella, su Ataf chiarimento, spero no sciopero

Sulla questione Ataf, dopo la proclamazione dello sciopero per il mese di maggio, "ho deciso di convocare l'azienda e i lavoratori. Noi non ce l'abbiamo con i lavoratori, le inefficienze non sono dovute alla qualità del lavoro degli autisti dell'Ataf. Vogliamo un chiarimento con l'azienda, perché non sono io ad inventarmi le centinaia di lettere che arrivano da cittadini e utenti per i ritardi degli autobus". Lo ha detto oggi parlando con i giornalisti a margine di una iniziativa, il sindaco di Firenze Dario Nardella. "Siamo disposti a rilevare che parte di questi disagi sono dovuti ai cantieri, lo sappiamo benissimo, ma del resto se vuoi cambiare la città, come stiamo facendo oggi, i cantieri li devi aprire - ha aggiunto -. Però non si può scaricare la colpa soltanto sui cantieri. Non vogliamo scontri con i lavoratori, con gli autisti. Per questo chiedo un chiarimento: convocheremo sia l'azienda che i lavoratori, vogliamo un confronto con tutti quelli che ci devono essere. Prima del 15 maggio, perché io auspico che una volta avuto questo chiarimento possa essere ritirato lo sciopero, perché a pagare le conseguenze dello sciopero alla fine sono soltanto i cittadini, i lavoratori, i pensionati e gli studenti che vanno a scuola".(ANSA).

Notizia del: ven 28 apr, 2017

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Ataf, il 15 maggio lo sciopero anti traffico caos

dal Corriere Fiorentino 28 Aprile

Sciopero di 4 ore, lunedì 15 maggio, delle Rsu di Ataf. Dalle 15,15 alle 19,15, i dipendenti dell’azienda incroceranno le braccia per denunciare le difficili condizioni della viabilità: «Cantieri e code infinite ovunque — dicono le Rsu — Gli autisti così ritornano i protagonisti dello sfogatoio dell’utenza esasperata». Il 15 maggio i lavoratori di Ataf protesteranno in piazza della Signoria durante il Consiglio comunale: «Nardella scarica le colpe su Ataf, ma il responsabile della viabilità che collassa è solo il Comune», dicono le Rsu. L’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti torna ad invitare i sindacati Ataf al tavolo di coordinamento sui lavori della tramvia: «Mi chiesero di partecipare, dissi sì, ma da allora sono venuti pochissime volte». (G.G.)

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Sciopero all’Ataf, contro il Comune

Protesta per il caos da cantieri: «Palazzo Vecchio privilegia il traffico privato e poi dà la colpa a noi»

Giulio Gori dal Corriere Fiorentino 27 Aprile 2017

Strade intasate, traffico in tilt, bus incastrati tra le auto e i cantieri. E ora le rsu di Ataf sono pronti allo sciopero contro Palazzo Vecchio, a causa del «difficilissimo stato della viabilità cittadina, che sta letteralmente collassando a causa dei provvedimenti assolutamente insufficienti e inefficaci messi in atto dall’amministrazione comunale».

Data e modalità dello sciopero saranno resi noti stamani, durante una conferenza stampa alla stazione di Santa Maria Novella. Qualche giorno fa, Cisl — col placet dei tassisti — aveva tentato di avanzare la proposta delle targhe alterne, per superare la fase critica dei cantieri della tramvia. Cgil invece aveva lanciato l’idea di creare tre nuove corsie preferenziali per i bus. Obiettivo «tutelare i servizi di pubblica utilità, limitando in qualche modo la mobilità privata». Nei giorni scorsi, il clima era teso («La tensione a bordo dei bus è livelli altissimi, così come è pesantissimo per il personale viaggiante svolgere un turno di lavoro in questo caos», spiegano le Rsu), ma la volontà di trattare per trovare una soluzione con Palazzo Vecchio c’era. Ma ieri mattina all’incontro del tavolo della mobilità in programma in Comune, sindacalisti e Rsu di Ataf non si sono presentate, avevano già deciso lo sciopero prima ancora di ascoltare le proposte dell’assessore Stefano Giorgetti.

