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altri articoli 2016

Ex Sheraton Soluzione a tempo Spunta un acquirente

da la Nazione 22 Dicembre 2017

PER I CIRCA 60 lavoratori dell’ex Hotel Sheraton si è trovata una soluzione transitoria, nonostante la chiusura dell’Hotel. Tutte le maestranze passano alla curatela fallimentare e restano in forza, ancorché sospese e dunque senza lavoro e stipendio. E’ questo il contenuto dell’accordo raggiunto dopo una complessa trattativa con la curatela fallimentare, presente la vecchia proprietà, nell’attesa del confronto con l’imprenditore che rileverà l’attività alberghiera. Nell’accordo sottoscritto da tutti soggetti coinvolti si fa esplicito riferimento alla salvaguardia occupazionale di tutto il personale, compreso quello in appalto. Per le Organizzazioni Sindacali, Filcams Cgil e Fisascat Cisl, si tratta di un risultato importante che dovrà concretizzarsi nei prossimi passaggi, a partire dal 28 dicembre, giorno in cui si conoscerà il soggetto imprenditoriale che potrebbe rilevare l’attività.

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La vertenza ex Sheraton (Firenze) non si sblocca: il 20 dicembre presidio Cgil-Cisl di categoria

Vertenza Hotel ex Sheraton, oggi Conference Florentia Hotel (davanti al casello autostradale di Firenze Sud): la situazione ancora non si sblocca, domani mercoledì 20 dicembre dalle ore 9 presidio di lavoratori e Cgil-Cisl di categoria davanti all’albergo

La situazione non si sblocca ma Filcams Cgil e Fisascat Cisl vogliono ancora confidare che ancora non sia del tutto compromessa e fanno un appello alla ragionevolezza e alla responsabilità a tutte le parti interessate: è questo quanto emerge dopo la riunione di stamani del tavolo di Crisi della Città Metropolitana di Firenze sulla vertenza ex Sheraton (oggi Conference Florentia Hotel, rinomato hotel davanti al casello autostradale di Firenze Sud, 60 dipendenti), alla presenza di tutte le parti coinvolte (all’esterno, in via Cavour, erano presenti tantissimi lavoratori in sciopero e presidio). I sindacati hanno chiesto che il Tribunale di Firenze si avvalga dell’esercizio provvisorio per un mese/40 giorni, il tempo previsto per gestire il passaggio a un eventuale nuovo soggetto. Riteniamo che una istituzione importante come il Tribunale debba valutare con la necessaria attenzione e responsabilità le ricadute occupazionali delle sue decisioni, non si possono lasciare decine di lavoratori in questo stato di incertezza per un periodo così lungo, concomitante peraltro col periodo natalizio; parallelamente, all’attuale gestione invece i sindacati hanno chiesto di mantenerla almeno fino a fine gennaio. Il tutto, dal punto di vista dei sindacati, sempre nel nome della difesa dell’occupazione (cosa auspicata anche dalla Città Metropolitana). Domani mercoledì 20 dicembre i lavoratori non in turno, Filcams Cgil e Fisascat Cisl (oltre a delegati di altre aziende del territorio che presenzieranno in segno di solidarietà) faranno un presidio davanti all’albergo dalle ore 9. Nel pomeriggio, poi, è previsto in albergo un incontro tra i sindacati con la curatela e l’azienda (mentre la prossima riunione del tavolo di Crisi della Città Metropolitana è stato riaggiornato all’11 gennaio).

LA VERTENZA
Ex Sheraton, oggi Conference Florentia Hotel (davanti al casello autostradale di Firenze Sud): è stata annunciata la chiusura dell'albergo a partire dal 20 dicembre, a rischio ci sono 60 posti di lavoro tra dipendenti diretti e lavoratori in appalto. Il rinomato hotel situato a Firenze Sud, al centro di una complicata vicenda giudiziaria che dura da anni, è tornato alla curatela fallimentare dopo la sentenza della Cassazione che ha annullato l’atto di compravendita avvenuto negli anni passati. La curatela ha deciso di sospendere l'attività e i rapporti di lavoro in attesa che altri soggetti imprenditoriali possano rilevare l'attività. Filcams Cgil e Fisascat Cisl ritengono tale decisione legittima ma estremamente rischiosa per il mantenimento dei livelli occupazionali.
Firmato: Fabio Ammavuta (Filcams Cgil), Gianni Elmi Andretti (Fisascat Cisl)

Mercoledì chiude l’ex Sheraton A casa 60 lavoratori dell’hotel

La decisione del tribunale. Si spera in un compratore

Monica Pieraccini da la Nazione 16 Dicembre 2017

DA MERCOLEDÌ i lavoratori del Conference Florentia Hotel, l’ex Sheraton, saranno a casa senza stipendio. La Cassazione ha annullato l’atto di compravendita avvenuto in passato e riaffidato la struttura alberghiera vicina al casello autostradale di Firenze sud al tribunale, il quale ha deciso di sospendere l’attività in attesa che si faccia avanti un nuovo proprietario. Alla base non c’è dunque una crisi – l’hotel ha la più ampia disponibilità di camere della città, oltre 300, e ospita spesso congressi e meeting in sale che possono ospitare fino a 800 persone – ma una complessa e annosa vicenda giudiziaria, spiegano Filcams Cgil e Fisascat Cisl. «Non vogliamo entrare nel merito. Noi chiediamo – sottolineano le due sigle sindacali – che l’attività non venga sospesa perché altrimenti dal 20 dicembre i lavoratori saranno a casa senza retribuzione». 