Perché lo strappo? «Siamo tutti d’accordo — spiegano da Cgil — La rottura è stata provocata dalle frasi gravi del sindaco Nardella che ha scaricato su Ataf la responsabilità dei disagi, quando è chiaro che il problema sono le scelte di Palazzo Vecchio». Il sindaco, nei giorni scorsi, parlando dell’azienda, non aveva risparmiato critiche. «Ataf — aveva detto — Mi fa arrabbiare molto, ricevo lamentele, poi spesso prendo l’autobus, e vedo che le cose non funzionano». Insomma, secondo le Rsu invece di «tutelare soprattutto i servizi di pubblica utilità, limitando in qualche modo la mobilità privata» Nardella attacca Ataf mettendo così in difficoltà pure i tassisti che fanno turni «pesantissimi» ed i passeggeri se la prendono con loro . «Leggerò le loro motivazioni — risponde Giorgetti — Se i sindacati vogliono fare proposte, vengano a discutere al tavolo della mobilità. E comunque i problemi dell’ultima settimana erano per la Mostra dell’artigianato».

Palazzo Vecchio ieri ha avanzato una nuova soluzione: non più doppia corsia per i bus nel sottopasso sotto piazza Bambine e Bambini di Beslan: «Il sottopasso — dice Giorgetti –—rimane inalterato, perché siamo riusciti a accelerare un cantiere per spostare una tubazione di Publiacqua che ci consentirà, da venerdì (domani, ndr ), il recupero della doppia corsia sopra, da via Ridolfi a viale Lavagnini: nello stesso lasso di tempo ci potrà transitare il doppio delle macchine». Inoltre, da ieri sera è già tornato a disposizione un primo tratto di quella doppia corsia, così da facilitare l’uscita dalla zona della stazione di Santa Maria Novella. I tassisti di Socota 4242 giudicano «positivamente» le nuove soluzioni. Tra le novità c’è anche il cambio dei tempi del semaforo tra via Leone X e viale Milton: su quest’ultimo il tempo del verde sarà allungato, per rendere più fluido il traffico verso il nuovo sottopassaggio della Fortezza.

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Filt Cgil Area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia: Ataf, qualche consiglio all'azienda per evitare il caos

Firenze, lavori tramvia, nonostante le giornate di sabato e domenica non siano state particolarmente negative dal punto di vista del traffico, siamo a conoscenza di numerosi problemi sia di ingorghi che di totale disorientamento dell’utenza per le nuove fermate ed i nuovi percorsi. Alcune considerazioni e qualche consiglio.

Dal primo d’aprile, e purtroppo non è uno scherzo, i lavori della tramvia sono arrivati alla stazione, e nonostante sia sabato che domenica non siano stati giorni particolarmente negativi dal punto di vista del traffico, siamo a conoscenza di numerosi problemi sia di ingorghi che di totale disorientamento dell’utenza per le nuove fermate ed i nuovi percorsi.
Riteniamo che sarebbero state necessarie soluzioni coraggiose per cercare di ovviare a tali difficoltà; in assenza delle quali, in ogni caso, ci permettiamo di dare un paio di suggerimenti per migliorare e velocizzare il servizio pubblico di facile attuazione e di impatto nullo o quasi sulla cittadinanza:
- presidio da parte di personale aziendale per informare l’utenza;
- studio di soluzioni per separare in ingresso stazione Tpl e traffico privato;
- segnalazione chiara e facilmente comprensibile di divieto di accesso alle biciclette almeno nelle busvie più importanti;
ma soprattutto..
-realizzazione di corsie preferenziali per i bus in ingresso città in via Bolognese (tratto tra via Trento e via Trieste) ed al Galluzzo (tratto in contromano di via Volterrana tra via della Certosa e via de’Giandonati).

Queste soluzioni consentirebbero una maggior regolarità del servizio sia per le linee ATAF interessate (11 e 25, sovente soggette a grosse turbative nella regolarità) che per i servizi extraurbani che sfruttano le stesse direttrici (Autolinee Mugello Valdisieve e Chianti Valdarno).
Ci permettiamo poi, dato il perdurare dei lavori che causano la chiusura della direttrice Ss. Annunziata – Colonna – D’Azeglio in uscita dal centro, col transito delle linee per via Lamarmora, di suggerire due alternative: quella più semplice è lo spostamento dell’attraversamento pedonale di viale Matteotti dal lato Donatello al lato P. Liberta; alternativamente, per alleggerire il semaforo, una soluzione potrebbe essere prevedere il transito delle linee 6, 14, 19, 23, 31 e 32 da via Modena, quindi svoltare in via Luigi Salvatore Cherubini e viale Matteotti, oppure piazza Isidoro Del Lungo – via G. Capponi – Matteotti.

Notizia del: lun 03 apr, 2017

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Nei bus Ataf aggressioni e corse in ritardo, allarme Filt Cgil e appello al Comune di Firenze: 'Faccia la propria parte'

Aggressioni agli autisti, code e corse in ritardo con la chiusura di via della Colonna stamani: Ataf, allarme Filt Cgil che chiede al Comune di Firenze e alla Città metropolitana “difesa della incolumità di chi sta sui mezzi e progettazione di un servizio funzionante”

Come ormai è noto, domenica 12 marzo un bus della linea 4 è stato vittima di una pericolosa aggressione, venendo bersagliato da un sampietrino lanciato da una persona per strada.

Purtroppo questo non è un episodio isolato: nella stessa settimana abbiamo avuto notizia di una rissa tra passeggeri sulla linea 12, che fortunatamente non ha avuto conseguenze per passeggeri ed autista, ma che comunque ha privato l'utenza di una vettura per il tempo necessario a ripristinarla, con i disservizi che ne conseguono. Neanche ci scordiamo dell'aggressione della quale è stata vittima una collega tempo fa, giustificata addirittura dall'autore di tale gesto col fatto che si trattasse di una donna.

In tutto questo ci chiediamo dove siano Comune e Città Metropolitana, convitati di pietra di questa situazione dove il bus pare diventato lo sfogatoio delle frustrazioni di chi è esasperato, sia per problemi propri, sia per problemi che derivano dalla gestione della viabilità cittadina ormai al collasso, che evidentemente creano situazioni di stress negli automobilisti e nei passeggeri. Nemmeno nel caso della collega colpita dall'aggressione misogina di gennaio chi ci amministra ha avvertito il bisogno di farci sentire la sua voce, magari sotto forma di sostegno alla collega e di costituzione di parte civile in sede processuale, battaglia che come FILT CGIL abbiamo portato avanti e che almeno dal punto di vista aziendale ha avuto successo.

Stamattina, con la chiusura di via della Colonna, abbiamo notizie di code lungo l'intera via Lamarmora - La Pira, che ovviamente si ripercuotono in ritardi su tutto il servizio (linee 1, 6, 7, 10, 11, 14, 17, 19, 20, 23, 31/32, C1): dobbiamo aspettarci l'ennesimo episodio, magari ad opera del solito passeggero giustamente esasperato di un servizio che non funziona?

Crediamo sia giunto il momento che il Comune e la Città Metropolitana facciano la propria parte, sia con la progettazione di un servizio funzionante e capace di superare le turbative, sia nella tutela del patrimonio pubblico e dell'incolumità di chi viaggia sul bus.

Firmato: FILT/CGIL AREA METROPOLITANA

Notizia del: lun 13 mar, 2017

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Rivoluzione bus, autisti blindati: cabine chiuse dall'interno

Ataf incontro tra azienda e sindacati dopo le ultime aggressioni ai conducenti

mo.pi. su la Nazione 21 Febbraio 2017

CANCELLETTI tutti chiusi dall’interno e vetri ampliati per tutelare l’autista da eventuali aggressioni. E’ una delle novità emerse dall’incontro di ieri tra Ataf Gestioni e i sindacati. Un gruppo di lavoro, formato da Rsu, dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e dall’azienda, valuterà le modifiche da apportare ai posti guida dei diversi tipi di autobus in servizio.

Sul fronte videosorveglianza a bordo, invece, non è stato trovato ancora un accordo. «Il problema – scrive la Rsu di Ataf Gestioni – è mettere i giusti paletti affinché l’azienda non utilizzi scorrettamente questo strumento. Il testo del Jobs Act non facilita questo compito perché apre molto il campo alle aziende».

«IN OGNI caso – prosegue la Rsu di Ataf Gestioni – per la tutela della privacy, la telecamera puntata verso il posto guida sarà spenta, attivabile solo con un pulsante da premere da parte dell’autista».