A rischiare il posto sono 20 dipendenti diretti più altri 15 addetti del ristorante, che era stato dato in affitto in ramo d’azienda, più altri 25 lavoratori in appalto tra camerieri e facchini. I sindacati hanno già coinvolto le istituzioni e martedì è fissato un incontro alla Città metropolitana al quale parteciperanno tutti i soggetti coinvolti. In contemporanea all’incontro, in modo da consentire la partecipazione dei lavoratori a un presidio sotto agli uffici di via Cavour, Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno proclamato uno sciopero. Secondo i sindacati la decisione della curatela fallimentare è «legittima ma estremamente rischiosa per il mantenimento dei livelli occupazionali». La soluzione proposta è invece il proseguimento dell’attività, in attesa che altri soggetti possano rilevare l’impresa. Cosa che potrebbe accadere il 28 dicembre, quando sarebbe prevista l’aggiudicazione a un nuovo proprietario. 

L’ex Sheraton, costruito nei primi anni ’90 e gestito dalla Stei international, è fallito nel marzo 1995. Il giudice fallimentare decide di attivare l’esercizio provvisorio per salvaguardare i 120 posti di lavoro. Dopo tre aste andate deserte, nel gennaio 1996 l’hotel viene acquisito dalla Fezia Grandi Alberghi di Guerrino Fezia, proprietario dell’Ergife di Roma. Negli anni successivi però, tra ricorsi e inchieste giudiziarie, la vicenda è finita in Cassazione, che a primavera di quest’anno ha annullato l’atto di compravendita di Fezia, con la struttura che è stata di nuovo affidata al tribunale. 

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Hotel Sheraton (Firenze): pagati gli stipendi, ritirato lo sciopero. La Filcams Cgil: "Diritti difesi"

Hotel Sheraton (Firenze), pagate le spettanze: ritirato lo sciopero a oltranza di cameriere ai piani e facchini per i ritardi nei pagamenti dello stipendio. La Filcams Cgil: “Lo stipendio è un diritto, non può diventare una conquista da ottenere tramite lotte”

Hotel Sheraton (Firenze): è stato ritirato lo sciopero a oltranza indetto da stamani dalla Filcams Cgil Firenze in quanto gli stipendi in ritardo sono stati pagati. L’agitazione riguardava 18 dipendenti tra cameriere ai piani e facchini del servizio in appalto (stanchi dei continui ritardi nel pagamento degli stipendi), che oggi sono in regolare servizio. “Da qualche mese gli stipendi arrivano in ritardo, e questo comporta enormi problemi per i lavoratori e le lavoratrici che hanno scadenze da onorare come affitto, mutui, esigenze dei figli - dice la Filcams Cgil Firenze -. Lo stipendio è un diritto, non può diventare una conquista da ottenere tramite lotte. In questo settore, in una città come Firenze meta di un numero crescente di visitatori da tutto il mondo e che vuole offrire servizi di qualità, il rispetto dei diritti di chi lavora deve essere fondamentale e continueremo a batterci affinché lo sia in ogni realtà”.

Notizia del: gio 21 set, 2017

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Stipendi in ritardo: hotel Sheraton (Firenze), sciopero a oltranza cameriere e facchini dell'appalto

Hotel Sheraton (Firenze), da domani cameriere ai piani e facchini saranno in sciopero a oltranza per i continui ritardi nei pagamenti dello stipendio. La Filcams Cgil: “Lavoratori e lavoratrici stanchi di questa situazione”

Hotel Sheraton (Firenze): da domani giovedì 21 settembre, 18 dipendenti tra cameriere ai piani e facchini del servizio in appalto sciopereranno per i continui ritardi nel pagamento degli stipendi. Si tratta di uno sciopero a oltranza dalle ore 7, che terminerà solo quando le spettanze saranno pagate. “Da qualche mese gli stipendi arrivano spesso in ritardo, e questo comporta enormi problemi per i lavoratori e le lavoratrici che hanno scadenze da onorare come affitto, mutui, esigenze dei figli. Questi lavoratori e queste lavoratrici sono stanchi di questa situazione, tanto più che il lavoro non manca e i clienti all’albergo non sembrano mancare”, dice la Filcams Cgil Firenze. Quello che inizia domani è il secondo sciopero a oltranza nel giro di pochi mesi, sempre per i soliti motivi (ce ne è stato un altro questa estate, terminato non appena sono stati pagati gli stipendi). 

Notizia del: mer 20 set, 2017

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Turismo di qualità, Ammavuta (Filcams Cgil): “Ognuno faccia la propria parte”

24 Giugno 2017

Confindustria Firenze contro il “turismo ciabattone “? Segue la nota di Fabio Ammavuta (Filcams Cgil Firenze):

“Ognuno faccia la propria parte, a cominciare dal mondo delle imprese. Se si vuole un turismo di qualità ci vuole un cambio culturale da parte degli stessi imprenditori del settore. Perché per esempio si considera il lavoro un aspetto residuale della questione? Perché non si valorizza come merita e di conseguenza spesso si persegue un abbassamento del costo del lavoro, in particolare attraverso lo strumento degli appalti e l’uso massiccio di voucher?