Al centro dell’incontro di ieri anche il premio di risultato per i dipendenti, che verrà erogato a fine marzo, come stabilito nell’accordo siglato lo scorso anno per il biennio 2015-2016. A marzo sarà pagato un importo complessivo di 600mila euro, mentre l’importo saldato nel 2016 e riferito all’anno 2015 è stato di 1,1 milioni. La discussione sul premio 2017-2018 si aprirà con l’azienda il prossimo mese.

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"Autisti aggrediti adesso basta"

E Ataf chiede aiuto al Prefetto

Lettera dell'azienda a denunciare i rischi sempre maggiori sui bus

Monica Pieraccini da la Nazione 16 Febbraio 2017

PIENA solidarietà di Ataf Gestioni all’autista aggredita lunedì scorso sull’autobus. Il cinquantenne che l’ha presa a ceffoni provocandole una lesione alla cervicale (la prognosi è di 15 giorni) lo ha fatto, secondo il racconto di alcuni colleghi della conducente, «proprio perché donna». Un fatto grave e Ataf non lascerà correre. «L’azienda è molto dispiaciuta per quanto accaduto – dichiara l’amministratore delegato di Ataf Gestioni, Stefano Bonora – e interverrà a tutela della propria immagine e della dipendente».

«SE DAGLI ESITI dell’indagine e dal rapporto dei carabinieri – prosegue Bonora – saranno accertati, come sembra, fatti gravi imputabili all’aggressore, prenderemo le azioni più opportune, compreso il fatto di costituirsi parte civile a fianco dell’autista, se lo vorrà, o lo faremo comunque autonomamente». L’aggressione alla conducente s’inserisce in un contesto già di per sé critico.

«NEGLI ULTIMI MESI e soprattutto nelle ultime settimane – spiega l’ad – girando sul territorio abbiamo notato a bordo degli autobus un clima di tensione dovuto all’aggressività di certi soggetti. Su alcune linee, soprattutto quelle che vanno fuori dal centro abitato e che sono vicine ai centri di accoglienza, è emerso inoltre un altro fenomeno: gruppi di migranti salgono sugli autobus senza pagare il biglietto e, occupando tutti i posti a sedere, anche in maniera poco educata, creano situazioni di tensione rispetto agli altri passeggeri che regolarmente pagano un abbonamento o un titolo di viaggio». Su questo fronte, Ataf è già corsa ai ripari, denunciando il problema. Una ventina di giorni fa ha inviato una lettera ufficiale indirizzata a prefettura, questura, Regione Toscana e, per conoscenza, al Comune di Firenze, lanciando l’allarme.

«CI CONFORTA IL FATTO – dice Bonora – che la prefettura nel giro di due giorni ci ha risposto e convocato e probabilmente ha già preso dei provvedimenti. Uguale sensibilità e attenzione non l’abbiamo invece ricevuta dalla Regione Toscana, che non ci ha mai risposto». «Mi risulta – sottolinea l’ad di Ataf Gestioni – che la Regione partecipi ad un tavolo di consultazione permanente su questo tipo di fenomeno, al quale è invitata Ferrovie ma non le aziende di trasporto pubblico locale su gomma. E la cosa sorprendente è che dal verbale di una riunione emerge che Ataf non è coinvolta perché si attende l’esito della gara regionale. E’ come aspettare Godot, insomma, visto che è da sei anni che la Regione non riesce a concludere la gara».

NEL FRATTEMPO, come è possibile garantire la sicurezza a bordo degli autobus, a tutela sia degli autisti che per dei viaggiatori?. «Chiudere dall’interno la cabina di guida, come chiedono i sindacati, non è possibile. La motorizzazione non lo consente – risponde Bonora – e comunque si rischierebbe di precludere il normale dialogo tra l’autista e gli altri viaggiatori, che nel 90% dei casi sono persone per bene».

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Corse saltate, ritardi, reclami Autobus Ataf sotto la lente

Marzio Fatucchi dal Corriere Fiorentino 3 Febbraio 2017

Ogni mattina un passeggero Ataf aspetta sperando di non finire nel 4%. Cioè nel 4% di bus che saltano in media ogni giorno a Firenze, secondo i dati della Città metropolitana. In media ovviamente vuol dire che ci sono giorni in cui il servizio è (quasi) regolare ed altri in cui salta una corsa su dieci, infatti secondo i sindacati ci sono giornate difficili in cui si supera tranquillamente l’8-10%. E al consigliere delegato della Città metropolitana per la mobilità, Massimiliano Pescini, risultano punte in cui «solo l’80% delle corse sono state regolari». Insomma, il passeggero deve sperare di non incappare in un «giorno no», per l’Ataf. E da quando ci sono i cantieri della tramvia, di «giorni no» ne sono stati vissuti parecchi.