Perché non si comincia dal rispetto del contratto nazionale di lavoro del settore?

Se si vogliono individuare soluzioni per un turismo di qualità la Filcams Cgil di Firenze è da sempre pronta a confrontarsi.

Non a caso le organizzazioni sindacali territoriali hanno inviato nei mesi scorsi una piattaforma a Confindustria Firenze (per la stipula di un contratto territoriale per gli alberghi) per confrontarsi su questi temi. La Filcams attende fiduciosa una convocazione”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze

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Su Carlson Wagonlit c’è l’ipotesi di accordo

20 Aprile 2017

Tra sindacati e Carlson Wagonlit si profila una ipotesi di accordo. Nel corso dell’incontro di mercoledì 19 aprile 2017 le parti hanno condiviso la volontà di arrivare quanto prima alla chiusura della trattativa, delineando le tappe precise che porteranno alla chiusura di alcune sedi e alla riorganizzazione complessiva dell’attività del gruppo.

“Pur non condividendo il piano industriale, che secondo noi produrrà danni sul business oltre che effetti negativi sui lavoratori – ha detto Luca De Zolt di Filcams Cgil nazionale al termine dell’incontro – come organizzazioni sindacali abbiamo cercato un terreno di confronto con l’azienda su possibili soluzioni che andassero a mitigare gli effetti della riorganizzazione sulle persone. Abbiamo conquistato, con Fisascat Cisl e Uiltucs, uno spazio di negoziazione importante per un accordo che, se confermato, prenderà le mosse dall’apertura di una procedura di mobilità necessaria per una maggior tutela dei dipendenti coinvolti dalle chiusure e che ristabilisce le responsabilità reciproche delle parti”.

L’intesa di massima prevede che si raggiunga un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo che comprenda:
1. l’individuazione del criterio esclusivo della non opposizione (saranno licenziati solo coloro che dichiareranno la loro disponibilità a non opporsi al licenziamento);
2. la previsione, in alternativa al licenziamento, del trasferimento su sede diversa da quella attuale solo su base volontaria;
3. la possibilità di ricollocazione in sede/reparto esistente sul proprio territorio applicando, qualora vi fossero più candidature, i criteri di legge per individuare le priorità nella ricollocazione stessa.

L’azienda ha escluso la possibilità di implementare il tele-lavoro, richiesta dai sindacati, per mantenere le posizioni operative nonostante la chiusura delle sedi fisiche.

Rispetto alle possibilità di ricollocazione in altre sedi, l’azienda ha presentato uno schema che prevede la ricollocazione dei dipendenti di Padova a Milano o Trieste, di Bologna a Genova e di Firenze a Roma. Ha proposto un incentivo ai trasferimenti di 1000 euro, in aggiunto a quanto previsto dal Contratto Collettivo di Lavoro in merito ai cambi di sede di lavoro. Dai sindacati è arrivata la richiesta di lavorare su un incentivo maggiore, prendendo atto che le disponibilità aziendali al supporto dei trasferimenti non saranno comunque tali da indurre molte persone a optare per tale proposta.

Riguardo le ricollocazioni su reparti o sede nei territori nei quali insistono le chiusure le parti hanno convenuto di valutare la disponibilità all’esodo incentivato anche per altri reparti, così da contare su un maggior numero di ricollocazioni dei dipendenti delle sedi in chiusura.

Infine si è svolto il confronto sull’incentivo che verrà riconosciuto a coloro che non si opporranno al licenziamento. Condividendo l’impostazione che riconosce un maggior incentivo a chi ha maggiore indennità di servizio, il piano concordato prevede 10 mensilità per coloro che hanno meno di 10 anni di anzianità aziendale, 11 per coloro che ne hanno più di 10 e meno di 20, 12 per coloro che hanno più di 20. La base di calcolo è l’ultima retribuzione mensile utile (un quattordicesimo di retribuzione annua lorda). Le non opposizioni andranno comunicate, se non subentrano imprevisti, entro la fine di maggio.

I tempi di un accordo sono ora subordinati all’apertura della procedura di licenziamento, che dovrà essere avviata dall’azienda nei prossimi giorni.

Un nuovo incontro è stato fissato per il 4 maggio, per consentire di consultare  sull’intesa finora raggiunta i lavoratori e le lavoratrici e procedere con la definizione di un accordo.

“Come Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – conclude De Zolt – riteniamo che lo schema condiviso possa rappresentare un buon punto di arrivo, fermo restando la necessità di continuare il lavoro di pressione affinché l’azienda aumenti le postazioni disponibili per le ricollocazioni nei territori sui quali impattano le chiusure”.

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Carlson Wagonlit Travel: l’azienda svela il suo piano, arrivano le chiusure

Filcams Cgil 10 Aprile 2017

Dopo lo sciopero del 3 aprile, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno incontrato Carlson Wagonlit Italia che ha rivelato i dettagli del piano di riorganizzazione già annunciato.
Un piano che prevede la chiusura di tre sedi operative situate in zone strategiche del Paese: Padova, Bologna e Firenze, e che impatterà su oltre 30 persone.

La Filcams ha espresso la più netta contrarietà al progetto, che va nella direzione sbagliata anche dal punto di vista commerciale: la chiusura di sedi infatti sarà dannosa per il business, in quanto l’azienda si ritira di fatto dal mercato, peraltro in zone del Paese in cui la presenza territoriale è dirimente nel rapporto con i clienti.

Le chiusure pongono seri problemi occupazionali in quanto l’azienda intende proporre ai lavoratori coinvolti un trasferimento in altra sede: ma le distanze sono tali che configurerebbero di fatto dei licenziamenti.
E l’orizzonte è ancora più fosco se si includono i pronostici fatti dalla multinazionali all’ultimo incontro del CAE, con l’ipotesi di una ulteriore riduzione di sedi nel nostro Paese.

Nella discussione con l’azienda del 7 aprile si sono sostanzialmente rimarcate le reciproche posizioni che rimangono distanti, sia rispetto al piano industriale sia rispetto al proseguo del confronto.
Filcams Fisascat  Uiltucs hanno chiesto all’azienda un’assunzione di responsabilità sugli effetti del piano di chiusure, e confermano lo stato di agitazione in tutte le sedi CWT Italia.
Un nuovo incontro, finalizzato a verificare la possibilità di un terreno comune di confronto sugli effetti del piano, è fissato al prossimo 19 aprile.

Carlson Travel, sciopero e presidio a Firenze. La Filcams Cgil: "No agli esuberi"

Carlson Wagonlit Travel (multinazionale di servizi alle imprese) delocalizza: allarme esuberi e taglio per le sedi di Firenze (100 addetti), oggi sciopero (alta adesione) e presidio di lavoratori e Filcams Cgil davanti alla sede di via Panciatichi. Ammavuta (Filcams Cgil): “No agli esuberi, si modifichi il piano industriale”

Allarme per la sede fiorentina della Carlson Wagonlit Travel (multinazionale leader mondiale nel settore del business travel e nell’organizzazione di eventi e congressi); la dirigenza ha annunciato delocalizzazioni nei paesi dell’Est Europa o extraeuropei, e si apre il rischio di una riduzione degli organici: in tutte le sedi italiane (750 addetti) sono previsti fino a 50 esuberi. A Firenze (100 addetti) è a rischio uno dei due uffici (il business travel, l’altro è quello meeting) e ballano 11 posti di lavoro (quasi tutte donne). Oggi è il giorno di uno sciopero nazionale unitario di quattro ore sulla vertenza: a Firenze è di otto ore e i lavoratori sono stati con la Filcams Cgil in presidio davanti alla sede dell’azienda in via Panciatichi dalle 10 alle 12. L’adesione allo sciopero fiorentino è stata alta. Dice Fabio Ammavuta di Filcams Cgil Firenze: “Venerdì ci sarà un incontro a Roma, ci attendiamo che lì da parte dell’azienda ci sia una inversione di tendenza. Diciamo no agli esuberi e va modificato il piano industriale a livello europeo, non vogliamo che in Italia ci siano impatti”.

Notizia del: lun 03 apr, 2017

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Carlson Travel, rischio esuberi e taglio sedi: lunedì 3 aprile a Firenze sciopero e presidio Filcams Cgil

Carlson Wagonlit Travel (multinazionale di servizi alle imprese) delocalizza: allarme esuberi e taglio per le sedi di Firenze (100 addetti), lunedì 3 aprile sciopero e presidio di lavoratori e Filcams Cgil davanti alla sede di via Panciatichi 38/5 dalle 10 alle 12  

Allarme per la sede fiorentina della Carlson Wagonlit Travel (multinazionale leader mondiale nel settore del business travel e nell’organizzazione di eventi e congressi); la dirigenza ha annunciato delocalizzazioni nei paesi dell’Est Europa o extraeuropei, e si apre il rischio di una riduzione degli organici: in tutte le sedi italiane (750 addetti) sono previsti fino a 50 esuberi. A Firenze (100 addetti) è a rischio uno dei due uffici (che sono meeting e business trave) e ballano una decina di posti di lavoro. Lunedì 3 aprile è previsto uno sciopero nazionale unitario di quattro ore sulla vertenza: a Firenze sarà di otto ore e i lavoratori saranno con la Filcams Cgil in presidio davanti alla sede dell’azienda in via Panciatichi 38/5 (vicino alla stazione ferroviaria di Rifredi) dalle 10 alle 12 (la stampa è invitata). “Mentre da parte dei lavoratori e delle lavoratrici vengono segnalate costantemente le problematiche che ostacolano lo sviluppo dell’azienda (organizzazione del lavoro, la formazione e i sistemi informatici), da parte dell’azienda vengono portati avanti solo progetti che mirano a comprimere il costo del lavoro a scapito della qualità del servizio”, hanno spiegato Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs nazionali.

Notizia del: ven 31 mar, 2017

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"Ripristinate anche voi l'Articolo 18": la Filcams Cgil Firenze scrive alle aziende di ristorazione scolastica

“Ripristinate anche voi l’Articolo 18”: dopo il caso di “Qualità&Servizi” nella Piana, la Filcams Cgil Firenze scrive alle altre aziende di ristorazione scolastica della provincia e ai comuni fiorentini. “Giusto che ci siano trattamenti identici sui diritti fondamentali dei lavoratori”

Dopo l'importante accordo a “Qualità&Servizi” (ristorazione scolastica nella Piana fiorentina) per la reintroduzione dell’Articolo 18 superando il Jobs Act, la Filcams Cgil Firenze ha inviato ieri una lettera a tutte le aziende del settore della ristorazione delle scuole e ai comuni fiorentini per provare ad estendere le stesse condizioni. La Filcams Cgil Firenze pensa infatti che si possa fare impresa garantendo i diritti come il reintegro al lavoro dopo un licenziamento illegittimo.