Siamo tutti precari

Se precaria è la vita del passeggero, precario è anche il rapporto tra Ataf e Città metropolitana. Da 7 anni, ormai, si aspetta che si concluda la gara per il trasporto pubblico su gomma indetta dalla Regione, ora al centro dell’ultimo scontro davanti al Consiglio di Stato. Carte bollate: come quelle ogni mese firmate dai dirigenti di Palazzo Medici Riccardi per rinnovare l’«obbligo di servizio». Con uno spazio per modifiche delle corse limitatissimo. In una città invasa dai cantieri i percorsi cambiano ma ogni mese si può solo rinnovare il rapporto, non stravolgerlo: la Città metropolitana regola come usare i circa 4,2 milioni di euro mensili erogati ad Ataf e verifica che i km promessi (20 milioni l’anno) siano quelli effettuati, con penali per quelli non corsi. Dario Nardella, nell’intervista al Corriere Fiorentino , si è lamentato di Ataf chiedendo di aprire una vertenza: è sia sindaco anche della Città metropolitana, ne ha facoltà. Ma perché tutti questi problemi?

 Cantieri e altre angosce

I cantieri sono il principale incubo di passeggeri (ed autisti) Ataf. «Il problema principale è la mancanza assoluta di viabilità a Santa Maria Novella. Sabato e domenica ci si blocca, non ci sono uscite preferenziali alla stazione. Ce ne sarebbe una, quella sul lato delle scalette della stazione: ma nessuno la fa rispettare». È uno sfogo, quello di Michele Ulurgas della Filt-Cgil dell’Ataf. Dai dati che hanno i sindacati, risultano ogni giorno 20-40 autobus che restano in deposito. Alcuni per mancanza di personale e malattie (i 30 assunti dopo l’intesa col Comune, non bastano a fronteggiare la carenza di personale, nel frattempo sono andati in pensione in 15). Ma la maggior pate dei problemi nasce da un circolo vizioso: se l’autista è su un mezzo bloccato o in ritardo, non potrà dare il cambio al collega o prendere un’altra linea allo scambio. E molti scambi sono proprio alla stazione, così l’effetto si ripercuote dalle linee che hanno problemi a quelle che, in teoria, non dovrebbero averne.

 I punti critici

Oltre alla stazione, che sta per affrontare un’altra epopea con l’allargamento dei cantieri proprio nella zona della corsia preferenziale di cui parla il sindacalista, le altre zone critiche sono quelle dove i lavori per la tramvia hanno modificato, ristretto, stravolto la mobilità. Tra Dalmazia e Careggi, le 14, 2, 28. Su Novoli-Baracca, soprattutto la 22. Ma anche la 11, dal Galluzzo al Saltino, è spesso in affanno: «Avevamo chiesto una preferenziale in via Volterrana, ci è stato risposto che dovevamo aspettare il bypass del Galluzzo». Intanto, i passeggeri aspettano l’11. Anche Americo Leoni, storico sindacalista Ataf (prima alla Faisa, ora è passato all’Ugl) conferma i dati della Cgil e ribadisce che «i problemi più gravi si verificano proprio alla stazione, nel fine settimana: quando ci sono meno autisti in servizio e il traffico privato alla stazione è più elevato».

 I reclami

Ataf non divulga i dati delle lamentele dei clienti: fonti riservate assicurano che sono diminuiti. Magari si sono stancati di lamentarsi o hanno capito che, con i cantieri in campo, è inutile alzare la voce con gli autisti o l’azienda. La Regione ha invece reso noti i dati del suo numero verde per la mobilità (800 570 530): in due anni quasi cinquemila reclami, 130 dall’inizio del 2017. Oltre quattro reclami al giorno. Il 65% si è lamentato per le corse saltate, il 5% per i ritardi. Ma ci sono anche gli anticipi (2%), altrettanto scomodi per chi ha i minuti contati e se perde la corsa, deve aspettare la prossima.