IL TESTO DELLA LETTERA (inviata alle Società di gestione mense scolastiche operanti nella provincia di Firenze e ai Comuni della provincia di Firenze):

Vogliamo metterVi a conoscenza dell'accordo che abbiamo sottoscritto con la società di ristorazione collettiva “Qualità&Servizi”, interamente partecipata dai Comuni della Piana Fiorentina (Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Signa) con il quale si riconosce l'applicazione dell'Articolo 18 legge 300/70 a tutti i lavoratori delle mense scolastiche, superando in questo modo il Jobs Act. Vi chiediamo, a questo proposito, un incontro per provare a percorrere insieme a Voi la stessa strada in favore di tutti i Vs. lavoratori impiegati nelle mense scolastiche ubicate nella provincia di Firenze. Ci pare il miglior modo - questo - per superare l'attuale contesto che vede società che operano nella stessa provincia e nello stesso settore con trattamenti diversi su diritti fondamentali dei lavoratori, come quello alla reintegra in caso di licenziamenti illegittimi. Certi che vorrete raccogliere la nostra proposta d'incontro, porgiamo cordiali saluti.

Firmato: per la Filcams Cgil Firenze, Maurizio Magi

Notizia del: mer 04 ott, 2017

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IL CASO ALLA «QUALITA’ & SERVIZI» DEI COMUNI DI SESTO, CAMPI, SIGNA

Contratto svolta nella società delle mense 

Cancellato il Jobs Act, torna l’articolo 18

Stefano Vetusti su la Nazione 30 Settembre

FIRENZE PIANO piano l’articolo 18, cancellato dal Jobs Act, torna in campo attraverso contratti aziendali. L’ultimo caso alla società «Qualità & Servizi», nata nel 1996, pubblica dal 2007, i cui soci sono i Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa. Dà lavoro a 200 persone. Fornisce i pasti nelle mense scolastiche dei tre comuni, 6800 al giorno. Assunzione a tempo indeterminato con le tutele del vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: è quanto dice infatti il contratto di una ventina di nuovi addetti della «Qualità & Servizi». 

Grazie all’accordo siglato l’articolo 18 «resuscita» con una particolare clausola inserita nei contratti: in sostanza, viene ripristinata la garanzia antilicenziamento con obbligo di reintegro nel caso di assenza di giusta causa prevista dall’articolo, eliminato con la riforma del lavoro varata nel 2014 dal governo Renzi. Con l’accordo sindacale anche i già assunti dall’azienda dopo l’entrata in vigore del Jobs Act beneficiano della protezione dell’articolo 18. «Una reintroduzione che sana l’iniquità sorta con l’entrata in vigore del Jobs Act» sottolinea il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi. Esulta ovviamente la Cgil. «Grande la soddisfazione – dice Fabio Fantini della Filcams Cgil Firenze – per aver restituito a tutti un diritto fondamentale. Non ci devono essere differenze fra i lavoratori. Si può fare bene impresa anche se non si tolgono diritti».

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Qualità&Servizi Sei gli indagati Tre sono fornitori

I FORNITORI di “Qualità&Servizi”? Erano gli «amici». La procura non ci vede chiaro sulla scelta delle ditte che avrebbero fornito all’impresa dei Comuni di Signa, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, materiale per il confezionamento dei pasti destinati alle mense scolastiche. Gli indagati sono sei: oltre ai tre della “parte pubblica”, tra cui l’amministratore Carlo Del Bino (in carica fino al 2 marzo) e l’ex direttrice Silvia Borgioli, più l’ex commercialista, ci sono i rappresentanti delle tre ditte che hanno stretto rapporti commerciali con la partecipata. Che, nella scelta dei fornitori, non avrebbe adoperato criteri di trasparenza e convenienza, ma si sarebbe basata soltanto sull’«amicizia». Il pm Luca Turco, negli avvisi di garanzia contestuali alle perquisizioni delle scorse settimane, ipotizza il reato di abuso d’ufficio per gli amministratori, e per le ditte il concorso in abuso d’ufficio.
ste.bro.

Sandra Nistri da la Nazione 30 Marzo 2017

«NON VOGLIO commentare l’inchiesta in corso in questo momento su Qualità&Servizi su cui non abbiamo notizie certe ma conosciamo solo voci che si ricorrevano da molto tempo e quanto abbiamo letto in questi giorni. Quello che però, dal fronte sindacale, posso dire è che come Cgil da mesi ci siamo mossi per denunciare la difficoltà nei rapporti sindacali con l’azienda e una scarsa trasparenza in particolare per un episodio». Fabio Fantini di Filcams Cgil descrive come difficoltose, a dir poco, le relazioni con i vertici di Qualità&Servizi: «Da anni l’azienda stava facendo un uso a nostro parere eccessivo di lavoro interinale e noi chiedevamo invece di poter effettuare assunzioni a tempo indeterminato per poter garantire l’offerta di un buon servizio, visto anche l’ambito delicato di cui si parla in cui ci sono bambini come utenti finali. L’amministratore unico ed i vertici aziendali ci hanno sempre risposto che non era possibile, per un problema di costi, assumere con contratti di questo tipo salvo poi scoprire per caso, a giugno quando le scuole erano chiuse da un pezzo, che era stato pubblicato sul sito di Qualità&Servizi un bando per una quindicina di posti a tempo indeterminato con scadenza dì lì a 3-4 giorni senza che nessuno lo avesse pubblicizzato o avesse informato, come avviene solitamente, i sindacati».