Una prova sul campo, fatta ieri in piazza San Marco, dimostra che il sistema di paline intelligenti, con i minuti di attesa, funziona: precisi al minuto. Solo che spuntano anche linee che nell’elenco non c’erano. Con l’effetto «sorpresa» che può farti perdere la corsa. E dove stai, in attesa, se piove? Alla stazione non sotto una pensilina, in molte fermate: la sovrintendenza non le ha autorizzate, neanche per la tramvia.

 Smart o no?

Firenze è annoverata tra le città smart , per il trasporto pubblico, per aver introdotto diverse paline intelligenti, la possibilità di comprare il biglietto via sms (ad un costo maggiore), un sito per trovare le linee ed una app che calcola i percorsi. L’sms funziona, ma la app lascia a desiderare. Altra prova sul campo: ieri, cercando un bus da via Cavour a piazza Santa Croce, la app esclude esistano possibilità. Ma su Google Maps la soluzione c’è: a piedi in via Vecchietti e poi il C1. Tempo previsto: dodici minuti, gli stessi necessari per farsela a piedi. A otto anni dalla pedonalizzazione del Duomo, i percorsi dei bussini non sono ancora intuitivi. Neanche per la app.

Altri articoli 2016

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Gefco (Calenzano), licenziata lavoratrice-Rsa. Filt Cgil e Fit Cisl si oppongono, è mobilitazione

Gefco (Calenzano), licenziata lavoratrice-Rsa. Filt Cgil e Fit Cisl si oppongono e si mobilitano. Presidio il 6 giugno

Siamo venuti a conoscenza che venerdi 26 maggio 2017 una lavoratrice ed Rsa ha ricevuto la lettera di licenziamento in tronco da parte della direzione della Gefco. Nella suddetta lettera viene raffigurata una situazione che non corrisponde alla realtà dei fatti, oltre ad essere particolarmente lesiva della dignità
professionale della persona stessa. Fermo restando che metteremo a disposizione della lavoratrice tutto quanto è necessario alla tutela dei diritti, non possiamo non ribadire la nostra assoluta contrarietà all'avventata decisione presa da questa direzione aziendale. Pertanto si indice un'assemblea retribuita per il giorno 6 giugno dalle ore 10 alle ore 12 presso la sede della Filiale di Calenzano per consentire a tutti i lavoratori ad essere informati della pesante presa di posizione aziendale. Per la stessa giornata sarà organizzato un presidio di lavoratrici e lavoratori delle aziende del settore con relativa conferenza stampa.
Non possiamo accettare che l'Azienda possa essere libera di rovinare la vita delle persone che lavorano per la stessa con tale superficialità. Chi tocca uno tocca tutti

Firmato: Filt Cgil e Fit Cisl (Segreterie provinciali)

Notizia del: mar 30 mag, 2017

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"Erano dipendenti: assumeteli"

Vertenza vinta con la SDA

Una sentenza del giudice del lavoro destinata a fare da apripista

Sandra Nistri da la Nazione 9 Giugno 2017

UN RISULTATO destinato a fare da apripista e a incidere anche su altre vertenze del settore del trasporto merci e logistica e non solo. Filt Cgil giudica così la sentenza del giudice del lavoro Maria Lorena Papait del Tribunale di Firenze, che ha accolto il ricorso promosso da alcuni lavoratori dipendenti da cooperative in appalto presso SDA riconoscendo, per sette di loro, la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti direttamente con SDA, colosso delle spedizioni che dal 1998 fa parte di Poste Italiane e ha sede ora a Campi Bisenzio dopo avere gestito, per molti anni, una sede anche a Calenzano. 

Solo uno degli 8 lavoratori che avevano intentato la causa non ha ottenuto quanto richiesto per non avere dato prova di avere operato per cooperative a servizio di SDA per un periodo significativo. «Ora questi lavoratori sono a tutti gli effetti dipendenti della SDA – spiegano Ettore Montagna e Gabrio Guidotti Filt Cgil – grazie all’impegno dello studio legale Rusconi che ci affianca, e alla convinzione che Cgil ha sulla logica degli appalti tanto da avere raccolto milioni di firme per ripristinare la responsabilità solidale dei committenti e per sostenere la proposta di legge che è ancora oggi ferma in Parlamento. Vogliamo però ringraziare soprattutto quei lavoratori che ci hanno seguito e si sono esposti in prima persona. SDA sicuramente ricorrerà in appello ma questa sentenza è esecutiva». 

Per quattro lavoratori fra l’altro il rapporto di lavoro subordinato è stato riconosciuto dal 2008, per altri tre dal 2013 e SDA è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali liquidate in circa 11mila euro. Fra i motivi dell’accoglimento del ricorso il fatto che sette dei lavoratori promotori del ricorso «erano sottoposti al potere di controllo esercitato da dipendenti di SDA che, ad esempio, verificavano che portassero correttamente la divisa con il logo dell’azienda, il cartellino identificativo e le scarpe antinfortunistiche ed al potere disciplinare: per ogni errore la SDA caricava una penale di 30 euro trattenuta nelle buste paga dei dipendenti dalla coop.

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Autotrasporto, lunedì 29 maggio sciopero di camionisti e conducenti. Presidio unitario a Firenze

Più carichi di lavoro, meno riposi, salute e sicurezza stradale a rischio: lunedì 29 maggio sciopero di camionisti e conducenti, presidio Cgil-Cisl-Uil di categoria a Firenze davanti alla Prefettura in via Cavour 1 con conferenza stampa alle 11,30. I sindacati: “Si va verso una normalizzazione del dumping anziché colpire lavoro nero e concorrenza sleale”

Autotrasporto: lunedì 29 maggio è sciopero nazionale dei lavoratori (indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti) per l’intero turno di lavoro (ore 0-24). A Firenze è in programma un presidio di sindacalisti e lavoratori sotto la Prefettura (via Cavour 1) con conferenza stampa alle ore 11,30; a Livorno sono in programma presìdi alle Rotatorie di Stagno e in via di Firenze.

Una agitazione che vuole contrastare il tentativo della Commissione Europea di modificare il regolamento europeo che disciplina i tempi di guida e riposo del personale viaggiante, cosa che andrà a ridurre drasticamente i tempi di riposo (quello settimanale per i conducenti di autobus e camion scenderebbe da 45 a 24 ore), con le conseguenze di aumentare i carichi di lavoro, minare la salute degli autisti, compromettere la sicurezza di tutti gli utenti stradali.

Inoltre si sta considerando l'esclusione dei conducenti professionali dall'ambito di applicazione del distacco dei lavoratori per 5, 7 o 9 giorni, obbligando il conducente a presentare manualmente ad ogni fermata il codice del paese in cui il viaggio è avvenuto. Tale modifica per i sindacati è assolutamente da evitare perché porterebbe ad effetti negativi fondamentali ed evidenti, come la legalizzazione della discriminazione sulla base della nazionalità nel trasporto stradale (in termini di retribuzione dei conducenti e condizioni di lavoro), ulteriori distorsioni su i mercati nazionali del lavoro e dei trasporti stradali (incoraggiando le aziende ad utilizzare la forza lavoro a basso reddito), ritardo nell’applicazione delle norme, aumento di pressione, stress e onere amministrativo per i nostri autisti.

Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti si oppongono totalmente “a qualsiasi modifica dei tempi di guida e di riposo e all'esclusione dei conducenti dall’applicazione della Direttiva distacchi e si sono già attivate presso le autorità di competenza, italiane ed europee, affinché venga tutelato il lavoro e i lavoratori che operano nell’autotrasporto italiano. E’ necessario continuare a tenere alta l'attenzione su questi temi, perché le scelte della Commissione Europea sembrano avviarsi verso una normalizzazione del dumping sociale, invece di andare a contrastare il lavoro nero e la concorrenza sleale. Tutto ciò ovviamente a discapito dei lavoratori”.

Notizia del: ven 26 mag, 2017

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Quanta sofferenza dietro ai pacchetti

di Pippo Russo su la Repubblica 15 Gennaio 2017

QUAL È la parola della settimana? Senza dubbio alcuno è logistica. Termine che ha un’origine militare, poiché designava il rifornimento delle truppe, con relative funzioni di trasporto e stoccaggio delle risorse, e che per le società sviluppate è diventata il verbo di un’altra attività bellica: la guerra delle merci. Che si sono fatte esse stesse esercito, il più compatto che muova quotidianamente le proprie truppe da un angolo all’altro del globo in un risiko la cui logica sfugge ormai alla ragione. E poiché le merci vanno e vengono, ma ogni tanto si fermano a riprendere fiato dalla fatica della transumanza, ecco ch’è richiesto un vasto apparato per lasciarle riposare e poi ridistribuirle verso le destinazioni finali. Facendo così in modo che si compia l’ultimo passo della loro tirannia sugli umani.