Un comportamento per il quale, prosegue Fantini, la Cgil si è fatta sentire con i vertici di Qualità&Servizi: «Si è creato il paradosso che alla fine sono arrivate pochissime domande, una quindicina a quanto sappiamo, per assunzioni attese da tempo, cinque delle quali già effettuate. Molte persone, anche con ampia esperienza maturata nell’azienda e tutti i requisiti richiesti, non hanno potuto partecipare perché non erano a conoscenza del bando. Ci è sembrata una vicenda di scarsissima trasparenza e per questo abbiamo voluto coinvolgere, nei mesi scorsi, i sindaci dei Comuni soci, Sesto, Campi e Signa, che abbiamo visto in più incontri segnalando loro tutte le nostre perplessità e che si sono poi mossi». La bomba scoppiata intorno alla partecipata per le mense scolastiche sicuramente sarà anche al centro di comunicazioni nell’odierno consiglio comunale di Sesto.

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Mense, pulizie, portierato, pubblici esercizi: il 31 maggio a Firenze presidio unitario davanti alla Prefettura

Mense, pulizie, portierato, pubblici esercizi: sciopero per il Contratto nazionale, domani mercoledì 31 maggio a Firenze presidio Cgil-Cisl-Uil di categoria e lavoratori (a disposizione per raccontare le proprie storie) sotto la Prefettura (via Cavour 1) dalle 11 alle 13. I sindacati: “Un lavoro povero che rischia di diventare ancora più povero, precario e senza diritti”. Nel multiservizi è sotto attacco il diritto alla malattia

A Firenze oggi sono fermi per l’intera giornata i lavoratori di multiservizi, pubblici esercizi e agenzie di viaggio. E domani mercoledì 31 maggio sarà sciopero di un’intera giornata per i lavoratori delle mense, degli appalti di pulizia, del personale aeroporti, caserme e carceri. E’ l’agitazione indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e UilTrasporti per chiedere il rinnovo del Contratto nazionale (multiservizi e turismo, comparto pubblici esercizi, agenzie viaggi e ristorazione collettiva) che è scaduto da 49 mesi: domani mercoledì 31 maggio a Firenze è in programma un presidio unitario di sindacalisti e lavoratori (che racconteranno le loro storie di lavoro povero) dalle 11 alle 13 davanti alla Prefettura in via Cavour 1. Il tutto, all’interno di una mobilitazione che vedrà in Toscana oltre 30 tra presìdi e iniziative in ogni capoluogo, a livello unitario, da oggi a mercoledì7 giugno.

In provincia di Firenze lo sciopero riguarda oltre 10mila lavoratori, la maggior parte donne e a part time (stipendi da 500-600 euro mensili). Persone che quotidianamente cucinano nelle scuole o negli ospedali, camerieri, professionisti della ristorazione, agenti di viaggio, addetti alle pulizie o al portierato di edifici pubblici e privati, aziende, fabbriche. Lavoratrici e lavoratori stretti nella morsa di appalti aggiudicati con ribassi che inevitabilmente si scaricano sulla riduzione delle ore di lavoro e quindi sul reddito, sull’intensificazione dei carichi di lavoro, sulla flessibilità estrema dei turni. Nonostante si tratti di settori strategici, è un lavoro “povero”, di fatica, che rischia di diventare ancora più povero e precario: sono a rischio le clausole sociali (a tutela dell’occupazione) nei cambi d’appalto e nel campo del multiservizi è sotto attacco il diritto alla malattia.

Notizia del: mar 30 mag, 2017

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Filcams Cgil: Contratto, 31/03 in 1.000 con la Cgil a Roma alla manifestazione per sciopero pulizie/multiservizi