No, non è uno scenario da distopia. Si tratta invece del panorama che viene schiuso dalla lettura del rapporto pubblicato nei giorni scorsi dalla Cgil toscana, riguardante una ricerca condotta tramite interviste con lavoratori del settore che operano nell’area metropolitana fiorentina. E i dati sono agghiaccianti.

Soprattutto nelle aziende più piccole vengono descritte condizioni di sfruttamento spinto fin quasi al limite dello schiavismo. Turni da tredici-quattordici ore (con straordinari e lavori festivi non pagati), dimissioni in bianco, pause pranzo azzerate e ordini di servizio per le consegne a domicilio che si trasformano in prove estreme.

UNA VITA continuamente sulla corda, per tenere i cui ritmi alcuni lavoranti sono costretti a assumere stupefacenti.

La cocaina come un doping per non rimanere stritolati dal carico di lavoro massacrante, e per realizzare il record dell’ora a ogni ora lavorativa d’ogni giorno comandato (dal caporale). Sono queste persone i veri ingranaggi della mega- macchina che movimenta minuto per minuto le nostre merci. Sono loro a rendere possibile la circolazione degli oggetti che, come in un miracolo banalizzato dalla serialità, inverano i nostri desideri di possesso e consumo. E intanto che ci esaltiamo di ricevere queste merci con cicli di distribuzione sempre più compressi, non ci rendiamo conto che esse sono gli agenti d’una guerra agli umani da cui non viene risparmiato nessuno. Nemmeno noi, che crediamo d’essere attori e invece siamo bersagli immobili d’una nuova arte guerresca, combattuta con armi di distribuzione di massa.

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La Cgil: «Camionisti toscani 14 ore sulla strada»

Il risultato dello studio anche su corrieri e magazzinieri: costretti ad assumere sostanze

Lorenzo Sarra dal Corriere Fiorentino 13 Gennaio 2016

Turni insostenibili, intimidazioni, ricatti. È un quadro preoccupante, quello che viene fuori dallo studio della cooperativa sociale C.A.T. sulle dinamiche dello sfruttamento lavorativo di corrieri, magazzinieri e camionisti in Toscana.

L’indagine — commissionata da Cgil — è stata svolta nell’area metropolitana fiorentina e ha ricostruito i processi del settore logistico attraverso la raccolta di esperienze dirette.

«Lavoravo quattordici ore al giorno per cinquantacinque euro», ha dichiarato durante la ricerca uno degli intervistati anonimi. «Se ero malato niente, se ero in ferie niente. Pause? Dipendeva dalla consegne. Un massacro». Non manca, nell’indagine, anche la problematica legata alla massiccia presenza dei lavoratori stranieri: «Abbiamo tanti extracomunitari», dice un altro testimone. «Sono sfruttati. Vengono pagati cento euro per fare tredici ore al giorno sui camion».

Orari disumani che mettono naturalmente anche a repentaglio la sicurezza sulle strade, oltre a scontrarsi con i diritti sanciti dai contratti nazionali. Un fenomeno, questo, dovuto in particolare all’espansione dell’e-commerce e dell’acquisto per corrispondenza. «Il dover trasportare velocemente sempre più merce», spiega Livia Bruscaglioni della C.A.T., «porta alla violazione degli orari di lavoro e ad eccessivi straordinari, che spesso inducono i lavoratori addirittura ad assumere sostanze e psicofarmaci per poter reggere i ritmi giornalieri. Quello che emerge dalla nostra ricerca è che nel settore c’è una criticità legata agli appalti e ai subappalti. È il fenomeno delle cosiddette cooperative spurie, o false cooperative, che impongono condizioni complicatissime ai lavoratori».

La Filt Cgil esprime la propria posizione: «Abbiamo chiesto più volte al Presidente Rossi una legge sugli appalti privati», dice il segretario regionale Gabrio Guidotti, «ma ancora non ci siamo, anche se con le grandi aziende multinazionali, come UPS, DHL e TNT, abbiamo cominciato a costruire accordi importanti, grazie ad un contratto di filiera che mette insieme dall’ultimo facchino al primo dirigente».

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