Ristorazione collettiva, Pulizie, Agenzie di viaggio: venerdì Sciopero nazionale Plurisettoriale per il rinnovo del Contratto nazionale, 100mila lavoratori toscani interessati. Manifestazione a Roma: in 1.000 dalla con Filcams Cgil Toscana. “Grande risultato, mobilitazione molto sentita dai lavoratori”, dice la segretaria Cinzia BernardiniVenerdì 31 marzo è sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici (la maggioranza) dei settori delle pulizie/multiservizi, della ristorazione collettiva e commerciale (mense e pubblici esercizi, dagli “autogrill” ai fast food fino a bar e ristoranti) e delle agenzie di viaggio: l’agitazione è indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e Uiltucs nazionali per il rinnovo del Contratto nazionale che manca da 4 anni. Sono coinvolti circa 100mila lavoratori toscani. A Roma venerdì è prevista la manifestazione nazionale (hashtag #fuoriservizio e #contrattoadesso, concentramento ore 9 in piazza della Bocca della verità): per la Filcams Cgil dalla Toscana sono pronti a partire in pullman per la Capitale oltre mille persone. “Un risultato straordinario, che nasce dalle centinaia di assemblee fatte sui territori: significa che lo sciopero è molto sentito dai lavoratori e dalle lavoratrici, stanchi di stare da 4 anni senza contratto. Scioperare è un sacrificio che costa soldi a chi lo fa, ma è anche il modo per farsi sentire e la mobilitazione non si è mai fermata: siamo all'ottavo sciopero negli ultimi 4 anni. Si tratta di lavoratori e lavoratrici che svolgono un lavoro prezioso, a volte essenziale per garantire servizi irrinunciabili a alunni, malati, cittadini e viaggiatori”, dice Cinzia Bernardini, segretaria generale di Filcams Cgil Toscana. Che aggiunge: “Non è più sostenibile che le aziende e le cooperative presenti in questi settori neghino la dignità dei lavoratori non rinnovando il contratto nazionale, chiedendo, per la firma, l'accettazione di condizioni peggiorative e mettendo in discussione temi fondamentali, per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, come la malattia, il salario, le norme che tutelano il cambio di appalto, materie che, come dimostrano le cronache giudiziarie degli ultimi mesi, attengono, oltre che alle condizioni di vita e di lavoro delle persone, anche alla legalità e alla sicurezza".

LA VERTENZA
Nel tavolo per il nuovo del Contratto nazionale applicato ad oltre 100mila lavoratrici e lavoratori della ristorazione collettiva, addetti ai servizi mensa scolastici, ospedalieri e sociali, per i sindacati è stata insufficiente la proposta di Angem e Alleanza cooperative su mercato del lavoro, contrattazione decentrata, welfare e aumento salariale, distante dal trattamento economico stabilito dai rinnovi contrattuali già raggiunti nel comparto turistico. “Un simile inaudito atteggiamento, inaccettabile nel contenuto ed arrogante e provocatorio nel metodo, comporta la conferma della conclusione del negoziato”, hanno spiegato Cgil-Cisl-Uil di categoria, proclamando la giornata di sciopero intersettoriale il 31 marzo con manifestazione nazionale a Roma. Obiettivi: rivendicare un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele, potenziare il welfare e rinnovare il Contratto nazionale di lavoro atteso in media da oltre 4 anni. Sul contratto Multiservizi, la trattativa tra associazioni datoriali e sindacati si è interrotta quando le prime hanno subordinato il rinnovo del contratto ad una sola pregiudiziale, cioè che le Organizzazioni Sindacali accettassero la condizione di peggiorare il trattamento di malattia, sia in termini di riduzione del periodo di comporto, sia con la penalizzazione del pagamento dei giorni di carenza di malattia.

Notizia del: mer 29 mar, 2017

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Mense in sciopero: «Portate i panini»

Venerdì il servizio non sarà garantito. Gli alunni dovranno arrangiarsi. Tutelati gli ospedali

Ivana Zuliani dal Corriere Fiorentino 29 Marzo 2017

Un milione di lavoratori, in tutta Italia, venerdì sono chiamati dai sindacati a scioperare per rinnovare il contratto di lavoro fermo da mesi. E l’astensione dal lavoro potrebbe portare numerosi disagi soprattutto per le mense scolastiche della nostra città e della nostra regione. Ad essere coinvolti sono i settori più disparati: non solo quindi mense delle scuole ma anche quelle degli ospedali. Ed ancora: ristoranti, tabaccai, addetti alle pulizie e anche i servizi di portierato.

Venerdì, insomma, è rischio tilt, per tutti questi settori, per lo sciopero nazionale indetto dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti. Le categorie coinvolte sono pulizie multiservizi, pubblici esercizi, ristorazione collettiva e agenzie di viaggio.

«Sono settori — spiega Maurizio Magi delle Filcams Cgil — che comprendono oltre un milione di lavoratori e sono accumunati dal fatto di avere il contratto nazionale scaduto da 4 anni». I lavoratori manifesteranno con un corteo nazionale a Roma e dalla Toscana è prevista la partenza di almeno 50 pullman. Per questo è ormai evidente ai Comuni (che gestiscono le mense) che sarà difficile servire regolarmente i pasti, venerdì. Molte scuole sono corse ai ripari e hanno già avvisato i genitori di non poter garantire il servizio. I bambini dovranno dunque arrangiarsi con il pranzo al sacco portato da casa. Palazzo Vecchio, attraverso le scuole, ha già comunicato il possibile problema a tutti gli istituti che usufruiscono dei pasti del Comune: in tutto si tratta di 20 mila pasti al giorno in media, distribuiti a più di novanta refettori diversi in tutta la città. «Si tratta del ristorante più grande della Toscana», l’ha definita scherzando la vicesindaca e assessore alla pubblica istruzione di Palazzo Vecchio, Cristina Giachi.Un ristorante però a rischio chiusura, venerdì. Minori problemi dovrebbero esserci negli ospedali: i pasti dei malati fanno parte della terapia, vanno garantiti comunque. Problemi potrebbero esserci per il personale.

Lo sciopero arriva dopo mesi di trattative che hanno coinvolto moltissime associazioni di categoria, con comportamenti diversi. Con Fise Confindustria, Unionservizi Confapi, Ancst Legacoop, Federlavoro Confcooperative e Agci (mezzo milione di lavoratori) il tema è quello del trattamento economico, ma anche i permessi per malattia e la «clausola sociale», cioè il mantenimento del posto di lavoro, in caso di cambio di appalto. Con Fipe Confesercenti e Fiavet Confcommercio la firma del contratto era quasi alle porte, ma l’accordo alla fine è invece saltato. In questo caso, oltre ai lavoratori dei multiservizi, ci sono anche quelli delle agenzie di viaggio, oltre 100 mila persona in tutta Italia. Insomma, venerdì potrebbero esserci problemi anche in questi esercizi.

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La resa della «25 aprile»: la Casa del Popolo licenzia

Conti in rosso per oltre 200 mila euro: «Per salvare il circolo si torna al volontariato». Scontro con la Cgil

Antonio Passanese dal Corriere Fiorentino 19 Febbraio 2017

Anche le Case del Popolo licenziano. Ne sanno qualcosa i tre dipendenti del bar dello storico circolo «25 Aprile» di via Bronzino (due uomini e una donna assunti una decina di anni fa) a cui giovedì sera è stato comunicato che dal giorno dopo sarebbero diventati disoccupati. La causa? Un buco da 230 mila euro nei conti e una pila di bollette e ingiunzioni. Oltre ai debiti accumulati con Equitalia, Quadrifoglio e perfino dell’Arci, che ha già provveduto a chiedere conto dei 30 mila euro che avanza.

«La situazione debitoria che ci ha lasciato il vecchio consiglio è spaventosa — dice il presidente Andrea Borselli — Ad aprile, quando siamo arrivati, ci siamo trovati di fronte a un bivio: chiudere e riconsegnare le chiavi oppure licenziare tre dipendenti...». Borselli spiega che per evitare di tirare definitivamente giù il bandone il circolo tornerà a una «gestione di volontariato. Io, per esempio, mi alzo tutte le mattine alle 6 per fare le pulizie dei bagni e per preparare le colazioni, alcuni soci servono al bar e le loro mogli si sono offerte di preparare sughi e altri piatti. Stiamo vivendo alla giornata».

La «25 Aprile», da quando è subentrato il nuovo direttivo, sta cercando di risalire la china e di onorare tutte le pendenza, ma rimettersi in moto non è facile, «e così non abbiamo avuto altra scelta che licenziare i tre dipendenti». 

La Cgil è immediatamente partita all’attacco: «Non so se abbia ancora senso chiamare quel circolo Casa del Popolo — accusa il sindacalista a cui si sono rivolti i tre ex lavoratori, Fabio Ammavuta — Non vorremmo che dietro la parola volontariato si celasse altro. Eravamo a conoscenza dei problemi e dei ritardi nei pagamenti degli stipendi e per questo avevamo anche chiesto un incontro. Poi di punto in bianco è arrivata quella lettera di licenziamento». Ammavuta assicura che lunedì i licenziamenti verranno impugnati, «chiederemo di ritirarli oppure di trovare altre soluzioni».

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Hotel Machiavelli Firenze: saranno riassunte le 7 cameriere ai piani che stavano perdendo lavoro e diritti nel cambio d’appalto, oggi l’intesa presso la Città metropolitana. Ammavuta (Filcams Cgil): “Le lavoratrici hanno vinto la loro battaglia, sugli appalti servono regole condivise, noi in campo col referendum”

Firenze: scioperano le cameriere ai piani dell'Hotel Machiavelli Palace contro chi pensa di appaltare anche i loro diritti

Ammavuta (Filcams Cgil), “meritano rispetto i diritti non sono in appalto. Non a caso abbiamo raccolto oltre 1.300.000 firme su una legge di iniziativa popolare in cui si prevede l'obbligo di applicare il contratto di riferimento, e non a caso chiediamo due Si sui referendum per il lavoro, per abolire i voucher ed introdurre la responsabilità in solido fra appaltatore ed appaltante”.
Hanno incrociato le braccia oggi 7 lavoratrici, cameriere ai piani, in servizio all'Hotel Machiavelli Palace, un tre stelle in centro, a Firenze.
Sono scese in sciopero in difesa del proprio posto di lavoro e per il mantenimento dei loro diritti contrattuali messi a rischio da un cambio di appalto.

La Geo 2014, la cooperativa di servizio subentrata nell'appalto, ne ha qualche decina in città, è disponibile ad usare le prestazioni delle 7 lavoratrici, ma alle proprie condizioni.
Dovranno scrordarsi lo status di dipendenti, da ora in avanti saranno socie lavoratrici, ed è tutt'altro che un gradino in più nella scala sociale.

Queste alcune delle condizioni imposte: niente malattia, banca ore - all'occorrenza dovranno fare gli straordinari, ma non saranno pagati come tali -, la sede di lavoro comunicata volta a volta, niente riconoscimento dell'anzianità di servizio.

“Siamo impegnati a difendere i diritti di queste lavoratrici, dice Fabio Ammavuta della Filcams Cgil Firenze, “meritano rispetto e i diritti non sono in appalto”. Non a caso, aggiunge, abbiamo raccolto oltre 1.300.000 firme su una legge di iniziativa popolare in cui si prevede l'obbligo di applicare il contratto di riferimento, e non a caso chiediamo due Si sui referendum per il lavoro, per abolire i voucher ed introdurre la responsabilità in solido fra appaltatore ed appaltante.

Notizia del: mar 24 gen, 2017

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